Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

2 agosto 2025

VIRTU'?

 La virtù è quella particolare predisposizione dell'animo umano volta al bene, al di sopra di qualsiasi considerazione per un eventuale premio o castigo. Seguire la strada della virtù equivale a mantenersi in opposizione al vizio, al peccato. 
E' un pregio, una qualità , una dote, che spesso si dichiara, ma non sempre trova reale rispondenza nei fatti.
Spesso la Virtù è solo attribuita, ma non realmente posseduta.

Io non sono un buon Cristiano.
Non credo, come sostengono alcune persone, che sia possibile e facile voler bene ai propri nemici. No, non è vero! Non posseggo questa Virtù Cristiana. Odio certe persone, con tutto me stesso. Odio e disistimo in modo incontrovertibile tutte quelle persone che hanno seminato e seminano, in modo diretto e indiretto, il sangue degli altri.
Non sono capace, non sono pronto, a perdonare. E, forse, non lo sarò mai! E, perché dovrei perdonare, o addirittura amare, persone barbare, selvatiche, malvage, primitive, che nulla hanno fatto per meritarsi un tale avvicinamento psicologico oltreché fisico?
No! Non è possibile. Meglio mantenersi a notevole distanza fisica e psicologica.
E, ricordiamoci bene che il dovere della Comunità (Stato) non è quello di perdonare, ma è quello di Giudicare serenamente, Condannare se ci sono i presupposti e fare Scontare la pena inflitta, senza sconti di sorta. Gli sconti di pena, specialmente diretti a barbari che si sono macchiati di gravi delitti, sono tutt'altro che d'aiuto per la riabilitazione del soggetto. Il miglior criterio esistente per la riabilitazione di un condannato, in uno Stato serio, democratico e civile, non è quello di fare sconti sulla pena inflitta, ma è quello di fare scontare, fino all'ultimo giorno di detenzione, la sentenza di condanna inflitta.
Non è accettabile, è vergognoso, constatare delle ridicole condanne a carico di persone che si sono rese e dichiarate colpevoli di gravissimi reati. Il dispositivo dello sconto di pena nel caso di adesione al rito semplificato è una chiara e limpida dichiarazione di incapacità da parte delle Istituzioni. E, in quanto tale andrebbe eliminata dal nostro ordinamento giudiziario. 


IL LAVORO

 Il lavoro rende liberi (Arbeit Macht Frei).
Il lavoro, lasciando da parte ogni terribile riferimento retorico del secolo scorso, certamente, è essenziale e funzionale per l'esistenza equilibrata di ogni essere umano.
Esso, però, deve essere piacevole o, quanto meno, non opprimente e occupante totalmente l'intero arco della giornata e della vita. Vita che deve prevedere anche altre attività ludiche, gioiose, istruttive. 
L'uomo, nella vita, ha bisogno di essere impegnato in una adeguata attività creativa, per quanto possibile, indirizzata verso un fine utile per se stesso e per la comunità in cui vive.
Di contro, i falsi lavori (Penso ai cosiddetti "lavori di pubblica utilità" o ai "lavori socialmente utili", entrambi creati, dal mondo politico, per un presunto sollievo temporaneo di particolari fasce di popolazione, in forte condizione di crisi), ossia tutti quei lavori svolti senza alcun pratico scopo e, magari, sotto costrizione e violenza psicologica, sono portatori di sofferenza, di apatia, di stress, di alienazione.
Per vivere meglio è bene che il lavoro sia amato e svolto con la massima professionalità. Nei giorni attuali l'uomo tende, sempre più, verso una condizione di alienazione con la scomparsa dell'amore e della professionalità in molti settori lavorativi. Su tutto si riscontra la prevalenza d'interesse del denaro, indipendentemente dalla quantità e dalla qualità dell'attività realmente svolta.
Mi considero uno degli ultimi romantici che hanno amato e amano il proprio lavoro. Lavoro (Professione) svolto e che svolge, da sempre e per sempre, con la massima, dovuta, professionalità. E con tanto amore.


IL PROBLEMA DI LUCREZIO

 Lucrezio tra le altre cose si è posto ed ha posto il problema  della incapacità dell'uomo di prevedere il futuro. 
Futuro legato, semplicemente, allo stato delle sue conoscenze nel merito scientifico. 
Secondo Lucrezio: 
- lo stolto guarda la montagna più alta che conosce e dice che quella è la montagna più alta che esiste; 
- il saggio, invece, precisa che quella è la montagna più alta fra quelle conosciute. Non escludendo la presenza di altre montagne molto più alte di quella nota.

