11 luglio 2010
Carpe diem
Se sei soltanto un uomo, un uomo effimero che ama le cose mortali, sai che la tua condizione dipende dalla sorte, buona o cattiva, che ogni giorno qualcuno ti assegna. Vivi la realtà quotidiana, accetta tutto dalla vita, accogli qualsiasi cosa esiste. Ricordati che, per colpa o per fortuna, abbiamo fame, quindi, siamo si costretti a procurarci il cibo, ma il nostro ventre, con i suoi richiami, ci fà... dimenticare i dolori. Ma la vita non è solo ventre. E', anche, intelletto, pensieri, emozioni, riflessioni, mente, vita interiore. Aspetti che ci portano alla curiosità, al desiderio di conoscenza di sperimentazioni, alla ricerca di nuovi lidi. Davanti a tali incitamenti interiori siamo spronati ad agire ... senza limiti. Spesso, però, ci sono dei freni inibitori, portati dalle condizioni al contorno, che ci trattengono. In ogni uomo agisce, a questo punto, il proprio limite del kairos (Intuizione) di brevissima durata. Nella vita è essenziale agire al momento giusto e nel modo giusto, prima che ...l'occasione si involi. E' bello e giusto cogliere l'istante, con esattezza, senza ... lasciarsi andare all'eccesso. Si, perchè senza controllo, senza misura, il kairos svanisce e difficilmente ritorna... una seconda volta,... carpe diem.
Il sole negli occhi
Per Ifigenia "guardare alla luce del sole è per gli uomini la cosa più dolce " della vita, dono fragilissimo ed insostituibile.
Per questo, per Lei ed, anche, per me, nessuno ha diritto di rubare la luce ed i sogni di un altro uomo. Perchè la conoscenza nuova non trovi scaturigine dalla sofferenza.
Per questo, per Lei ed, anche, per me, nessuno ha diritto di rubare la luce ed i sogni di un altro uomo. Perchè la conoscenza nuova non trovi scaturigine dalla sofferenza.
Affidata a Tiresia
Col cuore di sasso,
davanti ad uno spettacolo commovente,
con gli occhi fissi all'infinito, sopra il mare,
malgrado o a causa dei suoi furori, Egli invia a Tiresia una preghiera:
" Ascolta Madre che percorri la terra, dai capelli neri, lunghi e lisci,
se sono tuo veramente, madre mia, come dici di essere,
che a casa non giungano i distruttori di oikos,
i figli dei cani che abitano... nelle stalle.
Ma se è loro destino vedere i loro cari e tornare
nelle loro case ben costruite e nella terra dei padri,
tardi vi giungano e male, perduti tutti i compagni e figli,
sopra una macchina ostile, e a casa trovino dolori ";
con la remora di rammentare ad Euriclea
" ... gioisci nell'animo e frenati, senza gridare!
E' empio esultare su uomini uccisi... "
davanti ad uno spettacolo commovente,
con gli occhi fissi all'infinito, sopra il mare,
malgrado o a causa dei suoi furori, Egli invia a Tiresia una preghiera:
" Ascolta Madre che percorri la terra, dai capelli neri, lunghi e lisci,
se sono tuo veramente, madre mia, come dici di essere,
che a casa non giungano i distruttori di oikos,
i figli dei cani che abitano... nelle stalle.
Ma se è loro destino vedere i loro cari e tornare
nelle loro case ben costruite e nella terra dei padri,
tardi vi giungano e male, perduti tutti i compagni e figli,
sopra una macchina ostile, e a casa trovino dolori ";
con la remora di rammentare ad Euriclea
" ... gioisci nell'animo e frenati, senza gridare!
E' empio esultare su uomini uccisi... "
1 luglio 2010
L'esperienza dell'Altro
A proposito dell'esperienza dell'altro, riporto alcuni cenni su un personaggio che, in certi momenti (Non sempre) ha avuto una straordinaria Sensibilità nel proporsi, vestirsi, guardare dalla parte dell'altro. In certi casi egli ha saputo essere l'altro, come nessuno. Egli aveva una forte capacità di mimesi, di trasformazione, di metamorfosi (Con l'assistenza più o meno manifesta di Atena). Pur combattendo da leone, ha, sempre, preferito, preliminarmente, ragionare, riflettere con astuzia, ponendosi, alla fine di tutto, dalla parte dei vinti. I suoi vinti.
Sempre ha cercato di identificarsi con essi, con le sue vittime. Fortemente simbolica, in tal senso, è, per esempio, la circostanza del suo atteggiamento con la donna Troiana alla quale, in combattimento, ha ucciso il marito. Egli, nonostante tutto, ... si perde in lei. Capisce il suo pianto, la sua sofferenza, il suo dolore. In quel momento si rende conto che il pianto dei vinti è uguale al pianto dei vincitori. E' lo stesso pianto che accomuna Achille e Priamo. Il povero vecchio Priamo, con umiliazione, si butta ai piedi di Achille, dimostrando, così facendo, la sua saggezza, la sua forza interiore. Achille dopo aver annientato ed umiliato, con la sua forza il figlio di Priamo, si rende conto della potenza di quel vecchio uomo che piange ai suoi piedi, inerme. E, pensa a suo padre...
Vincitore e vinto entrambi, in modo diverso, ma allo stesso modo, piangono. Entrambi talmente potenti, non in forza fisica, ma in saggezza, in quel momento, sono capaci di riuscire, nonostante tutto, a porsi nei panni dell'altro. Il tutto per pervenire alla conclusione che tutti i padri sono gli stessi e, noi stessi siamo i nostri principali nemici.
Il ricordo delle cose molto belle porta con se le ... lacrime. Le stesse dei vinti.
E' appena il caso di rammentare che per il nostro NESSUNO l'identificazione con il dolore degli altri, certamente, non l'ha percepita, complice (Forse) Atena, quando ha scoperto la violazione, da parte dei Proci, della sua Oikos, la cui sacralità non è messa, mai, in discussione. Nè da Atena, nè da Lui e nè da mè.
Sempre ha cercato di identificarsi con essi, con le sue vittime. Fortemente simbolica, in tal senso, è, per esempio, la circostanza del suo atteggiamento con la donna Troiana alla quale, in combattimento, ha ucciso il marito. Egli, nonostante tutto, ... si perde in lei. Capisce il suo pianto, la sua sofferenza, il suo dolore. In quel momento si rende conto che il pianto dei vinti è uguale al pianto dei vincitori. E' lo stesso pianto che accomuna Achille e Priamo. Il povero vecchio Priamo, con umiliazione, si butta ai piedi di Achille, dimostrando, così facendo, la sua saggezza, la sua forza interiore. Achille dopo aver annientato ed umiliato, con la sua forza il figlio di Priamo, si rende conto della potenza di quel vecchio uomo che piange ai suoi piedi, inerme. E, pensa a suo padre...
Vincitore e vinto entrambi, in modo diverso, ma allo stesso modo, piangono. Entrambi talmente potenti, non in forza fisica, ma in saggezza, in quel momento, sono capaci di riuscire, nonostante tutto, a porsi nei panni dell'altro. Il tutto per pervenire alla conclusione che tutti i padri sono gli stessi e, noi stessi siamo i nostri principali nemici.
Il ricordo delle cose molto belle porta con se le ... lacrime. Le stesse dei vinti.
E' appena il caso di rammentare che per il nostro NESSUNO l'identificazione con il dolore degli altri, certamente, non l'ha percepita, complice (Forse) Atena, quando ha scoperto la violazione, da parte dei Proci, della sua Oikos, la cui sacralità non è messa, mai, in discussione. Nè da Atena, nè da Lui e nè da mè.
9 giugno 2010
Alfonsina
Per la tua intelligenza, per la tua determinazione, per la tua forza (Nonostante tutto e nonostante tutti), per la grandezza dei tuoi Sogni, per la tua capacità di reazione davanti agli ostacoli che hanno cercato, invano, di limitare la potenza del tuo moto, per la tua freschezza come l'acqua rubiconda di un rumoroso ruscello di montagna, per te questo pensiero, con la certezza (Speranza?) che la nuova attività implichi la conservazione delle suddette peculiarità. Di raro riscontro. Ciao Alfa.
No, così non si può più andare avanti
Si, è proprio vero, così non si può, più, andare avanti!!!
No, nonostante tutto, con la schiena diritta e lo sguardo deciso, dobbiamo, tutti, andare avanti, magari con un sorriso.
No, nonostante tutto, con la schiena diritta e lo sguardo deciso, dobbiamo, tutti, andare avanti, magari con un sorriso.
Vado a guardare il Mar
Si, quando sono stanco, quando sono triste, quando mi sento depresso, quando sono insoddisfatto di mè stesso e/o degli altri che mi sono vicini, quando sono arrabbiato col mondo intero, quando vedo le innumerevoli ingiustizie che colpiscono gli ultimi, quando mi sento incompreso, quando ho bisogno di stare solo con me stesso, quando sento il bisogno di non sentire altro che il silenzio, quando ho bisogno di sentirmi un naufrago, allora, abbandono tutto e ... vado a guardare il... mare.
Amo leggere
Amo guardare, in silenzio, le Averle che, senza stare mai ferme, cantano sulle cime più alte del pino. Amo il cinguettìo dei Cardellini che giuocano inseguendosi sul gelso carico di more. Amo contemplare il Mare mosso o calmo come lo era oggi. Amo veder crescere gli Alberi. Mi piace ascoltare, parlare, dialogare con la gente, anche sconosciuta, intelligente e di spirito elevato. Ho fame di conoscenza. Amo sognare ed amo, tantissimo, la libertà. Ma, ancor di più, amo leggere. Si, mi piace leggere, di tutto. Solo le persone che leggono sono veramente libere. Chi non ha sogni non è libero. Chi reprime i suoi sogni non è libero. Chi ruba i sogni degli altri è un criminale, perchè non ama la libertà. Il livello di libertà di un uomo è direttamente proporzionale alla grandezza dei suoi sogni. Esiste quindi un intimo rapporto tra la lettura e la libertà. Leggere (e scrivere), in verità, rappresenta un allenamento dell'intelletto ed in quanto tale è necessario esercitarlo, costantemente. Ogni allenamento, però, implica, anche, uno sforzo psichico (e fisico) inevitabile se non si vuole soffermarsi su letture semplici, banali (Messaggini, fumetti, ...). Sono le letture complesse, quelle ben articolate, che aiutano il lettore. Ricordando che vale, anche per l'intelletto, il detto che il mancato uso atrofizza l'organo.
Secondo P. Dorfles i blog appartengono alle letture banali per alfabeti, per la sintetica esposizione dei fatti. In parziale accordo devo riconoscere, nel mio caso specifico, che i post (Tutti, in genere, da me, scritti di getto, a braccio; qualche volta con una semplice traccia) articolati e complessi, quasi sempre, sono rimasti con ... zero commenti!!! E' pur vero che alcuni lettori del blog mi hanno contattato per commenti diretti; ma è ancor vero che per certi post mi aspettavo una bella ed intelligente interlocuzione. Avrà ragione Dorfles?
Nella lettura ognuno applica un proprio tipo di approccio. Molti (Infantili) si identificano con un personaggio; altri (Adolescenti) hanno il proposito di imparare a vivere; altri ancora (Accademici) hanno la tendenza ad indulgere in generalizzazioni. Secondo il perverso NABOKOV, invece, il vero lettore (Lui presuppone quello Intelligente) deve identificrsi con lo scrittore. Deve, cioè, prestare attenzione alla Forma, all'Arte, alla Struttura del libro.
In ogni caso, comunque la pensiate, per condividendo il pensiero del folle Vladimir, conservate il vostro personale approccio alla lettura, con lo spirito esaltato, tempo fà, anche dalla casa editrice Felici, col detto "IO AMO LEGGERE".
Secondo P. Dorfles i blog appartengono alle letture banali per alfabeti, per la sintetica esposizione dei fatti. In parziale accordo devo riconoscere, nel mio caso specifico, che i post (Tutti, in genere, da me, scritti di getto, a braccio; qualche volta con una semplice traccia) articolati e complessi, quasi sempre, sono rimasti con ... zero commenti!!! E' pur vero che alcuni lettori del blog mi hanno contattato per commenti diretti; ma è ancor vero che per certi post mi aspettavo una bella ed intelligente interlocuzione. Avrà ragione Dorfles?
Nella lettura ognuno applica un proprio tipo di approccio. Molti (Infantili) si identificano con un personaggio; altri (Adolescenti) hanno il proposito di imparare a vivere; altri ancora (Accademici) hanno la tendenza ad indulgere in generalizzazioni. Secondo il perverso NABOKOV, invece, il vero lettore (Lui presuppone quello Intelligente) deve identificrsi con lo scrittore. Deve, cioè, prestare attenzione alla Forma, all'Arte, alla Struttura del libro.
