Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

26 dicembre 2012

IL MARE



Quando sono pensieroso e malinconico,  quando posso, durante il giorno, col bello o col cattivo tempo, sento il bisogno di “andare a vedere il mare”. Si, il MARE per me, è come guardare alla Vita, alla Filosofia di Vita che mi guida (E mi ha guidato) durante il ... percorso.  Forse perché l’ACQUA  rappresenta l’elemento base dell’esistenza umana. Molti filosofi antichi e moderni concordano nel sostenere che il mare col suo silenzio e col suo rumore rappresenta la perdita momentanea dei ... sensi. Questa rilassatezza mi porta al movimento (Adoro camminare  in riva al mare e tuffarmi in acqua) ed alla meditazione. Una bella passeggiata in riva al mare ha il potere di rigenerarmi e di instillarmi forti dosi di saggezza, di rilassatezza, di altruismo.  Dette sensazioni le percepisco sia nell’acqua sia nei pressi dell’acqua. Il mare, per me, rappresenta una specie di talassoterapia dell’anima che fa sognare e meditare, quasi contemporaneamente.    In ciò è fondamentale: 
- l’effetto dell’aria marina sulla pelle nuda; 
- l’azione del vento che ci sferza la faccia con dei leggerissimi sassolini trasportati; 
- l’azione del sole (Anche durante le fredde giornate invernali) su tutto il corpo.
   In queste condizioni il corpo si libera della fatica, delle ansie, delle preoccupazioni…
   Ed il naufragar mi è dolce in questo mar

20 dicembre 2012

UOMO, TIENI DIRITTA LA SPINA DORSALE

Specialmente nei gravi momenti di crisi e di difficoltà, come quelli attuali, è necessario che l'Uomo (Specialmente i Giovani)  tenga DIRITTA LA SPINA DORSALE. E' questo il solo mezzo per cercare la luce che porta ai principi più elevati di Libertà, di Giustizia, di Democrazia.
Principi fondamentali, essenziali, per la LIBERA esistenza dell'UOMO.

ARANCIA

Uno dei frutti più belli e gustosi che la Natura ci ha regalato è l'arancia.  Ed in questo periodo invernale sono a maturazione. Ne esistono di svariati tipi (Dolci, Agre, Rosse, Gialle, Bianche). Io sono un gran mangiatore di agrumi (Arance, Limoni, Mandarini, Clementine, Pompelmi, ...) in generale e di arance rosse in particolare. Secondo gli esperti del settore sono un'ottima strategia di prevenzione dei tumori. Oltre ad essere d'aiuto per il sistema immunitario, per i polmoni dei fumatori. E, per i più vanitosi  confermo che esse fanno mantenere la pelle giovane, migliorano le prestazioni degli sportivi e rallentano la fame di natura nervosa che spesso ci prende nel trambusto della vita odierna.
Concludo suggerendo, quando si è spenti, di consumare  una bella spremuta mista con almeno tre arance rosse.Italiane, naturalmente!
P.S.:  Sono solo un consumatore, non sono un produttore di agrumi.

14 dicembre 2012

ARIA DI FELICITA'

ARIA DEL DIO DELLA FELICITA'

Mi fai spuntar le lagrime, fratello,
vedo che la tua vita non è allegra…

Ecco una mela: io ne possiedo tre,
perciò una la regalo a te.

Non ci vedo niente di eccezionale:
e l’uno e l’altro possiamo vivere.

Solo i semi, promettimelo,
avido non inghiottirli,
sputali invece a terra
prima che mi allontani.

E se poi cresce un melo
dentro il mio campicello
vieni a prenderti i frutti:
è il tuo albero quello!

 di Bertolt Brecht

22 novembre 2012

RAPPRESENTANTI E RAPPRESENTATI

A proposito del concetto di rappresentanti (del popolo) e di rappresentati  ( popoli), nelle vere Democrazie, da una parte,  e nei regimi non certo democratici, dall'altra, nascono spesso dei conflitti di attribuzione che portano alla seguente soluzione, da me definita il "paradosso del 17 Giugno".

    LA  SOLUZIONE

 Dopo la rivolta del 17 giugno
 il segretario dell’Unione degli scrittori 
 fece distribuire nello Stalinallee dei volantini 
sui quali si poteva leggere che il popolo
si era giocata la fiducia del governo
e la poteva riconquistare soltanto
raddoppiando il lavoro. Non sarebbe
più semplice allora che il governo
sciogliesse il popolo e
ne eleggesse un altro?


Una grande mente (B. Brecht) eretica così, scherzosamente ma non troppo, reagiva alle considerazioni di un passato regime dell'Europa dell'Est. 


29 ottobre 2012

VERBI DELLA VITA

I verbi che aiutano la vita dell'uomo sono:
1)   LAVORARE;
2)   AMARE;
3)   RIDERE.
L'ideale per una vita al meglio delle condizioni sarebbe:
- fare un lavoro piacevole e remunerato adeguatamente. Ma, specialmente in questi periodi di crisi, è difficilissimo trovare un lavoro, figuriamoci, poi, il rispetto delle altre due condizioni (Piacevolezza, Adeguata Remunerazione). Per quanto mi riguarda amo moltissimo il lavoro (Ingegnere libero professionista) che faccio, anche se da qualche tempo la mia categoria è diventata come un animale in via di estinzione;
- amare la compagna/o, la famiglia, gli amici, la gente al massimo delle possibilità. Senza limitazioni, con entusiasmo, con trasporto, con altruismo. Io certo amo;
- ridere, anche senza freni, il più possibile; ragionevolmente. Io, da tempo, oramai, ... non riesco più a ridere.

KRATOS, ARCHE', ZEROA, POTERE

Il potere assoluto, che governa l'esistenza dell'Uomo, è detenuto dall'economia.
Il mondo non è governato nè dalla Giustizia nè dalla Moralità. Non c'è un solo crimine che l'uomo non commetterebbe per salvare se stesso. Il delitto non viene  punito, nè la Virtù viene ricompensata. Anzi, l'uno e l'altra vengono rapidamente ... dimenticati.
Il mondo è governato dal Potere (Kratos) e, spesso, molti ci troviamo a guardare lo scorrere di un fiume, aspettando, come dice un antico proverbio cinese, di veder passare ...



29 agosto 2012

POVERO CRISTO DI ULIVO

Guardando attentamente mi è sembrato di cogliere nel tronco di ulivo distrutto dall'incendio un Cristo che risorge, in un contesto degradato. Mi sbaglio?
Gli incendi distruggono, annualmente, la Natura, nella quasi più totale indifferenza dell'Uomo. Solo quest'Ulivo carbonizzato, come un Cristo risorto, sembra voler gridare, nel deserto dei cuori, la sua rabbia, il suo dolore, il suo rifiuto.
Il Libero Arbitrio lasciato alle facoltà dell'Uomo implica la possibilità dell'autodistruzione? Chi dovrebbe fare di più per eliminare questa distruzione dell'Ambiente?

