Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

12 maggio 2026

PACE

 La Pace è il bene più importante dell'umanità. 
Essa è strettamente collegata alla Giustizia, alla Sicurezza e alla Democrazia dei popoli. E' un bene che va adeguatamente tutelato dalla società nel complesso e dai singoli cittadini. Cittadini che devono essere documentati sui rischi potenziali derivanti da una scarsa attenzione sociale, etica e morale.

Per vivere in Pace nel mondo, secondo E. Kant, è necessario che i cittadini e i poteri istituzionali dei singoli paesi abbiano coscienza, padronanza, convinzione di tre fondamentali aspetti relativi a:
-Diritto Interno,
-Diritto Internazionale,
-Diritto Cosmopolitico.

Il Diritto Interno. Il paese sia una Repubblica; abbia una costituzione e leggi adeguate da far rispettare a tutti; abbia un adeguato meccanismo che consenta la netta separazione dei tre Poteri e il loro ragionevole equilibrio. Esista la certezza del diritto e delle pene. Inoltre, ma non di secondaria importanza, i cittadini devono partecipare alla vita pubblica del paese.

Il Diritto Internazionale. Tutti i paesi che aspirano alla Pace devono evitare condizioni di isolamento con altri stati, vicini e lontani. Devono considerare come proprie e rispettare scrupolosamente le norme sottoscritte presso le strutture internazionali (ONU, ...). Strutture internazionali, costituite da componenti di tutte le nazioni, che sono preposte, in prima persona, alla composizione delle controversie che, inevitabilmente, possono sorgere fra gli stati.

Il Diritto Cosmopolitico. I cittadini degli stati devono sentirsi e vivere come cittadini del mondo, senza alcuna discriminazione nei confronti di tutti gli altri.

Ma rammentando A. De Gasperi al tempo del referendum su monarchia o repubblica (02/06/1946) mi domando, ancora oggi, ma gli Italiani sono sempre convinti di voler smettere di essere sudditi e diventare, definitivamente, cittadini?
I sudditi possono sempre dire che la responsabilità per le scelte fatte è della corte, della monarchia. 
I cittadini sanno, o dovrebbero sapere, che se ci sono scelte pubbliche errate in gran parte è loro responsabilità.

AUTORITRATTO

Capelli: Castani (Tempo fa), un pò ondulati, da lisciare nella zona posteriore.
Viso: Calmo, controllato, sereno, puro.
Sguardo: Profondo, serio, affidabile, ogni tanto malinconico o triste.
Bocca: Di ineguagliabile finezza, ma è capace di trasformarsi in truce disprezzo.

 

SOLITUDINE

Non toccarmi la solitudine 
se non sei capace di offrirmi vera compagnia.

F. Nietzsche

In altro modo, più popolare:
"Meglio solo che male accompagnato". 

IL PROPRIO MESTIERE

 Stimo, ammiro, chi fa bene, con passione, il proprio mestiere.
Chi si trova in queste condizioni fa del bene a se stesso, alla sua famiglia, alla società in cui è inserito.

PRIVILEGIO DELLA DEBOLEZZA

 Nel confronto di forza fra due distinte opposte tendenze si può scorgere, a colpo d'occhio, una condizione di sostanziale equilibrio, che lascia incerta la possibilità di supremazia fra l'una o l'altra opzione, in caso di scontro, e una condizione di straripante squilibrio di forza.
In questo secondo caso, per soggetti di alto lignaggio intellettivo, capita di veder spuntare, orgogliosamente e con fierezza, il "Privilegio della debolezza". 
E' quello stato d'animo che ha un Uomo (Essere umano), solo, di insultare tanti uomini, suoi nemici, posti di fronte a lui e che non teme.
E' la presa di coscienza di uno stato di fatto che invece di portare paura porta coraggio, convincimento, determinazione per la causa che merita, senza alcun dubbio, anche il sacrificio.  

CITTADINO O SUDDITO?