In ogni caso, comunque la pensiate, per condividendo il pensiero del folle Vladimir, conservate il vostro personale approccio alla lettura, con lo spirito esaltato, tempo fà, anche dalla casa editrice Felici, col detto "IO AMO LEGGERE".
Chiara
Da sempre per chi si interessa di storia, di poesia, di letteratura, quella del cinque maggio è una data importante. Da ricordare. Ancor di più, tale data, è importante per mè, amico, da sempre, anche, della Filosofia (E dei Filosofi)... Pur trovandomi in sofferenza quando Qualcuno, per punzecchiarmi, afferma che nella scala gerarchica d'importanza intellettuale, la Tecnica (Branca a cui appartengo), viene dopo della Scienza, che, a sua volta, viene dopo della Sapienza (Filosofia)... Col pensiero rivolto alla Sapienza, impersonata da una Persona molto speciale, rammento quel cinque maggio, illuminato da quel Sorriso immenso. E' il sorriso di Chiara proiettato sempre... più in là. Verso nuovi orizzonti.
9 marzo 2010
15 febbraio 2010
Ellas, alzati e cammina
Nel mondo contemporaneo, spesso siamo portati a difendere, anche a detti stretti e con le unghie, alcuni valori fondamentali che, oramai, consideriamo come irrinunciabili della nostra cultura occidentale. Della nostra identità. Valori come la libertà individuale, religiosa, politica; come la democrazia. Spesso, forse per la fretta, non ci soffermiamo a guardare indietro, per vedere dove poggiano detti valori. Se lo facessimo non potremmo non riconoscere che le fondamenta della nostra cultura, del nostro sviluppo, del nostro progresso, della nostra scienza, della nostra tecnica si trovano, prevalentemente, stabilmente, riposte in... Grecia. Ed alla Grecia, da fratello minore a fratello maggiore, forse, tutto il mondo occidentale dovrebbe guardare, con maggiore attenzione, amorevolmente ("E' mio tutto ciò che amo"), per porgere una mano, qualora ce ne fosse bisogno, nei momenti di difficoltà. Come quelli attuali. Ed in un silenzio assordante dei mezzi di comunicazione di massa, degli intellettuali Italiani ed Europei, se non Occidentali, in un momento come questo, con un caloroso sorriso rivolto agli amici Elleni di una volta (Socrate, Platone, Aristofane,...), memore della forza e della potenza dell'intelletto umano, dico, anzi, urlo, guardando verso Delfi, dal Rion - Antirion, " ELLAS, alzati e cammina ", insieme a noi.
Il ritiro nel bosco
L'uomo (Al pari di tanti animali) ha un vissuto quotidiano che si interfaccia con altri esseri umani, in un contesto (definibile) di società. Egli, per vivere ha, sempre più, bisogno dell'uomo, in qualsiasi contesto si trovi (In una metropoli, in una cittadina, in un villaggio); anche se si trova in condizioni di estrema solitudine (In caso di estremo eremitaggio). Nei tempi primordiali, in modo approssimativo, e via via fino ai giorni nostri, Egli si è dato delle regole, delle direttive di comportamento morale, sociale ed etico da tenere nei rapporti con gli altri (Uomini ed anche animali). Le prime regole organiche di comportamento sociale (Codici) possono essere considerate quelle diffuse nell'antica Grecia (Anche se, ad onor del vero, esistono tracce sull'esistenza di tali codici, anche, presso altri popoli e civiltà antecedenti a quella Greca). In sintesi, quando l'uomo col suo comportamento "inidoneo" arrecava un "torto", un danno (Vero o presunto) ad un altro uomo e/o alla polis, in cui era inserito , doveva subirne le conseguenze (Pena. Espiazione). La mia mente corre velocemente all'ostracismo (Esilio, da 5 a 10 anni, inflitto dal popolo a persone sospettate di aver tramato contro Atene. Ne sà qualcosa, per esempio, il "giusto" Aristide, una delle menti più colorate della polis. Il popolo, nella parte concava di un coccio di terracotta (Striscia trasversale di una tegola a coppo), durante l'ecclesia scriveva il nome di colui che doveva abbandonare la città) ed alla cicuta (Veleno imposto, per esempio, nel 399, al povero Socrate, "colpevole" per ... aver fondato la Filosofia. Socrate era uomo con mente colorata di estrema raffinatezza ed eleganza, amante della libertà intellettuale e fisica, profondo conoscitore del sapere di allora che poneva, facilmente, senza limiti, a disposizione di tutti coloro che manifestavano interesse). Ho riportato due casi molto noti di pene inflitte nel mondo classico Greco, ma non posso omettere di ricordare, anche, il caso di Pericle (Secondo mè uno dei primi uomini di stato, che, nonostante le contestazioni ricevute, ha costruito le fondamenta per l'emancipazione della donna, nella cultura occidentale). Il mondo Greco (Classico), come ben noto, era costituito, essenzialmente, da uomini (Ragionevoli ed irragionevoli; Prudenti ed imprudenti; Sconsiderati; Decisi ed indecisi. Privi di rimedio contro ... la vecchiaia. Mortali. In ogni caso, sempre, limitati nel tempo e nello spazio. Incapaci di conoscere il futuro. Solo, eventualmente, capaci di sopportare ogni traversia con tenace caparbietà. Come Ulisse...) e da dei (Con eterni privilegi. Immortali. sempre giovani. Conoscitori dei futuro,...). E, contrariamente a quanto si potrebbe, oggi giorno, pensare anche gli dei erano tenuti ad espiare le loro colpe. Infatti, per i Greci (Di allora) anche gli dei possono essere colpevoli, come gli uomini. Anche gli dei, quindi, se uccidevano, se violavano l'ordine, dovevano essere puniti, alla stessa stregua (Più o meno. Infatti, in vero, spesso, ci sono state delle "interferenze" per attenuare ... qualche espiazione) degli uomini (Mortali). Naturalmente non tutti gli dei si lasciavono travolgere da colpe. Certamente un pò "birichino" era quella peste di Ermes, che, spesso, è riuscito ad "infinocchiare", col suo candore, anche suo fratello (Di padre) Apollo, il quale, pur figlio prediletto di Zeus, per una serie di colpe ha sentito (Su pressione del padre) il "bisogno" di espiare i suoi torti ritirandosi per lunghi anni in una foresta. Lontano da tutti e da tutto. Nonostante la sua potenza, la sua sublimità, Apollo si sentiva preso dall'angoscia. Si sentiva impuro, per le sue colpe, ed al limite (Border line, come si direbbe oggi) della follia. Sentiva, in quanto dio, che il male è contaminazione, e, col suo vissuto, senza adeguata espiazione, avrebbe comportato contaminazione (Il male porta male) a tutto il mondo che gli stava intorno. La morte e/o l'espiazione avrebbe comportato la rinascita del bene e far germogliare il bene anche la dove c'era il male. Ma lui era immortale!!! Al suo passaggio si diffondevano pestilenze ed ogni altra malvagità. Assalito dal terrore e dalla follia, pur divinità, divenuto maledetto e vagabondo, è stato spedito, da Zeus, in esilio, per espiazione pena, nella foresta. Per nove lunghi (Sono tali anche e specialmente per chi è immortale) anni Apollo visse in un bosco, ai "confini del mondo, alle sorgenti della notte". Senza alcun contatto con uomini o dei! Visse nel bosco, nella natura incontaminata, tra gioiosi ruscelli e celestiali canti (Pensando alla lira ricevuta in ... dono da Ermes, in cambio di considerevoli benefici...) di uccelli. Per nove lunghi anni espiò le sue pene, odorò, profondamente, l'aroma dell'alloro (Che diventò, da allora, la sua pianta preferita - Dafne docet), perse le sue paure, e, purificato, ritornò a Delfi, dove, in qualità di medico e signore degli oracoli, ha provveduto a purificare tutti gli sventurati che, come lui, avevano ... sbagliato.
Come si fà a non riconoscere un lucido legame tra quanto ora detto e quanto, in modo divino, ci è stato raccontato da Dostoevskij con una delle sue più belle opere (Per mè, ancora oggi, insuperata e, forse, ... insuperabile).
La paura ed il male non hanno futuro; portano, solo in apparenza, poco più in là... La speranza e l'ottimismo del bene, invece, sono preziosi segni di vita intellettuale, spirituale e pratica, che ci portano a guardare ed andare lontano. In sicurezza. Per il bene di noi stessi e del mondo che ci circonda. L'uomo deve cercare di allontanarsi dalle sue paure, dalle sue fobie, in un mondo dove la libertà individuale, a livello sempre più crescente, non deve essere, mai, messa a repentaglio da ... alcuno. E, tutte le volte che vediamo crescere in noi stessi (O negli altri) il male, quando siamo insidiati dalle condizioni di pericolo estremo, quando la società / gli amici ci hanno abbandonato, perr colpa vera o presunta, quando non è il caso di perseverare nella lotta, pur giusta, fidando solo sulla nostra intima forza, con un passo lesto e felpato, per un adeguato intervallo di tempo, ritiriamoci nella foresta, se vogliamo ... sopravvivere ... diversamente!!!
Apollo fece il suo ritiro in un bosco, ai confini del mondo. Per quello che io sò, nei paesi dell'estremo nord Europa, in Islanda, esiste, ancora, la "tradizione" della ritirata nella foresta, per espiazione, per riflessione, o... altro. Apollo, in ogni caso, Islanda o non Islanda, certamente non avrebbe avuto problemi per spostarsi, velocemente, dalla bella e calda Grecia alla altrettanto bella, ma non certamente calda, Islanda. Non vi pare???
Come si fà a non riconoscere un lucido legame tra quanto ora detto e quanto, in modo divino, ci è stato raccontato da Dostoevskij con una delle sue più belle opere (Per mè, ancora oggi, insuperata e, forse, ... insuperabile).
La paura ed il male non hanno futuro; portano, solo in apparenza, poco più in là... La speranza e l'ottimismo del bene, invece, sono preziosi segni di vita intellettuale, spirituale e pratica, che ci portano a guardare ed andare lontano. In sicurezza. Per il bene di noi stessi e del mondo che ci circonda. L'uomo deve cercare di allontanarsi dalle sue paure, dalle sue fobie, in un mondo dove la libertà individuale, a livello sempre più crescente, non deve essere, mai, messa a repentaglio da ... alcuno. E, tutte le volte che vediamo crescere in noi stessi (O negli altri) il male, quando siamo insidiati dalle condizioni di pericolo estremo, quando la società / gli amici ci hanno abbandonato, perr colpa vera o presunta, quando non è il caso di perseverare nella lotta, pur giusta, fidando solo sulla nostra intima forza, con un passo lesto e felpato, per un adeguato intervallo di tempo, ritiriamoci nella foresta, se vogliamo ... sopravvivere ... diversamente!!!
Apollo fece il suo ritiro in un bosco, ai confini del mondo. Per quello che io sò, nei paesi dell'estremo nord Europa, in Islanda, esiste, ancora, la "tradizione" della ritirata nella foresta, per espiazione, per riflessione, o... altro. Apollo, in ogni caso, Islanda o non Islanda, certamente non avrebbe avuto problemi per spostarsi, velocemente, dalla bella e calda Grecia alla altrettanto bella, ma non certamente calda, Islanda. Non vi pare???
6 febbraio 2010
Vieni, dammi la mano e... non parlare
Si, dammi la mano, vieni con me e... non parlare... Non c'è bisogno... Il silenzio spesso è molto più espressivo di qualsiasi parola.
4 febbraio 2010
Copyright
Sono un libero professionista e spesso sui miei progetti, in passato, riportavo la classica dicitura sulla riservatezza dei diritti d'autore (Copyright). Tale percorso serve per cautelare, proteggere, riservare, in modo esclusivo le opere d'ingegno e /o professionali. Con tale "riserva" nessuno, ufficialmente, ha il diritto di "copiare" o appropriarsi delle "cose ideate da altri". Dal punto di vista dell'autore e per casi eccezionali tale circostanza, limitata nel tempo e nello spazio (Per ovvi motivi che non mi sembra il caso di riportare in questa sede; fatta salva l'ipotesi di ritornare sull'argomento in presenza di interlocutori interessati) appare del tutto ragionevole. Dal punto di vista più generale, invece, tale circostanza è del tutto infondata, irragionevole, restrittiva, egoistica.
Infatti, in linea generale, penso che non abbia alcun senso mettere delle barriere, delle limitazioni ad alcun pensiero, invenzione, creazione scientifica e/o professionale. Chi sa deve (O dovrebbe) dare (Senza alcuna richiesta, possibilmente) anche agli altri il proprio sapere. Specialmente se ciò implica accrescimento sociale (Lo sostengo ora io, molto modestamente, ma diceva la stessa cosa anche A. Einstein, nel secolo scorso). Di più; penso sia un bene che la collettività si appropri di ogni concetto, conoscenza, pensiero, scoperta scientifica, idea professionale, che possa implicare una crescita della libertà e, quindi, del tenore di vita dei popoli.
