Nello studio della vita dell'uomo sulla terra, spesso ricorrono alcune civiltà che hanno lasciato tracce culturali indelebili. Penso ai Maya, agli Aztechi, agli Assiri, ai Greci ai Romani. Tutti popoli che sono stati, in qualche modo, coinvolti nell'intreccio Religione-Superstizione-Barbarie. Intreccio che, anche ai giorni nostri potrebbe essere attuale (Sotto forme diverse da quelle attraversate nel passato), può essere sciolto, solo, dalla Cultura, dalla conoscenza, dalla scienza, dalla Ragione.
In questo contesto (Religione e Superstizione prevalenti su Scienza e Ragione), con le parole di Lucrezio, la storia della bella Ifigenia.
Nella città greca di Aulide, il fior fiore degli eroi Achei deturpò col sangue di Ifigenia l'altare della vergine Diana, per propiziare la dea offesa dall'uccisione di una cerva sacra.
Quando le fu tolta la benda dagli occhi, la ragazza scorse il padre Agamennone all'alto col volto mesto, i sacerdoti attorno a lei che nascondevano la lama del sacrificio, i cittadini che piangevano. E cadde in ginocchio terrorizzata.
Non giovò, alla sfortunata, l'essere stata la primogenita del re che aveva offeso la dea: fu sollevata a braccia dagli uomini, e condotta all'altare tutta tremante.
Ma non, come le avevano fatto credere, per essere solennemente sposata ad Achille e musicalmente scortata dal canto di Imeneo, protettore dei matrimoni. Bensì per soccombere come mesta vittima, immolata dal proprio padre affinché la flotta potesse salpare per Troia.
4 febbraio 2014
L'ANIMA
Spesso, quando non riusciamo a trovare risposte a certe domande tendiamo ad ... ignorarle.
Ma rifacendomi a Lucrezio, spesso mi domando e vi domando:
Quale sia la natura dell'anima, semplicemente lo ignoriamo.
Alla nascita, è generata dall'interno o viene infusa dall'esterno?
Alla morte, perisce con noi o va a visitare le tenebre dell'orco e il vuoto sconfinato? O, addirittura, trasmigra miracolosamente in altri esseri?
Domande:
- Da quando agisce nell'uomo?
- Quando scappa dall'uomo dove va? -
Comunque la pensiate (Credenti o non credenti), è un argomento che trova soluzione, solo, nella fede. O no?
Ma rifacendomi a Lucrezio, spesso mi domando e vi domando:
Quale sia la natura dell'anima, semplicemente lo ignoriamo.
Alla nascita, è generata dall'interno o viene infusa dall'esterno?
Alla morte, perisce con noi o va a visitare le tenebre dell'orco e il vuoto sconfinato? O, addirittura, trasmigra miracolosamente in altri esseri?
Domande:
- Da quando agisce nell'uomo?
- Quando scappa dall'uomo dove va? -
Comunque la pensiate (Credenti o non credenti), è un argomento che trova soluzione, solo, nella fede. O no?
3 febbraio 2014
UNA IDEA
Qualche giorno fa un carissimo Amico, un po' dubbioso, mi ha chiesto se una sua " pazza idea" fosse una idea. Gli ho immediatamente risposto dicendo che se la sua idea aveva le caratteristiche intrinseche della pericolosità, della follia, allora non poteva che essere definita IDEA.
Alcuni giorni dopo Qualcuno mi ha lasciato uno scritto con un aforisma, che non conoscevo, di O. Wilde:
"Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea".
Quante Idee folli ci balenano nella mente tutti i giorni?
Chi più chi meno siamo tutti folli (e pericolosi). O no?
Alcuni giorni dopo Qualcuno mi ha lasciato uno scritto con un aforisma, che non conoscevo, di O. Wilde:
"Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea".
Quante Idee folli ci balenano nella mente tutti i giorni?
Chi più chi meno siamo tutti folli (e pericolosi). O no?
1 febbraio 2014
IL SOLE NEGLI OCCHI - 3 Sognatore
Chiudo con questo post gli stralci de "Il sole negli occhi" di Giuseppe ROMEO. Mi auguro che la lettura di questi post possa servire a far conoscere veramente la personalità, il carattere, lo stile di un sognatore. Spesso, solo fra tanta gente. Ciao Giuseppe.