 La differenza fra una persona "Libera" e una persona che non vuole o non riesce  a svincolarsi dal condizionamento degli altri, sta, essenzialmente, nel voler sempre ragionare con la propria testa, senza lasciarsi condizionare, influenzare, da alcuno. 
Chi si lascia guidare, influenzare, comandare da altri è un suddito; Per esso non molta importanza il principio di "uguaglianza fra tutti", nella società e davanti alla legge. Egli accetta, supinamente, senza entrare nel merito, le scelte che altri fanno e faranno per lui.
Il cittadino, invece, ragiona sempre con la propria testa; magari ascoltando anche il parere degli altri, ma decidendo in piena autonomia. Il Cittadino è colui che davanti a tendenze devianti, a fronte alta e schiena diritta è capace di rispondere, e risponde così: 
"Il favore che mi chiedete esce fuori dalla cerchia di quelli che posso farvi".  

ALBERI E AMBIENTE

L'ambiente, la natura, è quel qualcosa che a parole quasi tutti dicono di voler aiutare, sostenere, rispettare, difendere, ma, nei fatti, solo pochi lo fanno. E quelli che lo fanno, spesso vengono derisi, discriminati, contestati specialmente da coloro che, sono prossimi, rappresentano il potere.                          

-Sensibilità ambientale. Le giovani generazioni sono, sembrano, molto sensibili, interessate, alla necessità di preservare, proteggere, l'ambiente, in qualsiasi forma si presenti. I giovani, specialmente nelle città stanno riscoprendo il valore del verde e degli alberi. Gli alberi non sono più visti solo come elementi decorativi, ma essi sono concepiti come vere e proprie infrastrutture verdi, capaci di migliorare la qualità dell’aria, di ridurre il caldo estivo, di aumentare la biodiversità e rendere gli spazi urbani più vivibili.

                         
-Italia. Molte città prestano attenzione e mostrano impegno per la messa in atto di progetti di forestazione, spesso in zone degradate e già abbandonate a se stesse. Quartieri, degradati e non, periferici e centrali, fasce di rispetto stradale e autostradale, aree già industrializzate e poi dismesse sono coinvolti in attività di forestazione.  Fare forestazione urbana significa impegnarsi per la creazione e l'amplificazione di boschi urbani (Tipo Jardin du Luxemburg, a Parigi, a pochi passi dal Pantheon) e/o periurbani, di viali alberati, di corridoi verdi, di parchi giochi integrati.                                        Molti amministratori locali sensibili alla problematica ambientale hanno programmato e programmano  il numero di alberi d'alto fusto, innovativi o autoctoni, da piantare nelle loro città.                                                                                                                        Quali sono le eccellenze in Italia?  Le città con le migliori dotazioni di alberi d'alto fusto, secondo il Rapporto Ecosistema Urbano 2024 sono: Belluno, Cremona, Trieste.


 Tendenze.                                                                                              -Brescia. In questa città gli amministratori locali per ridurre l'anidride carbonica (CO2), limitare il rumore delle auto e abbellire il territorio, hanno deciso di realizzare un bosco, lungo la tangenziale Sud, programmando la piantumazione di 33.000 alberi d'alto fusto autoctoni.


-Napoli.  La città Napoli, per combattere il caldo estivo, ha deciso di piantare più alberi (la situazione, al 2023, era di  4 alberi ogni 100 abitanti), di aumentare il verde urbano e di migliorare la vivibilità della città. Il Comune di Napoli ha attivato, sin dal 2025, un progetto per la messa a dimora di 4.500 nuovi alberi in tutta la città, al fine di realizzare di una vera e propria cura ricostituente con la creazione di nuove aree verdi, specialmente in tutti quei quartieri ad alta incidenza residenziale, segnati da un’eccessiva urbanizzazione.La soluzione giusta per affrontare, nel migliore dei modi, le ondate di calore e migliorare la qualità della vita. Con riguardo a tutti i cittadini.
Una ricerca dell’Università Federico II, che ha analizzato delle isole di calore, di Napoli, caratterizzate da un'alta densità edilizia e da una scarsa presenza di aree verdi (come i Quartieri Spagnoli e grandi piazze), ha riscontrato una diminuzione di 1,3 gradi della temperatura nelle aree dove viene aumentato del 30% il numero di alberi che proteggono il suolo e gli edifici dal sole estivo.


-Regione Puglia. La regione Puglia ha elaborato un progetto ambizioso detto "Alberi per il futuro", per la creazione e la cura di nuove aree destinate a verde urbano. Con questo progetto saranno messi a dimora alberi d'alto fusto lungo le strade, nelle piazze e nelle aree pubbliche dismesse e non, con adeguati impianti di irrigazione, per rendere la vita più bella e salutare.

