20 febbraio 2019
19 febbraio 2019
MERITI PROPRI O DEMERITI ALTRUI?
Sono sempre più convinto che in Italia (E, forse, nella maggior parte del mondo) le elezioni amministrative (E, forse, anche quelle politiche) si vincano non per meriti propri, ma, essenzialmente, per demeriti altrui.
Con la conseguente circostanza che "per il peggio non c'è fine". Il livello qualitativo dei rappresentanti del popolo va, a mio parere, sempre più … scemando.
Con la conseguente circostanza che "per il peggio non c'è fine". Il livello qualitativo dei rappresentanti del popolo va, a mio parere, sempre più … scemando.
15 febbraio 2019
CONTROLLORE E CONTROLLATO
La più grande Rivoluzione che in Italia (E nel mondo intero) si possa fare per ottenere un po' di Giustizia è fare in modo che il Controllore non possa mai coincidere col Controllato. E, quando tale circostanza si riscontra, provvedere, immediatamente, eliminando tale assurdità. Nel settore dei Lavori Pubblici, spesso ho avuto modo di accertare, constatare e molte volte contestare, nel più assoluto menefreghismo dei soggetti responsabili istituzionali, la coincidenza della figura del Progettista con quelle del Commissario di gara, del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) e del Dirigente responsabile dell'ente Pubblico. Quando mai un RUP davanti a Riserve di una Impresa potrà mai riconoscere un eventuale errore progettuale fatto da esso stesso?
3 febbraio 2019
I POLIEDRI DI EUCLIDE
Euclide, senza alcun dubbio, è il più grande studioso di Matematica, Filosofia, ecc. In Grecia, circa 2370 anni fa, facendo studi di Geometria, ha scoperto che esistono solo 5 Poliedri Regolari (Solidi aventi tutte le facce e gli angoli interni uguali):
1)- Il CUBO con 6 facce a forma quadrata;
2)- Il TETRAEDRO con 4 facce a forma di triangolo equilatero;
3)- L'OTTAEDRO con 8 facce a forma di triangolo equilatero;
4)- Il DODECAEDRO con 12 facce a forma di pentagono regolare;
5)- L'ICOSAEDRO con 20 facce a forma di triangolo equilatero.
Il fascino emanato da questi solidi è paragonabile a quello diffuso da una bella, elegante e colta Signora. In abito da sera.
1)- Il CUBO con 6 facce a forma quadrata;
2)- Il TETRAEDRO con 4 facce a forma di triangolo equilatero;
3)- L'OTTAEDRO con 8 facce a forma di triangolo equilatero;
4)- Il DODECAEDRO con 12 facce a forma di pentagono regolare;
5)- L'ICOSAEDRO con 20 facce a forma di triangolo equilatero.
Il fascino emanato da questi solidi è paragonabile a quello diffuso da una bella, elegante e colta Signora. In abito da sera.
EVOLUZIONE DEI NUMERI
Nascita e sviluppo dei numeri, con le varie civiltà.
-Notazione Maya: o, oo, ooo, …
-Notazione Romana: I, II, III, …
-Notazione Indiana: ─ , ═ , ≡ , …
-Notazione Araba: 1, 2, 3, ...
I nostri numeri arabi sono di provenienza Indiana. Infatti, se proviamo a mettere nella notazione Indiana i trattini in verticale e magari uniamo l'estremità finale di un trattino con quella iniziale del successivo otteniamo i … numeri Arabi.
-Notazione Maya: o, oo, ooo, …
-Notazione Romana: I, II, III, …
-Notazione Indiana: ─ , ═ , ≡ , …
-Notazione Araba: 1, 2, 3, ...
I nostri numeri arabi sono di provenienza Indiana. Infatti, se proviamo a mettere nella notazione Indiana i trattini in verticale e magari uniamo l'estremità finale di un trattino con quella iniziale del successivo otteniamo i … numeri Arabi.
DIVAGAZIONI
"La vita rende ognuno di noi uno straccio: con gli anni, i nostri sogni e i nostri organi invecchiano; il contatto con gli uomini uccide la freschezza e lo zelo sciocco per l'ideale; l'amore diventa un giorno sterile e oggetto di scienza, gli istinti s'annacquano; il cuore è una pompa scricchiolante; gli scomparti si chiudono in sé stessi, per la stanchezza delle numerose e indubbie conferme; il dolore smette di essere curioso nei propri confronti, e così non feconda più lo spirito; le articolazioni non legano più gli organi relegati all'anatomia; quando tutto è uno scompiglio pietoso, l'universo è ridotto a uno straccio e la nostra speranza a una toppa inutilizzabile e impercettibile, solo il nostro smarrimento sembra conservare una traccia di logica e di senso"
Il senso della vita, secondo Emil CIORAN, riportate nelle sue Divagazioni, ed. Lindau.