FOLLIA?

 Follia? Pazzia? 
Per vero o per finta (Come fecero Ulisse e altri)?
Simulare a lungo la follia spesso porta alla follia.

Tutti i giovani son convinti che invecchiando si diventa matti. In vero, forse, vale il contrario. I veri pazzi sono i giovani. 

La solitudine, le notti insonni passate da soli sotto le stelle, il sole cocente, la solitudine, il silenzio prolungato, l'assenza di amore, la scarsa assunzione di cibo, sono presupposti per arrivare alla follia?

1 agosto 2025

WISHFUL THINKING

 "Wishful Thinking" ossia "Pio Desiderio".
L'uomo, spesso, nel corso della sua vita, ha il bisogno, inconscio, di creare, costruire, delle circostanze ipotetiche, non reali, interferendo con persone o cose. E, per fare ciò ripete tante volte, a se stesso e agli altri, delle vicissitudini inventate; fino a convincersi che esse siano reali. A furia di ripetersele si convince che esse corrispondono totalmente alla verità.
Anche se esse verità non sono.
In effetti, si tratta di pii desideri che la sua buona coscienza cerca di far emergere, magari al fine di nascondere precedenti determinazioni, successivamente riconosciute come errate.
Si tratta della rimodulazione, conscia o inconscia, di un pregresso pensiero, convincimento, comportamento, a posteriori valutato come errato.
E' un qualcosa che ha a che fare col millantato credito. Solo che, in questo secondo caso il soggetto è cosciente che l'affermato è totalmente non veritiero ed è riportato per esclusiva convenienza personale. Il soggetto, nel caso specifico, tende ad inventarsi e costruire, di sana pianta, dialoghi, scene, incontri, con altre persone. Tali vicissitudini inventate, spesso, il soggetto interessato tende a raccontarle a tutti i conoscenti, facendo opera di convincimento proprio e verso terzi. Autoconvincimento psicologico talmente forte da far trasformare dette vicissitudini inventate in pura realtà; non realtà virtuale, ma pura realtà. 
E' una forma per  costruirsi una veste, un passato, di comodo per seppellire una verità ben diversa e non più accettabile. 

Ma chi si trova davanti a questa circostanza come si deve comportare? Come reagire?
In genere queste persone, in buona o in cattiva fede, sono soggetti senza lode e senza gloria, grigi. Essi oggi tendono a parlare bene di coloro di cui prima parlavano male. E sono, anche, portati ad attribuire benemerenze a favore delle persone prima disistimate.
Sono persone che dopo aver fatto i conti con il loro passato scoprono che essi conti non tornano e, quindi, cercano di trovare un qualche riparo. Cercano una via per il superamento del passato.
E il che fare, in risposta, è variabile caso per caso. La risposta più semplice è quella di di lasciar correre. Di mettere una pietra tombale sopra e andare avanti. Magari cercando di evitare incontri diretti col soggetto del pio desiderio.
Quando è corto il salto tra il tempo reale e quello ipotizzato è molto forte la tentazione di rispondere, con le rime, rendendo le giuste risposte. Ma non sempre ne vale la pena. La strada migliore è quella del silenzio. E' quella dell'oblio, della dimenticanza, dimenticando tutto, ignorando fatti e persone. 
Così è, se vi pare.

PENSARE O NON PENSARE?

 Vivere in un territorio governato dalla mafia, in totale o parziale assenza delle Istituzioni, implica la necessità di porsi mentalmente, sottovoce, oppure a voce alta, una semplice domanda esistenziale:
    Pensare o non pensare? 
            Che fare?
Come comportarsi, nei rapporti col proprio io, in un territorio infetto, gestito dalla mafia?