Infine, pensiamoci, su un mezzo globale, come internet, su cui ci appoggiamo per approfondire le nostre conoscenze, per esternare i nostri pensieri (Buoni o cattivi), per diffondere i nostri entusiasmi, le nostre emozioni, le nostre elucubrazioni, le nostre frustrazioni, ha senso apporre il diritto di "copyright"?
Non è il blog il sito ove il concetto di libertà è assoluto e condiviso, praticamente con tutta l'umanità? E' pur vero che il copyright ha implicato, in molti casi, enormi vantaggi economici a favore degli autori (O presunti tali), ma è anche vero che molte volte tali vantaggi hanno comportato, anche, infinite complicazioni a carico del genere umano. La presenza del copyright senza limitazioni di sorta, ha comportato, per esempio nel campo medico, innumerevoli sacrifici umani. Purtroppo tale circostanza si è verificata nel passato e si verifica tutt'oggi.
Per questi e per tanti altri motivi la risposta alla suddetta domanda non può che essere negativa!
La scienza e la conoscenza non sia, mai, un ostacolo per l'uomo. Il blog (E la rete in generale), massima espressione di libertà dei nostri tempi, non può e non deve essere ristretto, limitato, riservato. Quindi, se è vero come è vero che il livello di libertà di un uomo è funzione diretta (Con il sorriso di "Alfa") della grandezza dei suoi sogni, evitiamo, tutti, di porre limitazioni agli stessi (Sogni).
Senza dimenticare che il massimo livello di libertà l'uomo lo raggiunge in condizioni di... follia.
Infatti, in linea generale, penso che non abbia alcun senso mettere delle barriere, delle limitazioni ad alcun pensiero, invenzione, creazione scientifica e/o professionale. Chi sa deve (O dovrebbe) dare (Senza alcuna richiesta, possibilmente) anche agli altri il proprio sapere. Specialmente se ciò implica accrescimento sociale (Lo sostengo ora io, molto modestamente, ma diceva la stessa cosa anche A. Einstein, nel secolo scorso). Di più; penso sia un bene che la collettività si appropri di ogni concetto, conoscenza, pensiero, scoperta scientifica, idea professionale, che possa implicare una crescita della libertà e, quindi, del tenore di vita dei popoli.
Infine, pensiamoci, su un mezzo globale, come internet, su cui ci appoggiamo per approfondire le nostre conoscenze, per esternare i nostri pensieri (Buoni o cattivi), per diffondere i nostri entusiasmi, le nostre emozioni, le nostre elucubrazioni, le nostre frustrazioni, ha senso apporre il diritto di "copyright"?
Non è il blog il sito ove il concetto di libertà è assoluto e condiviso, praticamente con tutta l'umanità? E' pur vero che il copyright ha implicato, in molti casi, enormi vantaggi economici a favore degli autori (O presunti tali), ma è anche vero che molte volte tali vantaggi hanno comportato, anche, infinite complicazioni a carico del genere umano. La presenza del copyright senza limitazioni di sorta, ha comportato, per esempio nel campo medico, innumerevoli sacrifici umani. Purtroppo tale circostanza si è verificata nel passato e si verifica tutt'oggi.
Per questi e per tanti altri motivi la risposta alla suddetta domanda non può che essere negativa!
La scienza e la conoscenza non sia, mai, un ostacolo per l'uomo. Il blog (E la rete in generale), massima espressione di libertà dei nostri tempi, non può e non deve essere ristretto, limitato, riservato. Quindi, se è vero come è vero che il livello di libertà di un uomo è funzione diretta (Con il sorriso di "Alfa") della grandezza dei suoi sogni, evitiamo, tutti, di porre limitazioni agli stessi (Sogni).
Senza dimenticare che il massimo livello di libertà l'uomo lo raggiunge in condizioni di... follia.
Fiore (Anthos)
FIORE. E' la parte più bella ed elegante di ogni pianta, preposta, come un grembo materno, alla conservazione, in se, degli organi della riproduzione. Ogni uomo, che lo voglia o che non lo voglia ammettere, è attratto da tale bellezza della natura.Nei tempi passati ed, anche, fino agli inizi del secolo scorso, si pensava che parlare di fiori fosse compito delle fanciulle. Col passare del tempo anche gli uomini si sono avvicinati ad essi.
In natura esistono infinite varietà di piante e, quindi, di fiori, molto ammirati anche da me. Spesso mi diletto ad ammirarli direttamente in natura ed anche in riproduzione, come sui blog che li riportano con fotografie di estrema eleganza. In natura esiste un Fiore che mi ha, sempre, molto attratto ed incuriosito per la rara (E, per quello che ne so, unica) peculiarità della sua pianta. Infatti, l'agave poco dopo l'infiorescenza... muore!
Il Fiore è sempre stato al centro dell'attenzione di molti artisti che l'hanno riprodotto, spesso mirabilmente, sotto diverse prospettive. Quello che, secondo me, è riuscito, meglio di tutti, ad esaltare il Fiore per eccellenza (Rosa rossa) è stato S. DALI', quando, nel 1958, con estro e genialità surrealista, ha dipinto, mirabilmente, una rosa rossa sbocciata (Emblema, simbolo, di femminilità) sospesa nel cielo, azzurro con qualche foschia, quasi come un simbolo sacro a cui gli uomini, sulla terra, si rivolgono, dal basso verso l'alto, con pathos, quasi in ... adorazione e contemplazione. Chi non ha mai visto tale dipinto del DALI' lo vada, appena possibile, a vedere...
Mi piace ricordare, infine, che Fiore, in greco si dice ANTHOS, origine del nome latino ANTONIO. Antonio, quindi, come FIORE, ma, anche, sinonimo di uomo coraggioso, bello, combattente e determinato. Come un Fiore (Anthos), che non c'è più, al quale è dedicato questo mio post.
In natura esistono infinite varietà di piante e, quindi, di fiori, molto ammirati anche da me. Spesso mi diletto ad ammirarli direttamente in natura ed anche in riproduzione, come sui blog che li riportano con fotografie di estrema eleganza. In natura esiste un Fiore che mi ha, sempre, molto attratto ed incuriosito per la rara (E, per quello che ne so, unica) peculiarità della sua pianta. Infatti, l'agave poco dopo l'infiorescenza... muore!
Il Fiore è sempre stato al centro dell'attenzione di molti artisti che l'hanno riprodotto, spesso mirabilmente, sotto diverse prospettive. Quello che, secondo me, è riuscito, meglio di tutti, ad esaltare il Fiore per eccellenza (Rosa rossa) è stato S. DALI', quando, nel 1958, con estro e genialità surrealista, ha dipinto, mirabilmente, una rosa rossa sbocciata (Emblema, simbolo, di femminilità) sospesa nel cielo, azzurro con qualche foschia, quasi come un simbolo sacro a cui gli uomini, sulla terra, si rivolgono, dal basso verso l'alto, con pathos, quasi in ... adorazione e contemplazione. Chi non ha mai visto tale dipinto del DALI' lo vada, appena possibile, a vedere...
Mi piace ricordare, infine, che Fiore, in greco si dice ANTHOS, origine del nome latino ANTONIO. Antonio, quindi, come FIORE, ma, anche, sinonimo di uomo coraggioso, bello, combattente e determinato. Come un Fiore (Anthos), che non c'è più, al quale è dedicato questo mio post.
16 gennaio 2010
lungarno pacinotti - dal ponte di mezzo alla cittadella
ho molto viaggiato. sono stato in molti continenti. ho visto siti, naturali ed antropicizzati, di elevata bellezza. ma se devo essere veramente franco il posto che mi appaga di più, per la sua perfetta armonia nei rapporti spaziali fra ambiente, architettura e vissuto è rappresentato dal lungarno pacinotti. si lungo quel tratto che dal ponte di mezzo, in destra idraulica, spesso, mi porta, quando posso, al calar del sole (anche durante le giornate uggiose), verso la cittadella, per la mia solita passeggiata. per chi non l'avesse mai visto è uno dei siti urbani più belli (per me il più bello) del mondo. è pur vero che, spesso, con la fantasia, mi spingo a vederlo rincorso da un ...filare di alberi. si, da sempre mi dico che, esso, sarebbe ancora più bello se lungo il suo profilo, di elevata eleganza, ci fossero degli alberi (vegetazione) d'alto fusto per dare un contrasto cromatico ai colori degli edifici circostanti. effetto cromatico che, certamente, non può essere ricercato in ...ambiti innaturali (esteticamente discutibili). l'ipotesi alberi (d'alto fusto a chiodo) sicuramente porterà qualcuno a storcere il...naso... in ogni caso, mentre ci pensiamo un pò su, facciamoci una bella passeggiata, col fresco di questi giorni e col venticello che viene dal tirreno.
12 gennaio 2010
Il sogno di... Giacobbe
A proposito dei sogni di ... Giacobbe (... Eolo).
Se desideriamo ardentemente una cosa, alla fine, la otteniamo...
Dedicato, a tutti coloro che hanno un SOGNO; ed, anche, al Nik che da tanti anni, anche lui, insegue un sogno nella sua bellissima (Ma potrebbe essere ancora più bella...) Vallata.
Giacobbe per ottenere in sposa Rachele si impegnò alla custodia delle pecore di Labano, con pazienza ed abnegazione, per ben sette lunghi anni. Al compimento del tempo doveva essere condotta nella sua tenda buia (?) l'amata. All'alba del giorno dopo il povero Giacobbe si accorse di essere stato ingannato. Invece dell'amata Rachele aveva passato la notte con Lia (Sorella, molto meno bella, di Rachele). Non entriamo nel merito della questione legata al buio, all'inganno, alla non immediata individuazione della promessa sposa, .... Certamente quella notte non ha comportato alcun colpo alla psiche del povero Giacobbe, che andò a protestare dal suocero per lo scambio di persona subito. Dall'incontro ha trovato scaturigine un nuovo compromesso: Giacobbe avrebbe fatto il pastore per Labano per altri sette anni ed alla fine avrebbe, finalmente, ricevuto in sposa l'amata Rachele. Con la solita pazienza e tenacità, continuando a vivere con Lia, infine, Giacobbe ebbe in sposa l'amata Rachele. L'amore ardente che portava a Rachele fece apparire come estremamente breve il periodo trascorso, da Giacobbe, durante l'attesa.
In sintesi, se nella vita desideriamo, amiamo, vogliamo, intensamente una cosa, alla fine, quella cosa la otteniamo.
Ciò vale, ragionevolmente, nel lavoro, nello studio, nei sentimenti, ..., nella vita quotidiana.
Anche Eolo aveva un sogno... Era convinto della necessità di custodire, pazientemente, un gregge (Pecore non lupi) al fine di vedere realizzata la sua illusione... Egli voleva vedere spuntare un fiore, in un ... deserto popolato da barbari. Ciò implicava la necessità di un ragionevole impegno (Etico, morale, sociale,...), per un ragionevole periodo di tempo (I primi sette anni di Giacobbe). Alla fine di quel periodo Eolo, in assenza di risultati, si è convinto della necessità di continuare a custodire le pecore per altri sette anni, persistendo l'idea di avere in sposa l'amata Rachele... Passato anche il secondo periodo Eolo, contrariamente a Giacobbe, non ha potuto far altro che constatare... le difficoltà, gli ostacoli che ha incontrato lungo il suo cammino. Ostacoli che hanno impedito che "l'illusione si facesse carne". Dedicato a tutti quelli che si sentono Giacobbe, a tutti i sognatori incorregibili, a tutti coloro che, nonostante tutto, credono, ancora, in... qualcosa (Di immateriale), in un mondo ... da rinnovare.
Se desideriamo ardentemente una cosa, alla fine, la otteniamo...
Dedicato, a tutti coloro che hanno un SOGNO; ed, anche, al Nik che da tanti anni, anche lui, insegue un sogno nella sua bellissima (Ma potrebbe essere ancora più bella...) Vallata.
Giacobbe per ottenere in sposa Rachele si impegnò alla custodia delle pecore di Labano, con pazienza ed abnegazione, per ben sette lunghi anni. Al compimento del tempo doveva essere condotta nella sua tenda buia (?) l'amata. All'alba del giorno dopo il povero Giacobbe si accorse di essere stato ingannato. Invece dell'amata Rachele aveva passato la notte con Lia (Sorella, molto meno bella, di Rachele). Non entriamo nel merito della questione legata al buio, all'inganno, alla non immediata individuazione della promessa sposa, .... Certamente quella notte non ha comportato alcun colpo alla psiche del povero Giacobbe, che andò a protestare dal suocero per lo scambio di persona subito. Dall'incontro ha trovato scaturigine un nuovo compromesso: Giacobbe avrebbe fatto il pastore per Labano per altri sette anni ed alla fine avrebbe, finalmente, ricevuto in sposa l'amata Rachele. Con la solita pazienza e tenacità, continuando a vivere con Lia, infine, Giacobbe ebbe in sposa l'amata Rachele. L'amore ardente che portava a Rachele fece apparire come estremamente breve il periodo trascorso, da Giacobbe, durante l'attesa.
