Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

13 luglio 2022

GALLERIE

GALLERIE. Lo scavo al fronte ed il successivo allontanamento del materiale ("Smarinaggio"), nel caso rappresentato avviene con mezzi normali (Escavatore, ...). Fatto lo scavo del fronte (Precedentemente consolidato) si passa al posizionamento delle centine (Costituite, di norma, da due profili HE B, accoppiati adeguatamente, con calastrelli ed irrigiditi sulle anime). Fatta la messa a punto delle centine si effettua lo Shotcrete (Spritz-beton) della centina posata. La malta di cls spruzzata, ad alta pressione, dovrebbe (Anzi, deve) riempire tutti i vuoti esistenti fra centina e materiale esterno. Un adeguato sistema Shotcrete non deve presentarsi con delle cavità come si vedono in queste foto.  Posate le centine si passerà alla realizzazione dell'arco rovescio (Totalmente in cls armato; oppure in profilati metallici e cls armato). Sulla canna centinata e cementata si provvederà, quindi alla posa delle guaine impermeabilizzanti e, infine, alla realizzazione del rivestimento della canna con uno strato di cls armato (Su entrambe le facce).



8 luglio 2022

AMORE FILIALE


 Gian Lorenzo BERNINI. Enea, Anchise, Ascanio una delle più belle sculture del Genio (Il marmo parla, è vivo), ammirabile alla Galleria Borghese di Roma. Dettaglio.

29 giugno 2022

MADONNA

 


Madonna del Rosario di Benestare, 1833. Dipinto di elevata bellezza, bisognoso di urgenti cure e conservato in modo inadeguato.

MADONNA DEL ROSARIO, 1833

 


Madonna del Rosario di Benestare, 1833. Dettaglio. L'artista si è ispirato alla Madonna con Bambino (1607) del Caravaggio?

MADONNA 1833

 

Madonna del Rosario, anno 1833. Dettagli: 1)- S. Domenico 
e S. Caterina; 2)- Tela deteriorata in modo grave. 

MADONNA DEL ROSARIO


 Madonna del Rosario. Dettaglio alla base del dipinto.
"A. D. 1833 - PROC. PASQUALE MUSOLINO" 

18 giugno 2022

ESPERTO

 "Esperto è colui che ha fatto, e capito, tutti gli errori possibili, nel suo campo".

Nils Bohr

INTELLETTUALE

 Il vero Intellettuale, o Poeta, o Scrittore, è colui che sa e si applica nel suo Compito principale: 

Quello di svegliare le coscienze, di alimentare dubbi, di spingere verso riflessioni non canoniche

3 giugno 2022

IL FUTURO DELLE CITTA'

 Come gli uomini, le città  nascono, crescono e ... muoiono
E' la loro vita - come quella degli uomini - dipende dalle "molecole" di cui sono costituite. Molecole che, per natura, come nell'uomo, tendono alla demolizione totale del costruito. Tale parametro esistenziale, più o meno lungo (In qualche caso quasi infinito o immortale), non è dipendente dipendente da essa, ma dai rappresentanti del potere esecutivo e/o amministrativo.
Spesso, specialmente nel passato remoto, urbanisti e politici hanno preso la decisione di apportare importanti modifiche al tessuto urbano al fine di rendere più agibile la città. Modifiche non sempre accettate da tutti gli addetti ai lavori. Tra le più importanti emergono:
a)- Roma. La costruzione del Colonnato del Bernini, a S. Pietro ha portato alla creazione di Via della Conciliazione che mostra il più grazioso abbraccio architettonico mai concepito sulla terra ad essere visibile sin dal Tevere, presso il Mausoleo di Adriano (Ora Castel S. Angelo);
b)- Parigi. La crescita vorticosa della città ha mostrato la necessità di realizzare degli assi viabili adeguati ai nuovi mezzi di trasporto, per sopperire alle necessità belliche, sociali, democratiche. Georges Eugène Haussmann è l'urbanista che ha introdotto i grandi viali alberati. Il suo piano, che ha portato lo style Parigi (Da città medievale a città europea), ha comportato l'espropriazione, la demolizione di tanti immobili; con la costruzione di infrastrutture, reti idrica e fognante, ecc...
c)- Gerusalemme. Adriano con i suoi governatori ha imposto la demolizione di alcune zone al fine di realizzare una città con piazze, edifici pubblici, locali ludici. Tutto in assonanza con lo stile di Roma. Le popolazioni locali opposero non poche resistenze alle novità ipotizzate. Di esse alcune furono realizzate, altre no. 
Tali interventi hanno portato splendore oppure no alle città interessate? Senza ombra di dubbio, a mio parere, dette iniziative hanno contribuito a mantenere il concetto di immortalità insito nelle suddette città.
Tanto più il potere politico è rappresentato da soggetti mediocri tanto più la città va incontro alla spoliazione funzionale della Bellezza.
In sintesi, la città  vive fintantoché trova giustificazione nel vissuto quotidiano della gente che la abita e che la usa.

PORTE GIREVOLI

   Con la frase "Porte girevoli", in modo sintetico si definisce il deplorevole e discutibile passaggio, per convenienza economica, spesso sostenuta dalla necessità di lobbismo, di dirigenti di concetto dal sistema pubblico al sistema privato; oppure da un potere ad altro.
E' quello che i francesi definiscono "Pantouflage", che deriva da pantofole.
In sintesi, il sistema pubblico addestra e spiega, ai propri dipendenti, i meccanismi di funzionamento di un determinato processo operativo; il sistema privato con l'offerta di una maggiore ricompensa in denaro si porta a casa propria il dirigente (Ex) pubblico al fine di usarlo come grimaldello al fine di ottenere facilmente quei benefici che, altrimenti, difficilmente riuscirebbe ad ottenere. 
E' porta girevole anche quella che permette il passaggio da funzioni giurisdizionali a funzioni elettive. In parole semplici un giudice che passa a fare il sindaco, il delegato regionale o il parlamentare. Sono eclatanti e molto chiacchierati i casi di giudici di Cassazione candidati e vincenti (Con risultati plebiscitari) alle elezioni; e poi ritornati alle funzioni originarie in magistratura. In un paese Democratico, per ovvie motivazioni di Libertà, di Giustizia, di Civiltà, ciò non deve essere consentito!
E' accettabile che, in qualche caso, la figura di Controllore vada a coincidere con quella del Controllato? No, mai!
E' accettabile che un Giudice vada a cena a casa di un Avvocato che tutela gli interessi di persone in giudizio del primo? No, mai!
Il meccanismo delle porte girevoli, per ben che si dica, è semplicemente perverso, ma nelle strutture pubbliche si fa poco, o nulla, per mettere paletti di ostacolo a queste porte. Porte che portano in nuce corruttele e altro.  
Così è, se vi pare.

LA FIDANZATA DI CORINTO. ANIMA E CORPO

La mitologia ha esercitato su di me un grande fascino.
La fidanzata di Corinto è la struggente storia di una ragazza (Di Corinto) promessa in sposa, dalla famiglia, ad un ragazzo di Atene. Ma quando il giovane si reca a trovarla, casualmente, incontra la ... sorella della promessa sposa e di lei si innamora perdutamente. L'anima della sorella, già volata in cielo, per non restare insensibile a quella esplosione d'amore, decide di tornare sulla terra, anche se per poco, nel corpo della fanciulla.
Flegone, nel medioevo, ha raccontato la storia di amore e morte di una giovane vampira (La gioventù di quel tempo) costretta alla privazione dei suoi istinti. E' la storia di una continua mescolanza di realtà e fantasia; di anima e corpo; di amore e odio; di vita e morte. Tutto, in continua connessione, orientato verso un finale che guarda verso la speranza. 
Con la domanda su quale sia il legame che unisce Anima e Corpo?
L'Anima può essere considerata come la massima espressione del Corpo?
Può essere vista come la fragile manifestazione del dolore e del piacere del vivere quotidiano?
E, ancora, l'Anima può essere più antica del Corpo?
L'Anima ha una propria identità? Tale caratteristica fornisce l'ipotesi di interscambiabilità con esseri umani diversi? In tempi diversi e/o in contemporanea?
Qual è la sede dell'Anima? Essa, com'è vincolata (Incastro, cerniera, appoggio) al Corpo? Può essere ipotizzato un vincolo del tipo incastro scorrevole, con la capacità di espulsione, come esiste per il pilota di un aereo in panne? 
Sì, potrebbe essere.
Goethe su tale storia ha scritto una struggente ballata d'amore. 

