Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

31 dicembre 2010

Osare per un ideale

Il mondo è, per fortuna, vario. Esistono, infatti, persone virtuose, coraggiose, capaci di guardare nella giusta direzione e persone false, cattive, parassiti della società, capaci solo di giudicare, di disputare sugli altri; capaci solo di affermare l'assenza di virtù, negli altri. Questo perchè la presenza di virtù (Negli altri) implica come un rimprovero alle proprie maldicenze. Onore a chi, nonostante la palude, il deserto, che lo circondava è riuscito a dire: " Guarderò la morte con lo stesso volto con cui ne sento parlare. Mi assoggetterò a qualunque fatica, sostenendo il corpo con l'animo... Vivrò con la convinzione di essere nato per gli altri, ricambiando così la natura per avermi generato... In ogni azione non seguirò l'opinione degli altri, ma soltanto la mia coscienza,... sarò amabile con gli amici, mite e indulgente con i nemici,... Conoscerò come mia patria il mondo,... e, quando la natura vorrà riprendersi il mio soffio vitale, anche armando la mano alla ragione, me ne andrò via di qui, testimoniando di aver sempre amato la retta coscienza... di non aver mai diminuito la libertà di alcuno".
A chi ha vissuto mettendo in atto, con viva determinazione, quanto sommessamente Lucio A. Seneca diceva tanti secoli fà, non posso non urlare con tutto il mio animo "Sei caduto nell'osare per una nobile impresa". Da incompreso, come tutti gli IDEALISTI. Da grande Sognatore. Si, perchè più grandi sono i sogni più elevato è il livello di LIBERTA' del Sognatore.
Nessuno ha titolo per rubare i sogni degli altri.

Maurice Bejart- Bolero de Ravel ( last part)

22 dicembre 2010

PENSIERO LIBERO - CIVILTA' APERTA

La civiltà occidentale, come altrove accennato, ebbe origine con i Greci. I primi che compirono il passaggio dalla vita tribale alla vita comunitaria. Il transito, l'evoluzione dalla società chiusa alla società aperta, all'altro, visto come possibilmente omologabile, assimilabile, non sempre negativo. Sparta, invece, per quanto ha potuto, ha cercato di mantenere il tribalismo. Atene ha sviluppato ed applicato, anche grazie alla grande rivoluzione della discussione critica e del pensiero libero da ossessioni magiche, il concetto della società aperta, tramandata fino a noi. Lo sviluppo della società aperta ha portato, nel mondo occidentale, ad un sistema di diritti soggettivi ed economici, intinso di diritti individuali di libertà. Da qui la radicalizzazione nelle società del PRINCIPIO DELLA LIBERTA' INDIVIDUALE (E' permesso tutto quello che non è espressamente vietato), in contrasto col concetto di LIBERTA' MEDIEVALE (Si può fare solo quello che è espressamente consentito), che, spesso, emerge, anche oggi giorno, negli ambiti più retrogradi della realtà Italiana.
Spesso, durante la mia vita lavorativa sono costretto a subire, da interlocutori della burocrazia Nazionale, concetti che mi fanno vedere detti concetti medievali. In tali circostanze, ho reagito rigettando, nettamente e sdegnosamente, detti atteggiamenti che trovano presuposto solo nell'arretratezza intellettuale dell'uomo. Forse qualcosa in più del ... "cialtronismo".

25 settembre 2010

Vivere vuol dire agire

L'uomo nella vita dovrebbe " inventare se stesso e il reale che lo circonda, sapere di essere attore dei propri atti, delle proprie decisioni ,..., non seguendo un copione scritto da altri,...".
E' il reale che si fa possibile, e non il possibile che diviene reale.
Vivere vuol dire agire.
Per agire è necessario che l'uomo abbia dei sogni.
Maggiore la grandezza dei suoi sogni maggiore è il suo livello di libertà.
Poveretto colui che non ha sogni...