21 agosto 2012

CICERONE

Solo lo studio approfondito delle tesi dell'avversario (Più ancora che lo studio delle proprie) può consentire la demolizione dell'opinione contraria. In ogni controversia bisogna conoscere esattamente le ragioni degli avversari per poterle confutare compiutamente. Per far bene ciò, è necessario ascoltarle, attentamente, dalla bocca di chi ci crede, da chi fa di tutto per difenderle.

PERSONE DI GENIO

In genere sono una esigua minoranza, nella Comunità e nel tempo considerato. Esse per esprimersi hanno bisogno di respirare (Aria e Vento) senza alcun limite, in un ambiente Libero. In assenza di Libertà è difficile che il Genio possa esprimersi. Inoltre, esse, sono prese a bersaglio dai comuni mortali, con epiteti al limite della decenza (Strampalati, Stravaganti, Matti,...). Di contro, se c'è una cosa di cui una mente comune non sente alcun bisogno è l'Originalità; ambita e ricercata dalle persone di Genio. In un mondo stracolmo di persone mediocri mi sento in dovere di rendere omaggio alla superiorità intellettuale di alcuni Geni: Bernini, Michelangelo, Mozart,...

LA VERITA'

Si diceva nel passato remoto e si dice, anche, attualmente, davanti ad una palese ingiustizia, che la verità prima o poi verrà alla luce. L'Uomo, per sopperire alla mancanza di Giustizia (E, quindi, di Libertà) ha imparato a ripetersi che la verità trionferà sempre sull'ingiustizia. E' un luogo comune, che tutti, più o meno consciamente, accettiamo e/o ci imponiamo di accettare, confondendo la Speranza con la Realtà delle cose.

LA LEGISLAZIONE DEI LOCRESI

Una delle cose più belle che l'Uomo può fare verso la Società è la rivelazion di qualcosa che essa ignorava. Ma non sempre la rivelazione di verità ha comportato il giusto riconoscimento da parte della Collettività. Anzi, spesso, la reazione è stata quella opposta (Vedi Galileo, ...). Nell'antica Grecia, la legislazione dei Locresi imponeva a chi proponeva una nuova legge di presentarsi con un cappio intorno al collo, per farsi subito impiccare se l'assemblea dei Cittadini, ascoltate le sue ragioni, non avesse accettato la sua proposta.

ERRORI, DISCUSSIONE, ESPERIENZA

L'uomo, pur dotato di Intelletto e di Morale, è portato a commettere Errori. Per la rettifica di essi mette in atto la Discussione e l'Esperienza. La Discussione è fondamentale per vedere come interpretare l'Esperienza. Il guaio è, però, spesso rappresentato dalla presunzione e dalla mancanza delle due doti sopra indicate. Ed, in questo caso, saltano sia la Discussione sia l'esame dell'Esperienza.

LIBERTA' DI PENSIERO

In una Comunità, quando non si mettono in discussione i principi, quando non si discute sulle massime questioni che la riguardano, è vano sperare di trovare una diffusa attività intellettuale di massimo livello. In assenza di tale attività intellettiva la mente del popolo resta atrofizzata ed incapace di stimolare gli uomini anche intellettualmente più comuni ad un livello degno di essere pensanti. Ogni qualvolta il colore grigiastro dell'Autorità viene attaccato da Impulsi Intellettivi, la Comunità, ad ogni livello, riceve uno sviluppo vitale importante. Nonostante le lacerazioni che essi comportano. E' il caso della Riforma, del tempo rivoluzionario della metà del diciottesimo secolo, ecc... Nel mondo, a chi non è d'accordo, agli Eretici afflitti dalla malattia del pensare, sia sempre loro concesso l'esercizio della ragione.

INDIVIDUO E SOCIETA'

Nel mondo civilizzato c'è, sempre più, una forte tendenza ad amplificare i poteri della Società su quelli dell'Individuo. Tale tendenza rappresenta una vera e propria usurpazione, che non tende a sparire spontaneamente. Al contrario tende ad aumentare. Per il bene comune è necessario porre dei rimedi democtatici a tale tendenza. Come e da chi?

LIBERTA'

Se è vero, come è vero, che " il solo e unico fine che autorizzi l'umanità, ..., a interferire con la libertà di azione di uno qualunque dei suoi membri, è quello di proteggere se stessa ", come mai l'Italia non riesce a proteggere se stessa dal degrado infertole da alcuni suoi membri? Solo in presenza di Libertà è possibile alimentare ed esaltare le Individualità umane (Grandi Uomini). E sono i Grandi Uomini che fanno grande una Nazione.

19 agosto 2012

CULTURA E POLITICA. DA STENDHAL AD OGGI.

Contrariamente a quanto affermato da qualcuno, la Cultura e la Politica non sono in stretto contatto. Anzi. La Cultura, quando è veramente tale (Con la C maiuscola), rappresenta il pungolo non il maggiordomo della Politica (Spesso con la p minuscola).
Il guaio è che si è poco portati a porsi delle domande su ogni circostanza che interessa l'uomo.
Nel tempo, la Cultura, invano, ha indicato dei riferimenti che la società non sempre ha voluto/saputo cogliere. Mi piace ricordare un tralcio estratto da "Il rosso ed il nero" di STENDHAL:

"ciò che io biasimo ... è il barbaro modo con il quale l'autorità fa recidere e potare sin nel vivo ... platani vigorosi. Invece di assomigliare, con le loro chiome basse, rotonde, appiattite, alle più volgari piante da orto, non chiederebbero di meglio che avere quelle forme magnifiche che tanto si ammirano in Inghilterra".

Possibile che tanti sindaci ed amministratori locali non riescano a capire quello che Stendhal grida (Si, lo fa ancora oggi ogni qualvolta è costretto a vedere oltraggi alla Natura) da oltre un secolo?

Invito tutti i miei lettori a riportare nei commenti i nomi dei comuni (Di tutto il mondo) ove non è accolto il lamento disperato di Stendhal a favore degli alberi.

INVIDIA

Vecchia secca e distrutta,
con occhi viperini,
con viso e fattezze che spirano tossico e veleno.


Rappresentata da Michelangelo come cinta di serpi e con una vipera in mano.

Cerchiamo di stare lontani dalle persone invidiose e ... cerchiamo di non essere tali.

10 agosto 2012

TRASGRESSIONE DELLE FRONTIERE DISCIPLINARI

Imposture Intellettuali. Traggo spunto dalla lettura del famoso libro di A. Sokal e J. Bricmont per esporre alcune riflessioni in materia. L'argomento, particolarmente interessante, riguarda tutte le "trasgressioni delle frontiere disciplinari "; ossia, le interlocuzioni su argomenti specifici da parte di non addetti ai lavori. Trasgredire le frontiere significa andare molto oltre le proprie competenze, capacità, riconosciute/accettate possibilità. In ogni ambito. Nel caso specifico le trasgressioni, che hanno portato alle lamentate e derise imposture riguardano i contatti (Con forti frizioni) fra il mondo scientifico (Fisica, Matematica) ed il mondo umanistico (Filosofia, Lettere, ...).