"Luca strinse fortemente al suo petto la sua Claudine, l'accarezzò e la baciò mille volte su ogni centimetro dei suoi capelli, dei suoi occhi, del suo naso, delle sue orecchie, delle sue labbra, del suo viso ancora rigato dalle lacrime; le disse che la sua notizia era, non quello che pensava lei, ma una cosa meravigliosa, sublime, vera, bella, in rapporto a quella loro continua, amara, realtà; anche il vento, ora, aveva smesso il suo andare impetuoso, e con la brezza marina accarezzava i loro giovani corpi, avvinti, cullava in una dolce nenia le loro anime, i loro cuori, le loro menti; anche nel cielo, in quel cielo perennemente spento, ora splendevano stelle che come un continuo luccicante e tremolante corteo, illuminavano il loro sentiero, le loro strade, i loro infiniti orizzonti.
...
Una esplosione di luce, rumori, profumi, invase lo scompartimento, gli violentò gli occhi, ancora rattrappiti dal sonno, una ventata d'aria fresca gli sferzò il viso, gli scompigliò i lunghi capelli grigi, terse in una fresca carezza la sua fronte ancora madida di sudore, dove una fitta ragnatela di sottili rughe testimoniava, inesorabilmente, il segno del tempo, scivolò stimolante e leggera, sotto la camicia sbottonata sul petto irsuto dove goccioline di sudore rotolavano pigre nel profondo solco d'una cicatrice.
...
Luca era ormai rimasto solo, solo e spaesato in quella vecchia casa di gesso, ..., nella solitudine che ogni giorno di più lo attanagliava, in quel silenzio assordante di grida, nel continuo replay di sua Madre, di suo Padre, di suo Nonno, di sua Nonna, della sua AnnaMaria, di Claudine, di sua figlia Maria, della sua paura, della sua miseria, del suo vuoto, in quel baratro di ricordi che giorno dopo giorno, finiva d'inghiottirlo. E FU LA FINE".
"Luca strinse fortemente al suo petto la sua Claudine, l'accarezzò e la baciò mille volte su ogni centimetro dei suoi capelli, dei suoi occhi, del suo naso, delle sue orecchie, delle sue labbra, del suo viso ancora rigato dalle lacrime; le disse che la sua notizia era, non quello che pensava lei, ma una cosa meravigliosa, sublime, vera, bella, in rapporto a quella loro continua, amara, realtà; anche il vento, ora, aveva smesso il suo andare impetuoso, e con la brezza marina accarezzava i loro giovani corpi, avvinti, cullava in una dolce nenia le loro anime, i loro cuori, le loro menti; anche nel cielo, in quel cielo perennemente spento, ora splendevano stelle che come un continuo luccicante e tremolante corteo, illuminavano il loro sentiero, le loro strade, i loro infiniti orizzonti.
...
Una esplosione di luce, rumori, profumi, invase lo scompartimento, gli violentò gli occhi, ancora rattrappiti dal sonno, una ventata d'aria fresca gli sferzò il viso, gli scompigliò i lunghi capelli grigi, terse in una fresca carezza la sua fronte ancora madida di sudore, dove una fitta ragnatela di sottili rughe testimoniava, inesorabilmente, il segno del tempo, scivolò stimolante e leggera, sotto la camicia sbottonata sul petto irsuto dove goccioline di sudore rotolavano pigre nel profondo solco d'una cicatrice.
...
Luca era ormai rimasto solo, solo e spaesato in quella vecchia casa di gesso, ..., nella solitudine che ogni giorno di più lo attanagliava, in quel silenzio assordante di grida, nel continuo replay di sua Madre, di suo Padre, di suo Nonno, di sua Nonna, della sua AnnaMaria, di Claudine, di sua figlia Maria, della sua paura, della sua miseria, del suo vuoto, in quel baratro di ricordi che giorno dopo giorno, finiva d'inghiottirlo. E FU LA FINE".
IL SOLE NEGLI OCCHI - 2. Solo
Dal romanzo inedito "Il sole negli occhi" di Giuseppe ROMEO, riporto alcuni coinvolgenti stralci:
"Gettò la giacca sul letto ancora disfatto, ed uscì sul balcone. Nel cielo non c'erano più, né stelle, né luna, era solo; solo con il suo ricordo, l'immagine di lei, che gli appariva, ora precisa e reale, ora incerta e vaga.