Il senso della vita, secondo Emil CIORAN, riportate nelle sue Divagazioni, ed. Lindau.
30 gennaio 2019
CASA, di WARSAN SHINE
Nessuno lascia la propria casa
a meno che casa sua non siano le mandibole di uno squalo
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gole
il tuo ex-compagno di classe
che ti ha baciata fino a farti girare la testa dietro alla fabbrica di lattine
ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo
lasci casa tua quando è proprio lei a non permetterti più di starci.
Nessuno lascia casa sua a meno che non sia proprio lei a scacciarlo
fuoco sotto ai piedi
sangue che ti bolle nella pancia
Non avresti mai pensato di farlo
fin quando la lama non ti marchia di minacce incandescenti
il collo
e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale
sotto il respiro
soltanto dopo aver strappato il passaporto nei bagni di un aeroporto
singhiozzando a ogni boccone di carta
ti è risultato chiaro il fatto che non ci saresti più tornata.
Dovete capire
che nessuno mette i suoi figli su una barca
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
Nessuno va a bruciarsi i palmi
sotto ai treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
nutrendosi di giornali a meno che le miglia percorse
non significhino più di un qualsiasi viaggio.
Nessuno striscia sotto ai recinti
nessuno vuole essere picchiato
commiserato
Nessuno se li sceglie i campi profughi
o le perquisizioni a nudo che ti lasciano
il corpo pieno di dolori
o il carcere,
perché il carcere è più sicuro
di una città che arde
e un secondino
nella notte
è meglio di un carico
di uomini che assomigliano a tuo padre
Nessuno ce la può fare
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle può resistere a tanto
Andatevene a casa neri
rifugiati
sporchi immigrati
richiedenti asilo
che prosciugano il nostro paese
negri con le mani aperte
hanno un odore strano
selvaggio
hanno distrutto il loro paese e ora vogliono
distruggere il nostro
Le parole
gli sguardi storti
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gole
il tuo ex-compagno di classe
che ti ha baciata fino a farti girare la testa dietro alla fabbrica di lattine
ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo
lasci casa tua quando è proprio lei a non permetterti più di starci.
Nessuno lascia casa sua a meno che non sia proprio lei a scacciarlo
fuoco sotto ai piedi
sangue che ti bolle nella pancia
Non avresti mai pensato di farlo
fin quando la lama non ti marchia di minacce incandescenti
il collo
e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale
sotto il respiro
soltanto dopo aver strappato il passaporto nei bagni di un aeroporto
singhiozzando a ogni boccone di carta
ti è risultato chiaro il fatto che non ci saresti più tornata.
Dovete capire
che nessuno mette i suoi figli su una barca
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
Nessuno va a bruciarsi i palmi
sotto ai treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
nutrendosi di giornali a meno che le miglia percorse
non significhino più di un qualsiasi viaggio.
Nessuno striscia sotto ai recinti
nessuno vuole essere picchiato
commiserato
Nessuno se li sceglie i campi profughi
o le perquisizioni a nudo che ti lasciano
il corpo pieno di dolori
o il carcere,
perché il carcere è più sicuro
di una città che arde
e un secondino
nella notte
è meglio di un carico
di uomini che assomigliano a tuo padre
Nessuno ce la può fare
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle può resistere a tanto
Andatevene a casa neri
rifugiati
sporchi immigrati
richiedenti asilo
che prosciugano il nostro paese
negri con le mani aperte
hanno un odore strano
selvaggio
hanno distrutto il loro paese e ora vogliono
distruggere il nostro
Le parole
gli sguardi storti
come fai a scrollarteli di dosso?
Forse perché il colpo è meno duro
che un arto divelto
o le parole sono più tenere
che quattordici uomini tra
le cosce
o gli insulti sono più facili
da mandare giù
che le macerie
che le ossa
che il corpo di tuo figlio
fatto a pezzi.
