Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

14 ottobre 2022

L'AMORE

 "L'amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andarlo a cogliere sull'orlo di un abisso spaventoso."
Stendhal.
L'amore è una relazione tra due persone, non una fusione. E' l'incontro di soggetti distinti, bisognosi di incontrarsi, di raccontarsi. Insieme, ma distinti. L'amore, infatti, non dev'essere possesso. Il possesso non tende al bene dell'altro. Altro che deve mantenere la propria personalità, la sua autonomia.
L'Amore, per una esistenza gioiosa, ha bisogno di preservare un suo spazio individuale che accetta, anche, momenti di Solitudine (Ciascuno di noi, in alcuni momenti, è insopportabile a se stesso).
L'amore è follia (Platone). Ci possiede in modo assoluto. Lo si può tacere, ma non governare.
L'amore è, tende ad essere, anche, possesso dell'altro. Ma è una tendenza da tenere sotto controllo. 
Esso chiede legami, continuità del rapporto, dedizione.

L'amore per conservare la sua vitalità ha bisogno di Novità, di Mistero, di Pericolo. In assenza di questi elementi è portato, inevitabilmente, a svanire.
Il tempo con la sua canonicità, la monotona quotidianità, la consueta familiarità, sono nemici dell'amore.
Nel "tempo" tutto cambia. Nulla resta immutabile.
Amore senza desiderio? 
L'amore per vivere ha bisogno di avere accanto Desiderio. Desiderio che porta avventura, rischio. Stimolo della passione. 
Tenerezza, sicurezza, intimità, non sono sufficienti e capaci di alimentare la passione.
Desiderio senza amore?
Per quanto possa essere eccitante, stimolante, è privo di quella intensità che esalta anima e corpo.


CAPELLO FATALE

Secondo una credenza diffusa, al tempo dei Greci, nessuno poteva morire prima che Proserpina avesse strappato il capello fatale consacrato a Lei o ad Ade
In quel capello era custodita la vita.

TAMARRO

Zoticone, cafone
Persona o luogo  considerati "selvaggi".
Il nome Tamarro (Tamaro) deriva dal monte Tmaro nell'Epiro. 
Secondo altre scuole etimologiche deriva, invece, dall'arabo tammar (Mercante di datteri). 
Il termine già molto in uso nell'Italia Meridionale ora è diffuso in tutto il Paese. Indica una persona  dai modi e dall'aspetto rozzi, volgari, villani. E' tamarro colui che si comporta ostentando troppo i suoi averi senza alcuna umiltà.
Analogo significato si ha per: 
Tarro, Zarro, Zamone (Per il Nord Italia), Gabibbo (Per Genova), Zambro, Cozzale (In Puglia),  Rodope (In Tracia) e Garamonti (In Africa).


LO STRATAGEMMA DI ODISSEO

Odisseo non aveva alcuna voglia di andare a fare la guerra di Troia. E, per cercare di farla franca, si finse matto. Talmente tanto matto, pensò, che avrebbero evitato di portarlo in guerra. 
Per essere credibile della sua follia mise in atto uno stratagemma che vedeva il piccolo figlio Telemaco davanti all'aratro con lui che seminava sale. 
Molti si convinsero della sopraggiunta follia in quell'uomo. 
Palamede, figlio di Belo, scettico su tale ipotesi, dopo aver indagato sulla circostanza ha scoperto il trucco e ... il furbo Ulisse è stato costretto a partire verso Troia.
Come sarebbe andata a finire la guerra di Troia in assenza delle indagini di Palamede?

PASSIONE

La passione si alimenta della fantasia. Chi ha molta fantasia ha molta probabilità di essere coinvolto nella passione.
La passione è sregolatezza. Essa non è cieca; è, semplicemente, visionaria.
Il percorso della passione, veloce, intenso, coinvolgente, è così fatto:
1)- Ammirazione  
2)- Immaginazione  
3)- Aspettativa - Speranza  
4)- Cristallizzazione.

La passione si nutre di distanza. L'annullamento della distanza può portare alla fine della passione.
La passione, per natura, è priva di regole, rifiuta l'autocontrollo. E' per l'attrazione violenta senza limiti. Non fa progetti. Comunica, corre, anche sul limite del possibile, 
Il dubbio, l'incertezza, secondo Flaubert (Madame Bovary) sono le sole cose capaci di tenere accesa la fiamma della passione. Fiamma portata all'estinzione con la certezza, la canonicità, la sicurezza.
Così è, se vi pare.
   

