Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

27 maggio 2024

LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRIA

 Per molto tempo Alessandria d'Egitto, con la sua Biblioteca è stata il cuore pulsante di tutte le civiltà convergenti nel Mediterraneo. 
Il Mar Mediterraneo è stato, per millenni, il punto di accumulazione delle più importanti Culture (Greca, Romana, Ebrea, Egizia, Islamica, Persiana). Culture che, spesso, hanno cercato  e trovato il sopravvento, singolarmente sulle altre, in seguito a cruente e sanguinarie guerre.
Guerre che, spesso, portavano alla distruzione di quasi tutto ciò che apparteneva ai vinti. Spesso da tali distruzioni erano salvaguardate tutte quelle cose che facevano rimando alle Arti, alle Scienze, alla Cultura. Argomenti che, seppure rimodulati nel linguaggio formale, andavano a costituire un bagaglio di conoscenza, e quindi di potenza, per i vincitori.
Ma non sempre è stato così. Basta pensare alla famosa Biblioteca di Alessandria di Egitto e a due personaggi famosi ad essa legati.

Ipazia è la persona più importante legata alla Biblioteca. Per i suoi studi scientifici di Astronomia, Matematica, Medicina, fatti grazie ai testi, anche di origine asiatica, conservati in quella Biblioteca, ha sostenuto, tra l'altro, l'erroneità della teoria che, allora, voleva la Terra al centro dell'Universo.
I suoi studi visti come un grave affronto dai rappresentanti locali della chiesa Cristiana la portarono ad una tragica morte, insieme ai tanti libri ad essa collegati.

La Biblioteca di Alessandria, nonostante le reiterate disavventure, è sempre riuscita, come un'araba fenice, a resuscitare dalle sue stesse ceneri.
Anche il Califfo che era riuscito a conquistare la città, come è stato tramandato ai posteri, aveva le idee chiare su cosa fare della Biblioteca. Queste le sue parole.
"Che fare di tutti questi libri?
Quelli che parlano bene del Corano sono inutili.
Quelli che parlano male sono dannosi.
Quindi, bruciateli tutti!"

Scene analoghe l'uomo è stato capace di reiterarle tante altre volte. Anche nel secolo scorso.
La Cultura è come la Libertà. Richiede, costantemente, di essere difesa dalle insidie che, spesso, si nascondono sotto false vesti. 

ATALANTA

 Atalanta, figlia di Iasio, re dell'Arcadia, è stata abbandonata dal padre sul monte Pelio, in quanto indesiderata perché femmina. Il padre aspettava un figlio maschio, per la continuazione del casato nel regno. 
Allevata da un'orsa cresce bellissima, con forza e con molti talenti.

Era una divinità greca, bellissima, famosa per le sue insuperabili capacità (Anche con i maschi) nella corsa, nella caccia, nella lotta. Era contesa e desiderata da molti, ma pochi osavano partecipare ai suoi tornei, alle sue gare, ove il vincitore aveva diritto a diventare il suo sposo, ma di contro, in caso di sconfitta, andava, inesorabilmente, incontro alla morte. 

Ippomene, rimasto affascinato dalla sua bellezza ha osato sfidarla a corsa dopo averle detto che sarebbe stata, sicuramente, la sua sposa. 
Ed anche lui avrebbe fatto la stessa fine degli altri pretendenti se non ci fosse stato  un aiutino (Regalo di tre pomi d'oro. Usati per distrarre Atalanta durante la corsa, con conseguente beneficio a favore di Ippomene) da altra divinità (Venere) sostenitrice della sua parte...
Col conseguente coronamento di un amore sbocciato in entrambi.