Era solo, come lo era stato, nel già corto ma triste cammino della sua vita. Era solo, come lo era stato all'età di sette anni, in un piovoso pomeriggio di dicembre, dietro la bara di suo padre, che un vecchio e piagato mulo, schiumante di fatica, come il mare Jonio all'orizzonte, trascinava, stancamente, all'ultima dimora. Era solo, con la sua "détresse", come lo era stato, all'età di sedici anni, difronte ad un crocifisso muto, nella claustrale "froideur" (fredda, gelata) di una cella in un convento di Frati Minori, ove l'avevano spinto la sua miseria ed i sintomi di una vocazione che ben presto si rivelava falsa.
Era solo, come lo era stato all'età di diciotto anni, quando i suoi parenti non potendolo più mantenere agli studi, l'avevano abbandonato al primo "carrefour" (bivio) della sua vita. Era solo, come lo era stato, nella serie interminabile delle sue disillusioni. Solo, come lo era stato, di fronte ai risi "moqueurs" (sfottenti) della sua gente, dei suoi amici. Solo, come lo era stato quando forte del suo coraggio e della sua incoscienza, la chitarra a tracolla, era andato nelle piazze a cantare le sue canzoni, o come quando, le mani vuote e sotto un "maquillage" (trucco) di sudore e di rabbia, declamava Shakespeare, ad un pubblico d'ignoranti montoni.
...
Un cielo terso ricopriva ogni cosa; la bassa marea aveva portato lontano lo schiumio dell'onda, davanti agli occhi di Luca un'anonima distesa di sabbia grigia, dalla quale spuntavano scorie o spuntoni di ferro arrugginiti, ricordo delle navi affondate durante la guerra, dune di sabbia e detriti si perdevano all'infinito, Claudine e Luca andavano, affondavano i loro passi in quella immensa solitudine, pronunciavano parole che il vento del nord rapiva dalle loro bocche e li portava via, nell'immensità che li circondava, poi si fermarono, uno difronte all'altra, le mani nelle mani, gli occhi negli occhi, il vento nei capelli, mentre due labbra tremolanti ... così la loro gioia, i loro fremiti,... "
"Gettò la giacca sul letto ancora disfatto, ed uscì sul balcone. Nel cielo non c'erano più, né stelle, né luna, era solo; solo con il suo ricordo, l'immagine di lei, che gli appariva, ora precisa e reale, ora incerta e vaga.
Era solo, come lo era stato, nel già corto ma triste cammino della sua vita. Era solo, come lo era stato all'età di sette anni, in un piovoso pomeriggio di dicembre, dietro la bara di suo padre, che un vecchio e piagato mulo, schiumante di fatica, come il mare Jonio all'orizzonte, trascinava, stancamente, all'ultima dimora. Era solo, con la sua "détresse", come lo era stato, all'età di sedici anni, difronte ad un crocifisso muto, nella claustrale "froideur" (fredda, gelata) di una cella in un convento di Frati Minori, ove l'avevano spinto la sua miseria ed i sintomi di una vocazione che ben presto si rivelava falsa.
Era solo, come lo era stato all'età di diciotto anni, quando i suoi parenti non potendolo più mantenere agli studi, l'avevano abbandonato al primo "carrefour" (bivio) della sua vita. Era solo, come lo era stato, nella serie interminabile delle sue disillusioni. Solo, come lo era stato, di fronte ai risi "moqueurs" (sfottenti) della sua gente, dei suoi amici. Solo, come lo era stato quando forte del suo coraggio e della sua incoscienza, la chitarra a tracolla, era andato nelle piazze a cantare le sue canzoni, o come quando, le mani vuote e sotto un "maquillage" (trucco) di sudore e di rabbia, declamava Shakespeare, ad un pubblico d'ignoranti montoni.
...