DESIDERIO - RAGIONE

Il desiderio è qualcosa che non sa ciò che vuole.
Sa di non volere canonicità, ripetitività, stabilità delle cose. Esso non dà risposte, non dà soluzioni. Può dare piacere.
Il desiderio è gioco; un gioco senza regole. E' anarchico, scorretto. Esso riconosce solo il dono e il furto.
Di contro, l'amore che cerca sicurezza e stabilità tende a spegnere il desiderio. 
Come conciliare  sicurezza e desiderio? 
L'abitudine uccide il desiderio.

La ragione, che spesso si scontra col desiderio, è impotente davanti alla passione. Essa diventa intontita, muta, incapace di reagire davanti alla passione.

9 ottobre 2022

GEOSCIENZE FORENSI

Il delitto dell'On. Aldo Moro (09/05/1978) rappresenta una posizione di svolta sull'uso della Geologia e delle Scienze ad essa collegate nell'ambito forense. In sintesi, un noto professore dell'Università Sapienza di Roma, a suo tempo, è stato incaricato, dalla magistratura romana, per lo studio e la conoscenza della sabbia trovata nel risvolto dei pantaloni, sulla coperta in cui era avvolto il corpo, al parafango dell'auto e sotto le scarpe del corpo di Moro. Al fine di trovare qualcosa (Di non ben chiaro) di utile per le indagini. Il CTU incaricato (Prof. Geol. Gianni Lombardi) dopo una lunga e dettagliata analisi della sabbia trovata ha stabilito che quella sabbia ritrovata sul corpo di Moro era proveniente da una fascia di 11 km del litorale laziale, a Nord di Roma. 
Ma i rapitori di Moro hanno sempre negato la presenza di Moro nell'ambito costiero d'interesse.
Questo aspetto, pur chiaro e limpido dal punto di vista scientifico, non è stato esaminato attentamente dalla magistratura. Moro era abbronzato. 
La perizia di Lombardi, infine pubblicata  su riviste scientifiche, è stata tenuta segreta per circa 20 anni. Perché? 
Nel caso di Totò è stato effettuato sull'auto dei carnefici, un accertamento tecnico irripetibile preventivo. Tra l'altro, durante detto accertamento tecnico, è stato accertato che sulla parte inferiore del pianale dell'auto (FIAT Uno, Grigia, rubata nella piazza della Stazione Ferroviaria di Bianco (RC), con targa proveniente da un'auto rubata a Caulonia (RC)) dei carnefici, era presente una forte quantità di terreno diverso da quello ove era stata rinvenuta l'auto, dai CC di Bovalino, in Contrada Convento, a pochi centinaia di metri dal paese di Benestare (Luogo del delitto).
L'ATP doveva avere la funzione di impedire l'irrimediabile dispersione degli elementi probatori dalle modificazioni cui, col decorso del tempo, possono essere soggetti luoghi o persone. Ciò al fine di pervenire a quei profili che, di fatto, sono destinati a confluire nel successivo giudizio di merito. In questi casi è necessario ridurre il pericolo di dispersione o alterazione delle prove. Serve per la costituzione di prove prima dell'instaurazione di un giudizio.
Questo è quello che la Giustizia prevede. 
Ma nel caso specifico è stato fatto uso di Geoscienze Forensi? La risposta è negativa. Nonostante le sollecitazioni scritte e orali nulla è stato fatto in tal senso. E oserei, anche, dubitare sulla conoscenza di questa branca giuridica da parte dei soggetti interessati alle indagini (PG e Procura). Anzi, ne sono certo!

