Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

24 ottobre 2018

IL LINGUAGGIO

La padronanza, la pacatezza, del linguaggio danno all'uomo forza, saggezza, autorevolezza nelle interlocuzioni. Tale dominio fornisce una eccezionale facoltà nei confronti dialettici e culturali. Facoltà che non deve, mai, degenerare nel turpiloquio, nella volgarità, nella presunzione. E, in tal caso, naturalmente, l'uomo è privo di … "linguaggio".
Paradossalmente, cadere in questa mancanza di facoltà, può essere una trappola che porta effetti quasi sempre quando si interagisce con "persone istintive". In ogni caso, specialmente quando si parla dei massimi sistemi, è sempre meglio riflettere prima di … pronunciarsi. E, comunque, forse, conviene esprimersi in termini probabilistici e mai  in termini assolutistici. Prendendo atto delle opinioni altrui, anche se non condivisi. Con tolleranza e buon senso.

6 ottobre 2018

ARCHITETTURA E STAMPA

Architettura e Stampa, a ben riflettere, sono due Arti che, nel tempo, si sono presentate in modo alternativo. La Stampa (Sorella minore) è nata quando l'Architettura (Sorella maggiore) era al massimo del suo sviluppo armonico. Con la crescita della Stampa si è manifestato un lento decadimento dell'Architettura. L'una cresce e l'altra si abbassa. 
Nel XVI secolo si riscontra inizialmente il livellamento delle due Arti. Poi si assiste al superamento della Stampa rispetto all'Architettura.
Nel XVII secolo la Stampa è sovrana rispetto all'Architettura.
Nel XVIII secolo la Stampa dopo essersi rilassata durante il periodo del Re Sole, con le armi di Voltaire e di Lutero va all'assalto della vecchia Europa che aveva già sepolto il linguaggio dell'Architettura.
Nel XIX secolo, dopo il periodo delle distruzioni si è ricominciato a ricostruire. Ricostruzione che, seppur in presenza di casi sporadici di genialità, è costituita non più da fatto collettivo, da atto sociale. L'Architettura sarà non più "edificata", ma, semplicemente, "stampata".
In ogni caso, anche se contrastanti, Stampa ed Architettura rappresentano due Miniere dell'Umanità. Quella di Pietra e quella di Carta.  
La Bibbia di Pietra è rappresentata da scritture nel granito, da maestosi colonnati, da obelischi. Opere che ci permettono, ancora oggi, di sfogliare il passato.
La Bibbia di Carta è altrettanto colossale e popolare. E' leggibile da una maggior massa di persone. Le cattedrali di questa Arte si chiamano Shakespeare, Byron, … Sulle sue impalcature è presente tutto il genere umano, non solo i pochi eletti. Nella Bibbia di Carta, nel XVIII secolo, ha fatto il suo ingresso l'Encyclopedie. 
   Il mondo della Carta diventa rifugio dell'Intelligenza contro tutte le forme di barbarie.
Il Libro non ha ucciso l'Edificio. Lo ha solo rimodulato.
L'invenzione della Stampa ha portato una grande rivoluzione nell'Architettura. Tutto ciò che prima della Stampa (Richiami biblici)  era su pareti, soffitti, ecc, dopo la Stampa si trasferisce sulla Carta. Si faceva strada il concetto che la conoscenza, tramite la Stampa, dovesse essere nella disponibilità di tutti (O almeno di molti) e non di pochi iniziati.
   Con la crisi del linguaggio architettonico popolare il Tagliapietre diventa Scultore; l'Iconista diventa Pittore; il Vetro sostituisce la Vetrata.

