Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

21 giugno 2014

LEGGI E GIUSTIZIA: Prolungare i litigi o risolvere i problemi

" ... aveva passato quarant'anni della propria vita facendo l'avvocato... Fin dall'inizio della carriera aveva perduto l'ingegnua visione della giustizia, imparando subito che le leggi non erano state fatte per risolvere problemi, bensì per prolungare all'infinito i litigi."

REINSERIMENTO

Il carcere è come il manicomio, non corregge, ma, anzi, insegna a commettere altri crimini.
Gli utenti si abituano ad un mondo irreale, dove tutto è consentito e dove nessuno è responsabile delle proprie azioni.
Solo il mondo politico non ha ben chiaro questo concetto. Per ovvi motivi.

METAMORFOSI

"... Albertine non era frivola, leggeva molto quando era sola e leggeva per me quando mi faceva compagnia. Era diventata assai intelligente. Diceva, del resto ingannandosi: << Mi spaventa il pensiero che, senza di voi, sarei rimasta stupida. Non negatelo. Mi avete aperto un mondo d'idee che non sospettavo nemmeno, e il poco che sono diventata lo devo soltanto a voi >> ".
da Precauzione inutile,  di Marcel Proust.

   Cambiamenti indotti che rimodellano la vita: Lettura, Arte, Studio, Portamento, Aspetto, Stile, Comportamento, Vissuto.

COME IL VENTO

Come il Vento della montagna.
Libero!

GABBIONI PER IL RIPRISTINO DEL LUNGOMARE

GABBIONATURE PER IL RIPRISTINO DEL LUNGOMARE DI SIDERNO DANNEGGIATO DALLE RECENTI MAREGGIATE. 
SOLUZIONE ASSOLUTAMENTE INOPPORTUNA (Errata) DAL PUNTO DI VISTA INGEGNERISTICO!
Ad una serie di errori precedenti si somma un altro ancora più madornale. A mio  parere.


24 maggio 2014

SCALA E TRAVE A GINOCCHIO

Nelle costruzioni in zona sismica (E non solo) il vano scala è quello che deve andare a collasso per ultimo. In alcune città terremotate, come L'AQUILA, invece, spesso le scale sono crollate prima delle altre strutture. Impedendo la fuga delle persone. 
In foto ho riportato una ipotesi di progetto di vano scala per zone sismiche di elevata sismicità (Ex prima categoria). 
Dettagli tecnici: Gradini armati con staffe e barre ancorate; Rampa armata con doppio strato; Trave a ginocchio lungo tutto il perimetro.

I MIEI CIPRESSI

I miei Cipressi, in una giornata uggiosa, svettano "pericolosamente" verso il cielo. Superbi, Dandy.

23 maggio 2014

CONFINAMENTO NODO (PILASTRO-TRAVE)

Interpretazione, in fase di completamento (Alcuni dettagli non sono ancora applicati), del "confinamento" di un nodo Pilastro-Trave, in una struttura in calcestruzzo armato, a 4 piani,  in una zona ad elevato grado di sismicità.


SINDROME DI STOCCOLMA

Come ben noto la SdS è una condizione psicologica che porta la persona che ha subito (Direttamente o indirettamente) un atto di violenza ad esprimere sentimenti positivi nei confronti di chi ha esercitato tale atto.
A mio parere, non è ammissibile nessun "paradosso psicologico": Nessun dialogo, volontario o involontario, è accettabile tra vittima e carnefice. 
Sindrome di Stoccolma? No. Mai!

TRASCENDENZA E PRATICITA'

Le donne, penso, siano meno portate (Educate?) rispetto agli uomini alla ricerca della "trascendenza". Sono più pratiche. 
Il  radicamento a terra, qualità della nostra cultura è instillata prevalentemente nel sesso femminile o no?

SANTI LAICI

La Chiesa Cattolica per rendere omaggio onore e merito alle persone che le hanno portato lustro ricorre alla santificazione.
Nessuno ha mai fatto la stessa cosa nel campo laico, per santi della Scienza e delle Arti.
Lo faccio io, ora, dichiarando SANTI LAICI le prime persone che reputo tali:
1) - Albert EINSTEIN  (1879 - 1955), Fisico,
2) - Galileo GALILEI   (1564 - 1642), Fisico, matematico,
3) - Isaac NEWTON    (1642 -1727), Fisico, matematico,
4) - Gian Lorenzo BERNINI (1598 - 1680), Scultore

RAGIONE (SCIENZA), SENTIMENTO (AMORE), RELIGIONE (MISTICISMO)

"Il fine più alto del Fisico è quello di pervenire a leggi elementari universali che permettano la ricostruzione dell'universo, per via deduttiva. Nessuna via logica conduce a queste leggi universali: soltanto l'INTUIZIONE, fondata sull'ESPERIENZA, può condurci a esse... Lo stato d'animo che permette all'uomo di lavorare in quel modo si avvicina molto a quello dei religiosi o degli amanti".
Albert EINSTEIN (1879 - 1955) - Fisico

SCIENZA E FEDE

I soli uomini profondamente religiosi sono gli scienziati e gli amanti.