ARTE

 L'Arte è ricerca di perfezione umana. E' amore. E' bellezza. 
E' l'umano che esalta e appaga.
La vera Arte, quella che ha le fondamenta nel mondo classico greco, si differenzia dalle altre Arti esistenti nel mondo, per il fatto di essere, sempre, riferibile all'uomo. In essa anche gli oggetti più semplici hanno significato se trasudano di riferimenti umani
L'Arte non è un lusso. 
E' un bene come l'acqua, l'aria, il sole; e, come essi, appartiene a tutti. Nessuno escluso!
E, la contemplazione, l'ammirazione, dell'Arte porta all'elevazione dell'Anima e del Corpo. Come l'Amore.
   A casa mia ho copie di Venere, di David, delle Grazie, perché amo vivere, il più possibile, tra la Melodia della Forma, tra la Bellezza. Anche se in copia.

INGIUSTIZIE

   La maggior parte dei mali della società in cui viviamo (E dell'Italia, in particolare) sta nel fatto che ci sono troppi uomini oltraggiosamente ricchi, o disperatamente poveri
E, in una società ideale, ciò non dovrebbe essere consentito.
Bisognerebbe avere il coraggio di eliminare, totalmente, la povertà è vietare l'accumulo esagerato della ricchezza, nelle tasche dei singoli. Questi compiti, per istituto, sono nelle prerogative del potere politico, che, a parere di molti, non ha messo a fuoco questa problematica.
I rappresentanti del potere politico, una volta eletti, non hanno tempo per ascoltare le lamentele dei Cittadini. Ma, l'eletto che non ha tempo per ascoltare il Cittadino non è idoneo per l'ufficio a cui è stato delegato. 

STILE DI VITA

L'ottimismo dell'uomo  ha bisogno di trovare supporto su un sereno modus vivendi. La vita è molto più bella  se svolgiamo un lavoro che ci piace.
Ma, anche i lavori duri, difficili, ostici, possono diventare di più facile esecuzione se ci sforziamo a guardarli con gusto e curiosità. Facendone oggetto di approfondito studio.
Se una persona mi ripugna ne faccio, di essa, argomento di studio particolareggiato, ricavando, con detta analisi, un argomento di gioia. Gioia che sconcerta eventuali interlocutori ostili e porta godimento allo studioso.

FRODE NECESSARIA?

 La saggezza, il buon senso, l'interesse pubblico e l'amicizia possono giustificare una frode necessaria?
L'argomento mi fa affiorare alcuni casi recenti e recentissimi. Alcuni molto noti altri meno. Stante la difficoltà operativa di parlare di casi attuali (E per essi faccio rimando ad altri percorsi dialettici) mi porto al caso  di Adriano, re di Roma, successore di Traiano.
Traiano guarda in faccia la sua vita, con le parole di Adriano:
"... stremato era andato a sedersi sulla ghiaia, a contemplare le torbide acque del Golfo Persico. ... fu sopraffatto dall'immensità del mondo, dal terrore della vecchiaia, ... Grosse lacrime rigarono il volto di quell'uomo che si credeva incapace di piangere".
Traiano: Grande Imperatore senza figli con la necessità di adottare qualcuno a cui lasciare il potere, grande moglie, grande impero, grande Roma. Tutto ciò non poteva crollare per la mancanza di un erede. Traiano, immenso condottiero, non si decideva a nominare un successore, nonostante le sue precarie condizioni di salute. E, la moglie si sarebbe sostituita al marito, per l'adozione di Adriano?
E Adriano come ha reagito ai pettegolezzi su tale ipotesi?
"Non mi dispiacerebbe affatto che pochi uomini onesti siano stati capaci di giungere sino al delitto per me, né che l'imperatrice (Plotina) sia stata trascinata a quel punto dalla sua dedizione. Ella conosceva i pericoli che comportava per lo Stato una decisione mancata. La onoro abbastanza per credere che abbia consentito davvero a perpetrare una frode necessaria"
L'essenziale è che l'uomo giusto, comunque al potere, in seguito, abbia dimostrato che meritava di esercitarlo?
Quanti dubbi si accavallano nella mente!

1 giugno 2022

POPOLI DEL MEDITERRANEO

 Il Mediterraneo. E' la culla della Civiltà, fin tanto ché i popoli che si affacciano sulle sue acque  tengono lontane ambizioni belligeranti.
I Popoli del Mediterraneo:
-I Greci. Non sempre sono i più saggi.
-I Giudei. Non sempre sono i più giusti, i più puri.
-I Romani. Non sempre sono i più aggressivi.
-I Turchi. Non sempre sono i più violenti.
-Gli Arabi. Non sempre sono i più integralisti.
   Nel tempo ci sono state delle commistioni fra detti popoli che hanno favorito la pace nel Mediterraneo e in altre parti del mondo. Alcuni di essi si sono adeguati ai cambiamenti del mondo; altri sono rimasti nel passato remoto.

PRIMO O SECONDO

Nel mondo politico spesso si sente affermare che dal punto di vista del potere è meglio essere sindaco al proprio paese che onorevole, al parlamento
In vero tale affermazione deriva dalla considerazione di Giulio Cesare secondo il quale è meglio essere il primo al proprio villaggio che il secondo a Roma
In entrambi i casi il riferimento era proiettato verso l'esercizio del potere, in se e per se e verso il vantaggio economico derivante.

E MI VEDO

Guardo spesso nel mio io. E mi vedo. Mi conosco da tanto tempo. Vivo nel mio ambiente domestico raccolto e riservato, con una esistenza fatta anche di limitazioni. Con sogni per l'avvenire. Mi stimo. Sono abituato al mio essere; alla mia persona, alla mia figura; ai miei silenzi; alle mie parole quasi sempre misurate; alle mie eruzioni verbali contro la mediocrità delle mezze tacche e dei palloni gonfiati. Amo spogliare e, quando necessario, ricoprire la mia anima. Anima spesso alla ricerca di un giaciglio fresco, limpido, pulito. Magari in un bosco.
Paura? E' impossibile vivere in certi ambiti, socialmente deteriorati e privi del minimo di garanzia sulla sicurezza del cittadino, senza ascoltare la sua voce. La cosa più importante è riuscire a dominarla, ingabbiarla. E' necessario aver coscienza delle proprie forze e reagire, sapendo che lo Stato è assente.
Coraggio? Per instillare in me il coraggio necessario so di essere, all'occorrenza, gelido, indifferente, libero da qualunque esaltazione fisica, impassibile come l'equanimità di un dio greco.
Vivo tra il sogno di vendicare una sconfitta e il desiderio, fortissimo, che niente di analogo si debba riverificare, per alcuno.

LA FAMIGLIA

   Il concetto di famiglia è un qualcosa in continuo divenire. Continue evoluzioni hanno interessato, interessano e interesseranno quello che è considerato uno dei nuclei di base della società.
Fino al secolo scorso nella maggior parte dei paesi evoluti i matrimoni venivano combinati dalle famiglie interessate, con o senza un "ambasciatore". Non solo tra la gente povera, ma anche nelle fasce ricche della popolazione. Il tutto avveniva con la sottomissione della donna (Anello più fragile della catena), come avviene, ancora oggi, negli ambiti mafiosi, arcaici, arretrati. Il matrimonio comportava e comporta l'unione delle famiglie degli sposi, magari da sempre ostili o in lotta tra di loro.
Nell'antica Roma imperiale alla donna, molto più giovane dell'uomo, era delegato il compito di fare figli (Possibilmente maschi) e di accudirli. E quando la moglie si lamentava per la sua condizione "negletta" riceveva la classica risposta fredda del marito, il quale precisava che "il matrimonio era per i figli e per la famiglia e non per altro. Per le mogli il matrimonio non contemplava i giochi dell'amore, il piacere, le divagazioni voluttuose dei sensi". Tutte cose che al marito erano ufficialmente riconosciute, facendone mostra, con amanti e schiave.

PALESTINA

Nel II sec. d. C., al tempo dei Romani, anche quella parte del Medio Oriente, detta Giudea, apparteneva all'impero romano. Adriano amava molto anche quel territorio al quale si sentiva particolarmente legato. Voleva rinnovare e ammodernare Gerusalemme per farne una città fastosa, importante, come Roma o Alessandria.
"Mi sembra che tutte le mie strade d'uomo felice conducano in Egitto, in una camera di Baia, o in Palestina".
 Il suo progetto di grandezza trovava ostacolo in alcune fasce di zeloti e in un vecchio testardo - Akiba - il quale, fino alla fine dei suoi giorni, era convinto di essere "il giusto". Il solo giusto. Per avversione alle reiterate contestazioni Adriano decise di cambiare il nome di quella terra. Da Giudea a Palestina.