BELLO E BRUTTO IN ARCHITETTURA

Chi ha fatto studi di Architettura la prima cosa che fa, avendone i mezzi, è quella di verificare i vari siti esistenti.
Dagli studi fatti sentivo come incongruente, stridente, l'accostamento di linguaggi architettonici diversi, umili e sfarzosi. Forse per questo motivo, per molto tempo, ho rimandato un viaggio nella Grande Mela. Vedevo certe presenze come di una bruttezza infinita. Consideravo brutta anche la mancanza di fantasia  nella toponomastica. "Come si fa ad essere così grezzi ed indicare con un numero il nome di una strada". E certi edifici, pur costruiti nel XIX e XX secolo perché erano (Per me) così brutti? 
Finalmente mi decisi (E Dino, preso dal mio entusiasmo, è venuto con me) di andare a vedere di persona. 
La prima visita al Bronx è stata terribile. La visione cambiava, restando sempre fredda e brutta man mano che ci spostavamo da una zona ad altra zona. La gente "correva" per strada. Quasi come senza meta. Ogni tanto sui marciapiedi si vedevano funamboli o venditori di cianfrusaglie. Ma la cosa  più incredibile è stata vedere quelle case in mattoni laterizi pieni a faccia vista, come diciamo in Europa. Erano, e sono, le case in mattoni rossi, con facciate brutte, smunte, sudice, fornite di scalette esterne in ferro rossastro arrugginito che si arrampicavano dal piano terra fino al tetto. Queste facciate erano brutte, ma proprio tanto brutte che, forse, in realtà, erano … belle. Ed anche la denominazione (Numeri) delle vie che è brutta, ma proprio tanto brutta, forse, in realtà, era … bella. Ed anche i contrasti fra le facciate orribili delle case di mattoni pieni rossi con qualche vicino grattacielo di acciaio e cristallo che prima sembrava brutto, ma proprio tanto brutto, forse, in realtà, è … bello. Forse.

ARCHITETTURA E CRISTIANITA'

L'Architettura Cristiana può essere suddivisa in tre grandi gruppi:
-Romanica;
-Gotica;
-Rinascimentale.
L'Architettura ROMANICA è quella dominata dall'arco a tutto sesto. Si presenta con differenze di linguaggio, secondo i luoghi, gli ambienti, le tipologie (Lombarda; Sassone; Bizantina; …).
L'Architettura GOTICA è quella dominata dall'esaltazione 
dell'ogiva. L'introduzione di questo stile architettonico (L'arco a tutto sesto è sostituito da due tronchi di arco ad incrocio acuto), per chi non lo sapesse, nasce dalle Crociate (Guerre del Cattolicesimo, 1095-1291). Si, da questo grande movimento popolare, indipendentemente dalle ragioni ispiratrici  e dal fine. Col ritorno in patria i crociati portano l'ogiva (Di origine Araba). Con questa nuova forma l'Architettura Romanica si estingue lasciando il posto all'eresia Gotica. La Chiesa Cattolica è invasa da concetti di Libertà. Concetti che tendono a liberarsi del Dogmatismo teologico. Con questa evoluzione l'Architettura sfugge al Clero e cade nelle braccia accoglienti e democratiche dell'Artista. Artista che costruisce a modo suo. Con esplosione della fantasia, del capriccio, dell'immaginazione, dell'estro libero (Non più stretto e costretto dai canoni precedenti). Con lo Stile Gotico la Chiesa si allarga, si espande e, specialmente, si slancia verso il Cielo.
Gli scontri religiosi tra Cattolici e Luterani hanno portato scismi e un nuovo linguaggio nelle Chiese. La loro forma e la loro rappresentazione dovevano essere consone al linguaggio di Lutero.
Col passaggio dall'Architettura Romanica a quella Gotica si assiste al passaggio dall'arco a tutto sesto all'ogiva. Il tutto con una esplosione di Raffinatezza e di Dettaglio
Dal punto di vista del linguaggio si passa dal Simbolismo Ermetico che rappresenta l'Unità Papale della Chiesa allo scisma di Lutero.
Le Chiese non sono ancora opera del Singolo (Artista), ma sono opere di una società, in uno specifico contesto storico. Rappresentano il porto di un popolo e non ancora il porto di uomini di genio.
Ogni popolo, quando non provvede alla demolizione, aggiunge alla Chiesa una nuova stratificazione secondo i propri gusti. La Chiesa, nel suo processo edilizio, è come un alveare ove ci sono gli uomini al posto delle api. In questo processo evolutivo architettonico si assiste a successivi innesti, saldature di arti e parti diverse, sullo stesso monumento. E' il Tempo ad essere il Progettista, con il Popolo nelle vesti di Muratore. 
L'Architettura RINASCIMENTALE, misto di quella Greca e Romanica è riconoscibile dalla presenza dell'arco a tutto sesto sostenuto dalla bellezza delle colonne Greche. Il Rinascimento ha portato in Architettura il Lusso accecante, l'uso smodato di archi a tutto sesto, l'uso delle Colonne Greche ed anche dell'Arco Gotico  Ribassato. Durante il Rinascimento l'Architettura ha cercato di adeguarsi, plasticamente, anche, alle eresie emergenti (Lutero). Durante questo periodo storico si pensò molto a costruire ed, anche, a demolire, spesso senza freni. Ciò ha portato ad una continua rimodulazione degli spazi urbani delle città.
In alcuni monumenti complessi sono presenti dettagli di tutti gli stili. Con una mescolanza piacevole e mai stucchevole.
Possiamo dire che il Rinascimento ha portato anche nell'Architettura una ventata di anarchia e di splendide deviazioni dal linguaggio esistente. Una ventata di rinnovamento.

