Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

27 gennaio 2025

FORTUNA E SFORTUNA PER I RAGAZZI DI VIA PANISPERNA

 La Fisica, in Italia, ha avuto una crescita e uno sviluppo esponenziale all'inizio del secolo scorso, quando all'università di Roma, sotto la guida di Corbino, confluirono Enrico Fermi e tanti altri valenti studiosi e ricercatori.
Facendo tesoro delle capacità geniali di Fermi, sulla scorta delle conoscenze acquisite nelle altre scuole occidentali, un gruppo di studiosi si immerse, con convinzione, nello studio della fisica nucleare. I risultati acquisiti, che portarono Fermi al premio Nobel poggiavano su quello che nell'immediato era stato attribuito come un errore madornale del giovane Bruno Pontecorvo (Già studente di Ingegneria a Pisa). 

Infatti, i suoi superiori (Rasetti,... ) attribuirono a suoi errori il diverso comportamento dell'uranio sottoposto a bombardamento con radiazioni. L'utilizzo di un diverso materiale (Marmo o legno) per il piano di posa dell'attrezzatura sperimentale usata comportava un diverso riscontro del risultato sperimentale. Il diverso risultato non era da attribuire ad errore madornale fatto da Pontecorvo, ma alla presenza della diversa azione interferente del piano di posa nella fase successiva al bombardamento. Solo in seguito si è capito che agendo con adeguata interposizione di specifico materiale si poteva controllare la reazione a catena. Reazione a catena che ha portato alla costruzione della bomba nucleare.

Con la fantasia, ex post (Ora per allora), ci si può divertire, e rabbrividire, nel pensare  alle conseguenze a cui si poteva andare incontro se il Potere Esecutivo di quel tempo (fascismo), che sosteneva la ricerca dei ragazzi di Via Panisperna, fosse venuto a conoscenza di quella scoperta scientifica spaventosa. La esatta e immediata interpretazione della natura del fenomeno di fissione dell'Uranio avrebbe potuto comportare una immensa tragedia se fosse stata messa nella disponibilità del potere fascista, con una cruenta guerra in corso. 
L'Italia sarebbe stata la prima potenza nucleare del mondo.

La Fisica e i Ragazzi di Via Panisperna, alla Facoltà di Fisica dell'Università di Roma:

1)- Ernico FERMI. Il Genio. Detto il Papa. l'Infallibile. Gottinga - USA - Leida/Ger.
2)- Edoardo AMALDI. L'Abate. Lipsia.
3)- Franco RASETTI. Il braccio armato di Fermi. Cardinale vicario. Venerato maestro. Spilungone. Amante della Bellezza; amava divertirsi. Pasadena.
4)- Orso Mario CORBINO. Il Padre Eterno. Direttore. Siciliano. Era contrario alla presenza delle donne nella ricerca di Fisica Nucleare. Eppure qualcuno di quei suoi ragazzi è andato a fare ricerca a Parigi dalla Curìe figlia.
5)- Emilio SEGRE'. Detto Basilisco (Rettile che dava la morte con lo sguardo). Amsterdam.
6)- Bruno PONTECORVO. Timido, riservato. Scappato in Russia.
7)- Enrico PERSICO. Cardinale di propaganda fide.
8)- Giulio Cesare TRABACCHI. Divina Provvidenza. Chimico ISS.
9)- Oscar D'Agostino. Chimico. Parigi.
10)- Ettore MAJORANA. Grande inquisitore. Critico con tutti. Un genio. Chiuso, timido. Teorico eccelso. Unico. Ex  studente di Ingegneria, come tanti altri dei ragazzi. Scomparso nel marzo 1938.

   La foto storica riportata su tante riviste di settore riporta: Fermi, Amaldi, Rasetti, Segrè, D'Agostino. Il fotografo era Pontecorvo.

POTERI FORTI

 Un Potere qualsiasi può essere definito forte quando esso riesce, con la manipolazione delle menti, a trasformare in innocenti dei colpevoli.
E viceversa.
Chi, oggi, in Italia e nel mondo, riesce a fare ciò? 
Sicuramente:
- I Media,
- Il Potere esecutivo,
- Il Potere economico,
e, in parte: - Il Potere giudiziario,
                  - Il Potere religioso. 

25 gennaio 2025

AMICIZIA

 L'amicizia è un legame intenso che lega due persone. Essa si presenta con varie sfumature, dalla più intensa alla più sfocata (Quest'ultima non è più definibile neppure come tale). 

In modo sintetico, riporto i diversi punti di vista di questo legame affettivo, ripresi dalle culture popolari di tante regioni d'Italia. Le varie opzioni di amicizia, di seguito indicate, danno la possibilità di fare, a colpi di sciabola, dei collegamenti, seppur superficiali, con i nostri amici reali. 

- Amicizie superficiali. 
Sono quelle amicizie che si fermano al semplice saluto di cortesia, quando si presenta l'occasione. 
Una volta questo tipo di rapporto consisteva nel fare un cenno col capo o col sollevamento, leggero, o contatto, del cappello, accompagnato da un saluto formale, anonimo, impersonale, standardizzato. In questo caso più che di amicizia si dovrebbe parlare di semplice conoscenza. Si tratta di rapporto superficiale allo stato puro. Del nulla. In alcune regioni d'Italia gli uomini legati da questi rapporti erano detti amici di saluto o amici di cappello. 
E' bene ricordare che nel passato la parola "amico" non sempre veniva usata in senso letterale; spesso era usata in senso lato, improprio. Qualche volta anche in senso allegorico. Da questi amici, secondo i saggi del tempo bisognava "guardarsi", stare attenti ai colpi alle spalle.
Erano questi i casi, più numerosi, di amici da tenere a distanza. 

- Amicizie di bottiglia. 
Sono quelle amicizie (Di bottiglia o di cannata (Nome arabo -qannat- di una anfora di terracotta)) che nascono e si stabilizzano nelle osterie, anche col fine specifico di scroccare qualche bicchiere di vino. Sono legami che spariscono con l'allontanamento dal canonico luogo di bevute. In questi casi gli amici non sono di buona compagnia. Infatti, anche subito dopo una bevuta, se messi a debita distanza sono facilmente propensi a parlare male dei loro amici. Amici che tornano tali, anche subito dopo, con l'offerta di un bicchiere di vino. Sono amicizie che durano poco. Sono le amicizie definite di "bel tempo". Sottintendendo che basta un semplice cambio della situazione meteo per farle svanire. Svanire come le nuvole soggette al vento di marzo. 
Anche al fine di evitare continue "bevute", nel passato si suggeriva di abitare lontano dagli amici di bottiglia.
Per un'equa distribuzione dei costi del vino gli "amici di cannata" fissavano il pagamento a turno del liquido divino. 

- Amicizie di ciliegie. 
Sono quelle amicizie che legano due persone solo in senso ironico, allusivo. Sono le amicizie che, in genere, non si nominano esplicitamente, ma si lasciano intendere. In questo caso si tratta di una falsa amicizia visto che si allude a persona spregevole e moralmente ripugnante. Il tutto con argomentazioni chiaramente ironiche. Il soggetto implicitamente indicato è considerato privo di alcun valore etico, morale, sociale. 
Il riferimento alle ciliegie è dovuto a quel terribile parassita che attaccandosi al frutto l'ammalora impedendo all'uomo di poterlo gustare. In questo caso, il cosiddetto "amico di ciliegia", come il verme dentro il frutto, è considerato egoista, traditore e vile. 