PADRI E FIGLI

I figli possono essere visti come la continuazione della vita dei padri
Tanti padri grandi nella loro vita si sono preoccupati del lavoro, della giustizia, della virtù, della saggezza. Raramente hanno pensato alla continuazione del loro operato. Alcuni di essi hanno lasciato la terra senza figli, altri con figli. Alcuni del primo gruppo hanno cercato di sopperire a tale mancanza facendo ricorso all'adozione (Istituto introdotto dai Romani). Gli altri hanno rinunciato a tale prospettiva, con il rimpianto di un figlio.
Ma, la presenza di un figlio non implica, necessariamente, la continuità dell'operato del padre. Padre che non sempre ci tiene a lasciare retaggi di alcun genere con la nuova generazione.
E' pur vero che la maggior parte degli uomini importanti ha lasciato discendenza di non comparabile lignaggio. 
E, allora ...?  No, è la risposta.

QUANDO L'AMORE DIVENTA ODIO

    Quando l'amore diventa odio, restando sempre ... amore.
Nella vita e nella letteratura sono presenti vari casi di questo conflitto. La Medea è un caso classico della letteratura greca. 
Il rapporto coniugale fra l'imperatore Adriano e la moglie Paolina è un altro terribile caso, gestito e vissuto fino alla fine mantenendosi  nell'invettiva. Seppur tremenda.  Di seguito la descrizione  della visita di Adriano (Viveva a Tivoli) alla moglie morente (Viveva a Roma).
Il passaggio dall'amore all'odio, pur se tra imperatore e moglie, si coglie quando esplodono: Astio, Rancore, Antipatia, Odio, Recriminazione,  senza remore per la presenza di terzi.
Adriano: 
"Disse che si rallegrava di morire senza figli; i miei figli mi avrebbero rassomigliato senza dubbio, ed ella avrebbe provato per loro la stessa avversione che provava per me. 
Questa frase, nella quale fermenta tanto rancore, è la sola prova d'amore che ella mi abbia dato". 
Dal contrasto Paolina/Adriano emerge forte l'analogo conflitto Medea/Giasone, pur con le dovute differenze. Dall'amore si passa all'odio, e da esso viene fuori amore represso; ma sempre amore.

Questa nota è dedicata al mio compianto amico Peppe Romeo, grande Attore, Intellettuale, Scrittore e Regista teatrale. La sua Medea di Euripide racconta, come ben noto, come l'amore, anche quello più intenso, tra Medea e Giasone si può trasformare in odio bestiale.
Una storia analoga, di amore trasformato in odio, l'ha raccontata, con passione e sofferenza,  nel suo libro Il sole negli occhi.

30 maggio 2022

IL GUADO

 Le modalità potranno essere diverse, ma tutti siamo costretti a "vedere" l'anima abbandonare il corpo. Il transito, irreversibilmente, è a senso unico con qualche rara ipotesi momentanea letteraria (La fidanzata di Corinto). 
Con le seguenti fasi (Condizioni) della suddetta fuga.
a)- Il cuore inesorabilmente si ferma. In quel momento l'Anima vola via dal corpo nel quale aveva albergato durante la vita.
b)- Il cervello rinuncia al pensiero, al ragionamento. E' questa una fase che potrebbe verificarsi anche momenti prima del fermo del cuore. L'assenza di ali per la navigazione nei pensieri è premessa per il grande salto.
c)- I polmoni smettono di aspirare la vita. Il mancato funzionamento di questa pompa porta alla fuga dell'anima dalla vita.
d)- Il sistema nervoso si blocca. In assenza di ordini provenienti dalla testa i nervi si irrigidiscono, si bloccano, si inceppano.
   Il percorso sarà uguale per tutti, pur nella diversità di dettaglio. Per ogni vivente l'agonia (La modalità che porta ad imboccare quella soglia) è personale. E, chi vive racconta ...
...   Anche nel Tuo caso. Ho lottato e lotto contro il dolore, ancora acuto. Ho resistito e resisto contro tutte le avversità, le cattiverie e le idiozie umane. 
Ricordo la tua caparbietà, il tuo orgoglio, la tua gioiosità, nonostante tutto e tutti. 
Rivedo la tua figura rilassata nella soavità di Argade. E penso alla tua Anima come trasfigurata in una lucente Stella che canta la Bellezza di Andromeda, sempre gioiosa sopra la Valle della Luna.

LA VITA TRA PASSATO E PRESENTE

La evoluzione del vissuto quotidiano dell'uomo. 
Dal passato remoto (Al tempo dei Romani, circa II sec. d.C.) ad oggi (Maggio 2022).
Al tempo dei Romani la vita, a tutti i livelli sociali, era una continua lotta per il potere, per la sopravvivenza. Ai tempi di Tiberio e di Adriano, per esempio, la vita, ad Alessandria d'Egitto (Seconda città dell'impero, ricca di Templi, Musei, Mausolei, Fabbriche, Opifici, Biblioteche, Studi per Arti,...), si snodava come di seguito indicato.
1)- Religione. Cerano tante; più numerose dei negozi del centro. I Cristiani erano presenti in un numero elevato di sette che intrigavano l'una contro l'altra.
2)- Delinquenza. Era molto diffusa. Essa sfruttava ogni occasione per andare contro gli stranieri, che venivano derubati e bastonati sistematicamente. Con la conseguente alta mortalità.
3)- Ricchezza. Esisteva una ridotta fascia di famiglie molto ricche. La gente ricca seguiva la tendenza dei potenti nella moda. Essa cambiava divinità come ora si cambia d'abito. Senza risultati di rilievo.
4)- Idoli. Il vero ed unico idolo era l'oro.
   Il tutto, più o meno, come ... oggi!

I MEDICI MENTONO?

E' luogo comune affermare che i medici sono abitudinariamente portati a mentire, nell'ambito professionale e, di conseguenza, in quello personale?
Scartato il secondo ambito, per ovvie motivazioni di etica e libertà individuale, diamo uno sguardo al rapporto tra medico e cittadino paziente.
E' molto raro trovare medici senza presunzione, senza pedanteria, senza autoreferenzialità. Ma, queste loro caratteristiche che origine hanno? Senza ragionevole dubbio possiamo affermare che queste "caratteristiche" non sono insite in loro, ma sono instillate in essi da noi pazienti. E' ragionevole ammettere che loro "mentirebbero meno se noi non avessimo paura di soffrire". Con una maggiore capacità di gestione della sofferenza loro sarebbero più tranquilli e meno coinvolti nella ricerca di bugie, per evitare cadute nei loro pazienti.
In sintesi, i cittadini sono i veri responsabili dei comportamenti dei medici. Così è, se vi pare!

L'ISOLA DI ACHILLE

 "Odo sulle spiagge dell'isola di Achille il lungo lamento delle onde; respiro quell'aria fredda e pura; erro senza fatica nell'atrio del tempio intriso di salsedine marina: vi scorgo Patroclo ...
Quel luogo, che non vedrò mai, divenuta la mia residenza segreta, il mio supremo asilo. 
Ivi sarò al momento della mia morte".
Ancora:
"Sulle rive  settentrionali di quel mare inospitale abbiamo toccato una piccola isola che però è sconfinatamente grande, nella leggenda: L'isola di Achille. Tu lo sai bene, si narra che Tetide abbia fatto allevare il figlio su quell'isolotto, sperduto nelle nebbie; ella saliva dal fondo del mare e veniva ogni sera sulla spiaggia a conversare col suo bambino. L'Isola, oggi disabitata, non nutre che capre. Vi sorge un tempio di Achille. Gabbiani, grandi e piccoli, migratori, e uccelli marini la frequentano; il battito delle loro ali impregnate di salsedine rinfresca di continuo l'atrio del santuario. Ma quest'isola di Achille è, come si conviene, anche l'isola di Patroclo; e gli ex voto innumerevoli che adornano le pareti del tempio sono dedicati a entrambi; poiché naturalmente coloro che amano Achille mostrano del pari tenerezza e venerazione per la memoria di Patroclo. Achille in persona appare in sogno ai naviganti che visitano quei paraggi; li protegge, li avverte dei pericoli del mare. come altrove fanno i Dioscuri. E l'ombra di Patroclo appare al fianco di Achille ... A volte, Achille mi sembra il più grande degli uomini per coraggio e forza d'animo, le doti dello spirito accoppiate all'agilità del corpo, e per l'amore ardente de suo giovane compagno. E nulla in lui mi pare più grande della disperazione che gli fece disprezzare la vita e l'agogna la morte quand'ebbe perduto il suo diletto". 
Da le "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar.
L'Isola di Achille o Isola dei Beati è nel Mar Nero, davanti alla città di Odessa; oggi è detta Zminyi e, anche,  l'Isola dei Serpenti (Per le molte bisce portate dalla vicina foce del Danubio).
Patroclo è per Achille quello che era Antinoo per Adriano.
E' accettabile che si violi, con le armi, il riposi eterno dell'anima di Achille, nella beata isola del Mar Nero?
No! Non è accettabile!
E' ammissibile che dalla sete di amore si passi a sentimenti di odio? No! Non è ammissibile!