27 agosto 2010

INTELLETTI ERETICALI

Per gli intellettuali ereticali, a cui, in genere, mi sento vicino, in quanto pensatori, in linea di assoluto principio, non resta che seguire il proprio pensiero, indipendentemente dalle conclusioni cui esso conduce. La conclusione è che la libertà individuale è necessaria, secondo me, non per formare illuminati pensatori, ma, ancor di più, per permettere agli uomini normali di raggiungere il più elevato sviluppo intellettuale di cui sono potenzialmente capaci.
Il livello di libertà individuale di un popolo è dipendente dalla sua capacità di controllare e reprimere le ingiustizie, le persecuzioni. E, tanto più, per un dato popolo, è debole tale capacità, tanto più esso si rifugia nei luoghi comuni (La verità trionfa sempre sulle persecuzioni;...), nella fragilità intellettiva. E' la classica situazione che porta alla diffusione del pernicioso conformismo, traghettatore di una specie di pacificazione (Parcheggio, fermo, sosta,...) degli intelletti che conduce, inevitabilmente, al sacrificio del coraggio morale ed intellettuale. Si genera nell'uomo, pur intellettualmente elevato, una sorta di paura dell'Eresia che conduce, anche le menti più acute, al silenzio. Tale circostanza è portatrice della morte intellettaule del popolo, privo del fondamentale alimento della libertà, costituito dal confronto, dal DIALOGO LIBERO E CONTRADDITTORIO. Per tale motivo è necessario che gli intellettuali ereticali, lontani dalla maggioranza e dai non condivisi luoghi comuni, si sforzino ad esternare i propri pensieri, anche contro tutto e contro tutti, cercando di illuminare, con la loro luce dissonante gli affari dell'uomo. Essi non devono preoccuparsi di disturbare le opinioni predominanti, continuando ad esercitare l'uso della RAGIONE. Spesso per convenienza e/o quieto vivere le intelligenze ereticali ritengono consigliabile tenere per esse le loro convinzioni, dimenticando che ciò non è sintomatico di intelletti logici e coerenti, di personalità coraggiose ed aperte. Vero onore ed orgoglio del pensiero umano.
E' pur vero, in ogni caso, che il danno maggiore del silenzio degli intellettuali ereticali non è per costoro, ma è per coloro che intellettuali eretici non sono. Infatti, per costoro, la circostanza implica il blocco dell'intero sviluppo mentale, l'intimorimento della ragione, la paura dell'eresia. In una parola, il blocco della libertà individuale. E, la libertà individuale è strettamente connessa con gli intellettuali ereticali, che in Europa (E, nel mondo occidentale, in genere) hanno rappresentato il motivo scaturigine del progresso raggiunto sin dalla Rivoluzione Francese.
Infatti, nel 1789, con la Rivoluzione Francese, la libertà in Europa si è propagata in modo inesorabile, dapprima in Francia e, poi, in tutta Europa e nel mondo.La RF è stato un meccanismo che ha eliminato le pastoie al libero movimento delle persone, delle cose, delle IDEE. Rappresenta le fondamenta della libertà, non solo per i Francesi, ma per tutto il mondo occidentale. Con essa si ribadiva la necessità di lasciare all'uomo il diritto di fare liberamente " tutto ciò che non nuoce agli altri " (Ama e fa ciò che vuoi...). Finalmente l'uomo si avvicina alla libertà individuale, schiacciata fino allora dalla politica.
Duecento anni dopo (1989) abbiamo registrato un'altra Rivoluzione importante come quella Francese: La caduta del muro di Berlino. Anche questa rivoluzione, avente caratteristiche diverse dalla prima, ha comportato fondamentali sconvolgimenti in Europa e nel Mondo intero. In altra parte del blog è toccato questo aspetto che, ora, evito di ripetere.
Per me il 1989 è rivoluzionario, anche, per l'arrivo di... Stefania...
Nell'ambito delle suddette Rivoluzioni si inseriscono alcuni dei più importanti Intellettuali ereticali che il mondo abbia conosciuto. Fra essi cito:
-Denis DIDEROT, il padre dell'Encyclopédie con D'ALEMBERT. Francese. Esso sapeva benissimo che il libero pensiero espone a dei rischi, la cui misura è direttamente proporzionale al livello intellettuale dell'eretico. Per le sue idee è stato costretto al carcere (Jacques le fataliste). Non ha avuto alcun timore dal presentare critiche feroci, contro i poteri forti ed, anche contro i suoi cari amici. Ha criticato ferocemente Rousseau, ha contestato D'Alembert, ha tranciato lo stesso Grimm col quale faceva lunghe passeggiate discutendo sulla libertà;
-Bertrand RUSSELL, filosofo, matematico, eretico per eccellenza, senza peli sulla lingua, senza alcun riguardo per alcuno. Inglese. Per le sue idee ha sopportato, anche, il carcere (Che non doveva essere poi tanto duro se in esso incontrava, tranquillamente, pagando, anche delle sue amiche che cercavano di fargli passare il tempo senza tante sofferenze...). Pur senza entrare nel merito di alcune sue posizioni politiche. Clamorosa è stata la pubblicazione del "Paradosso del 16 Giugno" che ha comportato la distruzione di una teoria di logica matematica elaborato da un notissimo scienziato tedesco (Suo amico), che, inizialmente, ... non la prese molto bene...
In ogni caso, gli esempi sopra riportati, sono quelli, per me, più eclatanti di intelletti ereticali.
Tanti altri, nel loro piccolo, cercano di fare il possibile per mantenere viva tale presenza.
Certamente, però, credetemi, non è cosa facile.