Vinta la corsa Ippomene prende in sposa Atalanta e  la coppia vive serenamente la passione coniugale. Vissuto coniugale intenso che smette bruscamente per la profanazione con un atto amoroso impudico in un tempio dedicato a Cibele. 
Afrodite scarsamente sensibile e disponibile verso queste trasgressioni (Sesso sfrenato in un tempio), forse anche per un pizzico di invidia, punisce i due bellissimi e aitanti giovani trasformandoli in leoni, animali che secondo la tradizione del tempo non potevano accoppiarsi. 
La coppia, rappresentata da Ovidio, mostra l'incontenibile pulsione carnale e i conseguenti rischi in cui essa può andare incontro se priva di freni inibitori. 
La storia di Atalanta può essere vista, anche, come il superamento del trauma del rifiuto da parte del padre con il complesso e ricercato legame di coppia con Ippomene. Legame liberatorio e privo di qualsiasi esitazione e inibizione.

CADERE E RIALZARSI

 La vita è fatta di successi e di cadute. 
Cadute che possono essere generate da fattori interni o esterni alla volontà dell'interessato.
Ad ogni caduta deve, sempre, seguire una ripresa, per continuare verso i propri progetti di vita. Senza lasciarsi condizionare dalle avversità.
Ognuno deve cercare di capire cosa vuole fare (Professione, attività lavorativa) nella vita, della propria vita. E, possibilmente, è essenziale, fare ogni sforzo per andare a svolgere nella vita una attività piacevole, possibilmente divertente. In queste condizioni la vita scorre serenamente, con gioia e, quasi sempre, con adeguate soddisfazioni, anche economiche.
Chi non ha la fortuna di fare una attività piacevole rischia di andare incontro a stati di frustrazione, di insoddisfazione, di tristezza generale.
Ogni essere umano dovrebbe avere la fortuna di svolgere nella vita un lavoro gradito, appagante, piacevole, divertente. Chi si diverte sul lavoro dimostra di conoscerlo bene, di saperlo svolgere bene, senza remora alcuna, da parte di chiunque.  
E per ottenere tale risultato non bisogna aver paura di essere inadeguato, magari per un giudizio negativo, più o meno disinteressato, di terzi. Non bisogna aver timore di non riuscire la cosa che si vorrebbe fare. Non bisogna aver paura di nulla e di nessuno. Bisogna andare avanti con determinazione, con convincimento assoluto, con fiducia in se stessi.
E non bisogna, mai e poi mai, rinunciare al proprio progetto per una caduta, per un qualcosa andato a male durante il percorso. 

Le cadute, nella vita, in ogni settore, sono, si potrebbe dire, fisiologiche. La cosa importante non è cadere; la cosa più importante è rialzarsi, è avere, immediatamente, la forza e la determinazione di riprendere il cammino. Riprendere il cammino, come se nulla fosse successo. E' profondamente errato fermarsi in un progetto di vita per il semplice motivo del verificarsi di una caduta. 
Solo andando avanti, con forza e carattere si è capaci di conoscere bene se stessi e di far vedere, agli altri, di cosa si è capaci di fare per raggiungere il traguardo di un percorso gradito e ambito. Con successo.
Nessuno mai riuscirà a stoppare i sogni di vita di chi è fortemente determinato a rialzarsi dopo una caduta.

22 maggio 2024

PIGMALIONE

 Col termine pigmalione si definisce la persona che assume il ruolo di maestro nei confronti di altra persona rozza e incolta, plasmandone la personalità, sviluppandone le doti naturali e affinandone i modi.

Il mito di Pigmalione, secondo Ovidio, fa rimando allo scultore, di Cipro, capace di modellare una statua di donna, nuda, nell'avorio, ritenuta espressione di assoluta bellezza e femminilità. Statua ritenuta superiore, in bellezza, a qualunque donna in carne e ossa. 
Statua talmente coinvolgente da portarlo a dormirle accanto, con passione ardente, nella speranza di vederla, un giorno, viva, animata.
La bacia e gli sembra di essere baciato, le parla, la stringe. La colma di tenerezze. Le porta quei doni che le fanciulle amano ricevere: conchiglie, sassolino levigati, fiori variopinti, gigli, gocce d'ambra. Le mette addosso eleganti vestiti, anelli alle dita, collane di perle al collo.