Il non pensare, senza alcun dubbio, è la strada seguita dalla quasi totalità delle persone non compromesse con la barbarie.
Pensare aiuta a sopravvivere, ad andare avanti, cercando di fare il possibile per affrontare adeguatamente la barbarie, al momento opportuno.
Pensare porta alla necessità di Resistere alle prevaricazioni barbariche animalesche. Pensare significa tenere a mente tutto ciò che nella vita è valore ideale. 
Pensare significa, anche, osservare ed analizzare il mondo che ci circonda, condizione necessaria per trarne le dovute considerazioni sul che fare contro i barbari. 
E, infine, porta aiuto a cercare di raggiungere le condizioni del vivere civile. Cosa di primaria importanza per l'umano. 
Pensare porta in nuce la necessità di capire del perché il mondo barbarico-primitivo ha il sopravvento su quello civilizzato-umano. 
Con la classica domanda conclusiva: 
      "A chi giova il mantenimento di questo stato di cose?"
Trovare la risposta a questa domanda significa aver trovato la soluzione del problema, pur sapendo che per rendere operativa tale soluzione è necessario l'intervento dello Stato. Stato che purtroppo non c'è!

CURIOSITA'

 La curiosità è la madre delle favole.

ORACOLO DI DELFI

   Quando l'uomo si trova davanti a grossi problemi di difficile soluzione con la mente si porta verso un consulto, un vaticinio, una profezia, un responso, un pensiero autorevole. E la mente vola all'Oracolo, del dio Apollo, di Delfi, città dell'antica Grecia, posta in Focide, sul monte Parnaso, nel Sud della Grecia continentale.
Nell'antichità remota davanti ad importanti dubbi riguardanti argomenti relativi al presente, al passato o al futuro, si usava rivolgere specifica istanza, veniva consultato, l'Oracolo di Delfi, che emetteva la consulenza, come forma di vaticinio assoluto, divino. E quello era un pronunciamento che nessuno avrebbe mai osato mettere in dubbio. 
Era quello il giusto modo d'agire, in quella specifica circostanza. Senza alcun dubbio!

Nei tempi attuali il rimando all'Oracolo è diventato ironico e sentenzioso. Con riferimento a soggetti che si atteggiano e/o si credono infallibili come l'originale Oracolo della città greca di Delfi.
Quindi, per smentire l'affermato si usa tagliare corto, dicendo, sarcasticamente: "Ha parlato l'Oracolo di Delfi".
L'affermato, quindi, porta all'opposto di ciò che era ipotizzabile in origine.
In sintesi, viene smentita la saggezza e la capacità intellettuale della persona che si era pronunciata con un supposto vaticinio su un qualcosa di molto importante.

In passato il termine Oracolo è stato preso in prestito anche in ambito religioso (Cristiano) facendo rimando ai profeti e a Cristo.
Il termine Oracolo deriva dal latino "oraculum" che significa dire, parlare. I preposti agli oracoli emettevano i loro pronunciamenti in versi, non sempre facilmente comprensibili. Quindi, i responsi erano soggetti ad ambigue interpretazioni. Spesso gli oracoli erano emessi in seguito a stati di incoscienza indotta del preposto/a.
Gli oracoli, in ultima analisi, erano la causa scaturigine di tante decisioni importanti riguardanti guerre, crimini, ecc.
E per ingraziarsi l'oracolo il tempio era destinatario di beni, di doni, di ogni genere. 

Sulla facciata del tempio di Delfi era riportata la frase storica che doveva aiutare a far crescere le persone: "Conosci te stesso". 
"Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh tu che desideri sondare gli arnani della natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori ...
Uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli dei".
Frase semplice e non banale che, forse, non è servita a molti per la loro crescita culturale. 
Oracoli più importanti: 
- di Delfi dedicato al dio Apollo;
- di Epidauro dedicato al dio Esculapio;
- di Sibilla Cumana, a Roma dedicato ad Apollo.

Ed è, poi, quello che si è verificato, successivamente, con i vari lestofanti, presunti oracoli moderni, che speculavano, e speculano, sulla buonafede delle persone.

REATI GRAVI O NON PIU' GRAVI?

 L'Italia è uno dei paesi occidentali con un altissimo grado di malcostume nell'ambito della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica. I reati connessi, a mio parere, sono di grandissima gravità, ma come spesso succede in questi casi, i soggetti interessati, spesso, per motivi non sempre reconditi, riescono a farla franca.
E, di recente, si parla di depenalizzare o ridurre le pene ad essi connesse.
Quali sono tali reati? 
Corruzione, Concussione, Peculato. 
1) Corruzione. In questo caso il privato agisce volontariamente offrendo o promettendo denaro o altra utilità per un vantaggio indebito. Rappresenta l'utilizzo improprio del potere pubblico per ottenere vantaggi privati, sia per se che per terzi. 
Molti cittadini davanti agli ostracismi tattici dei funzionari pubblici, magari in "dimissioni silenziose", spesso, cercano di forzare la mano per ottenere una risposta ad una loro istanza rimasta chiusa nei cassetti, offrendo denaro al fine di pervenire alla risposta.
2) Concussione. In questo caso il privato è costretto dal pubblico ufficiale a dare o promettere denaro o altra utilità, spesso per evitare un danno.
3) Peculato. In questo caso il pubblico ufficiale  si appropria indebitamente di denaro o di beni mobili di cui ha la disponibilità