Ho sempre visto con entusiasmo le interferenze delle persone dal loro campo disciplinare ad altri, anche totalmente diversi. Tali "trasgressioni di frontiera" spesso portano una crescita culturale. I problemi possono sorgere quando il soggetto che trasgredisce pensa (Si convince) di potersi sostituire, in toto, agli esperti (Nel caso specifico: A. Einstein;...). Crescita, a mio parere, derivata anche in presenza del conflitto innescato/evidenziato dal pestifero Sokal, il quale per smascherare una serie di imposture (Schiocchezze), ha fatto pubblicare, su una famosa rivista Americana, una nota parodia su scritti ed affermazioni fatte da notissimi filosofi Francesi (E non solo). L'articolo "tecnico" é stato molto "apprezzato" fintanto ché l'Autore non ha evidenziato le "fesserie" (Inserite volutamente nella nota). Il Sokal, con l'aiuto di Bricmont, ha avuto giuoco facile nell'affondare il bisturi contro le "teorie" di filosofi, sociologi e qualche incauto ... architetto. Soggetti, tutti, convinti, erroneamente, di avere conoscenza di materie a loro sconosciute (Fisica,...). L'aspetto divertente della questione é che questi Signori, pur parlando in modo assolutamente incomprensibile (Dai punti di vista: Fisico, Chimico, Matematico, Filosofico) hanno avuto (Ed, in parte, hanno ancora)un seguito accademico non certo irrilevante. Pur davanti al NULLA.

Resta confermato l'assunto che non ha niente da dire chi parla in modo complicato ed incomprensibile. Solo gli ingenui (O Yes-man) pensano bene dell'interlocutore, pur davanti al vuoto. Pensando che tutto ciò ch'é oscuro é necessariamente profondo.

Dubbio sopraggiunto: Sono stato, per caso, incomprensibile?

18 luglio 2012

PACE

Senza l'autorizzazione dell'Autore (Autrice), assumendomi la responsabilità, riporto, di seguito, uno stralcio di un lamento accorato per la ricerca della PACE.
Solo un animo molto delicato e sensibile può sentire un bisogno così struggente.


"...

Io molto vidi,

ma ora la memoria

Già confonde le cose,

attutisce i riflessi

Nasconde i desideri,

insabbia le speranze

Impolvera i percorsi della mia mente antica

E ho paura e mi perdo

..."


Confesso di aver percepito delle sensazioni forti dalla lettura e rilettura ed ancora rilettura di questa poesia.

Un abbraccio all'Autrice, che, certamente, non mancherà di ... mostrare benevolenza per il mio ardire.

15 luglio 2012

VENDETTA

L'uomo al fine di cautelarsi dai pericoli derivanti da altri uomini ha sottoscritto il contratto sociale, di pacifica convivenza con altri soggetti. Tale condizione implica la cessione di piccole libertà individuali a vantaggio della libertà collettiva. Il tutto nel rispetto delle leggi esistenti. Spesso, però, il cittadino quando è sottoposto ad azione violenta tende, per natura, a sottrarsi dal dominio delle leggi (Spesso lente e farraginose) ed in " un momento di ritorno allo stato di natura" cerca giustizia diretta. E' il momento in cui l'uomo cerca, brama, il "desiderio di farsi giustizia con le proprie mani". E' il momento della vendetta la cui modulazione cambia in funzione dei luoghi e del livello culturale di ogni cittadino. E' solo un aspetto di gradualità, di forma, non di sostanza?

Il concetto esposto per il singolo uomo trova un parallelismo, quasi perfetto, anche con riferimento a gruppi, popoli, clan. Come non ricordare i casi più eclatanti: La caduta del regime di Gheddafi in Libia (Che, finora, non ha portato alcuna Primavera politica in quel Paese); L'avvento di Tito nell'ex Jugoslavia (Le foibe e le spaventose fughe di massa degli Istriani sono a testimonianza di uno spaventoso concetto di giustizia applicato in quel momento di transizione).

E, tanto più la Giustizia ufficiale non funziona tanto più l'uomo sente il desiderio di farsi giustizia da solo. Di compiere la sua vendetta. Vendetta, che come ben noto è un piatto che va servito ... freddo. Ed ognuno combatte la sua battaglia con le armi che ha.

FIBONACCI

La vita quotidiana spesso ci porta a parlare in modo entusiastico di persone relativamente importanti, facendoci dimenticare di nomi di altre estremamente importanti. Determinanti, con la loro vita, per lo sviluppo della Civiltà. Fra questi, mi piace ricordare Leonardo FIBONACCI, eccelso matematico, a cui PISA (Recentemente) ha dedicato una mostra, forse, non seguita abbastanza.Ma, chi era FIBONACCI? Uno dei più valenti matematici di tutti i tempi. Sua è la Serie che si presenta con la seguente caratteristica: ogni numero è dato dalla somma dei due precedenti:

1 -1 - 2 - 3 - 5 - 8 - 13 - 21 - 34 - 55 - 89 - 144 - 233 - ...

Per la Serie di FIBONACCI, inoltre, valgono, tra l'altro, le seguenti singolarità:

1) Il rapporto fra due suoi numeri consecutivi tende (Si avvicina senza mai toccarlo) al Numero Aureo ( 1,6180339887...). Infatti, per esempio, 13 : 8 = 1,625; 89 : 55 = 1,618181; 233 : 144 = 1,6180556 ;

2) Il quadrato di qualsiasi suo numero differisce di non più di 1 dal prodotto dei due termini adiacenti. Infatti, 2x2 = 4; 1x3 = 3; 4 - 3 = 1; 5x5 = 25; 3x8 = 24; 25 - 24 = 1;

3) La somma di tutti i termini fino ad uno qualsiasi è data dal secondo numero successivo diminuito di uno. Questo è uno dei trucchi (Dalla matematica creativa) usati per "infinocchiare" sprovveduti sulle ipotizzate capacità mnemoniche e matematiche di ... buotemponi. Infatti, per n = 5 sia ha S = 13 - 1 = 12 ;

4) La serie di Fibonacci è collegata anche al famoso Paradosso di Sam LOYD (Grande inventore di enigmi matematici) sulla scomposizione di un quadrato di lato 8 (E di area 64) in un rettangolo lungo 13 e largo 5 (E di area 65. 1 in più di 64!!!). Paradosso che piace molto a Nick .

Poche città d'Italia (Fa eccezione, naturalmente, PISA che gli ha dedicato un Lungarno) ricordano il nome di Leonardo.

NULLA

Quando un testo (o un "ragionamento") appare incomprensibile spesso è per l'eccellente motivo che non ha niente da dire.

