Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

7 settembre 2023

VITA

 Nella vita ogni prova è una sfida.
Ogni persecuzione, ogni avversità, ogni isolamento, ogni critica, fortifica l'uomo. Se non lo spezza.
Tutti i poteri, legittimi ed illegittimi, non sono propensi ad accettare critiche al loro modus operandi.

 Nella vita non tutte le guerre si vincono,
ma, alcune, è indispensabile farle!
Nelle guerre di principio etico e morale la cosa più importante
è non essere soli al fronte. Come spesso succede.

La vita è una stoica forma di resistenza contro le avversità e spesso contro la barbarie degli uomini.
La Libertà, la Sicurezza, la Verità, la Giustizia vanno sempre  difese e tutelate, anche con la forza, la durezza, se necessario. 
Ma, i popoli oppressi che se sono privati, che non conoscono questi Diritti Universali, come fanno a tutelarli?

6 settembre 2023

PAROLE COME SASSI

 Narrare è resistere.
Le parole scritte sono come sassi granitici legati, in modo indissolubile, col cemento del ricordo, della memoria.
Per questo narrare e resistere. 
E' dire "No!" alla sopraffazione, alla barbarie, alla schiavitù.
La morte è ancora più tragica quando porta, inesorabilmente, verso l'obblio, verso la cancellazione del vissuto di chi è stato derubato di tutto, anche della vita. 
La narrazione cancella l'oblio, tende verso la liberazione dalla schiavitù mafiosa.

La narrazione dettagliata personale, non anonima, del vissuto di coloro che si sono opposti al dispotismo mafioso, con la loro vita, è compito dei Cittadini onesti che restano. 
E' un ingenuo o un colluso con la mafia chi, ancora, sostiene la necessità di una narrazione generica, indeterminata, vuota, dei fatti di mafia. 
E' il gioco della generalizzazione sostenuto, da sempre, dalla mafia. La narrazione per essere efficace, lo sanno tutte le persone di buon senso, ha bisogno di un soggetto (Univoco, chiaro, determinato, facilmente inquadrabile in un contesto), di fatti dettagliati che hanno interessato il soggetto e il suo stile di vita, di circostanze ideali che hanno portato il soggetto ad opporre, a testa alta, il proprio rifiuto alla mafia, per la difesa della Libertà, sua e di tutti gli altri.

Narrazione che serve per contrastare il messaggio che la mafia vuole e spesso riesce a trasmettere, grazie, anche, a degli ingenui. 
"Un morto è uno scandalo,
 mille morti sono semplicemente una statistica". 
E' questa la terribile frase di Goebbels (Nazista, gerarca di Hitler) fatta propria dalla mafia che descrive il loro modo barbarico di vedere le cose. 
Nazismo e mafia hanno dimostrato di non avere molta considerazione dei Diritti Inalienabili dell'Uomo. 
Il primo, alla fine, ha pagato per tutti i suoi crimini.
Anche la seconda sarà costretta a passare davanti a Caronte, per rendere conto e pagare per tutte le atrocità commesse. 

Guarda oltre. Giustizia per Antonio MUSOLINO è la narrazione N.1 per Totò.

5 settembre 2023

UNA TREGUA ALLA VOSTRA PRESENZA

Nell'ultimo mezzo secolo il cittadino medio, con le novità tecnologiche introdotte, sempre più evolute, ha avuto ed ha la possibilità di venire a conoscenza dei fatti che succedono nella propria Regione, nel proprio Paese e nel Mondo intero. 
I media, prima ogni giorno, ora in tempo reale (Ogni minuto), diffondono notizie e commenti sulla vita, in ogni angolo della terra. 
Naturalmente, con particolare attenzione, secondo la volontà dell'utente, alle notizie ed ai commenti che riguardano l'area, il paese, interessati. In vero, ultimamente, i media hanno studiato degli algoritmi particolari che memorizzano, e diffondono, il tipo di notizia e commento idonei, adatti, pertinenti il singolo utente. 

Questa circostanza legata al sistema di presentazione delle notizie porta in nuce un grande pericolo per la Libertà del singolo soggetto che rischia, molto ragionevolmente, di subire dei condizionamenti vitali.
Condizionamenti che sono sempre più presenti ed efficaci se l'utente subisce continui bombardamenti mediatici da persone che hanno interesse (Politico, Economico, Religioso, Sociale, Dispotico). 
Con una normale base  di Tecnica pubblicitaria dei soggetti interessati, senza particolari sforzi, da buoni pifferai magici, hanno la possibilità di portare sulle loro posizioni eserciti di persone bisognose di avere qualcuno come guida per tutti i problemi della vita. Soggetti che ispirano fiducia con le cose che dicono; soggetti ai quali delegare competenze proprie e improprie delle Democrazie. 
Tale circostanza molto nota nel settore propagandistico commerciale è ancora più nota nell'ambito politico.

E' questo il motivo per cui ogni raggruppamento politico appena arriva al potere esecutivo si preoccupa, come prima e immediata mossa, di prendere le redini, per quanto possibile, dei giornali e ancora di più delle televisioni, pubbliche e private. 
Specialmente le televisioni, visto che quasi tutti i cittadini, forse anche per la vita movimentata, con il poco tempo a disposizione tendono ad informarsi delle cose che succedono nel mondo ricorrendo alla televisione.
Ed ecco che le televisioni sono, sistematicamente, occupate dalle solite facce dei politici, sempre più bisognosi della ricerca di consenso. Consenso legato e derivante dalla fede politica, dal proselitismo (Il pifferaio magico fa ancora testo), non certo per il raziocinio e il ragionamento logico della gente; tutt'altro. 
Con la conseguenza che non passa giorno, e con tanti interventi nello stesso giorno, senza che i cittadini non siano costretti a vedere e sentire i mezzibusti dei politici che, con fare mellifluo, cercano, si sforzano, di informare il prossimo, di tutti i loro lavori svolti per portare soluzioni, valide ed efficaci, a tutti i problemi che affliggono il nostro Paese e, magari, anche il mondo intero.

Queste presenze in TV in particolare, ma anche sui social, in minor conto, sono diventate sempre più assillanti, ripetitive, costanti, 24 ore su 24 ore, giorno su giorno, 365 giorni su 365 giorni, di ogni sacrosanto anno.
Il cittadino davanti a queste presenze alienanti, costanti, potrebbe sentirsi stringere il cuore per tale impegno e convincersi - e si convince - della bontà d'animo, della capacità, della bravura, della capacità istituzionale, dei soggetti interessati.
Ma, non tutti gli umani potrebbero essere convinti della suddetta circostanza diffusa, quasi sempre in malafede, dai media. 
Sono quegli Umani, una piccola percentuale, purtroppo, che sentono il bisogno di ragionare con la propria testa, che sentono il bisogno di analizzare, in modo autonomo, i fatti, con tutti i dettagli, e solo dopo aver sentito le varie diverse campane prendere decisioni, sì, ma con il proprio intelletto. Non con la testa degli altri.

E, per tutti questi umani, se fosse possibile, vorrei chiedere ai vertici delle televisioni pubblica (La RAI, per la quale tutti paghiamo un canone) e private, alle Istituzioni e a tutti i politici nazionali e locali di farci la cortesia di restarsene a casa o in vacanza in qualsiasi parte del mondo, almeno in occasione di alcune ricorrenze. 
Quali? Eccole: 
-Festività Natalizie. Tutto il mese di Dicembre  (Per le festività Natalizie);
-Festività Pasquali. Tutto un mese a cavallo della S. Pasqua (Diciamo mese di Aprile);
-Festività estive. I due mesi estivi (Luglio e Agosto) siano destinati alla terapia di cura disintossicante per le aggressioni mediatiche subite.
A tutti i politici suddetti, in nome proprio e per conto dei suddetti Umani chiedo di concederci una tregua dalla loro presenza televisiva e mediatica. 
Ad essi chiedo che ci facessero la grazia di tacere e non farsi vedere, almeno durante i suddetti periodi specifici, al solo fine di evitare una crescita esponenziale degli studi di psicoanalisi, già di per se in forte crescita. Anche al fine di evitare che l'Intelligenza Artificiale (AI) possa avere il sopravvento sull'Homo Sapiens (Essere umano moderno).
Con la possibilità e l'impegno di offrir loro (Ai politici) uno sconto sugli intervalli di tempo sopra indicati in caso di adesione, all'iniziativa suddetta, entro ... la fine del corrente mese di Settembre 2023.             