- Amicizie intermedie. 
Sono quelle amicizie che legano due persone solo temporaneamente. Solo nei momenti di interesse del singolo o di entrambi, oppure nei momenti casuali d'incontro. Nel loro intimo, di norma, sono persone che si sentono superiori, per censo o per istruzione, superiori alle altre. 
Spesso si tratta di persone che amavano troppo, in modo smisurato, gli animali, ma, di norma, non sono capaci di altrettanto amore verso il genere umano. Anzi, spesso, il prossimo non lo sopportano proprio. 

- Amicizie intime. 
Sono quelle amicizie che legano due persone al di là di qualsiasi rapporto d'interesse. E' il legame che coinvolge l'anima prima che il corpo. Queste amicizie sono durature e poco numerose. Sono queste le amicizie che portano a saluti e abbracci e strette di mano e sorrisi reciproci. L'amico vero non è colui che parla; è colui che opera senza perdere tempo. L'amicizia vera, secondo molti, non dovrebbe essere stretta, per evitare il suo soffocamento.
Il vero amico è colui che protegge sempre l'amico assente. 
In ogni caso anche al vero amico è bene non rivelare tutto quello che si sa, specialmente quando si parla di altre persone. Specialmente di sesso femminile.
L'amicizia vera quando è riallacciata in seguito a lite per contrapposizione di vedute non sarà mai come quella intima originaria. L'amicizia riallacciata è come una minestra riscaldata. Buona, ma non buonissima.
I migliori amici sono quelli non più giovani perché in loro alberga più saggezza che nei giovani. 
Sono in molti a sostenere che i migliori amici sono quelli che abitano in lontananza.
In ambito patrimoniale in molti sostengono, a ragione, che è meglio avere rapporti con un amico che con cento parenti. Ciò anche per il fatto che gli amici li sceglie la persona i parenti derivano da semplice intervento divino.

I FENICI

   Nella zona più ad est del Mediterraneo si trova uno dei Paesi più importanti di questa culla di civiltà. 
Parlo del Libano, paese da molto tempo sconvolto da guerre intestine ed esterne. Tutti coloro che nel passato e nel presente hanno fomentato e fomentano gli scontri e le lotte tribali dovrebbero riflettere e portare rispetto a questa terra, anche solo per il contributo di civiltà e di conoscenza che i suoi figli hanno portato non solo al mondo occidentale, ma al mondo intero. 
Nell'attuale Libano, detto il paese dei cedri (Per la grande presenza di questa essenza arborea), detto anche, nel secolo scorso, la Svizzera del Medio Oriente, nel passato remoto, viveva un popolo attivo, laborioso, conoscitore e rispettoso delle culture che si affacciavano sul Mediterraneo e in parte provenienti dalla Mesopotamia. 

Il cedro era il materiale ideale per la costruzione delle imbarcazioni, di cui loro erano maestri. Essi facevano largo uso della carta da papiro, che compravano dagli egiziani, per le crescenti attività artigianali e culturali del tempo. Essi facevano largo uso dei coloranti per dare dinamicità alle cose (Monumenti, edifici, ...) fisse e mobili. La loro conoscenza della tecnica per la tinteggiatura rossa è diventata subito nota in tutto il Mediterraneo. Anche i vestiti delle donne, oltre alle facciate dei palazzi più importanti, cominciarono a diventare rossi, come il tramonto sul mare. 
E dal mare, con le loro solide barche, essi portavano le loro novità, le loro conoscenze tecniche, la loro cultura, in ogni dove. Dalle loro principali città (Didone, Tiro), da esperti navigatori ed espertissimi commercianti, quali erano, si dirigevano, in ogni direzione possibile, puntando sempre di più verso ovest, verso le Colonne d'Ercole (Stretto di Gibilterra) per vendere il legno di cedro, la carta di papiro, i coloranti. 

I fenici e la penisola iberica.
Nei loro viaggi furono attratti particolarmente verso i popoli della penisola iberica (Spagna). Il loro interesse per quel territorio e per quei nativi era talmente intenso che intensificarono sempre di più i loro viaggi verso quella terra. Tale frequentazione assidua li portò a creare dei veri e propri villaggi; loro paesi, poi diventati delle città. 
Già nel primo millennio a.C. fondarono città come Cadice, Malaga, Almunecar,  diventate subito molto note e importanti per il commercio in tutto il Mediterraneo.  
I fenici sono, anche, i fondatori di città quali Ibiza (Ebusus), Adra (Abdera), Cartagena (Qart Hadasht), famosissime allora ed anche oggi. Questi luoghi oggi molto frequentati dai flussi turistici internazionali a quei tempi rappresentavano fondamentali crocevia per gli scambi  culturali (Oltre che commerciali) per tutti i popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. 
Nel IX secolo a.C. fondarono Gadir, porto strategico per le rotte marittime fenicie, considerata la città colonia più importante dal punto di vista commerciale. 

I fenici con la loro presenza nella penisola iberica hanno preso tanto, ma hanno, anche, dato tanto. La loro mescolanza con i nativi iberici ha portato una significativa evoluzione del patrimonio culturale locale. 
I fenici nella penisola iberica hanno introdotto la scrittura, approfondito il far di conto, hanno insegnato la lavorazione dei metalli, la tecnica di orientamento nei viaggi via mare, prendendo come riferimento le stelle e, anche, le tecniche più avanzate per la coltivazione delle terre. 
Importante è stato il loro contributo nella diffusione della tecnica per la misurazione delle aree, per la toponomastica, per l'arte del costruire. Oltre ché per l'arte culinaria. I cibi dell'oriente hanno trovato, e trovano ancora, ospitalità nelle cucine iberiche.

Le loro colonie hanno servito da ponte di scambio culturale tra il Mediterraneo orientale e quello  occidentale. L'influenza fenicia perdurò nella penisola iberica anche dopo il loro declino come potenza commerciale. 

Quel popolo dinamico e sapiente era costituito dalla mescolanza di genti che avevano origine diversa, sempre prevalentemente mediterranea, particolarmente rispettosa delle fedi religiose, degli usi e dei costumi degli altri. Grazie a queste doti di tolleranza e di giustizia quel popolo era conosciuto in tutto il mondo allora noto. 
Gli antichi Greci chiamavano quel popolo Fenici, per quella terra detta Fenicia. 
I Romani, dopo dei Greci, chiamarono quelle genti Punici.
Loro si chiamavano Cananei (I testi biblici ripetutamente fanno riferimento alla terra Cananea). 
Noi li chiamiamo Libanesi.

23 gennaio 2025

IL SORRISO DI M M - ELLIOTT PH


 

ONESTÀ

 Nella vita esiste solo l'onestà, tutto il resto è collezione di francobolli.

Parafrasando una battuta di Rutherford, uno dei più famosi e geniali fisici moderni. 

IL PARADOSSO DELL'ASINO

 È la classica storia del decidere senza decidere. Della determinazione di riflettere, anche a lungo, di non prendere una decisione su una questione importante.

È la storia di un asino che si trascina, stancamente, sfinito, disperato, oramai sfiduciato per la fame e per la sete. Esso, infine, arriva, prossimo alla fine delle sue forze, ad un bivio stradale ove c'era indicata la presenza di Acqua, da una parte, e di Fieno dall'altra. Esso, da molto tempo, soffriva la sete e la fame. La bocca gli gridava di andare a six, ove c'era l'acqua. La pancia, invece, gli diceva, con forza e crampi, di andare verso l'altra direzione, ove avrebbe trovato fieno a sazietà. 