 
-Europa. L’Unione Europea, già prima di questo periodo sconvolto da guerre (Ucraina, Medio Oriente,...), aveva programmato di mettere a dimora almeno 3 miliardi di alberi d'alto fusto, entro il 2030. Inoltre, esplicitamente, ha promosso e stimolato la realizzazione di piani di inverdimento urbano per tutte le città con più di 20.000 abitanti. La sensibilità ambientale allo stato attuale sembra più presente nei paesi del centro nord e meno presente in quelli caldi del centro sud Europa. Con significative eccezioni.


-Forestazione urbana. Cos’è la forestazione urbana e perché ci riguarda tutti?
La forestazione urbana porta in se, inequivocabilmente, una serie infinita di vantaggi. Di seguito alcuni di essi: 
- Il clima è più fresco. L’effetto “isola di calore” risulta sensibilmente ridotto; 
- L'aria è più pulita. Le foglie degli alberi filtrano l'anidride carbonica (CO₂) e le  polveri sottili;
- Gli alberi portano benessere psicofisico. Più è grande la presenza del verde, meno stress attacca l'umano, portato a rilassarsi con anima e corpo;
- Gli alberi portano più biodiversità. Gli alberi rappresentano l'habitat ideale per uccelli, insetti, piccoli animali;
- Gli alberi contribuiscono a rendere le città più forti. Le radici degli alberi aiutano le città per affrontare con maggiore resistenza gli eventi climatici estremi (Alluvioni, esondazioni, smottamenti, frane).


Livelli di rapporto Alberi/Abitanti:                                                       
a) 40/100 > Ottimo                                                                             
b) 20/100 > Migliorabile                                                                       
c) 10/100 > Minimo.                                                                                 
Molti sono i comuni che stanno migliorando. Pochi sono i Comuni virtuosi al Sud.


NAUFRAGIO

 La vita è una continua lotta con la morte; che agisce per motu proprio o per iniziative barbariche altrui. 
Morte che spesso si avvicina a noi sorridendo e ad essa dovremmo rispondere con un sorriso ancora più intenso. Per respingere il suo assalto.
La vita è un lungo disperato naufragio che finisce, sempre, con la soccombenza delle nostre speranze. E, per quanto possibile, bisognerebbe cercare di mantenersi a galla, e remare nella giusta direzione, aggrappati alla trave in legno, che si è trovata nei paraggi, e alla quale si è vincolati. 
Magari senza il peso di inutili, pesanti, zavorre perpetue. Fisiche, psicologiche e ideologiche.

AMORE FILIALE - CAVALCANTE DE' CAVALCANTI

 La più alta rappresentazione dell'amore tra padre e figlio, a mio parere, è quella fatta da Dante, nella Divina Commedia, nell'Inferno, al Canto X, Eretici VI Cerchio, ove incontra e parla col fiorentino Cavalcante de' Cavalcanti, guelfo come Dante, padre del poeta Guido, suo "primo amico", del "dolce stil novo".
Cavalcante, seppure considerato come persona di cultura e di alti valori è posto da Dante nel X canto dell'Inferno, tra gli Eretici, in tombe infuocate, ossia tra coloro che credono che l'anima muoia col corpo (Epicureismo). Cavalcante alla vista di Dante si erge, irrompe con forza, dal suo sepolcro, taglia il dialogo tra il Poeta e Farinata degli Uberti, e chiede notizie del figlio. E con ciò facendo emergere la sua profonda umanità, il suo immenso amore per il figlio. Chiede al Poeta perché non si è fatto accompagnare, nel suo viaggio, dal figlio Guido.
 "Perché tuo figlio Guido non è con té...?"
 Il silenzio di Dante, seguito a questa domanda, fa confermare, al Cavalcante, la sospettata morte del figlio. I dannati non conoscono il presente, ma possono prevedere il futuro.

