Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

30 maggio 2022

IL GUADO

 Le modalità potranno essere diverse, ma tutti siamo costretti a "vedere" l'anima abbandonare il corpo. Il transito, irreversibilmente, è a senso unico con qualche rara ipotesi momentanea letteraria (La fidanzata di Corinto). 
Con le seguenti fasi (Condizioni) della suddetta fuga.
a)- Il cuore inesorabilmente si ferma. In quel momento l'Anima vola via dal corpo nel quale aveva albergato durante la vita.
b)- Il cervello rinuncia al pensiero, al ragionamento. E' questa una fase che potrebbe verificarsi anche momenti prima del fermo del cuore. L'assenza di ali per la navigazione nei pensieri è premessa per il grande salto.
c)- I polmoni smettono di aspirare la vita. Il mancato funzionamento di questa pompa porta alla fuga dell'anima dalla vita.
d)- Il sistema nervoso si blocca. In assenza di ordini provenienti dalla testa i nervi si irrigidiscono, si bloccano, si inceppano.
   Il percorso sarà uguale per tutti, pur nella diversità di dettaglio. Per ogni vivente l'agonia (La modalità che porta ad imboccare quella soglia) è personale. E, chi vive racconta ...
...   Anche nel Tuo caso. Ho lottato e lotto contro il dolore, ancora acuto. Ho resistito e resisto contro tutte le avversità, le cattiverie e le idiozie umane. 
Ricordo la tua caparbietà, il tuo orgoglio, la tua gioiosità, nonostante tutto e tutti. 
Rivedo la tua figura rilassata nella soavità di Argade. E penso alla tua Anima come trasfigurata in una lucente Stella che canta la Bellezza di Andromeda, sempre gioiosa sopra la Valle della Luna.

LA VITA TRA PASSATO E PRESENTE

La evoluzione del vissuto quotidiano dell'uomo. 
Dal passato remoto (Al tempo dei Romani, circa II sec. d.C.) ad oggi (Maggio 2022).
Al tempo dei Romani la vita, a tutti i livelli sociali, era una continua lotta per il potere, per la sopravvivenza. Ai tempi di Tiberio e di Adriano, per esempio, la vita, ad Alessandria d'Egitto (Seconda città dell'impero, ricca di Templi, Musei, Mausolei, Fabbriche, Opifici, Biblioteche, Studi per Arti,...), si snodava come di seguito indicato.
1)- Religione. Cerano tante; più numerose dei negozi del centro. I Cristiani erano presenti in un numero elevato di sette che intrigavano l'una contro l'altra.
2)- Delinquenza. Era molto diffusa. Essa sfruttava ogni occasione per andare contro gli stranieri, che venivano derubati e bastonati sistematicamente. Con la conseguente alta mortalità.
3)- Ricchezza. Esisteva una ridotta fascia di famiglie molto ricche. La gente ricca seguiva la tendenza dei potenti nella moda. Essa cambiava divinità come ora si cambia d'abito. Senza risultati di rilievo.
4)- Idoli. Il vero ed unico idolo era l'oro.
   Il tutto, più o meno, come ... oggi!

I MEDICI MENTONO?

E' luogo comune affermare che i medici sono abitudinariamente portati a mentire, nell'ambito professionale e, di conseguenza, in quello personale?
Scartato il secondo ambito, per ovvie motivazioni di etica e libertà individuale, diamo uno sguardo al rapporto tra medico e cittadino paziente.
E' molto raro trovare medici senza presunzione, senza pedanteria, senza autoreferenzialità. Ma, queste loro caratteristiche che origine hanno? Senza ragionevole dubbio possiamo affermare che queste "caratteristiche" non sono insite in loro, ma sono instillate in essi da noi pazienti. E' ragionevole ammettere che loro "mentirebbero meno se noi non avessimo paura di soffrire". Con una maggiore capacità di gestione della sofferenza loro sarebbero più tranquilli e meno coinvolti nella ricerca di bugie, per evitare cadute nei loro pazienti.
In sintesi, i cittadini sono i veri responsabili dei comportamenti dei medici. Così è, se vi pare!

