Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

22 giugno 2026

IL DISCORSO DI PERICLE AGLI ATENIESI

      Discorso di Pericle agli ateniesi, 461 a.C. (da Tucidide).
Pericle: Politico, statista,  generale militare, oratore di Atene, vissuto nel V secolo a. C., durante il periodo d'oro della città, tra le guerre persiane e la guerra del Peloponneso. 
Considerato come il padre della Democrazia e la guida indiscussa della città, trasformata in cuore politico, economico e culturale di tutta la Grecia. 
Tra le sue riforme più famose:
1)- Indennità economica giornaliera per chi ricopriva cariche pubbliche. Cariche pubbliche aperte a tutti, anche ai più poveri;
2)- Rinnovamento urbanistico della città. Ricostruzione dell'Acropoli di Atene, distrutta dai Persiani. Costruzione Partenone, ecc;
3)- Atene divenne centro culturale del mondo, attraendo Filosofi, Poeti, Artisti, Scienziati. Tra essi lo scultore Fidia;
4)- Consolidamento della Lega di Delo, in funzione antipersiana. Nel 431 a.C. ha dichiarato guerra a Sparta dando inizio alla devastante guerra del Peloponneso. Morto ad Atene nel 429 a.C.

Argomenti toccati da Pericle 
col suo discorso tramandatoci da Tucidide: 
-Concetto di Democrazia; -Giustizia uguale per tutti; -Meriti all'eccellenza; -Al servizio dello Stato non come privilegio, ma come servizio; senza mescolare gli interessi pubblici con quelli privati; -Libertà di vivere a proprio piacere; -Rispetto degli altri; -Rispetto delle leggi e dei magistrati; -La discussione non è ostacolo sulla strada della Democrazia; -La felicità è il frutto della libertà e la libertà è il frutto del valore (Coraggio); -Atene è aperta al mondo e non caccia mai uno straniero.

Discorso
Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in sé stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

FELICITA' E SOFFERENZA

La vita è un percorso che ci fa assaporare alterne condizioni di gioia e di dolore.
Ma, solo chi ha provato la sventura estrema è adatto a sentire l'estrema felicità?
E per sentirla è necessario aspettare e sperare.

ALBERI - VERDE

 In molte città e innumerevoli paesi (Più sottoposti all'arroganza del potere locale), ogni anno, alberi maturi vengono rimossi o potati in modo vergognoso (Alla barese. Lasciando in vita solo il tronco), per fare spazio a strade, piazze (Nuove o rimodulate), parcheggi e ottenere legna da ardere. Le potature energiche, al fusto, (Dette scapitozzature)  portano ad aumenti del diametro del tronco e a conseguenti infiltrazioni di acque meteoriche all'interno dell'albero. Con conseguente ammaloramento e morte dell'albero.
E non sempre a tali tagli seguono interventi di messa a dimora di nuove pianticelle, che, ragionevolmente, impiegheranno molti anni prima di raggiungere il precedente livello di benefici ambientali, per un albero maturo. 
Infatti, un albero maturo:
-può assorbire fino a 22 kg/anno di CO2 (Anidride carbonica). 
Una piantina di nuovo impianto può assorbire fino a 2 kg/anno di CO2;
-in ambito urbano, può abbassare la temperatura locale fino a 4 / 8 °C durante l'estate, mediante il meccanismo dell'evapo-trasposizione. Con conseguenti vantaggi di natura economica, ogni estate. Le isole di calore urbano possono aggiungere centinaia di euro alle bollette estive di ogni alloggio;
-le radici di un albero maturo stabilizzano il suolo e riducono il deflusso delle acque meteoriche durante le fasi con intense precipitazioni;
-il costo della rimozione degli alberi o della loro potatura è molto più alto di quello necessario per la manutenzione;
-rappresenta un ottimo habitat per uccelli, insetti e fauna urbana.

   Inoltre, le nuove piante non sempre attecchiscono. Spesso esse restano, per vari anni, come semplici steli; specialmente presso le aree asfaltate.
   Secondo il Prof. W. Moomaw (Premio Nobel 2007) "quando si abbatte un albero di 70 anni, con 130 cm di diametro, alto 25 m, sono necessari 3.028 nuovi alberi,  del diametro da 14 / 16 cm, per rimpiazzare il lavoro che l'albero abbattuto svolgeva al servizio della nostra salute".

21 giugno 2026

DECLINO E RISCATTO

 Chi ha amministrato un paese (Nazione, Regione, Provincia, Comune, Azienda) portandolo al declino culturale e al fallimento economico, non può, e non dovrebbe, essere incaricato per il riscatto, per la ripresa.
Chi ha creato il problema non può essere la guida per la soluzione di quel problema.

Tutto ciò secondo il buon senso e la ragionevolezza delle cose. Ma, in Italia, da tempo (Forse da sempre) tale considerazione non viene, quasi mai, applicata. Infatti, è facile constatare dei lestofanti al posto di comando. Dei soggetti che hanno portato enti al fallimento e poco dopo vederli seduti al posto di comando per la ripresa post disastro. L'Italia è un caso strano, ma non c'è alcun ché da scandalizzarsi, poi, se certi specifici reati (Corruzione, Peculato) sono ad un altissimo livello. 

19 giugno 2026

LA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA

 Passano i tempi, ma i principi di vita, di etica, di morale, restano sempre uguali.
Dice Cicerone, nella sua Repubblica:
"... il reggitore dello stato deve essere uomo eccezionale e coltissimo, nel contempo saggio, giusto, temperante ed eloquente; così da poter facilmente, mediante un eloquio scorrevole, esprimere i sentimenti del suo animo per dominare la massa ..."

Il reggitore dovrebbe possedere: capacità oratoria e conoscenza del diritto civile e penale; dedizione all'impegno politico e attitudine al comando. 
Il reggitore moderno, attuale, raramente ha la possibilità di disporre  delle suddette virtù. Esso, spesso, si presenta con prestazioni di scarso livello. Spesso è privo di adeguata cultura o competenza.  Si presenta con scarsa o senza eloquenza, con la convinzione che basti, all'occorrenza, gridare rabbiosamente contro gli avversari ed emettere un fiume incandescente di parole. 
Il diffuso decadimento della classe politica (E, di conseguenza, dirigenziale) è massiccio ed evidente a tutti.  Classe scarsamente, o per nulla, preoccupata di garantire, alle nuove generazioni, una vasta formazione culturale e un immenso rispetto dei valori legati alla cosa pubblica.  

18 giugno 2026

INDIPENDENZA DEL POTERE GIUDIZIARIO

Nella prima parte del corrente anno (2026) in Italia si è molto discusso sul funzionamento, o scarso funzionamento, della Giustizia in Italia.
Il tutto legato al Referendum Costituzionale per la conferma o meno della legge, voluta dalla maggioranza di Governo e approvata dal Parlamento della Repubblica.
La recente suddetta legge approvata prevedeva, sostanzialmente, la separazione delle carriere fra i magistrati inquirenti (Pubblici Ministeri, sostenitori dell'accusa) e i magistrati giudicanti (Giudici che emettono le sentenze alla fine di un processo, dopo aver ascoltato accusa e difesa). 
Di fatto da qualche tempo nel nostro ordinamento sono state introdotte delle norme che limitano il passaggio, ad una sola volta, dall'una all'altra funzione, con l'ulteriore prescrizione di andare ad esercitare la nuova funzione in una regione diversa da quella occupata con la precedente funzione. 
In sintesi, un PM può diventare GIP, per esempio, una sola volta nella sua vita da magistrato, entro nove anni, ma se operava, per esempio, in Toscana doveva trasferirsi in Emilia Romagna, o in altra regione diversa dalla Toscana.
La nuova legge approvata introduceva, inoltre, la nascita di due CSM (Uno per i PM e uno per i Giudici) e una Alta Corte col compito di gestire e verificare il funzionamento dei due CSM. 
Nella fase antecedente il Referendum molte persone del settore, alcune molto autorevoli, dell'una e dell'altra posizione, hanno esposto i propri convincimenti tra il Si e il No alla nuova legge approvata. Anche molti cittadini si sono attivati per cercare di capire, in modo autonomo, per quanto possibile, che decisione prendere.
I sostenitori del No alla nuova legge hanno affermato che la nuova legge (Nordio, da nome del Ministro della Giustizia) non era altro che una specie di cavallo di Troia necessario per epurare i PM e portarli sotto le direttive del Potere Esecutivo.