4 settembre 2023

LA VERGOGNA

 La vergogna è quel profondo e amaro turbamento interiore che assale la persona quando si rende conto di aver agito o parlato in maniera riprovevole o disonorevole. Si manifesta esternamente col rossore sul viso. E' una emozione secondaria, diversa da quelle primarie (Rabbia, paura, tristezza, gioia, sorpresa, disprezzo, disgusto), che nasce dal timore di perdere la faccia nel rapporto con terzi.

Il potere politico, in Italia, sostanzialmente, è appannaggio non dei soggetti più onesti, competenti, sinceri, capaci, ma di quelle persone che rispettano fedelmente i dettami suggeriti dal Macchiavelli al suo Principe. 
Sono appunto quei soggetti che vengono definiti macchiavellisti. Costoro per raggiungere e mantenere il potere sono disposti a fare qualsiasi tipo di atto corruttivo o violento. Si credono onnipotenti. Al di sopra della legge. 

Costoro sono immediatamente riconoscibili in quanto sono forniti di una caratteristica unica, esclusiva: Essi non hanno vergogna di nulla.
Essi, pur facendo nefandezze di ogni tipo restano senza un filo di rossore anche quando sono beccati con le mani nella marmellata.
Casi con questo modus operandi, in Italia, sono stati registrati, in grande quantità. Abbiamo avuto ministri della Repubblica che mandavano i poliziotti della scorta a comprar loro la cocaina, per uso personale. Nella più totale impassibilità del partito politico del soggetto e dei partiti che sostenevano la coalizione governativa.
Abbiamo avuto ministri che si son visti, a loro insaputa, con signorili abitazioni pagate da imprenditori caritatevoli.
Abbiamo visto ministri che hanno ricevuto, casualmente, lingotti d'oro, per la loro reiterate benevolenze istituzionali nel settore sanitario. Abbiamo avuto politici che non si facevano mancare prestazioni erotico-fisiologiche, di alto bordo, oplà, profilo, al fine di salvaguardare il corpo e lo spirito.
Ebbene, tutti costoro, salvati o condannati dalla magistratura, sono costantemente in auge sui giornali nazionale e locali, sulle reti televisive di Stato e, purtroppo, nelle stesse Istituzioni.
E, sempre, senza vergogna. Anzi, esibendo con orgoglio il passato forcaiolo (Da codice penale). Sono senza un minimo segno di rossore.

Chi si vergogna è persona che, in qualche modo, ha rispetto del potere pubblico e quel rossore sta, spesso, a significare la presa di coscienza della situazione e la volontà di non ripetere gli errori fatti.
Chi si vergogna, in certi casi arriva, anche, al tremore e al balbettio. I professionisti nel campo del potere non arrossiscono, non tremano, non balbettano. Mai successo.

Si può arrossire, anche, quando si è oggetto di chiacchiere calunniose, oppure quando non ci si sente all'altezza dei compiti ricevuti.
E' vergogna anche quella registrata dalle persone per la condizione di estrema povertà. Ma, in questo caso, l'unico soggetto che dovrebbe arrossire è lo Stato, incapace di garantire un minimo di status sociale a tutti i cittadini.

Di contro, una società con persone prive di vergogna sarebbe un diabolico mondo, con una infinita quantità di "macchiavellisti", aventi solo l'obiettivo di portare risultati al loro mulino. A qualsiasi costo. Queste sono le persone drogate dal potere, pubblico o privato. A qualsiasi costo devono mantenere la propria poltrona ed estendere la zona d'influenza territoriale.  

MASSA E POTERE

 

In ogni parte del mondo, in ogni tempo, la massa si è, sempre, schierata dalla parte verso la quale pende la bilancia del potere.
Seguendo, quasi sempre, pedissequamente, il potere religioso.

COSTABILE. LA ROSA NEL BICCHIERE

 "Franco Costabile (1924-1965) utilizza la sua dote formale per devolverla nel riscatto della sua terra (la Calabria), degli umili, degli sconfitti dalla vita, sconfitto egli stesso (muore suicida a 40 anni).  La frammentazione dei versi, tipica della sua poesia, ricorda il primo Ungaretti, ma da lui si discosta per il rifiuto di un discorso monologico preferendo invece un perenne dialogo con un "tu" che assolve l'io dal suo dramma, o almeno tenta di farlo."

CIELI AZZURRI
Pure i cieli azzurri
tramontano,
e dentro il mio cuore,
se ritorno ai sentieri
dove più non sei.
Fummo insieme
fra i ciliegi
e le tortore di aprile
a guardare le onde
dei colli lontani
ove dolce finiva
la patria del sole.
Tu volevi una casa,
bambini e fiori:
ed anche i fiori
morirono, lenti nel sogno.
Il mondo
è in quella terra
di silenzi addolorati,
ed io vivo
col sale del tuo pianto


CALABRIA INFAME
Un giorno
anche tu lascerai
queste case,
dirai addio,
Calabria infame.
Solo
ma leale
servizievole,
ti cercherai
un'amicizia,
vorrai sentirti
un po' civile,
uguale a ogni altro uomo;
ma quante volte
sentirai risuonarti
bassitalia,
quante volte
vorrai tu restare solo
e ripeterti
meglio la vita
ad allevare porci.


AVANZI DI OSSA
Avanzi di ossa
corrose dal sale
di altri paralleli
stanotte
il mare risciacqua
sulla battima illune.
Lievita intorno
un sonno di annegati
e il vento
come un dio ferito
ai neri faraglioni
si rifugia.
Si perdono qui le mie notti.
E se a volte
quest'acqua mi chiama
non ho che remi d'ossa per andare.

Franco Costabile, da "La rosa nel bicchiere e altre poesie"

3 settembre 2023

GALLERIE

La Calabria, con la sua configurazione orografica particolare richiede, spesso la realizzazione di importanti opere di Ingegneria, come i Ponti e le Gallerie. Da qualche mese nella Locride si parla della necessità di chiudere, per almeno due anni, la galleria della Limina, posta sotto il crinale Aspromontano, lunga circa tre kilometri, collegante il versante Jonico Reggino col resto del mondo.
Non conoscendo il problema che ha portato l'Anas a questa scelta mi astengo dall'entrare nel merito tecnico, riporto invece per tutti coloro che sono interessati le lavorazioni che bisogna mettere in atto e la metodologia per realizzare una galleria.

  Gallerie con "smarinaggio" a sezione parziale. 
Riporto di seguito le attività da eseguire.

Fase A:
-Smarinaggio parte alta galleria (Calotta, ...);
-Spritz-beton sulle pareti;
-Posa centine;
-Spritz-beton;
-Ancoraggi di parete;

Fase B:
-Smarinaggio 1/2 parte bassa galleria;
-Spritz-beton sulla parete;
-Posa centine;
-Spritz-beton;

FASE C:
-Smarinaggio altra 1/2 parte bassa galleria;
-Spritz-beton sulla parete;
-Posa centine;
-Spritz-beton;

FASE D:
-Smarinaggio arco rovescio;
-Getto cls arco rovescio;
-Raccolta acque sull'arco rovescio;
-Piano di lavoro;
-Impermeabilizzazione calotta;
-Armatura calotta;
-Cassero mobile;
-Getto cls rivestimento calotta;
-Rimozione cassero mobile.

SIGMUND FREUD

Freud è il padre della psicoanalisi. E non solo.
A causa delle leggi razziali introdotte nella sua Austria, nonostante le sue ricerche e scoperte, è stato costretto a scappare in Inghilterra ove visse, in sofferenza, l'ultima fase della sua vita. Sempre sereno e lucido, tormentato dalla guerra e dalle continue sofferenze fisiche, chiese al suo medico di aiutarlo al passaggio di vita. Ha rifiutato ogni tipo di farmaco onde restare lucido di spirito, fino all'ultimo respiro.

E' stato uno dei migliori uomini d'Europa, del secolo scorso.
Ebreo di Vienna, medico di tutti (specialmente dei poveri), ha attraversato le due terribili guerre che hanno sconvolto il continente.

Con l'avvento del nazismo, un anno prima della sua morte, grazie all'intervento di Marie Bonaparte è riuscito a rifugiarsi oltre la Manica.
Era di grande spirito, tenace, sereno, severo. Era munito di contegno solido, incrollabile. Il suo volto, limpido e sereno, mostrava uno sguardo sincero, pacato, sicuro.
Nonostante l'età avanzata e la malattia  che lo faceva soffrire, ha vissuto la sua vita da rifugiato, in Inghilterra,  senza mostrare avvilimento o stanchezza.

