Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

17 giugno 2026

TOROIDE ULTRAGALATTICO



La foto, reale di un mondo molto lontano dalla Terra, mostra una struttura toroidale che attira a sé e assorbe due gigantesche nebulose.

FILOSOFIA E RETORICA

 La Filosofia ha il compito di sedare le passioni
mentre l'Eloquenza si propone di eccitarle.
L'eloquenza, accompagnata dalla saggezza, dovrebbe avere un forte legame con la pace sociale e, quindi, con la libertà di un popolo.
Ma, non sempre è così.

DETTAGLI NON TRASCURABILI

Ci sono opere che, pur generalmente molto pregevoli, 
si presentano con degli aspetti, importanti, fraintesi dall'autore.

15 giugno 2026

LA VITA CHE SI VEDE IN GIRO

 Vado in giro e mi guardo intorno. 
Per qualunque motivo mi trovo in giro, in città o in paesi, sono portato a guardarmi intorno ed osservare i luoghi che attraverso, i mezzi che transitano, le persone che si muovono e spesso corrono.
Per strada, sul treno, sul bus, sul metrò, anche con un semplice sguardo, a colpo d'occhio, vedo emergere:
-Povertà (La gente è sempre più povera. La globalizzazione del mondo, presentata come una panacea da alcuni pseudo intellettuali finanziari, di fatto ha incrementato le condizioni di povertà di molte fasce di popolazione. Anche nelle nazioni più evolute dell'Europa. In sintesi sono aumentate le fasce di povertà; si sono ridotte le fasce intermedie della borghesia; sono aumentati gli arricchimenti di quelle poche persone che controllano, gestiscono, in regime monopolistico, alcuni settori aziendali); 
-Solitudine (La gente è sempre più sola, seppur posta fra tanta altra gente. Senza dialogo); 
-Esclusione sociale (Sempre un maggior numero di persone si trova nelle condizioni di esclusione sociale categorica. Queste marginalità sono molto evidenti nelle città medio grandi); 
-Ondata migratoria (Le città d'Europa sono sempre più interessate da gruppi di persone che scappano dai loro paesi alla ricerca di migliori condizioni di vita. Affrontando anche gravissime situazioni di pericolo. Condizioni che non sempre trovano).
   Con quale futuro? 
   In quante persone esiste il concetto di appartenenza ad un certo luogo (Considerato come proprio e in quanto tale da amare e da proteggere) e al proprio tempo?

I VERI LUSSI DELLA VITA?

   La società attuale vede noi umani in continua corsa verso cose che, alla fin fine, non sono molto importanti. Alle cose veramente importanti non sempre dedichiamo l'adeguata attenzione.
Ma, allora, quali sono le cose veramente importanti; quelle che possono essere considerate dei veri lussi della vita? 

Eccoli:
1)- Fare il lavoro che ti piace.
2)- Vivere serenamente in pace in famiglia.
3)- Dormire con la coscienza pulita.
4)- Avere denaro anche a fine mese.
5)- Prendere il tè in veranda senza fretta.
6)- Ridere con le persone che ti amano.
7)- Viaggiare per conoscere nuovi posti.
8)- Leggere un bel libro in pace.
9)- Avere vicini di casa tranquilli; o non averne.

IL PARADOSSO DELLA VITA QUOTIDIANA

 All'attento Cittadino, nel vissuto quotidiano, può capitare, e spesso capita, di dover affrontare situazioni incomprensibili, o difficilmente comprensibili; lontane dal buon senso. Situazioni paradossali.
Ricordando che il termine "paradosso" deriva dal greco (Paradokson) che vuol dire "contro l'opinione comune". 
In altre parole si tratta di unaffermazione, o di una situazione, che, seppur apparendo valida, porta in se una contraddizione, o un risultato, totalmente, controintuitivo.

Il caso del paradosso della vita quotidiana, molto più comune di quanto non si pensi, mostra come un situazione paradossale è spesso un controsenso o un'assurdità, con cui le regole si scontrano creando un circolo vizioso. 
L'esempio classico è quello del giovane che cerca lavoro. Ma, per trovare lavoro egli ha bisogno di dimostrare di aver acquisito adeguata esperienza. Ma, per avere quella esperienza ha bisogno di quel lavoro!
E' il meccanismo, perverso, applicato, anche nell'ambito delle professioni tecniche (Ingegnere, Architetto), dalle Pubbliche Amministrazioni. Meccanismo che sostiene la mediocrità e mette da parte le capacità professionali. Contrariamente al principio che la norma vorrebbe sostenere. E, nonostante l'evidenza, tale meccanismo incongruente continua ad essere applicato, a scapito della qualità e del buon senso.