Dal 2022, con la separazione pressoché totale delle due funzioni, transitano dalla funzione di PM a quella di giudice, o viceversa, mediamente 30-40 magistrati all’anno su circa novemila, ossia  lo 0,4%. L'esigua presenza di cambio di funzioni non giustifica il cambiamento  della Costituzione. 

Non trova giustificazione a parere dei favorevoli al No la circostanza del condizionamento del magistrato inquirente verso quello giudicante.  Un GIP che arresta un indagato, altri magistrati che, all’interno dello stesso Tribunale, dovranno giudicare colpevole o innocente un imputato non saranno condizionati nelle loro valutazioni in funzione dei convincimenti del collega della porta accanto. 

 In Italia la giurisdizione ordinaria (penale e civile) è esercitata, oltre che da 9.000 magistrati di carriera, anche da circa 5.000 magistrati onorari (giudici onorari del tribunale, giudici di pace e vice procuratori onorari), molti dei quali sono avvocati ed esercitano la professione in un circondario diverso da quello in cui svolgono le funzioni di giudice o di PM. Centinaia di processi penali vengono celebrati ogni giorno in Italia, in aule dove il giudice è un avvocato, il PM è un avvocato, il difensore è un avvocato. Il giudice onorario pronuncia sentenze per i reati di minor gravità, assolve e condanna in nome del popolo italiano come i giudici di carriera. Senza che nessuno si scandalizzi della circostanza. Circostanza seppur censurabile (I Giudici, a qualsiasi livello si trovano ad operare devono essere funzionari pubblici dello Stato, non professionisti privati. Lo Stato non può delegare ad altri le sue funzioni. E che funzioni) da parte del sottoscritto.

I sostenitori del Sì alla separazione delle carriere sostenevano che i capi degli uffici vengono nominati, dal CSM, in funzione dell'anzianità di servizio, favorendo la gerontocrazia. Inoltre, l'Alta Corte introdotta avrebbe dovuto vigilare sulle malefatte dei giudici.

I sostenitori della separazione delle carriere nulla hanno da osservare per la condizione esistente nell'ambito dei Giudici di pace sopra indicato.  Ha significato modificare la Costituzione, dicono i sostenitori del NO,  per pochi magistrati (Circa quaranta su novemila) che ogni anno  cambiano di funzioni? 

La legge approvata prevedeva il sorteggio (Non dettagliatamente definito) dei componenti togati dei due Consigli, rendendo non più rappresentativo e poco autorevole l’organo di governo autonomo di categoria.

La nuova legge approvata sottoposta a consulta referendaria prevedeva l'istituzione di un Tribunale speciale per i magistrati, le cui decisioni potevano essere impugnate davanti alla stessa Alta Corte prevista. Senza alcuna separazione delle carriere per tale ultima funzione.

 Con la nuova legge approvata il PM non potrà più dire alla polizia giudiziaria come e dove indagare, non potrà più impartire direttive o delegare singoli atti di indagine, il PM non garantirà più l’indipendenza di poliziotti, carabinieri, finanzieri, che fino ad ora non sono tenuti ad informare gli alti vertici della loro gerarchia e quindi i ministri di riferimento delle indagini loro delegate dal PM.

In data 22 e 23 marzo 2026 i cittadini col loro voto negativo hanno bocciato definitivamente la riforma sulla Giustizia prevista dalla maggioranza al Potere esecutivo. 

In ogni stato che si possa definire Democratico, secondo Montesquieu, i tre poteri istituzionali (Esecutivo. Legislativo, Giudiziario) devono essere autonomi e senza interferenze reciproche.
La nuova legge approvata dal Potere Esecutivo e bocciata dai Cittadini era rispettosa di questo essenziale concetto di autonomia e indipendenza della Magistratura?
Altra cosa, forse, è la presenza di magistrati incapaci di svolgere con serenità ed equilibrio le funzioni loro delegate. Ma questo è un altro argomento. L'efficienza è qualcosa di diverso dall'autonomia e dall'indipendenza del giudice.
Soggetti di mezza tacca (Incapaci e inefficienti) ci sono in ogni dove e lo posso affermare per esperienza diretta. 

MODERNITA' O ARRETRATEZZA?

Da qualche tempo, in molte strutture pubbliche (Comuni, Province, Regioni), il Cittadino comune, per esercitare un proprio diritto (Richiesta di un certificato qualsiasi, banale, canonico) può interagire solo con modalità on-line!
E' per essere un ente moderno ed efficace, dicono in molti (Yes man) a sostegno di tale scelta. Ma, gli amministratori che sostengono tale scelta non si rendono conto (Loro vivono al di sopra del vissuto quotidiano) che essa scelta è, semplicemente, una emerita corbelleria, una stoltezza sociale. 

Perché? 
Semplice, perché obbligare un Cittadino, magari ottantenne, ad usare il computer, per la richiesta di un banale certificato, è una canagliata che porta, inevitabilmente, all'isolamento, fisico e psicologico, di tutti coloro che non conoscono tale tecnologia o non dispongono, non hanno la disponibilità, della tecnologia necessaria. 
Obbligare (Per presunta modernità) una persona anziana, o comunque impedita o priva di mezzi (Computer, PEC, Scanner), a seguire certi percorsi, perché, oramai, tutto il mondo vive "on line", è cosa perversa che porta all'isolamento di queste persone impedite. Significa lasciarle sole! Condannarle alla solitudine. Farle sentire inutili. Con tutte le conseguenze che ne derivano, dal punto di vista fisico e psichico.
Significa costringere quella persona a sperare in un figlio o un nipote, se ci sono.
In sintesi, per esempio, per la richiesta di un CDU (Certificato di Destinazione Urbanistica) qualsiasi cittadino poteva recarsi in Comune e chiedere il rilascio di tale documento. Dopo qualche giorno, previo versamento del dovuto diritto di segreteria, tornava in Comune e poteva ritirare detto certificato. Ora non si può più. Ora deve disporre in modo diretto di un PC, di uno Scanner, di una PEC, per presentare, on line, la richiesta. Ed è vano presentare, eventualmente, la richiesta cartacea presso il competente ufficio. Il relativo dipendente incaricato, seppur libero di impegni, dirà di essere impedito dal ricevere la richiesta, seppur perfettamente in ordine. Si racconta di un tale impiegato che a domanda specifica abbia suggerito di trasmettere la richiesta tramite uno dei tanti tabaccai che svolgono tale funzione, a titolo oneroso. Ma tale suggerimento risulta privo di ragionevolezza visto che quello stesso signore, a domanda specifica sulla data per il ritiro, abbia informato che la risposta sarà consegnata al richiedente tramite ... lo stesso indirizzo Pec della richiesta. Quindi, nel caso specifico, dal tabaccaio generico utilizzato per l'invio dell'istanza. 
Incredibile! Questa è idiozia allo stato puro. E nessuno ne parla.