Nonostante tutto, si considerava, anche da rifugiato, un uomo libero, felice, sorridente. Era e si sentiva, semplicemente, un uomo di cultura. Era munito di volontà e di determinazione di ferro.
Era promotore della verità, pur riconoscendo che essa era come l'alcol: Non esisteva al cento per cento.
Era, naturalmente, un uomo molto riservato e libero da pregiudizi sociali o confessionali.
Era saggio.

Il mondo accademico era contro di lui che, ostinatamente, ha sempre sostenuto, con carattere e determinazione, le sue conclusioni sulla psicoanalisi. 

DEMOLIRE?

 Fino all'anno duemila circa nel settore edilizio la tendenza dominante era quella di conservare qualsiasi cosa. Case in muratura, in pietrame, in gesso, in fango e foglie. Tutto. 
Anche la dove non c'era nulla da conservare. Spesso si son fatti interventi, anche molto costosi, di maquillage ai vari edifici pubblici, seppur privi di qualsiasi capacità statica nelle strutture portanti verticali e orizzontali. Esempio classico eclatante l'intervento al palazzo del governo de L'Aquila che si è, poi, sbriciolato con una scossa di terremoto.
Da qualche anno, con l'avvento di nuove dinamiche di pensiero tecnico e burocratico, nel settore delle costruzioni civili, c'è un verbo che imperversa. Demolire! 
Ogni qualvolta si presenta la necessità, il bisogno, di fare una, sia pur piccola, modifica strutturale o funzionale la prima cosa che si pensa è quella di demolire l'opera, in quanto non rispetta i requisiti di sicurezza previsti dalle ultime norme statiche (NCT 2018). Ma è giusto tale comportamento? 
Alcuni soggetti pubblici, con l'assistenza di oltre 9 (Nove) tecnici (Ingegneri e architetti) qualificati, di oltre 3 (Tre) consulenti tecnici specializzati in lavori pubblici e di almeno 2 (Due) anime pensanti depositarie della saggezza dovuta all'esperienza quasi-secolare, sono partiti dall'idea (Malsana, diabolica) di salvaguardare le case in gesso e sono arrivati all'idea di demolire solide opere in calcestruzzo armato.

In ogni dove della penisola si parla dell'opzione di demolire qualcosa. E si demoliscono solide e ben strutturate opere in calcestruzzo armato, per realizzare altre opere edilizie, magari fornite della certificazione della tecnologia cinese (Qualità scadente e breve durata di vita). Con evidente sciupio del denaro pubblico, solo tanto per fare, per vedere realizzata qualsiasi cosa, anche se anonima, bestiale, inutile per la collettività.
Con questa tendenza, ancora operante per alcuni anni, ci troveremo a dover rivedere i libri di storia, la dove si parla di Attila, come il flagello di Dio?

Altra cosa è stata l'azione demolitoria, di Georges Eugène Hausmann (1809 - 1891), allora dettata da esigenze urbanistiche e militari.

1 settembre 2023

LUCI NELL'OSCURITA'

 "Siamo stati costretti a vivere con l'assenza, poggiando i pensieri su ricordi indelebili e su alcune foto irriverenti come la sua sete di vita. Vita orgogliosamente colpevole per il desiderio di Libertà e rifiuto della barbarie dei barbari.

Le persone di cui si sente la mancanza, tutti noi, le ritroviamo in tanti momenti della vita quotidiana. Nel lavoro (Nei vari cantieri), nei momenti di svago (Suonando un organetto), nel passatempo al bar (Giocando una partitella a carte con gli amici), nei momenti di impegno sociale e politico.

Sentiamo la sua mancanza non solo per una possibile condizione di sofferenza familiare, ma, anche, perché lui ha osato ipotizzare, desiderare, volere ardentemente, per se stesso e per gli altri, una esistenza migliore, in una condizione di Libertà diffusa. Sognava una esistenza libera da condizionamenti dispotici.
Era capace di accendere luci nell'oscurità spaventosa della notte e del giorno.
E la sua speranza non deve cadere nell'oblio, come sospensione dal ricordo."

Contro la barbarie sempre. 
In perfetta assonanza con le Storie ribelli, di Luis Sepùlveda.
 

ACIS E GALATEA

 La scultura marmorea, esposta, a Parigi, nel giardino del Lussemburgo, illustra, magnificamente, la tragica storia d'amore tra il pastorello Acis e la ninfa Galatea, distrutta dalla invidia di Polifemo, anche lui innamorato, non corrisposto, della ninfa.



31 agosto 2023

LA GRAZIA DI TACERE

 ETICA  E  RETORICA.  Per una Giustizia che non c'è.                                                        
Stringe il cuore a vedere, nei posti di rappresentanza istituzionale, personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali ti sei fatto uccidere. Personaggi dal passato e dal presente equivoco, le cui vite emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della Libertà.

E, come se non bastasse, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.

Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa quando si discute di mafia e di Cittadini che hanno osato opporsi ad essa, di concederci una tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, Legalità, Giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.               

ACCIDIA

Si sa che esiste, ma in pochi sanno dire di cosa, esattamente, si tratta.
Dante nella sua Divina Commedia ha posizionato gli accidiosi nella quarta cornice del Purgatorio (Corrono gridando esempi di sollecitudine e di accidia punita), in quanto rappresentano uno dei sette vizi (Peccati) capitali (Superbia (Rappresentata dal Leone), Avarizia (Lupo), Invidia (Cane), Ira (Orso), Lussuria (Scimmia), Gola (Maiale), Accidia (Asino) o Pigrizia). 

Essere accidioso significa essere: Svogliato, pigro, negligente, apatico, inerte, indolente, fiacco, abulico, neghittoso, ozioso, poltrone.
Significa lasciarsi andare e allontanarsi da tutto per entrare in uno stato di torpore costante ove non esistono stimoli e motivi di positività.
Entrare in tale stato di torpore  significa perdere qualsiasi interesse ed entrare in uno stato che abbraccia la malinconia, l'abbattimento psicologico, lo scoraggiamento, la noia, la depressione. Verso una mancanza progressiva del gusto della vita. 
Rappresenta la spiccata avversione all'azione, all'attività, associata all'idea di tedio (Senso di noia, profondo e quasi esistenziale. Estrema stanchezza, cupa insofferenza) e a quella di neghittosità (Inerzia permanente. Apatia, indolenza). 

E' un torpore dell'anima e della mente, misto alla malinconia (Stato d'animo di vaga tristezza, spesso alimentato dall'indugio rassegnato) e alla noia (Malessere interiore. Irritazione, impazienza, disgusto. Avvilimento psicologico. Passiva indifferenza nei confronti della vita) che impedisce al soggetto di agire.
L'accidioso è distaccato  da ogni cosa, non si cura di nulla, è molto vicino alla pax cadaverica, non soffre e non gode per nulla, ogni cosa gli rimbalza addosso, senza interessarlo. 
Evita le passioni, forse per paura di soffrire, così si ritira nel suo guscio e spreca la vita.

Essi sono per natura tristi e incapaci dell'eventuale giusto sdegno 
Si differenziano dagli ignavi (Persone indolenti che non prendono mai una posizione e che non fanno mai nulla per evitare di assumersi delle responsabilità)  per il fatto che sono privi di sensibilità ed empatia e restano impassibili davanti al male.

L'accidia già collegata a tristezza, negligenza, noia, disgusto verso la religione, può essere considerata uguale alla tanto diffusa depressione.

In letteratura la perfetta descrizione di questo stato d'animo è stato fatto da Fedor Dostoevskij con il libro Memorie dal sottosuolo.
E' raccontata, in modo raffinato come sa fare l'Autore, in forma di monologo confessione, una tormentata indagine sull'inconscio, il sottosuolo appunto. Con l'impossibilità di capire a fondo se stessi e gli altri. Con quelle memorie che passano dall'autore, al protagonista e infine al lettore. 
Con un invito conclusivo implicito ad avere fiducia incondizionata in se stessi.
Ciò che tormenta l'uomo, da sempre e per sempre, è se stesso.



 

30 agosto 2023

DARE VOCE

1)- Chiedo Giustizia per tutti coloro ai quali è stata negata.
2)- Chiedo l'allontanamento dalla sede di tutti coloro che, in rappresentanza dello Stato, hanno manifestato evidenti segni della loro incompetenza nell'assunzione delle funzioni. Siano espulsi dalle Istituzioni tutti coloro che hanno accettato o richiesto beni, denari, doni, agevolazioni a personaggi mafiosi. 
3)- Voglio dare voce a tutti coloro che non hanno voce.
4)- Voglio dare Speranza a tutti coloro che non hanno speranza.
5)- Voglio dare voce a tutti i Sognatori privati dei loro progetti di vita ed abbandonati nel silenzio. Voce libera come unico mezzo capace di descrivere quello che ho provato e provo davanti alla barbarie bestiale. Silenzio che diventa ricordo, memoria, richiesta, urlo, denuncia, protesta, rifiuto.
6)- Io so e racconterò la tua storia fino alla fine. Senza sosta, senza omissioni. Senza riguardi. Sempre!
Ho scritto, scrivo, scriverò, sempre, contro la barbarie mafiosa. 
Contro tutti quei bastardi, di nome e di fatto.

