Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

31 agosto 2023

LA GRAZIA DI TACERE

 ETICA  E  RETORICA.  Per una Giustizia che non c'è.                                                        
Stringe il cuore a vedere, nei posti di rappresentanza istituzionale, personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali ti sei fatto uccidere. Personaggi dal passato e dal presente equivoco, le cui vite emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della Libertà.

E, come se non bastasse, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.

Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa quando si discute di mafia e di Cittadini che hanno osato opporsi ad essa, di concederci una tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, Legalità, Giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.               

ACCIDIA

Si sa che esiste, ma in pochi sanno dire di cosa, esattamente, si tratta.
Dante nella sua Divina Commedia ha posizionato gli accidiosi nella quarta cornice del Purgatorio (Corrono gridando esempi di sollecitudine e di accidia punita), in quanto rappresentano uno dei sette vizi (Peccati) capitali (Superbia (Rappresentata dal Leone), Avarizia (Lupo), Invidia (Cane), Ira (Orso), Lussuria (Scimmia), Gola (Maiale), Accidia (Asino) o Pigrizia). 

Essere accidioso significa essere: Svogliato, pigro, negligente, apatico, inerte, indolente, fiacco, abulico, neghittoso, ozioso, poltrone.
Significa lasciarsi andare e allontanarsi da tutto per entrare in uno stato di torpore costante ove non esistono stimoli e motivi di positività.
Entrare in tale stato di torpore  significa perdere qualsiasi interesse ed entrare in uno stato che abbraccia la malinconia, l'abbattimento psicologico, lo scoraggiamento, la noia, la depressione. Verso una mancanza progressiva del gusto della vita. 
Rappresenta la spiccata avversione all'azione, all'attività, associata all'idea di tedio (Senso di noia, profondo e quasi esistenziale. Estrema stanchezza, cupa insofferenza) e a quella di neghittosità (Inerzia permanente. Apatia, indolenza). 

E' un torpore dell'anima e della mente, misto alla malinconia (Stato d'animo di vaga tristezza, spesso alimentato dall'indugio rassegnato) e alla noia (Malessere interiore. Irritazione, impazienza, disgusto. Avvilimento psicologico. Passiva indifferenza nei confronti della vita) che impedisce al soggetto di agire.
L'accidioso è distaccato  da ogni cosa, non si cura di nulla, è molto vicino alla pax cadaverica, non soffre e non gode per nulla, ogni cosa gli rimbalza addosso, senza interessarlo. 
Evita le passioni, forse per paura di soffrire, così si ritira nel suo guscio e spreca la vita.

Essi sono per natura tristi e incapaci dell'eventuale giusto sdegno 
Si differenziano dagli ignavi (Persone indolenti che non prendono mai una posizione e che non fanno mai nulla per evitare di assumersi delle responsabilità)  per il fatto che sono privi di sensibilità ed empatia e restano impassibili davanti al male.

L'accidia già collegata a tristezza, negligenza, noia, disgusto verso la religione, può essere considerata uguale alla tanto diffusa depressione.

In letteratura la perfetta descrizione di questo stato d'animo è stato fatto da Fedor Dostoevskij con il libro Memorie dal sottosuolo.
E' raccontata, in modo raffinato come sa fare l'Autore, in forma di monologo confessione, una tormentata indagine sull'inconscio, il sottosuolo appunto. Con l'impossibilità di capire a fondo se stessi e gli altri. Con quelle memorie che passano dall'autore, al protagonista e infine al lettore. 
Con un invito conclusivo implicito ad avere fiducia incondizionata in se stessi.
Ciò che tormenta l'uomo, da sempre e per sempre, è se stesso.



 

30 agosto 2023

DARE VOCE

1)- Chiedo Giustizia per tutti coloro ai quali è stata negata.
2)- Chiedo l'allontanamento dalla sede di tutti coloro che, in rappresentanza dello Stato, hanno manifestato evidenti segni della loro incompetenza nell'assunzione delle funzioni. Siano espulsi dalle Istituzioni tutti coloro che hanno accettato o richiesto beni, denari, doni, agevolazioni a personaggi mafiosi. 
3)- Voglio dare voce a tutti coloro che non hanno voce.
4)- Voglio dare Speranza a tutti coloro che non hanno speranza.
5)- Voglio dare voce a tutti i Sognatori privati dei loro progetti di vita ed abbandonati nel silenzio. Voce libera come unico mezzo capace di descrivere quello che ho provato e provo davanti alla barbarie bestiale. Silenzio che diventa ricordo, memoria, richiesta, urlo, denuncia, protesta, rifiuto.
6)- Io so e racconterò la tua storia fino alla fine. Senza sosta, senza omissioni. Senza riguardi. Sempre!
Ho scritto, scrivo, scriverò, sempre, contro la barbarie mafiosa. 
Contro tutti quei bastardi, di nome e di fatto.

STORIE NASCOSTE

 Nella vita le storie, i fatti, le verità (Se non tutta almeno una buona parte) se ne stanno acquattate, riservate, nascoste, in attesa dello scrittore giusto che avrà la possibilità e/o il coraggio di scriverle, di raccontarle a tutti.
Sono loro che si "vendicano", con la penna, in nome e per conto di tutti i Cittadini sconfitti, perché avevano creduto in un futuro migliore; libero e giusto.
Io sono in vigilante attesa, seduto e malinconico sul muro d'argine di un grande fiume in piena (Il Danubio). 
Sul lato Sud del mondo.

GLOBALIZZAZIONE E DIRITTI UMANI

 Le comunità che generano ricchezza e rispettano i diritti di chi la genera hanno, in genere, un futuro tranquillo, se sono confermati altri presupposti essenziali.
Anche i paesi colti e ricchi possono correre seri rischi di capitolazione in presenza di vasti fenomeni di corruzione e/o di spinte economiche destabilizzanti, esterne o interne, non adeguatamente controllate.

Entrambe queste azioni (Corruzione; Spinte destabilizzanti), se manovrate con astuzia, possono portare stravolgimenti sociali che, quasi sempre, finiscono per danneggiare gravemente le classi sociali meno abbienti. Gli ultimi. Con enormi vantaggi economici per pochi ed enormi svantaggi  a carico dei poveri Cristi (Quelli che non hanno voce e si vedono, col tempo, crescere numericamente con tendenza esponenziale).
La corruzione porta in nuce, di per sé, distrazione di denaro pubblico verso il malaffare che, ad alto livello è rappresentato dalla mafia. Tale azione porta un degrado etico e morale, sempre più spinto, che porterà in sé la richiesta di sempre maggiori richieste di potere, al fine di avere nuove opzioni di comando e di gestione del denaro della collettività.
La corruzione, in sintesi, è come un cane affamato che spolpa l'osso trovato fino all'ultimo filamento di carne.
Ma la corruzione, come la gramigna, come un tumore maligno, non si ferma alle piccole cose più o meno private; essa attacca e corrompe, da sempre, le Istituzioni, dalla più periferica a quella più centralizzata, portando il Paese al fallimento. Dopo aver, di fatto, affamato la popolazione. L'arma più potente della mafia, al momento attuale è quella della corruzione. 
"Non conosco politico capace e desideroso di resistere alla tentazione del denaro", diceva, vantandosi, tempo fa un noto personaggio mafioso.
Le spinte destabilizzanti, in genere di provenienza estera, hanno lo scopo di instaurare una condizione di sudditanza economica e/o militare. E, in sintesi, una nuova specie di colonialismo. E' la situazione che si riscontra in tanti paesi del Sud-America e in tanti paesi dell'Africa. 
Tali spinte portano ad un progressivo annullamento delle seppur minime condizioni di libertà individuali, portano ad un attruppamento della gente che diventa sempre più branco, e, in sintesi, ad un impoverimento sempre più grave della povera gente e successivamente dei lavoratori che si vedono ridurre, progressivamente, i livelli di sviluppo raggiunti in anni di lotte per migliorare il tenore della loro vita. 
Con un vertiginoso arricchimento dei pochi gruppi di persone che gravitano intorno al Potere esecutivo e col quale fanno affari. 
Con l'anello virtuale che gira vorticosamente, stritolando i più deboli.

Globalizzazione. Da qualche tempo tutti i paesi sono soggetti alla globalizzazione economica, presentata come una specie di panacea per tutto il mondo. Ma, non è così. La globalizzazione è come un mulino tritasassi e tutti coloro che entrano in esso (Mulino) non hanno alcuna possibilità di uscirne indenni. Gli unici a guadagnarci sono coloro che gestiscono i mulini.
Il mondo non può essere considerato un unico mercato globale, perché  esso implica gravi disparità di trattamento ed instabilità economiche e finanziarie che possono portare al fallimento qualsiasi paese. E per non fallire, il paese in bilico, ha bisogno dell'aiuto di altro paese che a quel punto diventa dominus su tutte le scelte del paese aiutato. 
Se il paese generico Alfa produce un bene (Latte, per esempio) affrontando determinati costi, con la globalizzazione si tende a chiudere l'azienda che produce latte che può essere importato, da un paese asiatico, per esempio, ad un prezzo di molto inferiore a quello che applicava con la produzione locale. Ma l'azienda, o stato estero, che vende il latte a prezzo scontatissimo fa lavorare i suoi operai applicando salari di molto più bassi di quelli pagati dalla azienda locale che prima produceva il latte in casa. La conseguenza è che i lavoratori locali di quella azienda che produceva latte saranno licenziati e dovranno cercar di trovare un altro lavoro, sempre più difficile da trovare perché, intanto, il suddetto perverso meccanismo si è diffuso in tutti i settori. Intanto, col passare del tempo i produttori esteri di quel bene (Latte), resisi conto della possibilità di condizionamento fanno salire il prezzo del bene portando al capestro l'economia del paese Alfa.
L'Italia era un paese che produceva beni di elevatissima qualità. Per scelte non sempre felici ha deciso di abbandonare dette produzioni ed ora, dopo solo qualche decennio, si trova con un drammatico impoverimento della classe operaia e con enormi costi per l'importazione di prodotti (Magari di scadente qualità) per i quali era all'avanguardia (Acciai; Tessile; Agricoltura).  
La globalizzazione, nelle mani di pochi soggetti (Multinazionali), è un processo che tende a ridurre alla fame i lavoratori (Anche quelli dei paesi asiatici che lavorano come macchine e con pochi diritti) e tende ad arricchire, velocemente, le poche strutture che gestiscono le attività in termini faraonici.