A casa ci voglio tornare,
ma casa mia sono le mandibole di uno squalo
casa mia è la canna di un fucile
e a nessuno verrebbe di lasciare la propria casa
a meno che non sia stata lei a inseguirti fino all’ultima sponda
A meno che casa tua non ti abbia detto
affretta il passo
lasciati i panni dietro
striscia nel deserto
sguazza negli oceani
annega
salvati
fatti fame
chiedi l’elemosina
dimentica la tua dignità
la tua sopravvivenza è più importante
Nessuno lascia casa sua se non quando essa diventa una voce sudaticcia
Che ti mormora nell’orecchio
Vattene,
scappatene da me adesso
non so cosa io sia diventata
ma so che qualsiasi altro posto
è più sicuro che qui.
Forse perché il colpo è meno duro
che un arto divelto
o le parole sono più tenere
che quattordici uomini tra
le cosce
o gli insulti sono più facili
da mandare giù
che le macerie
che le ossa
che il corpo di tuo figlio
fatto a pezzi.
A casa ci voglio tornare,
ma casa mia sono le mandibole di uno squalo
casa mia è la canna di un fucile
e a nessuno verrebbe di lasciare la propria casa
a meno che non sia stata lei a inseguirti fino all’ultima sponda
A meno che casa tua non ti abbia detto
affretta il passo
lasciati i panni dietro
striscia nel deserto
sguazza negli oceani
annega
salvati
fatti fame
chiedi l’elemosina
dimentica la tua dignità
la tua sopravvivenza è più importante
Nessuno lascia casa sua se non quando essa diventa una voce sudaticcia
Che ti mormora nell’orecchio
Vattene,
scappatene da me adesso
non so cosa io sia diventata
ma so che qualsiasi altro posto
è più sicuro che qui.
Poesia di WARSAN SHINE, britannica di origini somale. Traduzione dall’inglese di Pina Piccolo.
30 dicembre 2018
PONTE DI MEZZO
L'eleganza del Ponte di Mezzo. Scavalca il fiume senza pile in alveo con una soluzione statica veramente singolare. Grazie alle due prossime piazze.
28 dicembre 2018
27 dicembre 2018
21 dicembre 2018
20 dicembre 2018
A CHI GIOVA?
Quando nella vita ti trovi davanti a circostanze di difficile comprensione poniti la domanda: "A chi giova?"
La risposta a questa domanda, spesso ti fornisce la luce che cerchi. E … comportati di conseguenza.
Anche Seneca, estremizzando tutto fino alle più terribili conseguenze, ha messo in bocca a Medea (Si, quella mamma terribile descritta da Euripide) una considerazione analoga.
I latini dicevano (Senza sbagliarsi): "Cui prodest scelus, is fecit"; ossia "Ha commesso il crimine colui al quale esso giova". E se sai a chi giova, sai immediatamente da chi devi guardarti o stare lontano. O, meglio, chi devi combattere!
La risposta a questa domanda, spesso ti fornisce la luce che cerchi. E … comportati di conseguenza.
Anche Seneca, estremizzando tutto fino alle più terribili conseguenze, ha messo in bocca a Medea (Si, quella mamma terribile descritta da Euripide) una considerazione analoga.
I latini dicevano (Senza sbagliarsi): "Cui prodest scelus, is fecit"; ossia "Ha commesso il crimine colui al quale esso giova". E se sai a chi giova, sai immediatamente da chi devi guardarti o stare lontano. O, meglio, chi devi combattere!
19 dicembre 2018
L'ELEGANZA DELLA FOGLIA GIALLA
Quale pervicace persistenza
mostra la foglia gialla
nell'attaccarsi al ramo che la nutre.
Resiste a pioggia e vento
e, quando in ondoso saluto cade
elegante
accarezza la terra.
Bellissima poesia di Stefania Ferrajolo, tratta dal libro "La felicità è una fontana", Aletti editore.
Questa romantica e struggente ode porta il mio pensiero su di Te che nonostante le terribili sofferenze sei rimasta attaccata, con un sorriso, alla vita. E, poi, quando ti sei resa conto che ti stavi allontanando dal tuo ramo, con eleganza, ti sei concessa alla nuda Terra. Ciao Tota.
mostra la foglia gialla
nell'attaccarsi al ramo che la nutre.
Resiste a pioggia e vento
e, quando in ondoso saluto cade
elegante
accarezza la terra.
Bellissima poesia di Stefania Ferrajolo, tratta dal libro "La felicità è una fontana", Aletti editore.
