Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

22 giugno 2026

IL DISCORSO DI PERICLE AGLI ATENIESI

      Discorso di Pericle agli ateniesi, 461 a.C. (da Tucidide).
Pericle: Politico, statista,  generale militare, oratore di Atene, vissuto nel V secolo a. C., durante il periodo d'oro della città, tra le guerre persiane e la guerra del Peloponneso. 
Considerato come il padre della Democrazia e la guida indiscussa della città, trasformata in cuore politico, economico e culturale di tutta la Grecia. 
Tra le sue riforme più famose:
1)- Indennità economica giornaliera per chi ricopriva cariche pubbliche. Cariche pubbliche aperte a tutti, anche ai più poveri;
2)- Rinnovamento urbanistico della città. Ricostruzione dell'Acropoli di Atene, distrutta dai Persiani. Costruzione Partenone, ecc;
3)- Atene divenne centro culturale del mondo, attraendo Filosofi, Poeti, Artisti, Scienziati. Tra essi lo scultore Fidia;
4)- Consolidamento della Lega di Delo, in funzione antipersiana. Nel 431 a.C. ha dichiarato guerra a Sparta dando inizio alla devastante guerra del Peloponneso. Morto ad Atene nel 429 a.C.

Argomenti toccati da Pericle 
col suo discorso tramandatoci da Tucidide: 
-Concetto di Democrazia; -Giustizia uguale per tutti; -Meriti all'eccellenza; -Al servizio dello Stato non come privilegio, ma come servizio; senza mescolare gli interessi pubblici con quelli privati; -Libertà di vivere a proprio piacere; -Rispetto degli altri; -Rispetto delle leggi e dei magistrati; -La discussione non è ostacolo sulla strada della Democrazia; -La felicità è il frutto della libertà e la libertà è il frutto del valore (Coraggio); -Atene è aperta al mondo e non caccia mai uno straniero.

Discorso
Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in sé stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

FELICITA' E SOFFERENZA

La vita è un percorso che ci fa assaporare alterne condizioni di gioia e di dolore.
Ma, solo chi ha provato la sventura estrema è adatto a sentire l'estrema felicità?
E per sentirla è necessario aspettare e sperare.

ALBERI - VERDE

 In molte città e innumerevoli paesi (Più sottoposti all'arroganza del potere locale), ogni anno, alberi maturi vengono rimossi o potati in modo vergognoso (Alla barese. Lasciando in vita solo il tronco), per fare spazio a strade, piazze (Nuove o rimodulate), parcheggi e ottenere legna da ardere. Le potature energiche, al fusto, (Dette scapitozzature)  portano ad aumenti del diametro del tronco e a conseguenti infiltrazioni di acque meteoriche all'interno dell'albero. Con conseguente ammaloramento e morte dell'albero.
E non sempre a tali tagli seguono interventi di messa a dimora di nuove pianticelle, che, ragionevolmente, impiegheranno molti anni prima di raggiungere il precedente livello di benefici ambientali, per un albero maturo. 
Infatti, un albero maturo:
-può assorbire fino a 22 kg/anno di CO2 (Anidride carbonica). 
Una piantina di nuovo impianto può assorbire fino a 2 kg/anno di CO2;
-in ambito urbano, può abbassare la temperatura locale fino a 4 / 8 °C durante l'estate, mediante il meccanismo dell'evapo-trasposizione. Con conseguenti vantaggi di natura economica, ogni estate. Le isole di calore urbano possono aggiungere centinaia di euro alle bollette estive di ogni alloggio;
-le radici di un albero maturo stabilizzano il suolo e riducono il deflusso delle acque meteoriche durante le fasi con intense precipitazioni;
-il costo della rimozione degli alberi o della loro potatura è molto più alto di quello necessario per la manutenzione;
-rappresenta un ottimo habitat per uccelli, insetti e fauna urbana.

   Inoltre, le nuove piante non sempre attecchiscono. Spesso esse restano, per vari anni, come semplici steli; specialmente presso le aree asfaltate.
   Secondo il Prof. W. Moomaw (Premio Nobel 2007) "quando si abbatte un albero di 70 anni, con 130 cm di diametro, alto 25 m, sono necessari 3.028 nuovi alberi,  del diametro da 14 / 16 cm, per rimpiazzare il lavoro che l'albero abbattuto svolgeva al servizio della nostra salute".