L'ISOLA DI ACHILLE

 "Odo sulle spiagge dell'isola di Achille il lungo lamento delle onde; respiro quell'aria fredda e pura; erro senza fatica nell'atrio del tempio intriso di salsedine marina: vi scorgo Patroclo ...
Quel luogo, che non vedrò mai, divenuta la mia residenza segreta, il mio supremo asilo. 
Ivi sarò al momento della mia morte".
Ancora:
"Sulle rive  settentrionali di quel mare inospitale abbiamo toccato una piccola isola che però è sconfinatamente grande, nella leggenda: L'isola di Achille. Tu lo sai bene, si narra che Tetide abbia fatto allevare il figlio su quell'isolotto, sperduto nelle nebbie; ella saliva dal fondo del mare e veniva ogni sera sulla spiaggia a conversare col suo bambino. L'Isola, oggi disabitata, non nutre che capre. Vi sorge un tempio di Achille. Gabbiani, grandi e piccoli, migratori, e uccelli marini la frequentano; il battito delle loro ali impregnate di salsedine rinfresca di continuo l'atrio del santuario. Ma quest'isola di Achille è, come si conviene, anche l'isola di Patroclo; e gli ex voto innumerevoli che adornano le pareti del tempio sono dedicati a entrambi; poiché naturalmente coloro che amano Achille mostrano del pari tenerezza e venerazione per la memoria di Patroclo. Achille in persona appare in sogno ai naviganti che visitano quei paraggi; li protegge, li avverte dei pericoli del mare. come altrove fanno i Dioscuri. E l'ombra di Patroclo appare al fianco di Achille ... A volte, Achille mi sembra il più grande degli uomini per coraggio e forza d'animo, le doti dello spirito accoppiate all'agilità del corpo, e per l'amore ardente de suo giovane compagno. E nulla in lui mi pare più grande della disperazione che gli fece disprezzare la vita e l'agogna la morte quand'ebbe perduto il suo diletto". 
Da le "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar.
L'Isola di Achille o Isola dei Beati è nel Mar Nero, davanti alla città di Odessa; oggi è detta Zminyi e, anche,  l'Isola dei Serpenti (Per le molte bisce portate dalla vicina foce del Danubio).
Patroclo è per Achille quello che era Antinoo per Adriano.
E' accettabile che si violi, con le armi, il riposi eterno dell'anima di Achille, nella beata isola del Mar Nero?
No! Non è accettabile!
E' ammissibile che dalla sete di amore si passi a sentimenti di odio? No! Non è ammissibile!

ANIMA E VENTO

 Anima e Vento.
L'Anima è come il Vento. Entrambi si possono avvertire, ma non si possono toccare. 
Il Vento lo sentiamo sulla pelle, ma non riusciamo a trattenerlo. Esso penetra in ogni dove, ma non riusciamo ad evitare i suoi sconquassi.
Così come l'Anima. Non lo vediamo, ma lo sentiamo quando ci è vicino.
Possiamo sentirlo, ma non possiamo limitarlo. Quando è pungente penetra fin dentro le ossa, ma non lo possiamo trattenere o espellere.
In ogni caso, è bello farsi cullare dolcemente, come una foglia, avvolti dal Vento. Il vento non lo possiamo mai trattenere o possedere per sempre. E' come l'anima. E come l'Anima ama, anche, correre, scappare, volare molto in alto. Senza fermarsi mai. 

27 maggio 2022

IL TEMPO

Il tempo è il bene primario della vita.
Esso, come Chronos, divora tutte le cose che egli stesso ha creato.

  

I TRE BISOGNI DELLA VITA

 Nella vita l'uomo, per vivere bene, ha bisogno di tre cose essenziali:
1)- Qualcosa da fare. Un lavoro o qualcosa per impegnare anima e corpo;
2)- Qualcuno da amare. La vita è arida, per tutti, senza l'amore;
3)- Qualcosa in cui sperare. L'uomo ha bisogno di avere dei sogni. Come dico da tanto "poveretto chi non ha sogni".
Fare, Amare, Sperare, dunque. Sempre.  