Tale modalità operativa costringe il Cittadino a rivolgersi ad apposita agenzia, affrontando un costo che incide sulle non sempre floride casse di un pensionato. Inoltre, come prima accennato, la circostanza porta il Cittadino non più giovane a sentirsi messo da parte.
Tale meccanismo che non rappresenta certo la modernità rappresenta, semplicemente, la grettitudine, l'arretratezza culturale della classe dirigente. Arretratezza che porta, inesorabilmente, verso l'esclusione. Esclusione che in una società moderna dovrebbe, convintamente, essere messa all'indice.
Inoltre, ma non di minore importanza, la dirigenza dovrebbe educare gli impiegati addetti ad essere educati e non sgridare, inveire, contro tutte quelle persone che non usano o non sanno usare il sistema on-line per la richiesta di un banale certificato. 
Ed è veramente vergognoso sapere di persone trattate male dai soggetti preposti per il semplice fatto di non saper usare un PC. 

17 giugno 2026

TOROIDE ULTRAGALATTICO



La foto, reale di un mondo molto lontano dalla Terra, mostra una struttura toroidale che attira a sé e assorbe due gigantesche nebulose.

FILOSOFIA E RETORICA

 La Filosofia ha il compito di sedare le passioni
mentre l'Eloquenza si propone di eccitarle.
L'eloquenza, accompagnata dalla saggezza, dovrebbe avere un forte legame con la pace sociale e, quindi, con la libertà di un popolo.
Ma, non sempre è così.

DETTAGLI NON TRASCURABILI

Ci sono opere che, pur generalmente molto pregevoli, 
si presentano con degli aspetti, importanti, fraintesi dall'autore.

15 giugno 2026

LA VITA CHE SI VEDE IN GIRO

 Vado in giro e mi guardo intorno. 
Per qualunque motivo mi trovo in giro, in città o in paesi, sono portato a guardarmi intorno ed osservare i luoghi che attraverso, i mezzi che transitano, le persone che si muovono e spesso corrono.
Per strada, sul treno, sul bus, sul metrò, anche con un semplice sguardo, a colpo d'occhio, vedo emergere:
-Povertà (La gente è sempre più povera. La globalizzazione del mondo, presentata come una panacea da alcuni pseudo intellettuali finanziari, di fatto ha incrementato le condizioni di povertà di molte fasce di popolazione. Anche nelle nazioni più evolute dell'Europa. In sintesi sono aumentate le fasce di povertà; si sono ridotte le fasce intermedie della borghesia; sono aumentati gli arricchimenti di quelle poche persone che controllano, gestiscono, in regime monopolistico, alcuni settori aziendali); 
-Solitudine (La gente è sempre più sola, seppur posta fra tanta altra gente. Senza dialogo); 
-Esclusione sociale (Sempre un maggior numero di persone si trova nelle condizioni di esclusione sociale categorica. Queste marginalità sono molto evidenti nelle città medio grandi); 
-Ondata migratoria (Le città d'Europa sono sempre più interessate da gruppi di persone che scappano dai loro paesi alla ricerca di migliori condizioni di vita. Affrontando anche gravissime situazioni di pericolo. Condizioni che non sempre trovano).
   Con quale futuro? 
   In quante persone esiste il concetto di appartenenza ad un certo luogo (Considerato come proprio e in quanto tale da amare e da proteggere) e al proprio tempo?

I VERI LUSSI DELLA VITA?

   La società attuale vede noi umani in continua corsa verso cose che, alla fin fine, non sono molto importanti. Alle cose veramente importanti non sempre dedichiamo l'adeguata attenzione.
Ma, allora, quali sono le cose veramente importanti; quelle che possono essere considerate dei veri lussi della vita? 

Eccoli:
1)- Fare il lavoro che ti piace.
2)- Vivere serenamente in pace in famiglia.
3)- Dormire con la coscienza pulita.
4)- Avere denaro anche a fine mese.
5)- Prendere il tè in veranda senza fretta.
6)- Ridere con le persone che ti amano.
7)- Viaggiare per conoscere nuovi posti.
8)- Leggere un bel libro in pace.
9)- Avere vicini di casa tranquilli; o non averne.

IL PARADOSSO DELLA VITA QUOTIDIANA

 All'attento Cittadino, nel vissuto quotidiano, può capitare, e spesso capita, di dover affrontare situazioni incomprensibili, o difficilmente comprensibili; lontane dal buon senso. Situazioni paradossali.
Ricordando che il termine "paradosso" deriva dal greco (Paradokson) che vuol dire "contro l'opinione comune". 
In altre parole si tratta di unaffermazione, o di una situazione, che, seppur apparendo valida, porta in se una contraddizione, o un risultato, totalmente, controintuitivo.

Il caso del paradosso della vita quotidiana, molto più comune di quanto non si pensi, mostra come un situazione paradossale è spesso un controsenso o un'assurdità, con cui le regole si scontrano creando un circolo vizioso. 
L'esempio classico è quello del giovane che cerca lavoro. Ma, per trovare lavoro egli ha bisogno di dimostrare di aver acquisito adeguata esperienza. Ma, per avere quella esperienza ha bisogno di quel lavoro!
E' il meccanismo, perverso, applicato, anche nell'ambito delle professioni tecniche (Ingegnere, Architetto), dalle Pubbliche Amministrazioni. Meccanismo che sostiene la mediocrità e mette da parte le capacità professionali. Contrariamente al principio che la norma vorrebbe sostenere. E, nonostante l'evidenza, tale meccanismo incongruente continua ad essere applicato, a scapito della qualità e del buon senso.

14 giugno 2026

CHI SIAMO NOI?

 Ognuno di noi, nei momenti di riflessione, siamo portati a domandarci cosa pensano gli altri di noi stessi. E, inoltre, come noi interagiamo con gli altri e, quindi, come gli altri interferiscono con noi.
Senza alcun dubbio, quasi sempre, ciascuno di noi è il riflesso dello sguardo degli altri.
Se gli altri hanno uno sguardo truce, raramente il nostro sarà rassicurante. Di contro, ad uno sguardo sorridente è raro non rispondere con uno sguardo piacevole e altrettanto sorridente.
Ecco perché da sempre suggerisco, a me stesso e a tutti i miei amici, di stampare sul volto un bel sorriso e salutare tutti gli essere umani (Con rare eccezioni), anche coloro che sono dei perfetti sconosciuti.

Posso accertare che:
- A Parigi la gente ti saluta per strada;
- In Scozia tutti, o quasi tutti, ti salutano, da perfetti sconosciuti, quando ti incontrano per strada;
- Ad Avignone, o ad Aix En Provence, tutti ti salutano con un sorriso per strada;
- A Boston (Massachusetts) ti salutano per strada;
- Nella Locride, tempo fa, tutti salutavano tutti per strada.
Questa filosofia di vita quotidiana, presente solo nei paesi ad alta civilizzazione, a mio parere, aiuta a vivere meglio. 