SEDUZIONE

   La seduzione è "un'arte che si basa sul desiderio e sull'attrazione. E' volgare meccanica e fisica carnale, nulla di interessante? 
Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l'attrattiva del sesso, ma, propriamente, vi passa attraverso; la trascende.
Con la seduzione, infatti, il desiderio non è un fine, ma una ipotetica posta in gioco. Anzi, più precisamente, la posta in gioco è provocare e deludere il desiderio, la cui unica verità è brillare e restare deluso". Secondo J. Baudrillard (1992).
   La seduzione  non è attrazione della bellezza di natura. Un corpo nudo, di per sé, non è seducente. Per essere tale ha bisogno di un artifizio capace di cancellare la semplice  nudità di natura. E artifizio significa: gli ammiccamenti, il gioco dell'apparire e scomparire, la provocazione  del desiderio ipotizzato e cancellato.
E gli artifizi vengono da importanti parti del corpo. 
Dalla bocca, con le labbra che parlano anche quando non parlano.
Dagli occhi che possono navigare verso lidi fantastici.
Dal corpo (Non nudo, ma ricoperto di vesti e accessori) con le sue movenze che possono essere più esplicite di un libro aperto.
Come una forza centrifuga che spinge qualcosa che sta all'interno verso l'esterno; contro il vestito o contro lo sguardo dell'osservatore.
E' il vestito che copre che esercita il desiderio irrefrenabile di scoprire. Ma un vestito senza cuciture (Tipo camice) fa pensare ad un corpo entrato con la forza dentro quell'involucro. sedurre una persona abbastanza indipendente significa imparare a domare uno spirito libero. Per avere successo nella seduzione è necessario usare: il linguaggio del corpo, lo sguardo adeguato, messaggi che mostrano sicurezza. E, inoltre, fare complimenti, instaurare una comunicazione intima, attivare un contatto fisico da incrementare progressivamente, credere in te stesso.
La seduzione rappresenta il fascino, la capacità di suscitare un'attrazione viva o irresistibile.
Può essere indirizzata non solo ai piaceri della vita, ma, anche, al denaro, alla gloria, alle arti.  


LEGGE DI MERCATO

A proposito del prezzo del gas andato alle stelle. 
In questo periodo delicato, per la persistente guerra che la Russia ha acceso in Ukraina, il prezzo delle materie prime si è impennato in modo esponenziale. L'erronea determinazione dell'Europa di legarsi, prevalentemente, al solo fornitore russo ha portato al collasso l'economia dei paesi dell'Unione. 
Chi compra, in genere, ha più potere di chi fornisce la merce. Chi fornisce la merce ha una sola strada per far incrementare il suo potere: Aumentare il costo della merce. All'aumentare del prezzo della merce, aumenta, considerevolmente, il potere, il rispetto, la considerazione , verso il fornitore. Fornitore  che indirettamente diventa l'elemento condizionante dell'economia e della politica dell'utilizzatore.
L'Europa non ha brillato, certamente, per le sue scelte strategiche nel settore energetico. 
Non fa eccezione il settore alimentare e quello agricolo.  

8 ottobre 2022

CANZUNA A LA DIVERSA

 Canzuna a la diverza

Sacciu na canzuna a la diverza,
ma la diverza non sipò cantari ...
Passai di na ficara ed era cerza,
tendu la manu e mi sciuppai nu granatu,
affacciau lu patruni à la finestra
"Oh bruttu latru chi rrobi cerasa",
Minau na petra e mi spaccau la testa,
e lu sangu mi curria di li carcagni,
"Curriti genti cu pezzi cu pezzugli,
pammi mi stagnati lu sangu di li spagli ..."

Comu voli Diu

E si ijeu passu dici ca passiu;
e si non passu dici ca non t'amo.
Se vaiu vestitu bonu dici guappusegliu,
Se vaiu scirrucatu dici ca non daiu.
Eu ora vaiu a lu solito meo,
Vaiu vestitu come voli Diu.

Due canzoncine dialettali di Antonio Codispoti, artista naif, scritte il 06/11/2015, ricevute dalla sua nipotina prediletta Roberta.

