Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

12 maggio 2022

INDIPENDENZA VERA O COLONIALISMO MODERNO

 Il colonialismo, massima espressione del razzismo umano, ufficialmente, da tempo, risulta debellato su quasi tutta la Terra. Tutti gli stati, anche quelli Africani, da tempo hanno raggiunto l'indipendenza politica, eliminando, in modo più o meno violento, il giogo che li teneva schiavi. Non liberi.
Ma, a guardar bene, nei fatti di tanti paesi africani (E non solo) si nota la presenza di un collegamento stretto, molto stretto, oserei dire asfissiante, che lega, dal punto di vista economico, etico, strutturale, organizzativo, tanti paesi (Liberi dal colonialismo storico) a una grande potenza. Grande potenza che con la scusa della necessità di realizzare le strutture necessarie (Ponti, Gallerie, Ferrovie, Industrie estrattive,...) per la crescita del paese esercitano un condizionamento, un ricatto, che si spinge oltre il limite consentito del concetto di Libertà. Tanti paesi africani (Senegal, Angola, Camerun, Nigeria, Sud Africa, Mali, Etiopia, Repubblica Centroafricana), alcuni potenzialmente ricchi per le materie prime possedute, possono essere considerati paesi liberi?
Argomento valido per tanti altri paesi condizionati da altre grandi potenze.

MODUS OPERANDI PERFETTO

 Secondo Terprando il modus vivendi sognato, perfetto, pur mai compiutamente raggiunto, va rappresentato da tre parole:
Forza, Giustizia, Muse.
La Forza era alla base di tutto. E, in sua assenza non poteva esserci alcuna Bellezza. 
E, senza la stabilità della Forza non ci poteva essere la Giustizia. Giustizia che implicava Equilibrio delle parti, proporzioni armoniose da non turbare.
La Forza e la Giustizia erano strumenti nelle mani delle Muse.
Le tre cose che consentivano di tenere lontane violenza, miseria, offesa. Con conseguente armonia, crescita di un popolo.
Tutto ciò era riferito al tempo del classicismo Greco.
Facendo un riferimento all'attualità, cosa si potrebbe dire?

11 maggio 2022

LEONI

a) - Chiuda la porta, tenente!
Io non credo che si possa cambiare il mondo torturando i prigionieri.
b) - Quello che crede lei non conta. 
Il soldato tedesco è invincibile perché obbedisce agli ordini. A tutti, per sgradevoli che possono essere.
Da "I giovani leoni".
Ridurre il soldato in un automa?
Banalità del male e delle guerre. 


9 maggio 2022

COCO'

 Cocò

Personaggi: - Sara (ragazza che studia e lavora); - Elisa (Gattina viziata); - Cocò (Uccellino Colibrì); Chicca (padrona di Elisa). Racconto breve di Domus. Foto: Ricostruzione del tetto di casa.

E' un mercoledì della prima decade di Maggio. Il mese per antonomasia della Primavera, del ritorno sulla Terra di Persefone, dei Fiori, del Sole; ma è periodo di confinamento da coronavirus e, quindi, Sara studia e lavora da casa. Gli uccelli sugli alberi intorno casa, sin dalla prima mattina, allietano la piacevole tiepida giornata di sole con i loro canti. 
Distrattamente stava fantasticando sulle cose che avrebbe dovuto completare ed iniziare durante la giornata, con una tazza di caffè Italiano in mano. Elisa, la gattina innamorata di Sara, che di solito le gironzola sempre intorno, stranamente, stamattina era assente. Sarà andata a fare un giretto in giardino con il gattino del vicino, ha pensato Sara, mentre si incamminava dal soggiorno alla sua camera. 