ANIMA E VENTO

 Anima e Vento.
L'Anima è come il Vento. Entrambi si possono avvertire, ma non si possono toccare. 
Il Vento lo sentiamo sulla pelle, ma non riusciamo a trattenerlo. Esso penetra in ogni dove, ma non riusciamo ad evitare i suoi sconquassi.
Così come l'Anima. Non lo vediamo, ma lo sentiamo quando ci è vicino.
Possiamo sentirlo, ma non possiamo limitarlo. Quando è pungente penetra fin dentro le ossa, ma non lo possiamo trattenere o espellere.
In ogni caso, è bello farsi cullare dolcemente, come una foglia, avvolti dal Vento. Il vento non lo possiamo mai trattenere o possedere per sempre. E' come l'anima. E come l'Anima ama, anche, correre, scappare, volare molto in alto. Senza fermarsi mai. 

27 maggio 2022

IL TEMPO

Il tempo è il bene primario della vita.
Esso, come Chronos, divora tutte le cose che egli stesso ha creato.

  

I TRE BISOGNI DELLA VITA

 Nella vita l'uomo, per vivere bene, ha bisogno di tre cose essenziali:
1)- Qualcosa da fare. Un lavoro o qualcosa per impegnare anima e corpo;
2)- Qualcuno da amare. La vita è arida, per tutti, senza l'amore;
3)- Qualcosa in cui sperare. L'uomo ha bisogno di avere dei sogni. Come dico da tanto "poveretto chi non ha sogni".
Fare, Amare, Sperare, dunque. Sempre.  

UNIVERSITA'

 Da alcuni anni si parla del minor credito attribuito alle Università Italiane, nelle classifiche mondiali di merito. Altre volte ho scritto della perdita di livello di alcune di esse. Ora, di getto, riporterò alcune criticità che, secondo me, non hanno aiutato le nostre Università ad essere sempre più competitive, con quelle di tutto il mondo.
a)- Didattica. La didattica è praticamente morta. L'attività da remoto non ha fatto altro che accentuare una problematica da tempo malata. La didattica deve essere di presenza. Nell'insegnamento universitario è di fondamentale importanza la conoscenza diretta personale fra docente e discente. Al fine di potersi capire, immediatamente, anche con un semplice sguardo;
b)- Ricevimenti. I confronti diretti fra docente e discente, quasi sempre, sono diventati più rari. I ricevimenti devono poter essere individuali e collettivi, al fine di innescare la discussione franca, spontanea, diretta fra discenti e docente;
c)- Test di accesso. Gli esami di accesso all'Università devono essere subito eliminati. Ogni studente deve indirizzare i suoi studi verso le materie di suo gradimento, non verso quello che gli consente il sistema. Come si fa a non vedere le numerosissime fughe (Medicina, Odontoiatria, ...) di studenti Italiani verso le numerose Università Europee? Con tutte le conseguenze negative di natura professionale, economica, ecc;
d)- Biblioteche e spazi collettivi. Le biblioteche e gli spazi collettivi di socializzazione fra studenti e docenti siano sempre aperti, il più possibile (Dalla mattina alla tarda serata);
e)- Insegnamento e Ricerca. I meccanismi di accesso e successiva progressione nel settore della docenza e in quello della ricerca, in Italia, sono condizionati dal gruppo di appartenenza. E' senza speranza chi non appartiene ad una lobby. Il sistema è analogo a quello esistente nella magistratura. Così come da qualche anno sta emergendo in modo virulento; 
f)- Università protetta e curata. L'Università è come la Libertà, la Giustizia. Va  protetta, curata e difesa da tutte le aggressioni esterne e interne. Non è per sempre. Senza dimenticare che l'Università dovrebbe essere come una grande e variopinta famiglia ove, all'interno si discute, senza veli, di ogni argomento possibile, ma all'esterno si tiene alto il valore e la professionalità di tutti. Nessuno escluso.


INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE

Ora (Uscita dalla pandemia da covid-19; Guerra in Ucraina) più che mai, la società del mondo globalizzato è coinvolta nell'oggettiva problematica dell'informazione. Le notizie diffuse nella società rappresentano delle verità, oppure sono elementi edulcorati lanciati con lo scopo di ottenere specifici risultati?
E, il Cittadino lettore ha in sé adeguate capacità, adeguato buon senso, per cercare di capire dove sta, realmente, la verità? Quante persone son capaci (Hanno tempo e acume) per rendersi conto se una specifica notizia rappresenta una: Informazione, Disinformazione, Svista, Fake news, Superstizione, Stregoneria
Sotto certi aspetti, analizzando il passato e il presente, è possibile affermare che, spesso, ci troviamo davanti allo stesso problema avente, solo, un aspetto diversi?
E, dal punto di vista del comportamento individuale  l'approccio attuale è più razionale, oppure è analogo al passato? Superstizione e ignoranza imperversavano e imperversano.
E come non pensare alla fila di persone che, nei giorni stabiliti, aspettavano il proprio turno per andare a ... liberarsi dal malocchio! E quanta gente, ancora oggi, in ogni parte della Penisola, si rivolge a fattucchiere, a maghi, a cartomanti, a lestofanti, pensando di risolvere lo specifico problema.
Queste fughe dal buon senso, dalla ragione, in termini quantitativi, erano più presenti nel secolo scorso oppure oggi?
E quante volte soggetti, tutt'altro che disinteressati, sono impegnati nel diffondere notizie false, negando anche l'evidenza? 
Sì, peggio di Giulio Cesare davanti al suo giudice che gli chiedeva notizie sulla moglie.
E la Scienza? Perché la Scienza, spesso, ha difficoltà nel farsi comprendere dal Cittadino? 
Perché non si riesce a spiegare, cominciando dai bambini, che il significato di Scienza sta nell'insito meccanismo evolutivo legato alla natura probabilistica e non assolutistica?

12 maggio 2022

INDIPENDENZA VERA O COLONIALISMO MODERNO

 Il colonialismo, massima espressione del razzismo umano, ufficialmente, da tempo, risulta debellato su quasi tutta la Terra. Tutti gli stati, anche quelli Africani, da tempo hanno raggiunto l'indipendenza politica, eliminando, in modo più o meno violento, il giogo che li teneva schiavi. Non liberi.
Ma, a guardar bene, nei fatti di tanti paesi africani (E non solo) si nota la presenza di un collegamento stretto, molto stretto, oserei dire asfissiante, che lega, dal punto di vista economico, etico, strutturale, organizzativo, tanti paesi (Liberi dal colonialismo storico) a una grande potenza. Grande potenza che con la scusa della necessità di realizzare le strutture necessarie (Ponti, Gallerie, Ferrovie, Industrie estrattive,...) per la crescita del paese esercitano un condizionamento, un ricatto, che si spinge oltre il limite consentito del concetto di Libertà. Tanti paesi africani (Senegal, Angola, Camerun, Nigeria, Sud Africa, Mali, Etiopia, Repubblica Centroafricana), alcuni potenzialmente ricchi per le materie prime possedute, possono essere considerati paesi liberi?
Argomento valido per tanti altri paesi condizionati da altre grandi potenze.

MODUS OPERANDI PERFETTO

 Secondo Terprando il modus vivendi sognato, perfetto, pur mai compiutamente raggiunto, va rappresentato da tre parole:
Forza, Giustizia, Muse.
La Forza era alla base di tutto. E, in sua assenza non poteva esserci alcuna Bellezza. 
E, senza la stabilità della Forza non ci poteva essere la Giustizia. Giustizia che implicava Equilibrio delle parti, proporzioni armoniose da non turbare.
La Forza e la Giustizia erano strumenti nelle mani delle Muse.
Le tre cose che consentivano di tenere lontane violenza, miseria, offesa. Con conseguente armonia, crescita di un popolo.
Tutto ciò era riferito al tempo del classicismo Greco.
Facendo un riferimento all'attualità, cosa si potrebbe dire?