Ma, tutte le attività che non tengono conto della vita dei lavoratori, inevitabilmente, prima o poi, saranno costrette a pagare il fio.
Conseguenze negative per tale processo di globalizzazione, seguito in modo inadeguato, anche nei paesi occidentali più evoluti (Francia, Germania, Italia) e dalla stessa Unione Europea, derivano dalle scelte politiche errate nei seguenti ambiti e per le motivazioni, in parte, sotto riportate:
-Beni di qualità sempre più di scarso livello qualitativo;
-Accentramento nelle mani di pochi della produzione di beni essenziali che possono essere usati come arma di ricatto economico;
-Beni prodotti con la tecnologia cinese che prevede il fine vita, del bene, entro un certo tempo a monte programmato. Chi non si è trovato davanti ad una macchina per ufficio (Stampante o altro) che dopo un certo intervallo di tempo ti comunica di aver concluso il suo tempo di vita? L'Europa allo stato attuale è invasa da prodotti che provengono dalla Cina. Non esistono più, in Europa, elettrodomestici fatti in paesi diversi dalla Cina. E sono, tutti, prodotti che dopo qualche anno, per un motivo o per un altro, si rompono e vanno ad ingolfare le nostre isole ecologiche;
-I lavoratori dei paesi più colti e ricchi saranno, sempre più, poveri e schiacciati dalla crisi. Con il loro salario sempre meno capace di soddisfare le esigenze delle loro famiglie, come una volta. Bisogna avere rispetto e tutela nei confronti di coloro che producono beni e, quindi, ricchezza.

I paesi devono, per quanto possibile tendere verso una autosufficienza, specialmente nella produzione dei principali beni di consumo e industriali.
L'Europa deve evitare di fare scelte scellerate che portano alla distruzione di beni importanti per la semplice necessità di mantenere alto il prezzo di vendita, almeno nell'ambito comunitario. Inoltre, essa non può considerare i suoi cittadini "Ricchi per decreto".

Anche se un litro di latte prodotto in Italia costa qualcosa di più bisogna continuare ad acquistarlo perché così si salvaguardano i lavoratori che lavorano in quel settore e che hanno, col tempo, acquisito competenze specifiche e determinati diritti, per un tenore di vita dignitoso. E, indirettamente, ne guadagna il paese in esame che potrebbe non essere costretto ad inginocchiarsi davanti alle pretese egemoniche del paese produttore (Come recentemente verificatosi, in seguito alla guerra in Ukraina, con il gas e il petrolio). Per non parlare della scelta scellerata fatta dai vertici UE (Leggasi Germania e Francia) di appoggiarsi ad un solo fornitore, per la quasi totalità del bisogno, nel settore strategico come quello dell'energia.

La globalizzazione è spesso legata alla privatizzazione di alcune aziende strategiche, già produttrici di ricchezza per il paese e, quindi, per i suoi cittadini. 
La logica della privatizzazione diffusa è assolutamente errata, anche se, da tempo, è presentata di moda dai vari governi. Alcune attività sostanziali non sono e non devono essere privatizzate. E' stato un delitto, un furto, a tutta la cittadinanza, privatizzare alcune aziende in Italia. E' augurabile che gli stati europei non rifacciano altri errori grossolani del genere. 
Per esempio ecco alcuni settori strategici che dovrebbero, sempre, restare nelle mani pubbliche:
-Anas (Dal progetto alla manutenzione, tutto deve restare nelle mani pubbliche); Ferrovie dello Stato; Telefonia; Telecomunicazioni; Acqua; Porti; Aeroporti; Distribuzione energia elettrica; Ex IRI.
L'abbandono dei settori strategici suddetti significa imporre dei modelli di sviluppo socio-economico ingiusto, gestito da filibustieri assetati di denaro ai quali nulla interessa dei diritti dei lavoratori, della dignità del paese, del futuro delle nuove generazioni. 
E, si rifiuti, sempre, qualsiasi indirizzo politico-economico che vada in senso contrario alla Felicità della popolazione; anche se qualcuno dice che lo impone l'Europa (Germania, Francia). Nessuno deve imporre ai lavoratori sacrifici per far "ingrassare" qualcuno. 
I paesi (Tutti, non solo quelli colti e ricchi) hanno il dovere di estendere la cultura e la ricchezza in tutti i loro cittadini e non restringerle in un esiguo numero.
Non è accettabile che paesi un tempo colti e ricchi diventino, grazie alla globalizzazione e alla corruzione, sempre più poveri con la gente costretta a rubare delle pagnotte nei supermercati al fine di sopravvivere alla giornata.
La globalizzazione sfrenata va contro i diritti umani trasformando i lavoratori in "morti di fame", senza speranza.
In sintesi l'Italia e l'Europa devono cercare di tenere lontane le multinazionali se vogliono il bene e la felicità dei lavoratori.
Ma, la tendenza va nella direzione errata. Purtroppo!
Non è questa l'Italia, l'Europa, il Mondo che voglio.

BESTIE IMPUNITE? VITA ETERNA NELL'INFERNO.

 Sì, a domanda specifica, confermo, quelle bestie, quei barbari, quegli assassini, quei dannati, quei ladri di Libertà, sono ancora, lì, liberi e "protetti", da uno Stato incapace, in una condizione di odiosa impunità. Costoro non sono d'interesse per nessuno. 

La giustizia di quella zona, varie volte, ha avuto la possibilità, l'opportunità, di lavarsi la faccia e la coscienza con del buon sapone di Marsiglia, ma nulla ha mai fatto. 
Chissà perché? Come mai? 
Incapacità o impedimento? Colpa o dolo?
Sarebbe interessante sapere il perché. Avere risposte franche, libere dalla canonica retorica alle tante domande. 
E, perché chi avrebbe dovuto porre delle domande non l'ha fatto? Perché?

Ma bisogna avere pazienza; in queste condizioni con ci sarà nessuna probabilità di pervenire a Verità e Giustizia, per nessuno dei tanti Cittadini che hanno osato dire di no alla mafia.
Quindi, considerata l'età ormai avanzata di alcuni bastardi (Mandanti, Esecutori, Fiancheggiatori, Collusi, Mafiosi di paese) e per alcuni gli "acciacchi" che il Padre eterno ha erogato loro, c'è da pensare che l'eventuale processo ed eventuali condoni, di quei bastardi, comporterebbe un nulla di fatto, per la pena eventuale.

Ciò stante, pur in presenza di opinione opposta, già da me espressa, sapendo che la giustizia della Locride non è capace e non ha alcuna possibilità di raggiungere alcun risultato (Per colpa o per dolo?), allora rimodulo, in subordine, il mio pensiero, augurando loro (Magari dopo un processo in un'aula di Tribunale della Repubblica) lunga vita. Mondati da tutti i loro beni economici (Denari, immobili, titoli, ...) e dai loro figli minori, ai quali sarà cancellata la patria potestà e l'originario cognome. Per cancellare la memoria di questi barbari.
Beni economici e filiali acquisiti, mantenuti e custoditi grazie, prevalentemente, alle ruberie e alle azioni criminali da costoro compiute, nel tempo, siano restituiti totalmente alla collettività. Anche se intestati a terzi o familiari.

Costoro, vera e propria rovina umana e sociale, scarto della Natura, piccolo mucchio di merda idonea solo per la concimazione di qualche albero, non merita alcun compatimento, alcuna pietà, alcuna misericordia (Pur aggrappandosi, costoro, senza alcuna vergogna, spesso col beneplacito del clero, ai vari simboli religiosi della zona: La Madonna di Pugliano di Bianco; La Madonna di Polsi di S. Luca; La Madonna della Grotta di Ardore; ecc), né da parte mia, né da parte di alcuno dei Cittadini che hanno percepito dolore e sofferenza per l'azione mefistofelica di queste bestie impunite. Note a tutti. E sempre bestie.
Bastardi fino alla fine della loro vita. Ed anche dopo per tutte le generazioni necessarie.

ASSENZA DI AZIONI DI RIPULSA?

Nella gente di Calabria è scomparso il gusto della Giustizia, della Libertà, della Democrazia
Di chi è la colpa? Perché? Come mai?
Quello che mi sorprende e mi addolora è accettare l'ipotesi di assenza del principio di Libertà, che dovrebbe, sempre, sostenere il desiderio di risveglio, di ripresa culturale di una popolazione che ha radici nella culla della civiltà occidentale.

Esiste, nella cittadinanza e nelle Istituzioni manca quel progetto rivoluzionario che dovrebbe portare tutti, intellettuali in testa, a mò di guida, e tutta la gente perbene (E' tanta), verso un'azione di ripulsa dello strapotere mafioso, incancrenito in ogni ambito della società, per la rinascita di reali condizioni di Giustizia e di Legalità, della Locride?

In assenza delle Istituzioni una reazione popolare del genere porterebbe risultati oppure porterebbe solo altro sangue? 
Per fare una rivoluzione del genere, è necessaria una società gravida, desiderosa di partorire qualcosa di nuovo. 
Ma questa società è gravida?

MEMORIA VIVA

 Sappiamo che tutto quello che ricordiamo è esistito, 
anche se non sappiamo se tutto quello che ricordiamo esiste ancora; eppure sappiamo che finché lo ricordiamo esisterà.