E, poi:
"per qui mi mena forse cui Guido vostro ebbe a disdegno"

Il passato remoto di Dante ("ebbe") fa scatenare in Cavalcante un'atroce paura. Guido non sarà morto?
E, quindi:

"Come? dicesti 'elli elle'?
non viv'elli ancora?"
E, subito dopo, quel povero padre, si accascia disperato, senza emergere più, lasciando il Poeta con Farinata degli Uberti, fiorentino, suocero di Guido, che, con altro carattere, nonostante tutto, sostiene con fierezza le sue scelte di vita.
Il Cavalcante, invece, col suo agire mette in evidenza l'amore grande per il figlio, ignorando da durezza della sua punizione infernale. La morte del figlio Guido è molto più forte delle terribili pene dell'Inferno.
L'esitazione di Dante, che voleva essere una delicata reticenza, portarono Cavalcante in una struggente disperazione. Disperazione atroce che lo spinse a ripiombare distrutto, quasi a rituffarsi, nella tomba infocata, senza più rialzarsi.

A CHI GIOVA

A tutti coloro che, per colpa o per dolo, hanno brancolato, o brancolano, nel buio e non sanno, in alcun modo, cosa fare, parafrasando A. Dumas, ho detto, invano, e dico 
"Cercate, cercate a chi il delitto giova, come dice un assioma della Giurisprudenza".
Aggiungendo di mio: 
"E, se lo vorrete, troverete."
... Se lo vorrete ...

Quanti "Locusta" hanno dato una mano ad "Agrippina", madre di Nerone, per l'avvelenamento di "Claudio"?
Quanti "Locusta" hanno operato nel caso di Totò, acquisendo vantaggi (Politici, Economici, Personali)? 
Vantaggi manifestati senza alcun "pallore di vergogna del colpevole"; neppure larvatamente camuffati, eventualmente, con il falso stupore dell'innocente.

Gli Orientali, al fine di conservare totalmente intatta la libertà di vendicarsi per un delitto subito, non mangiano e non bevono, mai, a casa dei loro nemici, dove non mettono piede neppure sulla soglia d'
ingresso. E, neppure altrove, anche per molti occidentali. 

10 maggio 2026

MANDORLO IN FIORE



Il mandorlo è l'unico albero che fiorisce in inverno, quando è al freddo e senza foglie. Bellissimo.
La motivazione, secondo la Letteratura classica greca e magno greca, trova fondamento nella struggente storia d'amore tra l'eroe greco Acamante e la principessa Fillide.
La leggenda parla del ritardo nella partenza, di Acamante, da Troia verso casa e della conseguente preoccupazione di Fillide che non vedendolo arrivare l'ha creduto morto in battaglia. Il dolore accumulato giorno dopo giorno ha portato la fanciulla alla morte. 
La dea Atena conoscendo questa storia d'amore, impietosita, ha trasformato la fanciulla in un mandorlo nudo, spoglio. Mandorlo che fiorì, immediatamente,  quando Acamante, ritornato a casa, lo abbracciò, con struggente amore e dolore. L'abbraccio di Acamante al mandorlo (Fillide) fece spuntare i bellissimi fiori bianchi, simbolo del loro amore che sarebbe sopravvissuto per sempre, al posto delle foglie (Che spuntarono successivamente).
La mandorla, il frutto, è simbolo di purezza.
Il mandorlo con i suoi fiori, in inverno, rappresenta la Speranza, l'Immortalità, la Rinascita, la Vita che rinasce, la Primavera che risveglia i cuori. E' la vita che vince, anche sul gelo. E' l'amore eterno che va oltre ogni limite umano.
  

8 maggio 2026

MENDACIO

 Menzogna.
Con la parola menzogna (bugia, falsità, fandonia, impostura) si intende l'alterazione, consapevole e intenzionale, della verità, pronunciata per ingannare qualcuno o per alterare la sua percezione della realtà.
E' un parlare contro il pensiero (locutio contra mentem) tendente ad indurre in errore.
La menzogna non è cosa semplice, come potrebbe apparire, e, nei suoi vari aspetti, può essere definita come: falsità, astuzia, errore, inganno. E, pseudo (In greco = menzogna) che rappresenta, anche, in modo estensivo, una forma diversa di intendere una certa cosa o persona. 
Chi dice il falso mente?
Non mente chi crede in ciò che dice, anche se ciò che dice è falso.
Promessa in mala fede - Aspetto performativo. Una promessa fatta in malafede, con l'intenzione di non mantenerla, è solo una promessa reale, ma non una bugia. In questo caso la menzogna è legata, intimamente, a un aspetto performativo che tradisce la verità.
Verità e menzogna. La verità è sinonimo di stabilità, certezza, irreversibilità. E' sinonimo di qualcosa che sopravvive in modo infinito alle menzogne che, quasi sempre, sono destinate a crollare.