23 luglio 2010

LIBERTA'. Dalla libertà naturale alla libertà civile

Nel tempo il concetto che più di ogni altro ha interessato l'uomo è quello della LIBERTA', nelle sue accezioni più diverse. Ogni popolo, ogni governante, ogni uomo "piega" la parola, considerata da tutti, in assoluto, di altissimo valore, alle proprie condizioni, ai propri desideri. Quindi, al proprio livello culturale.
Con la sua evoluzione intellettuale l'uomo
ha realizzato il passaggio dalla libertà naturale (Che rappresenta, nei tempi primordiali e presso le attuali comunità barbare e scarsamente evolute, il diritto, dell'uomo, illimitato e su tutto ciò che tenta e che esso può conseguire) alla libertà civile (Che rappresenta, presso le comunità evolute, il diritto, dell'uomo, di fare tutto ciò che le leggi permettono).
La transizione dalla libertà naturale alla libertà civile, se avvenuta, ha prodotto, nell'uomo, un cambiamento notevole che implica, nella sua condotta,
la sostituzione dell'istinto con la Giustizia.
E' la libertà civile che, da sola, rende l'uomo veramente libero e padrone di se stesso.
L'obbedienza alla legge è libertà. L'obbedienza a persone, in opposizione alle leggi, porta alla sudditanza fisica e psicologica. Quindi, alla schiavitù.
Di contro, l'istinto, l'impulso, la libertà naturale primordiale, da branco, da barbari, porta l'uomo alla grettitudine, alla schiavitù.
L'uomo che non rispetta la libertà civile degli altri è istintivo, bestiale, primitivo, schiavo. Foriero di dolori e di tremende ingiustizie per gli altri ed, alla lunga, anche per se stesso.
Altro discorso è quello legato all'applicazione della legge e della giustizia...

17 luglio 2010

Divertirsi coi numeri



Per molte persone la matematica è vista come una scienza ostica, arida, complicata, difficile da capire. Non è così. In vero, essa, spesso, è capace di farci divertire, di fornirci emozioni.
Riporto, di seguito, alcune curiosità aritmetiche, alcune di antica, altre di recente conoscenza, che, mi auguro, faranno almeno sorridere i miei ... lettori. Di alcune delle suddette curiosità si sono appropriati soggetti e/o associazioni per "presupposti" più o meno razionali. In ogni caso, i numeri (Leggere le scienze) non appartengono, mai, ad alcuno, in modo esclusivo, ma sono patrimonio di tutti gli esseri umani. Amanti o non della matematica.

1. LA PIRAMIDE DI ZOROASTRO
Notare la singolare periodicità che ne deriva dalle seguenti operazioni aritmetiche. E' veramente divertente!

1 x 8 + 1 = 9
12 x 8 + 2 = 98
123 x 8 + 3 = 987
1234 x 8 + 4 = 9876
12345 x 8 + 5 = 98765
123456 x 8 + 6 = 987654
1234567 x 8 + 7 = 9876543
12345678 x 8 + 8 = 98765432
123456789 x 8 + 9 = 987654321

2. IL NUMERO MAGICO (142857)
Notare le eccezionali singolarità riscontrate con le seguenti operazioni aritmetiche.
Per le prime cinque operazioni il risultato è costituito da un numero avente sempre le stesse cifre, con ordine progressivo.
La sesta operazione da una particolarità sorpendente.
La settima operazione da la stessa peculiarità delle prime con la curiosa variante che il 7 è scomparso, scomponendosi in 6+1.
L'ottava operazione da la stessa peculiarità delle prime con la curiosa variante che il 4 è scomparso, scomponendosi in 3+1.