Luis Sepùlveda

29 agosto 2023

RICORDARE

 Nella realtà italiana e specialmente meridionale è presente, in alcuni ambiti, l'apprezzamento dell'obblio. C'é una tendenza diffusa a dimenticare, forse per nascondere le proprie responsabilità, dirette o indirette?
Il caso classico è rappresentato dal furto di vita da parte della mafia.
Il Cittadino indignato per l'azione della mafia che si dovesse trovare, davanti a un magistrato o a un addetto di PG, a chiedere Verità e Giustizia su un efferato delitto di mafia, pregresso o molto pregresso, senza alcun dubbio, si troverebbe davanti all'invito, al suggerimento (Spassionato?), di lasciar perdere.
"Tanto è passato molto tempo ed è difficile trovare la soluzione al caso". Tanto loro, senza aver fatto alcunché per trovare la soluzione, cosa si vuole che dicano, poverini. Loro, gli addetti alle indagini, sono sempre convinti che la cosa migliore da fare sia ... archiviare. Addormentare il caso. E mettere a riposo le loro coscienze di inetti. E' la sola attività in cui costoro hanno acquisito professionalità e competenza, come pochi!  Quindi, per costoro la cosa a cui bisogna tendere è la dimenticanza, non come fatto momentaneo, ma come stato duraturo, come sospensione, annullamento progressivo, del ricordo. La loro posizione sul lasciar perdere è ... netta.
Ricordo certo non riferito al Cittadino che ha osato opporsi alla sopraffazione dispotica della mafia, che gli ha sottratto la vita, ma, semplicemente, per stendere un velo pietoso sulle loro incapacità investigative.
 
La stessa identica posizione è assunta, naturalmente, dai mafiosi, i quali dopo aver inferto l'azione delittuosa hanno tutto l'interesse affinché del caso se ne parli il meno possibile. Meglio se per niente. Annullando il microscopico rischio di essere scoperti. Con il messaggio diretto alla gente perfettamente centrato sulla circostanza di chi comanda sul territorio. 
Con l'incensamento nell'obblio.
Con la differenza che da una parte nessuno è turbato dalla mancanza del risultato, mentre dall'altra resta la selvatica soddisfazione di "aver eliminato uno ed addestrato tutti gli altri".
La cosa più terribile è rappresentata dalla assonanza di tendenza fra mafia e Istituzioni!
Questo concetto, forse, non è stato, ancora, capito da coloro che, maldestramente, inadeguatamente, rappresentano le Istituzioni.
Ricordare, quindi, serve per far cercare un risultato. E' un atto di ribellione contro la mafia, prima, e contro tutti gli incapaci rappresentanti delle Istituzioni (Potere esecutivo, potere giudiziario). Pur sapendo che persistendo questo stato di cose i suddetti poteri saranno incapaci di intraprendere iniziative adeguate contro la mafia; volendolo.
E, a scanso di equivoci, in assenza di tale volontà, da parte dei suddetti due poteri, tutte le richieste di Giustizia resteranno inascoltate.
E, patetica appare, per ovvi motivi, anche la maschera che spesso alcuni addetti ai lavori indossano cercando di scaricare tutta la loro inefficienza nella mancata collaborazione da parte dei cittadini. 
Ma è, davvero, paranoico ipotizzare un estremo masochismo da parte dei cittadini!!! Come fa un cittadino ad andare a fare una confidenza o una denuncia presso una istituzione che considera collusa o colpevole?
Quando mai si è detto che un malato per farsi curare vada a farsi visitare da un santone, o da medico incompetente, o da un colluso? Quando mai per denunciare un delinquente il cittadino si è recato da un rappresentante istituzionale considerato, vox populi, esso stesso un delinquente? Quando mai?

I rappresentanti Istituzionali, nella loro quasi totalità, non sono interessati a tutti coloro che hanno pagato con la loro vita la "lotta individuale", non tutelata, per un mondo migliore. Con la conseguente mancanza di riguardo verso il dolore dei familiari e della Società perbene.
La mediocrità, l'incapacità, la scarsa professionalità, la collusione, sono imperanti anche nell'ambito Istituzionale.
Così è, forse, se vi pare.

RIVOLUZIONE

 In ogni angolo della terra il sistema più efficace per abbattere il potere, più o meno dispotico, è rappresentato dal sollevamento popolare: La Rivoluzione. Tra esse quella Russa, quella Francese, quella Cubana. 
In Francia, nel 1789, il popolo, con una rivolta sanguinaria, ha sostituito il re con i delegati dei Cittadini.
Nel 1917, con la rivoluzione russa la dinastia dei Romanov (Nicola II è stato l'ultimo imperatore) è stata eliminata e sostituita con il commissario che portava il potere nelle mani del popolo. Così si diceva. 
Le rivoluzioni, quasi sempre, hanno avuto come obiettivo la trasformazione di un sistema dispotico in un sistema democratico. Ossia, un sistema governato dal popolo con democratiche e libere elezioni.
In realtà anche con la Democrazia il potere non è affatto nelle mani dei cittadini, del popolo, ma è nelle mani di quei personaggi capaci di controllare, perfettamente, i meccanismi elettivi.
Anche se, teoricamente, ogni cittadino può candidarsi a qualsiasi carica ed essere eletto, in realtà tale opzione è difficilmente realizzabile. Solo costosi meccanismi di conoscenza, di capacità mediatiche e importanti risorse finanziarie possono portare al risultato.
Ma le rivoluzioni non sempre riescono nel loro scopo. Spesse volte falliscono. Altre volte portano alla sostituzione di un despota con un altro despota.
I paesi che furono capaci di ribellarsi al potere dispotico delle monarchie ora vivono in stati repubblicani, più o meno democratici.

La Rivoluzione è come la levatrice (Ginecologa, ostetrica) della società a venire di cui la presente è gravida. (Dal libro Principio e speranza di Chiara Musolino, ETS Editrice).
Ma, nelle società moderne occidentali, la natalità è in ... calo.

LOTTA PER LA LIBERTA'

 Sì, è una lotta per la Libertà del popolo.
La lotta contro la mafia richiede un vasto impegno collettivo con dispiegamento di idee, di uomini e di mezzi, adeguati al caso. 
Di idee e di mezzi non si vede traccia. Degli uomini è meglio astenersi dal commentare.

La mafia con la sua malvagità, la sua barbarie, la sua violenza, le sue sentenze di morte a carico di tutti coloro che si oppongono al sopruso dovuto alla posizione di superiorità di forza, deve essere combattuta con lunghe battaglie, al fine di ribaltare la condizione attuale che vede la soccombenza della Libertà.

Allo stato attuale, di fatto, non esiste alcuna lotta.
La mafia, con il sostegno e/o il disimpegno (Che è la stessa cosa, anzi, peggio) delle propaggini dello Stato, esterna, mette in atto tranquillamente, purtroppo con successo, la su malvagità, la sua tracotanza, la sua barbarie.

I Cittadini che non riescono ad accettare la sudditanza mafiosa, incapaci di piegarsi al ricatto mafioso, a testa alta, con orgoglio, pur sapendo di essere lasciati soli dallo Stato, ci mettono il loro coraggio, il loro rifiuto, la loro resistenza, il loro sguardo fiero, la loro vita!
Non riconoscendo alcun potere al di fuori della Legge. "Chi sei tu per imporci la tua volontà? Non riconosco il tuo potere", sono le risposte che essi hanno dato e daranno ai mafiosi.

Ma la lotta, allo stato attuale, non solo è impari, è inesistente. 
E questo, la mafia lo sa, il Cittadino lo sa, lo Stato fa finta di non saperlo. 

VERGOGNA!!!

 Vergogna, vergogna imperitura per tutti quei paesi, o meglio, per tutti i rappresentanti di quei paesi che hanno avuto, hanno, o avranno la sfrontatezza di apporre una "L" sul passaporto di un loro Cittadino. 
Nessun paese - neppure tra quelli più arretrati e più antidemocratici della terra - ha il diritto di espellere un proprio cittadino! E, ancora di più, quando quel cittadino è un bimbo di sette anni, come ha fatto, vergognosamente, quel paese del Sud-America, non molto tempo fa. E penso a quel Carlitos che si è visto consegnare quel terribile "documento valido per l'entrata in ogni paese, salvo il rientro in Cile". Con quella misteriosa, tenebrosa, "L" riportata, in grande evidenza, sul frontespizio.
Non è assolutamente accettabile mandare all'esilio nessuno. 
Neppure Socrate lo meritava.

Ma come si sarà sentito quel bimbo, di sette anni, che ha sempre considerato quel paese come il suo paese? Certamente già capiva che lui voleva bene a quel paese, ma quel paese (O, meglio, il potere esecutivo di quel paese) non gli voleva più bene. Era come la fine improvvisa, istantanea, inaspettata, incomprensibile di un duraturo amore?
A quel bambino, ormai uomo, per attenuare lo stato di rabbia, di frustrazione, anche parafrasando suo nonno, voglio dire che "uno è di dove si sente meglio".  C'è sempre un posto, sulla terra, disposto ad accoglierti con le braccia aperte.
E quel bimbo ha, poi, capito che può essere suo, anche meglio del primo, il nuovo paese che lo ha accolto, amato, stimato, indipendentemente dal suo credo e dalle sue idee politiche. O da quelle dei suoi genitori.
... Ma, il dolore per la perdita resta sempre sulla pelle e nell'anima.

27 agosto 2023

DIGNITA' E ORGOGLIO

 E' bene ricordare a tutti e in particolar modo ai despoti e ai mafiosi della società che la dignità, la resistenza e l'orgoglio del Cittadino onesto hanno trovato e trovano presupposto nel motto del Conte di Montecristo:
             "non si dimentica e non si perdona. Mai".
Per la necessità di dare un po' di dignità ad un Paese privo di spina dorsale. Privo di Futuro nella Libertà. 

