Passano i tempi, ma i principi di vita, di etica, di morale, restano sempre uguali.
Dice Cicerone, nella sua Repubblica:
"... il reggitore dello stato deve essere uomo eccezionale e coltissimo, nel contempo saggio, giusto, temperante ed eloquente; così da poter facilmente, mediante un eloquio scorrevole, esprimere i sentimenti del suo animo per dominare la massa ..."
Il reggitore dovrebbe possedere: capacità oratoria e conoscenza del diritto civile e penale; dedizione all'impegno politico e attitudine al comando.
Il reggitore moderno, attuale, raramente ha la possibilità di disporre delle suddette virtù. Esso, spesso, si presenta con prestazioni di scarso livello. Spesso è privo di adeguata cultura o competenza. Si presenta con scarsa o senza eloquenza, con la convinzione che basti, all'occorrenza, gridare rabbiosamente contro gli avversari ed emettere un fiume incandescente di parole.
Il diffuso decadimento della classe politica (E, di conseguenza, dirigenziale) è massiccio ed evidente a tutti. Classe scarsamente, o per nulla, preoccupata di garantire, alle nuove generazioni, una vasta formazione culturale e un immenso rispetto dei valori legati alla cosa pubblica.

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