ARIAPORO

Conosco una singolare piazza detta Ariaporo (Ufficialmente denominata Largo della Vittoria), posta nel centro storico di un paesino collinare Jonico Reggino Meridionale, già delimitata da una serie di modeste casette in gesso, a due o tre piani fuori terra, attaccate l'una con l'altra, separate solo da quattro distinte viuzze. Dalle sue viuzze, specialmente da quella in direzione Varraro, arrivano, spesso, raffiche di vento che oltre a portare allegria puliscono la stessa dalla polvere depositata per terra dalle vecchie case contadine in umile muratura.  Era, e in parte lo è ancora, una delle più importanti piazze ove la gente si riuniva per parlare e per discutere delle problematiche della vita. Il forte spopolamento del paesino ha portato il silenzio in quella piazza, già abituata a sentire la gente del luogo chiamarsi reciprocamente dalle finestre per raccontarsi e raccontare momenti di vita vissuta. Molti conoscono la piazza e il nome di quella piazza, forse in pochi sanno l'origine del nome.
- Pòros è il nome di una Divinità Greca. Sì, siamo in Magna Grecia. Il linguaggio dialettale antico era quello greco.
E, secondo la Mitologia Greca, Pòros era lo sposo di Penia, dea della povertà e del bisogno. Dal loro matrimonio nacque Eros, Dio dell'Amore.
 E alcuni personaggi gravitanti in quella piazza, ancora noti e ricordati da tanti, avevano un modo di fare, amavano e usavano un modus vivendi paragonabile a quello delle Divinità Greche.
- Poros è definita una piccola cavità che dall'interno si apre verso l'esterno, in un corpo poroso. Le stradine convergenti nella piazza erano, e sono, come delle feritoie che si aprono verso l'esterno. 
-Porus in latino tardo significa passaggio. Passaggio come quello delle viuzze che portano in Piazza.
- Poros è, anche, una pietra calcarea locale porosa, usata in architettura e in scultura arcaica.
-Poro, secondo Platone, figlio di Metide, è la personificazione dell'ingegno, dell'espediente. E' avido di sapienza e ricco di risorse. E' inteso come abbondanza, ricchezza, risorsa. Quindi, è in contrasto con Penia (Miseria).
Si narra, nel campo mitologico, che, il giorno che nacque Afrodite gli Dei organizzarono una festa in suo onore. Poro, totalmente brillo andò a distendersi nel giardino di Zeus. Dopo il succulento banchetto Penia (Povertà) andò a mendicare alla festa e vedendo Poro - di cui era innamorata - ebbro e addormentato ne approfittò per giacere con lui, sperando di restare incinta. Cosa effettivamente verificatosi.  e fu così che nacque Eros
Piazza Ariaporo è sempre stata la Piazza dell'amore. Quello sacro e quello profano. Dentro e fuori ogni confine. 

28 settembre 2022

IL QUADRATO DI SATOR

S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S

Il quadrato palindromo di Sator è un simbolo (Mistico per alcuni; Cabalistico; ...) che si riscontra in tante opere d'arte medievali e non solo. Le cinque parole, di cinque lettere, si leggono da six a dx  e dall'alto in basso e viceversa.
Il significato, con riferimento a Dio (Seminatore), è il seguente:
"Il seminatore, col proprio carro, governa le ruote".

6 settembre 2022

UNIVERSITA'

 Il livello Culturale di un popolo è intimamente connesso con la qualità delle sue Scuole e, ancor di più, delle sue Università.
Le Università in Italia hanno vissuto, ultimamente, una particolare condizione di turbolenza, dovuta alla volontà (Perversa, errata) di agire nel senso di fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci e nel senso di scopiazzare le università di altri paesi,  non certo positiva. Con un decadimento, visibile ictu - oculi, al quale bisognerebbe porre rimedio, al più presto possibile. Aspetti inaccettabili delle nostre Università:
1)- La Didattica. La Didattica, di fatto, è morta, invece essa deve rappresentare il motore pulsante, il cuore, la linfa, del mondo universitario. Con Docenti che svolgono con passione e con capacità elevate la loro missione di insegnare. Con i Docenti che fanno solo i Docenti e non anche i professionisti liberi, in concorrenza coi Professionisti veri.
I meccanismi di arruolamento e progressione del corpo docente non sempre sono basati sul merito, sulla capacità. Purtroppo, si riscontrano in questi posti soggetti arruolati più per appartenenza che per capacità. Con lo stesso metodo della magistratura, dice qualcuno. l'Università ha vitale bisogno che tra Docente e Discente ci sia la conoscenza diretta, franca, sincera, senza condizioni. Sono necessari Spazi per le discussioni, fuori dall'orario di lezione, fra Professore e Studenti;
2)- I Ricevimenti. I Docenti devono avere la tempo e passione per effettuare adeguati ricevimenti con gli studenti, con piccole classi, al fine di sviscerare tutti i dubbi e le perplessità che dovessero sorgere in seguito alle lezioni;
3)- La Didattica a distanza (DAD). Non è un mezzo idoneo per il mondo universitario, fatto di suoni, voci, immagini, movimenti del corpo. La presenza è elemento essenziale per ogni indirizzo di studi. La pandemia da COVID-19 ha introdotto la DAD fino al massimo dell'esasperazione. Con le dovute precauzioni, eventualmente, bisogna ritornare alla didattica in presenza, senza eccezioni;
4)- Libero accesso all'Università. E' lo studente che deve sapere e scegliere cosa studiare, non lo Stato. Non è possibile che in uno stato democratico si riscontrino innumerevoli fughe di giovani verso università straniere al fine di poter fare gli studi dei propri sogni! Quanti ragazzi ho conosciuto che sono stati costretti di iscriversi a Scienze Biologiche  e non a Medicina, come di piacere, per il fatto di aver sbagliato alcune risposte ai quiz di accesso sui nomi di squallidi personaggi della TV spazzatura, da anni operante in Italia?
5)- Gli spazi collettivi siano liberi. Adeguati spazi collettivi devono essere immediatamente fruibili dagli studenti. Praticamente, per quasi tutte le ore del giorno. Le Biblioteche devono essere, sempre aperte, anche di sera e in parte di notte, come si verifica in molte università Europee. 
6)- Ricerca. In Italia la Ricerca Universitaria è un optional. Non si riescono ad impegnare, neppure, i finanziamenti di settore dell'Europa. I nostri laureati per fare ricerca sono costretti a portarsi all'estero.
   Ci sono tante Università già molto importanti che col tempo, in assenza di una adeguata direzione, hanno perso il loro appeal (capacità e grado di attrazione, richiamo).
   L'Università è come la Libertà. Va curata e difesa. Non è per sempre.