SCIENZA, PSEUDO-SCIENZA, INDAGINI DI POLIZIA

La Scienza, per natura, non ha mai completamente ragione, ma è raro che abbia completamente torto. Essa ha le migliori probabilità di essere nel giusto di quante non ne abbiano le pseudo-scienze. Quindi, è logico, è razionale, accettarla come ipotesi. Nel quotidiano spesso capita di riscontrare situazioni in cui la Scienza è confusa con la pseudo-scienza. Tale confusione non è assolutamente accettabile specialmente quando si discute di Giustizia e di Libertà. Come, per esempio, nel caso di indagini di polizia. Premesso che, forse, nessuno può scrivere un "trattato definitivo sulla Logica dell'Inchiesta di Polizia", in un contesto democratico e civile non è possibile accettare che:

1) La Magistratura non sappia distinguere la Scienza dalla pseudo-scienza. Con ciò avallando imposture giudiziarie da Repubblica ... delle Banane. Fanno eccezione, naturalmente, i casi di collusione (In tal caso si è all'interno di tale tipo di repubblica);

2) La Polizia Giudiziaria deve conoscere le basi, le fondamenta, della Scienza. Diverse da quelle della pseudo-scienza. Della superstizione;

3) Le "prove" (Arma del delitto, impronte digitali, DNA, Mezzi per la commissione del reato, Testimonianze, ...) devono essere cercate con serietà e professionalità, nella immediatezza dell'evento. Senza lasciarsi coinvolgere dai riflettori dei media. Chi non l'ha fatto e non lo fa è un incompetente o, peggio, un colluso;

4) Se magistrati e pg non conoscono il significato scientifico e l'importanza del DNA allora sei davanti a degli incompetenti;

5) Se magistrati e pg non conoscono l'importanza scientifica dell'immediato riscontro delle impronte digitali, allora, nella migliore delle ipotesi, sei davanti a mediocri ignorantelli;

6) Se l'investigatore non decide quali piste seguire, quali prove cercare, è molto improbabile che esse ... vadano a cercare lui;

7) Se, nonostante le reiterate sollecitazioni da te fatte per chiarire tali concetti, gli interessati ti considerano (Anche se non te lo dicono) un rompiscatole, allora puoi stare certo, costoro sono degli incompetenti (Al minimo). Ed, in quanto tali, pericolosi, perniciosi, per tutta la Società (Nel senso di Giustizia e Libertà);

8) L'investigatore deve cercare testimonianze e fare riscontri incrociati fra esse. Anche se non c'è un metodo, a priori, quello scientifico è da percorrere subito. Esso, sempre, trova riscontro nell'analisi delle Esperienze.

Quando l'inchiesta è mal condotta è necessario che qualcuno si domandi se c'è stata o meno cattiva investigazione (Per colpa o per dolo). Ma, a priori, si potrebbe dire che non è facile affermare che una certa indagine sia stata "condotta male". Non è così! Quando non si osservano gli indirizzi suggeriti dalla Scienza e si preferiscono quelli vacui della pseudo-scienza, non c'è dubbio, ci si trova in tale ipotesi. Ma, chi di dovere si concentra sempre, nella vita reale (Al di fuori delle circostanze mediatiche e teoriche), esclusivamente nella ricerca della Verità? Anche quando la Verità interferisce con rapporti di casta? Forse a Magistrati e Poliziotti si dovrebbe imporre, anche, lo studio di Cesare BECCARIA (Dei delitti e delle pene) al fine di spiegar loro che, come CITTADINI, DUBITIAMO:

a) della prova del fuoco;

b) delle confessioni ottenute sotto tortura (Interna ed esterna alla Polizia) e di quelle prive di riscontri oggettivi;

c) di coloro che hanno dimostrato e dimostrano di non conoscere la differenza fra Scienza e ... pseudo-scienza;

d) di tutti coloro che per difesa corporativa calpestano la Giustizia e la Libertà;

e) della scrupolosità di quelli che dicono (Come a Napoli) di "tenere famiglia";

f) del "principe" di turno, idealista e saputello a parole, in termini di principio, ma meschinello, idiota e cialtrone negli atti quotidiani.

E, nonostante i tanti dubbi, crediamo nella Giustizia e nella Libertà (Bramate dal Cittadino onesto). Rammentando che COMPRENDERE (E non calcolare meccanicamente) è lo scopo della Scienza. Circostanza che il Cittadino, certamente, riesce ad intuire; conoscendo la differenza fra SCIENZA e ... SUPERSTIZIONE.

NASTRO DI MOBIUS

La sua eleganza è dovuta al fatto che, pur essendo una superficie, ha una sola faccia. Fronte e retro sono collegati da un cammino continuo.
Si fa ammirare da ogni parte, invitandoti, come la Venere di Botticelli, a scoprire un altro punto di vista.

25 giugno 2012

UTOPIA

Nel mondo filosofico e nel mondo politico molti grandi Sognatori Illuminati si sono posti il problema del Vivere nel mondo migliore possibile. Molti hanno, quindi, sognato, immaginato e scritto di mondi LIBERI e GIUSTI, gestiti, organizzati e vissuti da popoli felici. E la mente ci porta ai tanti "luoghi che non ci sono", sostenuti dai loro inguaribili romantici "progettisti".
Tra essi:
-Tommaso CAMPANELLA : La Città del Sole;
-Tommaso MORO : Utopia;
-Minosse : Repubblica;
-Licurgo : Repubblica;
-Solone : Repubblica;
-Romolo : Repubblica;
-Platone : Repubblica;
-Aristotele : Repubblica;
-Wells : Utopia moderna .
Come si fa a non essere leggeri come il Vento quando parliamo di ... Utopia; ou (non) e tòpos (luogo). Luogo che non esiste.

MUSICA AI PASTI ?

Durante la vita a chi non sarà capitato di trovarsi a consumare un pasto con un sottofondo musicale (Classica, Rock, Sinfonica,...). Soffermiamoci a pensare alla reazione istintiva provata all'inizio e durante l'interlocuzione fra Cervello (Musica) e Stomaco (Pasto)... E' il caso di una cena in un ristorantino con suonatori ambulanti; di un qualsiasi pranzo nuziale (Ai quali, se possibile, per principio, cerchiamo di non andarci) con commento musicale. O altro. In ogni caso, le interlocuzioni fra i due PIACERI (Musica, Pasto), se ci pensiamo attentamente, sono legati al retaggio culturale delle persone e delle zone in cui esse si trovano. In certe aree del Centro Europa, per esempio, è ancora d'uso la ristorazione in presenza di commenti musicali Sinfonici. In Italia, in generale, siamo portati a rimandare il pasto alla fine del commento musicale.
In sintesi, ci sono due diversi tipi di approccio alla interlocuzione fra i PIACERI:
a) Il primo è quello che associa, sovrappone, semplifica, mescola, confonde i Piaceri, portandoli allo stato primordiale di natura. E' il caso della cosiddetta Civiltà Barbarica o orientale ;
b) Il secondo è quello che considera incompatibile l'associazione fra Musica ed Alimentazione. Senza alcuna confusione fra i piaceri. Entrambi graditi si, ma separatamente. E' questo il caso della Civiltà Italiana.
Quelli come me, pensano che i pasti vadano gustati in silenzio. Come tutti i piaceri (Non solo quelli sopra indicati) per essere compiutamente degustati, devono essere consumati uno alla volta. Senza fretta.