142.857 x 2 = 285.714
142.857 x 3 = 428.571
142.857 x 4 = 571.428
142.857 x 5 = 714.285
142.857 x 6 = 857.142
142.857 x 7 = 999.999
142.857 x 8 = 1.142.856
142.857 x 9 = 1.285.713

3. SINGOLARITA' DEL NUMERO DETTO DELLA GESTAZIONE (9)
Notare le curiose dissolvenze.

a) Dissolvenze importanti:
I prodotti dei primi nove numeri interi danno un numero costituito da una sola cifra, eccetto lo zero in corrispondenza delle decine. Inoltre, la somma delle cifre di tali prodotti da, sempre, dei numeri la somma delle cui cifre è, sempre, uguale a nove.
Provare per credere.



b) Dissolvenze elementari:
I prodotti dei primi nove numeri interi per nove da, sempre, un numero la somma delle cui cifre è, sempre, uguale a nove.
Verificare per credere.

1 x 9 = 9 > 0 + 9 = 9
2 x 9 = 18 > 1 + 8 = 9
3 x 9 = 27 > 2 + 7 = 9
4 x 9 = 36 > 3 + 6 = 9
5 x 9 = 45 > 4 + 5 = 9
6 x 9 = 54 > 5 + 4 = 9
7 x 9 = 63 > 6 + 3 = 9
8 x 9 = 72 > 7 + 2 = 9
9 x 9 = 81 > 8 + 1 = 9

4. IL QUADRATO DI SATURNO ( 15)
I numeri da 1 a 9 posti all'interno di una maglia quadrata con tre caselle per lato si presentano con la somma per righe, per colonne e per diagonali sempre uguale a 15.
Provare per credere.



Naturalmente, sempre di Saturno si tratta se passiamo dalla suddetta versione ad altra speculare ad essa come la successiva




5. IL QUADRATO DI GIOVE ( 34)
I numeri posti all'interno di una maglia quadrata con quattro caselle per lato si presentano con la somma per righe, per colonne e per diagonali sempre uguale a 34.
Provare per credere.



6. IL QUADRATO DI MARTE ( 65)
I numeri posti all'interno di una maglia quadrata con cinque caselle per lato si presentano con la somma per righe, per colonne e per diagonali sempre uguale a 65.
Provare per credere.




7. IL QUADRATO DEL SOLE ( 111)
I numeri posti all'interno di una maglia quadrata con sei caselle per lato si presentano con la somma per righe, per colonne e per diagonali sempre uguale a 111.
Provare per credere.




11 luglio 2010

Ingiustizie

Al fine di movimentare il confronto con gli altri (Il blog comincia a diventarmi stretto) ipotizzo, qui, la presenza di una agorà, ove chiunque può riportare (con commento su questo post), con dettaglio di particolari, possibilmente con l'indicazione di luoghi e persone, le ingiustizie subite. Piccole e grandi. Questo è il periodo degli esami di stato, quindi, per esempio, largo a tutti i maturandi che hanno subito, dai professori, qualche ingiustizia, e che desiderano sfogare tutta la loro rabbia. Assicuro un commento su ogni caso.

Alberi

Spesso, nella vita, mi sono trovato a suggerire, proporre a persone e/o istituzioni la posa in opera di alberi, in luoghi pubblici e privati. Di qualsiasi genere, purchè alberi. Ho gridato tale desiderio, tale bisogno interiore, in vari posti. Spesso ho avanzato la richiesta per ambiti cittadini (In ultimo per PISA), ma l'ho fatto, anche, per ambiti urbani. Confesso che spesso mi sono addirittura spinto fino alla piantumzione di piccoli alberelli lungo delle strade extra urbane (Su proprietà libere, ma non certo mie). Ma dopo poco tempo tutti sono stati estirpati. Da chi se non da uomini grezzi? Spesso mi sono opposto alle potature drastiche che alcuni Comuni fanno ai pochi alberi esistenti nelle città. Altre volte, poi, per evitare il peggio (taglio drastico di alberi; aberranti taglio geometrici) ho, addirittura, minacciato la chiamata di Giornalisti e di Carabinieri.
Spesso mi domando, allora, perchè? Con tutti i problemi legati all'avanzata desertificazione della terra, con l'avanzato livello evolutivo è possibile che l'uomo non riesca a rendersi conto dell'importanza degli alberi per la stessa sua sopravvivenza.
Anche nell'Ade, quando vi discese, da vivo, Odisseo ha potuto ammirare, come ben noto, i famosi boschi di Persefone. Fatti di pioppi, di salici, ecc... Si, anche di salici, considerati infecondi, incapaci di portare frutti a maturazione, ma bellissimi col loro fogliame. Sterili come il regno dei morti. Portatori dell'estinzione del desiderio erotico. Persefone, infatti, è vergine, casta, senza sangue, sterile come il salice che non produce frutti.

