Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

30 novembre 2022

IL TEATRO DI RENATO

 

Georgia Laity e Renato Musolino in 'Oleanna' della Flying Penguin Productions. Foto: Shane Reid

Rassegna teatrale: Oleanna (indaily.com.au)

Flying Penguins fa rivivere un capolavoro provocatorio e inquietante di Mamet, affrontando coraggiosamente una messa in discussione pre-#MeToo del potere e del privilegio in un mondo post-#MeToo.

Scritto da Rachael Mead

 Una studentessa universitaria incontra un professore universitario per parlare dei suoi voti. Sta lottando con la sua classe. È sul punto di vincere. Sono soli nel suo ufficio.

Un incontro a porte chiuse tra un uomo e una donna con un significativo differenziale di potere in gioco? Come pubblico post-#MeToo, pensiamo di conoscere il punteggio. Ma come ogni opera teatrale di David Mamet, siamo su un terreno instabile, con la natura stessa della verità in discussione.

Dopo il successo di Glengarry Glen Rossnel 2021, Flying Penguin Productions ha chiaramente un debole per le sfide presentate dalle opere di Mamet. Scritto nel 1992, questo provocatorio film a due mani, diretto da David Mealor, si sarebbe confrontato 30 anni fa. Ora, alla luce delle condanne per stupro di Harvey Weinstein, il pubblico si siede esperto su questioni di consenso e abuso di potere.

Dato questo cambiamento nella comprensione pubblica delle dinamiche di potere, il dialogo rapido di Mamet e la complessa stratificazione di interpretazioni errate probabilmente dicono qualcosa di molto diverso oggi dall'intento originale del drammaturgo. Ma questa è la sfida di uno spettacolo di Mamet. Sfumato, complicato e soggettivo, l'unica cosa garantita è che ogni membro del pubblico lascerà il teatro instabile, provocato e con una prospettiva completamente individuale su ciò che è emerso.

Fin dalle prime righe, siamo spinti in un vortice di cattiva comunicazione. Il primo atto espone l'interazione problematica, entrambi i personaggi, immediatamente, a scopi incrociati. Carol (Georgia Laity) è priva di fiducia e sovraccarica, convinta che il materiale del corso sia al di là della sua comprensione. John (Renato Musolino) cerca di calmarla, intellettualmente e fisicamente, promettendole voti migliori se tornerà per sessioni private. Lui fa conferenze e fa lezioni, mentre lei interroga e prende appunti.

Nel secondo atto, il dramma colpisce il suo passo. Il potere oscilla in una direzione, poi nell'altra. Carol ha presentato un reclamo al comitato di possesso. Per John, si tratta di uno studente che fraintende il suo intento e arma la correttezza politica. Come insegnante, afferma che è il suo ruolo provocare. Dal punto di vista di Carol, John è un esempio ambulante di diritto inconscio, ignaro del suo privilegio e del potere che esercita su di lei.

Mentre il dramma si intensifica verso il climax scioccante, entrambi i personaggi sono ciechi ai loro difetti, ma convinti della loro giustizia. Il pubblico è in costante flusso – in una situazione in cui ogni parola e gesto è giudicato e contestato, chi ha ragione?

Musolino è semplicemente brillante come il professore offeso, incarnando perfettamente l'educatore paternalistico, cieco al suo linguaggio di micro-aggressioni e sottile gaslighting. Laity colpisce il suo passo nel secondo atto, incanalando la rabbia ipocrita di Carol in modo più naturale dell'ansia in lacrime.

Al suo centro, questa commedia è un esame del potere, del privilegio e del linguaggio, e mentre gran parte di questo lavoro è raggiunto attraverso la sceneggiatura, Mealor segnala brillantemente l'equilibrio sempre fluido del potere usando la posizione scenica, i costumi e il linguaggio del corpo degli attori.

L'intelligente scenografia e i costumi di Kathryn Sproul parlano chiaro. Attraverso il semplice cambiamento nell'orientamento scenico di una scrivania e due sedie, vediamo il gradiente di potere appiattirsi, la coppia che passa da educatore e studente, a uomo e donna. I costumi telegrafano la crescente fiducia di Carol e la battaglia di John per arrestare la sua reputazione in declino. Eppure, anche queste osservazioni sono aperte all'interpretazione. Personalmente, ho letto l'abbigliamento di Carol, nel secondo atto, come un segnale di una crescita della fiducia e della rabbia manifesta, ma dopo lo spettacolo, ho sorpreso un membro del pubblico che ha osservato che il suo costume ha dimostrato un tentativo provocatorio di sedurre il professore.

