Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

27 febbraio 2023

COME TANTALO

Empi, come Tantalo, anche voi, possiate subire la condanna eterna di restare immersi in uno stagno, con l'acqua, fetida, che arriva fino al vostro mento.
Acqua che si ritira, immediatamente, quando esso si china per berla.
Con un gigantesco masso che, in ogni istante, rischia di crollare, schiacciandolo.

GENTE ONESTA

"Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. 
Abbiamo solo bisogno di più gente onesta.
"

Benedetto Croce, filosofo, storico, scrittore e politico.

Sì, ora come e più di allora.

IL SOLE NEGLI OCCHI. FRANCIA

"Calma brigante!" lo trattenne il sorvegliante... 
"Li senti quelli? Prova a non metterti nella loro stessa condizione", gli disse ancora il carceriere indicando col capo il chiasso che proveniva dal cortile...
"Questo invece esce. 
È quel ragazzo italiano dal volto pulito", disse un altro. 

Peppe, recluso da due mesi, continuava a scalpitare come un puledro infastidito, e ...
 Quando, poi, con una pacca sulla spalla, Peppe stava per essere “buttato fuori”, piovigginava,...
 "La prossima volta, se dovessi di nuovo capitare da queste parti, portati l’ombrello" , lo coglionò il carceriere. 
Peppe lo guardò con bonaria insolenza e disse: "Perché tu credi che ci sarà una prossima volta?" ...

Poi il carceriere lo guardò con più attenzione e con voce quasi paterna gli ripeté: "Sei ancora tanto giovane per macchiarti di reati di lunga reclusione. Lasciale ad altri le bravate. Sei italiano, vero?"
"Ma io… Io non avevo fatto nulla di male." ...
"Io non sono un vagabondo. No! Non sono un vagabondo, anche se mi piace cantare e recitare. E anche lavorare. Perché no?"
"Non sei, dunque, un Clochard? Bene! Anzi benissimo. Ma, almeno qui da noi, neppure i Clochard vomitano e pisciano sopra le panchine", gli disse il carceriere mentre gli rivolgeva un sorriso di circostanza.
"Sei di Napoli, vero? Si! Devi per forza essere di Napoli. Canti, reciti e pisci per strada?!"
"No. Sono un po’calabrese e un po’ anche di Torino." ...
"Pensi! Di un paese che si chiama Benestare, e a dispetto del bel nome non si sta bene per nulla, altrimenti ora non mi sarei trovato qua. Da casa mia, io il mare lo posso quasi toccare con un dito. Non come qui, da voi, a Dunkerque, che il mare ora c’è e ora non c’è."
"Sarà dura per te ambientarti a questa latitudine. Però…"
"Avevo troppe angosce in cuore e pensieri in testa quel giorno. Non avevo bevuto per malcostume."  
"La prossima volta, quando esci, le angosce e i pensieri lasciali a casa."
"A volte si esce di casa proprio apposta."

 Erano le tre del pomeriggio e dal tetto a cupola in vetro spessissimo della galera a mala pena s’intravedeva il cielo attraverso quella lastra volutamente opaca e incenerita dai getti di fumo carbonizzato delle ciminiere dei cantieri.
 Quando il portone, cigolando, si richiuse dietro le sue spalle, a Peppe era venuta voglia di mettersi a correre verso Claudine già certamente sgravatasi da qualche giorno e, invece, appoggiò le spalle contro il forte bugnato della base del palazzo e si fermò pensieroso sotto le rare gocce d’acqua che difficilmente avrebbero riempito il contenitore di metallo messo lì apposta per i bisogni della lavanderia della galera. E rimase inchiodato lì con la testa fra le nuvole.
 “Pensare aiuta a vivere”, disse tra sé e sé. Ma anche se sotto un cielo imbronciato, la libertà dopo due lunghissimi mesi di carcere gli stava facendo girare la testa.
 L’avevano “preso” su una panchina che puzzava di alcool e piscio con le spalle rivolte al mare, la testa reclinata all’indietro e gli occhi chiusi come se fosse già morto, o stesse per morire. E invece dormiva.