Vita da dei, vita da uomini

La vita è dipendente da soggetto che la percorre. Può essere da dei o da uomini. La vita da dei è: lieta, leggera, libera dalla morale, dal dolore e dalla tragedia. Achille, che in cuor suo pensava di essere una divinità; dopo il pianto intrecciato col saggio vecchio Priamo, per la presenza del dolore (Percepito per la morte di Patroclo), si rende conto di essere, semplicemente, ... un uomo. Non un dio. Infatti gli dei non conoscono il dolore, non vivono tra il dolore. Essi sono, sempre, felici, mentre tra gli uomini impera l'infelicità. Gli dei conoscono la felicità, ma non le sventure. E, poi, quando si interfacciano con circostanze particolarmente imbarazzanti la loro reazione è leggera, ironica, potremo dire, oggi giorno, moderna. E' il caso di Afrodite che, con entusiasmo si abbandona tra le braccia di Ares, quando Efesto, il marito, non riesce più ... a parlare col suo cuore. Ma nonostante le risibili ragnatele poste, invano, intorno al letto da Efesto, tale fatto non sortisce alcuna vera e propria difficoltà (Se non quella del trasferimento su un lontano sito ove farsi assistere, dalle preposte Grazie, per un caldo bagno e la successiva unzione con preziosi oli immortali profumati). Il tutto sotto il sorriso ironico di Apollo e di Ermes (Che in famoso canto conferma che non avrebbe disdegnato di essere al posto di Ares). Ciò per significare che la vita degli dei non è condizionata, in alcun modo, da alcuna tragedia.
La stessa distrazione di Afrodite trasferita agli uomini, invece, implica l'esplosione di passioni, rancori, reazioni violente, che, spesso, possono portare a conflitti inauditi. Come è successo alla bellissima Elena, attratta da Paride, nonostante la presenza di Menelao (Il marito). Distrazione che ha portato alla guerra di Troia, con migliaia di morti, nel Peloponneso.
A suo modo anche la famosa "esclusa" del Pirandello è stata un pò Penelope un pò Afrodite...
Forse, col passare del tempo, il modo di pensare degli uomini (la loro vita), tenderà sempre più ad avvicinarsi, in modo asintotico, al modo di pensare degli dei. Ed, al limite, tale tendenza porterà alla coincidenza dei due distinti modi.
E' pur vero che la distanza fra dette due diverse visioni della vita (Da dei e da uomini) è molto più accentuata per il mondo islamico che per il mondo occidentale cristianizzato. Per le diverse culture (Il termine tolleranza è praticamente sconosciuto tra certi popoli) e per il diverso modo di guardare... alle donne.
Il tutto per evidenziare, con Omero, con Pericle e con Pirandello, la funzione sociale, nel bene e nel male, della emancipazione delle donne. Donne dalle quali, tutti gli uomini, dipendiamo.
Lo si voglia o non lo si voglia ammettere...

Carpe diem

Se sei soltanto un uomo, un uomo effimero che ama le cose mortali, sai che la tua condizione dipende dalla sorte, buona o cattiva, che ogni giorno qualcuno ti assegna. Vivi la realtà quotidiana, accetta tutto dalla vita, accogli qualsiasi cosa esiste. Ricordati che, per colpa o per fortuna, abbiamo fame, quindi, siamo si costretti a procurarci il cibo, ma il nostro ventre, con i suoi richiami, ci fà... dimenticare i dolori. Ma la vita non è solo ventre. E', anche, intelletto, pensieri, emozioni, riflessioni, mente, vita interiore. Aspetti che ci portano alla curiosità, al desiderio di conoscenza di sperimentazioni, alla ricerca di nuovi lidi. Davanti a tali incitamenti interiori siamo spronati ad agire ... senza limiti. Spesso, però, ci sono dei freni inibitori, portati dalle condizioni al contorno, che ci trattengono. In ogni uomo agisce, a questo punto, il proprio limite del kairos (Intuizione) di brevissima durata. Nella vita è essenziale agire al momento giusto e nel modo giusto, prima che ...l'occasione si involi. E' bello e giusto cogliere l'istante, con esattezza, senza ... lasciarsi andare all'eccesso. Si, perchè senza controllo, senza misura, il kairos svanisce e difficilmente ritorna... una seconda volta,... carpe diem.