UNIVERSITA'

 Da alcuni anni si parla del minor credito attribuito alle Università Italiane, nelle classifiche mondiali di merito. Altre volte ho scritto della perdita di livello di alcune di esse. Ora, di getto, riporterò alcune criticità che, secondo me, non hanno aiutato le nostre Università ad essere sempre più competitive, con quelle di tutto il mondo.
a)- Didattica. La didattica è praticamente morta. L'attività da remoto non ha fatto altro che accentuare una problematica da tempo malata. La didattica deve essere di presenza. Nell'insegnamento universitario è di fondamentale importanza la conoscenza diretta personale fra docente e discente. Al fine di potersi capire, immediatamente, anche con un semplice sguardo;
b)- Ricevimenti. I confronti diretti fra docente e discente, quasi sempre, sono diventati più rari. I ricevimenti devono poter essere individuali e collettivi, al fine di innescare la discussione franca, spontanea, diretta fra discenti e docente;
c)- Test di accesso. Gli esami di accesso all'Università devono essere subito eliminati. Ogni studente deve indirizzare i suoi studi verso le materie di suo gradimento, non verso quello che gli consente il sistema. Come si fa a non vedere le numerosissime fughe (Medicina, Odontoiatria, ...) di studenti Italiani verso le numerose Università Europee? Con tutte le conseguenze negative di natura professionale, economica, ecc;
d)- Biblioteche e spazi collettivi. Le biblioteche e gli spazi collettivi di socializzazione fra studenti e docenti siano sempre aperti, il più possibile (Dalla mattina alla tarda serata);
e)- Insegnamento e Ricerca. I meccanismi di accesso e successiva progressione nel settore della docenza e in quello della ricerca, in Italia, sono condizionati dal gruppo di appartenenza. E' senza speranza chi non appartiene ad una lobby. Il sistema è analogo a quello esistente nella magistratura. Così come da qualche anno sta emergendo in modo virulento; 
f)- Università protetta e curata. L'Università è come la Libertà, la Giustizia. Va  protetta, curata e difesa da tutte le aggressioni esterne e interne. Non è per sempre. Senza dimenticare che l'Università dovrebbe essere come una grande e variopinta famiglia ove, all'interno si discute, senza veli, di ogni argomento possibile, ma all'esterno si tiene alto il valore e la professionalità di tutti. Nessuno escluso.


INFORMAZIONE E DISINFORMAZIONE

Ora (Uscita dalla pandemia da covid-19; Guerra in Ucraina) più che mai, la società del mondo globalizzato è coinvolta nell'oggettiva problematica dell'informazione. Le notizie diffuse nella società rappresentano delle verità, oppure sono elementi edulcorati lanciati con lo scopo di ottenere specifici risultati?
E, il Cittadino lettore ha in sé adeguate capacità, adeguato buon senso, per cercare di capire dove sta, realmente, la verità? Quante persone son capaci (Hanno tempo e acume) per rendersi conto se una specifica notizia rappresenta una: Informazione, Disinformazione, Svista, Fake news, Superstizione, Stregoneria
Sotto certi aspetti, analizzando il passato e il presente, è possibile affermare che, spesso, ci troviamo davanti allo stesso problema avente, solo, un aspetto diversi?
E, dal punto di vista del comportamento individuale  l'approccio attuale è più razionale, oppure è analogo al passato? Superstizione e ignoranza imperversavano e imperversano.
E come non pensare alla fila di persone che, nei giorni stabiliti, aspettavano il proprio turno per andare a ... liberarsi dal malocchio! E quanta gente, ancora oggi, in ogni parte della Penisola, si rivolge a fattucchiere, a maghi, a cartomanti, a lestofanti, pensando di risolvere lo specifico problema.
Queste fughe dal buon senso, dalla ragione, in termini quantitativi, erano più presenti nel secolo scorso oppure oggi?
E quante volte soggetti, tutt'altro che disinteressati, sono impegnati nel diffondere notizie false, negando anche l'evidenza? 
Sì, peggio di Giulio Cesare davanti al suo giudice che gli chiedeva notizie sulla moglie.
E la Scienza? Perché la Scienza, spesso, ha difficoltà nel farsi comprendere dal Cittadino? 
Perché non si riesce a spiegare, cominciando dai bambini, che il significato di Scienza sta nell'insito meccanismo evolutivo legato alla natura probabilistica e non assolutistica?