Un cielo terso ricopriva ogni cosa; la bassa marea aveva portato lontano lo schiumio dell'onda, davanti agli occhi di Luca un'anonima distesa di sabbia grigia, dalla quale spuntavano scorie o spuntoni di ferro arrugginiti, ricordo delle navi affondate durante la guerra, dune di sabbia e detriti si perdevano all'infinito, Claudine e Luca andavano, affondavano i loro passi in quella immensa solitudine, pronunciavano parole che il vento del nord rapiva dalle loro bocche e li portava via, nell'immensità che li circondava, poi si fermarono, uno difronte all'altra, le mani nelle mani, gli occhi negli occhi, il vento nei capelli, mentre due labbra tremolanti ... così la loro gioia, i loro fremiti,... "
24 gennaio 2014
IL SOLE NEGLI OCCHI - 1
Il sole negli occhi è il tenero racconto (Volevo e stavo per dire romanzo) della vita di un Grande Sognatore (Giuseppe ROMEO), che non è più con noi. Ho cercato, invano, come lui mi aveva chiesto, un editore per farlo pubblicare...
Chi era Giuseppe? Era un Figlio del suo tempo e della sua Terra. Era di tutto, ma era, prevalentemente, un romantico sognatore idealista. Decido, ora, assecondando la sua volontà, di pubblicare alcuni brani, premettendo la dedica del manoscritto:
"A mia Mamma, che mi ha dato l'amore.
A mio Padre, che mi ha dato l'ingegno.
A mio zio Mario, che mi ha fatto uomo.
Alle mie figlie, AnnaMaria e Maria."
"Ora era là, incosciente ancora, ed impotente. Fu solamente quando il grimaldello della serratura terminò la sua corsa, che Luca comprese, che la porta si era definitivamente chiusa sulla libertà, sulla vita. Da allora, era trascorso un anno (52 settimane, 365 giorni) ed ora era là, quasi statico, dinnanzi alla libertà, alla vita, a quella vita che tante, tante volte aveva pregato d'arrestarsi, ma che ora sentiva pulsare nelle sue vene, più forte e bramosa di sempre. Luca guardò ancora il grande e pesante portone che rassomigliava ad una grande pietra tombale e rivide, in un susseguirsi retrospettivo d'immagini, il dramma della sua vita. "
"...in compagnia dei suoi amici, aspettava il calar della sera ed andava sotto il balcone della casa di Maria, per farle la serenata, per dirle parole d'amore, per poterla cullare, nell'infinito di questo cielo eternamente azzurro, fra stelle luminose, con il sorriso di questa grande luna, con il tenue fruscio della risacca che con la brezza dello scirocco, giungeva sino a loro, mentre il suono della chitarra e la melodia dei mandolini, si spandeva nel quieto, muto, caldo, silenzio delle contrade. Maria si svegliava dal suo sonno, si stringeva forte al suo cuscino..."
Chi era Giuseppe? Era un Figlio del suo tempo e della sua Terra. Era di tutto, ma era, prevalentemente, un romantico sognatore idealista. Decido, ora, assecondando la sua volontà, di pubblicare alcuni brani, premettendo la dedica del manoscritto:
"A mia Mamma, che mi ha dato l'amore.
A mio Padre, che mi ha dato l'ingegno.
A mio zio Mario, che mi ha fatto uomo.
Alle mie figlie, AnnaMaria e Maria."
"Ora era là, incosciente ancora, ed impotente. Fu solamente quando il grimaldello della serratura terminò la sua corsa, che Luca comprese, che la porta si era definitivamente chiusa sulla libertà, sulla vita. Da allora, era trascorso un anno (52 settimane, 365 giorni) ed ora era là, quasi statico, dinnanzi alla libertà, alla vita, a quella vita che tante, tante volte aveva pregato d'arrestarsi, ma che ora sentiva pulsare nelle sue vene, più forte e bramosa di sempre. Luca guardò ancora il grande e pesante portone che rassomigliava ad una grande pietra tombale e rivide, in un susseguirsi retrospettivo d'immagini, il dramma della sua vita. "
"...in compagnia dei suoi amici, aspettava il calar della sera ed andava sotto il balcone della casa di Maria, per farle la serenata, per dirle parole d'amore, per poterla cullare, nell'infinito di questo cielo eternamente azzurro, fra stelle luminose, con il sorriso di questa grande luna, con il tenue fruscio della risacca che con la brezza dello scirocco, giungeva sino a loro, mentre il suono della chitarra e la melodia dei mandolini, si spandeva nel quieto, muto, caldo, silenzio delle contrade. Maria si svegliava dal suo sonno, si stringeva forte al suo cuscino..."