Per fare in modo che tale metamorfosi avvenisse si recò, sicuro e fiducioso, al tempio di Afrodite, alla quale divinità chiese, accoratamente, l'animazione della bella scultura d'avorio, creata con le sue mani. Afrodite dopo averlo ascoltato attentamente acconsentì alla singolare richiesta. E la statua, pian piano, cominciò ad animarsi e, quindi, l'artista la si vide diventare umana, in carne ed ossa.
Pigmalione  e Galatea (La ex statua) si sposarono e concepirono una figlia , Pafo, antico nome di Cipro.

L'effetto Pigmalione (Di Rosenthal) rappresenta la profezia che si autorealizza. 
In sintesi, se uno studente si convince della presenza di un giudizio negativo del suo professore allora esso tende a giudicare come dispersivo, negativo il suo operato, che continuerà ad essere insufficiente. Di contro, se esso si convince  che il docente gli dia più credito di quanto realmente esista allora esso mostrerà un impegno nello studio superiore a quanto umanamente possibile. Un buon docente dovrebbe essere a conoscenza dell'effetto Pigmalione per il diffondersi di una crescita culturale potenzialmente più elevata.

Tale concetto è stato portato a teatro da George B. Shaw. 
Nelle scuole ci ha pensato Maria Montessori (I professori dovevano astenersi dal pensare male di uno studente, perché il semplice pensiero poteva trasmettere allo studente una spinta psicologica negativa).

21 maggio 2024

STRUGGENTE AFFETTO TRA SORELLE

 Lacerante è il racconto di Jole per la morte della bellissima sorella Driope, per colpa di un dio roso dal desiderio della carne.
Non so però se riuscirò a parlarne, a scriverne, per i tanti collegamenti, le analogie, che mi coinvolgono. 
Le lacrime e il dolore mi soffocano e cercano di impedirmi anche questa scrittura. 

Driope col figlioletto, di età inferiore ad un anno, attaccato al suo seno per nutrirlo col suo tiepido latte, si era recata sulla spiaggia di un meraviglioso lago  coronato da arbusti. Ella, ignara delle conseguenze, colse alcuni rossi fiori di loto per darli al bimbo, ma da quei fiori spuntarono delle gocce di sangue. Era il sangue di Loti la ninfa che per sfuggire all'aggressione di Priapo, dio della fecondità, si era trasformata in fiore. La recisione di quei fiori ha comportato la sua trasformazione repentina in albero. Solo Anfisso, il bimbo lattante, è stato sottratto a quella fine.

E quando era divenuta quasi tutta albero, meno che la faccia e la gola, qualche minuto prima della fine, la voce trova strada nella sua gola, levandosi, accorata, verso il cielo.

"Giuro sugli dei di non aver meritato questo scempio!
Subisco la pena per una colpa non commessa. Del resto tutta la mia vita è senza colpa.
Se mento, possa questo mio legno disseccarsi e perdere le fronde e, poi, essere abbattuto dalla scure e bruciato.
Quando il mio bimbo saprà parlare ditegli che sotto quest'albero si nasconde la sua mamma.
Insegnategli ad avere un reverente timore dei laghi e non si azzardi a cogliere fiori. Tutti gli arbusti possono essere corpi di divinità.
Toglietemi le mani dagli occhi! Rinunciate a questo atto di pietà."   

APLOMB

 Per definire una persona perfettamente disinvolta, sicura di se, precisa, in perfetta condizione di autocontrollo, tale che neppure delle dure provocazioni possono riuscire ad alterare il suo stato naturale, si usava, e in parte si usa ancora, una locuzione francese, à plomb, (A piombo) ripresa dal canonico linguaggio dei muratori nell'uso del filo a piombo per verificare la perfetta verticalità di un muro, un pilastro o altro.
Solo in quelle condizioni si evita, per quanto possibile, il pericolo di cadere.
Aplomb.

CULTURA O CONOSCENZA?

Cultura o Conoscenza? 
Cultura? 
E' quanto occorre alla formazione dell'individuo sul piano intellettuale e morale e all'acquisizione  della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società.
Patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica  preparazione in uno o più campi del sapere. E' sinonimo di formazione, civiltà, dottrina, erudizione, istruzione, educazione, conoscenza, sapienza, sapere, patrimonio intellettuale.