Nel dubbio il povero asino si sedette a terra per pensare quale sarebbe stata la strada giusta da percorrere. Pensava a una e agli aspetti negativi che avrebbe portato questa scelta sull'altra. E viceversa. Pensava e ripensava o pro e i contro sulla strada da seguire. Avrebbe potuto soddisfare la sete, ma si sarebbe trovato con la pancia vuota. Oppure avrebbe potuto soddisfare lo stomaco, ma si sarebbe trovato con l'arsura in bocca.

Il passare del tempo, in assenza di decisione, ha portato l'annichilimento dei muscoli e delle ossa del povero asino, che, dopo una lunga sosta, si è reso conto di non essere più capace di sollevarsi da terra e di essere prossimo alla fine. Fine che l'avrebbe raggiunto e colpito da affamato e da assetato.

Senza alcun dubbio l'essere umano, per il bene suo e della società, deve, sempre, fare le sue scelte, piuttosto che restare nel dubbio. Rimandare le scelte, trovare scuse per fare rimando, chiedere a terzi parere (Cosa canonica seguita pretestuosamente nella Pubblica Amministrazione) significa cadere nel dubbio dell'asino. La cosa logica, intelligente, è quella di ragionare con la propria testa e prendere una decisione. Aspettare a lungo senza decidere è cosa da povero asino. È voler salvare capra e cavoli. È voler appagare la sete e la fame del povero somaro. L'eccessiva riflessione porta alla morte. La cosa più importante è decidere. La mancata decisione è sinonimo di incapacità decisionale intellettiva. 

Ma quanti poveri asini ci sono nelle strutture dello Stato!  

17 gennaio 2025

PARIGI, NEL CUORE

 Se sei abbastanza fortunato di aver vissuto a Parigi come un/a giovane uomo /donna, allora, per il resto della tua vita, ovunque andrai, Parigi sarà con te.

E. Hemingwai

Resterà nel cuore per sempre. 

12 gennaio 2025

9 gennaio 2025

STUDI - ESPERIENZE - PROGETTI

 "La Fisica è una sola, ma disgraziatamente oggi i fisici sono divisi in due categorie: i teorici e gli sperimentali. Il teorico per essere considerato deve possedere capacità straordinarie. Lo sperimentale, invece, anche se non ha qualità eccellenti è molto utile per il lavoro di conferma su tutto ciò che si studia."                                Fermi.                                    Tutto ciò come dire che anche se le capacità individuali sono di medio livello potrai essere utile dando una mano nel settore sperimentale. In vero il massimo fisico italiano sapeva benissimo che la Teoria era fine a sé stessa se non veniva confermata dalla Sperimentazione.                 Studi - Esperienze - Progetti. La teoria (Studio) senza la conferma sperimentale (Esperienze) non potrà portare alla realizzazione di alcuna idea (Progetti).
             

  






LEOPARDI NAUFRAGO

"... sedendo e mirando,
interminati spazi 
profondissima quiete 
io nel pensier mi fingo... 
e il naufragar m'é dolce in questo mare".

Giacomo Leopardi .

8 gennaio 2025

INTELLIGENZA ARTIFICIALE - AI

  Le varie scuole universitarie del passato, oramai remoto visti i passi da gigante fatti dalla tecnologia nell'ultimo ventennio, insegnavano che la Scienza e la Tecnica dovevano essere al servizio dell'uomo. Per la sua crescita sociale, culturale, economica. Non sempre è stato così, sia nel passato prossimo, sia in quello remoto. Spesso esse hanno portato all'arricchimento, in alcuni casi sfrenato, di pochi e all'impoverimento dei lavoratori. Con delle rare eccezioni. 
Qualcosa di particolarmente pernicioso sta introducendosi nella vita odierna. È quel qualcosa definito come Intelligenza Artificiale. La Politica e la Tecnica non si preoccupano più di far incrementare l'intelligenza dell'uomo, ma si preoccupa di introdurre dei "mezzi" capaci di sostituire l'uomo. Come se l'uomo possa, mai, essere sostituito da un mezzo, da una "macchina pensante". 
L'uomo, sempre più, è spinto nella direzione che lo porta a non pensare con la propria testa, delegando ad altri il compito di ragionare. 
Ma le macchine non pensano. Non sono capaci di farlo. A pensare sono coloro che guidano, danno ordini, alle macchine. Le macchine faranno, semplicemente, quello che qualcuno avrà detto loro di fare. 
In sintesi, con AI, l'uomo sarà portato, sempre di più, a non pensare con la propria testa; a non porsi delle domande; a non far agire il proprio senso critico. Tanto c'è la macchina che lo fa. Dirà l'uomo, compiaciuto, a sé stesso. E questo è il percorso in cui l'uomo attuale è incanalato. Inesorabilmente verso la fine. 

27 dicembre 2024

IO. VISTO DA DENTRO

   Spesso, in questo mio sito, parlo di fatti e circostanze che riguardano  altri, e, così facendo, implicitamente, parlo di me stesso. 

Ora, con questo post parlo, esplicitamente, concisamente, di me; del mio modo di essere e di pensare. Cercando di essere, francamente, il più possibile spontaneo. 
Lascio aperta, come sempre,  ai miei lettori, la possibilità di esternare, concordi o discordanti, punti di vista. 

-Persona perbene. 
Sì, mi considero una persona perbene, dotata di quelle caratteristiche che sono presupposto per tale affermazione e, in parte, di seguito accennate. Ho estremo rispetto verso tutti gli esseri viventi (Mondi: vegetale, animale, umano). Con qualche, saltuaria, eccezione. 

-Persona giusta. 
Mi sforzo, da sempre, per cercare di essere rispettoso della Giustizia nell'ambito diretto o riguardante terzi. Anche a costo di rimetterci dal punto di vista personale. 
Per ogni argomento, sempre, ascolto e cerco di capire tutti i punti di vista, concordi o dissomanti. Ho sempre cercato, e cercherò, di analizzare le due facce della medaglia, prima di esprimere opinioni. Opinioni, le mie, che non sono mai state condizionate da interessi personali. Mi sono, sempre, espresso, e mi esprimerò, senza peli sulla lingua. Secondo coscienza. Tale caratteristica, mi rendo conto, mi porta ad essere visto, assimilato, a una persona spietata, antipatica, ma non lo sono. 

-Persona vicina alla scienza.
 Considero la Scienza il vero e sostanziale presupposto per la crescita etica, economica e morale dell'essere umano. 

-Personalità. 
Sono convinto di essere depositario personale  di un alto concetto di moralità e di etica. 
Da sempre ho rispetto della cosa pubblica, che mi sforzo di tutelare e di far amare anche dal mio prossimo. 
Sono cosciente del fatto che in alcuni momenti posso apparire superbo o altero, ma penso, sono sicuro, di non esserlo. Probabilmente sono dei momenti temporanei legati a specifici argomenti riguardanti i principii etici e morali. Di norma sono disponibile al dialogo con tutti. 
Posso affermare di essere, spesso, in ambito riservato, generoso e indulgente. Mi considero generalmente cordiale, gentile, affettuoso. 
Non amo mettere in mostra le mie caratteristiche positive. Di contro, tendo ad esaltare, quelle irruente, passionali, negative. 
Faccio spesso degli esami di coscienza per capire se dal mio modus vivendi può derivare una qualche negatività nelle persone che mi ascoltano. 
Sono un uomo con alti e bassi legati alle interlocuzioni col mondo esterno, che non sempre considero come il mio. 