STORIE NASCOSTE

 Nella vita le storie, i fatti, le verità (Se non tutta almeno una buona parte) se ne stanno acquattate, riservate, nascoste, in attesa dello scrittore giusto che avrà la possibilità e/o il coraggio di scriverle, di raccontarle a tutti.
Sono loro che si "vendicano", con la penna, in nome e per conto di tutti i Cittadini sconfitti, perché avevano creduto in un futuro migliore; libero e giusto.
Io sono in vigilante attesa, seduto e malinconico sul muro d'argine di un grande fiume in piena (Il Danubio). 
Sul lato Sud del mondo.

GLOBALIZZAZIONE E DIRITTI UMANI

 Le comunità che generano ricchezza e rispettano i diritti di chi la genera hanno, in genere, un futuro tranquillo, se sono confermati altri presupposti essenziali.
Anche i paesi colti e ricchi possono correre seri rischi di capitolazione in presenza di vasti fenomeni di corruzione e/o di spinte economiche destabilizzanti, esterne o interne, non adeguatamente controllate.

Entrambe queste azioni (Corruzione; Spinte destabilizzanti), se manovrate con astuzia, possono portare stravolgimenti sociali che, quasi sempre, finiscono per danneggiare gravemente le classi sociali meno abbienti. Gli ultimi. Con enormi vantaggi economici per pochi ed enormi svantaggi  a carico dei poveri Cristi (Quelli che non hanno voce e si vedono, col tempo, crescere numericamente con tendenza esponenziale).
La corruzione porta in nuce, di per sé, distrazione di denaro pubblico verso il malaffare che, ad alto livello è rappresentato dalla mafia. Tale azione porta un degrado etico e morale, sempre più spinto, che porterà in sé la richiesta di sempre maggiori richieste di potere, al fine di avere nuove opzioni di comando e di gestione del denaro della collettività.
La corruzione, in sintesi, è come un cane affamato che spolpa l'osso trovato fino all'ultimo filamento di carne.
Ma la corruzione, come la gramigna, come un tumore maligno, non si ferma alle piccole cose più o meno private; essa attacca e corrompe, da sempre, le Istituzioni, dalla più periferica a quella più centralizzata, portando il Paese al fallimento. Dopo aver, di fatto, affamato la popolazione. L'arma più potente della mafia, al momento attuale è quella della corruzione. 
"Non conosco politico capace e desideroso di resistere alla tentazione del denaro", diceva, vantandosi, tempo fa un noto personaggio mafioso.
Le spinte destabilizzanti, in genere di provenienza estera, hanno lo scopo di instaurare una condizione di sudditanza economica e/o militare. E, in sintesi, una nuova specie di colonialismo. E' la situazione che si riscontra in tanti paesi del Sud-America e in tanti paesi dell'Africa. 
Tali spinte portano ad un progressivo annullamento delle seppur minime condizioni di libertà individuali, portano ad un attruppamento della gente che diventa sempre più branco, e, in sintesi, ad un impoverimento sempre più grave della povera gente e successivamente dei lavoratori che si vedono ridurre, progressivamente, i livelli di sviluppo raggiunti in anni di lotte per migliorare il tenore della loro vita. 
Con un vertiginoso arricchimento dei pochi gruppi di persone che gravitano intorno al Potere esecutivo e col quale fanno affari. 
Con l'anello virtuale che gira vorticosamente, stritolando i più deboli.

Globalizzazione. Da qualche tempo tutti i paesi sono soggetti alla globalizzazione economica, presentata come una specie di panacea per tutto il mondo. Ma, non è così. La globalizzazione è come un mulino tritasassi e tutti coloro che entrano in esso (Mulino) non hanno alcuna possibilità di uscirne indenni. Gli unici a guadagnarci sono coloro che gestiscono i mulini.
Il mondo non può essere considerato un unico mercato globale, perché  esso implica gravi disparità di trattamento ed instabilità economiche e finanziarie che possono portare al fallimento qualsiasi paese. E per non fallire, il paese in bilico, ha bisogno dell'aiuto di altro paese che a quel punto diventa dominus su tutte le scelte del paese aiutato. 
Se il paese generico Alfa produce un bene (Latte, per esempio) affrontando determinati costi, con la globalizzazione si tende a chiudere l'azienda che produce latte che può essere importato, da un paese asiatico, per esempio, ad un prezzo di molto inferiore a quello che applicava con la produzione locale. Ma l'azienda, o stato estero, che vende il latte a prezzo scontatissimo fa lavorare i suoi operai applicando salari di molto più bassi di quelli pagati dalla azienda locale che prima produceva il latte in casa. La conseguenza è che i lavoratori locali di quella azienda che produceva latte saranno licenziati e dovranno cercar di trovare un altro lavoro, sempre più difficile da trovare perché, intanto, il suddetto perverso meccanismo si è diffuso in tutti i settori. Intanto, col passare del tempo i produttori esteri di quel bene (Latte), resisi conto della possibilità di condizionamento fanno salire il prezzo del bene portando al capestro l'economia del paese Alfa.
L'Italia era un paese che produceva beni di elevatissima qualità. Per scelte non sempre felici ha deciso di abbandonare dette produzioni ed ora, dopo solo qualche decennio, si trova con un drammatico impoverimento della classe operaia e con enormi costi per l'importazione di prodotti (Magari di scadente qualità) per i quali era all'avanguardia (Acciai; Tessile; Agricoltura).  
La globalizzazione, nelle mani di pochi soggetti (Multinazionali), è un processo che tende a ridurre alla fame i lavoratori (Anche quelli dei paesi asiatici che lavorano come macchine e con pochi diritti) e tende ad arricchire, velocemente, le poche strutture che gestiscono le attività in termini faraonici.

Ma, tutte le attività che non tengono conto della vita dei lavoratori, inevitabilmente, prima o poi, saranno costrette a pagare il fio.
Conseguenze negative per tale processo di globalizzazione, seguito in modo inadeguato, anche nei paesi occidentali più evoluti (Francia, Germania, Italia) e dalla stessa Unione Europea, derivano dalle scelte politiche errate nei seguenti ambiti e per le motivazioni, in parte, sotto riportate:
-Beni di qualità sempre più di scarso livello qualitativo;
-Accentramento nelle mani di pochi della produzione di beni essenziali che possono essere usati come arma di ricatto economico;
-Beni prodotti con la tecnologia cinese che prevede il fine vita, del bene, entro un certo tempo a monte programmato. Chi non si è trovato davanti ad una macchina per ufficio (Stampante o altro) che dopo un certo intervallo di tempo ti comunica di aver concluso il suo tempo di vita? L'Europa allo stato attuale è invasa da prodotti che provengono dalla Cina. Non esistono più, in Europa, elettrodomestici fatti in paesi diversi dalla Cina. E sono, tutti, prodotti che dopo qualche anno, per un motivo o per un altro, si rompono e vanno ad ingolfare le nostre isole ecologiche;
-I lavoratori dei paesi più colti e ricchi saranno, sempre più, poveri e schiacciati dalla crisi. Con il loro salario sempre meno capace di soddisfare le esigenze delle loro famiglie, come una volta. Bisogna avere rispetto e tutela nei confronti di coloro che producono beni e, quindi, ricchezza.

I paesi devono, per quanto possibile tendere verso una autosufficienza, specialmente nella produzione dei principali beni di consumo e industriali.
L'Europa deve evitare di fare scelte scellerate che portano alla distruzione di beni importanti per la semplice necessità di mantenere alto il prezzo di vendita, almeno nell'ambito comunitario. Inoltre, essa non può considerare i suoi cittadini "Ricchi per decreto".

Anche se un litro di latte prodotto in Italia costa qualcosa di più bisogna continuare ad acquistarlo perché così si salvaguardano i lavoratori che lavorano in quel settore e che hanno, col tempo, acquisito competenze specifiche e determinati diritti, per un tenore di vita dignitoso. E, indirettamente, ne guadagna il paese in esame che potrebbe non essere costretto ad inginocchiarsi davanti alle pretese egemoniche del paese produttore (Come recentemente verificatosi, in seguito alla guerra in Ukraina, con il gas e il petrolio). Per non parlare della scelta scellerata fatta dai vertici UE (Leggasi Germania e Francia) di appoggiarsi ad un solo fornitore, per la quasi totalità del bisogno, nel settore strategico come quello dell'energia.