Questa romantica e struggente ode porta il mio pensiero su di Te che nonostante le terribili sofferenze sei rimasta attaccata, con un sorriso, alla vita. E, poi, quando ti sei resa conto che ti stavi allontanando dal tuo ramo, con eleganza, ti sei concessa alla nuda Terra. Ciao Tota.
21 novembre 2018
31 ottobre 2018
24 ottobre 2018
IL LINGUAGGIO
La padronanza, la pacatezza, del linguaggio danno all'uomo forza, saggezza, autorevolezza nelle interlocuzioni. Tale dominio fornisce una eccezionale facoltà nei confronti dialettici e culturali. Facoltà che non deve, mai, degenerare nel turpiloquio, nella volgarità, nella presunzione. E, in tal caso, naturalmente, l'uomo è privo di … "linguaggio".
Paradossalmente, cadere in questa mancanza di facoltà, può essere una trappola che porta effetti quasi sempre quando si interagisce con "persone istintive". In ogni caso, specialmente quando si parla dei massimi sistemi, è sempre meglio riflettere prima di … pronunciarsi. E, comunque, forse, conviene esprimersi in termini probabilistici e mai in termini assolutistici. Prendendo atto delle opinioni altrui, anche se non condivisi. Con tolleranza e buon senso.
Paradossalmente, cadere in questa mancanza di facoltà, può essere una trappola che porta effetti quasi sempre quando si interagisce con "persone istintive". In ogni caso, specialmente quando si parla dei massimi sistemi, è sempre meglio riflettere prima di … pronunciarsi. E, comunque, forse, conviene esprimersi in termini probabilistici e mai in termini assolutistici. Prendendo atto delle opinioni altrui, anche se non condivisi. Con tolleranza e buon senso.
6 ottobre 2018
ARCHITETTURA E STAMPA
Architettura e Stampa, a ben riflettere, sono due Arti che, nel tempo, si sono presentate in modo alternativo. La Stampa (Sorella minore) è nata quando l'Architettura (Sorella maggiore) era al massimo del suo sviluppo armonico. Con la crescita della Stampa si è manifestato un lento decadimento dell'Architettura. L'una cresce e l'altra si abbassa.
Nel XVI secolo si riscontra inizialmente il livellamento delle due Arti. Poi si assiste al superamento della Stampa rispetto all'Architettura.
Nel XVII secolo la Stampa è sovrana rispetto all'Architettura.
Nel XVIII secolo la Stampa dopo essersi rilassata durante il periodo del Re Sole, con le armi di Voltaire e di Lutero va all'assalto della vecchia Europa che aveva già sepolto il linguaggio dell'Architettura.
Nel XIX secolo, dopo il periodo delle distruzioni si è ricominciato a ricostruire. Ricostruzione che, seppur in presenza di casi sporadici di genialità, è costituita non più da fatto collettivo, da atto sociale. L'Architettura sarà non più "edificata", ma, semplicemente, "stampata".
In ogni caso, anche se contrastanti, Stampa ed Architettura rappresentano due Miniere dell'Umanità. Quella di Pietra e quella di Carta.
La Bibbia di Pietra è rappresentata da scritture nel granito, da maestosi colonnati, da obelischi. Opere che ci permettono, ancora oggi, di sfogliare il passato.
La Bibbia di Carta è altrettanto colossale e popolare. E' leggibile da una maggior massa di persone. Le cattedrali di questa Arte si chiamano Shakespeare, Byron, … Sulle sue impalcature è presente tutto il genere umano, non solo i pochi eletti. Nella Bibbia di Carta, nel XVIII secolo, ha fatto il suo ingresso l'Encyclopedie.
Il mondo della Carta diventa rifugio dell'Intelligenza contro tutte le forme di barbarie.
Il Libro non ha ucciso l'Edificio. Lo ha solo rimodulato.
L'invenzione della Stampa ha portato una grande rivoluzione nell'Architettura. Tutto ciò che prima della Stampa (Richiami biblici) era su pareti, soffitti, ecc, dopo la Stampa si trasferisce sulla Carta. Si faceva strada il concetto che la conoscenza, tramite la Stampa, dovesse essere nella disponibilità di tutti (O almeno di molti) e non di pochi iniziati.
Con la crisi del linguaggio architettonico popolare il Tagliapietre diventa Scultore; l'Iconista diventa Pittore; il Vetro sostituisce la Vetrata.