11 maggio 2022

LEONI

a) - Chiuda la porta, tenente!
Io non credo che si possa cambiare il mondo torturando i prigionieri.
b) - Quello che crede lei non conta. 
Il soldato tedesco è invincibile perché obbedisce agli ordini. A tutti, per sgradevoli che possono essere.
Da "I giovani leoni".
Ridurre il soldato in un automa?
Banalità del male e delle guerre. 


9 maggio 2022

COCO'

 Cocò

Personaggi: - Sara (ragazza che studia e lavora); - Elisa (Gattina viziata); - Cocò (Uccellino Colibrì); Chicca (padrona di Elisa). Racconto breve di Domus. Foto: Ricostruzione del tetto di casa.

E' un mercoledì della prima decade di Maggio. Il mese per antonomasia della Primavera, del ritorno sulla Terra di Persefone, dei Fiori, del Sole; ma è periodo di confinamento da coronavirus e, quindi, Sara studia e lavora da casa. Gli uccelli sugli alberi intorno casa, sin dalla prima mattina, allietano la piacevole tiepida giornata di sole con i loro canti. 
Distrattamente stava fantasticando sulle cose che avrebbe dovuto completare ed iniziare durante la giornata, con una tazza di caffè Italiano in mano. Elisa, la gattina innamorata di Sara, che di solito le gironzola sempre intorno, stranamente, stamattina era assente. Sarà andata a fare un giretto in giardino con il gattino del vicino, ha pensato Sara, mentre si incamminava dal soggiorno alla sua camera. 

Ad un tratto ha visto arrivare verso di lei, velocemente,  Elisa, con un movimento goffo, buffo, irrituale. Qualcosa di strano, diverso dal solito, era presente in quella gattina birichina. 
Un colpo al cuore la colpì quando si rese conto che Elisa in bocca aveva un uccellino. Le sue piume erano piccole, colorate, lucenti, ma immobili nella bocca di Elisa.  
Dopo un primo momento di smarrimento e di panico urla e rimproveri perentori rimbombarono, come tuoni di una terribile tempesta in tutta la casa. Elisa capì subito che, forse, l'aveva combinata grossa, e, quindi, immediatamente, ha ubbidito all'ordine della sua Amica-Padroncina, mollando l'uccellino che teneva in bocca, senza però schiacciarlo. Appena libero, l'uccellino, un piccolo Colibrì chiamato immediatamente Cocò (Sì, come Chanel), si è librato dal soggiorno ad una delle camere. 
Inseguito nel suo volare, con intendimenti forse di diversa natura, da Sara e da Elisa. Ma, mentre la prima cercava di farlo pervenire alla Libertà, la seconda, molto più prosaicamente, pensava di ospitarlo nel proprio stomaco. Escluse le piume, perché, come è noto anche ad Elisa, esse, come dicevano i Maya, sono magiche. Elisa, con i suoi baffi e la sua faccia astuta aspettava il momento giusto per giocarci un po', prima di iniziare il prelibato banchetto. Intanto Sara, invano, aveva cercato di fare allontanare, dalla stanza, la gattina prima e l'uccellino poi. Per ovvi contrastanti motivi. Elisa non voleva saperne di uscire di casa e col suo sguardo teneva sotto controllo il bocconcino. Cocò terribilmente spaventato dalla grande bocca dai denti affilatissimi della gattina, pur con la finestra spalancata stava studiando suoni e movimenti di Sara, al fine di comprendere se di lei poteva fidarsi oppure no. Aveva una terribile paura di scendere dalla zona alta e lanciarsi verso la finestra e quindi verso la libertà. Gli inviti a scappare via, verso i vicini alberi, ove, presumibilmente, ad aspettarlo c'era la sua mamma, non hanno sortito alcun effetto. 

Cocò non voleva proprio saperne di scappare.  Io penso che a bloccarlo siano stati la paura di finire in bocca ad Elisa e la paura legata al fatto che non aveva ancora capito quali fossero le reali intenzioni di Sara, nei suoi confronti.  Intanto Cocò, nel suo peregrinare nella stanza, si era stabilizzato presso la parte alta della parete con la finestra; sopra un piccolo supporto sporgente. 
Lo stato ansioso di Sara (E di Elisa e di Cocò, per opposte motivazioni) saliva alle stelle. Non poteva ammettere, accettare, che in sua presenza si commettesse un crimine di quel genere. Non poteva, assolutamente, accettare che un uccellino, così piccolo, bello, indifeso, finisse nella pancia (Pur non, certamente, affamata) della gattina, che tutte le sere le stava addosso per farle le fusa. Gattina che non voleva proprio saperne di andarsene via da quella stanza. 
Dopo un lungo e penoso peregrinare per la casa, finalmente, Sara, con degli ammiccamenti è riuscita ad allontanare Elisa da quella stanza e, quindi, ha cercato, invano, disperatamente, di far capire a Cocò che avrebbe potuto, tranquillamente, svignarsela dalla finestra. 
Eppure una soluzione bisognava pur trovare per consentire al gracile uccellino di riconquistare la libertà.  Ed in quei momenti due diverse e contrastanti sensazioni di paura coinvolgevano Sara e Cocò. La prima aveva paura di non riuscire a far scappare l'uccellino. Il secondo non era sicuro che la sua Salvatrice fosse, veramente, altruista, amante della natura e del mondo animale in particolare. Avrebbe dovuto capirlo dalle urla iniziali, ma il povero piccolo Colibrì era ancora impaurito. Era come un Lazzaro. Sì, un morto risuscitato.

Allora non restava altro che agire, pensò Sara. Bisognava attuare un piano strategico. Ossia catturare Cocò e portarlo subito verso la libertà. Come fare? Con l'ausilio di un manico di scopa ed un sacchetto di tessuto è riuscita ad intrappolare Cocò; a portarlo sul terrazzo; ad aprire il sacchetto per farlo volare via, verso il vicino albero, prima dell'arrivo di Elisa. 
All'apertura del sacchetto Sara ha subito un altro colpo al cuore. Era come morto. Era solo pietrificato con le zampette agganciate al sacchetto. Cocò è rimasto immobile, rigido, inerte, come morto, per degli interminabili minuti. Sara si è messa ad accarezzarlo, pensandolo morto, quando, improvvisamente, mettendo in moto le sue  alette, con dei battiti molto al di sopra di quelli usualmente operanti durante la fase dell'innamoramento, non dopo aver guardato il volto di Sara ed aver emesso un flebile cinguettio, ha spiccato il volo scomparendo tra le foglie del vicino albero. Acquistando la Libertà. 
In assenza di Sara, o di una persona sensibile come lei, ieri in Varrano, di Cocò sarebbero rimaste solo alcune delle sue penne. Neanche tutte, forse.
   Per onor di verità devo riferire che, secondo Chicca, Elisa non aveva cattive intenzioni verso Cocò. Lo stava portando a Sara, in omaggio, in regalo, per la sua Bellezza, per la sua Eleganza. La gattina non avrebbe mai avuto, in nessun momento, alcuna minima intenzione carnivora nei confronti di dell'esserino magico. E' pur vero che la gattina abituata a mangiare cosette raffinate e sopraffine avrebbe avuto qualche difficoltà inaccettabile con le piume di questo uccellino.
E' questa una storia della lotta per la sopravvivenza degli esseri viventi. Siano essi animali, umani o vegetali. 

Colibrì. E' un uccello bellissimo, per colori, leggerezza, eleganza nel modo di volare. E' anche il più piccolo uccello del mondo. Il suo volo è unico al mondo per il movimento delle ali che può raggiungere  i 70 - 80 battiti al secondo, in condizioni normali, e valori di alcune centinaia, nella fase di innamoramento. Esso è capace di immagazzinare energia col meccanismo che gli consente di entrare in uno stato di torpore durante la notte. Infatti, durante la notte la sua temperatura scende intorno a  8 - 10 °C, mentre durante il giorno è pari a circa 40°C.  
Al Colibrì è legata la Legenda Maya che lo vuole sacro, per la capacità delle sue piume, considerate magiche, capaci di far guarire le persone.