La globalizzazione è spesso legata alla privatizzazione di alcune aziende strategiche, già produttrici di ricchezza per il paese e, quindi, per i suoi cittadini. 
La logica della privatizzazione diffusa è assolutamente errata, anche se, da tempo, è presentata di moda dai vari governi. Alcune attività sostanziali non sono e non devono essere privatizzate. E' stato un delitto, un furto, a tutta la cittadinanza, privatizzare alcune aziende in Italia. E' augurabile che gli stati europei non rifacciano altri errori grossolani del genere. 
Per esempio ecco alcuni settori strategici che dovrebbero, sempre, restare nelle mani pubbliche:
-Anas (Dal progetto alla manutenzione, tutto deve restare nelle mani pubbliche); Ferrovie dello Stato; Telefonia; Telecomunicazioni; Acqua; Porti; Aeroporti; Distribuzione energia elettrica; Ex IRI.
L'abbandono dei settori strategici suddetti significa imporre dei modelli di sviluppo socio-economico ingiusto, gestito da filibustieri assetati di denaro ai quali nulla interessa dei diritti dei lavoratori, della dignità del paese, del futuro delle nuove generazioni. 
E, si rifiuti, sempre, qualsiasi indirizzo politico-economico che vada in senso contrario alla Felicità della popolazione; anche se qualcuno dice che lo impone l'Europa (Germania, Francia). Nessuno deve imporre ai lavoratori sacrifici per far "ingrassare" qualcuno. 
I paesi (Tutti, non solo quelli colti e ricchi) hanno il dovere di estendere la cultura e la ricchezza in tutti i loro cittadini e non restringerle in un esiguo numero.
Non è accettabile che paesi un tempo colti e ricchi diventino, grazie alla globalizzazione e alla corruzione, sempre più poveri con la gente costretta a rubare delle pagnotte nei supermercati al fine di sopravvivere alla giornata.
La globalizzazione sfrenata va contro i diritti umani trasformando i lavoratori in "morti di fame", senza speranza.
In sintesi l'Italia e l'Europa devono cercare di tenere lontane le multinazionali se vogliono il bene e la felicità dei lavoratori.
Ma, la tendenza va nella direzione errata. Purtroppo!
Non è questa l'Italia, l'Europa, il Mondo che voglio.

BESTIE IMPUNITE? VITA ETERNA NELL'INFERNO.

 Sì, a domanda specifica, confermo, quelle bestie, quei barbari, quegli assassini, quei dannati, quei ladri di Libertà, sono ancora, lì, liberi e "protetti", da uno Stato incapace, in una condizione di odiosa impunità. Costoro non sono d'interesse per nessuno. 

La giustizia di quella zona, varie volte, ha avuto la possibilità, l'opportunità, di lavarsi la faccia e la coscienza con del buon sapone di Marsiglia, ma nulla ha mai fatto. 
Chissà perché? Come mai? 
Incapacità o impedimento? Colpa o dolo?
Sarebbe interessante sapere il perché. Avere risposte franche, libere dalla canonica retorica alle tante domande. 
E, perché chi avrebbe dovuto porre delle domande non l'ha fatto? Perché?

Ma bisogna avere pazienza; in queste condizioni con ci sarà nessuna probabilità di pervenire a Verità e Giustizia, per nessuno dei tanti Cittadini che hanno osato dire di no alla mafia.
Quindi, considerata l'età ormai avanzata di alcuni bastardi (Mandanti, Esecutori, Fiancheggiatori, Collusi, Mafiosi di paese) e per alcuni gli "acciacchi" che il Padre eterno ha erogato loro, c'è da pensare che l'eventuale processo ed eventuali condoni, di quei bastardi, comporterebbe un nulla di fatto, per la pena eventuale.

Ciò stante, pur in presenza di opinione opposta, già da me espressa, sapendo che la giustizia della Locride non è capace e non ha alcuna possibilità di raggiungere alcun risultato (Per colpa o per dolo?), allora rimodulo, in subordine, il mio pensiero, augurando loro (Magari dopo un processo in un'aula di Tribunale della Repubblica) lunga vita. Mondati da tutti i loro beni economici (Denari, immobili, titoli, ...) e dai loro figli minori, ai quali sarà cancellata la patria potestà e l'originario cognome. Per cancellare la memoria di questi barbari.
Beni economici e filiali acquisiti, mantenuti e custoditi grazie, prevalentemente, alle ruberie e alle azioni criminali da costoro compiute, nel tempo, siano restituiti totalmente alla collettività. Anche se intestati a terzi o familiari.

Costoro, vera e propria rovina umana e sociale, scarto della Natura, piccolo mucchio di merda idonea solo per la concimazione di qualche albero, non merita alcun compatimento, alcuna pietà, alcuna misericordia (Pur aggrappandosi, costoro, senza alcuna vergogna, spesso col beneplacito del clero, ai vari simboli religiosi della zona: La Madonna di Pugliano di Bianco; La Madonna di Polsi di S. Luca; La Madonna della Grotta di Ardore; ecc), né da parte mia, né da parte di alcuno dei Cittadini che hanno percepito dolore e sofferenza per l'azione mefistofelica di queste bestie impunite. Note a tutti. E sempre bestie.
Bastardi fino alla fine della loro vita. Ed anche dopo per tutte le generazioni necessarie.

ASSENZA DI AZIONI DI RIPULSA?

Nella gente di Calabria è scomparso il gusto della Giustizia, della Libertà, della Democrazia? 
Di chi è la colpa? Perché? Come mai?
Quello che mi sorprende e mi addolora è accettare l'ipotesi di assenza del principio di Libertà, che dovrebbe, sempre, sostenere il desiderio di risveglio, di ripresa culturale di una popolazione che ha radici nella culla della civiltà occidentale.

Esiste, nella cittadinanza e nelle Istituzioni manca quel progetto rivoluzionario che dovrebbe portare tutti, intellettuali in testa, a mò di guida, e tutta la gente perbene (E' tanta), verso un'azione di ripulsa dello strapotere mafioso, incancrenito in ogni ambito della società, per la rinascita di reali condizioni di Giustizia e di Legalità, della Locride?

In assenza delle Istituzioni una reazione popolare del genere porterebbe risultati oppure porterebbe solo altro sangue? 
Per fare una rivoluzione del genere, è necessaria una società gravida, desiderosa di partorire qualcosa di nuovo. 
Ma questa società è gravida?

MEMORIA VIVA

 Sappiamo che tutto quello che ricordiamo è esistito, 
anche se non sappiamo se tutto quello che ricordiamo esiste ancora; eppure sappiamo che finché lo ricordiamo esisterà.

Luis Sepùlveda

29 agosto 2023

RICORDARE

 Nella realtà italiana e specialmente meridionale è presente, in alcuni ambiti, l'apprezzamento dell'obblio. C'é una tendenza diffusa a dimenticare, forse per nascondere le proprie responsabilità, dirette o indirette?
Il caso classico è rappresentato dal furto di vita da parte della mafia.
Il Cittadino indignato per l'azione della mafia che si dovesse trovare, davanti a un magistrato o a un addetto di PG, a chiedere Verità e Giustizia su un efferato delitto di mafia, pregresso o molto pregresso, senza alcun dubbio, si troverebbe davanti all'invito, al suggerimento (Spassionato?), di lasciar perdere.
"Tanto è passato molto tempo ed è difficile trovare la soluzione al caso". Tanto loro, senza aver fatto alcunché per trovare la soluzione, cosa si vuole che dicano, poverini. Loro, gli addetti alle indagini, sono sempre convinti che la cosa migliore da fare sia ... archiviare. Addormentare il caso. E mettere a riposo le loro coscienze di inetti. E' la sola attività in cui costoro hanno acquisito professionalità e competenza, come pochi!  Quindi, per costoro la cosa a cui bisogna tendere è la dimenticanza, non come fatto momentaneo, ma come stato duraturo, come sospensione, annullamento progressivo, del ricordo. La loro posizione sul lasciar perdere è ... netta.
Ricordo certo non riferito al Cittadino che ha osato opporsi alla sopraffazione dispotica della mafia, che gli ha sottratto la vita, ma, semplicemente, per stendere un velo pietoso sulle loro incapacità investigative.
 