1 giugno 2026

CERTEZZA DELLA PENA

 Uno dei presupposti del diritto, di una qualsiasi Democrazia, è rappresentato dalla certezza della pena, erogata in seguito a regolare processo, concluso in modo definitivo (In Italia, con i tre gradi di giudizio). In ogni paese democratico ove si voglia conservare tale privilegio, se, in un legittimo processo, la confessione avviene quando è tutto stato chiarito e dimostrato univocamente e l'imputato non può negare alcun ché, allora, la eventuale confessione non deve, e non può, in alcun modo, portare ad alcuna diminuzione della pena prevista dalla legge. Se si vuole mantenere il principio della certezza del diritto.
   In Italia, con la scusa del recupero del condannato, richiamando un chiaro indirizzo Costituzionale (Art. 27), sono stati introdotti dei correttivi che portano alla riduzione della pena. 
Tra questi la nota Legge Gozzini, la n.663/1986, che ha ampliato le misure alternative alla detenzione. Sempre al fine di aiutare il reinserimento sociale del condannato. Condannato che, per norma, deve aver dimostrato una buona e civile condotta nell'ambito carcerario. Con detta legge sono state introdotti i seguenti percorsi che rimodulano, sostanzialmente, il concetto della pena comminata al reo: 
1)- Misure alternative alla detenzione. Accesso a regimi di semilibertà, detenzione domiciliare (Per: salute, età, madre con figli minori), affidamento in prova ai servizi sociali. 
2)- Permessi premio. Brevi periodi di libertà concessi ai detenuti che mantengono una buona condotta e partecipano al percorso rieducativo.
3)- Liberazione anticipata. Riduzione della pena per buona condotta, quantificabile in 45 giorni ogni semestre scontato con buon condotta.
4)- Sorveglianza particolare. Restrizioni per detenuti che compromettono la sicurezza o l'ordine dentro il carcere (Istituto penitenziario).
   Con tale legge il legislatore ha puntato sulla rieducazione del condannato e sul suo reinserimento civile nella società. Indipendentemente dal tipo di reato.
Il richiamato concetto ispiratore, di alto valore simbolico in termini di principio, ha portato a due diverse, opposte, scuole di pensiero. 
La prima, dalla parte del detenuto, è osannante del principio introdotto nell'ordinamento giudiziario (Gli sconti di pena sono di fondamentale aiuto per il recupero sociale del condannato). 
La seconda, dalla parte della società, è scettica sull'applicazione generalizzata del principio che non tiene conto, in alcun modo, della tipologia di reato di cui il detenuto è responsabile.  La norma, viene precisato, non tiene conto della specificità del concetto di buona condotta di un detenuto. E' poco probabile che un detenuto condannato per gravi reati mafiosi possa essere additato come soggetto responsabile di non buona condotta. Cosa mai riscontrata in un carcere italiano. L'applicazione asettica di tale norma, senzalcun dubbio, porta scompensi difficilmente comprensibili nella società.
Infine, ma non di minore importanza, l'interpretazione blanda porta in se una domanda: 
In Italia esiste il concetto sacrosanto della certezza della pena? 
E, di seguito: 
L'assenza della certezza della pena può portare sfiducia dei Cittadini verso le Istituzioni?
Inoltre, 
dalla morbida applicazione della norma è possibile che nascano delle perverse illegittime opportunità, a vantaggio delle persone interessate all'applicazione della norma stessa?    
  Gli esempi più famosi finiti sugli altari della cronaca non hanno portato onore alla credibilità di questo nostro Stato. 
Il concetto della certezza della pena in Italia va a braccetto col concetto, osannato in tutte le aule dei Tribunali che vorrebbe "tutti i cittadini uguali davanti alla legge".    

28 maggio 2026

ACANTHUS

Acanthus, o acanto, è una bellissima pianta spontanea che cresce facilmente nel bacino del Mediterraneo. Le sue foglie, di colore verde intenso, si sviluppano con un crescendo armonico di rara eleganza. L'infiorescenza, centrale, verticale, è costituita da uno spettacolo pirotecnico cromatico alternato.

È una piantina bella e non adeguatamente conosciuta e rispettata. Forse perché non tutti sanno ch'è famosa, anzi famosissima, nell'ambito della Scultura Architettonica Classica. Sì, l'acanthus (dolce o spinosa), con le sue foglie frastagliate e i suoi fiori bianchi con sfumature rosacee, violacee, è la pianta rappresentata in tutti i capitelli dello spettacolare stile Corinzio. E' il simbolo dell'ispirazione e del trascendente. La sua foglia è considerata come elemento di ricucitura della memoria. Il collante tra il presente e il passato ancora dolorante.

L'introduzione di questa pianta nello stile Corinzio, secondo Vitruvio, è da attribuire allo scultore Callimaco (Kallimachos), rimasto affascinato da questa pianta, emergente da un cesto funerario posto sulla tomba di una fanciulla, a Corinto, seppur coperta da una tegola. Le foglie della pianta decorano compiutamente il corpo del capitello Corinzio. Lo stile Barocco ha fatto un largo uso della foglia di acanto per il suo intenso effetto decorativo. E' il simbolo del culto per le belle arti e l'architettura cristiana. E' considerata simbolo di longevità, rinascita, guarigione, protettrice dei luoghi sacri. E' considerata come la massima espressione dei concetti di armonia e stabilità.

Anche nel campo poetico l'acanto era molto apprezzato. Per Pascoli era il fiore del Poeta, ossia la rappresentazione della Bellezza, austera ed elegante. E detto da lui, poeta eccelso e intenditore della bellezza, non c'è da avere dubbi. La pianta si trova bene in ombra, ma ha bisogno del sole per vivere.

27 maggio 2026

DESIDERIO IMMENSO DI EGO?

 Nello svolgersi della vita capita, a chiunque, di soffermarsi per guardare, con curiosità, il portamento, il modo di vivere della gente sconosciuta che transita per i vari luoghi, pubblici o privati, della società.
   Da una semplice riflessione emerge, lampante, la presenza di un desiderio immenso di ego.
La gente, nella nostra società moderna, nonostante l'esistenza dei potenti sistemi di comunicazione, ha un desiderio infinito di parlare, raccontarsi, confidarsi, anche con persone sconosciute; mai viste prima. Anzi, specialmente con persone sconosciute. 
Perché? E' un bisogno ancestrale  di riconoscimento delle proprie capacità?
E' desiderio di emersione con lo scopo di aiutare, o farsi aiutare dal prossimo?
E' un bisogno con carattere collettivistico o individualistico?

ASSENZA E PRESENZA

 Dovremmo imparare a dare assenza a tutti coloro che non hanno capito l'importanza della nostra presenza.
Serenamente, con un sorriso.

23 maggio 2026

SCIOCCHEZZE DI STATO 4

 Capi Uffici Tecnici; Revisori e Sindaci.

Uno dei più grossi guai dell'Italia democratica è quello di non essere capace di mettere fine agli atti di corruttela derivanti da alti funzionari e dirigenti  degli enti locali e dello Stato.