4 giugno 2012

NUBI

"Grazie. Sapevo che sareste arrivate. Ero qui ad aspettarvi.
Bianche, grigie, nere, celesti, gialle, appena arrossate, infuocate ...
Siete giunte da nord, da sud, da est, e da ovest.
Lo so che verranno anche le altre
Che pioveranno da ogni parte del cielo
Che si pigeranno davanti ai miei occhi
Che si specchieranno nei miei pensieri.
Si ammasseranno nelle mie attese,
tremeranno nelle mie paure,
correranno nel mio disordine.
So più di quanto pensate che io sappia.
Come ogni altro uomo cresciuto su questa terra.

Talvolta eravate velate di azzurro,
sciorinate come un bianco bucato al sole e nel vento
garrule come la voce del cardellino
profumate come la zagara
leggere come le fantasie della mia anima.
A volte brontolone e cupe come il grido di guerra,
bolse e pesanti come la fame
traditrici, vendute al vento dell'inverno, violente
come il guizzo del fulmine che s'imprime nel cielo.
Alte come ricami, appena visibili, aeree
Quasi vibrazioni di violini incantati su magiche corde,
come sante mani perse nelle loro sensazioni.
Sfuggenti e tenerissime come il cuore di un petalo azzurro.
Ammassate e pestate dal vento che morde la terra, le acque, le case, gli alberi,
che solleva i deserti, che punge le onde e vortica
e travolge e grida e traccia nuovi destini
e passa frantumando le fatiche dell'uomo.
Frettolose e col respiro pesante
Come le idee esagerate dei violenti.

Stracciate, smicciate, fragilissime e vuote
Come le intenzioni di solidarietà.
Violente, terribili, gelate come i cuori logori
Come la morte che tutto raffredda e indurisce.
Affannose di tuffarvi nel mare con scarsa eleganza
Passavate mutando la forma, a passo lesto.
Quasi una parte di voi in gara con tutte le altre.
E a meraviglia muovendovi eravate quasi un leone
Quasi un cammello, quasi un signore inchiodato dal dubbio.
Quasi un orco o un uomo che crede di non essere più un uomo.
Ora che siete arrivate me ne vengo con voi per dove voi andiate
Quanto che si spenga il filo ed esca dal mio fardello.
Leggero se non più quanto voi mi lascerò menare
Per dove il destino corre e si affretta.

Era azzurro il mio cielo ed era mite
Ora ha tinte morbidissime e ansiti leggeri
Come voce che trema, come canto che cede.
Piangenti. Siete state piangenti e sommesse
Nelle giornate incerte ed uggiose e spropositate
A menar sulle nostre incertezze, con forza.
Ammassate, stregate come le angosce dell'esistenza.
Da sotto il sole avete spaventato le genti e indotto
Il fremito della vergognosa pochezza.
Squarciate, quando si apriva un occhio d'azzurro
Che al di là della fine menava per altri orizzonti.
Siete nel nulla quando sparite dal cielo?
Ed io verrò mai a girare il cielo con voi?
Silenziose siete state sempre silenziose, mie nubi."

di Carlo Antonio PASCALE.
Siderno, 04/06/2012

Commento: Qualcosa di magico che ti porta al reale significato della vita. Senza parole, davanti al canto malinconico di un Cigno.


16 maggio 2012

AMO I LIBRI PERCHE' AMO LA LIBERTA'

Solo la lettura porta l'Uomo verso la Libertà.

"Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca.
Amo Puskin perché è limpidezza, ironia e serietà.
Amo Hemingway perché è matter of fact, understatement, volontà di felicità, tristezza.
Amo Stevenson perché pare che voli.
Amo Cechov perché non va più in là di dove va.
... Amo Conrad perché naviga l’abisso e non ci affonda.
Amo Tolstoj perché alle volte mi pare d’essere lì lì per capire come fa e invece niente.
Amo Manzoni perché fino a poco fa l’odiavo.
Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista.
Amo Flaubert perché dopo di lui non si può più pensare di fare come lui.
Amo Poe dello Scarabeo d’oro.
Amo Twain di Huckleberry Finn.
Amo Kipling dei Libri della Giungla.
Amo Nievo perché l’ho riletto tante volte divertendomi come la prima.
Amo Jane Austen perché non la leggo mai ma sono contento che ci sia.
Amo Gogol perché deforma con nettezza, cattiveria e misura.
Amo Dostoevskij perché deforma con coerenza, furore e senza misura.
Amo Balzac perché è visionario.
Amo Kafka perché è realista.
Amo Maupassant perché è superficiale.
Amo la Mansfield perché è intelligente.
Amo Fitzgerald perché è insoddisfatto.
Amo Radiguet perché la giovinezza non torna più.
Amo Svevo perché bisognerà pur invecchiare.
Amo…"
Italo Calvino


15 maggio 2012

IL QUADRATO DI GIOVE

Altre volte mi sono interessato delle singolarità di alcuni numeri. Ho già parlato del noto quadrato di Giove che fa riferimento al numero 34. Un carissimo e curiosissimo lettore (Nick) del Quebec (Canada) mi ricorda, ed io, col presente post, lo ricordo ai miei lettori, che il famoso Durer ha fatto degli studi sul ... quadrato magico di Giove. Era talmente affezionato al quadrato di Giove tanto da raffigurarlo su alcune sue opere.
Vedi:

Melencolia I

Il quadrato magico di Albrecht Dürer (GIOVE)

Incisione di Albrecht Dürer, chiamata Melencolia I (The British Museum).Opera di elevato simbolismo.

Nella parte in alto a dx è riportato il quadrato magico.

Qui sotto si vede il particolare ingrandito.

I numeri 15 e 14 sono al centro dell'ultima riga e indicano l'anno in cui Durer fece questa incisione, il 1514. Il quadrato di Giove (Durer):

163213
510118
96712
415141

Singolarità del quadrato magico di Giove:


1) E' un quadrato magico di ordine 4, cioè formato da 4x4 caselle.
2) La sua costante magica è 34, cioè la somma dei numeri che si trovano in ogni riga, ogni colonna e ogni diagonale è 34.

3) Questo quadrato ha una proprietà in più:

  • la somma dei numeri di ciascuno dei quattro quadrati 2x2 agli angoli è sempre 34;
  • anche la somma dei numeri del quadrato centrale è 34.

4) E non solo questo...





8 maggio 2012

INTELLETTI ERETICALI. Oppressi ed oppressori

"A quei pochissimi che hanno parimenti sdegno
di essere oppressi e di farsi oppressori"
Gaetano De SANCTIS

La forza e la bellezza della piena LIBERTA' di pensiero di uno di quei pochi Intelletti Ereticali che per la loro e per l'altrui LIBERTA' ebbero il coraggio di dire di no. Di non Giurare.

NO, NON GIURO!

Hanno risposto così solo 12 Professori su circa 1200.