5 settembre 2022

CREUSA

Una città, Troia, distrutta. Una famiglia in fuga. La ricerca di un luogo ove fondare una nuova città. Roma.
Creusa, trasfigurata moglie di Enea, saluta il suo sposo (Disperato) e lo incita alla fuga, verso il nuovo sito, scelto dagli Dei.

"... E io nell'ombra osai lanciar richiami,
riempii di grida le vie, disperato Creusa
invano più volte, e ancora e ancora chiamai.
Cercavo così, tra le cose, in città, senza fine, da pazzo;
e il simulacro ferale di lei, di Creusa il fausto corpo suo
mi vidi apparire davanti, più grande dell'immagine nota.

... E lei prese a parlarmi così, confortò la mia pena:
"Perché cedi tanto a un dolore insensato,
mio dolce sposo? Non senza volere dei numi
avvenne questo, con te portarti Creusa
non puoi, non vuole il sovrano dell'altissimo Olimpo.
Lungo l'esilio t'aspetta, tanto mar da solcare;
e alla Terra verrai del Tramonto, dove l'etrusco
Tevere scorre tra fertili campi con lenta corrente.
Qui prosperi eventi e regno e sposa regale
son pronti per te: non piangere più l'amata Creusa ...
E ora addio, e del nostro bambino conserva l'amore"".  
 

2 settembre 2022

PRIAMO A PIRRO

 Le ultime parole di Priamo, re di Troia, rivolte a Pirro (Neottolemo, figlio di Achille), subito dopo aver assistito alla morte del figlio Polite, e poco prima della sua fine, cadendo sul sangue del figlio.

"A te per tal delitto, con tanta tua audacia
gli dei, se v'è in cielo pietà che di questo abbia cura,
paghino tutti il dovuto e rendano il premio
giusto, a te, che lo strazio d'un figlio m'hai fatto vedere
davanti agli occhi, così, con la morte , violando un volto di padre.

Ma non quell'Achille, da cui tu menti d'esser nato,
fu tanto crudele contro Priamo nemico, ché il sacro diritto
rispetto del suo supplire, e il corpo d'Ettore esangue
rese per il sepolcro, e me rimandò nel mio regno".

REALTA' E IMMAGINAZIONE

 L'immaginazione e la fantasia influenzano la nostra percezione della realtà, per cui ognuno di noi vede le cose a modo proprio.
La percezione della realtà è una costruzione attiva, ove l'immaginazione, la fantasia, il desiderio, intervengono nella trasfigurazione dei dati reali.
Le condizioni in cui si attua una osservazione portano modifiche dell'assunto.
Quel che si scopre di una persona dipende, in gran parte, da chi noi siamo e da come l'avviciniamo.
In sintesi, la convinzione di conoscere un'altra persona, realmente, in modo oggettivo, affidabile e prevedibile, è una delle tante illusioni.
S. Freud, docet. 