  Una spyder si fermò accanto al marciapiede davanti al casermone proprio nel momento in cui incominciavano a cadere le prime vere gocce anche dalla parte orientale della città. La donna alla guida, levato il braccio dal volante, lo ribaltò all’indietro e si tirò la cappotta sopra la testa, e mentre si sistemava il foulard che le fasciava il viso, si attardò a guardare il giovane infagottato in una tuta chiazzata di vernice, con le spalle appoggiate al muro, una mezza sigaretta spenta incollata sul lato sinistro della bocca e un giornale vecchio di sessanta giorni sotto il braccio. Sembrava interessata soltanto al dipinto “indossato” dal Clochard. «Un buon quadro astratto», ha pensato osservando la salopette.
 Il rancore vero del cielo non tardò a farsi sentire, prima con un’improvvisa saetta che squarciò l’etere e tutto intorno si fece argento fuso, poi con un tuono che scosse anche il casamento, e quindi la pioggia che aumentò d’intensità. 
 La donna, al sicuro, appoggiò il mento sul volante e parve presa da mille pensieri mentre indifferente osservava l’acqua cadere dentro il bidone di latta.
 Piuttosto studiata, anche in quell’occasione Peppe porse una guardata qualunquistica verso la spyder. Era un suo abituale atteggiamento. Uno studiato menefreghismo che aveva il potere di stimolare la curiosità delle donne che, spesso, da quel gioco ne uscivano sconfitte.
 “Tutti uguali i clochard!”, pensò la donna e non finse come lui, ma…: "Ehi…!", chiamò. "Ehi…tu!", e quasi si sgolò nel tentativo di farsi sentire dal finto sordo.
 Il ragazzo, però, perse la sicurezza e accennò a uno stentato sorriso. Aveva dentro ancora la galera patita, e una lacrima gli calò lungo le gote. Poi le lacrime gli corsero copiose. Era fatto così Peppe. A volte “gradiva” apparire quello che effettivamente non era; a volte voleva dare l’idea dell’uomo forte mentre dentro moriva. Sbadatamente si asciugò l’umore col dorso della mano e s’avviò, sconfitto nel “suo” orgoglio, verso la Peugeot metallizzata, ferma lì da qualche minuto. 
 Dall’interno, la donna gli sbloccò lo sportello, e lui le fece il “favore” di sedersi al suo fianco. Poi lei si tirò la gonna al di sopra dei ginocchi per aver maggiore libertà nei movimenti delle gambe. Inserì la marcia e la macchina si mosse con lentezza. Peppe “accondiscese”, ora finalmente, di darle un’interessata guardatina. La valutò sui cinquanta anni, ma aveva ugualmente il viso stirato, le pupille bene equidistanti, le labbra tumide, e quando apriva la bocca lasciava intravedere due filari di denti bianchi, allineati e composti. Aveva di certo molto di più di una buona metà dei suoi anni. Indossava un elegante abito scozzese grigio chiaro e sotto la camicetta aveva una sciarpa di seta che – pensò lui – le accarezzava i seni che odoravano di Chanel. 
Lui invece “profumava” di vernice al nitro e di chiuso di galera.

"Che ci facevi sotto la pioggia?" gli chiese la donna quasi con tenerezza, "ti abbeveravi come… Come uno stupido", semplificò.
 Sentendosi colto in fallo: "Devo andare a casa, in rue Leon Beyart. Dall’altra parte della città", rispose Peppe semplicemente.

Stralcio rimodulato da F. Guidace da "Il sole negli occhi", romanzo di Giuseppe ROMEO, attore di teatro. 

24 febbraio 2023

NARCISO

"Qui il ragazzo, sfinito dalla caccia appassionata e dalla calura,
si sdraiò, affascinato dal luogo e dalla fonte,
e, mentre cerca di calmare la sete, un'altra sete
crebbe in lui mentre beve: rapito dalla dolcissima immagine
vista, ama una speranza incorporea e scambia per corpo
l'acqua: stupisce di se stesso e rimane immobile e impassibile
come una statua scolpita nel marmo di Paro ..."

Ovidio, Metamorfosi, Narciso

CAPELLO FATALE

Era una credenza diffusa che nessuno potesse morire se non dopo che Proserpina gli avesse strappato un capello.
  La dea Proserpina, però, con la sua vita movimentata, non sempre ha strappato il capello giusto. 
  Dopo, col tempo, al posto di Proserpina l'uomo ha messo il destino.  