9 maggio 2014

COLLODI, GIUSTIZIA

Che la Giustizia in Italia non funzioni bene è noto a tutti. Anche COLLODI nel suo Pinocchio (Attenzione, è un libro per Adulti non per Bambini!) ha, ironicamente, raccontato le "distorsioni" del sistema dei suoi  tempi (passati da moltissimi anni).
   "Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò  per filo e per segno l'iniqua frode di cui era stato vittima; ... e fini col chiedere giustizia.
Il giudice lo ascoltò con molta benignità: ... s'intenerì, si commosse... allungò la mano e suonò il campanello...
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai gendarmi, disse loro: - Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d'oro: pigliatelo dunque e mettetelo  subito in prigione.
   Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva protestare: ma i gendarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia".
Dedicato a tutte le persone che hanno subito (O pensano di aver subito) una ingiustizia dalla giustizia. Invito tutti  a volerci qui raccontare la loro disavventura.

26 aprile 2014

IRA

L'uomo durante la sua vita si può trovare davanti a circostanze che implicano un totale travolgimento del suo corpo e del suo spirito.
Con la rabbia l'uomo, per un torto subito o una frustrazione, tende a perdere il controllo delle sue azioni e, spesso, tende verso una qualsiasi forma di vendetta.
E' lo stato d'ira. Stato che, in ogni caso, è bene dominare; tenere sotto controllo. Anche per evitare la limitazione della propria serenità d'animo e di giudizio.
A chi non è mai capitato di "perdere le staffe "? Anche il Padre Eterno ogni tanto si arrabbia e scatena la sua "iradiddio". 
Per l'ira sono distinguibili due diversi livelli. Il primo è quello dell'ira cattiva, barbara, rozza, ingiusta. Il secondo è quello dell'ira buona, saggia, giusta.
L'ideale sarebbe da ricercare nello stadio fra il controllo e la prevalenza delle passioni. Ricordando che non avere vizi non è un merito. Il merito sta nel saperli dominare, al fine di conservare la serenità.
Voglio qui ricordare alcuni dei miei momenti d'ira (Giusta, saggia). Ho urlato:
-" Si vergogni " al capo dell'ufficio tecnico del comune di ... Ero proprio indignato;
-" Qual'é l'Università che le ha dato la laurea in Ingegneria?" rivolgendomi ad un ... alfabeta;
-" Lei, nell'ambito tecnico, è un cretino laureato" rivolgendomi al Sig.... , tecnico ;
-" Il sistema è gestito non da persone incompetenti, ma da persone colluse..." 
...
 Nella vita bisogna avere il coraggio di INDIGNARSI e protestare, quando le cose non vanno per il verso giusto. O no?

BACI

"I baci sono come le confidenze: uno attira, affretta, riscalda l'altro"

da "Senza domani" di Dominique-Vivant DENON

INTELLETTO

"L'Intelletto non è una luce che bruci da secca (Senza olio). Esso riceve alimento dalla volontà e dalle passioni "
 Francesco BACONE

DECADENZA

La cattiva gestione del potere e l'opprimente burocrazia portano, inesorabilmente, alla DECADENZA di un popolo.
In Italia il seme della decadenza e della dissoluzione è germogliato, da tempo, nella più sconcertante indifferenza (In chi rappresenta il potere e nella gente rassegnata).

10 aprile 2014

UN POETA ED I SUOI PENSIERI

Riporto, di seguito, le ultime quattro poesie di Carlo A. Pascale, ricevute poche ore fa per la pubblicazione sul mio blog.
Faccio la pubblicazione dopo una fugace lettura che mi ha fatto vedere un Poeta mentre dialoga con la sua Calliope. Con tanta, tanta, malinconia. Sensazioni ed emozioni che si trasferiscono immediatamente al lettore.
Carlo sei uno dei più grandi Poeti viventi. Bravissimo.