Nel XVI secolo si riscontra inizialmente il livellamento delle due Arti. Poi si assiste al superamento della Stampa rispetto all'Architettura.
Nel XVII secolo la Stampa è sovrana rispetto all'Architettura.
Nel XVIII secolo la Stampa dopo essersi rilassata durante il periodo del Re Sole, con le armi di Voltaire e di Lutero va all'assalto della vecchia Europa che aveva già sepolto il linguaggio dell'Architettura.
Nel XIX secolo, dopo il periodo delle distruzioni si è ricominciato a ricostruire. Ricostruzione che, seppur in presenza di casi sporadici di genialità, è costituita non più da fatto collettivo, da atto sociale. L'Architettura sarà non più "edificata", ma, semplicemente, "stampata".
In ogni caso, anche se contrastanti, Stampa ed Architettura rappresentano due Miniere dell'Umanità. Quella di Pietra e quella di Carta.
La Bibbia di Pietra è rappresentata da scritture nel granito, da maestosi colonnati, da obelischi. Opere che ci permettono, ancora oggi, di sfogliare il passato.
La Bibbia di Carta è altrettanto colossale e popolare. E' leggibile da una maggior massa di persone. Le cattedrali di questa Arte si chiamano Shakespeare, Byron, … Sulle sue impalcature è presente tutto il genere umano, non solo i pochi eletti. Nella Bibbia di Carta, nel XVIII secolo, ha fatto il suo ingresso l'Encyclopedie.
Il mondo della Carta diventa rifugio dell'Intelligenza contro tutte le forme di barbarie.
Il Libro non ha ucciso l'Edificio. Lo ha solo rimodulato.
L'invenzione della Stampa ha portato una grande rivoluzione nell'Architettura. Tutto ciò che prima della Stampa (Richiami biblici) era su pareti, soffitti, ecc, dopo la Stampa si trasferisce sulla Carta. Si faceva strada il concetto che la conoscenza, tramite la Stampa, dovesse essere nella disponibilità di tutti (O almeno di molti) e non di pochi iniziati.
Con la crisi del linguaggio architettonico popolare il Tagliapietre diventa Scultore; l'Iconista diventa Pittore; il Vetro sostituisce la Vetrata.
BELLO E BRUTTO IN ARCHITETTURA
Chi ha fatto studi di Architettura la prima cosa che fa, avendone i mezzi, è quella di verificare i vari siti esistenti.
Dagli studi fatti sentivo come incongruente, stridente, l'accostamento di linguaggi architettonici diversi, umili e sfarzosi. Forse per questo motivo, per molto tempo, ho rimandato un viaggio nella Grande Mela. Vedevo certe presenze come di una bruttezza infinita. Consideravo brutta anche la mancanza di fantasia nella toponomastica. "Come si fa ad essere così grezzi ed indicare con un numero il nome di una strada". E certi edifici, pur costruiti nel XIX e XX secolo perché erano (Per me) così brutti?
Finalmente mi decisi (E Dino, preso dal mio entusiasmo, è venuto con me) di andare a vedere di persona.
La prima visita al Bronx è stata terribile. La visione cambiava, restando sempre fredda e brutta man mano che ci spostavamo da una zona ad altra zona. La gente "correva" per strada. Quasi come senza meta. Ogni tanto sui marciapiedi si vedevano funamboli o venditori di cianfrusaglie. Ma la cosa più incredibile è stata vedere quelle case in mattoni laterizi pieni a faccia vista, come diciamo in Europa. Erano, e sono, le case in mattoni rossi, con facciate brutte, smunte, sudice, fornite di scalette esterne in ferro rossastro arrugginito che si arrampicavano dal piano terra fino al tetto. Queste facciate erano brutte, ma proprio tanto brutte che, forse, in realtà, erano … belle. Ed anche la denominazione (Numeri) delle vie che è brutta, ma proprio tanto brutta, forse, in realtà, era … bella. Ed anche i contrasti fra le facciate orribili delle case di mattoni pieni rossi con qualche vicino grattacielo di acciaio e cristallo che prima sembrava brutto, ma proprio tanto brutto, forse, in realtà, è … bello. Forse.
Dagli studi fatti sentivo come incongruente, stridente, l'accostamento di linguaggi architettonici diversi, umili e sfarzosi. Forse per questo motivo, per molto tempo, ho rimandato un viaggio nella Grande Mela. Vedevo certe presenze come di una bruttezza infinita. Consideravo brutta anche la mancanza di fantasia nella toponomastica. "Come si fa ad essere così grezzi ed indicare con un numero il nome di una strada". E certi edifici, pur costruiti nel XIX e XX secolo perché erano (Per me) così brutti?