PACE

Pace. Peace. Paix. Eirìni. Pax. Mir.
24 Febbraio 2022 - 24 Febbraio 2023. Un anno di guerra in Europa.
Da un anno la guerra lancia le sue urla e le sue lacrime sull'Ukraina. Questa guerra, come tutte le guerre, non era accettabile prima dell'inizio, così come non è accettabile oggi, un anno dopo dall'inizio.

Nessuna argomentazione storica (Legami stretti pregressi esistevano tra Russia e Ukraina), economica (L'Ukraina è da sempre il granaio d'Europa e, da poco, si è scoperto che le viscere delle zone di guerra sono depositarie di "terre rare" e altri materiali importanti e costosi), politica (Accesso favorevole sul mare),  potrà mai giustificare una guerra cruenta, come questa. Come tutte le guerre.
E' tempo di portare la PACE su questa terra martoriata. La popolazione e gli intellettuali della Russia devono trovare la forza di far sentire la loro voce per la ricerca della Pace.
 
La recente (Ieri) Risoluzione ONU, detta "Pace giusta", detta, esplicitamente, senza dubbi interpretativi, l'invito alla Russia di fermare la guerra e tornarsene a casa (Go home). In modo quasi plebiscitario.
- Votanti: 180. 
- A favore della risoluzione: 141. 
- Contrari alla risoluzione: 7. Ossia: Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Eritrea, Nicaragua, Mali. 
- Astenuti: 32 (Tra essi Cina e India). 
I suddetti numeri, anche al di sopra di qualsiasi analisi raffinata, hanno un significato esplicito facilmente comprensibile a tutti. Pace.

23 febbraio 2023

CULTURA E SOCIAL

"Si dà diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel."
Umberto Eco.

E' appena il caso di aggiungere che tale operato è riscontrabile anche sulla TV di Stato (Pagata dai cittadini) che oltre ad imbecilli da spazio e risalto a ladri, politici corrotti, mafiosi, condannati per corruzione, delinquenti conclamati, ecc.
L'Italia è un paese irrecuperabile.

LE STAGIONI

L'Estate porta le messi.
L'Autunno porta i frutti.
L'Inverno porta il fuoco per scaldare il corpo.
La Primavera porta fiori.

Ogni cosa al suo tempo.

BELLUM CIVILE

Bellum Civile. Guerra Civile.
La mafia porta in nuce un'ipotesi di scontro, di conflitto, con lo Stato Democratico, legittimamente costituito. E' una specie di Guerra Civile che, spesso, trova vie di fuga in "approcci mascherati" di dialogo e di soluzioni di compromesso tra Stato e antistato. Meglio, tra taluni rappresentanti delle Istituzioni e la mafia. 
Approcci che ci sono sempre stati (Anche prima di quello storico della seconda guerra mondiale), anche se taluni rappresentanti (Del presente e del passato) nascondono, o cercano, maldestramente, di nascondere.

Nessuno nega alcune circostanze che hanno interessato la Campania e altre regioni non ultima la Calabria e la Locride, in particolare.
Per esempio tutti sanno, ma nessuno parla, chiaramente, dei seguenti casi eclatanti:
1)- Dialogo tra maresciallo CC e mafia.
E' il caso di un notissimo comandante di stazione dei CC di un paese ad alta densità mafiosa che durante la sua attività lavorativa ha, sempre, dialogato con i capi mafia locali. E non da ultimo con l'allora capo mafia provinciale (Il boss dei boss. Sì, quello tanto decantato anche da politici, scrittori, e altri soggetti), di Siderno, al quale avrebbe chiesto l'assenza di atti violenti e cruenti presso un famoso santuario di montagna.
2)- Dialogo fra un Procuratore della Repubblica e il capo mafia.
Durante uno sciopero violento al carcere di Locri ci sarebbe stato un incontro tra il boss dei boss, di Siderno, esso stesso detenuto, e l'allora Procuratore della Repubblica. Non è dato sapere i dettagli di quell'accordo, ma una cosa è certa: Lo sciopero e la violenza nel carcere di Locri sono, immediatamente, cessati. Senza alcun ragionevole dubbio qualcosa sarà stata promessa e data in cambio per lo spegnimento della violenza dei detenuti.
3)- Sequestro di persona con riscatto pagato dallo Stato.
In termini ufficiali il Paese ha introdotto la legge con la quale è vietato il pagamento del riscatto nei casi di sequestro di persona. La norma, secondo il legislatore sarebbe servita ad eliminare la piaga di quel tipo di reato molto diffuso in quel periodo. Tale disposto, molto chiacchierato da posizioni diverse, non è servito allo scopo prefissato, tant'è che i sequestri di persona sono finiti quando i mafiosi hanno constatato che non erano più convenienti economicamente, E che era più conveniente interessarsi in altri settori (Droga, ...) molto più redditizi.
In virtù di tale dispositivo alcuni sequestrati (Detti di serie B) non sono mai tornati a casa dai loro cari. Ma, lo Stato, in altri casi, avrebbe, addirittura, consegnato (Mettendoceli di tasca propria) i soldi del riscatto, nella Vallata del torrente Careri, per la liberazione del figlioletto di una Madre coraggiosa, del Nord Italia.
E, come diceva un noto politico, di qualche tempo fa, in Italia le leggi per i nemici e gli sconosciuti si applicano, per gli amici si interpretano.