LA RUOTA DEL PROIETTO

La ruota del proietto, per chi non lo sapesse, era un semplice meccanismo, già presente in molte città, che permetteva alle madri in difficoltà economiche di consegnare, in modo anonimo, il proprio nascituro ad una struttura (Misericordia, Curia, Struttura sanitaria, Sacerdote,...) che si sarebbe curata della crescita del bambino. Se il padre apparteneva a una classe di alto censo alla struttura destinataria venivano donati, per il dovuto sostentamento, denari, beni mobili e immobili. La madre interessata adagiava il nascituro sulla parte in vista della ruota (In legno) ed azionava il meccanismo che faceva ruotare il ripiano di appoggio. Subito il bimbo si veniva a trovare all'interno della struttura (Ricordo la casa del prete sotto la galleria di Via Roma) dove riceveva immediatamente delle cure dalle persone addette, allertate dallo scampanellio che si generava con detta rotazione.
La Ruota del proietto, era detta, anche (In funzione delle varie località d'Italia), la Ruota degli esposti; la Ruota dei trovatelli; la Ruota del figlio della Madonna (A Napoli); la Ruota del Figlio degli Angeli. Da questi nomi sono derivati i cognomi (Esposito; Proietti; Nome del mese; Santo del giorno;...) che venivano assegnati ai bimbi donati.
Era la ruota del "filius matris ignotae", del figlio di madre ignota. Da questa definizione latina deriva (Registri pubblici comunali) con una discutibile abbreviazione "figlio di m. ignota". E da qui il passo è breve fino a "figlio di mignota" e, quindi, "figlio di mignotta" nel gergo romano. 
Ecco l'origine di una parola molto in uso nella città di Roma, ove il latino era di casa.

COGLI L'ATTIMO

Nella vita, spesso, l'uomo si lascia travolgere dal desiderio di riflettere sulle scelte da fare. Ma non sempre c'è il tempo necessario per decidere sulla scelta. Spesso la scelta deve essere fatta all'istante, nel momento in cui si presenta l'occasione, senza la possibilità di aspettare una seconda occasione. E la reazione deve essere pronta, serena, giusta. Da esplicare al volo. Senza tentennamenti, pur con la massima correttezza e il dovuto stile. 
In tanti settori della vita. Dunque:
Carpe diem; Cogli l'attimo; L'attimo fuggente.

6 agosto 2022

BELLEZZA E LIBERTA' DELLA LINGUA

 ′′ La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, passato semplice, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato...) dà luogo ad un pensiero al presente, limitato al momento, incapace di proiezioni nel tempo.

La generalizzazione del “tu”, la scomparsa delle maiuscole e della punteggiatura sono altrettanti colpi mortali portati alla sottigliezza dell'espressione.

Cancellare la parola ′′signorina′′ non solo è rinunciare all'estetica di una parola, ma anche promuovere l'idea che tra una bambina e una donna non c'è nulla.

Meno parole e meno verbi coniugati rappresentano inferiori capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.

Studi hanno dimostrato che parte della violenza nella sfera pubblica e privata deriva direttamente dall'incapacità di mettere parole sulle emozioni.

Senza parole per costruire un ragionamento, il “pensiero complesso” caro a Edgar Morin è ostacolato, reso impossibile.

Più povero è il linguaggio, meno esiste il pensiero.

La storia è ricca di esempi e gli scritti sono molti da Georges Orwell in 1984 a Ray Bradbury in Fahrenheit 451 che hanno raccontato come le dittature di ogni obbedienza ostacolassero il pensiero riducendo e torcendo il numero e il significato delle parole .

Non c'è pensiero critico senza pensiero. E non c'è pensiero senza parole.

Come costruire un pensiero ipotetico-deduttivo senza avere il controllo del condizionale? Come prendere in considerazione il futuro senza coniugare il futuro? Come comprendere una contemporaneità o un susseguirsi di elementi nel tempo, siano essi passati o futuri, nonché la loro durata relativa, senza una lingua che distingua tra ciò che sarebbe potuto essere, ciò che è stato, ciò che è, cosa potrebbe accadere, e cosa sarà dopo ciò che potrebbe accadere? Se un grido dovesse farsi sentire oggi, sarebbe quello rivolto a genitori e insegnanti: fate parlare, leggere e scrivere i vostri figli, i vostri studenti.

Insegna e pratica la lingua nelle sue forme più svariate, anche se sembra complicata, soprattutto se complicata. Perché in questo sforzo c'è la libertà. Coloro che spiegano a lungo che bisogna semplificare l'ortografia, scontare la lingua dei suoi “difetti", abolire generi, tempi, sfumature, tutto ciò che crea complessità sono i becchini della mente umana. Non c'è libertà senza requisiti. Non c'è bellezza senza il pensiero della bellezza ".

Cristoforo Clavé

DOMUS