Il sole negli occhi

Per Ifigenia "guardare alla luce del sole è per gli uomini la cosa più dolce " della vita, dono fragilissimo ed insostituibile.
Per questo, per Lei ed, anche, per me, nessuno ha diritto di rubare la luce ed i sogni di un altro uomo. Perchè la conoscenza nuova non trovi scaturigine dalla sofferenza.

Affidata a Tiresia

Col cuore di sasso,
davanti ad uno spettacolo commovente,
con gli occhi fissi all'infinito, sopra il mare,
malgrado o a causa dei suoi furori, Egli invia a Tiresia una preghiera:
"
Ascolta Madre che percorri la terra, dai capelli neri, lunghi e lisci,
se sono tuo veramente, madre mia, come dici di essere,
che a casa non giungano i distruttori di oikos,
i figli dei cani che abitano... nelle stalle.
Ma se è loro destino vedere i loro cari e tornare
nelle loro case ben costruite e nella terra dei padri,
tardi vi giungano e male, perduti tutti i compagni e figli,
sopra una macchina ostile, e a casa trovino dolori ";
con la remora di rammentare ad Euriclea
" ... gioisci nell'animo e frenati, senza gridare!
E' empio esultare su uomini uccisi... "

1 luglio 2010

L'esperienza dell'Altro

A proposito dell'esperienza dell'altro, riporto alcuni cenni su un personaggio che, in certi momenti (Non sempre) ha avuto una straordinaria Sensibilità nel proporsi, vestirsi, guardare dalla parte dell'altro. In certi casi egli ha saputo essere l'altro, come nessuno. Egli aveva una forte capacità di mimesi, di trasformazione, di metamorfosi (Con l'assistenza più o meno manifesta di Atena). Pur combattendo da leone, ha, sempre, preferito, preliminarmente, ragionare, riflettere con astuzia, ponendosi, alla fine di tutto, dalla parte dei vinti. I suoi vinti.
Sempre ha cercato di identificarsi con essi, con le sue vittime. Fortemente simbolica, in tal senso, è, per esempio, la circostanza del suo atteggiamento con la donna Troiana alla quale, in combattimento, ha ucciso il marito. Egli, nonostante tutto, ... si perde in lei. Capisce il suo pianto, la sua sofferenza, il suo dolore. In quel momento si rende conto che il pianto dei vinti è uguale al pianto dei vincitori. E' lo stesso pianto che accomuna Achille e Priamo. Il povero vecchio Priamo, con umiliazione, si butta ai piedi di Achille, dimostrando, così facendo, la sua saggezza, la sua forza interiore. Achille dopo aver annientato ed umiliato, con la sua forza il figlio di Priamo, si rende conto della potenza di quel vecchio uomo che piange ai suoi piedi, inerme. E, pensa a suo padre...
Vincitore e vinto entrambi, in modo diverso, ma allo stesso modo, piangono. Entrambi talmente potenti, non in forza fisica, ma in saggezza, in quel momento, sono capaci di riuscire, nonostante tutto, a porsi nei panni dell'altro. Il tutto per pervenire alla conclusione che tutti i padri sono gli stessi e, noi stessi siamo i nostri principali nemici.
Il ricordo delle cose molto belle porta con se le ... lacrime. Le stesse dei vinti.
E' appena il caso di rammentare che per il nostro NESSUNO l'identificazione con il dolore degli altri, certamente, non l'ha percepita, complice (Forse) Atena, quando ha scoperto la violazione, da parte dei Proci, della sua
Oikos, la cui sacralità non è messa, mai, in discussione. Nè da Atena, nè da Lui e nè da mè.

9 giugno 2010

Alfonsina

Per la tua intelligenza, per la tua determinazione, per la tua forza (Nonostante tutto e nonostante tutti), per la grandezza dei tuoi Sogni, per la tua capacità di reazione davanti agli ostacoli che hanno cercato, invano, di limitare la potenza del tuo moto, per la tua freschezza come l'acqua rubiconda di un rumoroso ruscello di montagna, per te questo pensiero, con la certezza (Speranza?) che la nuova attività implichi la conservazione delle suddette peculiarità. Di raro riscontro. Ciao Alfa.