Queste "iniziative" mostrano come è stata sotterrata, nascosta, coperta, la "battaglia civile" fra Stato e antistato.
La storia reale della Locride (E non solo) dovrebbe essere, senza alcun dubbio, fatta di lotta senza quartiere contro la mafia, per la tutela della Libertà, della Giustizia, della Democrazia.
Ma tutti sanno che così non è.

La Locride, nel tempo, è passata da un passato mitico, storico, di crescita sociale e culturale a un presente degradato fatto di mancanza di Libertà e di Giustizia.
E' una condizione ingloriosa di cui in pochi hanno il coraggio, la forza, la possibilità, di parlare e contestare. Il presente è fatto di grettitudine, di nefandezze. Il presente è fatto di vacuità, di assenza di alcuna guerra civile (Dello Stato contro la mafia, che spesso si annida nei suoi gangli). Nella società attuale vige una terribile inversione dei valori civili, etici, morali.
La condizione della società attuale vede il rovesciamento dei valori del passato, con un presente ridotto ad una serie di meschinità, di ipocrisie, di realtà falsate. Di confusione tra il rosso e il nero, tra il bene e il male. Di chi è la colpa?

Il conflitto tra Stato e mafia, di fatto, non c'è, forse non c'è mai stato. Forse perché lo Stato ha sempre cercato, e trovato, un dialogo, un approccio, un compromesso che ha portato il Cittadino in una condizione regressiva? 
Condizione che ha portato all'accettazione di uno status senza Libertà e Giustizia. Con la surroga di valori etici condivisi con situazioni di dispotismo, di violenza, di empietà. In totale assenza di Umanità e di Giustizia, al Cittadino, in queste condizioni, non resta altro che affidarsi a Dio. Risultando assenti tutti i riferimenti Istituzionali.
Dell'ordine Democratico non resta che un ordine controfigura di quello che dovrebbe essere. 
E, forse, neppure un "viaggio negli inferi", nel mondo dell'oltretomba, forse, sarebbe capace di portare uno squarcio di luce, per un futuro democratico, di pace, di bene, di libertà e giustizia.

21 febbraio 2023

IL CONTENUTO NON CONTA

Son cresciuto con la convinzione che nella vita è più importante la sostanza che la forma, l'immagine. E, di ciò sono ancora convinto.

Ma, non posso non riconoscere che, nella società attuale ciò che appare è diventato molto più importante del merito sostanziale. 
E, fintanto ché  tale considerazione è applicata nella socialità della vita quotidiana di svago, forse, non c'è nulla di negativo. L'essere umano ha bisogno, anche di divertirsi, di giocare, di scherzare, di ironizzare, di fare satira.

La cosa diventa, a mio parere, inaccettabile quando il principio viene applicato alla politica, alla gestione della cosa pubblica, all'istruzione. 
E', decisamente, terribile dover constatare che anche nel mondo Universitario tale interpretazione perversa trova riscontro. Per far carriera nel mondo universitario, tutti sanno che il contenuto di quello che scrivi non conta nulla. Quello che conta sono le pubblicazioni. Il loro contenuto, come dicono, senza pudore, alcuni professori universitari, non conta.