In sintesi, se nella vita desideriamo, amiamo, vogliamo, intensamente una cosa, alla fine, quella cosa la otteniamo.
Ciò vale, ragionevolmente, nel lavoro, nello studio, nei sentimenti, ..., nella vita quotidiana.
Anche Eolo aveva un sogno... Era convinto della necessità di custodire, pazientemente, un gregge (Pecore non lupi) al fine di vedere realizzata la sua illusione... Egli voleva vedere spuntare un fiore, in un ... deserto popolato da barbari. Ciò implicava la necessità di un ragionevole impegno (Etico, morale, sociale,...), per un ragionevole periodo di tempo (I primi sette anni di Giacobbe). Alla fine di quel periodo Eolo, in assenza di risultati, si è convinto della necessità di continuare a custodire le pecore per altri sette anni, persistendo l'idea di avere in sposa l'amata Rachele... Passato anche il secondo periodo Eolo, contrariamente a Giacobbe, non ha potuto far altro che constatare... le difficoltà, gli ostacoli che ha incontrato lungo il suo cammino. Ostacoli che hanno impedito che "l'illusione si facesse carne". Dedicato a tutti quelli che si sentono Giacobbe, a tutti i sognatori incorregibili, a tutti coloro che, nonostante tutto, credono, ancora, in... qualcosa (Di immateriale), in un mondo ... da rinnovare.
8 gennaio 2010
Le vite degli altri
Nessuno può, mai, avere titolo per rubare i sogni ed i sorrisi degli altri. Nel 1995 mi trovavo a Lipsia (ex DDR) per lavoro. La Germania, uscita distrutta e divisa, in due parti, dalla seconda guerra mondiale, da pochi anni (6) aveva raggiunto (Essenzialmente grazie al suo cancelliere Kohl) la tanto sospirata riunificazione. Dopo aver attentamente studiato la storia, l'architettura, il sistema di vita esistente nei territorio dell'ex repubblica democratica tedesca mi sono recato a visitare Berlino, finalmente riunificata, senza MURO. I governanti ed ancor di più i cittadini, per quello che ho potuto constatare (Dialogavo molto con un ingegnere tedesco, la sua compagna, ecc...), facevano di tutto per rimarginare quella ferita, ancora lacerante, che per tantissimi anni ha interessato non solo i tedeschi, ma tutti i cittadini d'Europa e, forse, del Mondo. A Berlino tutti si sforzavano, cercavano disperatamente, di dimenticare la presenza del MURO. Anche gli amici rispondevano con disagio alle mie richieste, forse un pò ingenue, sul muro, sull'esatta ubicazione, ecc. Mentre loro cercavao di dimenticare, io, crudelmente, ripassavo il coltello nella piaga. Ho subito capito che la cosa migliore era quella di percorrere la città senza fare domande, in silenzio o, meglio, ridendo e scherzando; guardando ed ammirando i luoghi. Confesso, quando mi sono trovato sotto la Porta di Brandeburgo, pensando al passato prossimo ed al passato remoto, pensando a tutte le vite rubate, a tutti i sogni distrutti a tutti i sorrisi annientati, con il mio amico tedesco presente, ho sentito, nonostante la presenza di un tenue sorriso, un brivido percorrere, dall'alto al basso e dal basso all'alto, il mio corpo. La mia pelle e la mia anima entravano in sofferenza... . Sotto le lenti fotocromatiche (Era una fredda giornata di sole. Spirava un alito di vento proveniente dal Nord) delle lacrime scendevano lentamente. Ma non potevo, ne volevo, intristire il mio amico. In fretta mi sono asciugato, ho fatto un urlo liberatorio ed ho detto al mondo che in quel momento mi stava intorno: Sono anch'io un cittadino tedesco (Si, ripetendo la frase del Kennedy). Subito dopo sono andato a visitare quello che restava del vecchio (distrutto) parlamento, augurando ai miei amici di non vedere, mai più, rubare le vite di altri. .. e non poter far nulla... Il 09/11/2009, dopo 20 anni (Come quelli di una mia dolce stella) sono stato a festeggiare, con ste e con altre persone, la caduta del muro, guardando le vite degli altri, con molte emozioni...
Mai, nessuno, ha diritto di rubare i sogni, i sorrisi, le VITE DEGLI ALTRI!
Mai, nessuno, ha diritto di rubare i sogni, i sorrisi, le VITE DEGLI ALTRI!
31 dicembre 2009
inediti o quasi
Nel blog, come si può constatare navigando, ho riportato i libri da me letti, recentemente, letti e/o riletti. Mi sono astenuto dal riportare i libri letti antecedentemente all'estate del 2009. Di seguito riporterò i libri letti, con i relativi commenti, che, per libera scelta, saranno estremamente sintetici. Non considero interessanti i commenti prolissi da parte dei lettori (Che, forse, vorrebbero trasformarsi in scrittori, al pari degli autori).
Infine, e questo è il motivo di questo post, alcune volte mi sono trovato nella condizione di lettore, attento, di libri inediti e/o pubblicati a cura dell'autore. Molti di tali libri, di elevato valore letterario, purtroppo, non sono stati adeguatamente fortunati, in modo da raggiungere la meritata pubblicazione (Eppure tanti "mattoni" sono stati e sono, anche attualmente, pubblicati e sponsorizzati esageratamente...).
Col presente post riporterò alcuni libri letti e ritenuti di un certo interesse. In seguito cercherò di convincere i rispettivi autori a fornire, gratuitamente, la versione integrale su questo sito. I libri sono riportati casualmente, senza alcun criterio gerarchico (Di valore, di pubblicazione, di argomento,...).
1) LA TERRA DEL CONVENTO - Carlo A. PASCALE - 2007 - 136pp - romanzo. Inedito.
E' una delicata storia d'amore con risvolti storici, sociali, ambientali,... in un contesto rurale, in evoluzione (Prima del boom economico).
Commento: Piacevole, coinvolgente, dalla parte degli ultimi, con un fortissimo desiderio di crescita e sviluppo sociale ed economico del mondo contadino. Con forte richiamo ai valori emergenti nella cultura della seconda metà del secolo scorso.
OTTIMO. 4 Stelle.
2) LA SCONFITTA DEL TEMPO- Carlo A. PASCALE - 2007 - 160pp - romanzo. Inedito.
Rappresentazione lirica della vita dell'emigrante Italiano, sotto l'aspetto storico, etico, emotivo, sentimentale. E' evidente il parallelismo, pur non manifestato, in alcun modo, con le problematiche recenti vissute da tutta quella gente che cerca in Italia un nuovo nido per vivere e lavorare in serenità. Il tempo, alla fine, porta tante sconfitte, ma è capace di far rimarginare, con le nuove generazioni, tante ferite, anche infette, ....
Commento: Amaro, con uno sguardo al futuro nonostante tutto e nonostante tutti, coinvolgente. BUONO. 3 Stelle.
3) IL MIELE DELLA FINZIONE - Carlo A. PASCALE - 1994 - 205pp - romanzo.
Ed. Periferia.
Immagine di un contesto ricco di cultura, valori morali, bellezze naturali, misti, purtroppo, a circostanze di degrado ambientale e, quindi, politico.
Commento: Impegnativo. Evolutivo. Romantico. Agrodolce.
BUONO. 3 Stelle.
4) LA VALLE DELLA LUNA - Carlo A. PASCALE - 1999 - 126pp - romanzo. Ed. Virgiglio.
E' la storia di una Valle. Meglio, dei personaggi che vivono, lavorano, amano, sognano in un contesto, di elevata valenza paesaggistica. Valenza, in buona parte, perduta per la colpevole miopia non dell'Uomo che in / di quella valle è innamorato.
Commento: Piacevole. Amaro. Coinvolgente.
BUONO. 3 Stelle.
5) LA RIVOLTA IRLANDESE (1916-1921) - Charles DUFF - 1970 - 320pp - storia - romanzo. Ed. Rizzoli.
Ho letto questo libro storico pensando, con affetto, costantemente, al mio carissimo amico Peter DUNN, famosissimo Regista teatrale Irlandese, il cui carattere (irruento, emotivo, intelligente, istintivo, sentimentale, passionale, idealista fino all'estremo) ho ritrovato in tanti personaggi del libro (Reali, non immaginari. Ricordo che si tratta di un libro storico) che hanno fatto la storia di quella Repubblica (Nonostante il soverchiante colonialismo patito in tantissimi anni). Alcuni aspetti rappresentano, con il necessario distinguo, dovuto a tempi,... e luoghi, circostanze analoghe a quelle vissute da tutti quei popoli che hanno subito l'azione soffocante del colonialismo e/o della dittatura. La libertà è un diritto inalienabile dell'uomo. Peter DUNN, anche per tè, dopo aver letto il libro mi sono detto, a voce alta, "Sono anch'io un cittadino Irlandese".
Peter, ricordo ancora quelle notti intere passate a discutere, in quel di Urbino, con altri Amici, sui massimi sistemi. Mi riprometto di venirti a trovare appena possibile, anche se il mio inglese è sempre più incerto. Perchè non programmiamo un incontro in Irlanda (Dublino, o altro sito) con Renato ed altri Amici, miei e Tuoi? Ciao.
Commento: Storico. Rivoluzionario. Politico. Amaro. Risorgimentale.
BUONO. 3 Stelle.
6) L'ULTIMO NODO - Carlo A. PASCALE - 2001 - 160pp - romanzo. Ed. Periferia.
E' la storia di un docente, conoscitore dei classici Greci (Aristippo è la sua stella polare) appassionato del suo lavoro, ma, anche, insoddisfatto. Costantemente alla ricerca del bene. Con tanto desiderio di raggiungere un mondo migliore.
Commento: Piacevole. Di sentimento. Culturalmente impegnato.
BUONO. 3 Stelle.
7) BENEDETTA PER SEMPRE - Carlo A. PASCALE - 2008 - 142pp - romanzo. Inedito.
E' la tragica storia d'amore fra due studenti universitari di medicina. Due persone travolte dal sentimento, oltre ogni ragionevole ipotesi. Al di là di ogni resistenza formale e sostanziale. Con estrema sensibilità l'Autore tratta le problematiche connesse al denaro, al costume, alla cultura, alla malattia, alla morte.
Commento: Bello, Romantico, Triste.
OTTIMO. 4 Stelle.
8) LA BARRICATA DELL'EUREKA - Raffaello CARBONI - 2000 - 242 pp - storico. Ed. Istituto per la storia del Risorgimento Italiano. A cura di G. Rando.
E' la storia rivoluzionaria che ha portato una ventata di libertà in Australia. Detta sommossa democratica, partita dalla cosiddetta "Barricata dell'Eureka" è stata ispirata da un eterogeneo gruppo cosmopolita di uomini provenienti, prevalentemente, dalla povera Europa, afflitta da tanti problemi (Prevalentemente di natura politica). Il virgulto della Libertà cresciuto su quelle terre aspre ed un pò selvatiche ha portato molti uomini a gridare al cielo i loro desideri. Fra essi tanti Irlandesi (Il mio pensiero ritorna all'amico Peter DUNN) ed un Italiano, Raffaello CARBONI (L'intellettuale del gruppo), che ha seguito, anche, GARIBALDI con la sua spedizione nel Sud Italia.
Con rammarico devo ricordare che il mondo accademico Italiano, a mio parere, è stato poco attento alle persone, come l'Urbinate (CARBONI), di minore valenza, che rappresentano, al pari di MAZZINI ed altri, una parte essenziale del nostro Risorgimento. Voglio qui ricordare che per detta opera, in varie città (Del mondo) è stata fatta la rappresentazione teatrale. In Italia, ad Urbino, nell'aprile del 2002, la sommossa del CARBONI, è stata rappresentata per una settimana circa, con versione in Inglese ed in Italiano. Regista dell'opera teatrale: Peter DUNN. Attore: Renato MUSOLINO. L'allora Presidente della Repubblica, con telegramma commovente ha espresso la sua vicinanza per la suddetta rappresentazione teatrale. Prendendo spunto da tale opera teatrale il Presidente ha invitato, invano, gli uomini di teatro Italiano ad interessarsi, di più, alla storia del nostro Risorgimento.
Mi piace ricordare che dopo la rappresentazione teatrale dell'opera l'attore suddetto (Renato MUSOLINO) è stato invitato all'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, presso l'Altare della Patria, in Roma, per un encomio solenne, per l'eccezionale interpretazione fatta.