ARCHITETTURA - APPROCCIO

Da tempo mi riprometto di fare degli approcci nel campo dell'Architettura, cercando di essere semplice, chiaro, leggibile con tutti. Sarò contento con me stesso se riuscirò ad avvicinare all'argomento anche uno solo dei miei lettori. 
L'Architettura può essere inquadrata con riferimento agli ispiratori e, quindi, implicitamente al tempo, come segue:
-Indù;
-Fenicia;
-Egiziana;
-Etrusca;
-Greca;
-Romanica;
-Gotica;
-Rinascimentale;
-Moderna.
   Mi soffermerò su quelle (Greca; Romanica; Gotica; Rinascimentale) che hanno maggiormente inciso sul vissuto del nostro mondo occidentale.
   L'Architettura, nel tempo, si è evoluta seguendo, e qualche volta anticipando, col livello di civiltà raggiunto dalla popolazione. Col tempo si è passati dalla Architettura Teocratica alla Architettura del Popolo.  
   L'Architettura Teocratica poggiava le fondamenta sui concetti di: Unità, Casta, Dogma. Ogni espressione artistica doveva tener conto di questi concetti, che, tradotti in parole semplici, volevano dire:
1)- Conservazione delle linee tradizionali;
2)- Orrore verso qualsiasi apertura verso il progresso, verso la novità;
3)- Linguaggi architettonici decifrabili solo dagli iniziati.

   L'Architettura del Popolo poggiava le fondamenta sulla volontà di essere, ed apparire, Molto più ricca e meno sacra della precedente. Le espressioni artistiche avevano "in nuce" i seguenti concetti:
a)- Carattere di originalità, progresso, opulenza;
b)- Anche le cose (Cattedrali, …) divine devono essere  "raggiungibili" da chiunque. Non dovevano essere riservate ai soli "iniziati".
   Le strutture che per eccellenza rappresentano l'Architettura del passato sono le sedi istituzionali oltre le Cattedrali  per i Cristiani e le sedi religiose per tutti gli altri culti. 
Il "verbo" della Chiesa era rappresentato dalla loro forma, dalle loro pietre. E i preti preposti erano i soli che potevano, sapevano leggere il verbo architettonico riportato nella materia. Il verbo era nell'edificio. Era lo stesso edificio, con la sua forma, il suo posizionamento, il suo linguaggio.
L'avvento della stampa nel mondo occidentale (J. Gutenberg, Norimberga 1574) ha trasferito, lentamente, il potere di lettura dal clero al popolo. Senza passaggi intermedi. Alla casta, agli iniziati, piano piano, si è sostituito il popolo.
Grazie alla Stampa (La più grande rivoluzione mai fatta sulla terra) sempre maggiori strati della popolazione si sono avvicinati alla Cultura, all'Arte. Beni non più beneficio di pochi.
Con questa invenzione il linguaggio geroglifico si trasferisce dall'architettura delle facciate sui libri. Chiari ed accessibili a tutti. Tale circostanza porta in se una sorta di atrofizzazione dell'architettura che diventa sempre più spoglia, essenziale, meschina, povera. 
L'Architettura con questo passaggio smette di essere l'espressione della società del tempo.