Ad un tratto ha visto arrivare verso di lei, velocemente,  Elisa, con un movimento goffo, buffo, irrituale. Qualcosa di strano, diverso dal solito, era presente in quella gattina birichina. 
Un colpo al cuore la colpì quando si rese conto che Elisa in bocca aveva un uccellino. Le sue piume erano piccole, colorate, lucenti, ma immobili nella bocca di Elisa.  
Dopo un primo momento di smarrimento e di panico urla e rimproveri perentori rimbombarono, come tuoni di una terribile tempesta in tutta la casa. Elisa capì subito che, forse, l'aveva combinata grossa, e, quindi, immediatamente, ha ubbidito all'ordine della sua Amica-Padroncina, mollando l'uccellino che teneva in bocca, senza però schiacciarlo. Appena libero, l'uccellino, un piccolo Colibrì chiamato immediatamente Cocò (Sì, come Chanel), si è librato dal soggiorno ad una delle camere. 
Inseguito nel suo volare, con intendimenti forse di diversa natura, da Sara e da Elisa. Ma, mentre la prima cercava di farlo pervenire alla Libertà, la seconda, molto più prosaicamente, pensava di ospitarlo nel proprio stomaco. Escluse le piume, perché, come è noto anche ad Elisa, esse, come dicevano i Maya, sono magiche. Elisa, con i suoi baffi e la sua faccia astuta aspettava il momento giusto per giocarci un po', prima di iniziare il prelibato banchetto. Intanto Sara, invano, aveva cercato di fare allontanare, dalla stanza, la gattina prima e l'uccellino poi. Per ovvi contrastanti motivi. Elisa non voleva saperne di uscire di casa e col suo sguardo teneva sotto controllo il bocconcino. Cocò terribilmente spaventato dalla grande bocca dai denti affilatissimi della gattina, pur con la finestra spalancata stava studiando suoni e movimenti di Sara, al fine di comprendere se di lei poteva fidarsi oppure no. Aveva una terribile paura di scendere dalla zona alta e lanciarsi verso la finestra e quindi verso la libertà. Gli inviti a scappare via, verso i vicini alberi, ove, presumibilmente, ad aspettarlo c'era la sua mamma, non hanno sortito alcun effetto. 

Cocò non voleva proprio saperne di scappare.  Io penso che a bloccarlo siano stati la paura di finire in bocca ad Elisa e la paura legata al fatto che non aveva ancora capito quali fossero le reali intenzioni di Sara, nei suoi confronti.  Intanto Cocò, nel suo peregrinare nella stanza, si era stabilizzato presso la parte alta della parete con la finestra; sopra un piccolo supporto sporgente. 
Lo stato ansioso di Sara (E di Elisa e di Cocò, per opposte motivazioni) saliva alle stelle. Non poteva ammettere, accettare, che in sua presenza si commettesse un crimine di quel genere. Non poteva, assolutamente, accettare che un uccellino, così piccolo, bello, indifeso, finisse nella pancia (Pur non, certamente, affamata) della gattina, che tutte le sere le stava addosso per farle le fusa. Gattina che non voleva proprio saperne di andarsene via da quella stanza. 
Dopo un lungo e penoso peregrinare per la casa, finalmente, Sara, con degli ammiccamenti è riuscita ad allontanare Elisa da quella stanza e, quindi, ha cercato, invano, disperatamente, di far capire a Cocò che avrebbe potuto, tranquillamente, svignarsela dalla finestra. 
Eppure una soluzione bisognava pur trovare per consentire al gracile uccellino di riconquistare la libertà.  Ed in quei momenti due diverse e contrastanti sensazioni di paura coinvolgevano Sara e Cocò. La prima aveva paura di non riuscire a far scappare l'uccellino. Il secondo non era sicuro che la sua Salvatrice fosse, veramente, altruista, amante della natura e del mondo animale in particolare. Avrebbe dovuto capirlo dalle urla iniziali, ma il povero piccolo Colibrì era ancora impaurito. Era come un Lazzaro. Sì, un morto risuscitato.

Allora non restava altro che agire, pensò Sara. Bisognava attuare un piano strategico. Ossia catturare Cocò e portarlo subito verso la libertà. Come fare? Con l'ausilio di un manico di scopa ed un sacchetto di tessuto è riuscita ad intrappolare Cocò; a portarlo sul terrazzo; ad aprire il sacchetto per farlo volare via, verso il vicino albero, prima dell'arrivo di Elisa. 
All'apertura del sacchetto Sara ha subito un altro colpo al cuore. Era come morto. Era solo pietrificato con le zampette agganciate al sacchetto. Cocò è rimasto immobile, rigido, inerte, come morto, per degli interminabili minuti. Sara si è messa ad accarezzarlo, pensandolo morto, quando, improvvisamente, mettendo in moto le sue  alette, con dei battiti molto al di sopra di quelli usualmente operanti durante la fase dell'innamoramento, non dopo aver guardato il volto di Sara ed aver emesso un flebile cinguettio, ha spiccato il volo scomparendo tra le foglie del vicino albero. Acquistando la Libertà. 
In assenza di Sara, o di una persona sensibile come lei, ieri in Varrano, di Cocò sarebbero rimaste solo alcune delle sue penne. Neanche tutte, forse.
   Per onor di verità devo riferire che, secondo Chicca, Elisa non aveva cattive intenzioni verso Cocò. Lo stava portando a Sara, in omaggio, in regalo, per la sua Bellezza, per la sua Eleganza. La gattina non avrebbe mai avuto, in nessun momento, alcuna minima intenzione carnivora nei confronti di dell'esserino magico. E' pur vero che la gattina abituata a mangiare cosette raffinate e sopraffine avrebbe avuto qualche difficoltà inaccettabile con le piume di questo uccellino.
E' questa una storia della lotta per la sopravvivenza degli esseri viventi. Siano essi animali, umani o vegetali. 