A questo stupendo uccellino è legata la Parabola del Colibrì che suggerisce all'uomo di cercare e trovare, nella vita, sempre, la forza per collaborare con gli altri, consci del fatto che tante gocce d'acqua messe insieme possono formare anche un oceano. E' un invito a fidarsi degli altri, ad aiutare il prossimo, senza disprezzare mai l'aiuto che ci viene offerto, da chiunque.
Un grande incendio stava bruciando una grandissima foresta divenuta arida, secca, invivibile. Tutti gli animali si misero a scappare per evitare l'incendio. Il Colibrì si mosse subito nella direzione opposta. Si portò presso un lago e prese delle gocce d'acqua per spegnere l'incendio. Gli altri animali stupiti gli dissero di lasciar perdere e salvarsi, stante l'inutilità del suo andare avanti e indietro con le sue gocce d'acqua.
Il Colibrì si fermò, un breve momento, e disse loro: "Questa foresta è casa mia. E' la mia vita. Non voglio che scompaia. Starei proprio male al solo pensiero che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non averla fatta. E' possibile che non ce la faccia a spegnere l'incendio, come voi dite, ma, io, sto facendo la mia parte".  
E continuò a volare verso il lago. 





4 aprile 2022

DURC. IPOTESI ULTERIORI?

Il DURC, ossia il Documento Unico di Regolarità Contributiva, introdotto, oramai da molti anni, nel settore dei lavori pubblici e successivamente esteso in altri settori lavorativi (Libere professioni; Commercio; ...) è un argomento di conversazione che ha interessato molti addetti ai lavori. Anche io ho scritto sull'argomento, spesso in modo critico (Per chi volesse approfondire faccio rimando al mio sito professionale: domusing.wixsite.com). Fra tutti ricordo la mia nota, titolata il "Paradosso del DURC" richiamata in dibattiti radio e social, oltre ché in tante aule di giustizia amministrativa. 
Il tema DURC è tornato in auge come conseguenza della gravissima crisi economica che ha interessato, e interessa, il mondo intero, a causa della pandemia del Covid-19, prima, e della guerra in Ukraina, poi. Tali crisi, legate ad altre argomentazioni non d'interesse in questa sede, hanno comportato un fortissimo incremento dei prezzi dei materiali e, quindi, ulteriori condizioni di frizione negli appalti pubblici e privati. Molti cantieri, per conseguenza di ciò, sono stati costretti a chiudere. Ma questo è un altro argomento, sul quale mi riservo di tornare con un altro post.
Il DURC esistente, di natura contributiva, come ben noto agli addetti ai lavori, rappresenta una certificazione sulla regolarità contributiva di una azienda, nei riguardi dei pagamenti dovuti per previdenza e assistenza (INPS, INAIL, CASSA EDILE). In sintesi, se il soggetto interessato è a posto col pagamento delle tasse suddette può tranquillamente partecipare e vincere una gara d'appalto, ma se, per ipotesi, ha tutte le carte in regola per partecipare a una gara, ma risulta scoperto col pagamento delle suddette "tasse" allora è escluso dalla stessa partecipazione. Poco importa se il suddetto mancato pagamento contributivo è dovuto, eventualmente, al mancato pagamento (I ritardi nel settore in molti casi sono inaccettabili, abbondantemente oltre il limite del codice penale) dei lavori fatti alla Pubblica Amministrazione (PA).
Le recenti iniziative del Potere Esecutivo (E Legislativo) tendono ad introdurre il DURC di Congruità (DURC- bis). Un ulteriore percorso burocratico che avrà il merito di apportare ulteriori freni nel settore.
Con tale nuovo documento si andrà ad approfondire la conoscenza sul concetto di congruità della percentuale di incidenza della mano d'opera impiegata nel singolo cantiere.
Per le varie categorie di lavorazione sono state fissate, dal Ministero, delle percentuali di incidenza congrue per la mano d'opera utilizzata. Di seguito riporto detti valori per le attività più importanti.
-OG1 - Lavori generali. Civili e industriali :  14,28%
-OG1 senza impianti - Lavori generali. Civili e industriali :  5,36%
-OG1 ristrutturazioni ed. civili - Lav. gen. Civili:  22,00%
-OG1 ristrutturazioni ed. industriali - Lav. gen. Industriali:  6,69%
-OG2 - Restauro e manutenzione dei beni tutelati:  30,00%
-OG4 - Opere d'arte nel sottosuolo:  10,82%
-OG5 - Dighe:  16,07%
-OG6 - Acquedotti e fognature:  14,63%
-OG8 - Opere fluviali:  13,31%
   Le osservazioni che sorgono spontanee sono le seguenti:
a)- Era necessario introdurre un nuovo DURC per sapere se l'impresa che ha eseguito i lavori d'interesse ha utilizzato adeguate maestranze?
La risposta è no! Per il dettaglio giustificativo della suddetta opinione faccio rimando ad altra nota.
b)- Le suddette congrue percentuali di incidenza della mano d'opera sono accettabili al di sopra di ogni ragionevole dubbio?
La risposta è no! Senza alcun dubbio, com'è ovvio dedurre, la percentuale di incidenza della mano d'opera, per una certa lavorazione, è influenzata da tanti fattori. Tra essi l'attrezzatura disponibile dell'impresa per l'esecuzione della suddetta lavorazione. La disponibilità di una moderna attrezzatura può ridurre, anche sensibilmente, la necessità di mano d'opera per alcune lavorazioni.
Le percentuali d'incidenza, quindi, non possono che essere indicative, ma non certamente esaustive e giustificative di un provvedimento del genere. Con tale metodo deduttivo si può arrivare al paradosso di affermare, con tanto di timbro di Stato, che una ditta onesta sia disonesta e, di contro, che una ditta disonesta sia onesta.
c)- Esiste la possibilità di operare nel settore dei lavori pubblici senza la spada di Damocle suddetta (Che potrebbe portare grave nocumento alle imprese)?
La risposta è sì! Semplicemente bisognerebbe e basterebbe, per esempio, che in fase di denuncia di apertura cantiere la Stazione Appaltante (SA) dichiarasse, ragionevolmente, agli enti previdenziali e assistenziali preposti, tale valore indicativo. Valore da ratificare all'impresa, che, sapendolo, si comporterebbe di conseguenza anche al fine di evitare inutili perdite di tempo.
Riferimenti normativi: DL n.76/2020, art.8, c. 10bis; DM Lav n.143 del 25/06/2021 e s.m.i..
In sintesi, il DURC di Congruità è cosa non solo inutile, ma anche dannosa, sia per le imprese, sia per lo stesso Stato.
Così è, a mio parere. 


28 marzo 2022

PUNTI DI VISTA

La storia racconta i fatti, spesso dalla prospettiva dei vincitori
Io racconto le lacrime, le emozioni, quasi sempre dalla prospettiva dei vinti.

23 febbraio 2022

GRECIA - MAGNA GRECIA

Sulla Cultura Greca, supporto solido del Mondo Occidentale, altre volte ho scritto. Ora mi piace rammentare quello che hanno detto illustri pensatori e facenti parte della Cultura di tutti i popoli liberi.
Pensatori.
Socrate: Il più grande seduttore dell'intelletto.
Proteo: Ha insegnato a penetrare nel pensiero di ogni uomo.
Ennio: Grande poeta rustico.
Orazio: Mente con lucentezza metallica, brillante, luccicante.
Ovidio: Insuperabile nella esaltazione della mollezza carnale.
Catullo: Massimo poeta d'amore. Imitato da molti (Senza il coraggio di riconoscerlo). 
Massime.
-Tutto quello che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco.
-Tutto quello che ciascuno di noi può tentare per nuocere ai suoi simili, o per giovar loro, almeno una volta, è stato fatto da un greco.
-Cinismo, Idealismo, Scetticismo, Rifiuti, Consensi, Vizi, Virtù,  tutto ha un modello greco.
  Secondo me e ... Adriano. 

22 febbraio 2022

LIBRI

Sono Cittadino del mondo e la "mia patria sono i libri".
"Il mondo è entusiasmo anche grazie ai libri, ma, essi, non contengono tutta la realtà".
Parafrasando Publio Elio Adriano.


1 febbraio 2022

LA VERGOGNA DEL RISVEGLIO

 C'è una piccola fase nella vita quotidiana di ogni uomo, che tendiamo a nascondere, ignorare, dimenticare.
E' il momento in cui passiamo dal sonno alla vita reale; al risveglio. E' come un salto nel buio. Salto dal quale si cerca di uscire al più presto possibile. E varie sono le modalità che ognuno attua per tale passaggio dal buio alla luce.
Per molti è un momento di vergogna per il viso "guasto", deformato, dal sonno. Come se venisse fuori da una tremenda battaglia tra il bene e il male.
Per altri è un momento di pausa per l'attrazione esercitata dai sogni sul cervello. 
Con la tendenza, in tutti i casi, al riordino di pelle, capelli, ciglia e, poi, guanciali, lenzuola, coperte, trovati in immenso disordine.
Con l'opzione del desiderio di vagare nell'inconscio dei sogni, oppure con la determinazione di cancellare subito tale inconscio.
Nel primo caso ci sforziamo di ricordare, e ricordiamo sempre più dettagli dei sogni. 
Nel secondo caso la soluzione, come dice qualcuno, sta nello strofinare energico del volto (Guance, fronte, tempie, occhi). Così facendo tutti i sogni subito spariscono e si è pronti per iniziare un nuovo giorno. Dimenticando tutti gli incontri con il ... nulla. 