QUALCOSA AVRANNO FATTO?

 Una delle frasi ricorrenti nell'ambito degli affiliati mafiosi e dei collusi, in seguito ad un fatto delittuoso, è quella che esplicitamente, senza alcun decoro, cerca di legittimare, giustificare, l'azione barbarica, seppur larvatamente non approvata.
E, allora - dicono - qualcosa avranno fatto
Qualcosa avranno fatto? 
Certo - idioti e bastardi - qualcosa hanno fatto! Hanno cercato di difendere la dignità propria e di tutti gli altri della società. Compresi quelli trogloditi come voi. 
Essi hanno avuto il coraggio per farlo, a testa alta. Hanno difeso, hanno cercato di difendere, nei fatti non con le parole, orgoglio, libertà e determinazione propri e dei Cittadini onesti (E sono tanti).

Sì, subito dopo ogni evento delittuoso (E in qualche caso anche prima) la mafia, coi propri affiliati, più o meno "casti" e "in vista", mette in atto una delle sue classiche sceneggiate teatrali.
Dei soggetti affiliati, non particolarmente impegnati nell'ambito mafioso, anche con partecipazioni nella vita di comunità, hanno il compito di diffondere "storie", "tragedie", inventate di sana pianta al solo fine di seminare sconcerto, dubbi, ambiguità, sulla figura del Cittadino che ha osato dire di no alla mafia. Cittadino al quale la mafia ha rubato i Sogni per essersi opposto alle prevaricazioni alle sopraffazioni. 
Di solito i mafiosetti diffusori di dubbi strumentali sono tre o quattro persone, noti nel paese del fatto delittuoso. Il loro incarico è quello di depistare, di allontanare le vere motivazioni che hanno portato al fatto delittuoso e di giustificare, neppure tanto larvatamente, il gesto. Costoro hanno l'incarico di riportare, nei locali pubblici, nelle vie tra la gente, presso le persone più deboli di raziocinio e capaci di fare da "cassa di risonanza", col solito stile delle mezze frasi, del detto e non detto, proprio dei mafiosi, fatti e circostanze tendenti a giustificare anche i più efferati delitti mafiosi.
Anche con la sfrontatezza, spesso accertata, di rivolgersi, con fare amichevole, addirittura, ai familiari di coloro, veri e propri eroi, che hanno avuto il coraggio di dire no alla mafia. Magari presentandosi con la parvenza falsa, finta, subdola, della solidarietà personale.
Secondo le consolidate procedure mafiose l'attacco recitativo (Tragedia mafiosa) parte da un soggetto di più alto rango mafioso (Magari un tizio di San Luca, per il prestigio mafioso riconosciuto a priori) con il seguito, ripetuto a pappagallo, con i mafiosetti locali di piccolo cabotaggio, sempre pronti a mettersi in evidenza con i superiori al fine di cercare un avanzamento di carriera

La "prima sceneggiatura" che fanno circolare i mafiosi parla di fantasiose "escursioni sessuali", fatte dai colpiti, con donne "appartenenti" o risalenti a riconosciuti mafiosi.
Circostanza questa quasi sempre destinata a svanire, dopo qualche settimana, per la totale mancanza di fondamento, per varie argomentazioni. Non ultima quella che vede tanti capi e capetti mafiosi sistematicamente e manifestatamente "cornificati" dalle proprie consorti, probabilmente bisognose di passione erotica, assente nell'ambito del coniugio e trovata, sempre nel loro stesso contesto. Per rendersi conto di ciò basterebbe, eventualmente, dare uno sguardo, anche non particolarmente accurato, ai mafiosi dei vari paesi, alle loro mogli e ai loro figli, per scoprire, ictu-oculi, una incredibile somiglianza della prole con qualche compare che circola "per la casa" di costoro. 
E loro i mafiosi, alla fin fine, queste cose le sanno, o le vengono a sapere, ma per evitare di perdere in credibilità, autorità, personale, mafiosa, fanno finta di non sapere. Secondo la modalità classica raccontata da Sciascia. E per evitare di perdere il credito mafioso raggiunto essi preferiscono non scendere nel dettaglio. Sanno ch'è meglio lasciare nel limbo delle cose non dette, seppur note a tutti. Anche per la presenza di "figli" che crescendo, come si può riscontrare tutti i giorni camminando per strada, si presentano con fisionomie identiche (Sputate) a quelle del "compare di turno".

Le sceneggiature teatrali mafiose a seguire sono quelle che ipotizzano la volontà della vittima di intraprendere iniziative imprenditoriali in ambiti considerati come appartenenti a settori di esclusiva competenza mafiosa, quindi off-limits per chiunque altro.
Le diffusioni di questi depistaggi, in genere, sono giustificate dalla determinazione di seminare dubbi sull'origine della tragedia, sulla causa scaturigine che deve apparire, secondo la mafia, per quanto possibile, chiara e netta in contesti diversi dal reale.

Una delle frasi mafiose, classiche, che codesti "banditori di depistaggio" diffondono con solerzia, è quella che dovrebbe fornire, secondo i mafiosi, il "presupposto giustificativo" del delitto: "Qualche cosa avrà fatto".
Se il Cittadino è stato ucciso - dicono di banditori al servizio della mafia - vuol dire che qualcosa di negativo (Per la mafia!) avrà fatto!
E tale pseudo-ragionamento, vile e volgare, è fatto e diffuso con la maestria della falsa preoccupazione  (E indignazione) per l'accaduto, dai vari soggetti infami di paese, tipo Filippo il mangia-bietole, Sansone lo spacca-sassi, Massimino il magazziniere-pensante. Per non parlare dell'allocco ingegnere di rito (Ci sono anche in questo settore, purtroppo. Di scarse competenze tecniche e morali). Con la conseguente pseudo-giustificazione (mafiosa) del fatto criminoso.

Ma questa è semplice volgarità barbarica che, sempre, deve essere respinta al mittente; in faccia ai mafiosi e, prima ancora, a tutti quei bastardi che si sono prestati, si prestano e si presteranno al gioco mafioso. Il mondo civile deve respingere la teoria mafiosa suddetta e i soggetti recitanti, senza alcun indugio.
Tutti i depistaggi e le infamie sono state e saranno sempre respinti al mittente da tutte le persone perbene.
La mafia non ha titolo per essere messa a confronto con i Cittadini onesti che, con la schiena diritta e lo sguardo fiero hanno opposto un categorico rifiuto alla sopraffazione, alla mafia.

Tali Cittadini sono coloro che per la dignità e la libertà, proprie e degli altri, hanno sacrificato la loro vita.
E, per essi Cittadini onorevoli sentiamo e sentiremo, sempre, mancanza e affettività. Loro sentivano la necessità di esigere, pretendere, un'esistenza migliore per tutte le persone della società. Sono Cittadini che amavano il loro lavoro, la loro famiglia (I loro figli avevano diritto, secondo loro e secondo noi, ad un futuro di Libertà e Giustizia) e che erano coscienti che il loro agire, con risolutezza, avrebbe comportato la perdita di qualcosa.
Non certamente la loro Dignità, il loro Coraggio, il loro Amor proprio.
Ma, erano coscienti di essere dalla parte della ragionevolezza, del giusto, del legittimo. 
Sono Cittadini che Sognavano la Felicità per tutti (Compito Costituzionale in tutti i paese realmente democratici), la legge valida per tutti, la Giustizia come diritto di tutti.
Sono Cittadini che hanno creduto nelle possibilità  di far diventare realtà i loro Sogni. Pur sapendo che i loro Sogni avrebbero potuto essere rubati da vili barbari ostrogoti. 
Così come è stato accertato dagli eventi.

Sono loro i migliori Cittadini della loro terra, coloro che hanno sentito il bisogno, non più derogabile, di portare un rinnovamento, un parto, una rivoluzione nella società bacata, compromessa, collusa.
Loro erano consci che, seppur orfani dell'epidermide del Paese, erano coperti, come da un caldo vello, dal grande calore della famiglia propria e di quella umana.
Essi sono i Cittadini di cui la società tende, distrattamente, a dimenticare a rimandare nell'obblio, ma essi sono e saranno sempre, a dispetto dei bastardi, dei corrotti e dei mafiosi, in salvo nella nostra memoria.
E, nessuno mai potrà cancellare il passato a copertura della mafia del malaffare diffuso, spesso, purtroppo (Dispiace, ma bisogna dirlo. Anzi, gridarlo a tutti i venti) adeso ai poteri Istituzionali. 
   
A tutti i banditori mafiosi che hanno detto o diranno frasi di depistaggio, volgari come la loro puzzolente anima, auguro una lunga vita di tormento infernale, fino al raggiungimento del pentimento, nel giusto girone dell'Inferno dantesco.

26 agosto 2023

CERTEZZE E DUBBI

 Il problema dell'umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi. 

Bertrand Russell

25 agosto 2023

DUBBI?

 La mancata individuazione e la conseguente impunità dei mafiosi rappresenta il concordato "prezzo del benessere", messo in atto dalle parti solo apparentemente in lotta fra di loro?

Si può ipotizzare l'esistenza, allo stato attuale, di un accordo esplicito (Non tacito) di non belligeranza, come quello messo in atto, nel secolo scorso, in alcuni paesi interni della Locride, fra le forze dell'ordine territoriali e i capi mafia?

A leggere le parole dei soggetti istituzionali (La parte opposta, in genere, non parla. Opera) la risposta sarebbe negativa. 
Invece, a leggere i fatti di cronaca la risposta spontanea sarebbe positiva.

La storia parla dell'infamia rappresentata dalle migliaia di persone che, per colpa della mafia, hanno perso tutti i loro sogni nella più totale inerzia e incapacità degli organi preposti dello Stato.
E questi Cittadini, che si sono opposti opposti alla mafia, chiedono e chiederanno, sempre, Giustizia ad uno Stato assente, distratto, incapace, mollusco. Spesso rappresentato da soggetti inadeguati, meglio incompetenti, per colpa o per dolo.