Questo è un teatro accattivante – inquietante e scivoloso – che ci costringe a esaminare i nostri pregiudizi. E mentre le prospettive pubbliche sono cambiate dal 1992, Oleanna tocca questioni scottanti contemporanee – molestie sessuali, cancel culture, consenso – in un modo che richiede non solo di esaminare ogni situazione nel merito, ma di esaminare i pregiudizi e i pregiudizi dentro di noi.

Oleanna suonerà allo Space Theatre, Adelaide Festival Centre, fino al 26 novembre.

21 novembre 2022

IPAZIA

 


Bellezza, Scienza, Intelligenza. 
In un mondo di barbari.

VENERE


Per antonomasia Venere rappresenta la Bellezza, in ogni suo aspetto. E' una delle più importanti dee romane ed è associata all'amore e alla bellezza. Venere è la corrispondente della dea greca Afrodite (Bellezza, Amore, Fecondità, Natura Primaverile). Era la sposa di Vulcano, ma era innamorata, anche, di Marte col quale concepì Cupido, Armonia e altri due.
Vulcano, secondo quanto riporta l'Odissea, sorpresi i due amanti durante i loro amori furtivi ha cercato di vendicarsi avviluppandoli in una rete invisibile.
Venere si innamorò di Anchise (Padre di Enea, fondatore di Roma) e anche del bellissimo Adone.

Di Venere, nel gergo comune, spesso sono ricordate delle piccole imperfezioni o peculiarità che fanno ricordare, evidenziare, la Bellezza della dea. Tra esse ricordo: - Le collane di Venere, normali rughe orizzontali che corrono lungo tutto il collo; - Le fossette di Venere sulla schiena, prossime al bacino; -La collina di Venere.

In cielo è la stella più lucente. Di notte è visibile facilmente in quanto è prossima alla Luna. Le sue rocce sono simili  a quelle della Terra. Il suo colore appare arancione per effetto della sua atmosfera molto densa,

AGAMENNONE

 Agamennone, re degli Achei nella guerra di Troia.
Rozzo, superbo, prepotente, re, fratello di Menelao (Già sposo di Elena (La bellissima donna fuggita per amore con Paride, figlio di Priamo, re di Troia)),  che, pur di accaparrarsi i favori degli dei (Il vento favorevole per le navi che dovevano salpare per andare alla conquista di Troia), ha deciso il sacrificio della bella figlia Ifigenia.
Il suo desiderio di far la guerra a Troia, contrariamente a quanto cercava di far intendere, non era giustificato dalla fuga di Elena con Paride, quanto dalla necessità di conquista di quel vasto regno di Troia.  
Egli, non era minimamente amato neppure dalla moglie Clitennestra, che, in sua assenza, di distraeva con Egisto. Egisto che è stato ucciso, da Agamennone, appena venuto a conoscenza dell'infedeltà della moglie, al rientro in patria. Pur avendo portato con se la sua "preda di guerra", la povera bella Cassandra (Figlia di Priamo, profetessa col dono della profezia, ma avendo rifiutato di giacere con Apollo era stata condannata a non essere creduta), uccisa da Clitennestra, che mal digeriva la presenza di una preferita alla corte del re. Non certo per l'amore verso Agamennone. 
Alla fine di una serie di peripezie Agamennone pagherà con la giusta punizione le sue colpe. 