REALTA' E MISTIFICAZIONE

Tutto ciò che risulta documentato solo dalla memoria dell'Uomo, nell'assenza più assoluta di documentazione (Fotografica, testimoniale, …) che lo possa comprovare, tende ad essere considerato come qualcosa di indimostrabile e, quindi, col tempo, ad essere considerato come qualcosa di mistificato (Falso).
E, naturalmente, vale anche il contrario!
Ecco perché nella società attuale siamo propensi a fotografare ogni fatto/luogo che ci circonda.

NULLITA'

Nelle Nullità la vista di Esseri superiori, leggeri come il vento, volanti, suscita una sorda rabbia. 
E, purtroppo, la società è piena di mezze tacche. A tutti i livelli sociali.

COMPLICITA' AL FEMMINILE

Per far nascere un certo legame di complicità in un gruppo di Belle Donne, differenti tra loro, basta che giunga fra esse una Donna ancora più Bella di loro. 
L'effetto è ancora di più assicurato se tra di esse è presente un solo uomo.

BELLEZZA E PUDORE

La Donna per esprimere e far esaltare la Bellezza del suo corpo, spesso, usa un pizzico di pudore nella protezione larvata della sua nudità.
"Proteggeva con cura la sua nudità, come a voler esprimere, attraverso la misura del pudore, il valore del suo corpo".

IL NIBBIO

E mi ritrovo a guardare il tuo nudo, candido, disteso corpo.
Immobile come il Nibbio che, di notte, osserva il nido di allodole.
In agguato.

4 ottobre 2018

VANITA'

Secondo lo Zingarelli la Vanità indica il "fatuo compiacimento di sé, che nasce da un'alta considerazione dei propri meriti, veri o presunti, unito al desiderio di essere lodato, ammirato".
Essa rappresenta uno degli elementi di ciò che ogni uomo è nella rappresentazione degli altri.
La Vanità, in altre parole, rappresenta il desiderio di suscitare negli altri una sensazione di superiorità. E' la grande, eccessiva (Qualche volta ossessiva) stima di se stessi che si cerca di far esaltare dagli altri. Essa rende l'uomo loquace; e, spesso, porta, quando la ricerca è esasperata, al risultato opposto. 
Il vanitoso cerca l'encomio degli altri per costruirci sopra un'alta opinione di se.
Tina, penso che, forse, tu abbia ragione. Si, forse, sono, un po', vanitoso. Ma, a mia discolpa, vorrei dirti:
-Sono compiaciuto di me, ma non a livello fatuo;
-Ho buona considerazione di me, ma non ho alcun bisogno, desiderio e necessità, di essere lodato o ammirato;
-Non sono condizionato, in alcun modo, in assonanza con Arthur Schopenhauer, dall'opinione degli altri sul mio conto. Infatti vivo senza curarmi della rappresentazione che gli altri fanno di me;
-Non mi sento superiore a nessuno, anche se sono cosciente e stimo il mio Essere;
-Non cerco l'encomio degli altri al fine di costruire l'opinione di me stesso. La mia opinione, il mio pensiero, il mio spirito critico non  sono condizionabili dall'esterno.
   Sai, Tina, quasi quasi penso di non essere un tipo vanitoso. E, tu, come stai da questo punto di vista?