Il mondo universitario in Italia avrebbe bisogno di alcune revisioni di sistema. Revisioni che non possono essere fatte da coloro che hanno brutalizzato il sistema e che hanno interesse a mantenere lo stato di fatto.

La Ricerca, gli incarichi di docenza, la moltiplicazione delle sedi universitarie, il frazionamento (Privo di significato) dei corsi di laurea (Triennale, Magistrale), i test di ingresso (Da eliminare immediatamente), se non adeguatamente rimodulati o, meglio, cancellati, sono elementi che porteranno al degrado delle nostre Università.
Le Università sono veramente di valore quando portano sul territorio d'interesse progresso, cultura, valori, crescita economica e sociale.

GIORDANO BRUNO

Così io sorgo impavido a solcare con le ali l'immensità dello spazio ... 
Mentre mi sollevo da questo mondo verso altri lucenti e percorro da ogni parte l'etereo spazio, lascio dietro le spalle, lontano, lo stupore 
degli attoniti.  

De immenso, GIORDANO Bruno: 
Nola, 1548 – Roma, Campo dei fiori, 17 febbraio 1600

ANIMA

Piccola anima smarrita e soave,
Compagna e ospite del corpo, 
Ora t'appressi a scendere in luoghi incolori. 
Ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.

Adriano, Congedo alla vita. 

ANARCHIA

 Anarchia è una parola greca che significa senza governo, in assenza di principio, ossia in assenza di comando.

"La nostra Democrazia si autodistruggerà perché ha abusato del Diritto di Libertà e Uguaglianza, perché ha insegnato alla gente a considerare l'insolenza come diritto, l'illegalità come la libertà, l'impudenza di parola come uguaglianza e l'anarchia come beatitudine". Socrate.

Anarchia significa senza gerarchia, senza argine. 
Disordine, caos, era quello che si intendeva significasse.

"L'anarchia è un esercito senza stratega". Aristotele.

Anarchia è una armata che d'incanto si dissolve, si disperde, non sapendo da dove viene e dove va. Soldati capaci di gestirsi da soli, senza comandante.
Per molti essa è l'ordine senza il potere.
"Dottrina sociale e politica che propugna l'abolizione dell'autorità costituita e accentrata, nonché di ogni forma di costrizione esterna".

Assenza di ordine, governo, autorità.
Ideale libertario di un ordine fondato sull'autonomia e la libertà degli individui, contrapposto a ogni forma di autoritarismo.
Col convincimento che i mali che affliggono gli uomini siano dipendenti dalla cattiva organizzazione sociale.
E' una forma utopistica della società. Comunque la si pensi.

SAN FRANCISCO

Gli Stati Uniti d'America (USA) si presentano al mondo con varie sfaccettature. Ognuna diversa dall'altra. Un fascino particolare lo esercita una delle più belle città della West Cost (La costa occidentale che si affaccia sull'0ceano Pacifico). 
Parlo di San Francisco. La città con i 121 kmq più elettrificati del mondo, da dove partono le reti di silicio che collegano il mondo.
-Era la città con la febbre dell'oro. Oggi è la zona con la più alta febbre (Da cavallo) cibernetica.
-E', ad un tempo, tecnologia e sesso. E' sole e denaro (Dollari). E' attivismo e neoliberalismo. E' potere e piacere. E' innovazione e controllo. E' la porta, la ninfa, del mondo.
Anche secondo Preciado (Un appartamento su Urano).

17 febbraio 2023

ITALIA OGGI

L'Italia oggi, agli occhi di molti cittadini, appare come priva del fondamentale senso dello Stato
Priva di etica e di morale. 
In totale assenza di solidi punti ideali di riferimento intellettuale.
La società - così come la politica - appare, come irrimediabilmente,  malata. Di malattia incurabile. 
L'assenza del Cittadino alle ricorrenze democratiche sono una chiara conferma di quanto ora affermato. Col risultano terribile del disfacimento della Repubblica, di natura Parlamentare. 
Col risultato di vittorie elettorali supportate da una ridottissima partecipazione. 
Col risultato che le vittorie elettorali, quasi sempre, arrivano non per specifici meriti propri, ma per clamorosi demeriti altrui.
Se una persona malata in modo grave si reca in ospedale e lì resta parcheggiata, su una barella mobile, per qualche settimana prima di essere ricoverata (Ricovero che difficilmente arriva senza un intervento sollecitato da qualche amico o conoscente del malato), allora vuol dire che la società è proprio malata. Anzi, forse, è già morta. Dentro. 
E per cercare la giusta cura non possono e non debbono essere chiamati coloro che l'hanno ridotta in queste condizioni. Ma è pur vero che in Italia raramente si riescono a fare questi distinguo.