ALBERI E STENDHAL



Alberi, Vita, Stendhal.
Tante altre volte ho parlato di Ambiente e di Alberi, in particolare. Molti studiosi, da tempo, cercano di instillare nella gente la sensibilità necessaria per far capire alla gente il valore, l'importanza, degli alberi per la vita stessa dell'uomo. Questa sensibilità, secondo molti, è elevata nei paesi più culturalmente evoluti, praticamente assente nelle realtà povere, depresse, di basso livello culturale.
Per accendere, ancora di più, l'attenzione su questo argomento per il 21 Novembre (Lo stesso del 1909, di Mamma) di ogni anno si festeggia la giornata degli alberi. Questa occasione, come ho ricordato altre volte, mi porta in mente uno dei più grandi scrittori europei (Stendhal), francese di nascita e italiano di adozione, il quale, già ai suoi tempi, si rammaricava per la scarsa lungimiranza e intelligenza degli amministratori italiani e francesi che avevano in uso l'abitudine, barbara, di potare gli alberi, violentandoli incomprensibilmente. 
Cosa che non si faceva in Inghilterra, ove avevano, ed hanno, la cultura e il gusto della Bellezza emanata dagli Alberi privi di vergognose potature. Ed a questo paese egli rivolgeva encomi solenni per tale rispetto della Natura. 
Col tempo anche la Francia si è avvicinata verso tale rispetto (Infatti, anche, nel centro storico di Parigi oggi è possibile vedere alberi d'alto fusto svettanti, senza alcuna frattura, per oltre cinque piani di abitazioni). In Italia, invece, se si escludono poche località, la tendenza è rimasta quella barbarica del passato remoto. Quella che fa girare e rigirare nella sua tomba il povero Stendhal. Nel Sud Italia, poi, in particolare, e ancor di più nei piccoli centri, esiste ed è viva la tradizione, selvatica, di fare delle potature drastiche (Anche a capelli di monaco) sulla scarsissima vegetazione esistente. Con effetti devastanti sulla bellezza insita negli alberi e, di conseguenza, negli ambiti adiacenti. Forse la necessità di procurarsi legna per il camino per le fredde serate invernali stimola tanti trogloditi in una certa direzione.

Al fine di sperare nella eliminazione (O almeno drastica riduzione) dei massacri che, sistematicamente, sono commessi dagli amministratori locali (Benestare, Locri, Siderno, Bovalino, ...) riporto alcuni concetti che mi auguro vengano fatti propri dalle future generazioni, visto che per quelle odierne non sembra esserci rimedio. 
-Gli alberi e il verde pubblico appartengono alla Comunità e in quanto tali devono essere protetti dagli amministratori che hanno il compito di lasciarli, alla fine del mandato, in condizioni migliori di come si trovavano all'inizio del loro mandato.
-Gli alberi e il verde migliorano la qualità dell’aria, il valore delle proprietà, il clima sociale, il territorio, il benessere psicologico della gente.
-Gli alberi sono bellissimi come li ha fatti la natura. Essi non devono essere mutilati con inutili e barbariche potature. La potatura migliore, contrariamente a quanto potrebbe essere sostenuto da qualche sprovveduto, è quella che non si nota, che non c'è. Infatti, come si può vedere, ictu-oculi, osservando la natura, le piante più belle e più efficaci sono quelle non potate.
-Contrariamente a quanto sostenuto da qualcuno, la capitozzatura non  previene gli incidenti e non rinforza gli alberi. Gli alberi così mutilati vivono molto di meno e possono essere più fragili e, quindi, più pericolosi.
-I costi per la piantumazione e la gestione di alberi devono essere considerati degli Investimenti,  non dei costi morti. Gli alberi ed il verde urbano in ogni abitato è di inestimabile valore, e, in quanto tale, va amato, rispettato, protetto, conservato, dagli amministratori e dai cittadini.
-Ogni amministratore di valore non solo deve impegnarsi per la conservazione degli alberi, ma deve, anche, programmare ed attuare adeguate piantumazioni aggiuntive.
-Per la cura del verde è necessario rompere con le vecchie grossolane, barbariche tradizioni che portano scempio ai nostri  alberi. L'affermazione che la cosa è sempre stata fatta  è da rigettare in quanto becera, volgare, primitiva, priva di fondamento tecnico.  

In foto uno scorcio del Lago di Como, uno dei siti più incantevoli della nostra Italia. Provate a vedere se ci sono scapitozzature sugli alberi. Provate ad immaginare la vegetazione in un sito analogo in altra zona culturalmente sottosviluppata.

18 novembre 2022

BRISEIDE

 


Briseide (O Breiseide) è una bellissima donna troiana venutasi a trovare tra le braccia di due ateniesi, nemici del suo popolo. Un semidio (Achille) e un rozzo sanguinario re guerriero (Agamennone).
Durante la prima fase della guerra di Troia, Achille, valoroso guerriero invulnerabile in tutto il corpo, con la sola esclusione del tallone, inizialmente si mantenne poco coinvolto nello scenario bellico. In seguito alla morte del suo amico Patroclo scese platealmente in campo, facendo sua schiava (Portandola nella sua tenda) la bella Briseide della corte e parente del re troiano Priamo.