Conoscenza?
E' l'apprendimento di un qualcosa. E' la facoltà di percepire e di apprendere. E' l'atto del conoscere, del possesso di una procedura, di un sapere. E' acquisire con l'intelletto, conoscere, sapere. E' la consapevolezza  e la comprensione di verità, di fatti o informazioni  ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento. 
E' intendere, comprendere, imparare, sapere, intuire, distinguere, individuare, afferrare con la mente, avere a conoscenza di un fatto, avere cognizione ampia e approfondita di qualcosa, spesso frutto di studio di lettura, di pratica esecutiva.
 
La Cultura è rivolta all'appagamento dello spirito e dei massimi valori etici, sociali e morali.
La Conoscenza è rivolta prevalentemente all'appagamento dei desideri personali ed eventualmente solo in subordine verso quelli generali.
Lo studio porta in se la conoscenza di una materia (Medicina, per esempio) che può essere messa in atto per acquisire prestigio e benessere economico personali. 
Tale conoscenza, inoltre, se si manifesta, anche, come aiuto sanitario verso gli ultimi, i bisognosi di cure, ma privi dei mezzi economici necessari per il sostegno di tale bisogno, allora assume una funzione culturale di inestimabile valore.

Alla fine del corso di studi delle scuole medie superiori, spesso, gli studenti si sentono domandare che indirizzo di laurea si sentono di intraprendere.  Accanto a questa domanda, ai ragazzi bisognerebbe  domandare: 
"La professione che eserciteranno sarà utile per la società? Il genere umano sarà avvantaggiato, sarà indifferente o sarà danneggiato dall'attività conosciuta?
Ogni persona dovrebbe conoscere, dettagliatamente, il fine, lo scopo, a cui la propria attività è diretta. E se il fine non è eticamente accettabile è necessario fare un passo indietro e porsi dei punti di domanda. Porsi interrogativi di vita.
Bisogna sapere che nella vita non sempre è positivo lasciarsi sedurre dall'interesse materiale, economico. Il valore etico, intellettuale, in ogni attività professionale, deve essere sempre prevalente. 
La scelta di campo che porta condizioni di vita meno pericolose e meno dolorose per il prossimo, indipendentemente dal fatto di essere o meno un credente, non deve, mai, essere messa in dubbio.

Al conseguimento di una laurea, specialmente nel campo scientifico, al futuro professionista  si dovrebbe porre la domanda: 
"La professione che eserciterai sarà utile per la società? Il genere umano, da tale esercizio, ne trarrà vantaggio, sarà indifferente o sarà danneggiato?

E penso a quel medico che dopo aver visitato (Gratuitamente?) un paziente, costretto in condizioni di cattività, dopo qualche giorno è tornato dal suo paziente con il medicinale che gli ha salvato la vita.
Era accettabile eticamente, culturalmente, l'azione del professionista?
Come ha fatto quel medico a convivere con la propria coscienza? 

20 maggio 2024

SCRIVERE

 Leggere e Scrivere sono due cose essenziali per la crescita culturale di ogni persona. Leggere è cosa più semplice che scrivere. Entrambe le cose per essere fluenti devono essere esercitate.
Per scrivere con passione è necessario essere:
- ispirati,
- con la mente sgombra,
- al chiuso fra quattro mura,
- col telefono spento.

Lo sanno scrittori e poeti che spesso si trovano con fare sconsolato, deluso, allucinato davanti a un foglio di carta totalmente bianco, o con qualche frase non appagante che porta alla distruzione del foglio.
Leggere è per tutti; scrivere non è per tutti. Inoltre, la capacità di scrivere è qualcosa che deve essere mantenuta in allenamento. Sempre!

A PENSARCI BENE

 Cerco di convincermi di essere il più possibile anonimo, di non apparire, di passare inosservato, di essere tranquillamente normale.
Cerco di convincermi di essere di trovarmi in questo stato. 
Ma, riflettendoci bene, mi rendo conto che non è così.