14 giugno 2026

CHI SIAMO NOI?

 Ognuno di noi, nei momenti di riflessione, siamo portati a domandarci cosa pensano gli altri di noi stessi. E, inoltre, come noi interagiamo con gli altri e, quindi, come gli altri interferiscono con noi.
Senza alcun dubbio, quasi sempre, ciascuno di noi è il riflesso dello sguardo degli altri.
Se gli altri hanno uno sguardo truce, raramente il nostro sarà rassicurante. Di contro, ad uno sguardo sorridente è raro non rispondere con uno sguardo piacevole e altrettanto sorridente.
Ecco perché da sempre suggerisco, a me stesso e a tutti i miei amici, di stampare sul volto un bel sorriso e salutare tutti gli essere umani (Con rare eccezioni), anche coloro che sono dei perfetti sconosciuti.

Posso accertare che:
- A Parigi la gente ti saluta per strada;
- In Scozia tutti, o quasi tutti, ti salutano, da perfetti sconosciuti, quando ti incontrano per strada;
- Ad Avignone, o ad Aix En Provence, tutti ti salutano con un sorriso per strada;
- A Boston (Massachusetts) ti salutano per strada;
- Nella Locride, tempo fa, tutti salutavano tutti per strada.
Questa filosofia di vita quotidiana, presente solo nei paesi ad alta civilizzazione, a mio parere, aiuta a vivere meglio. 

1 giugno 2026

CERTEZZA DELLA PENA

 Uno dei presupposti del diritto, di una qualsiasi Democrazia, è rappresentato dalla certezza della pena, erogata in seguito a regolare processo, concluso in modo definitivo (In Italia, con i tre gradi di giudizio). In ogni paese democratico ove si voglia conservare tale privilegio, se, in un legittimo processo, la confessione avviene quando è tutto stato chiarito e dimostrato univocamente e l'imputato non può negare alcun ché, allora, la eventuale confessione non deve, e non può, in alcun modo, portare ad alcuna diminuzione della pena prevista dalla legge. Se si vuole mantenere il principio della certezza del diritto.
   In Italia, con la scusa del recupero del condannato, richiamando un chiaro indirizzo Costituzionale (Art. 27), sono stati introdotti dei correttivi che portano alla riduzione della pena. 
Tra questi la nota Legge Gozzini, la n.663/1986, che ha ampliato le misure alternative alla detenzione. Sempre al fine di aiutare il reinserimento sociale del condannato. Condannato che, per norma, deve aver dimostrato una buona e civile condotta nell'ambito carcerario. Con detta legge sono state introdotti i seguenti percorsi che rimodulano, sostanzialmente, il concetto della pena comminata al reo: 
1)- Misure alternative alla detenzione. Accesso a regimi di semilibertà, detenzione domiciliare (Per: salute, età, madre con figli minori), affidamento in prova ai servizi sociali. 
2)- Permessi premio. Brevi periodi di libertà concessi ai detenuti che mantengono una buona condotta e partecipano al percorso rieducativo.
3)- Liberazione anticipata. Riduzione della pena per buona condotta, quantificabile in 45 giorni ogni semestre scontato con buon condotta.
4)- Sorveglianza particolare. Restrizioni per detenuti che compromettono la sicurezza o l'ordine dentro il carcere (Istituto penitenziario).
   Con tale legge il legislatore ha puntato sulla rieducazione del condannato e sul suo reinserimento civile nella società. Indipendentemente dal tipo di reato.
Il richiamato concetto ispiratore, di alto valore simbolico in termini di principio, ha portato a due diverse, opposte, scuole di pensiero. 
La prima, dalla parte del detenuto, è osannante del principio introdotto nell'ordinamento giudiziario (Gli sconti di pena sono di fondamentale aiuto per il recupero sociale del condannato). 
La seconda, dalla parte della società, è scettica sull'applicazione generalizzata del principio che non tiene conto, in alcun modo, della tipologia di reato di cui il detenuto è responsabile.  La norma, viene precisato, non tiene conto della specificità del concetto di buona condotta di un detenuto. E' poco probabile che un detenuto condannato per gravi reati mafiosi possa essere additato come soggetto responsabile di non buona condotta. Cosa mai riscontrata in un carcere italiano. L'applicazione asettica di tale norma, senzalcun dubbio, porta scompensi difficilmente comprensibili nella società.
Infine, ma non di minore importanza, l'interpretazione blanda porta in se una domanda: 
In Italia esiste il concetto sacrosanto della certezza della pena? 
E, di seguito: 
L'assenza della certezza della pena può portare sfiducia dei Cittadini verso le Istituzioni?
Inoltre, 
dalla morbida applicazione della norma è possibile che nascano delle perverse illegittime opportunità, a vantaggio delle persone interessate all'applicazione della norma stessa?    
  Gli esempi più famosi finiti sugli altari della cronaca non hanno portato onore alla credibilità di questo nostro Stato. 
Il concetto della certezza della pena in Italia va a braccetto col concetto, osannato in tutte le aule dei Tribunali che vorrebbe "tutti i cittadini uguali davanti alla legge".    