16 febbraio 2023

DISCUTERE, ASSERIRE

 La forma del linguaggio, da sempre, è espressione della Cultura degli interlocutori. Dal semplice linguaggio è possibile dedurre, più o meno facilmente, il livello culturale di ogni soggetto.

Molte persone, nel tempo attuale, forse, anche per  l'influsso (Negativo) del "social" tendono ad usare, in modo sempre più frequente, un linguaggio assertivo. Costoro usano un linguaggio duro, sprezzante, alcune volte collerico. Apodittico. Sono persone convinte che l'interlocutore debba solo ascoltare, assimilare e adeguarsi a quanto ascoltato.
Altre persone, poche in vero, invece, sono propense all'ascolto dell'altro, all'esposizione, senza prevaricazioni, verso le idee altrui. Sono persone disposte a un confronto sereno fra diversi punti di vista. Sforzandosi per cercare di capire le argomentazioni degli altri, confrontandole con le proprie. Senza considerazioni a priori.

15 febbraio 2023

APOLLO E DAFNE

 "Lei fugge più leggera del vento e non si ferma al richiamo di lui che dice: 
"Ti prego, fermati, ..., io non t'inseguo come nemico ...
Mio padre è Giove. Io rivelo il futuro, il passato, il presente, ..."
Avrebbe detto di più, ma la figlia di Peneo
fuggiva spaventata, ...

Anche in quel momento era bella,
il vento le denudava il corpo, ...,
la brezza leggera mandava indietro i capelli
e la fuga aumentava la sua bellezza ...
"Apriti terra, o distruggi, trasformandola ..."
i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami,
i piedi ... a radici immobili ...

Le disse il dio: "Dal momento che non puoi essere mia moglie, sarai almeno il mio albero; ti avrò sempre, alloro, sui capelli, sulla cedra, sulla mia faretra".
Ovidio, Metamorfosi.

IL LAMENTO

Come esuli erranti nel deserto, con fiducia nell'ipotesi del raggiungimento di una aurora di riscatto della Giustizia, in tanti cantano il lamento della loro anima.
Con o senza speranza nella giustizia dell'aldilà. Credendo o nò all'esistenza dell'aldilà.
Nel vuoto più assoluto nella giustizia degli uomini.
E io con loro.

OZIO E AMORE

Nella società odierna tendiamo a guardare all'ozio in termini negativi. Come a qualcosa da cui allontanarsi. Come se esso fosse qualcosa strettamente connesso con la pigrizia, la scarsa volontà di fare qualcosa di giusto e doveroso.
Non è così. 
Come diceva Ovidio " E' l'ozio che spinge all'amore".
"Venere ama l'ozio, e se di amore vuoi la fine sii attivo e sarai salvo.
Se tu elimini l'ozio, vengono meno gli archi di Cupido". 
Senza alcun dubbio la penso come Ovidio. 
Chi lavora troppo e non riesce -non vuole o non può- ritagliarsi del tempo per se stesso, per oziare serenamente, pian piano è destinato ad allontanarsi dall'amore. 

IL TEMPO

Il tempo smussa la punta metallica dell'aratro.
Il tempo fa maturare l'uva.
Il tempo mitiga le ire violente e selvatiche dell'uomo.
Così come:
- il toro si abitua all'aratro e offre il collo al giogo;
- il cavallo si adegua alle briglie,
così l'uomo, col tempo, si adegua a tutte le sofferenze che incontra lungo la sua esistenza. E', anche esso, un animale che se costretto si sottomette, più o meno facilmente, ad ogni ferocia.
 