Esempi eclatanti, noti a quasi tutti i cittadini, sono quelli provenienti da tanti, troppi, uffici infestati da soggetti bacati.

a)- Dirigenti uffici tecnici enti locali. Non è accettabile, in alcun modo, che ad un dirigente di un ufficio tecnico di un ente locale possa essere consentito di usare la propria funzione pubblica per interesse personale. Tutti sanno che questa è una pratica diffusa, ma nessuno fa niente per estirparla. Dalle grandi città (Milano è un esempio classico, visti i recenti fatti venuti alla luce sulla stampa nazionale) ai piccoli paesi (Nessuno, o quasi nessuno, escluso) le attività degli uffici tecnici non sono gestite in modo lampante. Le attività che transitano dagli uffici tecnici dei comuni, al Nord come al Sud Italia,  spesso nascondono atti di corruzione. 
Quasi sempre gli amministratori (Sindaci, Presidenti, Assessori), seppur conoscendo, esattamente, le procedure corruttive, anche per futuri o presenti interessi personali o di partito, omettono di intervenire per portare aria fresca e pulita in quegli uffici. Con la conseguenza di far consolidare il sistema corruttivo operante.
E il cittadino? Il Cittadino onesto e perbene, in genere, sa di essere impotente, di non avere mezzi (Prove tangibili, probanti) capaci di scardinare il malaffare, quindi non può far altro che rifugiarsi nella Speranza che l'impiegato funzionario tecnico di turno se ne vada in pensione. L'espulsione di tali figure spesso ha portato una ventata di aria pura. Spesso ho ascoltato le esultanze di gioia di cittadini alla notizia del pensionamento di figure rappresentative degli organi dello Stato, notoriamente marce. Anche fidando della circostanza che tali soggetti non potevano svolgere attività remunerativa per l'ente presso il quale avevano svolto smaccatamente attività fraudolente.
Ma quella che era certezza depurativa, da qualche tempo, non è più in vigore. Il Potere Esecutivo, errando clamorosamente, per una lunga serie di circostanze, ha introdotto la possibilità di assumere e remunerare, adeguatamente, come se fossero dei liberi professionisti, tutti quegli ex dipendenti pubblici tecnici, oramai pensionati, che hanno portato il marciume stratificato nelle pubbliche amministrazioni. E a tornare in azione quasi mai sono i pochi impiegati tecnici onesti, ma sono, quasi sempre, quelli che hanno rubato per una vita intera sulle spalle dei cittadini onesti.
Il Potere Esecutivo, in questo caso, ha peccato per ignoranza o per convinzione? La cosa più logica non sarebbe stata quella di incaricare, magari anche a tempo determinato, nelle strutture pubbliche giovani tecnici laureati o diplomati disoccupati e di elevata competenza, come ce ne sono nel settore?
Si potrebbe obiettare che un professionista tecnico giovane moderno è più difficilmente controllabile e pilotabile? Certamente, ecco perché io l'ho ipotizzato e perché nelle pubbliche amministrazioni preferiscono il ... ritorno al passato.
Incredibile. Vergognoso.
In ogni caso un capo di un ufficio tecnico di un ente locale non dovrebbe, mai, poter tornare ad espletare le sue precedenti funzioni nello stesso ente locale o statale dal quale è stato pensionato. E dagli altri enti locali posti nelle immediate vicinanze. 
Se non si vuole veder germogliare la corruzione, specialmente in enti pubblici già notoriamente inquinati, è necessario eliminare, categoricamente, possibilità di reintegro nelle funzioni (Capo ufficio tecnico) precedentemente occupate. 
E se un amministratore di un ente locale, pur sapendo che un tizio, già capo del suo ufficio tecnico, è notoriamente un mascalzone per conclamati fatti corruttivi pregressi, affida incarichi o assume anche a tempo determinato il soggetto, allora, senza alcun dubbio, quel rappresentante del popolo è della stessa pasta del tecnico malvivente. E in questi casi la colpa ricade sui cittadini elettori, che, evidentemente, hanno fatto un grosso errore all'interno di una cabina.
Questo è, se vi pare.

b)- Controllore e controllato non devono coincidere. Sindaco e Sindaco Revisore dei conti di una società pubblica. Non è accettabile, in alcun modo, per evidente conflitto d'interesse, che il Sindaco di un comune proprietario (Azionista), in tutto o in parte, di una società pubblica (In house o meno) venga ad essere incaricato di espletare, in modo singolo o associato con altri, l'incarico di revisore dei conti (Sindaco revisore) di quella società. In tal caso si verificherebbe la coincidenza fra il controllore (Revisore dei conti, ossia quel professionista che ha il compito di controllare la regolarità contabile e il rispetto della legge nell'attività economica della ditta) e il controllato (Sindaco che, in quanto tale rappresenta la titolarità della ditta). Raramente un revisore andrà a contestare l'operato di un amministratore, lo stesso che gli ha conferito l'incarico, coincidente, in tutto o in parte, con se stesso. Ovvio.

   In Italia tali coincidenze, purtroppo, sono diventate talmente comuni che la gente non ci fa più caso. Preferisce non parlarne.
Questo è un forte segnale sul livello corruttivo esistente in un paese.
Tali circostanze non possono che portare al deprezzamento dei concetti di Libertà, Giustizia, Democrazia, Civiltà e Buon Senso. 
Modalità che hanno portato, portano e porteranno, inevitabilmente, al disprezzo, al mancato rispetto e al dileggio delle leggi e della correttezza delle Istituzioni dello Stato. Specialmente nelle regioni più economicamente deboli.

19 maggio 2026

I TROGLODITI DI MONTESQUIEU

 I Trogloditi di Montesquieu.

Il Montesquieu con le sue "Lettere persiane" in modo molto raffinato ha dimostrato che un popolo per prosperare ha necessità di avere Cittadini che agiscono, esclusivamente, perché mossi dal tornaconto collettivo e non solo per tornaconto personale.
In queste Lettere risulta precisato che la vera Libertà e la Prosperità non derivano dall'assenza di regole, ma esse trovano presupposto nel Senso Civico, nella Solidarietà, nella capacità di subordinare il proprio interesse privato al bene pubblico, collettivo. Col successo della Morale sulla Politica.

Parlando dei Trogloditi Montesquieu, in termini allegorici, racconta la storia di vita che Usbek  racconta al suo amico Mirza. Al solo fine dichiarato di far vedere come siano la Moralità, la Virtù e la Convivenza Civile a far sopravvivere una qualsiasi comunità umana.
In assenza delle suddette caratteristiche qualsiasi società è destinata all'estinzione. 
Tanti paesi e città, guidati da amministratori che pensano esclusivamente all'interesse personale, sono incamminati verso questo percorso di fine vita.

Fasi di vita.
1)- Anarchia ed egoismo
Quello dei Trogloditi, inizialmente, era un popolo selvaggio, malvagio, barbarico, che rifiutava qualsiasi forma di limitazione sociale, di legge, di sottomissione. Tra loro era imperante l'individualismo più sfrenato possibile, avente per scopo unico l'interesse personale. Tale forma di vita ha portato all'autodistruzione di quelle genti. Con l'esclusione di sole due famiglie.
2)- Nascita della Virtù
Le due famiglie superstiti, riflettendo sul passato capirono che anarchia ed egoismo porta alla rovina. La vita per questi superstiti doveva essere governata dal buon senso e dal bene comune. Nacque tra loro la virtù che anteponeva il bene collettivo al bene personale. In queste condizioni la collettività cresce, rifiorisce e prospera. senza lasciare indietro nessuno. 
3)- Tentazione per ritorno alle origini
Con l'aumentare della ricchezza e col passare delle generazioni i Trogloditi si stancano della della fatica che richiede la virtù. E si stancano di essere onesti, di pensare ai bisogni della collettività. E per quest'ultima necessità  decidono di nominare un nuovo governo in sostituzione di quello virtuoso che aveva come principale indirizzo il vantaggio della collettività.

   L'Autore ha rappresentato il divenire ciclico delle varie forme sociali e politiche di una comunità. Ha mostrato gli antichi Trogloditi attraversare fasi di esasperata violenza e concezione distruttiva personalizzata a fasi di armonia, virtù, lavoro comune e perfetto equilibrio con la natura. In un alternarsi fra equilibrio di natura e progressivo degrado.
   Secondo Montesquieu, in una comunità, la virtù non deve fermarsi alla fondazione di un buon ordine sociale, ma deve adoperarsi per la sua conservazione nel tempo. Egli ci spiega che  bisogna evitare che il giogo sociale divenga troppo gravoso; al fine di evitare che la gente si trasferisca dalla Repubblica armoniosa e libera, basata su una concezione solidale collettiva a una monarchia con l'obbedienza cieca e assoluta verso un principe (Despota), con un sistema strettamente individuale. Con scelte di vita non più autonomamente fatte, ma fatte da pochi altri che decidono per tutti.
La Libertà, la Giustizia, il Benessere Comune sono doti che devono essere conquistati e difesi nel divenire della comunità.