La stessa identica posizione è assunta, naturalmente, dai mafiosi, i quali dopo aver inferto l'azione delittuosa hanno tutto l'interesse affinché del caso se ne parli il meno possibile. Meglio se per niente. Annullando il microscopico rischio di essere scoperti. Con il messaggio diretto alla gente perfettamente centrato sulla circostanza di chi comanda sul territorio. 
Con l'incensamento nell'obblio.
Con la differenza che da una parte nessuno è turbato dalla mancanza del risultato, mentre dall'altra resta la selvatica soddisfazione di "aver eliminato uno ed addestrato tutti gli altri".
La cosa più terribile è rappresentata dalla assonanza di tendenza fra mafia e Istituzioni!
Questo concetto, forse, non è stato, ancora, capito da coloro che, maldestramente, inadeguatamente, rappresentano le Istituzioni.
Ricordare, quindi, serve per far cercare un risultato. E' un atto di ribellione contro la mafia, prima, e contro tutti gli incapaci rappresentanti delle Istituzioni (Potere esecutivo, potere giudiziario). Pur sapendo che persistendo questo stato di cose i suddetti poteri saranno incapaci di intraprendere iniziative adeguate contro la mafia; volendolo.
E, a scanso di equivoci, in assenza di tale volontà, da parte dei suddetti due poteri, tutte le richieste di Giustizia resteranno inascoltate.
E, patetica appare, per ovvi motivi, anche la maschera che spesso alcuni addetti ai lavori indossano cercando di scaricare tutta la loro inefficienza nella mancata collaborazione da parte dei cittadini. 
Ma è, davvero, paranoico ipotizzare un estremo masochismo da parte dei cittadini!!! Come fa un cittadino ad andare a fare una confidenza o una denuncia presso una istituzione che considera collusa o colpevole?
Quando mai si è detto che un malato per farsi curare vada a farsi visitare da un santone, o da medico incompetente, o da un colluso? Quando mai per denunciare un delinquente il cittadino si è recato da un rappresentante istituzionale considerato, vox populi, esso stesso un delinquente? Quando mai?

I rappresentanti Istituzionali, nella loro quasi totalità, non sono interessati a tutti coloro che hanno pagato con la loro vita la "lotta individuale", non tutelata, per un mondo migliore. Con la conseguente mancanza di riguardo verso il dolore dei familiari e della Società perbene.
La mediocrità, l'incapacità, la scarsa professionalità, la collusione, sono imperanti anche nell'ambito Istituzionale.
Così è, forse, se vi pare.

RIVOLUZIONE

 In ogni angolo della terra il sistema più efficace per abbattere il potere, più o meno dispotico, è rappresentato dal sollevamento popolare: La Rivoluzione. Tra esse quella Russa, quella Francese, quella Cubana. 
In Francia, nel 1789, il popolo, con una rivolta sanguinaria, ha sostituito il re con i delegati dei Cittadini.
Nel 1917, con la rivoluzione russa la dinastia dei Romanov (Nicola II è stato l'ultimo imperatore) è stata eliminata e sostituita con il commissario che portava il potere nelle mani del popolo. Così si diceva. 
Le rivoluzioni, quasi sempre, hanno avuto come obiettivo la trasformazione di un sistema dispotico in un sistema democratico. Ossia, un sistema governato dal popolo con democratiche e libere elezioni.
In realtà anche con la Democrazia il potere non è affatto nelle mani dei cittadini, del popolo, ma è nelle mani di quei personaggi capaci di controllare, perfettamente, i meccanismi elettivi.
Anche se, teoricamente, ogni cittadino può candidarsi a qualsiasi carica ed essere eletto, in realtà tale opzione è difficilmente realizzabile. Solo costosi meccanismi di conoscenza, di capacità mediatiche e importanti risorse finanziarie possono portare al risultato.
Ma le rivoluzioni non sempre riescono nel loro scopo. Spesse volte falliscono. Altre volte portano alla sostituzione di un despota con un altro despota.
I paesi che furono capaci di ribellarsi al potere dispotico delle monarchie ora vivono in stati repubblicani, più o meno democratici.

La Rivoluzione è come la levatrice (Ginecologa, ostetrica) della società a venire di cui la presente è gravida. (Dal libro Principio e speranza di Chiara Musolino, ETS Editrice).
Ma, nelle società moderne occidentali, la natalità è in ... calo.

LOTTA PER LA LIBERTA'

 Sì, è una lotta per la Libertà del popolo.
La lotta contro la mafia richiede un vasto impegno collettivo con dispiegamento di idee, di uomini e di mezzi, adeguati al caso. 
Di idee e di mezzi non si vede traccia. Degli uomini è meglio astenersi dal commentare.

La mafia con la sua malvagità, la sua barbarie, la sua violenza, le sue sentenze di morte a carico di tutti coloro che si oppongono al sopruso dovuto alla posizione di superiorità di forza, deve essere combattuta con lunghe battaglie, al fine di ribaltare la condizione attuale che vede la soccombenza della Libertà.

Allo stato attuale, di fatto, non esiste alcuna lotta.
La mafia, con il sostegno e/o il disimpegno (Che è la stessa cosa, anzi, peggio) delle propaggini dello Stato, esterna, mette in atto tranquillamente, purtroppo con successo, la su malvagità, la sua tracotanza, la sua barbarie.

I Cittadini che non riescono ad accettare la sudditanza mafiosa, incapaci di piegarsi al ricatto mafioso, a testa alta, con orgoglio, pur sapendo di essere lasciati soli dallo Stato, ci mettono il loro coraggio, il loro rifiuto, la loro resistenza, il loro sguardo fiero, la loro vita!
Non riconoscendo alcun potere al di fuori della Legge. "Chi sei tu per imporci la tua volontà? Non riconosco il tuo potere", sono le risposte che essi hanno dato e daranno ai mafiosi.

Ma la lotta, allo stato attuale, non solo è impari, è inesistente. 
E questo, la mafia lo sa, il Cittadino lo sa, lo Stato fa finta di non saperlo. 

VERGOGNA!!!

 Vergogna, vergogna imperitura per tutti quei paesi, o meglio, per tutti i rappresentanti di quei paesi che hanno avuto, hanno, o avranno la sfrontatezza di apporre una "L" sul passaporto di un loro Cittadino. 
Nessun paese - neppure tra quelli più arretrati e più antidemocratici della terra - ha il diritto di espellere un proprio cittadino! E, ancora di più, quando quel cittadino è un bimbo di sette anni, come ha fatto, vergognosamente, quel paese del Sud-America, non molto tempo fa. E penso a quel Carlitos che si è visto consegnare quel terribile "documento valido per l'entrata in ogni paese, salvo il rientro in Cile". Con quella misteriosa, tenebrosa, "L" riportata, in grande evidenza, sul frontespizio.
Non è assolutamente accettabile mandare all'esilio nessuno. 
Neppure Socrate lo meritava.

Ma come si sarà sentito quel bimbo, di sette anni, che ha sempre considerato quel paese come il suo paese? Certamente già capiva che lui voleva bene a quel paese, ma quel paese (O, meglio, il potere esecutivo di quel paese) non gli voleva più bene. Era come la fine improvvisa, istantanea, inaspettata, incomprensibile di un duraturo amore?
A quel bambino, ormai uomo, per attenuare lo stato di rabbia, di frustrazione, anche parafrasando suo nonno, voglio dire che "uno è di dove si sente meglio".  C'è sempre un posto, sulla terra, disposto ad accoglierti con le braccia aperte.
E quel bimbo ha, poi, capito che può essere suo, anche meglio del primo, il nuovo paese che lo ha accolto, amato, stimato, indipendentemente dal suo credo e dalle sue idee politiche. O da quelle dei suoi genitori.
... Ma, il dolore per la perdita resta sempre sulla pelle e nell'anima.

27 agosto 2023

DIGNITA' E ORGOGLIO

 E' bene ricordare a tutti e in particolar modo ai despoti e ai mafiosi della società che la dignità, la resistenza e l'orgoglio del Cittadino onesto hanno trovato e trovano presupposto nel motto del Conte di Montecristo:
             "non si dimentica e non si perdona. Mai".
Per la necessità di dare un po' di dignità ad un Paese privo di spina dorsale. Privo di Futuro nella Libertà. 

QUALCOSA AVRANNO FATTO?