-Professione. Faccio, da sempre, una attività professionale che amo molto. Sono, orgogliosamente, un Ingegnere libero professionista. Nel mio piccolo ho cercato e sto ancora cercando, per quanto possibile, di migliorare le condizioni della mia categoria, cercando di superare i luoghi comuni e le invidie presenti in ogni settore lavorativo. 
Ho, piacevolmente, studiato (Laurea in Ingegneria, Università di Pisa, Civile Grandi Strutture, Massimo dei voti) , e studio, molto, per tenermi aggiornato su tutti i settori d'interesse. 
Molti di coloro che operano nel mio settore (Architettura, Ingegneria, ambito prevalente pubblico) hanno stima della mia persona e della mia professionalità. 
Ma non posso omettere l'esistenza di soggetti che guardano nella mia direzione con malanimo e invidia procustiana. Anche verso costoro ho reagito, sempre, con rispetto e comprensione. Con sorriso e apertura umana. 

-Vivere. Vivo la mia vita, personale e professionale, sommessamente, in modo riservato, per conto mio. Senza interazioni, o con poche interazioni, con altri. Senza parlare o sparlare con altri, di altri. Ho rispetto delle vite e delle scelte degli altri, nei frangenti a comune, anche quando esse non sono condivisibili. 
La cattiveria di persone primitive, barbarie, mi ha colpito, gravemente, ma ho, sempre, avuto la forza di lottare e di andare avanti. Magari, confesso, ignorando, cancellando, isolando, tutte quelle persone che, in modo diretto o indiretto, hanno svolto funzioni, dirette o indirette, contro la mia persona. 
Spesso mi son domandato del perché di tali comportamenti barbarici, senza trovare alcuna giustificazione accettabile, diversa da quella sopra indicata. Con tanto smarrimento e tanta amarezza che ti resta in cuore. Specialmente quando, magari, scopri che la cattiveria, fine a se stessa, proviene non da persone sconosciute, ma da persone verso le quali ti sei spontaneamente impegnato, donando aiuto, assistenza, sostegni; anche economico. 
Riconosco di avere difficoltà a digerire tutte le persone che, direttamente o indirettamente, mi hanno fatto del male. Non sono portato al perdono facile. Tendo, semplicemente, a ignorare, cancellare, tali persone. Per me sono come inesistenti. 
Anime prave, ignote, scomparse. 
Forse sono un po': megalomane, presuntuoso. 
Sono stato e sarò sempre dalla parte degli ultimi. Con principi di Libertà, Uguaglianza, Giustizia, Democrazia. 
Col criterio che nessuno dovrebbe poter disporre del superfluo fintanto che ogni essere umano non abbia la disponibilità del minimo necessario per una vita decorosa. 
Non accetto, per esempio, che un tipo come Rasputin passi la notte, al freddo, sui treni (E di questo sono grato a tutti coloro che lo consentono) mentre la nostra Repubblica distribuisce denari in "quantità volgare" a soggetti che non ne avrebbero diritto o bisogno. 

-Socialità. Da sempre vivo in modo autonomo. Non collettivo. 
Non appartengo, non sono iscritto, ad alcun partito o club, se si esclude l'ordine professionale degli Ingegneri, obbligatorio, per legge, al fine di svolgere l'attività suddetta. E, per come è gestito, per quanto mi riguarda, si potrebbe farne a meno anche di questo. 
Ho le mie idee su tutto, ma le esterno, prevalentemente, con persone di cultura e intelligenza. 
Amo leggere e scrivere. Amo parlare e ascoltare  cose intelligenti, di qualsiasi campo. Specialmente sui massimi sistemi. 
Amo pensare e fare il possibile per la crescita sociale e culturale degli ultimi, degli umili. Di coloro che non sono ascoltati da nessuno. 
Non amo ascoltare discorsi retorici o volgari (Ho imparato a dire qualche parolaccia solo in seguito ad un periodo di lavoro intendo con una persona che ne faceva largo uso) . 

La mia vita è stata regolare, con ampi intervalli di felicità di vita e professionale. 
Ho lavorato molto, anzi moltissimo, ma per tutto quello che ho fatto, ho guadagnato poco. 
Spesso ho svolto attività professionale non remunerata, per il solo scopo di aiutare persone colpite, umili o prive delle necessarie risorse. 
Forse, in ambiti geografici diversi avrei ottenuto maggiori gratifiche e soddisfazioni. 
   E, nonostante tutte le avversità vivo. Con gioia, riservata. 

19 dicembre 2024

OLTRE LA VITA. PISA

Cimitero monumentale. Piazza dei miracoli. 

NATALE - UNGARETTI

Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade. 

Ho tanta stanchezza sulle spalle. 

Lasciatemi così, 
come una cosa posata in un
angolo e dimenticata. 

Qui non si sente altro che il caldo buono. 

Sto con le quattro capriole
di fumo del focolare. 

ESSERE O APPARIRE?

 Nella vita è più importante essere o apparire? 
È più importante il contenuto o il contenitore? 

Quante volte abbiamo sentito dire che "non è l'abito che fa il monaco"? 
È importante la qualità o la quantità delle cose, dei percorsi, degli studi? 

Quanta importanza ha, nelle scelte, il contenitore rispetto al contenuto? Facciamo mente locale alla cura applicata dalle grandi marche che producono e commercializzano profumi, per esempio, e riflettiamoci sopra.

Quante volte abbiamo sentito dire che il contenuto non conta? Che è il contenitore che determina le scelte future?
Sono i condizionamenti, le convenzioni sociali, che ci avvicinano, o ci allontanano, alla forma o alla sostanza. 
E quali sono?

Attrattori verso la forma:
-Il denaro è un grande attrattore verso l'aspetto formale.
-Lo specchio con la nostra immagine riflessa è un forte veicolo che ci invita, ci sprona, ad essere convenzionalmente formali. E' l'oggetto che, per eccellenza, rappresenta le apparenze. Quello che si vede. 
-Il vestito che copre il nostro corpo ha l'obiettivo di condizionare il giudizio nei nostri confronti, al di sopra di qualsiasi considerazione nel merito. Nelle sfilate di moda, in genere, le modelle sono oggetti anonimi che portano a spasso il vero protagonista: il vestito in mostra per essere venduto.
-L'automobile che possediamo, o guidiamo, fornisce indicazioni sul nostro patrimonio monetario, ma non su quello etico e morale. Il valore venale del mezzo rappresenta, in modo direttamente proporzionale, la capacità attrattiva del possessore.
-La bellezza fisica è un formidabile strumento di condizione verso l'apparire. La bellezza fisica è qualcosa di effimero condizionato sia dalle reali ipotesi di fascino sia dalla persistenza delle caratteristiche nel tempo. Le persone dotate di bellezza di preoccupano, sostanzialmente, del mantenimento delle condizioni fisiche, senza mostrare interesse per la bellezza interiore. La vita, in ogni caso, sul viale del tramonto, tende al dissolvimento delle caratteristiche fisiche. Con traumi psicologici che, se non bene affrontati, possono portare stati di squilibrio neuro-psicologico. 
-Le cerimonie ufficiali (Matrimonio, Incarichi, Funerale) sono molto più importanti della figura celebrata.
-I luoghi comuni sono elementi di freno per il cuore. Sono quegli elementi che spingono verso l'omologazione, verso l'annullamento della propria personalità. Quindi, si dovrebbe scappare il più veloce possibile davanti a persone che affermano, proditoriamente, frasi banali, perniciose, del tipo: 
Così è come fanno tutti; Abbiamo fatto sempre così; Devi essere il migliore di tutti; Non sei abbastanza bravo; ...
   Tutti questi attrattori parlano di come appare il soggetto in questione dall'esterno. Danno informazioni sulle caratteristiche economiche, fisiche, estetiche, ma nulla dicono su come esso è all'interno. In sintesi il contenitore è molto più importante del contenuto. L'apparire è un mostrarsi senza mostrarsi. Si mostra una facciata che raramente corrisponde alla propria anima. E' solo apparenza.
Il desiderio sfrenato di primeggiare, di arrivare ai vertici, di un determinato settore di norma rappresenta un grosso impedimento per la ricerca e la serena vivibilità dell'anima. 
Il successo, la popolarità, la perfezione, sono cose che portano alla necessità di acquisire e indossare una maschera da mostrare al pubblico. Maschera che, spesso, è costretta a scontrarsi con quella reale dell'anima. Con quest'ultima quasi sempre perdente. 
Questi attrattori sono subdoli ricatti, letali dell'anima, che vengono imposti, implicitamente, con la minaccia e la paura di una conseguenza. 