Montesquieu è, semplicemente, geniale.

IL PUGNO DI AIACE

 Con il Pugno di Aiace si indica il concetto di onnipotenza che hanno e manifestano alcuni potenti (O presunti tali) quando son convinti di aver ottenuto risultati inimmaginabili solo grazie a se stessi, senza l'aiuto di alcuna divinità.
Anche Aiace (Sì, quello della Locride detto il Minore, per differenziarlo da Aiace Telamonio, detto il Grande) ha osato mostrare il pugno agli dei, quando di ritorno a casa, dopo la guerra di Troia, salvo da un pericoloso naufragio, negò di essere stato salvato dagli dei. Poseidone, visto il suo pugno lo fece sprofondare, inesorabilmente, in mare.

Aiace, figlio di Oileo, il re della Locride, era un guerriero molto audace, veloce, intraprendente. Era, però, anche molto arrogante, megalomane. E' noto per aver violentato, con atto sacrilego, la profetessa Cassandra, ai piedi della statua di Atena. Al ritorno in patria, per effetto dell'ira degli dei, la sua flotta fu interamente distrutta, ma lui si vantò di essere riuscito a salvarsi dal naufragio, nonostante il volere contrario degli dei. Poseidone subito dopo ...

Odissea - 4 - 499/510

LINGUAGGI

L'essere umano nel tempo ha acquisito varie forme di comunicazione che si accompagnano a quella verbale. Sono forme che trasmettono emozioni, intenzioni, stati d'animo tramite gesti, espressioni facciali, posture, contatti col corpo.
Sono segnali, involontari e volontari, che rivelano pensieri ed emozioni, reali, in modo molto più trasparente delle parole.
Sono: -Linguaggio del corpo; -Espressioni facciali; - Sguardo; - Gestualità; - Movimenti; - Contatto tra corpi.
Tutto ciò che potresti dirmi con le parole è minima cosa rispetto a quello che leggo nei tuoi occhi, o che sento dal contatto col tuo corpo, o quello che il tuo cuore ha pensato e il mio ha sentito.

QUOS EGO

 Quos ego o Reticenza retorica.
Rappresenta un'oscura minaccia, nei confronti di chi non ubbidisce a un ordine impartito da soggetto molto potente, manifestata con la forma della reticenza o sospensione retorica.
Espressa, in modo calcolato, con una interruzione improvvisa di un discorso.
E' una forma usata per fare intuire una sicura conclusione o un'emozione forte (Rabbia, Dolore, Imbarazzo, Contrarietà). Una interruzione avente in sé il significato netto di non voler o poter proseguire il discorso incardinato, di chiaro significato.
In forma attualizzata: Chi te l'ha detto? Non l'ho detto certo io? Mi sono spiegato? E' tutto chiaro?

E' l'espressione usata, per esempio, da Nettuno (Dio romano delle acque, del mare, dei maremoti. E' l'omologo di Poseidone dei greci) contro i Venti che per richiesta non sua, ma di Giunone (Dea di Roma. Sposa di Giove. Con Minerva e Giove rappresentava la triade suprema), hanno scatenato una terribile tempesta contro Enea e gli esuli troiani, in fuga dalla città distrutta.

Virgilio, Eneide, L I, V 135.

18 maggio 2026

LA SINDROME DI TARQUINIO

 La sindrome di Tarquinio o la Sindrome dei papaveri più alti, o  la Tirannia del despota.
E' quel "malanno" che colpisce il despota di turno, piccolo o grande che sia, Tarquinio o qualsiasi altro del passato o del tempo presente, che lo porta ad eliminare (Fisicamente, con calunnie, con motivazioni varie) tutti i cittadini migliori (Migliori di lui) che potrebbero scalzarlo dal trono di comando. Tarquinio, detto il superbo, settimo e ultimo re di Roma, ove regno per 24 anni, dopo aver ucciso Servio Tullio (Sesto re di Roma), con l'aiuto della moglie Tullia, era noto per il terribile, sprezzante, dispotismo e il suo infinito orgoglio. Con la sua cacciata da Roma (509 a.C., legata alla violenza subita da Lucrezia, donna virtuosa di corte), per effetto della rivolta popolare, c'è stata l'espulsione dei Tarquini e il passaggio dalla monarchia alla Repubblica romana. 
E' la necessità del tiranno (Di colui che detiene il potere, qualunque esso sia) di abbattere, come faceva Tarquinio, con un grosso bastone, le teste dei papaveri più alti. I papaveri più alti erano (e sono) quelli che avrebbero potuto (potrebbero), con le loro elevate capacità intellettive scalzare il despota; ecco perché, a suo parere, era opportuno eliminarli. 

Anche nel tempo presente tale sindrome è fortemente presente. Chi detiene un potere, in genere, fa di tutto per tenere lontano chiunque è, potenzialmente, nelle condizioni di scalzarlo. 
penso di essere stato, alcune volte, un papavero con la testa molto più alta del necessario. Ho evitato i colpi del bastone del despota di turno, che spesso si mostrava con un falso sorriso sulla faccia.

16 maggio 2026

PONTE DI MEZZO


 Foto (Dini, dalla rete) della struttura portante, in carpenteria metallica, della centina di sostegno del getto in calcestruzzo del Ponte di Mezzo, a Pisa, senza pile in alveo.
La prima ipotesi progettuale prevedeva la realizzazione di un ponte ad arco, senza pile in alveo, con incastro perfetto alle imposte (Schema iperstatico). 
La soluzione realizzata, su progetto di Krall, prevedeva un ponte ad arco, senza pile in alveo, con incastro alle imposte, con funzionamento a mensola (Schema isostatico); quindi, con le strutture portanti aventi le fibre tese sul lato superiore e quelle compresse dal lato inferiore. Non è dato sapere se la schematizzazione statica suddetta sia stata effettivamente e perfettamente realizzata. 
Se la risposta è affermativa, come sin convinto, allora la struttura portante del Ponte di Mezzo è costituita da due mensole, con andamento curvo, incastrate alle basi (imposte) e libere in sommità.
Le travature reticolari in acciaio, usate come centine, inglobate nel calcestruzzo armato normale, naturalmente, svolgono anche una funzione statica analoga a quella delle barre da c.a.

AMLETO

 "Talvolta il rumore delle cose più profondamente sepolte esce dalla terra e, come i fuochi fatui, corre follemente per l'aria. 
Ma essi sono solo fiamme che illuminano un attimo per depistare, per nascondere la verità. 
La storia, quella vera, resta al buio per molto tempo, ma, poi, viene a galla. Essa viene raccontata, con la promessa di mantenere il segreto, a qualcuno che, poi, la racconterà a qualcun altro; e poi ancora."

15 maggio 2026

TRAMONTO

 


SPERANZA

 Col sottile sorriso del dubbio o 
con la speranzosa angoscia della incredulità?

I SOCIAL

 I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli, che prima parlavano solo al bar, senza danneggiare la collettività. 

E, lì, allora, venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.