Tipi di menzogne.
-Impostura. E' il caso di chi mente al fine di ottenere un proprio vantaggio. Chi lo fa è un impostore.
-Frode. E' il caso di chi mente per portare vantaggio ad altri. 
-Calunnia. E' il caso di chi mente per nuocere a terzi. Chi lo fa è un calunniatore.
-Finzione. E' il caso di chi mente senza cercare vantaggio o svantaggio per se stesso o per altrui. In questo caso il soggetto non mente, fa solo finzione. E' una menzogna innocente che non nuoce né a chi la dice, né agli altri. Quindi, a rigore, non sarebbe da definire come menzogna. E', semplicemente, una dissimulazione (Atto di nascondere, mascherare, occultare i propri veri pensieri, sentimenti, intenzioni). Una recita, sotto il sole. E' menzogna, anche, la "finzione orgasmica", seppure appartenente a un ambito compiacente.
-Gestualità. E' menzogna anche mostrare la falsa gentilezza di un sorriso affettato o il gesto di una mano tesa. 

Menzogne importanti.
Le bugie e le violenze, se tollerate dalla comunità internazionale, possono portare terribili "violenze performative". Queste violenze, fisiche e/o psichiche, producono atti performativi che servono alla nascita o alla variazione di uno Stato, che poggiano non su verità, ma su menzogne, più o meno importanti.
La nascita di tali atti, quindi, porta alla creazione di uno Stato al quale è accoppiato un diritto. Diritto che poggia su una "verità storica di Stato" che non può essere contestata, anche se, essa, è solo una verità di diritto, non di fatto. Si dice allora che la verità sta intimamente legata allo status performativo.

Il suo luogo privilegiato è quello della politica, che la considera come un necessario e legittimo strumento. Per il bene Comune, e non solo.
In politica la menzogna è considerata come una opzione possibile, consentita, almeno fino a quando non viene scoperta e diffusa.
I rappresentanti Istituzionali, per la funzione che svolgono, non devono / dovrebbero mai mentire. In uno stato democratico per il rappresentante Istituzionale che mente c'è, al minimo, una sola opzione: quella delle dimissioni!

Menzogne verso se stessi.
Molte persone hanno acquisito il bisogno dell'inganno in se stesse, anche inconsciamente. Tale opzione non necessariamente rappresenta una cattiva fede del soggetto, ma è un qualcosa di legato all'inconscio. Forse è la "necessità di mentire" agli altri che spinge le persone a mentire, preliminarmente, a se stesse. E, così facendo si pone in atto un autoconvincimento a sostegno della tesi.
In sintesi, secondo una nota scuola di pensiero, è molto difficile mentire agli altri senza mentire a se stessi. Secondo detta scuola di pensiero "l'inganno senza l'autoinganno è praticamente impossibile".

 La menzogna vista dagli intellettuali.
-Kant. Sosteneva che nella vita la veracità è un atto dovuto. Senza eccezioni. Per lui donare, per esempio, una moneta falsa a una persona, alla quale non si deve nulla, equivale, senza alcun dubbio, ad ingannare quella persona che la riceve, che non viene derubato. Ma, l'inganno implica una menzogna; è un atto che nega la veracità, sempre dovuta verso tutti.
Esiste un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità? No, ha detto lui.
-Rousseau. Per lui può capitare di mentire verso se stessi. Nella vita per essere giusti verso gli altri è necessario esserlo con se stessi. Ossia, prima di ogni altra cosa l'uomo deve rendere conto alla propria Dignità, alla propria Coscienza, alla propria Anima. 
-Montaigne. Mentire è un vizio degli uomini (genere umano) legato, dipendente dal fatto che essi si rapportano usando la parola.
-S. Agostino. Secondo il teologo per eccellenza della Chiesa di Roma, c'è menzogna solo quando c'è il desiderio, l'intenzione, la volontà esplicita di ingannare. E' l'intenzione l'elemento di discrimine della moralità delle persone.
-Harent. La menzogna è sempre stata considerata come necessario e legittimo strumento del politico e dello statista.