21 giugno 2026

DECLINO E RISCATTO

 Chi ha amministrato un paese (Nazione, Regione, Provincia, Comune, Azienda) portandolo al declino culturale e al fallimento economico, non può, e non dovrebbe, essere incaricato per il riscatto, per la ripresa.
Chi ha creato il problema non può essere la guida per la soluzione di quel problema.

Tutto ciò secondo il buon senso e la ragionevolezza delle cose. Ma, in Italia, da tempo (Forse da sempre) tale considerazione non viene, quasi mai, applicata. Infatti, è facile constatare dei lestofanti al posto di comando. Dei soggetti che hanno portato enti al fallimento e poco dopo vederli seduti al posto di comando per la ripresa post disastro. L'Italia è un caso strano, ma non c'è alcun ché da scandalizzarsi, poi, se certi specifici reati (Corruzione, Peculato) sono ad un altissimo livello. 

19 giugno 2026

LA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA

 Passano i tempi, ma i principi di vita, di etica, di morale, restano sempre uguali.
Dice Cicerone, nella sua Repubblica:
"... il reggitore dello stato deve essere uomo eccezionale e coltissimo, nel contempo saggio, giusto, temperante ed eloquente; così da poter facilmente, mediante un eloquio scorrevole, esprimere i sentimenti del suo animo per dominare la massa ..."

Il reggitore dovrebbe possedere: capacità oratoria e conoscenza del diritto civile e penale; dedizione all'impegno politico e attitudine al comando. 
Il reggitore moderno, attuale, raramente ha la possibilità di disporre  delle suddette virtù. Esso, spesso, si presenta con prestazioni di scarso livello. Spesso è privo di adeguata cultura o competenza.  Si presenta con scarsa o senza eloquenza, con la convinzione che basti, all'occorrenza, gridare rabbiosamente contro gli avversari ed emettere un fiume incandescente di parole. 
Il diffuso decadimento della classe politica (E, di conseguenza, dirigenziale) è massiccio ed evidente a tutti.  Classe scarsamente, o per nulla, preoccupata di garantire, alle nuove generazioni, una vasta formazione culturale e un immenso rispetto dei valori legati alla cosa pubblica.  

18 giugno 2026

INDIPENDENZA DEL POTERE GIUDIZIARIO

Nella prima parte del corrente anno (2026) in Italia si è molto discusso sul funzionamento, o scarso funzionamento, della Giustizia in Italia.
Il tutto legato al Referendum Costituzionale per la conferma o meno della legge, voluta dalla maggioranza di Governo e approvata dal Parlamento della Repubblica.
La recente suddetta legge approvata prevedeva, sostanzialmente, la separazione delle carriere fra i magistrati inquirenti (Pubblici Ministeri, sostenitori dell'accusa) e i magistrati giudicanti (Giudici che emettono le sentenze alla fine di un processo, dopo aver ascoltato accusa e difesa). 
Di fatto da qualche tempo nel nostro ordinamento sono state introdotte delle norme che limitano il passaggio, ad una sola volta, dall'una all'altra funzione, con l'ulteriore prescrizione di andare ad esercitare la nuova funzione in una regione diversa da quella occupata con la precedente funzione. 
In sintesi, un PM può diventare GIP, per esempio, una sola volta nella sua vita da magistrato, entro nove anni, ma se operava, per esempio, in Toscana doveva trasferirsi in Emilia Romagna, o in altra regione diversa dalla Toscana.
La nuova legge approvata introduceva, inoltre, la nascita di due CSM (Uno per i PM e uno per i Giudici) e una Alta Corte col compito di gestire e verificare il funzionamento dei due CSM. 
Nella fase antecedente il Referendum molte persone del settore, alcune molto autorevoli, dell'una e dell'altra posizione, hanno esposto i propri convincimenti tra il Si e il No alla nuova legge approvata. Anche molti cittadini si sono attivati per cercare di capire, in modo autonomo, per quanto possibile, che decisione prendere.
I sostenitori del No alla nuova legge hanno affermato che la nuova legge (Nordio, da nome del Ministro della Giustizia) non era altro che una specie di cavallo di Troia necessario per epurare i PM e portarli sotto le direttive del Potere Esecutivo.

Dal 2022, con la separazione pressoché totale delle due funzioni, transitano dalla funzione di PM a quella di giudice, o viceversa, mediamente 30-40 magistrati all’anno su circa novemila, ossia  lo 0,4%. L'esigua presenza di cambio di funzioni non giustifica il cambiamento  della Costituzione. 