Colibrì. E' un uccello bellissimo, per colori, leggerezza, eleganza nel modo di volare. E' anche il più piccolo uccello del mondo. Il suo volo è unico al mondo per il movimento delle ali che può raggiungere  i 70 - 80 battiti al secondo, in condizioni normali, e valori di alcune centinaia, nella fase di innamoramento. Esso è capace di immagazzinare energia col meccanismo che gli consente di entrare in uno stato di torpore durante la notte. Infatti, durante la notte la sua temperatura scende intorno a  8 - 10 °C, mentre durante il giorno è pari a circa 40°C.  
Al Colibrì è legata la Legenda Maya che lo vuole sacro, per la capacità delle sue piume, considerate magiche, capaci di far guarire le persone.

A questo stupendo uccellino è legata la Parabola del Colibrì che suggerisce all'uomo di cercare e trovare, nella vita, sempre, la forza per collaborare con gli altri, consci del fatto che tante gocce d'acqua messe insieme possono formare anche un oceano. E' un invito a fidarsi degli altri, ad aiutare il prossimo, senza disprezzare mai l'aiuto che ci viene offerto, da chiunque.
Un grande incendio stava bruciando una grandissima foresta divenuta arida, secca, invivibile. Tutti gli animali si misero a scappare per evitare l'incendio. Il Colibrì si mosse subito nella direzione opposta. Si portò presso un lago e prese delle gocce d'acqua per spegnere l'incendio. Gli altri animali stupiti gli dissero di lasciar perdere e salvarsi, stante l'inutilità del suo andare avanti e indietro con le sue gocce d'acqua.
Il Colibrì si fermò, un breve momento, e disse loro: "Questa foresta è casa mia. E' la mia vita. Non voglio che scompaia. Starei proprio male al solo pensiero che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non averla fatta. E' possibile che non ce la faccia a spegnere l'incendio, come voi dite, ma, io, sto facendo la mia parte".  
E continuò a volare verso il lago. 





4 aprile 2022

DURC. IPOTESI ULTERIORI?