Ho una ferita atroce nel cuore. Qualcosa di inimmaginabile.
E,
gli occhi spenti, secchi, o pieni di lacrime in assenza di gente; 
il pallore del mio volto che spesso cerco di camuffare con un artificioso sorriso;
la rilassatezza del corpo;
l'espressione vagante del volto negli spazi infiniti;
le mie assenze emotive;
l'assenza di slanciati abbracci di corpo e anima;
l'assenza, il crescente spegnimento di affettività;
la presenza, in certi momenti, di una rabbia delirante;
i tanti momenti di assenza di equilibrio;
   sono spie, segni, inequivoci, del mio cuore ferito. Sanguinolento.

17 maggio 2024

RASSEGNAZIONE

 -Domenico: Ciao Bruno, come stai? 
Non ci siamo più visti, tutto bene con la salute?
-Bruno: Ciao Domenico, sto bene. Non ci siamo più visti perché non ci vado più a lavorare la terra di Argade, per fare l'orticello, che, come tu sai, facevo con gioia, da sempre, come mi aveva insegnato mio padre.
-Domenico: E perché non lo fai più l'orticello che ti forniva tanti ottimi frutti e ortaggi, grazie al terreno ideale e all'esposizione del suolo unica come quella di Argade?
-Bruno: Quegli orti che, in tanti, facevamo una volta ora non si possono più fare. Le vacche sacre hanno distrutto ogni cosa e distruggono qualsiasi iniziativa agricola, seppur di piccola entità, a carattere familiare. Anche ad Argade è stato innescato un meccanismo di desertificazione (Incendi generalizzati; Distruzioni di alberi; Taglio recinzioni metalliche; ...)  che ha portato all'abbandono dei terreni da parte di quelle poche persone proprietarie che ancora potrebbero e vorrebbero fare una qualche attività lavorativa.
E, purtroppo, non c'è niente da fare per sbloccare tale problema. 

Quanta rassegnazione, quanto scoramento, sgorgava dalle parole e dal volto di quell'uomo? Quanta tristezza nel fatto di non potergli dare un suggerimento, un aiuto.
 Lo Stato è totalmente disinteressato al problema. Le Istituzioni sono rappresentate da persone inadeguate; le norme vigenti sono inadeguate per la difesa dei diritti dei Cittadini. Lo Stato è alla deriva e i Cittadini, naufraghi in un mare in tempesta, consci della reale situazione non possono fare altro che aggrapparsi a qualunque legno si trovi a portata di mano.
Per i rappresentanti Istituzionali il problema, semplicemente, non esiste! 

BUON SENSO - ASTUZIA POPOLARE

 Le Metamorfosi di Ovidio, al Vol II, tra le altre cose, raccontano della turbolenta e avversata nascita di Ercole, figlio di Alcmena e di Giove, che non disdegnava le distrazioni extraconiugali. Distrazioni mal digerite dalla moglie Giunone e, quindi, anche da Ilizia, sua figlia, dea preposta alle sofferenze del parto. 
Alcmena portava avanti, da circa dieci mesi, la dolorosa gravidanza di Ercole che non voleva saperne di venire al mondo. In verità, non era lui a non voler nascere, ma era Ilizia che cercava di impedire tale nascita, per far piacere alla madre. 
Tante donne stavano vicino ad Alcmena con preghiere, assistenze, suggerimenti e consigli per affrontare  e sopportare le doglie, che, da molto tempo, le portavano dolorose sofferenze. Tra esse  c'era Galanti,  donna gentile, premurosa e disponibile la quale si accorse, a colpo d'occhio, della presenza dell'ostilità di Giunone a tale nascita. Si accorse che Ilizia stava seduta sull'altare con le braccia strette alle ginocchia, con le dita intrecciate. Capì subito che quella posizione della dea non poteva che essere ostativa alla serena nascita del bimbo. Quindi, di getto, senza pensarci su più di tanto, con volto allegro, con astuzia, con voce esultante, gioiosa, si avvicinò alla dea contratta e, mentendo spudoratamente, negando l'evidenza, le disse: 
"Chiunque tu sia, 
rallegrati con la mia padrona!
La puerpera ha ottenuto la grazia!"