Attrattori verso la sostanza:
-Il dialogo sincero mostra in evidenza la bontà d'animo della gente.
-L'amore verso le persone e verso l'ambiente mostra l'intimità dell'anima del soggetto.
-La cultura, la necessità di conoscenza, rappresenta la caratterizzazione delle persone. Con essa l'uomo si presenta mostrando la sua faccia, senza restare anonimo. La lettura di un libro rappresenta un grande punto di non ritorno, verso l'esaltazione della propria anima, del proprio cuore.
-La spontaneità di essere se stesso elimina qualsiasi finzione che ti spinge ad essere un altro. E per essere se stessi, in molti casi della vita, è molto meno vantaggioso che mostrare un volto di facciata. Inoltre, per essere se stessi bisogna essere, anche, coraggiosi per andare incontro a tutte le avversità (Spesso anche gravi) che i tuoi simili ti pongono.
   Sono questi gli attrattori che aiutano l'uomo a cercare, e ritrovare, se stesso. Il proprio io interiore, libero da pastoie e da condizionamenti. Senza i condizionamenti dell'apparire, del sembrare, ma con la semplice determinazione di essere quello che si è. Umile o importante quanto si vuole, ma in nessun caso soggetto  clonato. Con la chiara e limpida luce propria, proveniente dalla propria anima.

IL TEMPO

 Il tempo è qualcosa di cui tutti parliamo, ma non è di facile definizione.
Il tempo, come tante altre cose complesse della vita, è una convenzione.

 Il tempo può essere definito come interno o esterno all'uomo. E' detto interno quando riguarda i fatti personali di ognuno. Tipo il modus vivendi o l'età che ognuno ha, o pensa di avere. Sì, perché l'età non è un fatto puramente aritmetico fine a se stesso. Essa dipende da fattori personali che, in quanto tali, cambiano da persona a persona.

Il tempo esterno è quello che è condizionato non alla singola persona, ma alla collettività.

Il tempo, in generale, può essere paragonato ad una piccola auto oppure ad una fuoriserie. In funzione delle diverse condizioni di vita  l'uomo è alla guida dell'una o dell'altra macchina, con conseguente diversa velocità (Rapporto di spazio su tempo). 
Col tempo che:
 - non passa mai per chi è costretto ad aspettare;  
- passa troppo veloce per chi gioisce;  
- è eterno per chi ama e per chi ha profondi ideali relativi ai massimi sistemi.

IL DOLORE

 Il dolore è quel qualcosa che tende ad annientare, dal punto di vista fisico e da quello psicologico, l'esistenza dell'uomo.

L'uomo gravemente ferito porta, sempre, con sé il dolore. Dolore che reagisce col rifiuto dell'incompetenza, della barbarie, delle avversità, della malvagità, dell'ingiustizia. 

Può essere di origine interna o esterna alla persona.
In ogni caso, il vero terribile dolore non è quello che si dice, ma è quello che si tace. 
Quello con cui si convive dentro. In silenzio. 

2 dicembre 2024

PONTE RION ANTIRION



Foto col Ponte in corso di costruzione. 
-Posizione. 
Il ponte Rion Antirion, uno dei più eleganti Ponti Strallato moderni, si trova in Grecia, nella zona di Patrasso, presso la costa Jonica;
attraversa il golfo di Corinto, tra le città di Rion, nel Peloponneso, e Antirion, nella Grecia continentale.

-Dati tecnici. 
Tipo: Ponte strallato
Materiale: Acciaio e cemento armato
Lunghezza: L = 2. 883 m
Luce max: lmax = 560 m
Altezza luce: H = 60 m
Larghezza: la = 27 m
Altezza: h = 164 m. 

-Progetto. 
È stato progettato dall'architetto Berdj Mikaëlianet, autore di numerosi altri ponti, e costruito dal gruppo di BTP francese Vinci, con un costo complessivo di 771 milioni di euro.

-Sismicità. 
Il golfo di Corinto si trova in un'area altamente sismica, ha fondali melmosi e incoerenti ed è spesso sottoposto a venti che superano i cento chilometri orari.
È dimensionato per resistere a terremoti superiori a 7 gradi sulla scala Richter. Sarebbe secondo i costruttori «il luogo più sicuro in caso di sisma maggiore nella regione di Patrasso». 

-Strutture portanti. 
La struttura è un misto di acciaio-cemento armato su quattro torri in cemento di 90 metri di larghezza, pesanti 150 000 tonnellate ciascuna. La piattaforma principale è di 560 metri per una lunghezza totale di 2.880 metri, sospesa a 60 metri al di sopra del livello del mare.

-Fondazioni.
Il fondale del golfo di Corinto è costituito da terreni non compatti (argilla, limo, sabbia fine). 
La roccia si trova a più di 1000 metri sotto. La profondità dell'acqua raggiunge i 65 metri. Le fondazioni di ognuna delle quattro enormi torri sono state costruite in bacino di carenaggio, e rimorchiate in galleggiamento prima di essere definitivamente immerse una volta che la loro costruzione ha raggiunto i 60 metri di altezza. Questa operazione di alta precisione tecnologica è stata effettuata dalla ditta olandese Smit, specializzata nel trasferimento di piattaforme al largo.
Le fondazioni del ponte poggiano su delle basi di ghiaione di grossa granulometria, al di sotto del quale è presente il terreno argilloso precedentemente consolidato con centinaia di pali metallici dal diametro di 2 metri. Questa particolare soluzione consente al terreno di non cedere sotto le sollecitazioni di un eventuale sisma, e alle torri del ponte di traslare sullo strato di ghiaia artificiale senza trasmettere sollecitazioni all'intera struttura del p
onte.

26 novembre 2024

LA VITA E' FATTA DI ISTANTI ESALTANTI

 La vita è cadenzata dalla variabile Tempo. Ogni istante della vita è legato alla misura del tempo. Tempo fatto di ore, di minuti, di istanti. Ma quelli che contano di più sono quegli istanti che accendono la vita che la rendono sublime, esaltante, sfavillante. Sono questi i momenti che debbono essere, immediatamente, individuati e vissuti. Sono quegli istanti che fanno la differenza. Il salto di qualità verso il qualcosa di più, di molto più in alto. 