30 luglio 2025

CATOJO

Catòdio, Catojo, Catoio, Catoju.
Con questo nome è indicato un misero locale presente nelle più povere case d'abitazione, posto al piano terra o al piano seminterrato.
Era molto comune nel bacino meridionale del Mediterraneo.  Era destinato ad accogliere mercanzia e, molto spesso, anche, animali domestici (Diventando, parzialmente, una vera e propria stalla).
La parola ha, chiaramente, origine greca ( ) che significa locale seminterrato.
Nelle varie zone della Magna Grecia, col passare del tempo, ha assunto nomi diversi. In Campania, per esempio, è detto "basso".

QUIET QUITTING

  Quello del quiet quitting, delle dimissioni silenziose, è un fenomeno molto diffuso, specialmente nelle pubbliche amministrazioni, ma del quale si parla poco. Spesso si preferisce fare finta di nulla. Anche per evitare ritorsioni da parte dei dimissionari volontari silenziosi, per quegli adempimenti obbligatori, di loro competenza. Costoro sono preposti, per esempio, al pagamento di fatture per la fornitura di beni o servizi. Nel settore dei lavori pubblici, presso gli Enti Locali e, pure, presso i Ministeri (Interno, compreso), è raro trovare funzionari esterni alla categoria dei quiet quitting. Molti dei miei RUP, senza ombra di dubbio, appartengono, con successo, a questa categoria. Tutti sanno di questo comportamento, ma nessuno fa niente per porre rimedio. Spesso ho provato, personalmente, a smuovere le acque facendo solleciti di adempimento, ma è stato del tutto inutile. Anzi, le mie proteste sono state improduttive, controproducenti. Anche presso qualche Ministero.

 Le dimissioni silenziose sono una pratica in cui un dipendente svolge il minimo indispensabile del proprio lavoro e non va oltre quanto esplicitamente richiesto dal contratto e dalla descrizione delle mansioni, senza però abbandonare effettivamente il lavoro. 

Non si tratta di dimissioni, ma di un modo per stabilire dei limiti e proteggersi dal burnout rifiutandosi di investire oltre quanto concordato, sia in termini di ore che di compiti aggiuntivi.

Questa è l'Italia, se vi piace, col modus operandi della sua burocrazia. 

19 luglio 2025

EDILIZIA VOLGARE

 A proposito di "Edilizia volgare", tipo Hotel a 5 stelle, bosco verticale,  "campi da ping-pong pensili" per familiarizzare coi vicini delle case accanto (A Milano come a Benestare), classici esempi di spocchiositá del presunto lusso, tamarro.

"Il medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può soltanto suggerire ai propri clienti di piantare rampicanti",  diceva Wrigth e dico anch'io.

16 luglio 2025

LIBERTÀ

 Libertà è il sapore di decidere le proprie scelte di vita.
Libertà è la consapevolezza di essere padrone del proprio destino.
Libertà è la consapevolezza di poter sbagliare con le scelte fatte.
Libertà è la forza e la determinazione di rialzarsi dopo una caduta.

14 luglio 2025

GREGGE

 Quando l'umanità diventa gregge, allora cerca l'animale capo.

A quel punto è diventata priva di libertà e di diritti.

COME I GATTI

 Certe persone sono come i gatti.
Ci fanno le fusa (I gatti), ci vivi con loro per tanto tempo, ma non riusciamo a capire come sono fatti.
E quando, infine, riusciamo a capirle (Le persone) ci rendiamo conto che, forse, potevamo fare a meno di loro.

METAMORFOSI ?