Il DURC, ossia il Documento Unico di Regolarità Contributiva, introdotto, oramai da molti anni, nel settore dei lavori pubblici e successivamente esteso in altri settori lavorativi (Libere professioni; Commercio; ...) è un argomento di conversazione che ha interessato molti addetti ai lavori. Anche io ho scritto sull'argomento, spesso in modo critico (Per chi volesse approfondire faccio rimando al mio sito professionale: domusing.wixsite.com). Fra tutti ricordo la mia nota, titolata il "Paradosso del DURC" richiamata in dibattiti radio e social, oltre ché in tante aule di giustizia amministrativa. 
Il tema DURC è tornato in auge come conseguenza della gravissima crisi economica che ha interessato, e interessa, il mondo intero, a causa della pandemia del Covid-19, prima, e della guerra in Ukraina, poi. Tali crisi, legate ad altre argomentazioni non d'interesse in questa sede, hanno comportato un fortissimo incremento dei prezzi dei materiali e, quindi, ulteriori condizioni di frizione negli appalti pubblici e privati. Molti cantieri, per conseguenza di ciò, sono stati costretti a chiudere. Ma questo è un altro argomento, sul quale mi riservo di tornare con un altro post.
Il DURC esistente, di natura contributiva, come ben noto agli addetti ai lavori, rappresenta una certificazione sulla regolarità contributiva di una azienda, nei riguardi dei pagamenti dovuti per previdenza e assistenza (INPS, INAIL, CASSA EDILE). In sintesi, se il soggetto interessato è a posto col pagamento delle tasse suddette può tranquillamente partecipare e vincere una gara d'appalto, ma se, per ipotesi, ha tutte le carte in regola per partecipare a una gara, ma risulta scoperto col pagamento delle suddette "tasse" allora è escluso dalla stessa partecipazione. Poco importa se il suddetto mancato pagamento contributivo è dovuto, eventualmente, al mancato pagamento (I ritardi nel settore in molti casi sono inaccettabili, abbondantemente oltre il limite del codice penale) dei lavori fatti alla Pubblica Amministrazione (PA).
Le recenti iniziative del Potere Esecutivo (E Legislativo) tendono ad introdurre il DURC di Congruità (DURC- bis). Un ulteriore percorso burocratico che avrà il merito di apportare ulteriori freni nel settore.
Con tale nuovo documento si andrà ad approfondire la conoscenza sul concetto di congruità della percentuale di incidenza della mano d'opera impiegata nel singolo cantiere.
Per le varie categorie di lavorazione sono state fissate, dal Ministero, delle percentuali di incidenza congrue per la mano d'opera utilizzata. Di seguito riporto detti valori per le attività più importanti.
-OG1 - Lavori generali. Civili e industriali :  14,28%
-OG1 senza impianti - Lavori generali. Civili e industriali :  5,36%
-OG1 ristrutturazioni ed. civili - Lav. gen. Civili:  22,00%
-OG1 ristrutturazioni ed. industriali - Lav. gen. Industriali:  6,69%
-OG2 - Restauro e manutenzione dei beni tutelati:  30,00%
-OG4 - Opere d'arte nel sottosuolo:  10,82%
-OG5 - Dighe:  16,07%
-OG6 - Acquedotti e fognature:  14,63%
-OG8 - Opere fluviali:  13,31%
   Le osservazioni che sorgono spontanee sono le seguenti:
a)- Era necessario introdurre un nuovo DURC per sapere se l'impresa che ha eseguito i lavori d'interesse ha utilizzato adeguate maestranze?
La risposta è no! Per il dettaglio giustificativo della suddetta opinione faccio rimando ad altra nota.
b)- Le suddette congrue percentuali di incidenza della mano d'opera sono accettabili al di sopra di ogni ragionevole dubbio?
La risposta è no! Senza alcun dubbio, com'è ovvio dedurre, la percentuale di incidenza della mano d'opera, per una certa lavorazione, è influenzata da tanti fattori. Tra essi l'attrezzatura disponibile dell'impresa per l'esecuzione della suddetta lavorazione. La disponibilità di una moderna attrezzatura può ridurre, anche sensibilmente, la necessità di mano d'opera per alcune lavorazioni.
Le percentuali d'incidenza, quindi, non possono che essere indicative, ma non certamente esaustive e giustificative di un provvedimento del genere. Con tale metodo deduttivo si può arrivare al paradosso di affermare, con tanto di timbro di Stato, che una ditta onesta sia disonesta e, di contro, che una ditta disonesta sia onesta.
c)- Esiste la possibilità di operare nel settore dei lavori pubblici senza la spada di Damocle suddetta (Che potrebbe portare grave nocumento alle imprese)?
La risposta è sì! Semplicemente bisognerebbe e basterebbe, per esempio, che in fase di denuncia di apertura cantiere la Stazione Appaltante (SA) dichiarasse, ragionevolmente, agli enti previdenziali e assistenziali preposti, tale valore indicativo. Valore da ratificare all'impresa, che, sapendolo, si comporterebbe di conseguenza anche al fine di evitare inutili perdite di tempo.
Riferimenti normativi: DL n.76/2020, art.8, c. 10bis; DM Lav n.143 del 25/06/2021 e s.m.i..
In sintesi, il DURC di Congruità è cosa non solo inutile, ma anche dannosa, sia per le imprese, sia per lo stesso Stato.
Così è, a mio parere. 


28 marzo 2022

PUNTI DI VISTA

La storia racconta i fatti, spesso dalla prospettiva dei vincitori
Io racconto le lacrime, le emozioni, quasi sempre dalla prospettiva dei vinti.

23 febbraio 2022

GRECIA - MAGNA GRECIA

Sulla Cultura Greca, supporto solido del Mondo Occidentale, altre volte ho scritto. Ora mi piace rammentare quello che hanno detto illustri pensatori e facenti parte della Cultura di tutti i popoli liberi.
Pensatori.
Socrate: Il più grande seduttore dell'intelletto.
Proteo: Ha insegnato a penetrare nel pensiero di ogni uomo.
Ennio: Grande poeta rustico.
Orazio: Mente con lucentezza metallica, brillante, luccicante.
Ovidio: Insuperabile nella esaltazione della mollezza carnale.
Catullo: Massimo poeta d'amore. Imitato da molti (Senza il coraggio di riconoscerlo). 
Massime.
-Tutto quello che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco.
-Tutto quello che ciascuno di noi può tentare per nuocere ai suoi simili, o per giovar loro, almeno una volta, è stato fatto da un greco.
-Cinismo, Idealismo, Scetticismo, Rifiuti, Consensi, Vizi, Virtù,  tutto ha un modello greco.
  Secondo me e ... Adriano. 

22 febbraio 2022

LIBRI

Sono Cittadino del mondo e la "mia patria sono i libri".
"Il mondo è entusiasmo anche grazie ai libri, ma, essi, non contengono tutta la realtà".
Parafrasando Publio Elio Adriano.