E, allora, che fare? Quale strada seguire?
Le risposte, che si sentono dire da conoscenti e da rappresentanti Istituzionali, sono sempre le stesse: 
Dimentica, Metabolizza, Perdona, Riconciliati col mondo mafiosi compresi. Non è il caso di attentare al livello di tranquillità e di pace che la mafia garantisce. Non ne vale la pena. Intanto è passato tanto tempo (Perché è passato tanto tempo? Per colpa di chi? Chi è il responsabile di tale inerzia?), tanto tempo e nessuno starà mai ad ascoltare le tue proteste, le tue denunce, i tuoi strali.
Hanno tutti famiglia. 

Questo è il modus operandi nella Locride, nel settore della Giustizia, della Libertà, della Legalità. E il paradosso è che a parlare di questi argomenti sono, quasi sempre, coloro che per istituto sono preposti, senza alcun risultato, alla salvaguardia di tali diritti.

... CONTINUAVA A CORRERE ...

Guerra in Nigeria. Barbarie sugli ultimi del continente Africa che, per le ricchezze possedute dal territorio, dovrebbero essere tra i primi del mondo.

"Ci stavano bombardando e mitragliando e una scheggia gli ha portato via la testa, di netto, mentre lui continuava a correre.
Il corpo continuava a correre, ma non aveva più la testa".

Dal libro "Metà di un sole giallo", di Chimamanda.

FERITE APERTE

 Nel campo medico quando a causa di una perdita significativa di tessuto con l'impossibilità di accostare i margini di una ferita o quando una ferita è a rischio di infezione, esse ferite vengono lasciate aperte, sanguinolente e sono dette ferite di seconda intensione e possono essere superficiali, profonde, penetranti con lesioni di organi interni.
Nella Locride, come ben noto a tutti, ci sono infinite ferite sanguinolente, aperte, di seconda o infinita intenzione, penetranti.

Con tanti Cittadini onesti che, in silenzio, portando la loro Croce, di solido leccio (Come quella di Cristo), accompagnati, qualche volta, dalla retorica, trita, banale, mostruosa, di rito, da parte dei rappresentanti del Potere esecutivo e di quello Giudiziario. Poteri incapaci di mettere in atto un sia pur minimo sforzo per chiudere o almeno tamponare, alla meno peggio, le suddette ferite sanguinolente dei Cittadini, che restano sempre più Soli davanti alla sopraffazione.

LIEVITO

 In ogni paese gli Studenti sono il lievito che fornisce il Pane, con tutto il suo profumo e il suo buon sapore.
Evviva gli studenti capaci di immaginare, nonostante tutto, un futuro migliore per tutti. 
Violeta Parra. 

Nella Locride i migliori Studenti, per i soliti motivi, appena possibile, giustamente, scappano via. Non per paura, ma per mancanza di futuro, verso uno stato di Libertà.

EROTISMO

Che differenza passa tra erotismo e sessualità?
E, qual è la differenza fra eros e libido?
I primi due termini (Erotismo, sessualità), in sostanza, intendono, dicono, la stessa cosa. E' la società che al pronunciamento delle suddette due parole ha una reazione più dolce e tollerante, rispetto alla reazione delle seconde due.
E' solo un aspetto puramente psicologico.
Freud ha sempre preferito l'uso franco, crudo, delle seconde. Anche per mettere in evidenza il bigottismo dei viennesi del suo tempo, che avevano la necessità di nascondere la realtà e salvare le apparenze.

L'AMORE SECONDO ORIANA

 "Hai mai visto, nei torrenti, quei sassi che stanno uno contro l’altro e non si muovono neanche con la spinta dell’acqua e, se si muovono, si muovono insieme? 

Sono due sassi ben distinti, fatti in modo diverso, ma è successo questo col tempo: è successo che con l’attrito hanno raggiunto  un’intesa e uno ha assunto una forma convessa, l’altro concava, e allora, restando indipendenti, sono diventati un’unica cosa. Un sasso solo!»

L'amore secondo l'originale punto di vista della Fallaci, in "Un uomo". 

COME GLI AVVOCATI?

 Il normale cittadino nella società attuale ha acquisito la filosofia di vita degli avvocati, quelli veri, pratici, delle aule di giustizia. 
Quelli che non hanno mai creduto né nella legge, né nella giustizia.
In Calabria (E, forse, nel Sud intero) c'è un muro che separa gli sconfitti dai parassiti
I primi (I perdenti) hanno, ancora, nonostante tutto, la forza di chiedere, direttamente o tramite i loro cari, Verità e Giustizia, nella più totale, sostanziale, assenza dello Stato.
I secondi (I vincenti, succhia-sangue), incontrastati, dettano la loro legge, imperterriti, consci dell'assenza di una pur minima traccia di spina dorsale da parte delle Istituzioni. Costoro non hanno bisogno di chiedere niente a nessuno, perché quello che vogliono se lo prendono, nel più sconcertante e desolante deserto Istituzionale. Peggio di come succede in una repubblica delle banane (Sud-America; Centro-Africa). E chi afferma il contrario è un ingenuo (Nella migliore delle ipotesi), o un colluso, o un mafioso.

I primi mantengono viva la memoria del passato perché sognano un mondo libero, più giusto. Essi si sforzano di mantenere vivo il fiore della Speranza, seppur coscienti dell'amara realtà della vita.
Essi non possono e non vogliono dimenticare. E non perdonano
E chi dovrebbero perdonare? Chi? Fantasmi.
Quanti mandanti, quanti esecutori, quanti sodali, quanti collusi rappresentanti Istituzionali sono stati assicurati, nell'ultimo secolo, alla custodia della Giustizia nella Locride?
I primi (Cittadini perbene) non dimenticano e non perdonano. Mai!
E la politica locale e nazionale?
I politici locali e nazionali sono, con qualche rara eccezione, aderenti alla teoria del consenso, considerando il consenso come il denaro (Non puzza. Anche se qualche volta il fetore diventa infernale). Consenso che suggerisce di appoggiarsi a tutti i potenti (Mafiosi in primis), senza guardare né avanti, né indietro, né a destra, né a sinistra.
La mafia per evitare incresciose cadute da cavallo, sulla Via di Damasco, da qualche tempo invece di sostenere un singolo specifico candidato terzo crea e presenta, essa stessa, i suoi candidati. Col sostegno, ovvio, dei partiti. E con l'elezione di questi ultimi il circolo per il controllo del potere è chiuso. 
Da qui l'avvio verso uno stato di barbarie, sempre più accentuato. 
Quel muro invisibile (O quasi invisibile) separa, in modo netto, i Cittadini onesti e i mafiosi, la Giustizia dalla vigliaccheria, gli sconfitti dai barbari, i richiedenti Giustizia da coloro a cui fa comodo lo status quo da loro stessi generato e, parzialmente, per una buona parte, gestito.
I primi, ai quali appartengo, ricordano, a tutti, in primis allo Stato (Sonnolento in fase incancrenita di accidia) che non dimenticano e non perdonano, né mandanti, né esecutori, né affiliati, né collusi. Nessuno!!!

24 agosto 2023

IMPARARE A VIVERE

 "Abbiamo imparato a vivere senza quelli di cui sentiamo la mancanza, semplicemente, perché, essi, sono parte di noi stessi. 
Perché sappiamo come mai ci mancano. 
Perché la loro assenza la colmiamo con l'orgoglio."

SE IL SOLE

 "Se il sole si rifiuta di sorgere, noi lo obbligheremo".

Rabbia, lamento, speranza, per l'Africa, ma anche per la Calabria e la Locride, in particolare.
Dal libro "Metà di un sole giallo", di Chimamanda.

LA RICCHEZZA DI UN PAESE

 L'unica strada capace, idonea, adeguata, per proteggere la ricchezza del proprio Paese (Nel piccolo e nel grande) è quella che protegge chi produce ricchezza.
La mafia col suo operato sbrana, come una belva famelica, gli imprenditori che producono ricchezza. Essa non produce ricchezza diffusa, anzi l'opposto. La assorbe fornendo spiccioli agli affiliati che restano quasi sempre dei "morti di fame", come se ne vedono tanti in giro, e divide la torta del malaffare tra pochi elementi di vertice. 
E, per come hanno sempre fatto i dittatori, di ogni colore politico, in tutti i paesi, portano il grosso dei loro denari nelle banche dei paradisi fiscali. E con la nascita di iniziative mafiose imprenditoriali aventi un solo scopo: fare da lavanderia per le entrate illecite.

Lo Stato, allo stato attuale, è, e appare, inerme. Senza alcun barlume di luce dentro il buio tunnel cloacale. E' incapace, per colpa o per dolo, di proteggere gli imprenditori che producono ricchezza e che non sono disposti ad accettare alcuna sopraffazione. Con il conseguente depauperamento della capacità di crescita sociale, economica e morale del Paese.

Con la conseguente crescita di corruzione, lassismo, menefreghismo, burocratismo. E con la conseguente crescita della povertà in strati sempre più larghi della società. Con un incremento esponenziale del numero di Cittadini ai quali lo Stato, in modo diretto o indiretto, ruba la dignità e la speranza in un futuro migliore.