No, così non si può più andare avanti

Si, è proprio vero, così non si può, più, andare avanti!!!
No, nonostante tutto, con la schiena diritta e lo sguardo deciso, dobbiamo, tutti, andare avanti, magari con un sorriso.

Vado a guardare il Mar

Si, quando sono stanco, quando sono triste, quando mi sento depresso, quando sono insoddisfatto di mè stesso e/o degli altri che mi sono vicini, quando sono arrabbiato col mondo intero, quando vedo le innumerevoli ingiustizie che colpiscono gli ultimi, quando mi sento incompreso, quando ho bisogno di stare solo con me stesso, quando sento il bisogno di non sentire altro che il silenzio, quando ho bisogno di sentirmi un naufrago, allora, abbandono tutto e ... vado a guardare il... mare.

Amo leggere

Amo guardare, in silenzio, le Averle che, senza stare mai ferme, cantano sulle cime più alte del pino. Amo il cinguettìo dei Cardellini che giuocano inseguendosi sul gelso carico di more. Amo contemplare il Mare mosso o calmo come lo era oggi. Amo veder crescere gli Alberi. Mi piace ascoltare, parlare, dialogare con la gente, anche sconosciuta, intelligente e di spirito elevato. Ho fame di conoscenza. Amo sognare ed amo, tantissimo, la libertà. Ma, ancor di più, amo leggere. Si, mi piace leggere, di tutto. Solo le persone che leggono sono veramente libere. Chi non ha sogni non è libero. Chi reprime i suoi sogni non è libero. Chi ruba i sogni degli altri è un criminale, perchè non ama la libertà. Il livello di libertà di un uomo è direttamente proporzionale alla grandezza dei suoi sogni. Esiste quindi un intimo rapporto tra la lettura e la libertà. Leggere (e scrivere), in verità, rappresenta un allenamento dell'intelletto ed in quanto tale è necessario esercitarlo, costantemente. Ogni allenamento, però, implica, anche, uno sforzo psichico (e fisico) inevitabile se non si vuole soffermarsi su letture semplici, banali (Messaggini, fumetti, ...). Sono le letture complesse, quelle ben articolate, che aiutano il lettore. Ricordando che vale, anche per l'intelletto, il detto che il mancato uso atrofizza l'organo.
Secondo P. Dorfles i blog appartengono alle letture banali per alfabeti, per la sintetica esposizione dei fatti. In parziale accordo devo riconoscere, nel mio caso specifico, che i post (Tutti, in genere, da me, scritti di getto, a braccio; qualche volta con una semplice traccia) articolati e complessi, quasi sempre, sono rimasti con ... zero commenti!!! E' pur vero che alcuni lettori del blog mi hanno contattato per commenti diretti; ma è ancor vero che per certi post mi aspettavo una bella ed intelligente interlocuzione. Avrà ragione Dorfles?
Nella lettura ognuno applica un proprio tipo di approccio. Molti (Infantili) si identificano con un personaggio; altri (Adolescenti) hanno il proposito di imparare a vivere; altri ancora (Accademici) hanno la tendenza ad indulgere in generalizzazioni. Secondo il perverso NABOKOV, invece, il vero lettore (Lui presuppone quello Intelligente) deve identificrsi con lo scrittore. Deve, cioè, prestare attenzione alla Forma, all'Arte, alla Struttura del libro.
In ogni caso, comunque la pensiate, per condividendo il pensiero del folle Vladimir, conservate il vostro personale approccio alla lettura, con lo spirito esaltato, tempo fà, anche dalla casa editrice Felici, col detto "IO AMO LEGGERE".

Chiara

Da sempre per chi si interessa di storia, di poesia, di letteratura, quella del cinque maggio è una data importante. Da ricordare. Ancor di più, tale data, è importante per mè, amico, da sempre, anche, della Filosofia (E dei Filosofi)... Pur trovandomi in sofferenza quando Qualcuno, per punzecchiarmi, afferma che nella scala gerarchica d'importanza intellettuale, la Tecnica (Branca a cui appartengo), viene dopo della Scienza, che, a sua volta, viene dopo della Sapienza (Filosofia)... Col pensiero rivolto alla Sapienza, impersonata da una Persona molto speciale, rammento quel cinque maggio, illuminato da quel Sorriso immenso. E' il sorriso di Chiara proiettato sempre... più in là. Verso nuovi orizzonti.