LA FELICITA' DELL'ESSERE

La Felicità dell'Essere è uno Stato d'Animo che dipende, individualmente, da tre fattori (In ordine d'importanza):
1)- Personalità;
2)- Averi;
3)- Opinione degli altri.
La Personalità comprende: Bellezza, Stile, Temperamento, Carattere morale, Etica, Intelligenza, Educazione, Salute, Forza, Eleganza, Abitudini, Mezzi di sostentamento.
Gli Averi comprendono tutti i beni, reali ed immateriali, posseduti.
Le Opinioni degli altri rappresentano tutti i pensieri delle persone che, in modo diretto o indiretto, interagiscono con noi. Gli altri con le loro opinioni nei nostri confronti interagiscono condizionando le nostre scelte. In questo ambito troviamo: Invidia, Fama, Vanità, Rango sociale, Onore sociale, Onore sessuale.
   Su alcuni elementi dei suddetti fattori possiamo interagire rimodulandoli secondo le nostre volontà. Su altri non abbiamo alcuna possibilità di interazione.
E' persona saggia quella che riesce ad essere felice plasmando gli elementi (Anche solo i primi due) che lo riguardano secondo il suo piacere, non facendosi influenzare minimamente dagli altri. Anche in presenza di pochi denari.
Ma, la vita così com'è è concepita per procurare una esistenza felice?
In ogni caso, l'opinione degli altri conta, o meglio dovrebbe contare, il meno possibile. Certamente meno degli altri due fattori. 

L'UOVO DEL FATALISTA

Diderot, intellettuale, filosofo, francese, rappresenta, a mio parere, uno dei pilastri della Cultura Democratica occidentale, mondiale. In uno dei sui libri, tutti molto sottili ed impegnativi, Jacques le fataliste, parla della gelosia (Spero di non essere noioso. In seguito non tratterò più questo argomento. Forse.) raccontando la storia dell'uovo nella mano di un uomo.
L'uomo era a tavola con la moglie ed un amico (Uomo colto ed onorato). Durante il pranzo scopre, con non piacevole interesse, le affettuose attenzioni della donna verso l'amico. Il marito è riuscito, con non poca sofferenza, a soffocare la sua rabbia interna, ma non è riuscito a controllare le sue dita che reggevano un uovo. La rottura del quale ha comportato degli schizzi sul viso del … rivale, il quale ha cercato di minimizzare l'accaduto, anche per il piacevole scambio di sorrisi con la bella signora. E' inutile dire che il marito ha ottenuto di lavare l'onta con un duello alla spada. dal quale, con la morte del rivale, marito e moglie sono usciti … purificati.
L'esito del duello era visto come decisione divina della contesa (Donna).

APPROVAZIONI DELLE LEGGI NELL'ANTICA PERSIA

Nell'antica Persia (Ora Iran) l'approvazione delle leggi era subordinata al doppio vaglio parlamentare. Non era come nelle democrazie bi-parlamentari, con Camera e Senato. I legislatori erano sempre gli stessi. Erano le loro condizioni di sobrietà o meno che cambiavano. I Persiani erano convinti che se una proposta di legge era approvata coi legislatori ubriachi ed in seguito riapprovata con gli stessi legislatori sobri, allora, certamente, non poteva che essere una buona legge.
Provate ad immaginare ...