Per quanto mi riguarda posso dire di aver, invano, sponsorizzato la necessità di rappresentare, in altre città Italiane, detta opera, nonostante le molte manifestazioni di condivisione.
Commento: Storico. Rivoluzionario. Desiderio di libertà e di emancipazione. I dati storici sono riportati in modo un pò... tedioso.
Rappresentazione teatrale di livello ECCELSO, pur in presenza di limitate disponibilità.
BUONO. 3 Stelle.
9) IL SOLE NEGLI OCCHI - Giuseppe ROMEO - 2009 - 85 pp - romanzo. Inedito.
E' la storia di un ragazzo (Un grande Peter Pan) innamorato della sua terra, dei suoi amici, dei suoi sogni, ... , di se stesso. E' la storia di un romantico, di un sognatore, di un idealista, senza limiti di tempo e/o di spazio. E' un innamorato dei classici Greci (Da quanti anni cerca, invano, di rappresentare la sua versione di MEDEA), del teatro, della finzione, della realta. Trattasi di un eterno SOGNATORE, di un ATTORE. E' la storia (europea?) di un Uomo che insegue i suoi sogni, con i suoi ideali, con le sue paure, con i suoi desideri, spesso rimasti tali ... nel tempo.
Commento: Piacevole. Scorrevole. Idealistico. Amaro.
BUONO. 3 Stelle.
10) MAMMA- Carlo A. PASCALE - 2007 - poesia . Inedita.
Ti porterò le pietre delle strade
Dure come i pugni del nonno
Per una devozione senza fine.
Avrai filtri d'amore dentro gli occhi
E le fervide voci della terra.
Ti porterò le spine delle piante
Su cui provavo il dente del dolore.
Avrai braccia d'acciaio
A collocarmi
In una festa piccola che muore.
Ti porterò le nuvole pesanti
La luce rinsecchita sulle forme
La nota del tuo canto paesano
Il fremito rimasto inconsolato.
Ti porterò due groppi di miseria
Fortificati nell'indifferenza
E fiori come chiodi arrugginiti
Nel cielo breve
Quando è senza pace
Come le tue parole nel bisogno.
Mamma,
ti do l'angoscia
libera che canta
come puledra
invasa dall'ebbrezza.
Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata alla sua Mamma, Maria Rosa MUSOLINO, che continua a guardare, dal cielo, il suo Figliolo prediletto, con il solito sorriso, sornione, intelligente, caparbio, incorruttibile. Sorriso rubato da persone (?) ... non buone.
Ciao Carlo, Ciao Rosina. DOMUS.
Commento: Amore filiale spassionato. G. B. Shaw docet.
BUONA. 3 Stelle.
AGGIORNAMENTO DEL 27/04/2010:
Ho cercato, invano, di convincere anobii di farmi riportare le osservazioni su alcuni libri inediti scritti da persone (Artisti) capaci ed estremamente acuti. Decido, quindi, in ex-tempore, di aggiornare questo post con le opere, di mio interesse, non reperibili sul mercato.
11) ISABELLA MORRA DI FAVALE - Carlo A. PASCALE - 2009 - 131 pp - A4 - romanzo storico. Inedito.
E' la tragica storia d'amore di una capinera che non poteva e non voleva vivere con le ali tarpate in un luogo pur bello ma non suo; perchè non amato. E' la storia delle difficoltà, fino all'estremo sacrificio, incontrate da una donna, bella ed intelligente, forse troppo per quei luoghi (Favale, vallata del Sinni, ) ove è vissuta e per quei tempi (1515), sensibile poetessa (Anche B. Croce ha scritto di lei). L'Autore, con la solita delicata eleganza, è riuscito, con garbo e stile, ad accostare il lettore alla tormentata vita di una aquila, senza ali, costretta a vivere nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.
Erano e sono gli uomini a rendere brutti, selvaggi, invisi, primitivi ed odiati i luoghi da loro abitati. Il problema, era ed è, sempre lo stesso: Ma, noi, dall'esterno (?) cosa possiamo fare per loro... e, per queste aquile con le ali tarpate?
Non si sta bene se non sentiamo come nostro i l luogo in cui viviamo (E' mio tutto ciò che amo...).
Se è vero che i Poeti sono assimilabili alla luce del sole, alle emozioni che fanno venire i brividi, ai sogni, ai colori, ai profumi, alla spuma del mare che d'estate s'infrange sulla costa, al vento che, spesso, pesta le nuvole, alla libertà estrema senza limiti, allora, posso dire che l'Autore è, certamente, con questo libro, riuscito a suscitare in me queste... emozioni.
Commento: Impegnato, Storico, Raffinato, Piacevole. Ardente desiderio di evadere da un contesto degradato, considerato non adeguato alla propria persona.
OTTIMO. 4 Stelle.
AGGIORNAMENTO del 14/05/2011
12) Il Vento, di C. Bargna - 2011
Infine, e questo è il motivo di questo post, alcune volte mi sono trovato nella condizione di lettore, attento, di libri inediti e/o pubblicati a cura dell'autore. Molti di tali libri, di elevato valore letterario, purtroppo, non sono stati adeguatamente fortunati, in modo da raggiungere la meritata pubblicazione (Eppure tanti "mattoni" sono stati e sono, anche attualmente, pubblicati e sponsorizzati esageratamente...).
Col presente post riporterò alcuni libri letti e ritenuti di un certo interesse. In seguito cercherò di convincere i rispettivi autori a fornire, gratuitamente, la versione integrale su questo sito. I libri sono riportati casualmente, senza alcun criterio gerarchico (Di valore, di pubblicazione, di argomento,...).
1) LA TERRA DEL CONVENTO - Carlo A. PASCALE - 2007 - 136pp - romanzo. Inedito.
E' una delicata storia d'amore con risvolti storici, sociali, ambientali,... in un contesto rurale, in evoluzione (Prima del boom economico).
Commento: Piacevole, coinvolgente, dalla parte degli ultimi, con un fortissimo desiderio di crescita e sviluppo sociale ed economico del mondo contadino. Con forte richiamo ai valori emergenti nella cultura della seconda metà del secolo scorso.
OTTIMO. 4 Stelle.
2) LA SCONFITTA DEL TEMPO- Carlo A. PASCALE - 2007 - 160pp - romanzo. Inedito.
Rappresentazione lirica della vita dell'emigrante Italiano, sotto l'aspetto storico, etico, emotivo, sentimentale. E' evidente il parallelismo, pur non manifestato, in alcun modo, con le problematiche recenti vissute da tutta quella gente che cerca in Italia un nuovo nido per vivere e lavorare in serenità. Il tempo, alla fine, porta tante sconfitte, ma è capace di far rimarginare, con le nuove generazioni, tante ferite, anche infette, ....
Commento: Amaro, con uno sguardo al futuro nonostante tutto e nonostante tutti, coinvolgente. BUONO. 3 Stelle.
3) IL MIELE DELLA FINZIONE - Carlo A. PASCALE - 1994 - 205pp - romanzo.
Ed. Periferia.
Immagine di un contesto ricco di cultura, valori morali, bellezze naturali, misti, purtroppo, a circostanze di degrado ambientale e, quindi, politico.
Commento: Impegnativo. Evolutivo. Romantico. Agrodolce.
BUONO. 3 Stelle.
4) LA VALLE DELLA LUNA - Carlo A. PASCALE - 1999 - 126pp - romanzo. Ed. Virgiglio.
E' la storia di una Valle. Meglio, dei personaggi che vivono, lavorano, amano, sognano in un contesto, di elevata valenza paesaggistica. Valenza, in buona parte, perduta per la colpevole miopia non dell'Uomo che in / di quella valle è innamorato.
Commento: Piacevole. Amaro. Coinvolgente.
BUONO. 3 Stelle.
5) LA RIVOLTA IRLANDESE (1916-1921) - Charles DUFF - 1970 - 320pp - storia - romanzo. Ed. Rizzoli.
Ho letto questo libro storico pensando, con affetto, costantemente, al mio carissimo amico Peter DUNN, famosissimo Regista teatrale Irlandese, il cui carattere (irruento, emotivo, intelligente, istintivo, sentimentale, passionale, idealista fino all'estremo) ho ritrovato in tanti personaggi del libro (Reali, non immaginari. Ricordo che si tratta di un libro storico) che hanno fatto la storia di quella Repubblica (Nonostante il soverchiante colonialismo patito in tantissimi anni). Alcuni aspetti rappresentano, con il necessario distinguo, dovuto a tempi,... e luoghi, circostanze analoghe a quelle vissute da tutti quei popoli che hanno subito l'azione soffocante del colonialismo e/o della dittatura. La libertà è un diritto inalienabile dell'uomo. Peter DUNN, anche per tè, dopo aver letto il libro mi sono detto, a voce alta, "Sono anch'io un cittadino Irlandese".
Peter, ricordo ancora quelle notti intere passate a discutere, in quel di Urbino, con altri Amici, sui massimi sistemi. Mi riprometto di venirti a trovare appena possibile, anche se il mio inglese è sempre più incerto. Perchè non programmiamo un incontro in Irlanda (Dublino, o altro sito) con Renato ed altri Amici, miei e Tuoi? Ciao.
Commento: Storico. Rivoluzionario. Politico. Amaro. Risorgimentale.
BUONO. 3 Stelle.
6) L'ULTIMO NODO - Carlo A. PASCALE - 2001 - 160pp - romanzo. Ed. Periferia.
E' la storia di un docente, conoscitore dei classici Greci (Aristippo è la sua stella polare) appassionato del suo lavoro, ma, anche, insoddisfatto. Costantemente alla ricerca del bene. Con tanto desiderio di raggiungere un mondo migliore.
Commento: Piacevole. Di sentimento. Culturalmente impegnato.
BUONO. 3 Stelle.
7) BENEDETTA PER SEMPRE - Carlo A. PASCALE - 2008 - 142pp - romanzo. Inedito.
E' la tragica storia d'amore fra due studenti universitari di medicina. Due persone travolte dal sentimento, oltre ogni ragionevole ipotesi. Al di là di ogni resistenza formale e sostanziale. Con estrema sensibilità l'Autore tratta le problematiche connesse al denaro, al costume, alla cultura, alla malattia, alla morte.
Commento: Bello, Romantico, Triste.
OTTIMO. 4 Stelle.
8) LA BARRICATA DELL'EUREKA - Raffaello CARBONI - 2000 - 242 pp - storico. Ed. Istituto per la storia del Risorgimento Italiano. A cura di G. Rando.
E' la storia rivoluzionaria che ha portato una ventata di libertà in Australia. Detta sommossa democratica, partita dalla cosiddetta "Barricata dell'Eureka" è stata ispirata da un eterogeneo gruppo cosmopolita di uomini provenienti, prevalentemente, dalla povera Europa, afflitta da tanti problemi (Prevalentemente di natura politica). Il virgulto della Libertà cresciuto su quelle terre aspre ed un pò selvatiche ha portato molti uomini a gridare al cielo i loro desideri. Fra essi tanti Irlandesi (Il mio pensiero ritorna all'amico Peter DUNN) ed un Italiano, Raffaello CARBONI (L'intellettuale del gruppo), che ha seguito, anche, GARIBALDI con la sua spedizione nel Sud Italia.
Con rammarico devo ricordare che il mondo accademico Italiano, a mio parere, è stato poco attento alle persone, come l'Urbinate (CARBONI), di minore valenza, che rappresentano, al pari di MAZZINI ed altri, una parte essenziale del nostro Risorgimento. Voglio qui ricordare che per detta opera, in varie città (Del mondo) è stata fatta la rappresentazione teatrale. In Italia, ad Urbino, nell'aprile del 2002, la sommossa del CARBONI, è stata rappresentata per una settimana circa, con versione in Inglese ed in Italiano. Regista dell'opera teatrale: Peter DUNN. Attore: Renato MUSOLINO. L'allora Presidente della Repubblica, con telegramma commovente ha espresso la sua vicinanza per la suddetta rappresentazione teatrale. Prendendo spunto da tale opera teatrale il Presidente ha invitato, invano, gli uomini di teatro Italiano ad interessarsi, di più, alla storia del nostro Risorgimento.
Mi piace ricordare che dopo la rappresentazione teatrale dell'opera l'attore suddetto (Renato MUSOLINO) è stato invitato all'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, presso l'Altare della Patria, in Roma, per un encomio solenne, per l'eccezionale interpretazione fatta.
Per quanto mi riguarda posso dire di aver, invano, sponsorizzato la necessità di rappresentare, in altre città Italiane, detta opera, nonostante le molte manifestazioni di condivisione.
Commento: Storico. Rivoluzionario. Desiderio di libertà e di emancipazione. I dati storici sono riportati in modo un pò... tedioso.
Rappresentazione teatrale di livello ECCELSO, pur in presenza di limitate disponibilità.
BUONO. 3 Stelle.