1) Ernesto BONAIUTI: “Il professore universitario o è un sacerdote della verità e della scienza o è un poco apprezzabile mestierante

2) Gaetano DE Sanctis: “… mi sarebbe infatti impossibile prestare un giuramento che vincoli o menomi in qualsiasi modo la mia libertà interiore, la quale io credo mio dovere strettissimo di studioso e di cristiano rivendicare di fronte all’autorità …”

3) Giorgio LEVI DELLA VIDA: “ Non aver subito compreso … è uno dei più grossi abbagli della borghesia italiana, uno dei sintomi più chiari della decadenza del suo senso politico

4) Piero MARTINETTI: “ Perché la più bella lezione che possa dar loro è quella di andarmene

5) Fabio LUZZATTO: “ La mia religione non ha dogmi, ne intolleranze … Poi vi è una morale che è la tranquillità di coscienza …”

6) Lionello VENTURI: “ … le premesse ideali della mia disciplina non mi consentono di far propaganda nella scuola …

7) Francesco RUFFINI: “ La libertà non rappresenta per me solamente il supremo dei miei ideali di cittadino, ma quasi la stella polare a cui mi si è indirizzata … qualunque mia attività didattica e scientifica. Essa è stata ed è la stessa ragione della mia vita

8) Edoardo Avondo RUFFINI: “ … avevano garantito loro la sola felicità di cui è facile godere: la libertà dal pensiero, la libertà dall’opinione

9) Giorgio ERRERA: No, non giuro. Per la libertà e per la chimica.

10) Bartolo NIGRISOLI: “ … non mi sento di farlo e non lo faccio …”

11) Vito VOLTERRA: “ … le mie idee … risultino … dalla mia condotta … la quale è tuttavia insindacabile

12) Mario CARRARA: “ La ricerca scientifica può dirsi spassionata e disinteressata solo nel senso che ha per unica passione e per unico interesse il vero. Perciò all’insegnamento superiore non veggo altro limite conveniente che la probità intellettuale e morale …”.

Non so quanti lettori avranno in mente questa circostanza che ha coinvolto la nostra Italia, in passato. Non tanto remoto.

1

SPERANZA

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
"Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

Speranza, si, disperatamente, ora più che mai, si percepisce la necessità di sperare nel FUTURO. Perché non si può vivere senza futuro. E quando il futuro e la speme sembrano assenti è necessario che gli Intelletti Ereticali (Se, ancora, in Italia ed in Europa, esistono, ed esistono) accendano delle candele, dei lumi, che possano rappresentare dei veri propri fari per tutti i naufraghi.

2 maggio 2012

ELOGIO DELLA FOLLIA

"Un grano di stultitia è necessario ad ogni vera vita".
Nel 1509, di ritorno in Inghilterra da uno dei suoi tanti viaggi in Italia, non essendo molto concentrato per scrivere su argomenti impegnativi (???), Erasmo decise di scrivere l'Elogio della follia, uno dei libri più importanti della cultura occidentale (E non solo). Più esattamente tale libricino, a mio parere, dovrebbe essere letto da ogni uomo acculturato.
Erasmo in esso ha usato la metafora della follia (E' la follia che parla in prima persona) al fine di evitare accuse da parte dei poteri del tempo (Chiesa, Re).
Con questo geniale libricino il lettore si inserisce in un piacevole meccanismo che lo fa diventare protagonista, parlando, con ironia e sarcasmo, di: presunzione umana, esibizione delle debolezze, passioni, illusioni.
Di seguito riporto alcune riflessioni di/su Elogio e su Erasmo.
La via della cultura è la sola che educa l'umanità. Solo gli incolti, gli ignoranti, si abbandonano sconsideratamente alle proprie passioni.
L'uomo al di sopra dei partiti è la bandiera più ambita e migliore per gli uomini partigiani.
Invano Martino e la stessa Chiesa hanno cercato di tirare, per la giacca, Erasmo, ognuno dalla loro parte. Lui, vero precursore dell'Uomo Neutrale, osservava "Erasmus est homo pro se" .
Figlio di prete, "prete" blando esso stesso, ha rifiutato, per neutralità (?) la veste cardinalizia. Studioso e profondo conoscitore della cultura classica latina e greca. Amava la Poesia, la Filosofia, i Libri (Sono presenti in ogni sua raffigurazione), le Opere d'Arte, le Lingue, i Popoli. Era un grande Viaggiatore (Conosceva: Italia, Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra,...) stimato ed apprezzato dagli uomini di cultura di tutta Europa che facevano di tutto per poter dialogare con lui; e, coi quali, lui amava accompagnarsi. Ad uno di essi, Tommaso MORO, ha dedicato l'Elogio della follia, scherzando sul fatto che il suo cognome (MORO) derivava dal greco MORIAS che significa follia.
Era disponibile con tutti, ma era avverso, totalmente, al fanatismo che ha sempre cercato di contrastare, evitandolo. Si rendeva conto che il fanatismo, prima o poi, avrebbe devastato il suo mondo.
Ha sempre cercato di mediare, pur senza imporre, mai, la propria opinione. Non sempre manifestata.
In ogni Stato si sentiva in patria (Che per lui era tutta l'Europa). Infatti pensava al progetto di fare dell'Europa un unico Paese con una unica lingua (Latina). La sua esistenza, nonostante la sua concezione, è stata condizionata da Lutero (Caratterialmente opposto ad Erasmo), uomo di azione che, senza remore, in quel tempo, lanciava strali contro la Chiesa, di allora. Davanti a tanto odio e fanatismo, seminato in ogni Stato, la volontà del Singolo, pensante con la propria testa, è impotente. Davanti al dilemma della sua vita (Papista o Luterano) preferì... restare neutrale. Pur sapendo che " per i guelfi sono un ghibellino e per i ghibellini un guelfo". Rifiutando il motto della Chiesa: "Chi non è con me è contro di me".
Il suo concetto della NEUTRALITA' è espresso, con orgoglio e solennità, nel suo motto " Nulli Concedo " (A nessuno voglio appartenere). Il presupposto di appartenenza all'Umanità e mai ad una parte non potevano che portarlo lontano dal campo di battaglia, estraneo ad ogni armata, da tutti combattuto. Solitario ed isolato. Però sempre LIBERO ed INDIPENDENTE.
Misurato e prudente, conscio dell'impossibilità di eliminare tutto il male della Terra, conclude che il Prudente non protesta, il Saggio non si eccita, ma guarda con occhio acuto e con labbro sprezzante la stolta vita. Tenendo a mente il detto di Dante " guarda e passa ". Era conscio del fatto che sentire troppo razionalmente e troppo poco passionalmente consentiva, certamente, di stare al di sopra delle cose, mantenendo la sua neutralità, ma gli impediva di raggiungere quella che considerava la vera Creazione: la POESIA. Conscio del fatto che la Ragione ha carattere regolatrice e mai creatrice. Mentre è la Follia (Passione) alla base di ogni processo effettivamente produttivo.
Classico esempio di Intelletto Ereticale.
Il suo nome è sinonimo di CULTURA e, quindi, di LIBRI.
In sintesi, un invito, a non essere attori, a liberarsi di maschere ed orpelli, a mostrarsi così come si è. Senza lasciarsi condizionare dal desiderio di apparire. Splendidi nella propria follia.