COGLIERE LA BELLEZZA

 La Bellezza è direttamente collegata con la giovinezza che la apprezza, immediatamente, senza orpelli. 
Quindi, per non diventare vecchi è necessario conservare la capacità di cogliere la Bellezza

22 agosto 2023

LE SCIMMIE DI GIBILTERRA

 Il Mare Mediterraneo è collegato all'Oceano Atlantico tramite il noto Stretto di Gibilterra, enclave spesso portatrice di tensioni fra gli stati interessati. E' lo Stretto delle Colonne d'Ercole decantato da Omero, da Dante e da tanti altri poeti. Allo stato attuale è gestito politicamente dal Regno Unito (UK). E queste sono notizie note a tutti, o quasi.
Quello che risulta poco noto è il fatto che gli Inglesi, a Gibilterra, in apposita area, accessibile al pubblico turistico, "garantiscono", da tanto tempo, la presenza di un folto gruppo (Circa sessanta) di scimmie, particolarmente benvolute da tutti, specialmente gli inglesi. 
Forse per la loro ineleganza, per il fatto che sono decisamente scorbutici, visto che non sono molto simpatici coi turisti. "Come sono gli inglesi" sostengono le persone di origine Andalusa. 
Forse sono antipatiche perché si divertono, in cima alla Rocca, a derubare i turisti di tutti gli alimenti in loro possesso. Sì, esattamente così come fanno i grossi gabbiani che vivono sulle coste di S. Andrew, in Scozia. 

Con una famosa leggenda inglese che profetizza la cessazione, la perdita del potere politico sullo Stretto solo nel momento in cui le scimmie spariranno. E gli Inglesi da buoni creduloni, superstiziosi al massimo livello, fanno di tutto per mantenere in buona salute queste scimmie. Con un incaricato ufficiale militare responsabile della loro buona salute e prosperità. Costui ha la responsabilità di mantenerli in perfetta salute, a qualsiasi condizione. Tale condizione porta in sé un costo non indifferente per i contribuenti del Regno Unito, pari a circa 30,00 €/anno, per ognuno di questi animali (Circa 60 all'attualità), ai quali non si contestare alcun ché, anche se per ipotesi rubano, con violenza, il cibo regolarmente comprato dai turisti presso i venditori del posto. In sintesi, per loro non è reato. Non sono, in alcun modo, punibili.
In Italia, nonostante tutto, si continuano ad omaggiare personaggi maldestri, corrotti, lestofanti, pur essendo ladri consolidati, riconosciuti, esercitanti alla luce del sole. Ladri, sì ladri, come quelle scimmie di Gibilterra, che, però, a loro discolpa, come sostengono i veterinari incaricati per la protezione della loro salute, non possono essere rimproverati o puniti perché soggetti ad una "moderata demenza vascolare".
Non sarà che, prima o poi, verrà fuori un qualche buon umano-veterinario che riuscirà a spiegarci che i nostri personaggi, seppur presi con le mani nella marmellata, sono da considerare, eventualmente, non punibili in quanto soggetti a "demenza vascolare". Moderata quel tanto che basta per essere assolti, anzi non imputabili?
Ma, si sa, lo Stato in Italia è sempre stato dalla parte dei ladri, dei furfanti e dei mafiosi. 
Così è, se vi pare.

ENCICLOPEDIA DELL'INFAMIA

 La più barbara manifestazione di complicità con l'infamia mafiosa è l'omertà. Omertà che può essere dei cittadini, paurosi e insicuri, ma, è ancor più grave quando proviene da coloro che rappresentano le Istituzioni
E' omertoso, codardo, vigliacco, il cittadino che seppure a conoscenza diretta di circostanze relative a fatti delittuosi omette di riferirli a coloro che rappresentano la Giustizia (Seppure in modo discutibile, per colpa o per dolo).
Allo stesso modo sono omertosi coloro che seppur facenti parte dell'apparato dello Stato, con l'omissione dei loro doveri di ufficio, omettono l'assicurazione alla Giustizia di coloro che hanno agito con infamia.
E dalla compilazione dell'elenco dei soggetti, privati e Istituzionali, che, per colpa o per dolo, si sono resi colpevoli verrà fuori una enciclopedia degli impuniti. Dei barbari capaci di vivere da iene.
Meglio definirla Enciclopedia degli Infami
L'Enciclopedia degli infami, aperta ai contributi di chiunque, sarà strutturata come in seguito indicato.
Ogni riferimento ad atti, fatti e persone sarà poggiante su atti processuali e sulla voce del popolo.

-Numero data registro infami: N.1/2023
-Nome e cognome dell'infame:
-Nomignolo dell'infame:
-Livello/funzione di mafiosità:
-Clan di appartenenza:
-Zona di attività:
-Persona offesa:
-Rappresentante per la parte offesa:
-Curriculum di mafiosità:
-Note:


SARA' AMORE?

Sarà amore questo bisogno irragionevole di averti accanto la maggior parte del tempo della mia vita? Cosa sarà?
Sarà amore il senso di sicurezza e pace che ci danno i nostri silenzi? Cosa sarà?
Sarà amore quel senso di abbandono e di completezza che ci danno i nostri corpi e le nostre anime, quando sono a contatto?
Cosa sarà? 
E, se non è amore, allora, cosa sarà?

L'ARTISTA E L'ARTE

 Penso che, per un Artista (Poeta, Scrittore, Scultore, Pittore, Cantante, Musicista, Attore) non esiste nulla di più importante della sua Arte. Nemmeno l'amore.

20 agosto 2023

MORTE

Quando mi ritrovo a parlare con qualcuno che non c'è più penso a S. Agostino. 

"La morte non è niente. 
Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. 
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. 

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. 
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

 Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. 
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? 
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. 

Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace".

S. Agostino 

RICORDI?

 "Ricordo di averti trovato molto coraggioso e determinato, tanti anni fa, quando sostenevi che la realtà locale andava cambiata e per farlo bisognava restare. Ricordi? 

Mi hai raccontato della tentazione di restare in Toscana e della delusione dei tuoi davanti alla possibilità di un non ritorno. Certo non potevi immaginare quale atroce tragedia avresti dovuto affrontare. Non era proprio immaginabile. 

Ma che fosse una realtà senza speranza lo si vedeva anche allora. 

Che lo Stato aveva disertato quel territorio era chiaro, anche allora".

Nella Locride non c'è spazio, non c'è futuro, per romantici sognatori. E chi sostiene il contrario è un ingenuo, o un mafioso, o un cieco. 

15 agosto 2023

MUSEI

 

Sono sempre stato dell'opinione che il potere pubblico, in qualsiasi settore, non dovrebbe stare, per molto tempo (Dieci anni, al più), nelle mani della stessa persona. 
Vale in particolar modo per il Ministero dei Beni Culturali.
Musei, collezioni, raccolte d'arte, per sopravvivere hanno bisogno di continui aggiornamenti e ampliamenti. E' questa la strada da seguire per evitare che essi diventino dei cimiteri. E, in quanto tali, frequentati da pochi fedelissimi familiari.

Inoltre, ma non di minor conto, queste strutture devono essere equiparati a Beni essenziali di prima necessità, come l'aria, l'acqua. E, in quanto tali, devono essere offerti alla gratuita visione, a tutto il mondo. 
Sono Beni che appartengono a tutti i popoli, a tutte le civiltà. E, quindi, la gente non dovrebbe pagare un biglietto per andare a vedere una cosa che, di fatto, in parte, gli appartiene.

LA VIGILIA DI NATALE

 La Chapelle d'Armentiéres è una bella cittadina francese, famosa, in tutto il mondo, per quello che è accaduto la vigilia di Natale del 1914. Sì, nel pieno della Prima Guerra Mondiale. Era quella la zona in cui si fronteggiavano, dalle rispettive trincee, le forze militari Inglesi contro le forze militari Tedesche.
Verso sera i britannici notarono che dall'altra parte si accendevano lanterne, fiaccole, alberi di Natale. E, poi, dopo le accensioni, partirono nette, le note del canto di Natale, in tedesco (Stille Nacht, heilige Nacht). 
I brividi percorsero anima e corpo di quasi tutti i soldati britannici, posti nella prima trincea, con i fucili imbracciati, pronti ad uccidere il nemico. E, per non essere da meno, gli inglesi si misero a cantare The First Noel
I soldati, di entrambi i fronti, si sentirono di esaltare la piacevole melodia cantata dai nemici. I tedeschi si misero ad applaudire, con entusiasmo, gli inglesi e si misero a cantare O Tannenbaum. Particolarmente apprezzata dagli inglesi, vista l'intensità dei loro applausi. Con canti di gioia e di apprezzamento. Come in uno stadio alla prima di una famosa band. Alla fine i nemici inglesi e tedeschi si sono lanciati, insieme, nell'Adeste fideles, in latino. 
Con un grande successo di pubblico!!! 
Incredibile. Nel mezzo della Guerra Mondiale (Forse la più inutile delle guerra. Certamente la guerra che ha edificato i presupposti per la terribile seconda guerra mondiale) due delle più potenti nazioni, separate da un odio incredibile, i soldati, stipati nelle trincee, di due nazioni belligeranti, si son messi a cantare, insieme, amichevolmente, le canzoni di Natale. 
E con ciò tradendo le loro comuni radici Cristiane.
Quei soldati che poco prima erano pronti a spararsi, reciprocamente, e che, probabilmente, tra non molto, da quel giorno, lo avranno fatto.
Ora erano lì a ridere e cantare, come vecchi amici che non si vedevano da tanto tempo.

La circostanza si è ripetuta in altri siti, della stessa zona, anche con maggiore intensità, e, anche, con scambio di regali (Cioccolato, sigari, crauti). In qualche caso, inoltre, persino si sono svolte delle partite di calcio, con i due diversi schieramenti e con gli elmetti a fare da pali delle porte. Acerrimi nemici per effetto del Natale e del calcio erano diventati come dei vecchi amici d'infanzia. 
Con grande disappunto da parte dei generali che, lontani dal fronte, erano preoccupati sul possibile "bonario" comportamento che avrebbero potuto avere, quei soldati, alla ripresa delle ostilità.
 