La dea del parto esterrefatta, visto che non si aspettava tale notizia, ebbe un moto inconsulto; balzò verso l'alto e, così facendo, sciolse l'intreccio delle dita che rappresentava l'impedimento alla nascita. 
Ed il bimbo nacque, tra lo stupore di alcuni e l'ilarità e la gioia di Galanti, che era riuscita, col suo stratagemma, ad infinocchiare la dea. Gioia che subito dopo è stata costretta a lasciare il posto alla terribile reazione della dea del parto. 
Ma Galanti, seppur trasformata di un animale a quattro zampe, ha continuato a mantenere il suo zelo per essere stata capace di aiutare una partoriente semplicemente usando la bocca per una menzogna.

Il buon senso nella vita, secondo Ovidio, vince sempre. 
O quasi sempre. 

17 aprile 2024

NON TORNARE

 Non tornare dove un giorno sei stato felice, è una trappola della malinconia, tutto sarà cambiato e niente sarà più come prima, nemmeno tu.

Non cercare gli stessi paesaggi, né le stesse persone, il tempo gioca sporco e si sarà occupato di distruggere tutto ciò che un giorno ti ha reso felice. 

Non tornare nel luogo in cui un giorno sei stato felice, tienilo sempre nella tua memoria, com'era, ma non tornare. La vita va avanti e ci sono nuove strade da percorrere…  nuovi posti da visitare e altre persone che ci aspettano. 

Fernando Garcia

LA NOIA

 La noia?
Cosa è esattamente la noia?
È un sentimento pratico, concreto, tattile, esistenziale.
È quel senso di malessere interiore connesso a una prolungata condizione di uniformità e monotonia.
Spesso è associata a disgusto, irritazione, impazienza.
È uno stato di avvilimento psicologico derivante dalla mancanza specifica di interessi o da passiva indifferenza verso la vita. 

È molestia, impaccio, fastidio. Essa spesso porta rabbia, ossessione, accettazione, rassegnazione. 
È la persiana che sbatte al vento senza aver voglia di alzarsi per andare a chiuderla o fissarla. 
È l'azione scaturigine di eventi luttuosi o gioiosi. 

Dio dopo aver creato la terra, vista la monotonia che imperava in ogni dove decise di creare Adamo. E, poi, sempre per colpa della noia, diede vita ad Eva. Ma anche loro due, annoiati di stare in Paradiso, mangiarono la mela per scoprire cosa ci fosse oltre quel frutto. E furono espulsi dal Paradiso.

Gli imperi delle civiltà classiche (Egitto, Babilonia, Persia, Grecia, Roma) sono sorti semplicemente perché la gente si annoiava della vita che conduceva e cercava qualcosa di nuovo, di diverso, di migliore.
E sempre a causa della noia tali civiltà, miseramente, crollarono. Per annichilimento dei costumi. 

La noiosità del paganesimo ha portato al cristianesimo. 
La monotonia del cristianesimo ha portato il cattolicesimo.
La staticità del cattolicesimo ha il protestantesimo.

La noia vigente in Europa ha spinto verso la scoperta dell'America.
La noia repressiva del feudalesimo ha partorito la rivoluzione francese. 
La noia del capitalismo monarchico ha portato la rivoluzione russa.

Tutto in modo semplicistico, se vi pare. 

INNAMORARSI

 Il coinvolgimento che porta al tuffo nella passione implica dei passaggi sintetizzabili in tre parole: Innamorarsi, Innamoramento, Amore.
Inspirare e ispirare passione richiede la necessità di volare alto, senza riflettere più di tanto sul coinvolgimento. Anche per evitare di fare rinunce.
L'Amore è una cosa complessa. Richiede energia, generosità, accecamento. Reciproci. 