Agamennone, compagno di guerra di Achille, approfittando dell'assenza di Achille ha pensato bene di prendere per sé (Portandola nella sua tenda) la povera schiava, Briseide. Achille non accettando tale sottrazione (Della sua schiava), seminando scompiglio nell'accampamento dei greci, con l'avallo degli altri re, costrinse quel rustico di Agamennone a restituirgli la fanciulla, schiava di guerra.
Si tratta di riflettere e decidere su chi è il meno barbaro fra tanti barbari, che erano meno barbari dei conclamati barbari.

"Affranto brucia Achille per Briseide a lui tolta", da Amori L1 Ovidio.

AMORE ESALTANTE, SENZA MISURA

 "Erra chi a un delirante amore cerca fine,
non conosce misura alcuna un vero amore"

Properzio 


PINOCCHIO

Pinocchio, di Carlo Lorenzini, detto Collodi.
Molti pensano che il libro "Le avventure di Pinocchio" sia destinato ai bambini. Non è così, a ben leggere.
Questo è il libro Italiano più letto e tradotto nelle varie lingue del mondo. Di più della stessa "Divina commedia" di Dante. E se ciò è vero, com'è vero, allora un buon motivo ci sarà certamente. Questo è un libro per grandi, prima che per piccoli. Basta saper leggere fra le righe.
L'Autore, morto d'infarto, il 26/10/1890, ha pubblicato il libro nel 1883, in un contesto sociale e politico in evoluzione, da poco successivo alla iniziativa di Garibaldi. 
Inizialmente Collodi aveva pensato di chiudere il libro, ambientato in Toscana, con la impiccagione del burattino (Sarebbe più corretto definirlo marionetta) nella pubblica piazza, ma le pressioni esterne ricevute da parte di coloro che avevano letto il libro (Allora, come ora) lo costrinsero ad una soluzione più dolce.

Aspetti analizzati implicitamente dall'Autore.
- Sistema sociale forte coi deboli e debole coi forti
Collodi, con forza e veemenza mette in risalto l'ingiusto sistema (Magistratura) che se la prende coi poveri Cristi (Forte coi deboli), mentre si manifesta debole e inconsistente coi forti. 
La circostanza, sotto molti aspetti, è identica a quella che si riscontra, anche se in modo più edulcorato, ancora ai giorni nostri. Questo è un terribile punto di prospettiva, che, nonostante la retorica dei numerosi discorsi  acculturati, è ancora esistente nella nostra società, che consideriamo molto evoluta. Proviamo ad immaginare come vanno le cose in tutti quei paesi ove la Libertà e la Giustizia sono soltanto dei punti di fuga.
- Il grillo è la buona coscienza
Al grillo parlante Collodi ha assegnato il compito di sostenere la buona coscienza del Cittadino, nonostante le avversità che si incontrano nella vita.
- La fatina è la mamma munita di buon senso.
Alla fatina è assegnato il compito di rappresentare le mamme che con passione, amore, umiltà, affrontano la vita, soppesando tutte le incognite che si presentano ogni giorno, col metro del buon senso.
- Il giudice visto con ironia.
Collodi, pur sapendo di andare incontro a feroci critiche e ostacoli pratici, diretti, nella sua vita quotidiana si è rifiutato di modificare l'impostazione ironica del giudice. Giudice arrivato alla condanna del burattino per il semplice fatto di essere ... innocente.
In ciò trova conferma, nell'attualità, il mio detto sconsigliante di rivolgersi alla giustizia in caso di innocenza e consigliante di farlo nel caso contrario. In caso di colpevolezza il cittadino ha, sempre, qualcosa da guadagnare.  In caso di innocenza il Cittadino ha tutto da perdere (Denaro, Tranquillità, Equilibrio, ...) rivolgendosi alla giustizia. 
- Il carabiniere visto con satira.
E' sempre esaltante e divertente leggere la satira con cui Collodi mostra il CC mentre arresta Pinocchio, pur senza alcun ragionevole motivo.
Traslato all'attualità, bisogna riconoscere, che i CC, a parere del sottoscritto, sono e rappresentano, almeno per larga massima, in Italia, un baluardo per la legalità. Cosa, praticamente, inesistente al tempo di Collodi; costretto a subire le conseguenze restrittive anche per questo libro.
- Pinocchio anima candida.
Il protagonista, come giusto che sia, è un romantico, un sognatore, un cavaliere tipo Don Chisciotte. E' un'anima candida. Ed in quanto tale meritevole di affetto, di attenzione, di simpatia, di amore.
- Il legno è l'umanità.
Perché Collodi ha presentato il protagonista come se costituito in legno e non in carne ed ossa? Il legno con il suo excursus di vita, dalla nascita alla morte, rappresenta l'umanità intera, con i suoi pregi e i suoi difetti. Legno (Umanità) che, in senso metafisico, porta all'albero per eccellenza: Dio.
- Le bugie come meccanismo di difesa.
Il burattino, nonostante i vari proponimenti interiori, nella vita è costretto a ricorrere alle bugie per difendersi dalle aggressioni quotidiane. Ma, posto davanti ad uno specchio, pur titubante, ha la forza per riconoscere i propri errori, le proprie malefatte.
- Etica e morale.
"La morale è espressione di una mentalità conservatrice. Fai il bravo e come premio diventi un bambino vero"? 
No, non sempre questo concetto è accettabile. L'argomento va contestualizzato al luogo, alla cultura media esistente, alle condizioni economiche e sociali, al livello di libertà del cittadino.
  