IL TEMPIO DI AFRODITE

Qualche mese fa ho letto su un quotidiano locale di una circostanza particolare che si era verificata a Lido di Camaiore. Secondo il cronista, in una zona specifica della cittadina, è stato constatato un incremento vertiginoso nella vendita di ricariche per telefonini. E, secondo qualche birbante locale, detta vendita era giustificata dalla nascita, in quella zona, di un centro di prima accoglienza per immigrati Africani e dalla concomitante presenza di Signore che andavano a visitare quel centro. Il fatto mi ha portato alla mente la storia del Tempio di Afrodite.
Sulla estrema Bellezza di Afrodite (Mylitta per gli Assiri), sul suo Amore per Ermes e sul frutto del loro amore (Ermafrodito) ho scritto altre volte. Ora mi soffermo sul tempio dedicato alla Dea e al culto specifico, ad essa dedicato spassionatamente dalla gente, senza alcuna riserva etica o morale. Tale culto prevedeva che, almeno una volta nella vita, ogni donna doveva portarsi al tempio, sedersi accanto alla statua di Afrodite e concedersi ad uno straniero. Gli stranieri che arrivavano in città avevano titolo e diritto di scegliere una donna, fra quelle sedute al Tempio, in attesa, e possederla. E, quando una donna si sedeva li al tempio, in attesa dello straniero (In onore alla Dea) non poteva tornarsene a casa prima che uno straniero l'avesse posseduta, amata e "buttato in grembo del denaro". Denaro offerto non per la prestazione, ma in onore della Dea Afrodite. E quel denaro, di qualunque somma di trattasse, non poteva essere rifiutato dalla donna. Una volta posseduta, e da allora poteva non farlo più, la donna poteva tornarsene a casa. E da allora era considerata come consacrata alla Dea. Da quello che è dato sapere le donne belle subito dopo essersi sedute al tempio trovavano uno straniero che le possedeva, all'esterno del tempio. Le donne meno belle erano costrette ad aspettare per molto tempo. Qualcuna anche tre o quattro anni, si racconta.
Il nesso tra le donne al tempio di Afrodite e le donne delle ricariche è netto. Evidentemente non solo nell'antica Grecia ed in Babilonia, ma anche sulla costa Tirrenica il culto suddetto è ancora molto sentito. Con qualche piccola variante:
-Il denaro buttato sul grembo è costituito dalle ricariche dei cellulari;
-Il tempio di Afrodite è rappresentato dal centro di accoglienza degli immigrati irregolari;
-Ad offrire il proprio sesso è lo straniero non la donna locale (Che dona il denaro per la Dea (Leggi ricarica cellulare)). Ma è la donna locale a scegliere lo straniero. Con la conseguenza che quelli brutti (Stranieri) difficilmente saranno scelti dalle donne locali.
Il tutto, naturalmente, ancora e solo, per il culto e la consacrazione ad Afrodite.

MATRIMONIO IN NERO

Spesso mi dici che scrivo di argomenti impegnativi. Vedrò di essere un po' semiserio con questa nota.
Il vero matrimonio di una donna tradita dal marito, se ci pensi bene, è rappresentato dal … funerale del marito stesso. Immagina. E' il momento in cui è lei a decidere tutto, anche per lui, che non può più protestare e contestare. E' lei che, vestita elegantemente di nero, organizza il rito, parla con amici e parenti, riporta ipotetici e spesso inventati o travisati vicissitudini della loro passata vita a comune. E' il momento in cui la sua immagine emerge ricompensata da tutti i tradimenti subiti e da tutte le sofferenze affrontate. Con la dissolvenza di lui. E' il momento in cui lei si riappropria compiutamente di tutto il corpo, ricomposto, di lui. Anche se, solo per poco.
Il tutto sotto lo sguardo assente, triste, di una fanciulla, che, in ultima fila, con gli occhi neri, non riesce a trattenere le calde lacrime che solcano il suo bel viso. Con dei fortissimi dolori allo stomaco che cercano di farla crollare per terra.

BONTA' DELL'UOMO

Per vedere se in un uomo esiste un elevato livello di Bontà devi osservarlo per vedere che rapporto ha con gli animali. Se percepisci la presenza di Libertà e di Purezza in tali interlocuzioni, molto verosimilmente, l'uomo è sede di elevata bontà d'animo. Condizione che non fa testo quando le interlocuzioni sono rivolte a persone o animali che rappresentano un potere.
Quindi, il dialogare con il cane Lola, con il gatto Lulù, con lo scoiattolo Scik, con il gufo Gigi è sinonimo non di follia, ma di bontà. E' da questo punto che si muovono tutte le interlocuzioni con l'umanità, con la vegetazione, la natura, il creato.
Come si fa a non apprezzare Nietzsche che, nel 1889, a Torino, dopo aver visto un cocchiere frustare il cavallo si è lasciato andare ad un sincero pianto attaccato al collo di quel cavallo!