9) IL SOLE NEGLI OCCHI - Giuseppe ROMEO - 2009 - 85 pp - romanzo. Inedito.
E' la storia di un ragazzo (Un grande Peter Pan) innamorato della sua terra, dei suoi amici, dei suoi sogni, ... , di se stesso. E' la storia di un romantico, di un sognatore, di un idealista, senza limiti di tempo e/o di spazio. E' un innamorato dei classici Greci (Da quanti anni cerca, invano, di rappresentare la sua versione di MEDEA), del teatro, della finzione, della realta. Trattasi di un eterno SOGNATORE, di un ATTORE. E' la storia (europea?) di un Uomo che insegue i suoi sogni, con i suoi ideali, con le sue paure, con i suoi desideri, spesso rimasti tali ... nel tempo.
Commento: Piacevole. Scorrevole. Idealistico. Amaro.
BUONO. 3 Stelle.
10) MAMMA- Carlo A. PASCALE - 2007 - poesia . Inedita.
Ti porterò le pietre delle strade
Dure come i pugni del nonno
Per una devozione senza fine.
Avrai filtri d'amore dentro gli occhi
E le fervide voci della terra.
Ti porterò le spine delle piante
Su cui provavo il dente del dolore.
Avrai braccia d'acciaio
A collocarmi
In una festa piccola che muore.
Ti porterò le nuvole pesanti
La luce rinsecchita sulle forme
La nota del tuo canto paesano
Il fremito rimasto inconsolato.
Ti porterò due groppi di miseria
Fortificati nell'indifferenza
E fiori come chiodi arrugginiti
Nel cielo breve
Quando è senza pace
Come le tue parole nel bisogno.
Mamma,
ti do l'angoscia
libera che canta
come puledra
invasa dall'ebbrezza.
Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata alla sua Mamma, Maria Rosa MUSOLINO, che continua a guardare, dal cielo, il suo Figliolo prediletto, con il solito sorriso, sornione, intelligente, caparbio, incorruttibile. Sorriso rubato da persone (?) ... non buone.
Ciao Carlo, Ciao Rosina. DOMUS.
Commento: Amore filiale spassionato. G. B. Shaw docet.
BUONA. 3 Stelle.
AGGIORNAMENTO DEL 27/04/2010:
Ho cercato, invano, di convincere anobii di farmi riportare le osservazioni su alcuni libri inediti scritti da persone (Artisti) capaci ed estremamente acuti. Decido, quindi, in ex-tempore, di aggiornare questo post con le opere, di mio interesse, non reperibili sul mercato.
11) ISABELLA MORRA DI FAVALE - Carlo A. PASCALE - 2009 - 131 pp - A4 - romanzo storico. Inedito.
E' la tragica storia d'amore di una capinera che non poteva e non voleva vivere con le ali tarpate in un luogo pur bello ma non suo; perchè non amato. E' la storia delle difficoltà, fino all'estremo sacrificio, incontrate da una donna, bella ed intelligente, forse troppo per quei luoghi (Favale, vallata del Sinni, ) ove è vissuta e per quei tempi (1515), sensibile poetessa (Anche B. Croce ha scritto di lei). L'Autore, con la solita delicata eleganza, è riuscito, con garbo e stile, ad accostare il lettore alla tormentata vita di una aquila, senza ali, costretta a vivere nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.
Erano e sono gli uomini a rendere brutti, selvaggi, invisi, primitivi ed odiati i luoghi da loro abitati. Il problema, era ed è, sempre lo stesso: Ma, noi, dall'esterno (?) cosa possiamo fare per loro... e, per queste aquile con le ali tarpate?
Non si sta bene se non sentiamo come nostro i l luogo in cui viviamo (E' mio tutto ciò che amo...).
Se è vero che i Poeti sono assimilabili alla luce del sole, alle emozioni che fanno venire i brividi, ai sogni, ai colori, ai profumi, alla spuma del mare che d'estate s'infrange sulla costa, al vento che, spesso, pesta le nuvole, alla libertà estrema senza limiti, allora, posso dire che l'Autore è, certamente, con questo libro, riuscito a suscitare in me queste... emozioni.
Commento: Impegnato, Storico, Raffinato, Piacevole. Ardente desiderio di evadere da un contesto degradato, considerato non adeguato alla propria persona.
OTTIMO. 4 Stelle.
AGGIORNAMENTO del 14/05/2011
12) Il Vento, di C. Bargna - 2011
Aspettare il vento favorevole,
sentirlo arrivare,
percepirlo sulla pelle,
ascoltare il sussurro,
aspettare il soffio,
il bacio che ti sollevi
e volare via.
Sospesa.
Lasciarsi andare,
a un piacevole dondolio
a un seducente ticchettio
della mente che si abbandona.
COMMENTO: Eccezionale Ode alla Vita. L'Autore, come un marinaio su una barca a vela, aspetta, con languore, un alito di vento, per incamminarsi verso una nuova bramata meta. Verso emozioni forti, capaci di far volare molto in alto, la dove l'animo si fonde con l'infinito.
OTTIMO. 4 Stelle
13) ESTATE, di C. Bargna - 2011
sentirlo arrivare,
percepirlo sulla pelle,
ascoltare il sussurro,
aspettare il soffio,
il bacio che ti sollevi
e volare via.
Sospesa.
Lasciarsi andare,
a un piacevole dondolio
a un seducente ticchettio
della mente che si abbandona.
COMMENTO: Eccezionale Ode alla Vita. L'Autore, come un marinaio su una barca a vela, aspetta, con languore, un alito di vento, per incamminarsi verso una nuova bramata meta. Verso emozioni forti, capaci di far volare molto in alto, la dove l'animo si fonde con l'infinito.
OTTIMO. 4 Stelle
13) ESTATE, di C. Bargna - 2011
L'avverti, arriva l'odore dell'estate.
L'annusi nella fragranza della primavera.
La insegui come una farfalla in fiore in fiore.
Raccogli il sentore dei frutti maturi e dolci.
Intuisci la nota diversa.
Esplode l'audacia dei sensi.
Ti travolge il calore, l'arsura.
Desideri che arriva,
come un buon amante,
ti seduce ogni volta.
Il suo profumo ogni anno è diverso.
ti coglie impreparato:
provocante, eccitante
ti attira a sè
con la sua inebriante effervescenza.
Ti spoglia, ti ama.
L'annusi nella fragranza della primavera.
La insegui come una farfalla in fiore in fiore.
Raccogli il sentore dei frutti maturi e dolci.
Intuisci la nota diversa.
Esplode l'audacia dei sensi.
Ti travolge il calore, l'arsura.
Desideri che arriva,
come un buon amante,
ti seduce ogni volta.
Il suo profumo ogni anno è diverso.
ti coglie impreparato:
provocante, eccitante
ti attira a sè
con la sua inebriante effervescenza.
Ti spoglia, ti ama.
COMMENTO: Libera voglia di vivere il presente, indipendentemente dai condizionamenti oggettivi che pur esistono nella vita. Forte desiderio di volare in alto, come le aquile.
BUONO. 3 Stelle
14) QUESTA SMEMORATA SPERANZA DELL'UOMO, Carlo A. PASCALE - 2011 - poesia . Inedita.
E' l'albero, qua, al mio fianco.
Nel tramonto che sfuma l'ansia di avere risposte.
E chiedo. Chiedo al sole che cala con frenetica corsa
chiedo al cielo che si avvolge leggero su tutta la terra...
chiedo alle stelle che tremano
Alla luna che bacia la collina...
Chiedo a gente sfibrata
ai rumori che inciampano
come sarà domani questa smemorata speranza dell'uomo.
E affogo nel torrente delle attese.
E suona la campana morbida sulla mia rabbia.
Non so perchè l'ombra invade le vie tra spettri e fantasmi.
Né il colore della notte che incombe.
Una notte di paura e di grida.
E di bestemmia che urta l'anima.
E quando canterà il gallo chiedo
A che invita l'alba al respiro,
a che esplode la luce infuocata,
a qual fine
il sole stende lunghissime braccia dorate.
A che si continua, a che si va.
Preparatemi tutte le risposte
Datemele come fette di pane
Come vino rosato
Come volo di vespa, come canto d'amore
Come braccia amorose.
Come labbro gonfio di giovane.
Chiedo quando sarò saziato.
Quando capirò perché voglio Dio, ora che il Cristo è bruciato...
Chiedo tutte le risposte che l'uomo s'aspetta
e le domande indurite nella ragnatela.
Chiedo alle nuvole della loro corsa
del loro girare, del loro esplorare,
del loro incessante cammino.
Chiedo all'acqua che tutto trascina dov'è quella che mi ha bagnato.
Chiedo poemi e canti al vento gentile
E uragani e raffiche al vento rabbioso.
Chiedo dei profumi del suolo che navigano nello spazio.
Signore, passami qualche risposta
Prima che ti porga il mio cuore che sanguina.
Chiedo se vuoi un uomo felice o un uomo vuoto
Divorato, bucato, già disposto a morire.
E in cima all'albero si posa la tortora
Bella a fil di tramonto.
Gutturale come una fontana strozzata.
Dai colori nocciola portati con decoro
E tuba al mattino
A mezzogiorno
Alla sera e s'aquieta solo nel buio, fra non molto.
Chiedo della volpe giunta al mercato
A cercar la sua erba.
L'erba della primavera atterrita.
Sono mille, infinite, le risposte che voglio.
Mille balsami o mille punture per l'angoscia del filosofo
che si scardina per vivere senza più volontà...
Le grandi ruote del mondo a che sono ordinate.
La grande armonia dei cieli oggi
e la strana certezza di non essere più un privilegio.
Ecco che scendo la strada ad incontrare mia Madre ora che è morta.
Vigile nella mia anima.
Ancora mi tende le braccia a soccorrermi.
E mio padre che amava il paese.
A volte alterato dal vino acido della cantina lui che ancora mi guarda
Con devozione.
Voglio grappoli, fette di risposte, Soffi caldi d'intesa.
La piccola siepe dell'orto dove sta il mio pettirosso.
Mi risponde con trilli veloci quando accetta le mie briciole. E la mia presenza
Quando s'interroga delle mie insane profferte.
E più in alto dei pini sbadiglia l'aria immota di questo giorno
Inchiodato a mille domande e a risposte che tardano.
Forse è un tugurio, un luogo di morte,
la casa di chi non ha una casa.
Una casa dove ti saltano addosso l'asfissia e il colera.
A che chiedere finalmente perdono?
Solo una notte che avvolga il mondo e lo conduca altrove.
E un Dio che offre lacrime come risposte.
Starò nel tepore della tera stretto da mille radici pronte a parlare.
Mi avvolgerò in una seconda avventura.
In attesa che l'albero mi risponda.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata al suo Io. E' l'accorato lamento di un Uomo, solo, triste, pensieroso, malinconico, stanco, maturo, che grida, nel deserto della vita, le sue paure, le sue angosce, i suoi dubbi, le sue debolezze, i suoi torti, i suoi meriti, le sue speranze. E, fiducioso, attende che Qualcuno gli dia delle Risposte, che sa, benissimo, non arriveranno mai. Perchè le sue risposte sono già note alla sua Anima.
Amore interiore e Smemorata Speranza dell'Uomo (Che, forse, non è rassegnato a restare uomo, e, forse, vorrebbe diventare, parlare, con...Dio). Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
15) A MIA MOGLIE, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Sei questa saggia siepe del giardino
Dove penetra ardito il pettirosso,
dove la cinciarella erge le piume.
E sei il canto della capinera
sul far dell'alba in un ringraziamento.
Sei quel tepore d'ombra e quei riflessi morbidi di luce
nel mattino che torna.
Sei l'albero che dorme tra le stelle e la luna, nella notte,
Come altare di Dio.
Sei mille canne d'organo nell'anima.
Sei la parola aspra dell'ortica.
E sei il fico dalle larghe foglie che gronda miele...
E l'arancio verde e rigoglioso che profuma di zagara al mattino.
E sei la vite che divincola tralci
e il pesco rosa che trema.
Sei il nespolo che tenace chiama la primavera,
Sei la palma sontuosa che veleggia nella luce del giorno.
Sei tutte le l'erbe in fila delle aiuole che mi porgono pace e tenerezza
E sei la mia santa parte di perdono.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata alla sua giovane Signora. E' la classica ode riservata alla compagna di una vita. La dolce metà che ha, sempre, saputo capirlo, amarlo, assecondarlo, aiutarlo, proteggerlo, stimolarlo. Donandosi sempre ed incondizionatamente, senza mai chiedere nulla per se. Solo accettando quello che le veniva donato. Tutto il suo amore. Come dicevo, sembra un'ode di altri tempi. Romantica, malinconica. Quasi Dantesca. Struggente dichiarazione d'amore per la moglie. In questi tempi non è cosa da poco. Ciao Memè e Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
16) FRATELLO DEL MIO TEMPO, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Sta riverso al tramonto
BUONO. 3 Stelle
14) QUESTA SMEMORATA SPERANZA DELL'UOMO, Carlo A. PASCALE - 2011 - poesia . Inedita.