CON UN CORPO E CON UN'ANIMA

 La nostra Italia, parte sostanziale di una futura Europa, a detta di molti, sta perdendo il legame, essenziale, che la dovrebbe legare, tenere unita, ai suoi Cittadini. Il distacco istituzionale fra il Potere Esecutivo ed i Cittadini è sempre più grande. La fiducia della gente in coloro che gestiscono il Potere Esecutivo è in caduta esponenziale. E la mancanza di alternative considerate valide il Cittadino esterna la propria posizione con l'astensione, la mancata partecipazione al voto. 

Il rapporto fra i Cittadini ed il Potere Legislativo è, praticamente, inesistente. Tale rapporto esiste solo nell'ambito familiare, di gruppo d'appartenenza, di lobby. 

Il rapporto fra il Potere Giudiziario e i Cittadini, specialmente in quest'ultimo ventennio, si è notevolmente affievolito. Per una lunga serie di argomentazioni. La gente non ha più fede nella giustizia. Sempre più raramente il Cittadino che subisce un sopruso si rivolge alla giustizia per ottenere il riconoscimento di un diritto riconosciuto dalla legge. E, quando raramente ciò avviene, tale riconoscimento si appalesa dopo un tempo abissale. Tanto da far nascere nel Cittadino il dubbio se era il caso di seguire quel percorso idealistico. I casi reali, purtroppo, parlano di tante situazioni in cui il Cittadino si è trovato a dover subire il danno prima e la beffa poi. La giustizia, secondo molti, è più interessata a garantire il rispetto della forma che della sostanza. 

Tutto ciò premesso mi domando e dico: "Ma questa è, ancora, una Repubblica Democratica, qualora lo sia mai stata?

I Costituenti hanno sempre pensato ad una società coesa e solidale, viva, dinamica, snella, funzionale efficace. Con Corpo e Anima. 

Ma, questa Repubblica d'Italia ha Corpo e Anima? L'Italia è una Repubblica superata, vacua, fuori tempo? 

Allo stato attuale qualcuno può sostenere, come a suo tempo fece Cesare che: “nihil esse rem publicam, appellationem modo sine corpore ac specie”. Ossia che “la repubblica non è nient’altro che un nome senza corpo né anima”. E, se tale concetto  di vacuità fosse considerato veritiero, quali iniziative il singolo Cittadino dovrebbe intraprendere per invertire la tendenza verso l'ulteriore degrado? Cosa dirà la storia davanti a tale e tanta grettitudine (Povertà d'animo) intellettuale? L'Italia non può essere un nome con un corpo senza anima. Non è accettabile anche solo per rispetto alla Cultura e all'Intelligenza che ha saputo, nel tempo, sfornare e sfornerà. 

COL RESPIRO AFFANNOSO

 Lei lo bacia sulle labbra. Lui, con forza, la tira a sé e la stringe. Lui sente, forte, il suo respiro affannoso. L'affanno respiratorio è una intensa fame d'aria che si manifesta nei due corpi, per l'ansia della loro compressa passione. Lei si stringe a lui ... Con le morbide e gonfie labbra di lui che si chiudono, dolcemente, con passione, sul capezzolo destro, leggermente più turgido dell'altro, di lei. Le fitte di piacere, in entrambi, si sovrappongono facendoli volare, soli, come due aquile, nel loro nido, isolato dal resto del mondo. Lontani da ogni cosa.
Con la lingua di lui che scorre, lenta ...  In una sensazione di benessere, di grazia assoluta.

IUS PRIMAE NOCTIS

 Tra il serio e il faceto parlerò, in questa nota, di un argomento per il quale si è molto discusso, ma per il quale non esistono "fonti" su cui poggiare l'esistenza di questo ipotetico "diritto".
Gli storici del mondo occidentale dicono di non aver trovato traccia sulla reale esistenza di un disposto normativo in proposito. Molti hanno parlato di fantasie erotiche, di invenzioni truculente, di castronerie gratuite.
Nonostante ciò, molto si è parlato di tale Ius e molto ancora si parla visto che, per esempio, il mondo del Cinema ha dedicato a tale argomento vari film, alcuni di grande successo.