22 gennaio 2014
LE 4 LIBERTA'
Nel 1941 il presidente americano F. D. ROOSEVELT ha ricordato al mondo quali sono le 4 libertà fondamentali dell'uomo:
1)- LIBERTA' DI PAROLA E DI ESPRESSIONE;
2)- LIBERTA' DI PREGARE DIO (RELIGIOSA);
3)- LIBERTA' DAL BISOGNO CHE GARANTISCA UNA VITA PIENA E PACIFICA;
4)- LIBERTA' DALLA PAURA (DIRITTO ALLA SICUREZZA).
Nonostante il lunghissimo tempo passato da allora, quanto resta, ancora, di inattuato nel mondo...
1)- LIBERTA' DI PAROLA E DI ESPRESSIONE;
2)- LIBERTA' DI PREGARE DIO (RELIGIOSA);
3)- LIBERTA' DAL BISOGNO CHE GARANTISCA UNA VITA PIENA E PACIFICA;
4)- LIBERTA' DALLA PAURA (DIRITTO ALLA SICUREZZA).
Nonostante il lunghissimo tempo passato da allora, quanto resta, ancora, di inattuato nel mondo...
LIBERTA'
L'Uomo è veramente Libero quando guarda gli altri uomini con lo stesso concetto di libertà che desidera per se stesso.
Non esiste la Libertà individuale se è assente la Libertà sociale.
Non esiste la Libertà individuale se è assente la Libertà sociale.
LACUNE
La mancanza del senso di Legalità e di Giustizia nei rappresentanti del Popolo (E delle Istituzioni) porta "in nuce" un terribile decadimento degli ideali di una Società. Decadimento che in questi tempi sembra inarrestabile come una reazione nucleare (A catena) incontrollata. questa mancanza, inevitabilmente, porterà il nostro Paese verso una fase di "grettitudine", arretratezza, ingiustizia , illegalità.
Ai Cittadini il compito di rifletterci sopra e dedurre la strada da seguire per venirne fuori.
Ai Cittadini il compito di rifletterci sopra e dedurre la strada da seguire per venirne fuori.
CALABRONE: INDOMITO. LIBERO
"Un calabrone è entrato nella mia stanza, è andato a sbattere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili. Il rumore secco delle sue zuccate faceva crepitare il silenzio. Dopo un po si è acquattato per riprendere le forze, ha ricominciato contro la lampada, e stamattina era ancora lì, secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato ..."
di evadere.
Mi piace ricordare questo cenno, tratto da "Un marziano a Roma" di Ennio Flaiano, quando penso al desiderio ardente di Libertà ed alla cocciutaggine dell'uomo.
di evadere.
Mi piace ricordare questo cenno, tratto da "Un marziano a Roma" di Ennio Flaiano, quando penso al desiderio ardente di Libertà ed alla cocciutaggine dell'uomo.
FRUTTO AMARO DA SEME DOLCE?
Nella vita quotidiana, spesso si sente dire, specialmente dalle persone più legate alle tradizioni, che "il frutto buono cade presso l'albero che l'ha generato". In termini minimali: "La pera cade vicino al pero che l'ha generata".
In vero ciò non è norma come, con molta eleganza, ci dice Dante, Divina Commedia, Paradiso, Canto VIII, quando Carlo Martello parla del fratello Roberto.
Dante: "Come uscìr può, di dolce seme, amaro?"
Carlo Martello: " ... le indoli si distribuiscono da individuo a individuo, cosicché il figlio differisce dal padre, il fratello dal fratello. Se non ci fosse quest'opera differenziatrice dei cieli, la natura dei discendenti sarebbe sempre conforme a quella dei generanti".
In vero ciò non è norma come, con molta eleganza, ci dice Dante, Divina Commedia, Paradiso, Canto VIII, quando Carlo Martello parla del fratello Roberto.
Dante: "Come uscìr può, di dolce seme, amaro?"