IN OGNI CASO

 "Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori,
le piace sempre che le vengano chiesti"

Ovidio, Ars amatoria

17 novembre 2022

ANDROMEDA


Andromeda è un nome che ha sempre esercitato molto fascino sugli uomini. Sarà per il significato etimologico (
Signoreggia sugli uomini) e/o per i racconti mitologici ad essa legati.
Era la figlia, bellissima, di Cefeo e Cassiopea, sovrani di Etiopia. Per rimediare alle colpe della madre (Aveva osato definirsi più bella delle Nereidi, scatenando, con ciò, la loro ira. Ed era, in effetti, molto molto bella) è stata condannata a pagarne le conseguenze. Vittima della superbia della madre e sacrificata dal padre per ragioni di stato. Le Nereidi (Ninfe del mare) si rivolsero a Poseidone per scatenare la loro vendetta. Il dio del mare per soddisfare le ninfe inviò sulle coste del regno Etiope un mostro marino, con animo distruttivo. Cefeo e Cassiopea, per calmare il mostro si risolsero di offrire in sacrificio al mostro la loro bellissima figliola Andromeda, che fu  portata e incatenata ad uno scoglio.

Andromeda "piange le braccie livide da materne catene, le innocenti mani alle fredde rocce".

Perseo (Figlio di Zeus e Danae), innamorato di Andromeda, dopo aver chiesto la mano ai genitori della fanciulla, a cavallo di un destriero alato (Pegaso) si è lanciato contro il mostro marino che si stava avventando contro la ragazza legata allo scoglio. Lo ha ucciso; ha liberato l'entusiasta ragazza, diventata sua sposa (Non prima di aver superato gli ostacoli (Battaglia durante i festeggiamenti)  posti da Fineo, zio della ragazza, suo antico pretendente). 

La principessa Andromeda mostra l'animo umano schiavo delle passioni, degli impulsi, legati alla vita sulla terra. La ribellione e l'elevazione l'emancipazione dalla materia, al di sopra di ogni concezione terrena è rappresentata dalla liberazione della ragazza, per mezzo di Perseo, che, seppur figlio di Zeus, incarna la coscienza, l'eroe, che aiuta l'uomo verso la "giusta realizzazione spirituale". Il mostro marino, naturalmente, rappresenta le forze oscure del male che albergano nell'uomo e che spesso prendono il sopravvento sotto l'influenza delle pulsioni incontrollate.

Per volontà degli dei, i componenti della stirpe sono diventati costellazioni: Perseo, Andromeda, Cefeo, Cassiopea, che, spesso, di notte riusciamo ad ammirare nel cielo stellato.