7 aprile 2012

ABITUDINE MONDANA ROMANA

"A Roma, nessun imbarazzo, nessuna costrizione, nessuno dei modi convenzionali, la cui scienza altrove viene chiamata abitudine mondana. Quando piacete ad una donna, raramente quella cerca di nasconderlo.
"Dite a ... che mi piace" è una frase che una romana non ha il minimo scrupolo ad usare"...
Era quanto affermava Stendhal nella prima metà del 1800.
Vanità, Ipocrisia, Superficialità, Valori ideali, Passioni.
Valeva (e vale) solo per le Romane?

26 marzo 2012

GIURO, GIURO DI DIRE LA VERITA' ...

Si, "giuro, giuro di dire la verità, ..." questa è la formula di rito che si ascolta nei palazzi di Giustizia. Ma, piuttosto che dell'aspetto puramente formale del rito vorrei soffermarmi, in punta di piedi, sull'aspetto sostanziale, etico, individuale dell'imposto giuramento.
Il reo, nell'ambito di rapporti con la Comunità, per formalità, è obbligato al giuramento. Con tale atto esso si impegna, davanti a Dio e davanti alla Legge, di dire la VERITA'. Ossia, di andare contro se stesso.
Ha senso "mantenere" una così stridente contraddizione fra le leggi ed i sentimenti, naturali, personali, dell'Uomo? La risposta non può che essere negativa.
Perché un uomo reo dovrebbe essere veritiero quando ha tutto l'interesse ad essere falso? Può egli contribuire alla propria distruzione? E, perché mai se tanti saggi uomini, stimati dalla società, nei vari secoli, hanno violato il giuramento, gli scellerati debbono rispettarlo?
Il giuramento, in Italia, fino a molto tempo fa, era fatto "davanti a Dio", ultimamente, in ossequio alla Costituzione laica ed, anche, per la forte presenza di altre religioni, è fatto sulle leggi dello Stato.
Con riferimento alla prima fase, il giuramento poneva il reo davanti alla terribile contrapposizione: " Mancare a Dio o concorrere alla propria rovina". Infatti quel giuramento obbligava ad essere o un cattivo Cristiano o un Martire. Nei paesi più evoluti (Illuminati) tale circostanza è stata, sin dal 1764 con l'intuito di Cesare BECCARIA, argomento di dibattito acceso fra le menti più illuminate, pur davanti alle dure contestazioni ed alle purghe della Chiesa.
Gli Intelletti Ereticali spesso si sono chiesti, e, si chiedono, cosa e come fare per elidere tale contrapposizione. Alcuni paesi (USA,...) con l'inserimento di un famoso Emendamento (Il V°) hanno risolto, in modo elegante, tale dilemma. Il reo, quindi, può astenersi dal giurare sulla verità dei fatti che potrebbero portare danno alla sua persona. E, per i più dubbiosi, quelli più legati alla religione (Qualunque essa sia) si può dire che, mai, "nessun giuramento ha fatto dire la verità ad alcun reo". Ciò è dimostrato, anche, dalla Ragione (Che, con le Passioni muove le azioni dell'Uomo) che "dichiara inutili e per conseguenza dannose tutte le leggi che si oppongono ai naturali sentimenti dell'uomo". Beccaria docet.
Il Cittadino sottoposto ad azioni violente tende, per natura, alla reazione bilanciatrice violenta. Tende a sottrarsi al dominio delle leggi; tende ad inseguire il piatto freddo della vendetta. Tale tendenza a farsi giustizia è tanto più forte quanto più è scarno il bagaglio culturale del soggetto...
E' lo Stato che, in questi casi, deve dimostrare la propria forza al fine di impedire, e/o limitare, il più possibile, il ritorno allo ... stato selvatico di natura.
Se è vero, poi, come diceva (Tanti anni fa) Hobbes, che lo "stato di natura" era dominato dall'egoismo e dall'ostilità violenta tra gli uomini, è, anche, vero che la pacifica convivenza di una comunità si raggiunge con la parziale limitazione della Libertà individuale. L'autorità sovrana che esercita il potere deve, però, essere Terza e capace di affrontare il giudizio del presunto reo, senza alcun presupposto inquisitorio. Rispettando la prerogativa del diritto del reo di evitare di concorrere alla propria condanna. E, qui, ancora, si innesta il concetto illuministico (Montesquieu - Lo spirito delle leggi) della necessità di tenere, in un vero stato di diritto, accuratamente separati i tre Poteri: Esecutivo, Legislativo, Giudiziario. Quindi, il Giudice non ha alcun diritto di aumentare o diminuire, a suo arbitrio, le pene fissate dal Legislatore, espressione dell'intero corpo sociale, contro determinati reati.
Ma, ai giorni nostri, esiste ancora la medievale "errante instabilità interpretativa" delle leggi?
Le attuali nostre "sentenze" possono essere considerate come fondate su leggi chiare e certe, oppure sono da considerare espressioni (Opiniones) del più sconfinato libero arbitrio del Giudice?
Certo, davanti a tale quesito, per il Cittadino normale (E non solo per esso) la mente corre a tutti quei casi in cui il giudizio, per un certo reato, passa, nel passare attraverso i diversi gradi di giudizio, dalla assoluzione alla condanna. O viceversa.

21 marzo 2012

MEDEA

Il dramma delle PASSIONI umane, per antonomasia, è rappresentato dalla superba opera di Euripide. In esso tutti gli aspetti più reconditi dell'uomo vengono esposti, analizzati ed offerti alle riflessioni del lettore / spettatore.
Il teatro classico ha visto eccellenti attrici esprimere il massimo delle loro capacità in questa opera che mostra, con la sua potenza, emozioni, sentimenti, gesti, pulsioni e istinti (Anche bestiali). E' la dura, oscena, crudele, drammatica e maledicente descrizione dell'essere umano e della sua infinita, umana, cattiveria.
E' la lacerante (Fino all'estremo sacrificio...biblico) storia di una Madre (Medea) di due figli (Che adora fino alla...follia), travolta, prima, dalla propria e, poi, dall'altrui Passione. In un contesto non suo, nel quale, nonostante tutto, sopravvivono alcuni valori. La paventata ipotesi di perdita del ruolo di moglie la porta, follemente, all'annientamento del ruolo del padre.
Sono ruoli con sensazioni forti, terribili; di difficile interpretazione. E, quando questo teatro è fatto con amore lo spettatore si sente parte in causa; partecipe della rappresentazione; vittima e carnefice,... Nel bene e nel male.
E questa è la magia del Teatro. Fatto con passione, a qualsiasi livello. Con o senza mezzi economici.
E, senza mezzi, senza aiuti, senza amici, ma con tanta passione (Che, invano, da tempo, cerca di trasferire agli altri), un romantico menestrello, cantore di sentimenti e di ideali (Molti, oramai, sfioriti dal tempo), se ne va, con la sua andatura "dandy", come un bambino che vola, in alto insieme alle Aquile, attaccato al suo aquilone, ripassando, col suo linguaggio forbito, il suo...Copione. E' la sua versione teatrale, ridotta ed adattata, pronta per la rappresentazione. Da tempo, nel deserto che lo circonda (O che lui sente intorno) grida e cerca, con i modi gentili ed ingenui di un fanciullo, una sorgente ... a cui attingere... Per vedere realizzato, nei posti amati ed odiati della sua anima, con lo sguardo rivolto ad Oriente, verso l'Egeo, il suo SOGNO. Sogno immenso, grandissimo come il suo livello di libertà.
Forse, a modo suo, ha bisogno di gridare il suo struggente amore paterno. Si, perché, come insegna Euripide, seppur sfiorito l'attimo verso la compagna, quello verso i figli è un attimo che non sfiorisce mai.