Carlo Martello: " ... le indoli si distribuiscono da individuo a individuo, cosicché il figlio differisce dal padre, il fratello dal fratello. Se non ci fosse quest'opera differenziatrice dei cieli, la natura dei discendenti sarebbe sempre conforme a quella dei generanti".
5 gennaio 2014
AUTUNNO di Jurij ZIVAGO
Da una delle più belle poesie composte da Zivago per Lara:
"...
Tu l'abito lasci andare, così,
come il bosco lascia le foglie,
quando cadi nell'abbraccio
con la vestaglia dal fiocco di seta
..."
La magia di Boris Pasternak è espressa nel Dottor Zivago non solo in prosa, ma anche in versi, come questi sopra riportati. Versi e prosa di valore eccezionale.
"...
Tu l'abito lasci andare, così,
come il bosco lascia le foglie,
quando cadi nell'abbraccio
con la vestaglia dal fiocco di seta
..."
La magia di Boris Pasternak è espressa nel Dottor Zivago non solo in prosa, ma anche in versi, come questi sopra riportati. Versi e prosa di valore eccezionale.
L'AMORE PER LARA
Riflessioni di Jurij dal Dottor Zivago di Boris Pasternak :
" ... l'arte è sempre al servizio della bellezza
e la bellezza è la felicità di dominare la forma,
... la forma è il presupposto organico dell'esistenza,
e ..., per esistere, ogni cosa vivente deve possedere la forma,
e ..., di conseguenza, tutta l'arte, non esclusa quella tragica,
è il racconto della felicità di esistere".
Nonostante tutto e nonostante tutti.
" ... l'arte è sempre al servizio della bellezza
e la bellezza è la felicità di dominare la forma,
... la forma è il presupposto organico dell'esistenza,
e ..., per esistere, ogni cosa vivente deve possedere la forma,
e ..., di conseguenza, tutta l'arte, non esclusa quella tragica,
è il racconto della felicità di esistere".
Nonostante tutto e nonostante tutti.
22 dicembre 2013
BLOK ED IDEALI
"Alla facoltà di Gordon gli studenti pubblicavno una rivista ... Jura da tempo gli aveva promesso un articolo su Blok. Per Blok deliravano tutti i giovani delle due capitali, e Jura e Mika ancora più degli altri".
Estratto dal Dottor Zivago di Borìs PASTERNAK, capolavoro della letteratura Russa (Meglio internazionale), scritto nel 1956, anche se ci può apparire come di tantissimo tempo fa.
A tutti gli Studiosi di menti eretiche, in un mondo governato dal dio denaro, quasi in totale assenza di ideali e di buon senso, dedico questo post.
Estratto dal Dottor Zivago di Borìs PASTERNAK, capolavoro della letteratura Russa (Meglio internazionale), scritto nel 1956, anche se ci può apparire come di tantissimo tempo fa.
A tutti gli Studiosi di menti eretiche, in un mondo governato dal dio denaro, quasi in totale assenza di ideali e di buon senso, dedico questo post.
30 novembre 2013
L'INVITO DI LUCREZIO
"O umano lettore, libera il cuore dagli affanni, allerta la mente, porgi l'orecchio alla vera dottrina. Non giudicare le parole che ti offro prima di averle comprese e meditate".
Quando dopo aver spifferato i miei pensieri più intimi e reconditi a dei "torsoli" e scopro di non aver prodotto in loro la minima impressione divento adirato con me stesso.
Mi dico che, forse, non sono stato sufficientemente chiaro. O, forse, è inutile parlare con chi non è disposto (Idoneo?) ad ascoltare.
Nella società odierna, spesso, purtroppo, si parla ... senza dire niente.
Quando dopo aver spifferato i miei pensieri più intimi e reconditi a dei "torsoli" e scopro di non aver prodotto in loro la minima impressione divento adirato con me stesso.
Mi dico che, forse, non sono stato sufficientemente chiaro. O, forse, è inutile parlare con chi non è disposto (Idoneo?) ad ascoltare.
Nella società odierna, spesso, purtroppo, si parla ... senza dire niente.
DESIDERIO - DUBBIO
Solo dal Desiderio del vero scaturisce il Dubbio.
Solo per il tramite dei Dubbi si può arrivare alla Verità.
La Verità suprema è la sola che può saziare l'Intelletto.