28 maggio 2026

ACANTHUS

Acanthus, o acanto, è una bellissima pianta spontanea che cresce facilmente nel bacino del Mediterraneo. Le sue foglie, di colore verde intenso, si sviluppano con un crescendo armonico di rara eleganza. L'infiorescenza, centrale, verticale, è costituita da uno spettacolo pirotecnico cromatico alternato.

È una piantina bella e non adeguatamente conosciuta e rispettata. Forse perché non tutti sanno ch'è famosa, anzi famosissima, nell'ambito della Scultura Architettonica Classica. Sì, l'acanthus (dolce o spinosa), con le sue foglie frastagliate e i suoi fiori bianchi con sfumature rosacee, violacee, è la pianta rappresentata in tutti i capitelli dello spettacolare stile Corinzio. E' il simbolo dell'ispirazione e del trascendente. La sua foglia è considerata come elemento di ricucitura della memoria. Il collante tra il presente e il passato ancora dolorante.

L'introduzione di questa pianta nello stile Corinzio, secondo Vitruvio, è da attribuire allo scultore Callimaco (Kallimachos), rimasto affascinato da questa pianta, emergente da un cesto funerario posto sulla tomba di una fanciulla, a Corinto, seppur coperta da una tegola. Le foglie della pianta decorano compiutamente il corpo del capitello Corinzio. Lo stile Barocco ha fatto un largo uso della foglia di acanto per il suo intenso effetto decorativo. E' il simbolo del culto per le belle arti e l'architettura cristiana. E' considerata simbolo di longevità, rinascita, guarigione, protettrice dei luoghi sacri. E' considerata come la massima espressione dei concetti di armonia e stabilità.

Anche nel campo poetico l'acanto era molto apprezzato. Per Pascoli era il fiore del Poeta, ossia la rappresentazione della Bellezza, austera ed elegante. E detto da lui, poeta eccelso e intenditore della bellezza, non c'è da avere dubbi. La pianta si trova bene in ombra, ma ha bisogno del sole per vivere.

27 maggio 2026

DESIDERIO IMMENSO DI EGO?

 Nello svolgersi della vita capita, a chiunque, di soffermarsi per guardare, con curiosità, il portamento, il modo di vivere della gente sconosciuta che transita per i vari luoghi, pubblici o privati, della società.
   Da una semplice riflessione emerge, lampante, la presenza di un desiderio immenso di ego.
La gente, nella nostra società moderna, nonostante l'esistenza dei potenti sistemi di comunicazione, ha un desiderio infinito di parlare, raccontarsi, confidarsi, anche con persone sconosciute; mai viste prima. Anzi, specialmente con persone sconosciute. 
Perché? E' un bisogno ancestrale  di riconoscimento delle proprie capacità?
E' desiderio di emersione con lo scopo di aiutare, o farsi aiutare dal prossimo?
E' un bisogno con carattere collettivistico o individualistico?

ASSENZA E PRESENZA

 Dovremmo imparare a dare assenza a tutti coloro che non hanno capito l'importanza della nostra presenza.
Serenamente, con un sorriso.

23 maggio 2026

SCIOCCHEZZE DI STATO 4

 Capi Uffici Tecnici; Revisori e Sindaci.

Uno dei più grossi guai dell'Italia democratica è quello di non essere capace di mettere fine agli atti di corruttela derivanti da alti funzionari e dirigenti  degli enti locali e dello Stato.

Esempi eclatanti, noti a quasi tutti i cittadini, sono quelli provenienti da tanti, troppi, uffici infestati da soggetti bacati.