Non trova giustificazione a parere dei favorevoli al No la circostanza del condizionamento del magistrato inquirente verso quello giudicante.  Un GIP che arresta un indagato, altri magistrati che, all’interno dello stesso Tribunale, dovranno giudicare colpevole o innocente un imputato non saranno condizionati nelle loro valutazioni in funzione dei convincimenti del collega della porta accanto. 

 In Italia la giurisdizione ordinaria (penale e civile) è esercitata, oltre che da 9.000 magistrati di carriera, anche da circa 5.000 magistrati onorari (giudici onorari del tribunale, giudici di pace e vice procuratori onorari), molti dei quali sono avvocati ed esercitano la professione in un circondario diverso da quello in cui svolgono le funzioni di giudice o di PM. Centinaia di processi penali vengono celebrati ogni giorno in Italia, in aule dove il giudice è un avvocato, il PM è un avvocato, il difensore è un avvocato. Il giudice onorario pronuncia sentenze per i reati di minor gravità, assolve e condanna in nome del popolo italiano come i giudici di carriera. Senza che nessuno si scandalizzi della circostanza. Circostanza seppur censurabile (I Giudici, a qualsiasi livello si trovano ad operare devono essere funzionari pubblici dello Stato, non professionisti privati. Lo Stato non può delegare ad altri le sue funzioni. E che funzioni) da parte del sottoscritto.

I sostenitori del Sì alla separazione delle carriere sostenevano che i capi degli uffici vengono nominati, dal CSM, in funzione dell'anzianità di servizio, favorendo la gerontocrazia. Inoltre, l'Alta Corte introdotta avrebbe dovuto vigilare sulle malefatte dei giudici.

I sostenitori della separazione delle carriere nulla hanno da osservare per la condizione esistente nell'ambito dei Giudici di pace sopra indicato.  Ha significato modificare la Costituzione, dicono i sostenitori del NO,  per pochi magistrati (Circa quaranta su novemila) che ogni anno  cambiano di funzioni? 

La legge approvata prevedeva il sorteggio (Non dettagliatamente definito) dei componenti togati dei due Consigli, rendendo non più rappresentativo e poco autorevole l’organo di governo autonomo di categoria.

La nuova legge approvata sottoposta a consulta referendaria prevedeva l'istituzione di un Tribunale speciale per i magistrati, le cui decisioni potevano essere impugnate davanti alla stessa Alta Corte prevista. Senza alcuna separazione delle carriere per tale ultima funzione.

 Con la nuova legge approvata il PM non potrà più dire alla polizia giudiziaria come e dove indagare, non potrà più impartire direttive o delegare singoli atti di indagine, il PM non garantirà più l’indipendenza di poliziotti, carabinieri, finanzieri, che fino ad ora non sono tenuti ad informare gli alti vertici della loro gerarchia e quindi i ministri di riferimento delle indagini loro delegate dal PM.

In data 22 e 23 marzo 2026 i cittadini col loro voto negativo hanno bocciato definitivamente la riforma sulla Giustizia prevista dalla maggioranza al Potere esecutivo. 

In ogni stato che si possa definire Democratico, secondo Montesquieu, i tre poteri istituzionali (Esecutivo. Legislativo, Giudiziario) devono essere autonomi e senza interferenze reciproche.
La nuova legge approvata dal Potere Esecutivo e bocciata dai Cittadini era rispettosa di questo essenziale concetto di autonomia e indipendenza della Magistratura?
Altra cosa, forse, è la presenza di magistrati incapaci di svolgere con serenità ed equilibrio le funzioni loro delegate. Ma questo è un altro argomento. L'efficienza è qualcosa di diverso dall'autonomia e dall'indipendenza del giudice.
Soggetti di mezza tacca (Incapaci e inefficienti) ci sono in ogni dove e lo posso affermare per esperienza diretta. 

MODERNITA' O ARRETRATEZZA?

Da qualche tempo, in molte strutture pubbliche (Comuni, Province, Regioni), il Cittadino comune, per esercitare un proprio diritto (Richiesta di un certificato qualsiasi, banale, canonico) può interagire solo con modalità on-line!
E' per essere un ente moderno ed efficace, dicono in molti (Yes man) a sostegno di tale scelta. Ma, gli amministratori che sostengono tale scelta non si rendono conto (Loro vivono al di sopra del vissuto quotidiano) che essa scelta è, semplicemente, una emerita corbelleria, una stoltezza sociale. 