12 maggio 2022

INDIPENDENZA VERA O COLONIALISMO MODERNO

 Il colonialismo, massima espressione del razzismo umano, ufficialmente, da tempo, risulta debellato su quasi tutta la Terra. Tutti gli stati, anche quelli Africani, da tempo hanno raggiunto l'indipendenza politica, eliminando, in modo più o meno violento, il giogo che li teneva schiavi. Non liberi.
Ma, a guardar bene, nei fatti di tanti paesi africani (E non solo) si nota la presenza di un collegamento stretto, molto stretto, oserei dire asfissiante, che lega, dal punto di vista economico, etico, strutturale, organizzativo, tanti paesi (Liberi dal colonialismo storico) a una grande potenza. Grande potenza che con la scusa della necessità di realizzare le strutture necessarie (Ponti, Gallerie, Ferrovie, Industrie estrattive,...) per la crescita del paese esercitano un condizionamento, un ricatto, che si spinge oltre il limite consentito del concetto di Libertà. Tanti paesi africani (Senegal, Angola, Camerun, Nigeria, Sud Africa, Mali, Etiopia, Repubblica Centroafricana), alcuni potenzialmente ricchi per le materie prime possedute, possono essere considerati paesi liberi?
Argomento valido per tanti altri paesi condizionati da altre grandi potenze.

MODUS OPERANDI PERFETTO

 Secondo Terprando il modus vivendi sognato, perfetto, pur mai compiutamente raggiunto, va rappresentato da tre parole:
Forza, Giustizia, Muse.
La Forza era alla base di tutto. E, in sua assenza non poteva esserci alcuna Bellezza. 
E, senza la stabilità della Forza non ci poteva essere la Giustizia. Giustizia che implicava Equilibrio delle parti, proporzioni armoniose da non turbare.
La Forza e la Giustizia erano strumenti nelle mani delle Muse.
Le tre cose che consentivano di tenere lontane violenza, miseria, offesa. Con conseguente armonia, crescita di un popolo.
Tutto ciò era riferito al tempo del classicismo Greco.
Facendo un riferimento all'attualità, cosa si potrebbe dire?

11 maggio 2022

LEONI

a) - Chiuda la porta, tenente!
Io non credo che si possa cambiare il mondo torturando i prigionieri.
b) - Quello che crede lei non conta. 
Il soldato tedesco è invincibile perché obbedisce agli ordini. A tutti, per sgradevoli che possono essere.
Da "I giovani leoni".
Ridurre il soldato in un automa?
Banalità del male e delle guerre. 


9 maggio 2022

COCO'

 Cocò

Personaggi: - Sara (ragazza che studia e lavora); - Elisa (Gattina viziata); - Cocò (Uccellino Colibrì); Chicca (padrona di Elisa). Racconto breve di Domus. Foto: Ricostruzione del tetto di casa.

E' un mercoledì della prima decade di Maggio. Il mese per antonomasia della Primavera, del ritorno sulla Terra di Persefone, dei Fiori, del Sole; ma è periodo di confinamento da coronavirus e, quindi, Sara studia e lavora da casa. Gli uccelli sugli alberi intorno casa, sin dalla prima mattina, allietano la piacevole tiepida giornata di sole con i loro canti. 
Distrattamente stava fantasticando sulle cose che avrebbe dovuto completare ed iniziare durante la giornata, con una tazza di caffè Italiano in mano. Elisa, la gattina innamorata di Sara, che di solito le gironzola sempre intorno, stranamente, stamattina era assente. Sarà andata a fare un giretto in giardino con il gattino del vicino, ha pensato Sara, mentre si incamminava dal soggiorno alla sua camera. 