E' l'albero, qua, al mio fianco.
Nel tramonto che sfuma l'ansia di avere risposte.
E chiedo. Chiedo al sole che cala con frenetica corsa
chiedo al cielo che si avvolge leggero su tutta la terra...
chiedo alle stelle che tremano
Alla luna che bacia la collina...
Chiedo a gente sfibrata
ai rumori che inciampano
come sarà domani questa smemorata speranza dell'uomo.
E affogo nel torrente delle attese.
E suona la campana morbida sulla mia rabbia.
Non so perchè l'ombra invade le vie tra spettri e fantasmi.
Né il colore della notte che incombe.
Una notte di paura e di grida.
E di bestemmia che urta l'anima.
E quando canterà il gallo chiedo
A che invita l'alba al respiro,
a che esplode la luce infuocata,
a qual fine
il sole stende lunghissime braccia dorate.
A che si continua, a che si va.
Preparatemi tutte le risposte
Datemele come fette di pane
Come vino rosato
Come volo di vespa, come canto d'amore
Come braccia amorose.
Come labbro gonfio di giovane.
Chiedo quando sarò saziato.
Quando capirò perché voglio Dio, ora che il Cristo è bruciato...
Chiedo tutte le risposte che l'uomo s'aspetta
e le domande indurite nella ragnatela.
Chiedo alle nuvole della loro corsa
del loro girare, del loro esplorare,
del loro incessante cammino.
Chiedo all'acqua che tutto trascina dov'è quella che mi ha bagnato.
Chiedo poemi e canti al vento gentile
E uragani e raffiche al vento rabbioso.
Chiedo dei profumi del suolo che navigano nello spazio.
Signore, passami qualche risposta
Prima che ti porga il mio cuore che sanguina.
Chiedo se vuoi un uomo felice o un uomo vuoto
Divorato, bucato, già disposto a morire.
E in cima all'albero si posa la tortora
Bella a fil di tramonto.
Gutturale come una fontana strozzata.
Dai colori nocciola portati con decoro
E tuba al mattino
A mezzogiorno
Alla sera e s'aquieta solo nel buio, fra non molto.
Chiedo della volpe giunta al mercato
A cercar la sua erba.
L'erba della primavera atterrita.
Sono mille, infinite, le risposte che voglio.
Mille balsami o mille punture per l'angoscia del filosofo
che si scardina per vivere senza più volontà...
Le grandi ruote del mondo a che sono ordinate.
La grande armonia dei cieli oggi
e la strana certezza di non essere più un privilegio.
Ecco che scendo la strada ad incontrare mia Madre ora che è morta.
Vigile nella mia anima.
Ancora mi tende le braccia a soccorrermi.
E mio padre che amava il paese.
A volte alterato dal vino acido della cantina lui che ancora mi guarda
Con devozione.
Voglio grappoli, fette di risposte, Soffi caldi d'intesa.
La piccola siepe dell'orto dove sta il mio pettirosso.
Mi risponde con trilli veloci quando accetta le mie briciole. E la mia presenza
Quando s'interroga delle mie insane profferte.
E più in alto dei pini sbadiglia l'aria immota di questo giorno
Inchiodato a mille domande e a risposte che tardano.
Forse è un tugurio, un luogo di morte,
la casa di chi non ha una casa.
Una casa dove ti saltano addosso l'asfissia e il colera.
A che chiedere finalmente perdono?
Solo una notte che avvolga il mondo e lo conduca altrove.
E un Dio che offre lacrime come risposte.
Starò nel tepore della tera stretto da mille radici pronte a parlare.
Mi avvolgerò in una seconda avventura.
In attesa che l'albero mi risponda.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata al suo Io. E' l'accorato lamento di un Uomo, solo, triste, pensieroso, malinconico, stanco, maturo, che grida, nel deserto della vita, le sue paure, le sue angosce, i suoi dubbi, le sue debolezze, i suoi torti, i suoi meriti, le sue speranze. E, fiducioso, attende che Qualcuno gli dia delle Risposte, che sa, benissimo, non arriveranno mai. Perchè le sue risposte sono già note alla sua Anima.
Amore interiore e Smemorata Speranza dell'Uomo (Che, forse, non è rassegnato a restare uomo, e, forse, vorrebbe diventare, parlare, con...Dio). Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
15) A MIA MOGLIE, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Sei questa saggia siepe del giardino
Dove penetra ardito il pettirosso,
dove la cinciarella erge le piume.
E sei il canto della capinera
sul far dell'alba in un ringraziamento.
Sei quel tepore d'ombra e quei riflessi morbidi di luce
nel mattino che torna.
Sei l'albero che dorme tra le stelle e la luna, nella notte,
Come altare di Dio.
Sei mille canne d'organo nell'anima.
Sei la parola aspra dell'ortica.
E sei il fico dalle larghe foglie che gronda miele...
E l'arancio verde e rigoglioso che profuma di zagara al mattino.
E sei la vite che divincola tralci
e il pesco rosa che trema.
Sei il nespolo che tenace chiama la primavera,
Sei la palma sontuosa che veleggia nella luce del giorno.
Sei tutte le l'erbe in fila delle aiuole che mi porgono pace e tenerezza
E sei la mia santa parte di perdono.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata alla sua giovane Signora. E' la classica ode riservata alla compagna di una vita. La dolce metà che ha, sempre, saputo capirlo, amarlo, assecondarlo, aiutarlo, proteggerlo, stimolarlo. Donandosi sempre ed incondizionatamente, senza mai chiedere nulla per se. Solo accettando quello che le veniva donato. Tutto il suo amore. Come dicevo, sembra un'ode di altri tempi. Romantica, malinconica. Quasi Dantesca. Struggente dichiarazione d'amore per la moglie. In questi tempi non è cosa da poco. Ciao Memè e Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
16) FRATELLO DEL MIO TEMPO, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Sta riverso al tramonto
L’uomo del mio tempo che dice parole sconnesse e non sa dove andare…
Nel pianeta invaso fin nelle viscere dagli uragani
Non hanno musica le sillabe, non camminano le parole, non riscaldano i sentimenti.
Curva la pietà, dura, tra gli uomini, ancora oggi.
Sto dalla parte dei peones dell’America del Sud.
Pietra contro pietra nel disonore dell’abbandono
Una fragile rapida morte per rinascere ancora.
Sto con chi non s più piangere, non sa gridare, non può difendersi
Bruciato dalla sofferenza.
Sono col Dalai Lama, che vive invano il suo ritorno.
Sto con i clochard che muoiono nel freddo della notte violenta.
Sono con Sakineh immagine del regime e donna disperata.
Uomo disperso e dimenticato, non sederti alla mensa dei poveri
Ricorda che ogni fetta di pane prolunga la tua agonia.
Sdegnati. Muori finalmente per te.
E non ridere, non compiacerti del cibo amaro che ti danno:
Ogni cibo degli altri ti uccide.
Libero finalmente sulla grande via della morte, povero uomo del mio tempo.
Ogni carezza donata a conforto è lama di coltello nelle tue carni.
Ogni dono di un giorno è tradimento.
Sto col tignoso uomo del Sud quando si piega al violento per ignoranza e per rabbia.
E per paura.
Gli uomini oggi si vendono e c’è chi li compra: sarai il cuore forte di un tuo triste fratello,
uomo del mio tempo.
E non so chi sarà a donarti conforto.
Sono con la terra che rigurgita di bambini con la pancia gonfia
E le madri hanno il sale tra i denti.
Un ultimo sole giungerà dall’universo a baciarti, uomo del mio tempo,
quasi per burla.
Commento: Lirica di Carlo Antonio PASCALE dedicata all’altro fratello, dimenticato del suo tempo. E' una poesia dedicata agli ultimi del mondo a cui si sente, sempre e comunque, vicino. Dalla parte del povero che subisce, per ignoranza, rabbia e paura. Ed, anche, dalla parte del Fratello che osa ribellarsi alla violenza di chi ruba o cerca di rubare i sogni degli altri. Struggente lamento verso gli ultimi. Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
OTTIMA. 4 Stelle.
17) NON AVRO’ IL TEMPO PER PIANGERE, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Non piangerò domani.
Non piangerò domani.
Non avrò il tempo per piangere.
Sarà spaventoso il caos che ingoierà la terra
Se l’uomo nega a se stesso la voglia di costruirsi una bara.
Venti giungeranno da ogni parte del cielo a immergerci nell’universo.
E forse non piangerò quando rimasto senza una via dirò: questa è la fine.
Sarà lungo il rimpianto se in un attimo ancora coglierò la luce del cielo
E qualche duro profumo sperso tra le rocce disordinate mi guiderà
A rendere l’anima per una pura passione.
Riempirai di te l’infinito, di galassia in galassia, fino al principio.
E avrai tutto il tempo sulle spalle quando sarai giunto.
Come un frullo di polvere non ti riconoscerai nello specchio di Dio.
Sarai un palo annerito disperando che altra linfa
Attraverserà i tuoi duri calami.
E solo allora la mano ti sfiorerà le gote in un’alfa di verità.
Piangerò ancora
Oggi
Fino a quando brilleranno le stelle.
E l’acqua zampillerà dalla roccia fino all’erba della pianura.
Fino a quando non ti vedrò perso in un urlo violento di disperazione,
uomo di oggi.
E poi aperte le braccia sarai tu ancora la voce dell’universo…
Attendo che si spenga il sole per rivedere Dio all’opera.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE dedicata al suo Io, oramai arso, secco, spento, quasi privo di speranza. No, anzi, con una speranza infinità verso Dio.
Lamento senza lacrime, con tanti dubbi sulla vita. Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
Lamento senza lacrime, con tanti dubbi sulla vita. Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
18) L’AMARO SOLE DEI QUARTIERI, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
L’amaro sole dei quartieri morti ha la luce di sempre sulle piaghe dei poveri.
L’amaro sole dei quartieri morti ha la luce di sempre sulle piaghe dei poveri.
Sui miseri anche le stelle soffiano beffarde.
E a tradimento vola l’ira del lampo.
Nella giubbetta vuota giace la pena dell’afflitto.
E spesso il fuoco nella notte nera divampa o crolla il pavimento o cede il muro.
Per armare la morte.
Dalle macerie violente non si torna a vivere
E il sogno spreme l’anima nella disperazione.
Da sempre il male si annida dove l’odio amministra il nero giorno che scorre,
dove i colori dell’alba non mutano mai.
Quando si vive di turpe passione, quando si uccide l’innocenza
Quando le madri stanno in ginocchio al cospetto del male
E stringono labbra dure di pena
Allora tramonta il giorno dei buoni e la pietà sarà senza dolcezza.
L’ombra di chi cammina quei quartieri è nera di pece e rimbalza sui marciapiedi
Come cuore di gomma.
E quando, lungo la notte, corre una stella a guardare
Invano alzo le mie preghiere fredde, le richieste smorzate, le domande consunte.
Ma in quella luce di silenzio il mio cuore si sperde parlandoti, Signore.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE con uno sguardo interiore rivolto all’Uomo delle nostre città. Malinconico, quasi senza speranza, lamento di quartiere. Ciao Carlo. DOMUS.
BUONA. 3 Stelle.
BUONA. 3 Stelle.
19) LA GRAMMATICA SGRAMMATICATA, Carlo A. PASCALE - 2010 - poesia . Inedita.
Leggerò una nuova grammatica dove domina il disordine,
Leggerò una nuova grammatica dove domina il disordine,
dove vince il non senso, dove l’aggettivo sarà un cadavere duro.
Sarà una grammatica nuova, sgrammaticata.
La grammatica dell’insulto e della bestemmia, forse…
Dirò Pane per prima cosa senza aggiungere altro.
E sarà Fame per tanti nel mio cuore.
Dirò Libertà come dono del popolo.
E Solidarietà come dimensione del mondo.
Dirò forse Stima e Amicizia.
Nella mia grammatica leggerò il mio cuore di uomo che freme, che ama, che rispetta.
Nella mia grammatica senza aggettivi perderò la pazienza e mi rammaricherò.
Ma nessuno verrà a chiedermi perché soffro, perché piango, perché sono un alieno.
E scriverò la parola Amore come tentazione di vivere, come voglia di stare vicino.
Di sentirmi prossimo all’altro.
Raggiungerò la parola Uguaglianza nella mia grammatica di pietra
Perché nessuno la frantumi. Per spazientire i ricchi.
Leggerò la parola Acqua come paura e disperazione.
Regalerò la mia grammatica ai signori della vita e della morte perché sappiano scegliere.
La mia è una grammatica fatta di stranezze, che chiede cose di fuoco, che sanno di fratellanza.
Ed io so che come tutti i libri di novità sarà bruciato anche il mio.