Umberto Eco


FELICITA'

Il segreto della Felicità è la Libertà. 
Se non c'è libertà non ci può essere felicità. E' solo qualcosa di effimero. Nei luoghi ove la mafia è imperante è raro trovare persone oneste compiutamente felici. La felicità non è una emozione passeggera, ma è un equilibrio che nasce quando possiamo sentirci liberi dalle costrizioni che ci soffocano. 
La felicità è lo scopo della vita. Scopo difficilmente raggiungibile, che richiede, in ogni caso, la conoscenza di se stessi.  
E il segreto della Libertà è il Coraggio.
La libertà se non c'è va conquistata e se c'è va difesa, con coraggio.
Ma il coraggio del singolo può non bastare se manca quello della collettività.
E senza Libertà non ci può essere Giustizia.
Ed è compito dello Stato (Con le sue Istituzioni) garantire Sicurezza e Libertà per tutti i Cittadini.

Il singolo cittadino ha il dovere di denunciare, per esempio, qualsiasi atto delittuoso mafioso, e il competente Procuratore della Repubblica, senza riguardo per alcuno, ha il dovere di cercare, trovare e arrestare gli assassini.
Senza dimenticare che la responsabilità di un male ricade, anche, su chi, avendone i mezzi e l'autorità, omette di agire (Per colpa o per dolo).

14 maggio 2026

LE PIANTE. IL VERDE


L'uomo spesso tende a dimenticare che la propria esistenza dipende dagli alberi. 
Le piante assorbono ciò che per noi è scarto, lo trattengono e lo trasformano, mantenendo in equilibrio il pianeta Terra.
Senza gli alberi la temperatura tende a salire fino a livelli estremi (come nel deserto), l’acqua smetterebbe di esistere in forma liquida e, con essa, scomparirebbe, anche, la vita.
Il problema è farlo capire a tutta la gente e a tutti quei personaggi che detengono il potere locale; senza distinzione di colore politico.

12 maggio 2026

PACE

 La Pace è il bene più importante dell'umanità. 
Essa è strettamente collegata alla Giustizia, alla Sicurezza e alla Democrazia dei popoli. E' un bene che va adeguatamente tutelato dalla società nel complesso e dai singoli cittadini. Cittadini che devono essere documentati sui rischi potenziali derivanti da una scarsa attenzione sociale, etica e morale.

Per vivere in Pace nel mondo, secondo E. Kant, è necessario che i cittadini e i poteri istituzionali dei singoli paesi abbiano coscienza, padronanza, convinzione di tre fondamentali aspetti relativi a:
-Diritto Interno,
-Diritto Internazionale,
-Diritto Cosmopolitico.

Il Diritto Interno. Il paese sia una Repubblica; abbia una costituzione e leggi adeguate da far rispettare a tutti; abbia un adeguato meccanismo che consenta la netta separazione dei tre Poteri e il loro ragionevole equilibrio. Esista la certezza del diritto e delle pene. Inoltre, ma non di secondaria importanza, i cittadini devono partecipare alla vita pubblica del paese.

Il Diritto Internazionale. Tutti i paesi che aspirano alla Pace devono evitare condizioni di isolamento con altri stati, vicini e lontani. Devono considerare come proprie e rispettare scrupolosamente le norme sottoscritte presso le strutture internazionali (ONU, ...). Strutture internazionali, costituite da componenti di tutte le nazioni, che sono preposte, in prima persona, alla composizione delle controversie che, inevitabilmente, possono sorgere fra gli stati.

Il Diritto Cosmopolitico. I cittadini degli stati devono sentirsi e vivere come cittadini del mondo, senza alcuna discriminazione nei confronti di tutti gli altri.

Ma rammentando A. De Gasperi al tempo del referendum su monarchia o repubblica (02/06/1946) mi domando, ancora oggi, ma gli Italiani sono sempre convinti di voler smettere di essere sudditi e diventare, definitivamente, cittadini?
I sudditi possono sempre dire che la responsabilità per le scelte fatte è della corte, della monarchia. 
I cittadini sanno, o dovrebbero sapere, che se ci sono scelte pubbliche errate in gran parte è loro responsabilità.

AUTORITRATTO

Capelli: Castani (Tempo fa), un pò ondulati, da lisciare nella zona posteriore.
Viso: Calmo, controllato, sereno, puro.
Sguardo: Profondo, serio, affidabile, ogni tanto malinconico o triste.
Bocca: Di ineguagliabile finezza, ma è capace di trasformarsi in truce disprezzo.

 

SOLITUDINE

Non toccarmi la solitudine 
se non sei capace di offrirmi vera compagnia.

F. Nietzsche

In altro modo, più popolare:
"Meglio solo che male accompagnato". 

IL PROPRIO MESTIERE

 Stimo, ammiro, chi fa bene, con passione, il proprio mestiere.
Chi si trova in queste condizioni fa del bene a se stesso, alla sua famiglia, alla società in cui è inserito.

PRIVILEGIO DELLA DEBOLEZZA

 Nel confronto di forza fra due distinte opposte tendenze si può scorgere, a colpo d'occhio, una condizione di sostanziale equilibrio, che lascia incerta la possibilità di supremazia fra l'una o l'altra opzione, in caso di scontro, e una condizione di straripante squilibrio di forza.
In questo secondo caso, per soggetti di alto lignaggio intellettivo, capita di veder spuntare, orgogliosamente e con fierezza, il "Privilegio della debolezza". 
E' quello stato d'animo che ha un Uomo (Essere umano), solo, di insultare tanti uomini, suoi nemici, posti di fronte a lui e che non teme.
E' la presa di coscienza di uno stato di fatto che invece di portare paura porta coraggio, convincimento, determinazione per la causa che merita, senza alcun dubbio, anche il sacrificio.  

CITTADINO O SUDDITO?

 La differenza fra una persona "Libera" e una persona che non vuole o non riesce  a svincolarsi dal condizionamento degli altri, sta, essenzialmente, nel voler sempre ragionare con la propria testa, senza lasciarsi condizionare, influenzare, da alcuno. 
Chi si lascia guidare, influenzare, comandare da altri è un suddito; Per esso non molta importanza il principio di "uguaglianza fra tutti", nella società e davanti alla legge. Egli accetta, supinamente, senza entrare nel merito, le scelte che altri fanno e faranno per lui.
Il cittadino, invece, ragiona sempre con la propria testa; magari ascoltando anche il parere degli altri, ma decidendo in piena autonomia. Il Cittadino è colui che davanti a tendenze devianti, a fronte alta e schiena diritta è capace di rispondere, e risponde così: 
"Il favore che mi chiedete esce fuori dalla cerchia di quelli che posso farvi".  

ALBERI E AMBIENTE

L'ambiente, la natura, è quel qualcosa che a parole quasi tutti dicono di voler aiutare, sostenere, rispettare, difendere, ma, nei fatti, solo pochi lo fanno. E quelli che lo fanno, spesso vengono derisi, discriminati, contestati specialmente da coloro che, sono prossimi, rappresentano il potere.                          

-Sensibilità ambientale. Le giovani generazioni sono, sembrano, molto sensibili, interessate, alla necessità di preservare, proteggere, l'ambiente, in qualsiasi forma si presenti. I giovani, specialmente nelle città stanno riscoprendo il valore del verde e degli alberi. Gli alberi non sono più visti solo come elementi decorativi, ma essi sono concepiti come vere e proprie infrastrutture verdi, capaci di migliorare la qualità dell’aria, di ridurre il caldo estivo, di aumentare la biodiversità e rendere gli spazi urbani più vivibili.