Ad un tratto ha visto arrivare verso di lei, velocemente,  Elisa, con un movimento goffo, buffo, irrituale. Qualcosa di strano, diverso dal solito, era presente in quella gattina birichina. 
Un colpo al cuore la colpì quando si rese conto che Elisa in bocca aveva un uccellino. Le sue piume erano piccole, colorate, lucenti, ma immobili nella bocca di Elisa.  
Dopo un primo momento di smarrimento e di panico urla e rimproveri perentori rimbombarono, come tuoni di una terribile tempesta in tutta la casa. Elisa capì subito che, forse, l'aveva combinata grossa, e, quindi, immediatamente, ha ubbidito all'ordine della sua Amica-Padroncina, mollando l'uccellino che teneva in bocca, senza però schiacciarlo. Appena libero, l'uccellino, un piccolo Colibrì chiamato immediatamente Cocò (Sì, come Chanel), si è librato dal soggiorno ad una delle camere. 
Inseguito nel suo volare, con intendimenti forse di diversa natura, da Sara e da Elisa. Ma, mentre la prima cercava di farlo pervenire alla Libertà, la seconda, molto più prosaicamente, pensava di ospitarlo nel proprio stomaco. Escluse le piume, perché, come è noto anche ad Elisa, esse, come dicevano i Maya, sono magiche. Elisa, con i suoi baffi e la sua faccia astuta aspettava il momento giusto per giocarci un po', prima di iniziare il prelibato banchetto. Intanto Sara, invano, aveva cercato di fare allontanare, dalla stanza, la gattina prima e l'uccellino poi. Per ovvi contrastanti motivi. Elisa non voleva saperne di uscire di casa e col suo sguardo teneva sotto controllo il bocconcino. Cocò terribilmente spaventato dalla grande bocca dai denti affilatissimi della gattina, pur con la finestra spalancata stava studiando suoni e movimenti di Sara, al fine di comprendere se di lei poteva fidarsi oppure no. Aveva una terribile paura di scendere dalla zona alta e lanciarsi verso la finestra e quindi verso la libertà. Gli inviti a scappare via, verso i vicini alberi, ove, presumibilmente, ad aspettarlo c'era la sua mamma, non hanno sortito alcun effetto. 

Cocò non voleva proprio saperne di scappare.  Io penso che a bloccarlo siano stati la paura di finire in bocca ad Elisa e la paura legata al fatto che non aveva ancora capito quali fossero le reali intenzioni di Sara, nei suoi confronti.  Intanto Cocò, nel suo peregrinare nella stanza, si era stabilizzato presso la parte alta della parete con la finestra; sopra un piccolo supporto sporgente. 
Lo stato ansioso di Sara (E di Elisa e di Cocò, per opposte motivazioni) saliva alle stelle. Non poteva ammettere, accettare, che in sua presenza si commettesse un crimine di quel genere. Non poteva, assolutamente, accettare che un uccellino, così piccolo, bello, indifeso, finisse nella pancia (Pur non, certamente, affamata) della gattina, che tutte le sere le stava addosso per farle le fusa. Gattina che non voleva proprio saperne di andarsene via da quella stanza. 
Dopo un lungo e penoso peregrinare per la casa, finalmente, Sara, con degli ammiccamenti è riuscita ad allontanare Elisa da quella stanza e, quindi, ha cercato, invano, disperatamente, di far capire a Cocò che avrebbe potuto, tranquillamente, svignarsela dalla finestra. 
Eppure una soluzione bisognava pur trovare per consentire al gracile uccellino di riconquistare la libertà.  Ed in quei momenti due diverse e contrastanti sensazioni di paura coinvolgevano Sara e Cocò. La prima aveva paura di non riuscire a far scappare l'uccellino. Il secondo non era sicuro che la sua Salvatrice fosse, veramente, altruista, amante della natura e del mondo animale in particolare. Avrebbe dovuto capirlo dalle urla iniziali, ma il povero piccolo Colibrì era ancora impaurito. Era come un Lazzaro. Sì, un morto risuscitato.