Andromeda, P. G. Dorè

13 novembre 2022

LE TRE GRAZIE



Le Grazie, secondo Esiodo, sono tre:
Aglaia, in greco antico: Ἀγλαΐα, «splendente» era la Grazia dello Splendore;
Eufrosine, in greco Εὐφροσύνη, Gioia era la Grazia della Letizia;
Talia, dal greco θᾰ́λειᾰ (thaleia), che significa "abbondanza", "prosperità" era la Grazia della Pienezza e Portatrice di fiori.
Sono dette le Cariti dal greco χάρις «grazia».
Queste dee benefiche sono ritenute figlie di Zeus e di Eurinome.

Sono simbolo della perfezione a cui l'essere umano dovrebbe tendere, nonché, secondo alcuni autori, le tre qualità essenziali della donna in prospettiva classica.
- Seneca nel “De beneficiis” racconta che le tre giovani donne rappresentano l'atto dell’offrire, l’accettare ed il restituire, simboleggiato dall’intreccio delle loro mani.
- Secondo la visione neoplatonica l’unità dell’Amore viene espressa con la triade delle Grazie, come afferma Pico della Mirandola. Quindi le tre dee sarebbero le tre forme dell’Amore: Castitas (la Castità, colei a cui è rivolta la freccia di Cupido e la più sobria nelle vesti. Rappresenta l'astensione da ogni attività sessuale, o, anche, da manifestazioni o pensieri che vi abbiano in qualche modo attinenza), Voluptas (la Voluttà. Rappresenta il piacere intenso e diffuso che si prova nella soddisfazione del desiderio sessuale. Si intende, anche, godimento inteso, talvolta morboso, che deriva dal soddisfacimento di un impulso materiale o, anche, spirituale) e Pulchritudo (la Bellezza. La qualità capace di appagare l'animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione).

In foto Le tre Grazie - Antonio Canova - 1817 - Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo 

IL BACIO

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni

Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c'è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.

(Pablo Neruda - Il bacio)

9 novembre 2022

AMORI

- "Nitimur in vetitum semper cupimusque negata."
Tendiamo sempre a ciò che è vietato 
e bramiamo ciò che ci viene negato.

- L'amore è di chi vuole il rischio ...;
 chiunque non vuole restare ozioso, ami!

Ovidio, Amori

L'Arte di amare. 
L'amore ha come presupposto il Desiderio. 
Il Desiderio ha bisogno di essere: 
Suscitato (Con una buona tecnica di seduzione (caccia, guerra, per ottenere successo ed essere felici));
- Conservato (Con un costante vissuto quotidiano fatto di passione);
- Soddisfatto (Con un appagamento fisico e interiore che coinvolge la coppia).
E, se necessario, liberarsene (Nel caso in cui il rapporto diventa virale. Nel momento della cessazione degli amorosi sensi).
Ovidio con la sua "Ars amatoria" ha insegnato, magistralmente, come vivere il desiderio. Come viverlo e come spegnerlo.
Egli ha descritto l'amore come una guerra da combattere e vincere. L'amore ha bisogno di un piedistallo (Il desiderio), ossia di un gioco dal quale, in genere, è escluso qualsiasi approccio di natura sentimentale. Un gioco che trova compiutezza nella fisicità.
Il "Manuale del seduttore", con una certa e libera licenziosità, spiega all'uomo o alla donna, come fare, anche con modalità scherzose, per rendersi attraenti, per un perfetto uso delle tecniche sessuali.
Le sue opere furono, contemporaneamente, esaltate e denigrate dalla morale Romana del tempo. 
E qualche sua opera è stata presa in prestito per giustificare il suo esilio a Tomi, sul Mar Nero. In vero, pretesto per coprire uno scandalo erotico che l'ha visto coinvolto con una bella donna familiare di Augusto.



IO SONO UN UOMO

Io sono un uomo antico, 
che ha letto i classici,
che ha raccolto l’uva nella vigna,
che ha contemplato il sorgere 
o il calare del sole sui campi.

Non so, quindi, cosa farmene di un Mondo creato, con la violenza,
dalla necessità della produzione e del consumo.
Detesto tutto di esso: 
la fretta, il frastuono,
la volgarità, l'arrivismo.

Sono un uomo che preferisce perdere, 
piuttosto che vincere con modi sleali e spietati !!

Pier Paolo Pasolini