14 febbraio 2023

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA

Tutte le strade portano a Roma. Anzi, a San Pietro.
In senso letterale e in senso figurato.
La dicitura, che trova origine al tempo dell'Impero Romano, trova riscontro nella sfera della religiosità. Che tu ci creda o non ci creda.
Gli occhi, le mani, il volto, il cuore, in origine sono gioiosi, ma, col tempo, possono diventare mostruosi. Ti possono intenerire, ma ti possono rivoltare. 
E, nella seconda ipotesi, è impossibile fuggire, scappare, scomparire.
Ogni strada, in tal caso, non può che portare costoro ... a Roma.
Ho tessuto un labirinto intorno a tutti coloro che hanno rubato i tuoi sogni. Un labirinto solido, senza vie di fuga. Con una sola strada aperta: Quella di Cerbero che porta allo Stige. Con biglietto di sola andata.  
La vita insegna che, in certi casi, il sistema più sicuro e giusto è quello di mostrare, in fondo a un vorticoso labirinto, la strada che per certi dannati porta, inesorabilmente, a Roma.
Strada che precede pensieri e sogni infranti, che gli fanno assaporare, desiderare, a turno, forca, ghigliottina, ascia, fucile.
Nemesi. Quante richieste sono state fatte dall'uomo al tempio attico di Ramnunte!!!
Miserabili!

I SOGNI DELL'UOMO

I sogni degli uomini non appartengono ad essi, appartengono a Dio.
Mai potrò dimenticare il dolore di mia Madre e, anche, quello di mio Padre.
E, anche, il dolore delle madri e dei padri di mia Madre e di mio Padre, e delle loro madri e dei loro padri.
Mai dimenticherò il Padre di mia Madre che in un intimo dialogo mi ha parlato del suo lamento rivolto, nell'oscurità, a colui a cui appartengono il tempo, i secoli, i sogni.
"Se in qualche modo esisto, e sono esistito, se non sono una delle tue ripetizioni o dei tuoi errori, allora, ti chiedo del tempo per guidare sulla strada per Roma quelli che tu e io sappiamo... Sì, ... quelli. 
Maledetti bastardi."

10 febbraio 2023

ACINO TUMIDO

Sogno ad occhi aperti un maturo  acino d'uva, tumido, gonfio, marroncino, appena appena capace di resistere alla pressione interna che arde dal desiderio di far sì che si passi al piacevole mosto. 

6 febbraio 2023

REALTÀ E IMMAGINAZIONE

Boeing 737-800

Ogni tanto può capitare di vivere delle esperienze incredibili. Cose che mai, e poi mai, avremmo ipotizzato di poter, veramente, toccare con mano.

È il caso in cui la realtà supera l'immaginazione

E il caso che ho vissuto recentemente è di questo genere. 
L'aereo, per un volo di linea, da Nord verso Sud, lascia l'area di parcheggio ed è pronto per il decollo quando lo steward va a chiedere a un passeggero, seriamente malato, se è autorizzato all'uso della macchinetta generante ossigeno. E se è munito della certificazione medica. Il passeggero conferma tutto e mostra la documentazione sanitaria. Dopo circa un'ora di attesa, nei pressi della pista di decollo, il solerte soggetto direttivo chiede al pilota di rientrare all'area di sosta. E chiede al "malato certificato" di lasciare il velivolo. 
Dopo qualche civile protesta il malato è costretto a scendere dall'aereo. E viene abbandonato, in piena notte, nella sezione arrivi, in una zona scarsamente illuminata, di un noto aeroporto Lombardo. 

Dopo aver cercato, invano, di fare denuncia per una serie di reati, fatti dal personale della compagnia (europea non del terzo mondo), il responsabile a terra della low cost, dopo aver rifatto, al malato, il biglietto per il volo con la stessa destinazione, per l'indomani mattina presto (6.15 am) si è chiesto ed ha chiesto: 
"ma perché, quel cretino, l'ha fatto scendere? "

La risposta è insita nella stessa domanda. Il soggetto utente ha fatto, la mattina dopo, all'alba, il volo che gli è stato impedito di fare la sera prima. 

E, per farsi merito, la suddetta compagnia aerea ha diffuso la notizia che il ritardo, di quel volo, era dovuto al fatto che il passeggero si era sentito male e con la necessità di fargli avere la necessaria e inderogabile assistenza medica.