Perché? 
Semplice, perché obbligare un Cittadino, magari ottantenne, ad usare il computer, per la richiesta di un banale certificato, è una canagliata che porta, inevitabilmente, all'isolamento, fisico e psicologico, di tutti coloro che non conoscono tale tecnologia o non dispongono, non hanno la disponibilità, della tecnologia necessaria. 
Obbligare (Per presunta modernità) una persona anziana, o comunque impedita o priva di mezzi (Computer, PEC, Scanner), a seguire certi percorsi, perché, oramai, tutto il mondo vive "on line", è cosa perversa che porta all'isolamento di queste persone impedite. Significa lasciarle sole! Condannarle alla solitudine. Farle sentire inutili. Con tutte le conseguenze che ne derivano, dal punto di vista fisico e psichico.
Significa costringere quella persona a sperare in un figlio o un nipote, se ci sono.
In sintesi, per esempio, per la richiesta di un CDU (Certificato di Destinazione Urbanistica) qualsiasi cittadino poteva recarsi in Comune e chiedere il rilascio di tale documento. Dopo qualche giorno, previo versamento del dovuto diritto di segreteria, tornava in Comune e poteva ritirare detto certificato. Ora non si può più. Ora deve disporre in modo diretto di un PC, di uno Scanner, di una PEC, per presentare, on line, la richiesta. Ed è vano presentare, eventualmente, la richiesta cartacea presso il competente ufficio. Il relativo dipendente incaricato, seppur libero di impegni, dirà di essere impedito dal ricevere la richiesta, seppur perfettamente in ordine. Si racconta di un tale impiegato che a domanda specifica abbia suggerito di trasmettere la richiesta tramite uno dei tanti tabaccai che svolgono tale funzione, a titolo oneroso. Ma tale suggerimento risulta privo di ragionevolezza visto che quello stesso signore, a domanda specifica sulla data per il ritiro, abbia informato che la risposta sarà consegnata al richiedente tramite ... lo stesso indirizzo Pec della richiesta. Quindi, nel caso specifico, dal tabaccaio generico utilizzato per l'invio dell'istanza. 
Incredibile! Questa è idiozia allo stato puro. E nessuno ne parla.

Tale modalità operativa costringe il Cittadino a rivolgersi ad apposita agenzia, affrontando un costo che incide sulle non sempre floride casse di un pensionato. Inoltre, come prima accennato, la circostanza porta il Cittadino non più giovane a sentirsi messo da parte.
Tale meccanismo che non rappresenta certo la modernità rappresenta, semplicemente, la grettitudine, l'arretratezza culturale della classe dirigente. Arretratezza che porta, inesorabilmente, verso l'esclusione. Esclusione che in una società moderna dovrebbe, convintamente, essere messa all'indice.
Inoltre, ma non di minore importanza, la dirigenza dovrebbe educare gli impiegati addetti ad essere educati e non sgridare, inveire, contro tutte quelle persone che non usano o non sanno usare il sistema on-line per la richiesta di un banale certificato. 
Ed è veramente vergognoso sapere di persone trattate male dai soggetti preposti per il semplice fatto di non saper usare un PC. 

17 giugno 2026

TOROIDE ULTRAGALATTICO



La foto, reale di un mondo molto lontano dalla Terra, mostra una struttura toroidale che attira a sé e assorbe due gigantesche nebulose.

FILOSOFIA E RETORICA

 La Filosofia ha il compito di sedare le passioni
mentre l'Eloquenza si propone di eccitarle.
L'eloquenza, accompagnata dalla saggezza, dovrebbe avere un forte legame con la pace sociale e, quindi, con la libertà di un popolo.
Ma, non sempre è così.

DETTAGLI NON TRASCURABILI

Ci sono opere che, pur generalmente molto pregevoli, 
si presentano con degli aspetti, importanti, fraintesi dall'autore.