 Una delle frasi ricorrenti nell'ambito degli affiliati mafiosi e dei collusi, in seguito ad un fatto delittuoso, è quella che esplicitamente, senza alcun decoro, cerca di legittimare, giustificare, l'azione barbarica, seppur larvatamente non approvata.
E, allora - dicono - qualcosa avranno fatto. 
Qualcosa avranno fatto? 
Certo - idioti e bastardi - qualcosa hanno fatto! Hanno cercato di difendere la dignità propria e di tutti gli altri della società. Compresi quelli trogloditi come voi. 
Essi hanno avuto il coraggio per farlo, a testa alta. Hanno difeso, hanno cercato di difendere, nei fatti non con le parole, orgoglio, libertà e determinazione propri e dei Cittadini onesti (E sono tanti).

Sì, subito dopo ogni evento delittuoso (E in qualche caso anche prima) la mafia, coi propri affiliati, più o meno "casti" e "in vista", mette in atto una delle sue classiche sceneggiate teatrali.
Dei soggetti affiliati, non particolarmente impegnati nell'ambito mafioso, anche con partecipazioni nella vita di comunità, hanno il compito di diffondere "storie", "tragedie", inventate di sana pianta al solo fine di seminare sconcerto, dubbi, ambiguità, sulla figura del Cittadino che ha osato dire di no alla mafia. Cittadino al quale la mafia ha rubato i Sogni per essersi opposto alle prevaricazioni alle sopraffazioni. 
Di solito i mafiosetti diffusori di dubbi strumentali sono tre o quattro persone, noti nel paese del fatto delittuoso. Il loro incarico è quello di depistare, di allontanare le vere motivazioni che hanno portato al fatto delittuoso e di giustificare, neppure tanto larvatamente, il gesto. Costoro hanno l'incarico di riportare, nei locali pubblici, nelle vie tra la gente, presso le persone più deboli di raziocinio e capaci di fare da "cassa di risonanza", col solito stile delle mezze frasi, del detto e non detto, proprio dei mafiosi, fatti e circostanze tendenti a giustificare anche i più efferati delitti mafiosi.
Anche con la sfrontatezza, spesso accertata, di rivolgersi, con fare amichevole, addirittura, ai familiari di coloro, veri e propri eroi, che hanno avuto il coraggio di dire no alla mafia. Magari presentandosi con la parvenza falsa, finta, subdola, della solidarietà personale.
Secondo le consolidate procedure mafiose l'attacco recitativo (Tragedia mafiosa) parte da un soggetto di più alto rango mafioso (Magari un tizio di San Luca, per il prestigio mafioso riconosciuto a priori) con il seguito, ripetuto a pappagallo, con i mafiosetti locali di piccolo cabotaggio, sempre pronti a mettersi in evidenza con i superiori al fine di cercare un avanzamento di carriera. 

La "prima sceneggiatura" che fanno circolare i mafiosi parla di fantasiose "escursioni sessuali", fatte dai colpiti, con donne "appartenenti" o risalenti a riconosciuti mafiosi.
Circostanza questa quasi sempre destinata a svanire, dopo qualche settimana, per la totale mancanza di fondamento, per varie argomentazioni. Non ultima quella che vede tanti capi e capetti mafiosi sistematicamente e manifestatamente "cornificati" dalle proprie consorti, probabilmente bisognose di passione erotica, assente nell'ambito del coniugio e trovata, sempre nel loro stesso contesto. Per rendersi conto di ciò basterebbe, eventualmente, dare uno sguardo, anche non particolarmente accurato, ai mafiosi dei vari paesi, alle loro mogli e ai loro figli, per scoprire, ictu-oculi, una incredibile somiglianza della prole con qualche compare che circola "per la casa" di costoro. 
E loro i mafiosi, alla fin fine, queste cose le sanno, o le vengono a sapere, ma per evitare di perdere in credibilità, autorità, personale, mafiosa, fanno finta di non sapere. Secondo la modalità classica raccontata da Sciascia. E per evitare di perdere il credito mafioso raggiunto essi preferiscono non scendere nel dettaglio. Sanno ch'è meglio lasciare nel limbo delle cose non dette, seppur note a tutti. Anche per la presenza di "figli" che crescendo, come si può riscontrare tutti i giorni camminando per strada, si presentano con fisionomie identiche (Sputate) a quelle del "compare di turno".

Le sceneggiature teatrali mafiose a seguire sono quelle che ipotizzano la volontà della vittima di intraprendere iniziative imprenditoriali in ambiti considerati come appartenenti a settori di esclusiva competenza mafiosa, quindi off-limits per chiunque altro.
Le diffusioni di questi depistaggi, in genere, sono giustificate dalla determinazione di seminare dubbi sull'origine della tragedia, sulla causa scaturigine che deve apparire, secondo la mafia, per quanto possibile, chiara e netta in contesti diversi dal reale.

Una delle frasi mafiose, classiche, che codesti "banditori di depistaggio" diffondono con solerzia, è quella che dovrebbe fornire, secondo i mafiosi, il "presupposto giustificativo" del delitto: "Qualche cosa avrà fatto".
Se il Cittadino è stato ucciso - dicono di banditori al servizio della mafia - vuol dire che qualcosa di negativo (Per la mafia!) avrà fatto!
E tale pseudo-ragionamento, vile e volgare, è fatto e diffuso con la maestria della falsa preoccupazione  (E indignazione) per l'accaduto, dai vari soggetti infami di paese, tipo Filippo il mangia-bietole, Sansone lo spacca-sassi, Massimino il magazziniere-pensante. Per non parlare dell'allocco ingegnere di rito (Ci sono anche in questo settore, purtroppo. Di scarse competenze tecniche e morali). Con la conseguente pseudo-giustificazione (mafiosa) del fatto criminoso.

Ma questa è semplice volgarità barbarica che, sempre, deve essere respinta al mittente; in faccia ai mafiosi e, prima ancora, a tutti quei bastardi che si sono prestati, si prestano e si presteranno al gioco mafioso. Il mondo civile deve respingere la teoria mafiosa suddetta e i soggetti recitanti, senza alcun indugio.
Tutti i depistaggi e le infamie sono state e saranno sempre respinti al mittente da tutte le persone perbene.
La mafia non ha titolo per essere messa a confronto con i Cittadini onesti che, con la schiena diritta e lo sguardo fiero hanno opposto un categorico rifiuto alla sopraffazione, alla mafia.

Tali Cittadini sono coloro che per la dignità e la libertà, proprie e degli altri, hanno sacrificato la loro vita.
E, per essi Cittadini onorevoli sentiamo e sentiremo, sempre, mancanza e affettività. Loro sentivano la necessità di esigere, pretendere, un'esistenza migliore per tutte le persone della società. Sono Cittadini che amavano il loro lavoro, la loro famiglia (I loro figli avevano diritto, secondo loro e secondo noi, ad un futuro di Libertà e Giustizia) e che erano coscienti che il loro agire, con risolutezza, avrebbe comportato la perdita di qualcosa.
Non certamente la loro Dignità, il loro Coraggio, il loro Amor proprio.
Ma, erano coscienti di essere dalla parte della ragionevolezza, del giusto, del legittimo. 
Sono Cittadini che Sognavano la Felicità per tutti (Compito Costituzionale in tutti i paese realmente democratici), la legge valida per tutti, la Giustizia come diritto di tutti.
Sono Cittadini che hanno creduto nelle possibilità  di far diventare realtà i loro Sogni. Pur sapendo che i loro Sogni avrebbero potuto essere rubati da vili barbari ostrogoti. 
Così come è stato accertato dagli eventi.

Sono loro i migliori Cittadini della loro terra, coloro che hanno sentito il bisogno, non più derogabile, di portare un rinnovamento, un parto, una rivoluzione nella società bacata, compromessa, collusa.
Loro erano consci che, seppur orfani dell'epidermide del Paese, erano coperti, come da un caldo vello, dal grande calore della famiglia propria e di quella umana.
Essi sono i Cittadini di cui la società tende, distrattamente, a dimenticare a rimandare nell'obblio, ma essi sono e saranno sempre, a dispetto dei bastardi, dei corrotti e dei mafiosi, in salvo nella nostra memoria.
E, nessuno mai potrà cancellare il passato a copertura della mafia del malaffare diffuso, spesso, purtroppo (Dispiace, ma bisogna dirlo. Anzi, gridarlo a tutti i venti) adeso ai poteri Istituzionali. 
   
A tutti i banditori mafiosi che hanno detto o diranno frasi di depistaggio, volgari come la loro puzzolente anima, auguro una lunga vita di tormento infernale, fino al raggiungimento del pentimento, nel giusto girone dell'Inferno dantesco.

26 agosto 2023

CERTEZZE E DUBBI

 Il problema dell'umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi. 