a)- Dirigenti uffici tecnici enti locali. Non è accettabile, in alcun modo, che ad un dirigente di un ufficio tecnico di un ente locale possa essere consentito di usare la propria funzione pubblica per interesse personale. Tutti sanno che questa è una pratica diffusa, ma nessuno fa niente per estirparla. Dalle grandi città (Milano è un esempio classico, visti i recenti fatti venuti alla luce sulla stampa nazionale) ai piccoli paesi (Nessuno, o quasi nessuno, escluso) le attività degli uffici tecnici non sono gestite in modo lampante. Le attività che transitano dagli uffici tecnici dei comuni, al Nord come al Sud Italia,  spesso nascondono atti di corruzione. 
Quasi sempre gli amministratori (Sindaci, Presidenti, Assessori), seppur conoscendo, esattamente, le procedure corruttive, anche per futuri o presenti interessi personali o di partito, omettono di intervenire per portare aria fresca e pulita in quegli uffici. Con la conseguenza di far consolidare il sistema corruttivo operante.
E il cittadino? Il Cittadino onesto e perbene, in genere, sa di essere impotente, di non avere mezzi (Prove tangibili, probanti) capaci di scardinare il malaffare, quindi non può far altro che rifugiarsi nella Speranza che l'impiegato funzionario tecnico di turno se ne vada in pensione. L'espulsione di tali figure spesso ha portato una ventata di aria pura. Spesso ho ascoltato le esultanze di gioia di cittadini alla notizia del pensionamento di figure rappresentative degli organi dello Stato, notoriamente marce. Anche fidando della circostanza che tali soggetti non potevano svolgere attività remunerativa per l'ente presso il quale avevano svolto smaccatamente attività fraudolente.
Ma quella che era certezza depurativa, da qualche tempo, non è più in vigore. Il Potere Esecutivo, errando clamorosamente, per una lunga serie di circostanze, ha introdotto la possibilità di assumere e remunerare, adeguatamente, come se fossero dei liberi professionisti, tutti quegli ex dipendenti pubblici tecnici, oramai pensionati, che hanno portato il marciume stratificato nelle pubbliche amministrazioni. E a tornare in azione quasi mai sono i pochi impiegati tecnici onesti, ma sono, quasi sempre, quelli che hanno rubato per una vita intera sulle spalle dei cittadini onesti.
Il Potere Esecutivo, in questo caso, ha peccato per ignoranza o per convinzione? La cosa più logica non sarebbe stata quella di incaricare, magari anche a tempo determinato, nelle strutture pubbliche giovani tecnici laureati o diplomati disoccupati e di elevata competenza, come ce ne sono nel settore?
Si potrebbe obiettare che un professionista tecnico giovane moderno è più difficilmente controllabile e pilotabile? Certamente, ecco perché io l'ho ipotizzato e perché nelle pubbliche amministrazioni preferiscono il ... ritorno al passato.
Incredibile. Vergognoso.
In ogni caso un capo di un ufficio tecnico di un ente locale non dovrebbe, mai, poter tornare ad espletare le sue precedenti funzioni nello stesso ente locale o statale dal quale è stato pensionato. E dagli altri enti locali posti nelle immediate vicinanze. 
Se non si vuole veder germogliare la corruzione, specialmente in enti pubblici già notoriamente inquinati, è necessario eliminare, categoricamente, possibilità di reintegro nelle funzioni (Capo ufficio tecnico) precedentemente occupate. 
E se un amministratore di un ente locale, pur sapendo che un tizio, già capo del suo ufficio tecnico, è notoriamente un mascalzone per conclamati fatti corruttivi pregressi, affida incarichi o assume anche a tempo determinato il soggetto, allora, senza alcun dubbio, quel rappresentante del popolo è della stessa pasta del tecnico malvivente. E in questi casi la colpa ricade sui cittadini elettori, che, evidentemente, hanno fatto un grosso errore all'interno di una cabina.
Questo è, se vi pare.

b)- Controllore e controllato non devono coincidere. Sindaco e Sindaco Revisore dei conti di una società pubblica. Non è accettabile, in alcun modo, per evidente conflitto d'interesse, che il Sindaco di un comune proprietario (Azionista), in tutto o in parte, di una società pubblica (In house o meno) venga ad essere incaricato di espletare, in modo singolo o associato con altri, l'incarico di revisore dei conti (Sindaco revisore) di quella società. In tal caso si verificherebbe la coincidenza fra il controllore (Revisore dei conti, ossia quel professionista che ha il compito di controllare la regolarità contabile e il rispetto della legge nell'attività economica della ditta) e il controllato (Sindaco che, in quanto tale rappresenta la titolarità della ditta). Raramente un revisore andrà a contestare l'operato di un amministratore, lo stesso che gli ha conferito l'incarico, coincidente, in tutto o in parte, con se stesso. Ovvio.

   In Italia tali coincidenze, purtroppo, sono diventate talmente comuni che la gente non ci fa più caso. Preferisce non parlarne.
Questo è un forte segnale sul livello corruttivo esistente in un paese.
Tali circostanze non possono che portare al deprezzamento dei concetti di Libertà, Giustizia, Democrazia, Civiltà e Buon Senso. 
Modalità che hanno portato, portano e porteranno, inevitabilmente, al disprezzo, al mancato rispetto e al dileggio delle leggi e della correttezza delle Istituzioni dello Stato. Specialmente nelle regioni più economicamente deboli.