Sarà fatto un falò perché niente più dica.
Ha un peso di tonnellate la grammatica sgrammaticata che metterò in internet
Come regalo di un pazzo.
E arriveranno le e-mail.
E c’è chi mi vuole bruciare, chi mi vuole lapidare, chi mi vuole trafiggere.
Chi non vuole che sogni. Ma anche chi mi vuole salvare.
E allora mi armo di pazienza e leggerò la parola Pace…
Un mare d’ironia non mi lascia leggere più.
La ritrovo in frantumi nelle macerie delle popolazioni questa parola di poco.
Vi lascerò l’ansia di costruire una casa
Nella quale poter crescere e vivere in pace
E gli alberi del giardino e il sole che penetra dalle finestre.
Ora i calici bianchi del nespolo che non cedono al freddo e alla pioggia
Ora i coralli d’oro dell’ulivo del Libano perfetto nelle sue meraviglie.
E la siepe che corre a precipizio con i suoi tralci ricchi di stelle bianchissime
La guarderò per voi tutti con le lacrime agli occhi.
La siepe dove uccellini frullano quietamente.
Vi lascerò tutte le paure addormentate sui capezzali dei vostri lettini
E il coraggio conseguito negli anni.
E i segreti, le marachelle, i primi misteri della adolescenza.
Vi lascerò il pianto dell’infanzia e le fiabe inventate.
Spesso la stanchezza superava il dovere per la vostra vittoria.
E la sconfitta svernava impertinenze e sorrisi.
Giorno dopo giorno ho posto sulle spalle il vostro perdono
Per salire fino al Signore con un buon fardello.
Non sono riuscito a capire cosa sia la vita per farvi un discorso preciso.
Ma finalmente ho capito che la vita è chi viene alla luce e che chi se ne va
La restituisce al Signore.
Commento: Poesia di Carlo Antonio PASCALE che rappresenta il testamento spirituale di un Poeta, di un Artista, di un Uomo. Testamento, manifesto, di uno degli ultimi grandi Uomini di Cultura dell’Italia contemporanea. Ciao Carlo. DOMUS.
OTTIMA. 4 Stelle.
OTTIMA. 4 Stelle.
20) GLI ALFIERI DEL CORAGGIO. Viaggio nella storia dei Vigili del Fuoco di Terni - Gilberto SCALABRINO - 2009 -. Ed. Nuova PromoEdit.
E' la storia, passata e recente, dei Vigili del fuoco di Terni. Si parla di fatti, di luoghi, di Uomini. Tra essi l'attuale comandante Ing. Michele ZAPPIA che, tra l'altro, ha diretto gli interventi alla Basilica di San Francesco in Assisi, gravemente danneggiata da un violento terremoto. Lettura piacevole nella parte finale, quando descrive alcuni interventi operativi effettuati (L'Aquila, ...).
Commento: Piacevole. Idealistico.
E' la storia, passata e recente, dei Vigili del fuoco di Terni. Si parla di fatti, di luoghi, di Uomini. Tra essi l'attuale comandante Ing. Michele ZAPPIA che, tra l'altro, ha diretto gli interventi alla Basilica di San Francesco in Assisi, gravemente danneggiata da un violento terremoto. Lettura piacevole nella parte finale, quando descrive alcuni interventi operativi effettuati (L'Aquila, ...).
Commento: Piacevole. Idealistico.
BUONO. 2 Stelle.
temerarietà
20 dicembre 2009
Usura istituzionale?
Usura di stato e buon senso nei confronti del professionista (visto come un cittadino da ...spennare). Mi riferisco a tutte quelle circostanze in cui si trova (o si può trovare) il libero professionista o qualsiasi altro cittadino davanti a richieste esose (Da parte di organi Istituzionali) prive di giustificata ragionevolezza. Parlerò dell'Inarcassa (Ossia della cassa di previdenza ed assistenza per ingegneri ed architetti liberi professionisti), alla quale, per chi non lo sapesse, si è iscritti per obbligo non per libera scelta.
Fatto: Ho pagato con ritardo di 48 giorni un contributo previdenziale di € 5.246,64 . Per detto ritardo mi sono stati applicati oneri (Sanzioni ed interessi) per un importo pari ad € 805,97. Considerazioni: L’onere pagato (pari ad € 805,97) per il ritardo (di 48 gg ) nel pagamento della somma di € 5.246,64 ha implicato l’applicazione di un tasso di interesse pari, circa, al 120%. Tale tasso d’interesse, come ben noto a tutti, è molto al di sopra del tasso di USURA , applicato dai peggiori delinquenti nostrani, riconosciuto, dalla Magistratura, come pari al 20%!!! Ciò non è, assolutamente, accettabile anche in considerazione del fatto che la BCE, da un pò di tempo, vende denaro (agli istituti bancari) al tasso d’interesse dell’1% e del fatto che una grave crisi economica attraversa, oramai da un po’ di tempo, il nostro Paese ed il mondo intero.
Detto onere (€ 805,97 ) mi è stato applicato anche in presenza di un rimborso, a mio credito, di importo superiore alla suddetta somma.
Come si fa, ragionevolmente, ad affermare che devo pagare gli interessi a fronte di un rimborso antecedente a mio favore (E con essa è stato effettuato il conguaglio). Inoltre, se è lecito ipotizzare l’applicazione di oneri con tassi, più che da usurai, per un corretto principio di reciprocità, anche sul mio credito si dovrebbero ipotizzare analoghi interessi (Attenzione è solo un ragionamento. Io, non sono e non voglio essere un usuraio, in nessun caso). Ragionevolmente, penso sia lecito e corretto sostenere l’immediata revisione di ogni disposizioneesistente che prevede l’applicazione di oneri (a carico dei cittadini), molto al di sopra di qualsiasi esercizio d’usura (A ben guardare e confrontare gli usurai apparirebbero come dei ...benefattori...). Chi di dovere, a mio parere, dovrebbe attivarsi, al più presto possibile e senza alcun indugio, al fine di eliminare tutte le disposizioni che “giustificano” l’applicazione della suddetta usura istituzionale. Personalmente non mi sento corresponsabile dell’applicazione delle suddette disposizioni ad altri Colleghi. (statutaria o di altra natura) Né, tanto meno, è ragionevole ipotizzare detta condizione usuraia al fine di salvaguardare “il rispetto delle regole”. Le regole si ci devono essere, ma, esse, come riconosciuto in ogni contesto democratico e civile, debbono essere proporzionate all’infrazione commessa. Senza gli eccessi suddetti che non servono a garantire ( e come potrebbero?) “il futuro previdenziale” della cassa e, quindi, degli iscritti.
Il buon senso prima di tutto...
Fatto: Ho pagato con ritardo di 48 giorni un contributo previdenziale di € 5.246,64 . Per detto ritardo mi sono stati applicati oneri (Sanzioni ed interessi) per un importo pari ad € 805,97. Considerazioni: L’onere pagato (pari ad € 805,97) per il ritardo (di 48 gg ) nel pagamento della somma di € 5.246,64 ha implicato l’applicazione di un tasso di interesse pari, circa, al 120%. Tale tasso d’interesse, come ben noto a tutti, è molto al di sopra del tasso di USURA , applicato dai peggiori delinquenti nostrani, riconosciuto, dalla Magistratura, come pari al 20%!!! Ciò non è, assolutamente, accettabile anche in considerazione del fatto che la BCE, da un pò di tempo, vende denaro (agli istituti bancari) al tasso d’interesse dell’1% e del fatto che una grave crisi economica attraversa, oramai da un po’ di tempo, il nostro Paese ed il mondo intero.
Come si fa, ragionevolmente, ad affermare che devo pagare gli interessi a fronte di un rimborso antecedente a mio favore (E con essa è stato effettuato il conguaglio). Inoltre, se è lecito ipotizzare l’applicazione di oneri con tassi, più che da usurai, per un corretto principio di reciprocità, anche sul mio credito si dovrebbero ipotizzare analoghi interessi (Attenzione è solo un ragionamento. Io, non sono e non voglio essere un usuraio, in nessun caso). Ragionevolmente, penso sia lecito e corretto sostenere l’immediata revisione di ogni disposizioneesistente che prevede l’applicazione di oneri (a carico dei cittadini), molto al di sopra di qualsiasi esercizio d’usura (A ben guardare e confrontare gli usurai apparirebbero come dei ...benefattori...). Chi di dovere, a mio parere, dovrebbe attivarsi, al più presto possibile e senza alcun indugio, al fine di eliminare tutte le disposizioni che “giustificano” l’applicazione della suddetta usura istituzionale. Personalmente non mi sento corresponsabile dell’applicazione delle suddette disposizioni ad altri Colleghi. (statutaria o di altra natura) Né, tanto meno, è ragionevole ipotizzare detta condizione usuraia al fine di salvaguardare “il rispetto delle regole”. Le regole si ci devono essere, ma, esse, come riconosciuto in ogni contesto democratico e civile, debbono essere proporzionate all’infrazione commessa. Senza gli eccessi suddetti che non servono a garantire ( e come potrebbero?) “il futuro previdenziale” della cassa e, quindi, degli iscritti.
Il buon senso prima di tutto...
ponti per unire
Da sempre i Ponti legano, mentre i Muri dividono. Tutto il mondo occidentale ha pianto per il bombardamento del bellissimo ponte ad arco, in sasso, a Mostar (Ex Iugoslavia). I ponti ad Arco in sasso sono quelli che meglio hanno resistito alle sollecitazioni sismiche del gravissimo terremoto di qualche decennio fà, in Friuli. In quelle zone, invece, molti dei moderni ponti a travata sono finiti sull'alveo dei fiumi.
Ed, a proposito del Ponte sullo Stretto di Messina osservo quanto segue: SI, sono per la costruzione del ponte. Vorrei ricordare a tanti giovani che alcuni decenni fà sono stati organizzati cortei e manifestazioni, anche, contro la costruzione dell'A3 (Salerno Reggio Calabria). A questi giovani vorrei ricordare che senza la A3 la Calabria e la Sicilia sarebbero rimaste isolate ed emarginate dal contesto Nazionale ed Europeo. Invito tutti i giovani ed i meno giovani ad esaminare i contesti mondiali (Grecia, Asia, america,...) dove sono stati realizzati ponti analoghi... Sono disposto al confronto tecnico e pacato su tale problematica. Si, è vero, sono un Ingegnere Strutturista e, se mi si permette, non condivido le osservazioni di tutti quei Colleghi che non condividono l'opera, forse più per principio di schieramento che per convincimento tecnico. In relazione poi alla fattibilità del Ponte vorrei far osservare quanto emerso durante un importantissimo convegno tecnico organizzato in Taormina da qualificatissimi docenti universitari di Palermo e di Venezia (Tra essi il carissimo Prof. Ing. Enzo SIVIERO, che ora saluto caramente - Ciao Enzo, come stai?) al quale hanno partecipato (oltre al sottoscritto e mi scuso per la modestia) famosissimi Progettisti di Ponti Sospesi di ogni parte del mondo (Europa, USA, Ecc...)... Mi fermo qui per evitare di essere noioso.
Accetto commenti e considerazioni di ogni genere.
Ed, a proposito del Ponte sullo Stretto di Messina osservo quanto segue: SI, sono per la costruzione del ponte. Vorrei ricordare a tanti giovani che alcuni decenni fà sono stati organizzati cortei e manifestazioni, anche, contro la costruzione dell'A3 (Salerno Reggio Calabria). A questi giovani vorrei ricordare che senza la A3 la Calabria e la Sicilia sarebbero rimaste isolate ed emarginate dal contesto Nazionale ed Europeo. Invito tutti i giovani ed i meno giovani ad esaminare i contesti mondiali (Grecia, Asia, america,...) dove sono stati realizzati ponti analoghi... Sono disposto al confronto tecnico e pacato su tale problematica. Si, è vero, sono un Ingegnere Strutturista e, se mi si permette, non condivido le osservazioni di tutti quei Colleghi che non condividono l'opera, forse più per principio di schieramento che per convincimento tecnico. In relazione poi alla fattibilità del Ponte vorrei far osservare quanto emerso durante un importantissimo convegno tecnico organizzato in Taormina da qualificatissimi docenti universitari di Palermo e di Venezia (Tra essi il carissimo Prof. Ing. Enzo SIVIERO, che ora saluto caramente - Ciao Enzo, come stai?) al quale hanno partecipato (oltre al sottoscritto e mi scuso per la modestia) famosissimi Progettisti di Ponti Sospesi di ogni parte del mondo (Europa, USA, Ecc...)... Mi fermo qui per evitare di essere noioso.
Accetto commenti e considerazioni di ogni genere.
5 dicembre 2009
amici con comune nemico da combattere?
...ma è proprio vero, che due persone possono essere, veramente, amiche solo quando hanno un comune nemico da combattere?...
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