                 ECCOTI IL LUNGO CORSO DEI PENSIERI
Fremono mille insieme dentro il sole,
guardano il cielo tenero di luce,
cedono al vento tutti i lori olezzi,
i fiori del mio campo nel mattino
che impatta come un canto di speranza.
In quel giorno che avanza ho appeso la mia voce, Donna.
Un pensiero che geme accanto al nulla.
Questo è il mistero che mi porto dentro
Nella serena luce del mattino.
Eccoti il mare splendido di sogni
dove cantò l’amore Nosside di Locri.
Ed era duro il nume
nel petto ansante della giovinetta
nella distesa gonfia di attesa.

Eccoti lo splendore che rifulge
Tra mille smarrimenti di colori che gemono nell’animo svuotato.

Ed ecco il vento che trasporta il grido
Della lieve Persefone di Zeus.
Vergine ancora e schietta la figlia di Demetra
Non tremò nelle braccia di Ade e gli sorrise,
con occhi chiari nel remoto inferno.
Tutto si scioglie dentro il cuore e trema.
E il freddo impazza.

Eccoti il lungo corso dei pensieri, Donna.
Eccoti il pianto, aspro, della Fine.

Carlo A. Pascale
Siderno, 11.03.2014   ore 11,32


                                QUO…
E nella notte
Quando i pensieri battono al cervello
Alzo lo sguardo per vederti ancora, Donna.

Ed ecco a stuolo, in fila inelegante, le stelle
Che giungono alla terra su cui l’ombra posa.
E bussano alle case finalmente.
E dietro ad esse in un corteo infinito
passano comete con la chioma d’oro.

E vado insieme ad esse per lo spazio che s’inoltra sempre.

E incontro il tempo spavaldo che ridendo siede
Sull’orlo della fine che non c’è.
Quo…?”, mi chiede .
A me, Signore?”
E nel mio cuore luce una fiammella.

E : ”Se tu canti, Donna, m’addormento!”
Lasciami allora andare.
Parte la corsa del tuo uomo.
Prega.

Carlo A. Pascale
Siderno, 05/03/2014


                                      SETTE! DUE! NOVE!
Tu non apri le braccia per accogliermi
Per stringermi al tuo seno.
Tu non credi all’ora vaga della fine.
E non tendi le mani a consolarmi.
Non lo fai per amore, non vuoi che si parli di me, povero uomo.
Tu vuoi che resti quale sono stato.
E allora alza le carte : vince la più forte.
Ma forse è meglio la morra giocata tra la gente: Sette!..Due!...Nove!
Chi perde muore dove non si muore più, per sempre.
Se ti chiedo chi ha vinto, mi rispondi.
E se ti chiedo chi ha perso non rispondi.
Commossa apri le braccia per serrarmi al cuore.
E fremono d’affetto le tue mani e il pianto brilla a salti nei tuoi occhi.
Sul ramo a mezzogiorno freme un canto
E il sole è bianco.
Ora son lunghe le tue braccia, Donna,
lunghe fino al Signore che mi aspetta.
Un attimo e s’accende il firmamento per aprire la via.
Suona la campana nella sera e tutto vaga trepidando a valle .
Senti, mi vien da dirti: Tutto che muore rifiorisce in cielo?
Hai il volto calato sopra il seno.
Oh, ecco un treno....!
Ecco la mia sorte!

Carlo A. Pascale
Siderno (RC) 16.03.2014 ore 10,06


                               VERRÒ A TROVARTI
Verrò a trovarti quando cala il giorno.
A parlarti, verrò, Donna.
Hai sul volto la luce dei respiri
che salgono nel cielo
Quando la luna tornata alla collina
Effonde tenerezza sulla valle.
Io sono il cielo che contiene tutto
Che dipinge di blu tutti i miei monti
Là dove il sole grosso come un nume
Bacia la terra con passione eterna.
Ti prendo un lembo della veste, Sera,
per serrare la mano alle tue cosce e sparire
nel flusso della vita.
Portami al ballo, Sera.
Verrò a trovarti quando la notte muta si distende
Al fianco di chi dorme negli angoli più sconci della terra.
Notte, Genitrix, avvolgi quella gente!
Verrò a sedermi in cima alla collina dove il grano si curva
Come seno di donna quando ama.
Qua tutto chiama.
Tutto freme di pianto e di dolcezza.
Qua dove il vento sospirando arriva
Spargendo nella notte il suo concerto.
Soffiano insieme tutte le mie stelle e la terra che vibra,
Tenera, Donna, di pianto,
consoli il tuo poeta.

Carlo A. Pascale
4 aprile 2014
----
Invito i miei lettori a leggere e rileggere queste Poesie. In esse è facile vedere un Uomo che prega, in silenzio. Incompreso? Forse è solo fuori dal suo tempo? In ogni caso si tratta di un grande Poeta.  DOMUS

1 aprile 2014