Allora non restava altro che agire, pensò Sara. Bisognava attuare un piano strategico. Ossia catturare Cocò e portarlo subito verso la libertà. Come fare? Con l'ausilio di un manico di scopa ed un sacchetto di tessuto è riuscita ad intrappolare Cocò; a portarlo sul terrazzo; ad aprire il sacchetto per farlo volare via, verso il vicino albero, prima dell'arrivo di Elisa. 
All'apertura del sacchetto Sara ha subito un altro colpo al cuore. Era come morto. Era solo pietrificato con le zampette agganciate al sacchetto. Cocò è rimasto immobile, rigido, inerte, come morto, per degli interminabili minuti. Sara si è messa ad accarezzarlo, pensandolo morto, quando, improvvisamente, mettendo in moto le sue  alette, con dei battiti molto al di sopra di quelli usualmente operanti durante la fase dell'innamoramento, non dopo aver guardato il volto di Sara ed aver emesso un flebile cinguettio, ha spiccato il volo scomparendo tra le foglie del vicino albero. Acquistando la Libertà. 
In assenza di Sara, o di una persona sensibile come lei, ieri in Varrano, di Cocò sarebbero rimaste solo alcune delle sue penne. Neanche tutte, forse.
   Per onor di verità devo riferire che, secondo Chicca, Elisa non aveva cattive intenzioni verso Cocò. Lo stava portando a Sara, in omaggio, in regalo, per la sua Bellezza, per la sua Eleganza. La gattina non avrebbe mai avuto, in nessun momento, alcuna minima intenzione carnivora nei confronti di dell'esserino magico. E' pur vero che la gattina abituata a mangiare cosette raffinate e sopraffine avrebbe avuto qualche difficoltà inaccettabile con le piume di questo uccellino.
E' questa una storia della lotta per la sopravvivenza degli esseri viventi. Siano essi animali, umani o vegetali. 

Colibrì. E' un uccello bellissimo, per colori, leggerezza, eleganza nel modo di volare. E' anche il più piccolo uccello del mondo. Il suo volo è unico al mondo per il movimento delle ali che può raggiungere  i 70 - 80 battiti al secondo, in condizioni normali, e valori di alcune centinaia, nella fase di innamoramento. Esso è capace di immagazzinare energia col meccanismo che gli consente di entrare in uno stato di torpore durante la notte. Infatti, durante la notte la sua temperatura scende intorno a  8 - 10 °C, mentre durante il giorno è pari a circa 40°C.  
Al Colibrì è legata la Legenda Maya che lo vuole sacro, per la capacità delle sue piume, considerate magiche, capaci di far guarire le persone.

A questo stupendo uccellino è legata la Parabola del Colibrì che suggerisce all'uomo di cercare e trovare, nella vita, sempre, la forza per collaborare con gli altri, consci del fatto che tante gocce d'acqua messe insieme possono formare anche un oceano. E' un invito a fidarsi degli altri, ad aiutare il prossimo, senza disprezzare mai l'aiuto che ci viene offerto, da chiunque.
Un grande incendio stava bruciando una grandissima foresta divenuta arida, secca, invivibile. Tutti gli animali si misero a scappare per evitare l'incendio. Il Colibrì si mosse subito nella direzione opposta. Si portò presso un lago e prese delle gocce d'acqua per spegnere l'incendio. Gli altri animali stupiti gli dissero di lasciar perdere e salvarsi, stante l'inutilità del suo andare avanti e indietro con le sue gocce d'acqua.
Il Colibrì si fermò, un breve momento, e disse loro: "Questa foresta è casa mia. E' la mia vita. Non voglio che scompaia. Starei proprio male al solo pensiero che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non averla fatta. E' possibile che non ce la faccia a spegnere l'incendio, come voi dite, ma, io, sto facendo la mia parte".  
E continuò a volare verso il lago.