GELOSIA

E' un sentimento che tocca, chi più chi meno, tutte le coppie. Si manifesta in modo più o meno plateale e può spegnersi in modi diversi, secondo i soggetti interessati. L'attivazione deriva quasi sempre dalle "intrusioni" nella coppia di soggetti terzi che, in modo reale o virtuale "minacciano" il rapporto. L'apertura di uno verso un soggetto terzo porta, inesorabilmente, isolamento e tristezza nel secondo soggetto della coppia. Se l'apertura dell'uno è stata spontanea e se l'uno è sensibile è facile "leggere" la "tensione" nata e porre immediato rimedio. Se l'apertura, invece, è un atto di civetteria è improbabile che esista la sensibilità richiesta per la chiusura dello strappo. E, in questo caso il logorio della coppia è … inevitabile.
Quella sera, ricordi, sei andata con amici a festeggiare non ricordo cosa. Ti sei divertita ballando, cenando, ridendo, giocando, scherzando con leggerezza. Ignorando, totalmente, la tristezza, la paura, la rabbia del tuo compagno. E, quando lui ti ha confessato di essere stato geloso nel vederti, pensarti, divertita con altri, con ingenuità gli hai detto di non aver percepito la sua gelosia. Quante volte gli hai detto "Sei geloso di me? Non hai motivo per esserlo".
Poi, però, l'hai preso per mano, l'hai fatto scherzare, giocare ed infine l'hai spinto sul letto ove siete rimasti avvinghiati fino all'alba. Ed alla fine tutto era stato chiarito.
Dopo qualche tempo, ricordi, mi hai raccontato dei sui ritardi, dei suoi silenzi, delle sue omissioni. Era la gelosia che non ti faceva più vivere tranquilla. Il fardello non ti consentiva di fare il primo passo.

SPIRITO CRITICO

"Abbiate il Culto dello Spirito Critico", diceva Pasteur.
Sempre. In ogni cosa. Lo Spirito Critico sia il culto, il dogma, il faro nella vita dell'uomo.
Non esiste alcun contrasto lessicale e/o sostanziale tra culto e spirito.

IO LA CAPISCO

Nella vita, spesso, si dicono frasi di circostanza a dir poco inopportune. Tra esse "Io la capisco". Per una questione di sensibilità tale frase non si dovrebbe mai dire a nessuno. Perché? Semplice. E' come se in una partita a scacchi un giocatore confermasse al suo avversario che con la mossa precedente ha fatto un errore madornale. 
E' un colpo che ferisce, inesorabilmente, la mente.

EDIPO

Si può sopravvivere serenamente ad una atroce cattiveria, malvagità commessa? Ed in che termini?
Sofocle ci ha raccontato il dramma di Edipo, bambino abbandonato in una cesta, in balia delle acque di un fiume. Il contadino che l'ha trovato l'ha portato al re Polibo che lo ha allevato come un figlio. Diventato giovane aitante, un giorno, in uno scontro, ha ucciso, dopo una violenta discussione, un nobile sconosciuto. In seguito ha sposato la regina Giocasta ed è diventato re di Tebe.
Quando ha saputo di essere un parricida e di giacere con la madre, per la tremenda sofferenza, si cavò gli occhi e, cieco, abbandonò Tebe.
Anche se coperto da ignoranza chi sbaglia deve avere il coraggio di lasciare. Senza alcun indugio. Con o senza la sofferenza di Edipo. In questi casi non si può dire "non sapevo". 
Solo il silenzio può attenuare la sofferenza altrui.

CIVILTA' E DEMOCRAZIA

L'Uomo, nel tempo, è passato dallo stato di natura allo stato di società
Tutte le Civiltà iniziano la propria strada con la Teocrazia ed i Poteri assolutistici e finiscono, inevitabilmente, con la Democrazia.
Il problema è, sempre, ... il tempo necessario per arrivarci. 
E, poi, una volta arrivati i Cittadini devono sapere che essa va, sempre, continuamente, amata, difesa, osannata. Come una bella Donna.
La Democrazia, assolutamente tale, è incongruente con le forme monarchiche del potere.
La Libertà vince sempre. Sempre, anche quando perde!