Finalmente mi decisi (E Dino, preso dal mio entusiasmo, è venuto con me) di andare a vedere di persona.
La prima visita al Bronx è stata terribile. La visione cambiava, restando sempre fredda e brutta man mano che ci spostavamo da una zona ad altra zona. La gente "correva" per strada. Quasi come senza meta. Ogni tanto sui marciapiedi si vedevano funamboli o venditori di cianfrusaglie. Ma la cosa più incredibile è stata vedere quelle case in mattoni laterizi pieni a faccia vista, come diciamo in Europa. Erano, e sono, le case in mattoni rossi, con facciate brutte, smunte, sudice, fornite di scalette esterne in ferro rossastro arrugginito che si arrampicavano dal piano terra fino al tetto. Queste facciate erano brutte, ma proprio tanto brutte che, forse, in realtà, erano … belle. Ed anche la denominazione (Numeri) delle vie che è brutta, ma proprio tanto brutta, forse, in realtà, era … bella. Ed anche i contrasti fra le facciate orribili delle case di mattoni pieni rossi con qualche vicino grattacielo di acciaio e cristallo che prima sembrava brutto, ma proprio tanto brutto, forse, in realtà, è … bello. Forse.
ARCHITETTURA E CRISTIANITA'
L'Architettura Cristiana può essere suddivisa in tre grandi gruppi:
-Romanica;
-Gotica;
-Rinascimentale.
L'Architettura ROMANICA è quella dominata dall'arco a tutto sesto. Si presenta con differenze di linguaggio, secondo i luoghi, gli ambienti, le tipologie (Lombarda; Sassone; Bizantina; …).
L'Architettura GOTICA è quella dominata dall'esaltazione
dell'ogiva. L'introduzione di questo stile architettonico (L'arco a tutto sesto è sostituito da due tronchi di arco ad incrocio acuto), per chi non lo sapesse, nasce dalle Crociate (Guerre del Cattolicesimo, 1095-1291). Si, da questo grande movimento popolare, indipendentemente dalle ragioni ispiratrici e dal fine. Col ritorno in patria i crociati portano l'ogiva (Di origine Araba). Con questa nuova forma l'Architettura Romanica si estingue lasciando il posto all'eresia Gotica. La Chiesa Cattolica è invasa da concetti di Libertà. Concetti che tendono a liberarsi del Dogmatismo teologico. Con questa evoluzione l'Architettura sfugge al Clero e cade nelle braccia accoglienti e democratiche dell'Artista. Artista che costruisce a modo suo. Con esplosione della fantasia, del capriccio, dell'immaginazione, dell'estro libero (Non più stretto e costretto dai canoni precedenti). Con lo Stile Gotico la Chiesa si allarga, si espande e, specialmente, si slancia verso il Cielo.
Gli scontri religiosi tra Cattolici e Luterani hanno portato scismi e un nuovo linguaggio nelle Chiese. La loro forma e la loro rappresentazione dovevano essere consone al linguaggio di Lutero.
Col passaggio dall'Architettura Romanica a quella Gotica si assiste al passaggio dall'arco a tutto sesto all'ogiva. Il tutto con una esplosione di Raffinatezza e di Dettaglio.
Dal punto di vista del linguaggio si passa dal Simbolismo Ermetico che rappresenta l'Unità Papale della Chiesa allo scisma di Lutero.
Le Chiese non sono ancora opera del Singolo (Artista), ma sono opere di una società, in uno specifico contesto storico. Rappresentano il porto di un popolo e non ancora il porto di uomini di genio.
Ogni popolo, quando non provvede alla demolizione, aggiunge alla Chiesa una nuova stratificazione secondo i propri gusti. La Chiesa, nel suo processo edilizio, è come un alveare ove ci sono gli uomini al posto delle api. In questo processo evolutivo architettonico si assiste a successivi innesti, saldature di arti e parti diverse, sullo stesso monumento. E' il Tempo ad essere il Progettista, con il Popolo nelle vesti di Muratore.