Per tutti nella vita ci sono le solite 24 ore al giorno, ma solo per alcuni, in specifici momenti, ci sono istanti speciali, che bisogna subito riconoscere e non buttare nel cestino. Quegli istanti, nella vita si presentano per tutti, con modalità e frequenze variabili caso per caso, non ammettono  rimandi e non sono disposti a ritornare in un momento considerato più opportuno. Essi vanno colti al volo, come una frutta matura che non ha più voglia di restare sull'albero, senza dubbi, senza tentennamenti. Carpe diem. Cogli l'attimo fuggente.

 Certamente tutto sta nel come si sceglie di vivere. La strada maestra, ma non certo la più comoda e sicura, è quella che ci fa apprezzare, godere, di quegli istanti luccicanti della vita. Istanti che non possono essere soffocati da improbabili dubbi esistenziali. Se ti piace tanto una cosa (O una persona), per la quale ti si presenta una opportunità, falla, senza pensarci troppo. Falla subito perché non sai se e quando l'occasione si potrebbe ripetere. Anche se tale scelta, sai che ti potrebbe portare qualche piccolo dissapore. La vita è bella ed essa va vissuta, al presente, minuto per minuto, in questo istante, magari con un bel sorriso. Se ti piace parlare, scherzare, ragionare, ballare, con una persona che reputi eccezionale, non aver dubbi, fallo, senza indugi, anche se sai di correre il rischio di non essere compresa  da chi ti sta vicino (Il fidanzato che, per esempio, si ingelosisce). 

La vita sta a noi in funzione della modalità con cui scegliamo di vivere quei pochi istanti sfavillanti. I soli istanti che avremo piacere di ricordare nel futuro. E' la vita che avvolge quegli istanti magici che saremo portati a ricordare, con gioia. Indipendentemente da tutte le altre cose canoniche che saremo stati capaci di realizzare. La vita che saremo portati a ricordare con entusiasmo sarà quella che ci avvolge e ci travolge mentre stiamo facendo altre cose. Sì, dobbiamo imparare a godere di tutti gli istanti della vita. In particolar modo di quegli istanti speciali in cui ci troviamo nel fare una cosa e siamo attratti, magicamente, spontaneamente, verso un'altra.     

25 novembre 2024

GIUSTIZIA: RETORICA E PRIME IMPRESSIONI

 Nelle questioni di Giustizia spesse volte, leggendo pronunciamenti della Magistratura giudicante, capita di constatare la presenza di elementi di contraddittorietà. 
In sintesi, può capitare di trovarsi, inizialmente, di fronte a tesi favorevole ad una certa ipotesi, per scoprire poi, in fondo al discorso, l'adesione alla tesi opposta a quella inizialmente esplicitamente sostenuta.

Nel settore della Giustizia bisogna sempre diffidare della prima impressione, implicita o esplicita, manifestata dal giudice. Esso, in genere, nei preamboli, nella fase iniziale del suo pronunciamento, da l'impressione di essere favorevole all'imputato, forse al fine di godere nell'affondare la lama con la conclusiva.

SCIENZA, TECNOLOGIA, PROGRESSO

 Nella vita è importante avere successo, vincere, nel settore professionale, sociale, sportivo, politico. 
Ma, ancora più importante è amare, condividere, crescere e aiutare a far crescere gli altri, socialmente, culturalmente, economicamente.
Con la bellezza del donare.
Donare che, in qualche caso, può andare contro radicati luoghi comuni.

   Far capire alla gente di un umile paesello che era errato conservare le olive raccolte per almeno una settimana, al fine di "farle prendere la calda", prima della macinazione, è stata un'impresa ardua, ma tu, Totò, ci sei riuscito. Anche se ciò ti ha portato alcuni malumori e maldicenze e inimicizie. 
"Abbiamo fatto sempre così", ti dicevano alle spalle e di presenza, in qualche caso con arroganza, senza portare a sostegno alcun ragionevole giustificato motivo. E' la classica frase a sostegno della tradizione povera che non sempre era supportata dalla Scienza. 
"Se abbiamo fatto sempre così, perché ora dobbiamo cambiare?" ti diceva la gente che non era convinta della necessità di operare in modo diverso. E tu, ricordo, a cercar di spiegare, a tutti, anche a coloro che erano testardi come i muli, forse, anche, per partito preso, che, con quel percorso "della calda", dalle olive si otteneva sì una maggiore resa d'olio, ma che la qualità dell'olio veniva, irrimediabilmente, compromessa.
 
Ora quel "percorso della tradizione", per fortuna, è stato dimenticato da tutti, ma non so in quanti ricordano chi è stato a imporre, a convincere la gente di quel paesello, quel cambio di marcia (Macinazione delle olive subito appena raccolte) parlando di Scienza, di Tecnologia, di Igiene e di Progresso culturale ed Economico.

STUDIARE

 «Studiate.
Per amore del sapere, mai per i voti.
Perché sapere aiuta a essere.
E sapere tanto aiuta a essere tanto.

Studiate.
Perché la cultura rende liberi
e niente vale più della libertà.

Studiate.
Perché siamo le parole che conosciamo,
perché il pensiero crea la realtà.

Studiate.
Perché non conoscerete mai la noia
se amerete un libro, un paesaggio,
un quadro o la settimana enigmistica.

Studiate.
Perché studiando capirete le vostre qualità, le vostre inclinazioni, 
i vostri punti deboli.

Studiate la storia, perché il passato illumina il presente.

Studiate la geografia perché ogni luogo è anche un fiume, una montagna, un vento.

Studiate la matematica perché nella vita spesso i conti non tornano e bisogna trovare soluzioni alternative.

Studiate le lingue straniere, 
perché i viaggi sono le lezioni di vita più belle.

Studiate la biologia perché capire come fa a battere il cuore,
 o perché il battito accelera se vi innamorate, è meraviglioso.

Studiate la filosofia perché imparerete a ragionare e a guardare il mondo dalle prospettive più originali.

Studiate la letteratura perché vivrete molte vite e vedrete posti incredibili da casa.

Studiate la grammatica perché la differenza tra un accento e un apostrofo non è mai un dettaglio.

Studiate la musica, l’arte e la poesia.
Perché la bellezza è emozione e terapia.

Studiate la fisica e la chimica perché nell’atomo e nelle molecole
si celano energie potentissime.

Studiate.
Perché quando smettete di imparare smettete di vivere.

Studiate ciò che vi piace, ma anche ciò che ora vi sembra inutile.
Perché un giorno, quando meno ve lo aspettate, ne capirete il senso.

Studiate.
Senza pretendere troppo da voi stessi e senza rinunciare mai allo svago, allo sport e alle emozioni.
Perché lo studio viene sempre dopo il vostro benessere!

Studiate.
Senza temere di dimenticare qualcosa.
Perché i buchi di memoria servono a fare spazio.
Perché la scuola serve a trasformare specchi in finestre, non a giudicarvi.»

Francesco De Sanctis

AMORE SACRO ED AMORE PROFANO

 La vita degli umani è piacevole quando è attraversata da emozioni, da sentimenti che nel loro manifestarsi esaltano anima e corpo.
L'Amore è l'agente fondamentale per la manifestazione di questo stato di esaltazione umana. Esso è detto sacro quando coinvolge la sola anima (Lasciando fuori il corpo); invece è detto profano quando interessa solo o prevalentemente il corpo (Indipendentemente dal coinvolgimento dell'anima). Si parla, quindi, di amore platonico (Scevro di sensualità. Sola contemplazione della bellezza ideale. Amore spirituale. Amore che sta solo nella mente e non nella realtà) e di amore sessuale.