Post dedicato a Giuseppe ROMEO - Attore, Regista, Uomo. Ultimo vero romantico Sognatore. Uomo che non ha timore di correre con il sole negli occhi.

30 gennaio 2012

PERSEFONE

Mai come in questi giorni "della merla" (Ultimi tre di gennaio) l'uomo è portato ad invocare il ritorno, sulla terra, della dea Persefone. In questi giorni di neve e di freddo il pensiero va al melograno ed al suo "potere" innescato da Ade sulla bellissima dea. Per quel qualcuno che potrebbe non conoscere la storia dirò che...
Persefone una bellissima ragazza, figlia di Demetra, è stata rapita da Ade, che si era innamorato terribilmente di lei. La ragazza (Dea), senza particolare turbamento e resistenza, è stata portata nell'ade. Giove, però, sollecitato molte volte da Demetra, ha imposto ad Ade il ritorno sulla terra della dea. Sulla via del ritorno, Persefone, ancora affascinata da Ade, mangia un chicco di melograno, datole da Ade, che la condiziona a vivere sei mesi sulla terra (ed in questo periodo essa è bella e rigogliosa) e sei mesi nell'aldilà (ed in questo periodo la terra è sterile ed addormentata) in compagnia di Ade.
Persefone è la divinità adorata nella Magna Grecia per tanto tempo. Il suo sguardo, la sua eleganza, il suo stile, il suo profilo, si possono ammirare nelle pinax custodite nel Museo di Reggio Calabria. La magnificenza della stessa Persefone, seduta sul suo trono (Perfettamente somigliante con la Persefone delle pinax), può essere ammirata al Museo di Berlino (Ove è stata portata in seguito al trafugamento dal suo tempio di Locri Ephizephirii).
Certamente sarebbe opportuno che Persefone ritornasse a casa sua. Lei non può che trovarsi a disagio nel clima freddo di Berlino...

12 gennaio 2012

NUMERO AUREO

Sezione (Numero) Aurea = 1,6180339887.
E', forse, un numero sconosciuto alla stragrande maggioranza degli acculturati medi. Questo non toglie il fatto che da esso di possa sprigionare un alone di mistero, di fascino, di misticismo, di piacere intellettuale.
Esso è capace di coniugare e rappresentare, in modo armonioso, proporzionato, perfettamente proporzionato, esteticamente gradevole, alcune bellezze della natura ed opere fatte dall'uomo.
Il fascino della sezione aurea: I petali di una rosa; I semi di una mela; La spirale di alcune conchiglie; La disposizione delle foglie in botanica; Gli ammassi di galassie.
Tutte cose che, credetemi, segnano la perfezione della Sezione Aurea. Il numero è chiamato phi in omaggio a FIDIA, famoso scultore-progettista (Partenone di Atene, realizzato in assoluto ossequio al rapporto aureo; Bronzi di Riace;...).
Non è un numero razionale (Dato dal rapporto fra numeri interi). E' un irrazionale (Si prolunga indefinitamente senza alcuna ripetizione o schema), incommensurabile. La sua scoperta portò ad una crisi esistenziale i Pitagorici che si convinsero che esso era il segno di una "imperfezione cosmica" da tenere il più possibile segreta...
Ma non era così.

Singolarità:

1) Il gioco del rapporto fra il 20 esimo ed il 19 esimo.
Prendete due numeri interi a vostro piacere. Sommateli tra di loro, otterrete un terzo numero. Sommate il terzo numero col secondo; otterrete un quarto. Sommate il quarto col terzo; otterrete un quinto. Andate avanti così fino al ventesimo numero.
Se dividete il ventesimo numero col diciannovesimo numero otterrete, esattamente, il ... NUMERO AUREO (1,6180339...). Provate per credete. Basta una semplice calcolatrice...

2) Le diagonali dell'occhio di Dio.
Tracciate (Con i mezzi (Computer, Tecnigrafo, Squadrette,...) a vostra disposizione) un rettangolo i cui lati siano esattamente in rapporto aureo (Ossia, il rapporto fra lato maggiore e lato minore sia uguale ad 1,6180339...). Tracciate una sua diagonale. Delimitate ed isolate il quadrato avente per lato il minore dei lati del rettangolo. Resterà, accanto, un rettangolo i cui lati sono sempre legati dal rapporto aureo. Tracciate una diagonale di questo secondo rettangolo aureo. Delimitate ed isolate il quadrato avente per lato il minore dei lati del secondo rettangolo. Resterà, accanto, un rettangolo i cui lati sono sempre legati dal rapporto aureo.
E, cosi via, all'infinito. Con una peculiarità che tutte le diagonali dei rettangoli aurei passano per un PUNTO (Occhio di Dio). Punto a cui la serie dei rettangoli aurei tende ... senza mai raggiungerlo.

3) Il pentagono.
Il numero aureo, nell'ambito geometrico, è strettamente legato al Pentagono regolare (Figura piana formata da 5 lati uguali (e, quindi, da 5 angoli uguali). La figura (Pentagono, con una serie di piccole o grandi variazioni) è stata ed è molto utilizzata nella vita sociale, politica, associativa, ecc. Detta circostanza, per chi non lo sapesse, è legata al fatto che i lati delle figure che si possono leggere all'interno del pentagono sono, intimamente, legati al ... numero aureo. Per carità di Patria ometto le dimostrazioni che potrebbero essere particolarmente interessanti per qualcuno. Ora dico, solamente, per chi volesse divertirsi a verificare le circostanze, di attrezzarsi con due squadrette, un compasso, un foglio di carta ed una calcolatrice... Provare per credere.

GRANDI UOMINI FANNO GRANDI PAESI

Come ben noto da tempo, in tutto il mondo occidentale (John Stuart MILL, docet), sono i grandi uomini che fanno grandi i propri paesi.
Uno stato che opprime che rimpicciolisce i suoi uomini scoprirà che con piccoli uomini non si possono compiere cose veramente grandi.
In alcuni paesi (USA, per esempio) ogni abitante si sente legato ad ognuno degli interessi della collettività come ai propri. Il cittadino nutre per il suo paese un sentimento analogo a quello che prova per la sua famiglia. Per se, per la sua famiglia, per il suo paese ha dei Sogni.
In Italia, purtroppo, per la gran maggioranza dei cittadini non è così. Anzi, l'opposto. Questo è, forse, il principale motivo del decadimento dell'importanza del nostro Paese.
Certo, spesso mi domando: Perchè? Per chi? ...