15 giugno 2026

LA VITA CHE SI VEDE IN GIRO

 Vado in giro e mi guardo intorno. 
Per qualunque motivo mi trovo in giro, in città o in paesi, sono portato a guardarmi intorno ed osservare i luoghi che attraverso, i mezzi che transitano, le persone che si muovono e spesso corrono.
Per strada, sul treno, sul bus, sul metrò, anche con un semplice sguardo, a colpo d'occhio, vedo emergere:
-Povertà (La gente è sempre più povera. La globalizzazione del mondo, presentata come una panacea da alcuni pseudo intellettuali finanziari, di fatto ha incrementato le condizioni di povertà di molte fasce di popolazione. Anche nelle nazioni più evolute dell'Europa. In sintesi sono aumentate le fasce di povertà; si sono ridotte le fasce intermedie della borghesia; sono aumentati gli arricchimenti di quelle poche persone che controllano, gestiscono, in regime monopolistico, alcuni settori aziendali); 
-Solitudine (La gente è sempre più sola, seppur posta fra tanta altra gente. Senza dialogo); 
-Esclusione sociale (Sempre un maggior numero di persone si trova nelle condizioni di esclusione sociale categorica. Queste marginalità sono molto evidenti nelle città medio grandi); 
-Ondata migratoria (Le città d'Europa sono sempre più interessate da gruppi di persone che scappano dai loro paesi alla ricerca di migliori condizioni di vita. Affrontando anche gravissime situazioni di pericolo. Condizioni che non sempre trovano).
   Con quale futuro? 
   In quante persone esiste il concetto di appartenenza ad un certo luogo (Considerato come proprio e in quanto tale da amare e da proteggere) e al proprio tempo?

I VERI LUSSI DELLA VITA?

   La società attuale vede noi umani in continua corsa verso cose che, alla fin fine, non sono molto importanti. Alle cose veramente importanti non sempre dedichiamo l'adeguata attenzione.
Ma, allora, quali sono le cose veramente importanti; quelle che possono essere considerate dei veri lussi della vita? 

Eccoli:
1)- Fare il lavoro che ti piace.
2)- Vivere serenamente in pace in famiglia.
3)- Dormire con la coscienza pulita.
4)- Avere denaro anche a fine mese.
5)- Prendere il tè in veranda senza fretta.
6)- Ridere con le persone che ti amano.
7)- Viaggiare per conoscere nuovi posti.
8)- Leggere un bel libro in pace.
9)- Avere vicini di casa tranquilli; o non averne.

IL PARADOSSO DELLA VITA QUOTIDIANA

 All'attento Cittadino, nel vissuto quotidiano, può capitare, e spesso capita, di dover affrontare situazioni incomprensibili, o difficilmente comprensibili; lontane dal buon senso. Situazioni paradossali.
Ricordando che il termine "paradosso" deriva dal greco (Paradokson) che vuol dire "contro l'opinione comune". 
In altre parole si tratta di unaffermazione, o di una situazione, che, seppur apparendo valida, porta in se una contraddizione, o un risultato, totalmente, controintuitivo.

Il caso del paradosso della vita quotidiana, molto più comune di quanto non si pensi, mostra come un situazione paradossale è spesso un controsenso o un'assurdità, con cui le regole si scontrano creando un circolo vizioso. 
L'esempio classico è quello del giovane che cerca lavoro. Ma, per trovare lavoro egli ha bisogno di dimostrare di aver acquisito adeguata esperienza. Ma, per avere quella esperienza ha bisogno di quel lavoro!
E' il meccanismo, perverso, applicato, anche nell'ambito delle professioni tecniche (Ingegnere, Architetto), dalle Pubbliche Amministrazioni. Meccanismo che sostiene la mediocrità e mette da parte le capacità professionali. Contrariamente al principio che la norma vorrebbe sostenere. E, nonostante l'evidenza, tale meccanismo incongruente continua ad essere applicato, a scapito della qualità e del buon senso.

14 giugno 2026

CHI SIAMO NOI?

 Ognuno di noi, nei momenti di riflessione, siamo portati a domandarci cosa pensano gli altri di noi stessi. E, inoltre, come noi interagiamo con gli altri e, quindi, come gli altri interferiscono con noi.
Senza alcun dubbio, quasi sempre, ciascuno di noi è il riflesso dello sguardo degli altri.
Se gli altri hanno uno sguardo truce, raramente il nostro sarà rassicurante. Di contro, ad uno sguardo sorridente è raro non rispondere con uno sguardo piacevole e altrettanto sorridente.
Ecco perché da sempre suggerisco, a me stesso e a tutti i miei amici, di stampare sul volto un bel sorriso e salutare tutti gli essere umani (Con rare eccezioni), anche coloro che sono dei perfetti sconosciuti.

Posso accertare che:
- A Parigi la gente ti saluta per strada;
- In Scozia tutti, o quasi tutti, ti salutano, da perfetti sconosciuti, quando ti incontrano per strada;
- Ad Avignone, o ad Aix En Provence, tutti ti salutano con un sorriso per strada;
- A Boston (Massachusetts) ti salutano per strada;
- Nella Locride, tempo fa, tutti salutavano tutti per strada.
Questa filosofia di vita quotidiana, presente solo nei paesi ad alta civilizzazione, a mio parere, aiuta a vivere meglio.