                         
-Italia. Molte città prestano attenzione e mostrano impegno per la messa in atto di progetti di forestazione, spesso in zone degradate e già abbandonate a se stesse. Quartieri, degradati e non, periferici e centrali, fasce di rispetto stradale e autostradale, aree già industrializzate e poi dismesse sono coinvolti in attività di forestazione.  Fare forestazione urbana significa impegnarsi per la creazione e l'amplificazione di boschi urbani (Tipo Jardin du Luxemburg, a Parigi, a pochi passi dal Pantheon) e/o periurbani, di viali alberati, di corridoi verdi, di parchi giochi integrati.                                        Molti amministratori locali sensibili alla problematica ambientale hanno programmato e programmano  il numero di alberi d'alto fusto, innovativi o autoctoni, da piantare nelle loro città.                                                                                                                        Quali sono le eccellenze in Italia?  Le città con le migliori dotazioni di alberi d'alto fusto, secondo il Rapporto Ecosistema Urbano 2024 sono: Belluno, Cremona, Trieste.


 Tendenze.                                                                                              -Brescia. In questa città gli amministratori locali per ridurre l'anidride carbonica (CO2), limitare il rumore delle auto e abbellire il territorio, hanno deciso di realizzare un bosco, lungo la tangenziale Sud, programmando la piantumazione di 33.000 alberi d'alto fusto autoctoni.


-Napoli.  La città Napoli, per combattere il caldo estivo, ha deciso di piantare più alberi (la situazione, al 2023, era di  4 alberi ogni 100 abitanti), di aumentare il verde urbano e di migliorare la vivibilità della città. Il Comune di Napoli ha attivato, sin dal 2025, un progetto per la messa a dimora di 4.500 nuovi alberi in tutta la città, al fine di realizzare di una vera e propria cura ricostituente con la creazione di nuove aree verdi, specialmente in tutti quei quartieri ad alta incidenza residenziale, segnati da un’eccessiva urbanizzazione.La soluzione giusta per affrontare, nel migliore dei modi, le ondate di calore e migliorare la qualità della vita. Con riguardo a tutti i cittadini.
Una ricerca dell’Università Federico II, che ha analizzato delle isole di calore, di Napoli, caratterizzate da un'alta densità edilizia e da una scarsa presenza di aree verdi (come i Quartieri Spagnoli e grandi piazze), ha riscontrato una diminuzione di 1,3 gradi della temperatura nelle aree dove viene aumentato del 30% il numero di alberi che proteggono il suolo e gli edifici dal sole estivo.


-Regione Puglia. La regione Puglia ha elaborato un progetto ambizioso detto "Alberi per il futuro", per la creazione e la cura di nuove aree destinate a verde urbano. Con questo progetto saranno messi a dimora alberi d'alto fusto lungo le strade, nelle piazze e nelle aree pubbliche dismesse e non, con adeguati impianti di irrigazione, per rendere la vita più bella e salutare.

 
-Europa. L’Unione Europea, già prima di questo periodo sconvolto da guerre (Ucraina, Medio Oriente,...), aveva programmato di mettere a dimora almeno 3 miliardi di alberi d'alto fusto, entro il 2030. Inoltre, esplicitamente, ha promosso e stimolato la realizzazione di piani di inverdimento urbano per tutte le città con più di 20.000 abitanti. La sensibilità ambientale allo stato attuale sembra più presente nei paesi del centro nord e meno presente in quelli caldi del centro sud Europa. Con significative eccezioni.


-Forestazione urbana. Cos’è la forestazione urbana e perché ci riguarda tutti?
La forestazione urbana porta in se, inequivocabilmente, una serie infinita di vantaggi. Di seguito alcuni di essi: 
- Il clima è più fresco. L’effetto “isola di calore” risulta sensibilmente ridotto; 
- L'aria è più pulita. Le foglie degli alberi filtrano l'anidride carbonica (CO₂) e le  polveri sottili;
- Gli alberi portano benessere psicofisico. Più è grande la presenza del verde, meno stress attacca l'umano, portato a rilassarsi con anima e corpo;
- Gli alberi portano più biodiversità. Gli alberi rappresentano l'habitat ideale per uccelli, insetti, piccoli animali;
- Gli alberi contribuiscono a rendere le città più forti. Le radici degli alberi aiutano le città per affrontare con maggiore resistenza gli eventi climatici estremi (Alluvioni, esondazioni, smottamenti, frane).


Livelli di rapporto Alberi/Abitanti:                                                       
a) 40/100 > Ottimo                                                                             
b) 20/100 > Migliorabile                                                                       
c) 10/100 > Minimo.                                                                                 
Molti sono i comuni che stanno migliorando. Pochi sono i Comuni virtuosi al Sud.


NAUFRAGIO

 La vita è una continua lotta con la morte; che agisce per motu proprio o per iniziative barbariche altrui. 
Morte che spesso si avvicina a noi sorridendo e ad essa dovremmo rispondere con un sorriso ancora più intenso. Per respingere il suo assalto.
La vita è un lungo disperato naufragio che finisce, sempre, con la soccombenza delle nostre speranze. E, per quanto possibile, bisognerebbe cercare di mantenersi a galla, e remare nella giusta direzione, aggrappati alla trave in legno, che si è trovata nei paraggi, e alla quale si è vincolati. 
Magari senza il peso di inutili, pesanti, zavorre perpetue. Fisiche, psicologiche e ideologiche.

AMORE FILIALE - CAVALCANTE DE' CAVALCANTI

 La più alta rappresentazione dell'amore tra padre e figlio, a mio parere, è quella fatta da Dante, nella Divina Commedia, nell'Inferno, al Canto X, Eretici VI Cerchio, ove incontra e parla col fiorentino Cavalcante de' Cavalcanti, guelfo come Dante, padre del poeta Guido, suo "primo amico", del "dolce stil novo".
Cavalcante, seppure considerato come persona di cultura e di alti valori è posto da Dante nel X canto dell'Inferno, tra gli Eretici, in tombe infuocate, ossia tra coloro che credono che l'anima muoia col corpo (Epicureismo). Cavalcante alla vista di Dante si erge, irrompe con forza, dal suo sepolcro, taglia il dialogo tra il Poeta e Farinata degli Uberti, e chiede notizie del figlio. E con ciò facendo emergere la sua profonda umanità, il suo immenso amore per il figlio. Chiede al Poeta perché non si è fatto accompagnare, nel suo viaggio, dal figlio Guido.
 "Perché tuo figlio Guido non è con té...?"
 Il silenzio di Dante, seguito a questa domanda, fa confermare, al Cavalcante, la sospettata morte del figlio. I dannati non conoscono il presente, ma possono prevedere il futuro.

E, poi:
"per qui mi mena forse cui Guido vostro ebbe a disdegno"

Il passato remoto di Dante ("ebbe") fa scatenare in Cavalcante un'atroce paura. Guido non sarà morto?
E, quindi:

"Come? dicesti 'elli elle'?
non viv'elli ancora?"
E, subito dopo, quel povero padre, si accascia disperato, senza emergere più, lasciando il Poeta con Farinata degli Uberti, fiorentino, suocero di Guido, che, con altro carattere, nonostante tutto, sostiene con fierezza le sue scelte di vita.
Il Cavalcante, invece, col suo agire mette in evidenza l'amore grande per il figlio, ignorando da durezza della sua punizione infernale. La morte del figlio Guido è molto più forte delle terribili pene dell'Inferno.
L'esitazione di Dante, che voleva essere una delicata reticenza, portarono Cavalcante in una struggente disperazione. Disperazione atroce che lo spinse a ripiombare distrutto, quasi a rituffarsi, nella tomba infocata, senza più rialzarsi.