PANTHEON

Le più belle città del mondo hanno un tempio dedicato a divinità o a persone eccezionali che hanno dato lustro al paese.
Il Pantheon di Roma dedicato in origine alle 7 maggiori divinità (Apollo, Diana, Mercurio, Venere, Giove, Saturno), ospita artisti e monarchi, è di una Bellezza, di una Eleganza, irraggiungibili. La sua finestra sempre aperta verso il cielo mette in risalto le linee della cupola, in muratura. Forse la più bella mai realizzata. O, almeno allo stesso livello della cupola di S. Sofia a Costantinopoli.
Il Pantheon di Parigi, voluto da Luigi XVI per non essere da meno dei laziali, non è che una copia (Neanche tanto bella) di S. Pietro a Roma. 

3 ottobre 2018

IL TEMPO BENE PRIMARIO DELLA VITA

Nel passato remoto tanti si sono cimentati sulla funzione Tempo in rapporto alla vita dell'Uomo. 
Aristotele si è interessato, magistralmente, del tempo nella sua Etica Nicomachea. 
Il legislatore Italiano l'ha introdotto nel corpo delle leggi, per la dovuta salvaguardia dei diritti del Cittadino. 
Nella realtà tutti parliamo e chiediamo il rispetto di tale diritto, ma neppure lo Stato, in tutte le sue manifestazioni (Compresa quella Giudiziaria) riesce / vuole osservarlo. E così continuiamo a ripetere, invano, che "il tempo è bene primario della vita dell'Uomo".
Un Amico giorni fa mi ha detto di aspettare una sentenza dalla Giustizia da circa 10 anni e che la relativa causa, in corso, prevede la prossima udienza tra circa 1 anno. Quindi, è ragionevole ipotizzare che la lite arriverà a conclusione quando lui non ci sarà più. In queste condizioni è ridicolo sentirsi dire dai rappresentanti istituzionali  che il tempo è bene primario della vita. O no?

STIMA DI SE STESSO

Se vuoi essere felice devi avere una sincera stima di te stesso/a.
E' questa una condizione necessaria, ma non sufficiente per avere accesso alla Felicità. E' un presupposto essenziale.

2 ottobre 2018

OCCHI E ANIMA

Gli Occhi, senza alcun dubbio, sono lo specchio dell'Anima. Anche chiusi ti fanno vedere, sentire, la presenza o l'assenza dell'anima. 
E la scoperta di un corpo presente, ma senza anima, è cosa terribile. Tale condizione si riscontra con sintomi molto chiari ed evidenti.
Quali sono i sintomi per tale stato mentale in un rapporto di coppia? Eccoli:
-Fare l'amore col corpo ed essere altrove, lontano con la mente;
-Lasciarsi andare con qualche battuta non pertinente;
-Fare l'amore, selvaggiamente, con maggiore impeto delle volte precedenti eccitato/a della consapevolezza che, forse, sarà l'ultima volta;
-Sentire in lontananza il desiderio per un'altra/o appena conosciuta/o  alla/al quale avevi fatto capire della presenza del desiderio erotico;
-Sentire l'eccitazione per l'apertura di un nuovo spazio erotico, infinito, di libertà.
In presenza di queste condizioni, la coppia, inesorabilmente, sta già correndo, al galoppo, in direzioni opposte. Verso diverse, altre, emozioni erotiche. 
Verso un Dopo. 

UNA DEA

Le bocche erano tutte aperte.
Tutti gli occhi erano fissi su di te.
Le tue movenze mostravano le braccia bianche, rotonde, pure.
Il tuo corpo era vivo,  pulsante, esile, fragile. 
Come una vespa.
La gonna che si gonfiava faceva sognare tutti i presenti.
Le spalle nude, le gambe snelle scoperte, il petto prorompente, 
i capelli sciolti, gli occhi ardenti,
ti fanno una Dea.

VERTIGINE

Ti ho vista presa da questa paura. 
Ma, è solo paura di cadere?
Ti ho vista quasi "gattonare", a faccia in giù, repentinamente,
davanti ad una piccola scala in legno.
Evidentemente non si tratta della sola  paura di cadere. 
Forse è la voce del vuoto sotto di te che ti attira, che ti alletta.
Forse è il desiderio di cadere che ti attrae e ti porta a reagire con paura. Gattonando come fanno i bambini.
Vivi, senza paura.