Per eventuali approfondimenti faccio rimando al Canto IV del Paradiso della Divina Commedia di Dante. Tutt'altro che noiosa.
Solo per il tramite dei Dubbi si può arrivare alla Verità.
La Verità suprema è la sola che può saziare l'Intelletto.
Per eventuali approfondimenti faccio rimando al Canto IV del Paradiso della Divina Commedia di Dante. Tutt'altro che noiosa.
25 novembre 2013
L'AMORE SECONDO CARLO A. PASCALE
Riporto di seguito, su richiesta dell'Autore, tre struggenti Poesie d'amore.
DUE OMBRE ( Alla mia Donna)
Siamo due ombre, nella sera che avanza,
tra sabbia e cielo!
Sento l’acqua e la rena
nel tuo lieve respiro.
E l’onda che tramuta
natura imbiancando.
Verginità è la tua anima,
Donna.
Oh se mi chiedessi dove
siamo diretti!
Se mi domandassi della
notte che avanza
Se volassi in cielo ad abbracciare le stelle!
Il mare forse non sa
come parlare a due ombre,
come accoglierle nelle sue
acque,
come accostarle alla sua
diversa natura.
Siamo due esilissime ombre sfilacciate sulla battigia
In una danza di fremiti bianchi.
E, mentre torniamo al
Castello, si frange il ponte levatoio
E restiamo, donna, sospesi nell’aria.
Nella sera. Nel tempo.
Nello spazio.
Per sempre.
c.a.p. 12.11.2013
“Ti
propongo per la pubblicazione sul tuo Blog una poesia che sa di aneliti e di colori smorzati, di desideri che
non tradiscono, di attese che rendono
fragili e pazzi gli uomini. La poesia inoltre stringe in sé la terra e il
cielo, le ombre e la realtà, la stasi e l'inquietudini, il destino assurdo e la
speranza forte. e incrollabile. Ti ringrazio di tutto cuore. Un abbraccio Carlo”
CHE GIOIA!
( A c.b.p.)
Da crisalide a
farfalla,
a regina, la mia
donna.
Da re a pedone,
io, il poeta.
Che gioia!
Amore ha voluto
così.
c.a.p.
01-11-2013
OH CHE TI
DIA
(A C.B.P.)
Oh che ti dia momenti di
follia:
venti statici e freddi,
soli di ghiaccio ed erbe senza fiori
per un dono che fosse
senza pari.
O che ti dia il cielo
della notte
Fiorito in fronte a Dio
come regalo.
O il pane del mio forno
Fragrante come il fiore
della vita.
O le mie nubi
intrecciate d’amore,
Morbidi sensi sul divino seno.
Nulla io credo che t’abbia donato
quando si spezza il ramo
del perdono.
Ti porterò il perfido
Giasone ed Argo e il Vello d’Oro
e il grido della Colchide …
E la maga Medea, rossa di
sangue.
Oh che ti dia la vita… tutta
la vita…
Senza chiederti nulla e
poi morire.
E’ questa la follia,
Donna.
c.a.p.
20-10-2013
Tra Innamoramento ed Amore (O “calorosa
Amicizia” come direbbe Qualcuno) librano, spensieratamente, nel vorticoso cielo,
le struggenti parole del Poeta. Sempre più desideroso di Vita.
Chiedo venìa all’Autore ed ai miei Lettori
per il ritardo nella pubblicazione di queste belle Poesie, tutte dedicate, probabilmente, alla stessa Persona che riesce
a farlo sognare come quando era … bambino.
2 novembre 2013
Mia Martini - Quante volte
http://www.youtube.com/v/op8TWI3GNlg?autohide=1&version=3&attribution_tag=3bXs06x3iu72RTUsl4wj4A&autohide=1&autoplay=1&feature=share&showinfo=1
Il mare d'inverno - Loredana Bertè
Poesia.
http://www.youtube.com/v/AILftA3E1R4?version=3&autohide=1&autohide=1&showinfo=1&feature=share&autoplay=1&attribution_tag=Q451ifKp2BRa3Z6jU3frCw
http://www.youtube.com/v/AILftA3E1R4?version=3&autohide=1&autohide=1&showinfo=1&feature=share&autoplay=1&attribution_tag=Q451ifKp2BRa3Z6jU3frCw
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