27 gennaio 2022

LA BANALITA' DEL MALE

Nel giorno della Memoria, parafrasando Hanna Arendt, con la sua analisi sulla banalità del male, riporto il percorso mafioso analogo a quello nazista.
Arretratezza culturale  > Godimento della crudeltà  > Sadismo vergognoso  >  Ascetismo criminale  > Salvezza post-mortem con intercessione di qualche Santo (Madonna di Pugliano, Madonna di Polsi, Madonna della Grotta, SS Cosimo e Damiano, S Padre Pio, S Michele Arcangelo).
Quando l'uomo, privo di alcuna anima, si limita a mettere in pratica gli ordini ricevuti, ricevendo in cambio meno di quei trenta denari classici. Quello è uomo in assenza totale di scrupoli di coscienza. Ma, un ladro di vita può essere considerato solo un "banale esecutore di ordini" e, quindi, in quanto tale, non responsabile delle sue azioni? Se non in maniera superficiale. I capi mafiosi hanno privato i ladri di vita della capacità di pensare? E, se pensano, cosa pensano del loro operato? Sono costoro capaci di rendersi conto, e rendere conto alla loro anima, della crudeltà delle loro azioni?
I due brutti bruti, tozzi, tarchiati, meschini, banali bastardi, quindi, possono essere catalogati come comuni individui? Ci può essere spazio per i ladri di sogni nell'ambito della normale società? Possono essere considerati comuni individui? Come anime perse, superficiali, idioti, incapaci di pensare al valore morale delle loro azioni?
La banalità del male può accettare la banalità della Giustizia?

LA LIBERTA'

La  Libertà  oltre ché un Diritto è un Dovere, che ogni Cittadino deve chiedere, esigere e difendere sempre; contro tutti e tutto.

19 gennaio 2022

LA BELLEZZA DEL COLORE DELLE PAROLE

Il blu del mare,
Il celeste del cielo, 
Il rossastro del tramonto,
Il rosso del sangue,
Il grigio del pianto,
Il nero della finestra che sbatte al vento,
Il nero della rabbia repressa in corpo,
Il bianco di una giornata invernale di sole.
Parole: Sensazioni - Amore - Tristezza - Malinconia - Dolore - Festa - Gioia - Chiarezza - Limpidezza.


14 gennaio 2022

IO NON SO PERDONARE

 "Io non so perdonare. 
Né perdonare, né dimenticare. E'  uno dei miei grandi limiti forse, e il più lugubre...
Ciò non significa, naturalmente, ch'io dichiari guerra o resti in guerra con coloro che mi hanno ferito, offeso. Significa che quelle persone le liquido. Le cancello dai miei pensieri, dalla mia vita... Esse (per me) non esistono più...
(Non so se mai ci sarà un pentimento,) ma non credo che confessare un peccato equivalga a cancellare il passato...
I peccati commessi restano peccati commessi e niente può cancellarli: né Dio, né il diavolo, né gli uomini, né la sfilata di pater (noster) e di ave-maria detti per penitenza. 
Ecco perché non riesco a perdonare. Non voglio... 
(Resta solo la liquidazione, l'esilio) nella Siberia dei sentimenti".
Come non essere, perfettamente, d'accordo con Oriana?
Caronte vi porti, bastardi, nel buio dell'inferno.
" Ed  ecco verso noi venir per nave;
un vecchio, bianco per antico pelo;
gridando: "Guai a voi anime prave! Non isperate mai veder lo cielo;
i' vegno per menarvi a l'altra riva,
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo."


 

LA MENTE

La mente non è un vaso da riempire. E' legna secca da ardere che aspetta una scintilla, per essere accesa e dare impulso per la ricerca di amore per la verità.
Essa ha come presupposto l'ascolto degli altri, la purificazione interiore, l'accensione di una luce nel buio tra le scorie dell'anima.


13 gennaio 2022

SCEMO DEL MEDITERRANEO

 Parafrasando l'affermato di alcuni rappresentanti del popolo, su un caso di criminalità che ha interessato un giovane Cittadino Italiano, in un paese del Mediterraneo, mi domando, e domando ai miei Lettori, se è possibile ipotizzare che l'incapacità dello Stato di assicurare alla Giustizia i peggiori criminali operativi, efficacemente, senza adeguato contrasto, nel sud Italia, porti a far pensare che questo Paese possa essere considerato un "utile idiota". Lo "scemo del Mediterraneo"?

LINGUAGGI

 Nella vita ci sono varie forme di linguaggio. Tra queste forme due, totalmente diverse tra di loro, sono molto noti nella vita degli umani.
Sono il linguaggio delle donne e quello delle api.
Il linguaggio delle api applica uno stile privo di orpelli e di parole vuote. Esse volano continuamente su viole, rose, giacinti ove si posano inesorabilmente, con decisione. Puntando al miele.
Il linguaggio delle donne mette in atto uno stile di ghirlande con fronde fiorite e profumate. E' un linguaggio bello, piacevole a vedersi, ma col rischio di diventare sterile e caduco.

FILOSOFIA

Nella vita tutti abbiamo bisogno, prima o poi, di ascoltare la voce dei filosofi, sugli argomenti più disparati (Contesti di vita, Credenze, Condizioni d'ira, ...). 
Spesso ci piace ascoltarli, e restiamo affascinati, quando parlano in pubblico, ma se osano dirci qualcosa di non gradito mettiamo, subito, delle barriere tra noi e loro. Spesso essi sono visti come attori di teatro: Magnifici sul palcoscenico, peggio dell'uomo qualunque nella vita.
I filosofi veri si presentano come: seri o scherzosi, sorridenti o accigliati, portano giovamento a tutti coloro che hanno pazienza e attenzione all'ascolto.
La filosofia insegna a non sorprenderci di nulla, come diceva Pitagora.

INVIDIA

Una delle caratteristiche più frequenti nella gente che ho avuto modo di conoscere, in modo superficiale e/o profondo, è l'Invidia. 
Tanta gente farebbe di tutto per danneggiarti e/o per impedirti di attuare un successo nella vita. Chi è invidioso è malato di un forte senso di superiorità e di protagonismo.
L'invidia porta il disprezzo e il piacere a gettar fango in quantità tale da far passare in secondo piano il merito del discorso.
Essa è come un bulldozer che spiana la strada dell'odio, fine a se stesso, e alla calunnia.
Allo stato attuale non esistono medicamenti capaci di curare questa malattia (Peccato gravissimo). 
Bisogna abituarsi alla convivenza sociale, applicando il principio dantesco: "Non ti curar di lor, ma guarda e passa".
Potrei fare un elenco lunghissimo di persone portatrici di tale virus. 
E voi?

MEDICO

 Il rapporto tra un cittadino e il suo medico di fiducia è, in genere, molto complicato e unilaterale. 
Non è possibile restare Cittadino autonomo libero davanti a un Medico. Infatti, il medico vede nell'uomo, anche se amico, un ammasso di cellule. Carne e sangue. Un corpo che prima o poi finirà per annientare il possessore.

STUPORE - OSANNA

 Chi nella vita si stupisce o finge stupore ad ogni parola di un oratore qualsiasi, non è una persona intelligente. E' una persona stupida, senza alcun dubbio.
E l'oratore deve guardarsi dai soggetti particolarmente osannanti.
Secondo Plinio il Giovane, i giovani e i profani, per non essere trascinati via come fuscelli, dalla corrente del fiume, di un oratore, essi devono guardarsi da chi:
- ha uno stile suadente, ricco, vario capace di sedurre e trascinare anche gli scettici;
- ha una alta statura, un nobile aspetto, capelli fluenti, una lunga candida barba.
Dette caratteristiche, per quanto irrilevanti e casuali, lo rendono molto venerabile. E l'ascoltatore, quando comincia a venerare qualcuno diventa una facile preda, da consumare secondo le necessità.
Nell'antica Grecia i Sofisti erano ammirati e osannati fino a quando divertivano col loro linguaggio; ma, finito il piacere dell'ascolto, la fama che aveva portato loro osanna li aveva già abbandonati.
Nel mondo  attuale, una buona dialettica suadente può portare nefasti condizionamenti, in giovani e meno giovani. Condizionamenti che continuano a persistere nel tempo, anche per erroneo concetto di emulazione.
 