L'amore detto platonico, privo di attenzioni di natura erotica, tende ad esaltare l'attrazione sentimentale, spirituale, esistente fra due persone.
Tale amore è stato decantato da poeti e scrittori di tante diverse culture e in tempi lontani fra loro.
Il massimo cultore dell'amore sacro, platonico, nel mondo occidentale, è stato Dante Alighieri,  che nella sua Divina Commedia l'ha esaltato in omaggio all'amata bella Beatrice (In vero Dante non poteva definirsi bello. Era, però, un poeta geniale). 
E' luogo comune, quindi, pensare a Dante come al poeta che parlava solo dell'amore platonico. 
Ma non è così. E per convincersi di ciò basta andare a vedere cosa dice al 3° Cielo (Quello di Venere), del Paradiso, della sua Divina Commedia, quando parla del noto Falchetto da Marsiglia il quale non era, in alcun modo, interessato ai discorsi platonici:
"s'io m'intuassi, come tu t'inmii".

Ricordando i seguenti significati dei verbi, ora in disuso:
-"Intuarsi": Entrare nel corpo, nel cuore e nella mente di una persona. Indossare corpo, anima e pelle della persona amata. In altre parole, reciprocamente, fondersi, compenetrarsi, entrare dentro l'altro/a.
-"Insemprarsi": Stare dentro, l'uno/a nell'altro/a, per l'eternità.
-"Inforsarsi": Stare l'uno/a nell'altro/a anche dentro il forse.

23 novembre 2024

KATHARMATA

 Sì, ricordo, come fosse oggi, il 31 Ottobre 1999, erano le ore 21.00, era una calda domenica autunnale, e stavi ancora lavorando, quando te ne sei andato, piegato non dalla fatica - tu eri un grande lavoratore, perché ti piaceva il lavoro che facevi - ma da due vigliacchi ignavi, tristi e brutti (Definiti da qualcuno, non da me: 
"Brutti comu o scuru").

E, ricordo ancora, e lo farò per sempre, il dolce sorriso che avevi nei momenti di serenità.
Serenità e gioia che auguro visceralmente di non aver mai la possibilità di assaporare, in terra, a tutti quei lupi affamati che spesso travestiti da agnelli hanno cancellato, barbaramente, tutti i tuoi Sogni.
Ma, lo sappiamo, lo sanno tutti e lo sanno anche loro, sono, e tali resteranno, semplicemente, dei katharmata
Sì, dei bastardi. Bastardi di nome e di fatto. Barbari.
E, in quanto tali, il cancro della società.

IGNAVIA

Ignavia è una parola poco usata nel linguaggio comune, forse per il suo significato non certamente positivo. Tale definizione è sinonima di Pigrizia, Accidia, Oziosità, Infingardaggine, Lentezza, Paura, Viltà, Svogliatezza, Poltroneria, Negligenza, Inerzia.
Caratteristiche tutte negative che alcune persone hanno scelto per loro stile di vita. Sono coloro che non vedono, non sentono e non parlano. Per il loro quieto vivere; pensano. 

Sono persone svogliate, pigre, con scarsa volontà, sfuggenti da qualsiasi fatica. Non vogliono, in alcun modo, assumersi alcuna responsabilità, fare scelte di vita, prendere decisioni. Sono, in condizioni d'estremità, dei banali vigliacchi. Tristi uomini da poco. Scarsamente abituati a pensare, a riflettere con la propria testa sui problemi del mondo e della comunità in cui si trovano.
Gli ignavi sono coloro che si mantengono sempre neutrali, anche nei momenti di crisi morale e sociale.

Dante considera gli ignavi come soggetti oscuri, vili, privi di spina dorsale e, in quanto tali, a loro riserva (Vedi il Canto III dell'Inferno) il punto più oscuro dell'Inferno. L'antinferno. Ad essi, secondo Dante, non è possibile far assaporare le gioie del Paradiso e, neppure, le pene dell'Inferno.
Sono definiti come i peccatori "che mai non fur vivi".  
Dante riserva a costoro il massimo del disprezzo, vista la loro incapacità di distinguere la differenza tra il bene e il male. L'incapacità di osare, di avere una idea propria, porta Dante a catalogarli come grandi peccatori. Soggetti non voluti, non stimati, da nessuno per la loro mancata presa di posizione.
 
Sono soggetti che portano dispiaceri a tutti.
Dante li fa girare nudi inseguendo una insegna che gira velocissima su se stessa. Il tutto mentre sono inseguiti da mosconi e vespe. 
Col loro sangue, che mescolato alle lacrime, viene risucchiato da vermi fastidiosi, essendo rimasti inerti nella vita. Per la legge del Contrappasso. Sono dei katharmata, dei semplici bastardi.
Ignavi sono i vigliacchi, gli egoisti, gli indifferenti.

E ne potrei fare un lungo elenco di soggetti, spesso circolanti con delle maschere di appartenenza, erroneamente considerate virtuose, aderenti a questa categoria. 
Ricordino, tutti costoro, che vermi, mosconi e vespe, sono in loro attesa, nell'Antinferno Divino; molto più terribile di quello dantesco. 

5 novembre 2024

CAUSA ED EFFETTO

 "I vermi arrivano dopo che il medico ha ucciso il paziente.
E' la corruzione politica che porta con sé la malavita.
Se il corpo è sano i parassiti possono, facilmente, essere espulsi.
La malavita occupa il posto che lo Stato ha abbandonato."

Perché? Per il mantenimento della rete di clientelismo politico.
E. Luttwak 

4 novembre 2024

AFFINITÀ

 Secondo i francesi, i catalani sono caldi, passionali, esuberanti, altruisti, orgogliosi, romantici, come i siciliani e i calabresi. 
Questi popoli sarebbero affini per una lunga serie di argomentazioni legate alla loro commistione fra tante diverse culture, provenienti dal bacino Mediterraneo e dall'Europa continentale.

Le loro donne, dicono i francesi, sono calde, belle, come quelle antiche divinità greche, con occhi di ebano e labbra di corallo. 

Questi popoli sanno godere, come pochi, della felicità. Felicità che cercano e trovano anche nel fango della sofferenza.
A qualsiasi livello conquistata.

Dedicata ai Cittadini di Valencia (E zone circostanti, anche esse coinvolte nel terribile evento alluvionale) che, in questi giorni, reagiscono, con orgoglio e determinazione, alle avversità della natura e all'incapacità dei loro rappresentanti.  

FELICITÀ

 La felicità immensa, qualche volta, può produrre una reazione opposta. Essa può opprimere la mente fino a portare malinconia e, perfino, dolore.

L'uomo può essere felice con tanta gioia? 
Sì, se lo vogliono gli altri simili. Ma, negli altri spesso alberga gelosia e invidia procustiana. 
Quindi, è necessario adottare adeguate protezioni contro gli attacchi interni ed esterni.

La felicità, come la libertà, va prima conquistata e, poi, difesa dagli attacchi, aperti o subdoli. 

AMARE OLTRE IL TEMPO

 Per amare qualcuno, per renderlo vivo dentro di noi, quando non c’è più, bisogna immedesimarvisi, entrare in comunione, con il suo spirito, dialogare con i suoi pensieri.
 
Gli spiriti eterni, che continuano a parlarci, non sono quelli di cui abbiamo memoria, ma quelli che amiamo come compagni di vita.  Per questo essi sono immortali. 
Non accade solo per i propri cari, ma anche per chi, poeta, scrittore, filosofo, ha colpito il nostro cuore. 

La cultura è l’amore per l’autore e per la sua opera. La cultura intuisce, comunica, con il suo spirito, intende il non detto, elabora, costruisce. 
L’istruzione, invece, rappresenta la conoscenza di un autore delle sue opere, senza alcun coinvolgimento interiore.