RIPRENDERSI LE PIAZZE DELLE CITTA'

 




Dalla metà del secolo la concezione del vissuto quotidiano nell'ambito urbano ha subito delle rimodulazioni, non sempre condivisibili. Le Piazze, le Strade del passeggio, le Stazioni ferroviarie ed automobilistiche, gli stessi Parchi pubblici, da luoghi di contatto, di incontro, di passeggio, di intrattenimento, più o meno lungo, sono diventati dei luoghi in cui il Cittadino invece di essere trattenuto, ospitato, per il tempo libero o per il tempo di transito, è visto come un essere indesiderato, inopportuno. 
Un non luogo dal quale l'umano deve essere espulso, appena possibile. 

Coi nuovi concetti pseudofilosofici gli architetti (In primi, ma con la presenza di altri professionisti) si sono avventurati verso nuove forme di linguaggio urbanistico. Con l'avallo della pacchiana politica, incapace di saper distinguere il grano dalla zizzania. 
Dai luoghi pubblici sono praticamente scomparse le fontanelle, sono scomparse le comode panchine sulle quali, una volta, era possibile sedersi per riposare e, magari all'ombra di un grosso albero, leggere un giornale, oppure un libro. In ogni dove, nelle nostre città, compaiono strutture aventi la funzione, orribile, di dissuadere il cittadino dalla sosta. Egli deve percepire, anche psicologicamente, che da quel luogo pubblico deve allontanarsi appena possibile.
Questa "scuola di pensiero" perverso ha portato alla scomparsa di panche, panchine, muretti, punti di sosta, nelle stazioni. Con una ossessione per l'adozione e posa in opera di pali, paletti, tubi, solidi, sfere, piramidi, ostacolanti la possibile seduta. 
Nelle vie di certe città è, purtroppo, visibile la presenza di elementi dissuasori della sosta pedonale, come quello mostrato in foto. In tali luoghi la percezione è che il cittadino deve stare attento a non fermarsi e a non cadere. Per evitare di farsi male!
E' questa una architettura mefistofelica che va respinta al mittente. I cittadini dovrebbero abituarsi al rifiuto delle sciocchezze che vengono propinate come opere d'arte. 

Abituiamoci a chiamare le cose col proprio nome. Non dobbiamo aver paura di definire "emerita stupidaggine" ogni ipotesi considerata tale, anche se i media ce la presentano come una cosa eccezionale, divina, architettonicamente parlando. 
Abituiamoci a ragionare con la nostra testa. Diciamo pane al pane e vino al vino.

In sintesi, dobbiamo abituarci a vivere i momenti negli spazi pubblici, con serenità, non con ansia, non con apprensione. E tutte le volte che i nostri passi si scontrano con qualcosa di blasfemo, diabolico, dobbiamo avere la forza di opporre un netto rifiuto. 
Tali architetture (Non so fino a che punto si possa accettare tale definizione), dette del disprezzo, non possono che essere espulse, rifiutate, dalle città. Anche per evitare ulteriori elementi di disaggio fisico e psicologico nei cittadini.
 Magari anche urlando contro le brutture che dilagano nelle città.
Dobbiamo, tutti, riprenderci le piazze, le vie, i luoghi pubblici, le piante, il verde pubblico, col loro vissuto sereno e pacifico. Le città, i paesi siano capaci di trasferire emozioni, a tutti. Ai residenti e agli ospiti.

Chiediamo, a voce alta, il ripristino di sedute, di gradini, di panchine, di fontanelle, di alberi. Prendiamo a pedate tutti coloro che si dilettano a fare potature baresi, o di qualsiasi altra provincia, sugli alberi d'alto fusto.  
Riprendiamoci le piazze per poter buttar via quella strana impressione, che ci pervade, e ci costringe a pensare che la città non ci appartiene. Escludiamo dalla città l'architettura del disprezzo.
No! La città è nostra. Dobbiamo riprendercela tirandola fuori dalle grinfie di coloro che l'hanno abbrutita, pur sostenendo, retoricamente, di volerla migliorare. 
Lo spazio urbano deve acquisire una visione vivente e significativa. Non deve essere inerte, morta, di transito. Deve essere, sempre, al servizio dell'uomo. Armonicamente. 

Bisogna, comunque, riconoscere che nel mondo esistono delle città ove l'architettura del disprezzo è messa al bando. Parigi è una di queste. Per le vie di questa città si possono vedere e godere una serie di insule ove potersi fermare, sedere, sdraiarsi, togliersi le scarpe e riposarsi un po'. Questa è una di quelle città in cui ti senti a casa tua, sin dalla prima volta. E' raro trovare, in Italia, città capaci di trasferire questa piacevole sensazione. 

8 agosto 2023

HERA LACINIA

 Il tempio di Hera Lacinia - come era e come è, ora - è la netta rappresentazione della incapacità di capire la Bellezza e di proteggerla, da parte dei calabresi.
E, tra poco, purtroppo, anche l'ultima colonna del tempio andrà a finire nello Jonio. 
Quanta tristezza! Quanta ignoranza! 


3 agosto 2023

DESIDERIO

 E' ciò che è proibito che accende
 e fa esaltare il desiderio.

2 agosto 2023

CIVILTA' E ISTINTO

 Nel mondo civilizzato, democratico, la Civiltà deve avere il predominio sull'istinto.
La forza della Ragione e del Progresso non saranno mai capaci di superare le conseguenze dell'impulso umano individuale. Spesso irragionevole, primordiale, bestiale.
E' la società che deve dotarsi di leggi e norme comportamentali per controllare, per quanto possibile, gli effetti degli impulsi violenti.
Nell'uomo l'aspetto barbarico e l'impulso violento distruttivo animalesco erano / sono insopprimibili. Il segreto sta nel sapersi controllare nei momenti immediatamente successivi. 

1 agosto 2023

VITE SPEZZATE

 Racconterò alcuni spunti ed analogie della breve vita di due persone:
1)- Catherine (Kitty) Susan Genovese, esercente.
2)- Antonio (Totò) Musolino, imprenditore.

1.a)- Kitty era una intraprendente ragazza, di origini italiane, che gestiva un bar, in un quartiere popolare, Kew Gardens, di New York.
Il 13/03/1964, aveva ventotto anni, alle tre e un quarto a.m., dopo aver chiuso l'attività, con la sua Fiat rossa, tornava a casa. Dopo aver parcheggiato l'auto, è stata assalita e uccisa, da un criminale, con un grosso coltello. Le cronache non forniscono dati su eventuali minacce subite da Kitty.

2.a)- Totò era un intraprendente imprenditore, nel settore delle costruzioni generali. Gestiva, con un certo successo, una delle più importanti imprese di costruzioni di Opere Pubbliche, nella Locride (RC). In quel periodo aveva in portafoglio, tra gli altri di minore importanza, n.3 contratti pubblici importanti. Uno a Castrovillari, con le Poste; uno a Careri, col Comune; uno a Siderno, col Comune.
Il primo contratto (Castrovillari), quasi totalmente eseguito da Totò, è stato ultimato dall'azienda di famiglia subentrata.
Il secondo contratto (Careri) è stato abbandonato.
Il terzo contratto (Siderno), già interessato da note vicende di malcostume locale, da Codice Penale, dopo una azione di maquillage formale, è stato portato a termine dalla ditta di famiglia subentrata.
La sera di domenica del 31/10/1999, alle ore 21.00 circa, due bastardi prezzolati dalla mafia, "brutti comu 'o scuru", armati di fucile a canne mozze, con la figurina della Madonna di Pugliano di Bianco (RC), lo stesso paese ove è stata rubata (Rubata?) l'auto (Fiat, Uno, grigia) usata dai killer, hanno rubato i suoi sogni. 
3.a)- Analogie. Situazioni analoghe, quasi identiche, nei due casi.

1.b)- Kitty, come la chiamavano tutti, era un turbine di vitalità. Aveva tanti amici, amava ballare, amava New York (La sua città), e New York amava lei. E quella città era la sola ove poteva essere se stessa. Era la città ove, lei, si sentiva viva, libera.
Quella notte, dopo aver chiuso l'auto, si avviava verso il portone di casa quando è stata colpita, brutalmente, con un coltello, da un tizio. Kitty in quel momento era sola. Era riuscita a scappare verso la scala di casa, ma il killer l'aveva raggiunta e l'aveva colpita, ancora.

2.b)- Totò, come lo chiamavano tutti, era un turbine di vitalità. Con tanti interessi, coi quali cercava di far progredire la sua zona. Gestiva la più importante impresa di costruzioni, iscritta all'ANC, della Locride. Gestiva, a livello quasi amatoriale, un frantoio oleario, semiautomatico, uno dei primi a ciclo continuo Alfa Laval, della zona. Gestiva l'azienda agricola di famiglia. Aveva tanti amici, ed, evidentemente, qualche invidioso nemico che si spacciava per amico. Amava suonare, col suo organetto, le tarantelle ed i balli classici. Tutto da autodidatta. Quando voleva fare una cosa si impegnava,  con ogni sforzo, per farla. Amava Benestare (La Locride e la Calabria), e Benestare amava lui, facendo eccezione per quei quattro anonimi soggetti (Qualche suo collega, ...), invidiosi del suo successo imprenditoriale. E, dopo le peripezie (Richieste di denaro da parte di un architetto, DL) attraversate durante la sua esperienza lavorativa in Piemonte, si è convinto che Benestare, il suo paese, era, nonostante tutto, il luogo ove poteva essere se spesso. Era il luogo ove si sentiva libero, nonostante le intimidazioni mafiose subite e denunciate. La sera dei fine settimana e dei giorni festivi, quando non era impegnato col lavoro per il giorno dopo, faceva la sua solita visita al bar, ove chiacchierava, coi suoi amici, parlando di politica locale (Era uno dei pilastri portanti del partito "Pace e Bene". Almeno fino a quando qualche interno non gli ha messo, per oscure motivazioni, il ... bastone fra le ruote), di calcio (Era tifoso del Milan), di lavori pubblici (Era un  grande esperto del settore. Conosceva tutti i meccanismi previsti dalle leggi su gare, affidamenti, esecuzione e gestione di opere pubbliche). Quella sera, dopo una giornata di intenso lavoro in frantoio, mentre era intento alla pulizia dei macchinari, è stato colpito al corpo da quattro colpi di fucile. Forse non ha avuto neppure il tempo di dire alcuna frase rivolta a Dio. Né ha avuto tempo per chiedere aiuto. Totò non era solo. Pochi minuti prima un docente, ritirato l'olio delle sue olive molite era andato via. Con lui nel frantoio erano presenti altre due persone. Una di loro era un figlio. L'altra, secondo qualcuno indeterminato, sarebbe stato una specie di basista. 
3.b)- Analogie. Situazioni analoghe come dati di base. In entrambi i casi al delitto hanno assistito delle persone, seppure a distanza.