ESSERE ONESTI, MA ANCHE APPARIRE

 Plutarco, con le sue opere, sempre attuali, ci ha lasciato delle indicazioni di rara intelligenza. Tra esse mi piace ricordare quella riferita all'onesta coniugale della moglie di Cesare. Per chi volesse approfondire faccio rimando alla "Vita di Giulio Cesare".
Poppea, moglie di Cesare, ad una festa di sole donne, avrebbe introdotto  nella sua casa Clodio, un suo spasimante, naturalmente travestito da donna. Scoperto il fatto, Clodio sarebbe stato portato in Tribunale e anche lo stesso Cesare sarebbe stato chiamare a testimoniare sul fatto. Cesare, con lo stile classico di un imperatore avrebbe dichiarato di non conoscere Clodio e di non essere a conoscenza degli ipotizzati inganni. Precisando che la moglie dell'Imperatore doveva essere al di sopra di ogni sospetto, privilegiando l'apparenza piuttosto che la realtà dei fatti. 
In Italia non siamo, per fortuna, più una monarchia, ma il concetto di onesta, in senso assoluto, è sempre attuale. Non per Poppea che ha di diritto di vivere la propria vita come meglio le pare, ma, in special modo, per i rappresentanti politici e istituzionali i quali devono apparire onesti e, anche, esserlo
Tutti i rappresentanti dei Poteri dello Stato (Esecutivo, Legislativo, Giudiziario) non solo bisogna che siano Onesti, ma devono, anche, apparire tali. E, nel momento in cui tale circostanza non si dovesse riscontrare in un soggetto qualsiasi, esso deve, immediatamente, smettere dalle sue funzioni. 
Per obbligo, non per opzione personale facoltativa.
Ma, questa è solo Utopia?

LEVAR DEL CIGLIO

 Spesso è facile riscontrare, nella vita di tutti i giorni, gente pronta a far conoscere e imporre il proprio parere su ogni cosa. Poche son le persone ben disposte ad ascoltare, serenamente, prima di esprimere opinione, richiesta o meno, su un argomento. E, quando si ascoltano considerazioni non meritevoli di apprezzamento, istintivamente, capita di vedere sul volto di qualcuno il gesto del "levar del ciglio". Il levar un poco in soso il ciglio è un movimento che trova riscontro anche nella Divina Commedia, là dove Dante incontra Farinata degli Uberti.
Il gesto del "levar in soso" il ciglio va visto come orgoglio, come senso fiero di dissenso. E, in qualche caso anche come alterigia (Eccessiva stima di sé. Presunzione elevata). Mai superbia. 
Almeno come la vedono gli Eretici.
Quel "ciglio in soso" rappresenta, anche, un senso di rispetto della volontà altrui. Si ascoltano e si rispettano le opinioni altrui, anche se non si condividono. 
La ragione e il torto, in ambito civile e democratico, è bene che non siano tagliati, separati in modo netto. In tutto restando senza arroganza, invidia, presunzione, protagonismo.
Il ciglio (O meglio sopracciglio) che si leva in alto è un atto eretico che evita di controbattere ad ogni battuta. Consente all'interlocutore di esporre compiutamente il suo discorso e consente al titolare del ciglio di mostrare la sua capacità nel rispettare l'altro.
Riconosciamo che non sempre si è capaci, davanti ad una cattiveria e ad una stupidaggine, di resistere alla tentazione di ... reagire.  

IL MEGLIO E' ALLA FINE

 Di ogni piacere, il livello massimo del gusto si assapora non all'inizio, ma alla fine.
I frutti di fine stagione sono i più gustosi.
Bacco gusta di più l'ultimo bicchiere.
Anche l'età matura porta dolcissimi frutti di vita (Secondo Seneca), sempre se riusciamo a cancellare dalla nostra testa il ricordo di mali passati e il timore di mali futuri.

LIBERTA' E SCHIAVITU'

 L'uomo ha abbandonato la vita libera delle caverne, allo stato brado, al fine di assicurare a se stesso e a tutto il suo nucleo familiare un maggiore livello di sicurezza nei confronti delle varie opzioni aggressive esterne. L'accettazione della vita di comunità, naturalmente, ha comportato un maggior livello di Sicurezza a scapito di un minore livello di Libertà individuale.
Quasi tutte le Costituzioni dei paesi più o meno democratici riconoscono e garantiscono detti diritti, in funzione della necessità di non comportare lesioni dei suddetti diritti agli altri Cittadini.
Il concetto è così descritto, felicemente, da Cicerone: 
"Il Cittadino per poter essere Libero deve riconoscere la necessità di essere Schiavo delle Leggi".


IMBECILLI - ECO - GALLETTA

Secondo Umberto Eco, "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar, dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli".
A proposito di Bar del mio tempo remoto, ricordo, con un sorriso, gli interventi decisi e concisi, che Cecè Galletta faceva, nel suo bar (Di cui ricordo le granite di limone e i gelati, gustosissimi), per mettere a tacere chi si avventurava in considerazioni sciocche o imbecilli. 
E la cosa finiva lì, con qualche sorrisetto, più o meno larvato.
Ci sono, in Italia, ancora baristi aventi tale caratteristica? Non penso.

AMICO DI TUTTI?

 Sono amico di tutti, questa è la risposta, alla mia domanda specifica su come si trovasse in un ambiente piccolo e intriso della presenza mafiosa, che mi ha dato una persona, qualche mese fa, che dopo aver vissuto per molti decenni in una grande città industriale del Nord Italia ha deciso (Forse costretto da alcune vicissitudini) di trasferirsi in un paesino del Sud Italia, a casa dei suoi ormai defunti genitori. "Sono amico di tutti; faccio vita riservata, non sono interessato alle problematiche sociali". Gli ho risposto che non mi aspettavo una tale risposta, non certamente da me condivisibile. Nelle zone di confine (Border line), come la Locride, bisogna avere il coraggio di schierarsi, di far sapere, senza alcun dubbio, qual è la propria posizione su tutto. Anche su tutto ciò che riguarda la Sicurezza, la Libertà, la Giustizia dei Cittadini. Il Cittadino onesto e corretto deve trovare la forza di liberarsi del "cattivo gusto" di voler andare d'accordo con tutti. 
I grandi Ideali vanno a braccetto con i grandi uomini che hanno osato e osano esprimere, liberamente, le loro opinioni. 
I soggetti barbari e malvagi amano le grettitudini. 
Gli uomini sottili ricercano le finezze e i brividi di gusto. 
Le persone rare, come le aquile, sono attratte dalle rarità.
Non è accettabile che un cittadino esemplare possa essere amico di tutti. 
Io non sono amico di tutti!


INTELLIGENZA

 Le persone incapaci di rimodulare una loro originaria opinione, quando è necessario farlo, dimostrano, senza alcun dubbio, di non essere depositari di un alto livello d'intelligenza.


L'ARTE DI ASCOLTARE IN SILENZIO

 Sarà per la condizione pandemica che da circa due anni tiene sotto scacco la gente del nostro Paese, ma mi sembra di percepire una diffusa incapacità degli umani di ascoltare, riflettere, meditare, ragionare. Di restare in silenzio, quando le parole sono inutili.
"Eschilo, ti saluto, va a salvare la Città nostra con buoni consigli, e gli stupidi educa: son tanti". 
Così diceva Aristofane con le sue "rane". Ma, a quei tempi, non esistevano i social.
   Ho voglia di ascoltare discorsi sciolti, logici, intelligenti. Restando in silenzio, come mi piace fare quando vado a teatro. E' un bisogno per le mie orecchie e per la mia anima. Ma alle carezze delle orecchie è necessario porgere attenzione al fine di evitare di cadere nell'esagerazione degli elogi. Qualunque sia il livello culturale del discorso fatto e/o ascoltato, gli elogi siano sempre cauti e misurati.


12 gennaio 2022

AMORE

 "Quando l'amore esplode e diventa prodigioso, allora, tutte le strade che portano alla ragione scompaiono.

LA BELLEZZA

L'ambiente degradato abitua l'uomo alla grettitudine. 
Di contro, l'ambiente curato e aggraziato spinge l'uomo verso la Bellezza. "La Bellezza salverà il mondo", ... se l'uomo resterà vivo.

Ama la Bellezza e - vedrai - la incontrerai lungo la tua vita, nelle sue innumerevoli manifestazioni (Umani, Animali, Vegetali, Natura, ...).