Ius primae noctis, ossia diritto della prima notte, indica il diritto del despota o del feudatario di turno di ospitare nel suo letto, nella prima notte, la fanciulla che avesse deciso di convolare a giuste nozze. 
In ogni caso è necessario precisare quanto segue:
-Il despota medievale di turno, non certo democratico e rispettoso dei diritti dei suoi sudditi, non aveva bisogno di esternare, in forma scritta i suoi desideri. Né, tantomeno, i suoi sudditi, quasi nella totalità analfabeti, erano nelle condizioni di leggere i suoi proclami.
-Il despota si sentiva ed esercitava, quasi sempre senza alcuno scrupolo, il diritto di vita e di morte dei suoi sudditi. Quindi, figurarsi se si poneva limiti su un tale aspetto considerato, da esso, piacevole.
La mancata esistenza di alcun cenno a tale ipotetico Ius nella cultura greca, nel diritto romano, nel codice giustiniano non è condizione necessaria e sufficiente per affermare l'assoluta inesistenza in tutte le comunità della terra. Senza escludere la nascita del suddetto Ius in quanto licenza poetica, volta a screditare qualcosa o qualcuno. O per divertimento e svago, un poco osé.

Periodo storico: Medioevo 
Per una lunga serie di motivazioni tale diceria del Ius era, in qualche modo, legata a fatti e circostanze che condizionavano la vita dei novelli sposi. 
Era dovuto il pagamento di una tassa se: 
-Si chiedeva l'autorizzazione alle nozze;
-Uno dei due promessi sposi era proveniente da una comunità diversa dall'altro; 
-Uno dei due chiedeva l'autorizzazione ad accorciare il periodo di astinenza durante le nozze.

Localizzazione. 
Non è ben chiaro in quale realtà geografica, ipoteticamente, tale Ius potesse essere esistente. Si fanno, sottovoce, i nomi della Gran Bretagna, Isole britanniche, Germania, Svizzera, Francia, Italia. 

Nel mondo anglo-sassone c'era una norma che impediva di consumare il matrimonio la prima notte di nozze. Tale divieto appare ancora sibillino e sconcertante. Successivamente gli sposini hanno chiesto deroga a tale divieto, al potere religioso, previo pagamento di un obolo. 
Nel periodo intorno al 1380 circa in Inghilterra ci sono state numerose rivolte contro le esose tasse imposte al popolo, sempre più mal ridotto, ma del riferimento al diritto di prima notte non c'è traccia, secondo gli studiosi. 
Nella birichina Scozia, nel 1527 circa, lo storico Hector Boece ha affermato, in forma scritta, l'esistenza, in quelle contrade, dello ius primae noctis per volere del re Ewen. Ma, secondo alcuni studiosi in quelle terre non è mai esistito un re con quel nome.

Comunque la si pensi.


Film: 
-Braveheart, di Mel Gibson. Parla della ribellione del popolo contro le prepotenza del despota, e tra esse lo ius primae noctis. 
-La cattedrale del mare, di Falconis, si sviluppa da uno ius p n. 
Altro:
-Nella Valle di Susa, in Piemonte, ogni anno, la gente del posto fa la rappresentazione teatrale della ribellione del popolo contro il feudatario, eliminandolo, per il sorpruso dello ius p n. 
-Mozart, con le Nozze di Figaro, ha ripreso la vicenda, narrata dal Da Ponte, che parla del conte d'Almaviva col suo proposito di ripristinare lo ius p n. 
-A Conversano la gente, per rimando orale, ricorda, ancora oggi, il conte d'Aragona con la sua pretesa dell'applicazione dello ius p n. E per questo motivo quegli abitanti sono, detti, ancora, "figli del conte". 

Opere letterarie
-Nel 1591, Shakespeare, nel suo Enrico V, parte 2, parla di questo Ius;
-I promessi sposi, di Alessandro Manzoni. Don Rodrigo era il diritto di ius p n (Il "diritto del signore" , come dicono i francesi) che pretendeva da Lucia Mondella. Niente di più.

È vero che anche una bugia, se ripetuta continuamente, può diventare verità. 
Un fatto possibile può essere trasformato in un fatto reale, che reale non è.