1.c)- Kitty. Tutto il quartiere si era svegliato per l'urlo. Tante finestre delle case vicine si aprirono e si illuminarono. Tanta gente gridava in modo distinto contro il criminale. Qualcuno urlava: "Lascia in pace quella ragazza!" Il killer colpiva ancora la ragazza che reagiva gridando e cercando di scappare. Nessuno scendeva per strada. Solo una donna raggiunse, infine, la ragazza, in fin di vita, sulle scale. Tante persone si nascondevano dietro le finestre, certamente per paura.
Molto tempo dopo l'inizio dell'aggressione (Dalle 3.19 alle 3.50) arrivava la polizia, ma era troppo tardi. Il criminale si era dileguato.

2.c)- Totò.  Tutto il quartiere si è allarmato per le urla. Tanta gente è scesa per strada, davanti al frantoio, a pochi passi della Piazza 
Chiesa Matrice, che è piena di persone per le elezioni delle cariche della Confraternita. Alcune persone si sono chiuse in casa, per la paura. I due criminali dopo gli spari si sono dileguati, ancora travisati con passamontagna artigianali, con l'auto Fiat, Uno, grigia, dalla quale non sono mai scesi. 
Durante la fuga hanno incrociato l'auto blindata della polizia che nulla ha fatto per impedire la loro fuga. 
La polizia, allertata da cittadini alle 17.00, è arrivata in sito dopo le ore 21.00. Era troppo tardi, ma ancora in tempo per fare qualcosa. Qualcosa che avrebbe potuto e dovuto fare, ma che, per qualche inspiegabile motivo, non ha fatto. E i due criminali (Spaventati a tal punto che il bastardo passeggero si è pisciato addosso, bagnando, abbondantemente, non solo i suoi vestiti, ma, anche, il sedile) si sono dileguati, ringraziando le forze dell'ordine e, certamente, la Madonna di Pugliano che avrà tenuto conto delle loro preghiere.

3.c)- Analogie. In entrambi i casi la polizia è arrivata in ritardo. In entrambi i casi al delitto hanno assistito indirettamente delle persone, seppure a distanza. In entrambi i casi nessuno ha avuto il coraggio di fornire informazioni per la cattura dei criminali; ammesso che la polizia avesse un qualche interesse, una qualche intenzione. di arrestarli.

Comportamento della gente: 
- Codardia? Quasi tutti, in entrambi i casi, avevano una sola preoccupazione: cercare di non essere coinvolti, che tradotto in parole semplici significa "ho paura della criminalità, non ho fiducia nella polizia". 
Ma, si può dare torto a questo pensiero umano? Sì, certo. Senza alcun dubbio. Nonostante tutto il Cittadino deve trovare la forza per denunciare atti e criminali. 
- Confraternita? Nessuno dei confratelli ha avuto il coraggio di dire una parola sui reiterati passaggi, in auto, che i due esecutori hanno fatto, transitando anche dalla Piazza Matrice. Chi erano le persone interessate in quella elezione, del giorno dopo? Chi è stato eletto, certamente, era presente in Piazza Matrice quella sera. Perché nessuno ha mai parlato? Quanti di costoro non hanno parlato per paura? Quanti di costoro non hanno parlato per appartenenza mafiosa?
- Indifferenza o Paura. Nel caso di Kitty, per più di trenta minuti, i cittadini sono rimasti a guardare senza alcuna azione di contrasto, a difesa della ragazza. Nel caso di Totò, per circa quattro ore, gli esecutori sono stati in giro per il paese senza che nessuno dicesse o facesse qualcosa. Dei pochi interrogati dalla polizia, alcuni hanno negato l'evidenza (Anche un laureato), altri hanno fatto capire di avere paura e, quindi, di non aver visto nulla.
- Indagini. Perché la polizia ha svolto le indagini in modo quasi svogliato, con scarsa competenza, con scarsa professionalità? Perché i poliziotti sembravano quasi disinteressati della ricerca della verità, mentre erano particolarmente attivi in presenza delle varie televisioni nazionali e locali presenti? Tanti sono i sospetti irriferibili, almeno in questa sede.

Per il caso della povera Kitty non ci sono elementi aggiuntivi, ma non è difficile immaginare forti analogie. 
In entrambi i casi i criminali erano interessati alle attività imprenditoriali svolte dalle due persone uccise. Cosa ha fatto, successivamente, la polizia e la magistratura per individuare i responsabili? Nulla. In entrambi i casi nulla è stato fatto. 
In entrambi i casi, con un diverso comportamento della gente e della polizia i due imprenditori avrebbero potuto essere ancora in vita.
Quello che è successo a New York e a Benestare "è un chiaro sintomo della terribile verità sulla condizione umana". Senza che alcuno, di dovere, prenda atto e agisca di conseguenza.

Sulla storia di Kitty e su quella di Totò sono stati scritti libri, ballate, pièce teatrali. Sempre con il desiderio di pervenire alla verità. 
Il libro Guarda Oltre, di Antonio Musolino, che racconta alcuni dettagli della tragedia di Totò, sta per essere tradotto in un film.
Ma, la gente ha cercato di abbandonare la storia, in entrambi i casi. La gente è per natura indifferente, forse perché esclude, non accetta, l'ipotesi che possa essere coinvolta direttamente in fatti del genere. La gente è diventata, sempre di più, apatica. Indifferente, nonostante la conoscenza personale diretta, dei personaggi interessati, in tutto il comprensorio. 
Unica cosa che vige nella gente è l'effetto spettatore. La gente mediocre tende a ritenere di essere solo uno spettatore, come davanti alla TV, di non dover fare nulla, perché ci sono gli altri, oltre quelli preposti, che possono assumersi la responsabilità. C'è una tendenza a voler guardare, ma senza alcuna interazione. Per paura di fare la cosa sbagliata, per timore del giudizio, per paura di vita, perché si vedono gli altri che non fanno nulla.
Omertà dei cittadini. Spesso le forze dell'ordine parlano di omertà dei cittadini, ma in questi casi l'ipotesi è priva di fondamento. 
In entrambi i casi la gente ha telefonato alla polizia, che si è comportata in modo ... discutibile.
Nel caso di Kitty dalla polizia alla terza chiamata hanno risposto di essere informati del caso e del prossimo loro intervento.

Nel caso di Totò la polizia è stata allertata, addirittura, alle ore 17.00, ossia quattro ore prima del delitto, avvenuto alle 21.00. Con altre telefonate, sempre alla polizia, fatte da altri cittadini, intorno alle 18.00, sempre impauriti per la presenza, per le vie del paese, di due loschi figuri. Anzi, all'ennesima telefonata di pericolo la cittadina interlocutrice si è sentita rispondere in termini volgari di evitare le continue rotture di scatole, con la storia dei due figuri.  Diceva la donna addetta che "avevano rotto le palle con la storia di "due facce di delinquenti" che giravano per il paese". 
Quindi, alla polizia sapevano, da tempo, che c'erano due brutti stranieri che giravano per le vie del paese. E, nonostante le rotture di scatole, dovute alle reiterate denunce dei cittadini di Benestare, ancora, nulla avevano ancora attivato, pur essendo in un periodo relativamente tranquillo.
Ma, le domande che sorgono spontanee sono: 
1) Perché la polizia ha mandato una pattuglia solo dopo circa quattro ore dalla prima denuncia? 
2) Perché la pattuglia mandata sul posto, con un ritardo criminale, si è presentata (?) con un'auto blindata? La polizia sapeva già che c'erano dei killer in giro per il paese? Aspettavano l'evento per poter intervenire? 
3) Perché la polizia, subito dopo la tragedia, non ha diramato l'allarme coinvolgendo anche le stazioni dei Carabinieri di Careri, di Bovalino e di Platì? 
4) Perché non sono stati fatti posti di blocco nella piccola zona d'interesse, con scarse vie di fuga? 
5) Perché non è stata fatta alcuna ricerca per trovare l'auto degli esecutori, la cui presenza è stata denunciata, da una persona, a poche centinaia di metri da Benestare?

La tragedia di Totò, da allora (Domenica, 31/10/1999, ore 21.00) è sempre la stessa, con qualche particolare aggiunto, non modificato. Ma il problema è che a nessuno interessa conoscerla
Non interessa ai vari rappresentanti Istituzionali, non interessa alla PG, non interessa ai magistrati, che, quasi sempre, si sono, anche, sforzati, per mostrare la loro infima capacità professionale, legata alla loro autoreferenzialità medievale.
 Non interessa alla gente comune che ha voglia di dimenticare, di archiviare. 
E' sconvolgente dover constatare questo stato di cose. Ma è necessario guardare in faccia la verità. Sempre! 

Anzi, interessa a qualcuno. A chi scrive e scriverà sempre. 
Interessa a quella esigua minoranza di Cittadini della Locride che sa che ogni riscatto possibile del territorio passa, inevitabilmente, dalla fame di Giustizia, di Verità, di Libertà, di Democrazia. Cose che allo stato attuale, nella Locride, non esistono. E che, chi di dovere, non si preoccupa, in alcun modo, di intervenire per il ripristino della Legalità. Almeno per salvare le apparenze!!!