17 aprile 2026

L'ESSENZA DELLO STYLE

 Nella vita ci sono cose che, teoricamente, sono nella disponibilità di tutti, ma sono possedute solo da alcuni. Sia in senso positivo (Lo style), sia in senso negativo (L'invidia).
L'invidia nasce dal confronto e dal senso di inferiorità, che una volta constatate, portano alcune persone (Invidiose) a desiderare il male per coloro che possiedono ciò che a loro manca (Cose materiali e immateriali). 
L'etimologia (Dal latino) di invidia porta al significato "guardare contro" (In = contro; videre = guardare).
L'invidia è una emozione complessa e sgradevole che spesso aggredisce gli uomini mediocri. Gli animi nobili ne sono immuni.
E' un sentimento di rancore, o astio, verso la felicità, il successo o le qualità altrui. Cose che gli invidiosi vorrebbero possedere, ma non possiedono.
L'invidia nei confronti di qualcuno, in funzione dei casi, si manifesta a due livelli: uno più basso e altro più alto.
Il livello più basso si esplica quando l'invidia è provocata dal patrimonio (Casa, denaro, auto) che l'invidiato possiede e l'invidioso non possiede.
Il livello più alto, molto più grave del precedente, invece, si esplica quando l'invidia  è provocata non dal patrimonio, che, magari, può essere posseduto anche dall'invidiante, ma per qualcosa d'altro, molto  più difficile da acquisire. Si tratta del modo di essere e di vivere dell'invidiato. Non è apprezzata la sua essenza, il suo stile, di vita. La sua energia, la sua determinazione silenziosa e gioiosa. 
L'invidioso, in questo caso, non è capace di accettare quello che l'invidiato sa fare, anche bene, mentre lui non è capace di farlo. Egli non accetta il successo economico, professionale, familiare, le relazioni positive che l'altro riesce, facilmente, ad esplicare. Lui non riesce ad eguagliare le capacità di gestire i rapporti con gli altri e i valori ideali della vita come fa l'invidiato. Cose che nessuno potrà, mai, sottrarre all'invidiato. E lui, l'invidioso, se ne rende conto.
Tale status, alla fine, porta malessere psico-fisico nell'invidioso che si rende conto di non essere capace di fare, di essere, quello che l'invidiato fa, spontaneamente, con un sorriso. Semplicemente. Tale condizione spesso è accompagnata da risentimento, da malumore, che spingono sulla strada della calunnia, del pettegolezzo, del livore, della negazione del valore, al fine di screditare l'invidiato.
L'invidia è una condizioni che, facilmente, si percepisce nelle persone infette.  E, purtroppo, il mondo è pieno di gente invidiosa. Malata di testa e di cuore. Malattia difficilmente guaribile.   

16 aprile 2026

GUARDA OLTRE

 Guarda Oltre.
Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, nel primo canto del Paradiso, introduce un verbo sconosciuto, da lui inventato e ancora oggi scarsamente usato, ma dal significato eccezionale: Trasumanare.
Trasumanare (O transumanare), come spiega Dante, rappresenta la capacità di elevarsi oltre la condizione umana. L'etimologia  di trasumanare fa rimando alla lingua latina con trans (= al di la = oltre) e con humanus (= umano). 

Trasumanare o Guardare oltre, quindi, è una rappresentazione dell'ascesa dell'essere umano verso l'alto, verso il cielo splendente di serenità e luce. E' un elevarsi spiritualmente, oltre l'umano, al di sopra, al di la, oltre, dei limiti dei sensi e della condizione umana mortale.
E' una trasformazione profonda di un essere in un "oltre"; in un qualcosa di trascendente.
E' una gioiosa ascesa oltre la ragione. 
E non poteva essere che così, vista la posizione (Paradiso) all'interno della Divina Commedia.

In sintesi, trasumanare, guardare oltre, è un tendere oltre l'umano. E' un invito a superare l'umano vissuto, concedendosi alla gioiosità delle cose belle che portano verso la luce e allontanano dal buio. Come invita a fare il bel libro "Guarda oltre" che racconta la storia di vita di un grande Sognatore (Totò).