Bertrand Russell

25 agosto 2023

DUBBI?

 La mancata individuazione e la conseguente impunità dei mafiosi rappresenta il concordato "prezzo del benessere", messo in atto dalle parti solo apparentemente in lotta fra di loro?

Si può ipotizzare l'esistenza, allo stato attuale, di un accordo esplicito (Non tacito) di non belligeranza, come quello messo in atto, nel secolo scorso, in alcuni paesi interni della Locride, fra le forze dell'ordine territoriali e i capi mafia?

A leggere le parole dei soggetti istituzionali (La parte opposta, in genere, non parla. Opera) la risposta sarebbe negativa. 
Invece, a leggere i fatti di cronaca la risposta spontanea sarebbe positiva.

La storia parla dell'infamia rappresentata dalle migliaia di persone che, per colpa della mafia, hanno perso tutti i loro sogni nella più totale inerzia e incapacità degli organi preposti dello Stato.
E questi Cittadini, che si sono opposti opposti alla mafia, chiedono e chiederanno, sempre, Giustizia ad uno Stato assente, distratto, incapace, mollusco. Spesso rappresentato da soggetti inadeguati, meglio incompetenti, per colpa o per dolo.

E, allora, che fare? Quale strada seguire?
Le risposte, che si sentono dire da conoscenti e da rappresentanti Istituzionali, sono sempre le stesse: 
Dimentica, Metabolizza, Perdona, Riconciliati col mondo mafiosi compresi. Non è il caso di attentare al livello di tranquillità e di pace che la mafia garantisce. Non ne vale la pena. Intanto è passato tanto tempo (Perché è passato tanto tempo? Per colpa di chi? Chi è il responsabile di tale inerzia?), tanto tempo e nessuno starà mai ad ascoltare le tue proteste, le tue denunce, i tuoi strali.
Hanno tutti famiglia. 

Questo è il modus operandi nella Locride, nel settore della Giustizia, della Libertà, della Legalità. E il paradosso è che a parlare di questi argomenti sono, quasi sempre, coloro che per istituto sono preposti, senza alcun risultato, alla salvaguardia di tali diritti.

... CONTINUAVA A CORRERE ...

Guerra in Nigeria. Barbarie sugli ultimi del continente Africa che, per le ricchezze possedute dal territorio, dovrebbero essere tra i primi del mondo.

"Ci stavano bombardando e mitragliando e una scheggia gli ha portato via la testa, di netto, mentre lui continuava a correre.
Il corpo continuava a correre, ma non aveva più la testa".

Dal libro "Metà di un sole giallo", di Chimamanda.

FERITE APERTE

 Nel campo medico quando a causa di una perdita significativa di tessuto con l'impossibilità di accostare i margini di una ferita o quando una ferita è a rischio di infezione, esse ferite vengono lasciate aperte, sanguinolente e sono dette ferite di seconda intensione e possono essere superficiali, profonde, penetranti con lesioni di organi interni.
Nella Locride, come ben noto a tutti, ci sono infinite ferite sanguinolente, aperte, di seconda o infinita intenzione, penetranti.

Con tanti Cittadini onesti che, in silenzio, portando la loro Croce, di solido leccio (Come quella di Cristo), accompagnati, qualche volta, dalla retorica, trita, banale, mostruosa, di rito, da parte dei rappresentanti del Potere esecutivo e di quello Giudiziario. Poteri incapaci di mettere in atto un sia pur minimo sforzo per chiudere o almeno tamponare, alla meno peggio, le suddette ferite sanguinolente dei Cittadini, che restano sempre più Soli davanti alla sopraffazione.

LIEVITO

 In ogni paese gli Studenti sono il lievito che fornisce il Pane, con tutto il suo profumo e il suo buon sapore.
Evviva gli studenti capaci di immaginare, nonostante tutto, un futuro migliore per tutti. 
Violeta Parra. 

Nella Locride i migliori Studenti, per i soliti motivi, appena possibile, giustamente, scappano via. Non per paura, ma per mancanza di futuro, verso uno stato di Libertà.

EROTISMO

Che differenza passa tra erotismo e sessualità?
E, qual è la differenza fra eros e libido?
I primi due termini (Erotismo, sessualità), in sostanza, intendono, dicono, la stessa cosa. E' la società che al pronunciamento delle suddette due parole ha una reazione più dolce e tollerante, rispetto alla reazione delle seconde due.
E' solo un aspetto puramente psicologico.
Freud ha sempre preferito l'uso franco, crudo, delle seconde. Anche per mettere in evidenza il bigottismo dei viennesi del suo tempo, che avevano la necessità di nascondere la realtà e salvare le apparenze.

L'AMORE SECONDO ORIANA

 "Hai mai visto, nei torrenti, quei sassi che stanno uno contro l’altro e non si muovono neanche con la spinta dell’acqua e, se si muovono, si muovono insieme? 

Sono due sassi ben distinti, fatti in modo diverso, ma è successo questo col tempo: è successo che con l’attrito hanno raggiunto  un’intesa e uno ha assunto una forma convessa, l’altro concava, e allora, restando indipendenti, sono diventati un’unica cosa. Un sasso solo!»

L'amore secondo l'originale punto di vista della Fallaci, in "Un uomo". 

COME GLI AVVOCATI?

 Il normale cittadino nella società attuale ha acquisito la filosofia di vita degli avvocati, quelli veri, pratici, delle aule di giustizia. 
Quelli che non hanno mai creduto né nella legge, né nella giustizia.
In Calabria (E, forse, nel Sud intero) c'è un muro che separa gli sconfitti dai parassiti. 
I primi (I perdenti) hanno, ancora, nonostante tutto, la forza di chiedere, direttamente o tramite i loro cari, Verità e Giustizia, nella più totale, sostanziale, assenza dello Stato.
I secondi (I vincenti, succhia-sangue), incontrastati, dettano la loro legge, imperterriti, consci dell'assenza di una pur minima traccia di spina dorsale da parte delle Istituzioni. Costoro non hanno bisogno di chiedere niente a nessuno, perché quello che vogliono se lo prendono, nel più sconcertante e desolante deserto Istituzionale. Peggio di come succede in una repubblica delle banane (Sud-America; Centro-Africa). E chi afferma il contrario è un ingenuo (Nella migliore delle ipotesi), o un colluso, o un mafioso.

I primi mantengono viva la memoria del passato perché sognano un mondo libero, più giusto. Essi si sforzano di mantenere vivo il fiore della Speranza, seppur coscienti dell'amara realtà della vita.
Essi non possono e non vogliono dimenticare. E non perdonano. 
E chi dovrebbero perdonare? Chi? Fantasmi.
Quanti mandanti, quanti esecutori, quanti sodali, quanti collusi rappresentanti Istituzionali sono stati assicurati, nell'ultimo secolo, alla custodia della Giustizia nella Locride?
I primi (Cittadini perbene) non dimenticano e non perdonano. Mai!
E la politica locale e nazionale?
I politici locali e nazionali sono, con qualche rara eccezione, aderenti alla teoria del consenso, considerando il consenso come il denaro (Non puzza. Anche se qualche volta il fetore diventa infernale). Consenso che suggerisce di appoggiarsi a tutti i potenti (Mafiosi in primis), senza guardare né avanti, né indietro, né a destra, né a sinistra.
La mafia per evitare incresciose cadute da cavallo, sulla Via di Damasco, da qualche tempo invece di sostenere un singolo specifico candidato terzo crea e presenta, essa stessa, i suoi candidati. Col sostegno, ovvio, dei partiti. E con l'elezione di questi ultimi il circolo per il controllo del potere è chiuso. 
Da qui l'avvio verso uno stato di barbarie, sempre più accentuato. 
Quel muro invisibile (O quasi invisibile) separa, in modo netto, i Cittadini onesti e i mafiosi, la Giustizia dalla vigliaccheria, gli sconfitti dai barbari, i richiedenti Giustizia da coloro a cui fa comodo lo status quo da loro stessi generato e, parzialmente, per una buona parte, gestito.
I primi, ai quali appartengo, ricordano, a tutti, in primis allo Stato (Sonnolento in fase incancrenita di accidia) che non dimenticano e non perdonano, né mandanti, né esecutori, né affiliati, né collusi. Nessuno!!!

24 agosto 2023

IMPARARE A VIVERE

 "Abbiamo imparato a vivere senza quelli di cui sentiamo la mancanza, semplicemente, perché, essi, sono parte di noi stessi. 
Perché sappiamo come mai ci mancano. 
Perché la loro assenza la colmiamo con l'orgoglio."