Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

8 maggio 2026

MENDACIO

 Menzogna.
Con la parola menzogna (bugia, falsità, fandonia, impostura) si intende l'alterazione, consapevole e intenzionale, della verità, pronunciata per ingannare qualcuno o per alterare la sua percezione della realtà.
E' un parlare contro il pensiero (locutio contra mentem) tendente ad indurre in errore.
La menzogna non è cosa semplice, come potrebbe apparire, e, nei suoi vari aspetti, può essere definita come: falsità, astuzia, errore, inganno. E, pseudo (In greco = menzogna) che rappresenta, anche, in modo estensivo, una forma diversa di intendere una certa cosa o persona. 
Chi dice il falso mente?
Non mente chi crede in ciò che dice, anche se ciò che dice è falso.
Promessa in mala fede - Aspetto performativo. Una promessa fatta in malafede, con l'intenzione di non mantenerla, è solo una promessa reale, ma non una bugia. In questo caso la menzogna è legata, intimamente, a un aspetto performativo che tradisce la verità.
Verità e menzogna. La verità è sinonimo di stabilità, certezza, irreversibilità. E' sinonimo di qualcosa che sopravvive in modo infinito alle menzogne che, quasi sempre, sono destinate a crollare.

Tipi di menzogne.
-Impostura. E' il caso di chi mente al fine di ottenere un proprio vantaggio. Chi lo fa è un impostore.
-Frode. E' il caso di chi mente per portare vantaggio ad altri. 
-Calunnia. E' il caso di chi mente per nuocere a terzi. Chi lo fa è un calunniatore.
-Finzione. E' il caso di chi mente senza cercare vantaggio o svantaggio per se stesso o per altrui. In questo caso il soggetto non mente, fa solo finzione. E' una menzogna innocente che non nuoce né a chi la dice, né agli altri. Quindi, a rigore, non sarebbe da definire come menzogna. E', semplicemente, una dissimulazione (Atto di nascondere, mascherare, occultare i propri veri pensieri, sentimenti, intenzioni). Una recita, sotto il sole. E' menzogna, anche, la "finzione orgasmica", seppure appartenente a un ambito compiacente.
-Gestualità. E' menzogna anche mostrare la falsa gentilezza di un sorriso affettato o il gesto di una mano tesa. 

Menzogne importanti.
Le bugie e le violenze, se tollerate dalla comunità internazionale, possono portare terribili "violenze performative". Queste violenze, fisiche e/o psichiche, producono atti performativi che servono alla nascita o alla variazione di uno Stato, che poggiano non su verità, ma su menzogne, più o meno importanti.
La nascita di tali atti, quindi, porta alla creazione di uno Stato al quale è accoppiato un diritto. Diritto che poggia su una "verità storica di Stato" che non può essere contestata, anche se, essa, è solo una verità di diritto, non di fatto. Si dice allora che la verità sta intimamente legata allo status performativo.

Il suo luogo privilegiato è quello della politica, che la considera come un necessario e legittimo strumento. Per il bene Comune, e non solo.
In politica la menzogna è considerata come una opzione possibile, consentita, almeno fino a quando non viene scoperta e diffusa.
I rappresentanti Istituzionali, per la funzione che svolgono, non devono / dovrebbero mai mentire. In uno stato democratico per il rappresentante Istituzionale che mente c'è, al minimo, una sola opzione: quella delle dimissioni!

Menzogne verso se stessi.
Molte persone hanno acquisito il bisogno dell'inganno in se stesse, anche inconsciamente. Tale opzione non necessariamente rappresenta una cattiva fede del soggetto, ma è un qualcosa di legato all'inconscio. Forse è la "necessità di mentire" agli altri che spinge le persone a mentire, preliminarmente, a se stesse. E, così facendo si pone in atto un autoconvincimento a sostegno della tesi.
In sintesi, secondo una nota scuola di pensiero, è molto difficile mentire agli altri senza mentire a se stessi. Secondo detta scuola di pensiero "l'inganno senza l'autoinganno è praticamente impossibile".

 La menzogna vista dagli intellettuali.
-Kant. Sosteneva che nella vita la veracità è un atto dovuto. Senza eccezioni. Per lui donare, per esempio, una moneta falsa a una persona, alla quale non si deve nulla, equivale, senza alcun dubbio, ad ingannare quella persona che la riceve, che non viene derubato. Ma, l'inganno implica una menzogna; è un atto che nega la veracità, sempre dovuta verso tutti.
Esiste un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità? No, ha detto lui.
-Rousseau. Per lui può capitare di mentire verso se stessi. Nella vita per essere giusti verso gli altri è necessario esserlo con se stessi. Ossia, prima di ogni altra cosa l'uomo deve rendere conto alla propria Dignità, alla propria Coscienza, alla propria Anima. 
-Montaigne. Mentire è un vizio degli uomini (genere umano) legato, dipendente dal fatto che essi si rapportano usando la parola.
-S. Agostino. Secondo il teologo per eccellenza della Chiesa di Roma, c'è menzogna solo quando c'è il desiderio, l'intenzione, la volontà esplicita di ingannare. E' l'intenzione l'elemento di discrimine della moralità delle persone.
-Harent. La menzogna è sempre stata considerata come necessario e legittimo strumento del politico e dello statista.