 Era esile, minuto, con sguardo acuto. Aveva coraggio e qualche volta osava oltre ogni ragionevole limite.
Faceva cose originali e qualche volta fantastiche.
Non accettava le prepotenze, anche se rivolte ad altri, e le scelte di vita prive di raziocinio.
Non era volgare in un mondo sopraffatto dal turpiloquio. Raramente si vantava delle sue benemerenze.
Mai parlava di donne anche se era da esse fortemente attratto e affascinato.
Non mentiva, ma alla bisogna, ometteva qualche dettaglio.
Era consapevole dei suoi limiti. Ma, sognava. Sì, sognava anche ad occhi aperti.
Era determinato. Sapeva quello che voleva ed era conscio del fatto che avrebbe raggiunto i suoi obiettivi.
Studiava; studiava molto. Consumava libri con grande voracità.
Non aveva quasi mai dubbi.  E quando essi comparivano si guardava intorno e si poneva, semplicemente, dalla parte opposta a quella occupata dalle note persone non perbene.
Sapeva quel che voleva ... e lo otteneva.
   È cambiato? 
No, è sempre lo stesso, nonostante gli anni.

SPERARE IN QUALCOSA

 Nella vita, per vivere al meglio delle possibilità, è bene sperare in qualcosa o in qualcuno.
Anche se non si è compiutamente convinti.
La speranza aiuta a vivere meglio; aiuta ad essere ottimista; aiuta a guardare verso il lato positivo del possibile.
Anche se, poi, alla fine, il risultato sarà negativo la speranza ci avrà regalato istanti di serenità.
Non ho alcun credo verso qualcuno, ma anch'io voglio credere e credo in qualcosa.
D'altronde, la Speme è l'ultima dea che fugge i sepolcri.

13 luglio 2025

IL TIMORATO DI DIO

 Esistono tante persone di indole buona, umile, timida. Devote, credenti, osservanti, che vivono la loro vita sulla scorta di pochi principi, basilari, semplici, netti, chiari per tutti. Sono i timorati di Dio.

Una di queste persone, un giorno, durante una storica tornata elettorale locale, pur senza alcuna mia richiesta specifica, mi ha fermato per strada e con un bonario sorriso mi disse: "Prego per voi, ma sono obbligato a votare per loro".
Le due parole di questa frase che mi hanno emozionato sono state "Prego" e "loro".
Esse mostravano, in modo netto, la sua enorme fede (Chiedeva a Dio di fare vincere la lista da me sostenuta. Cosa che neppure io ho mai osato fare!) e la sua distanza dai miei avversari politici. 

Un'altra storia, altrettanto struggente, è quella di un fedelissimo timorato, che, anche in questo caso, si rivolge a Dio, a fronte di un torto subito.
È una di quelle persone che tutte le domeniche e tutti i giorni festivi provvedono a santificare le feste, andando a Messa e che sono presenti a tutte le messe di funerale, di trigesimo e d'altro.
Quest'anima pura un giorno ha subito un grave atto di violenza psico-fisica, da un prepotente (mafiosetto locale). Per reazione al grave atto subito, con un moto di orgoglio, a testa alta, rivolgendosi al soggetto gli ha ratificato che, al giusto momento, non sarà presente né al suo funerale, né al suo trigesimo. 
Lui che è stato sempre presente alle messe di tutti i morti del paese, anche quelli sconosciuti! Messe col pane e senza pane.
Così facendo, secondo il timorato, Dio e tutta la gente del paese sapranno che lui non era presente al rito; si domanderanno il perché lui, il timorato, non era presente alla messa e, facilmente, potranno dedurre della cattiveria commessa dal de cuius. 
Atto subito e rimasto indelebile, sanguinante, nella sua anima.
Sì, quel "Non verrò al tuo funerale" è stata una risposta di alto valore etico, morale, simbolico. Esso rappresenta il rifiuto di un comportamento barbarico, primitivo, volgare, con le armi di civiltà di cui il timorato era dotato.

E, a pensarci bene, tale reazione (Non verrò al tuo funerale) è l'opposta di quella che usano i mafiosi e i sicari che sono sempre presenti, come gli sciacalli, ai funerali delle loro vittime. Bastardi!

MASCHERE

 "Nel tragitto di vita incontrerai tante maschere e pochi volti".
Pirandello docet.

Nella nostra società la gente si mostra come vuole essere vista, non come effettivamente è.
Non bisogna fidarsi, quindi, delle apparenze, che al primo approccio ingannano quasi sempre.
Il mondo è pieno di finzioni.