L'Architettura RINASCIMENTALE, misto di quella Greca e Romanica è riconoscibile dalla presenza dell'arco a tutto sesto sostenuto dalla bellezza delle colonne Greche. Il Rinascimento ha portato in Architettura il Lusso accecante, l'uso smodato di archi a tutto sesto, l'uso delle Colonne Greche ed anche dell'Arco Gotico Ribassato. Durante il Rinascimento l'Architettura ha cercato di adeguarsi, plasticamente, anche, alle eresie emergenti (Lutero). Durante questo periodo storico si pensò molto a costruire ed, anche, a demolire, spesso senza freni. Ciò ha portato ad una continua rimodulazione degli spazi urbani delle città.
In alcuni monumenti complessi sono presenti dettagli di tutti gli stili. Con una mescolanza piacevole e mai stucchevole.
Possiamo dire che il Rinascimento ha portato anche nell'Architettura una ventata di anarchia e di splendide deviazioni dal linguaggio esistente. Una ventata di rinnovamento.
-Romanica;
-Gotica;
-Rinascimentale.
L'Architettura ROMANICA è quella dominata dall'arco a tutto sesto. Si presenta con differenze di linguaggio, secondo i luoghi, gli ambienti, le tipologie (Lombarda; Sassone; Bizantina; …).
L'Architettura GOTICA è quella dominata dall'esaltazione
dell'ogiva. L'introduzione di questo stile architettonico (L'arco a tutto sesto è sostituito da due tronchi di arco ad incrocio acuto), per chi non lo sapesse, nasce dalle Crociate (Guerre del Cattolicesimo, 1095-1291). Si, da questo grande movimento popolare, indipendentemente dalle ragioni ispiratrici e dal fine. Col ritorno in patria i crociati portano l'ogiva (Di origine Araba). Con questa nuova forma l'Architettura Romanica si estingue lasciando il posto all'eresia Gotica. La Chiesa Cattolica è invasa da concetti di Libertà. Concetti che tendono a liberarsi del Dogmatismo teologico. Con questa evoluzione l'Architettura sfugge al Clero e cade nelle braccia accoglienti e democratiche dell'Artista. Artista che costruisce a modo suo. Con esplosione della fantasia, del capriccio, dell'immaginazione, dell'estro libero (Non più stretto e costretto dai canoni precedenti). Con lo Stile Gotico la Chiesa si allarga, si espande e, specialmente, si slancia verso il Cielo.
Gli scontri religiosi tra Cattolici e Luterani hanno portato scismi e un nuovo linguaggio nelle Chiese. La loro forma e la loro rappresentazione dovevano essere consone al linguaggio di Lutero.
Col passaggio dall'Architettura Romanica a quella Gotica si assiste al passaggio dall'arco a tutto sesto all'ogiva. Il tutto con una esplosione di Raffinatezza e di Dettaglio.
Dal punto di vista del linguaggio si passa dal Simbolismo Ermetico che rappresenta l'Unità Papale della Chiesa allo scisma di Lutero.
Le Chiese non sono ancora opera del Singolo (Artista), ma sono opere di una società, in uno specifico contesto storico. Rappresentano il porto di un popolo e non ancora il porto di uomini di genio.
Ogni popolo, quando non provvede alla demolizione, aggiunge alla Chiesa una nuova stratificazione secondo i propri gusti. La Chiesa, nel suo processo edilizio, è come un alveare ove ci sono gli uomini al posto delle api. In questo processo evolutivo architettonico si assiste a successivi innesti, saldature di arti e parti diverse, sullo stesso monumento. E' il Tempo ad essere il Progettista, con il Popolo nelle vesti di Muratore.
L'Architettura RINASCIMENTALE, misto di quella Greca e Romanica è riconoscibile dalla presenza dell'arco a tutto sesto sostenuto dalla bellezza delle colonne Greche. Il Rinascimento ha portato in Architettura il Lusso accecante, l'uso smodato di archi a tutto sesto, l'uso delle Colonne Greche ed anche dell'Arco Gotico Ribassato. Durante il Rinascimento l'Architettura ha cercato di adeguarsi, plasticamente, anche, alle eresie emergenti (Lutero). Durante questo periodo storico si pensò molto a costruire ed, anche, a demolire, spesso senza freni. Ciò ha portato ad una continua rimodulazione degli spazi urbani delle città.
In alcuni monumenti complessi sono presenti dettagli di tutti gli stili. Con una mescolanza piacevole e mai stucchevole.
Possiamo dire che il Rinascimento ha portato anche nell'Architettura una ventata di anarchia e di splendide deviazioni dal linguaggio esistente. Una ventata di rinnovamento.
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