LA VITA

 La vita non è, e non può essere, un banale circo mortifero, fatto di banalità, di mostruose feste pacchiane (Tanto di moda in questi periodi e, naturalmente, a totale carico del cittadino contribuente) edulcorate e presentate con falsi presupposti culturali.

La vita non è, e non può essere, fatta di corruzione, imbroglio, volgarità, mascherate da pseudo-culture, che, in quanto tali, non possono - e non lo sono - essere capaci di dare risposte, seminare dubbi nella gente pensante in autonomia, stimolare nobili sentimenti ed alti valori ideali, potenziali promotori della crescita socio-economica individuale e di una comunità.

MALINCONIA

 Quando sei colpito da un tragico evento che ha agito contro qualcuno a cui hai voluto, visceralmente, molto bene, allora, diventi, inevitabilmente, coinvolto in una condizione particolare satura di solitudine e di malinconia. 
Senza alcuna possibilità di riuscire ad andare oltre quella tragedia; nonostante tutti i tuoi sforzi.
Quel trauma sarà sempre presente nella tua anima. Sarà un evento insuperabile; evento che resterà legato alla bellezza dei ricordi di vita vissuta, prima di quell'evento.  

CANAGLIE SUL LAGO DELLA GEENNA

 A tutte quelle canaglie che hanno sporcato di rosso quella mia terra, e che, ancora, volgarmente, in modo blasfemo, la calpestano, auguro di diventare "camminatori" sul lago di fuoco della Geenna. 

Il lago della dannazione infernale eterna. Con le loro parole che escono soffocate, mute, dalle loro bocche, aride, sofferenti. 
Siate dannati, fino alla settima generazione! Bastardi, di nome e di fatto. 

GIGANTI? NO, NANI

 Quando il sole della Cultura è basso (All'orizzonte o al tramonto),
i nani hanno l'aspetto di giganti.

E davanti a giganti, siano essi cattivi (mostri), oppure bravi, la povera gente è portata, per oggettive necessità, ad essere accomodante, ubbidiente, ossequiante, adulante, succube. 

Ma, il concetto del "sole basso" è valido solo per coloro che sono privi delle basi di astronomia e di un minimo livello di raziocinio e di conoscenza. 

Il nostro Paese, a livello pubblico, è pieno di nani, attivi col sole basso.

25 ottobre 2024

EFFETTO VINCITORE

Nel secolo scorso, specialmente nell'ambito dei giochi olimpici, ma non solo, si è diffusa la voce che nelle attività agonistiche l'importante era partecipare. Col tempo e con lo sviluppo delle telecomunicazioni di massa la gente ha preso coscienza, si è convinta, che, ai giochi e alle competizioni in genere, la cosa più importante non era partecipare, la cosa più importante era, ed è, vincere.
In ogni parte del mondo si è capito che la vittoria ha un effetto domino. In sintesi, la vittoria aiuta molto a portare altre vittorie.
E' quello che nel mondo anglo-sassone si definisce Winner effect. Effetto vincitore.
Circostanza questa che interessa ed ha interessato, da sempre, tutti i settori dei viventi: umani, animali.

Nel mondo animale.
L'effetto del vincitore è stato riscontrato, da ricercatori biologi, anche nel regno animale. E' stato riscontrato, analizzato e per descritto il comportamento di animali che dopo aver vinto alcuni combattimenti, contro avversari deboli, non molto forti, poi, sono stati capaci di vincere scontri contro concorrenti molto più forti dei precedenti. 
Secondo gli studiosi del settore, questo "effetto vincitore" è il risultato di un cambiamento ormonale: l'animale dopo la vincita di un combattimento, subisce una trasformazione  nella sua chimica del corpo. Con un cambiamento repentino che coinvolge il suo corpo e la sua psiche. Esso si convince e si comporta, di conseguenza, come un vincitore, come un re. E in quanto tale cerca di mettere in sudditanza tutti coloro che vorrebbero spodestarlo.
Questo fenomeno lo si vede facilmente con i gatti, con i cani, con i leoni. Con tutti gli animali.

Nel mondo degli umani.
Gli studiosi nei campi della neuroscienza cognitiva e della psicologia, da tempo, hanno studiato ed evidenziato l'importanza  dell'effetto vincitore nell'ambito della creazione della gerarchia di dominanza; caratteristica essenziale anche degli esseri umani. Anche per l'uomo la vincita aiuta a vincere.
Il successo, in qualunque settore, porta un cambiamento della chimica del cervello. L'uomo vincitore è portato ad essere più concentrato, più aggressivo, più sicuro di se, più convinto, più determinato, nel voler raggiungere altri successi. 
L'effetto vincitore (winner effect) rappresenta una potenza energetica psicologica aggiuntiva alle reale possibilità; come una specie di auto-convincimento, esaltazione, della propria forza, che porta, di per se, una forza aggiuntiva, reale ed evidente. Tanto che anche l'avversario vede, percepisce, tale stato di esaltazione, di manifestazione, di potenza. 
E' come una specie di droga psicologica che aiuta a vincere. Con la tendenza, ad effetto domino, che ad una vincita fa seguire tante altre vincite. 
E, paradossalmente, tale processo può rischiare di portare, addirittura, ad una vera e propria dipendenza fisica. Sì, proprio come una sostanza psicotropica.

Il segreto di tale ipotesi di successo sta nel saper dosare, adeguatamente, il percorso da seguire. E' il segreto dei passi progressivi. Partendo da quelli più piccoli e andando avanti, con l'allenamento, col sacrificio, con la costanza, verso obiettivi sempre più difficili e importanti. Verso il successo. Ricordando che prima del successo bisogna saper cogliere i risultati più piccoli, quelli ragionevolmente raggiungibili, quelli perseguibili. 

 I ricercatori del settore, a sostegno della suddetta tesi, riportano l'esperienza del famoso pugile Mike Tyson. Questi, dopo aver scontato un periodo di detenzione, ritornato alla sua attività sportiva, fu fatto combattere, di proposito, con un paio di avversari, molto deboli, sui quali, senza alcun dubbio, avrebbe avuto il sopravvento. Il manager di Tyson voleva, così facendo, far aumentare, sostanzialmente, la fiducia in se stesso del pugile; convincendolo di essere, ancora, molto, molto, forte e rendendolo più aggressivo, più convinto nelle sue capacità di vittoria. Più propenso a vincere e, poi, vincere ancora.
Dal punto di vista chimico-psichico l'effetto del vincitore, secondo gli scienziati del settore, è una combinazione di ben quattro diversi processi fondamentali che riguardano: - la corteccia prefrontale; - la produzione di testosterone; - il sistema di ricompensa; - il rinforzo di dopamina.
-La corteccia prefrontale valuta i rischi e le ricompense di una determinata situazione da affrontare.
-L'ipotesi di situazione da affrontare spinge all'incremento della produzione di testosterone.
-La forte crescita della produzione di testosterone attiva il sistema di ricompensa e distribuzione.
-La crescita della dopamina consente di tendere verso i risultati già raggiunti e aiuta a replicare ed amplificare i comportamenti che hanno portato al successo. 

Con questa strategia gli atleti vittoriosi tendono a essere maggiormente concentrati, convinti di se stessi, fiduciosi e aggressivi nella competizione. Presupposti che portano alla vittoria.
Il risultato è che chi vince ha più probabilità di vincere in futuro e ha, anche, più voglia di rifarlo. Come una dipendenza.