"Era il tempo della peste di Messina. La flotta inglese vi aveva gettato le ancore e visitò la feluca sulla quale viaggiavo. La cosa ci costrinse, arrivati a Genova dopo una lunga e penosa traversata, a una quarantena di ventun giorni. Concessero ai passeggeri la facoltà di scegliere se trascorrerla a bordo piuttosto che al lazzaretto, dove ci prevennero che non avremmo trovato che le quattro mura, perché non avevano ancora avuto il tempo di arredarlo. Scelsero tutti la feluca. Il caldo insopportabile, lo spazio ristretto, l'impossibilità di passeggiare, gli insetti, mi fecero preferire il lazzaretto, a tutto mio rischio.
Fui condotto in un vasto edificio a due piani assolutamente spoglio, dove non trovai né finestra, né letto, né tavolo, né sedia, nemmeno uno sgabello per sedermi, né un fascio di paglia per coricarmi. Mi portarono il mio mantello, il mio sacco da notte, i miei due bauli, chiusero su di me grosse porte con grandi serrature, e lì rimasi, padrone di passeggiare a mio piacimento di stanza in stanza e di piano in piano, dovunque trovando la stessa solitudine e lo stesso squallore.
Malgrado tutto non mi pentii di aver preferito il lazzaretto alla feluca, e, come un nuovo Robinson, mi disposi ad arrangiarmi per i miei ventun giorni come avrei fatto per una intiera vita. Innanzitutto mi divertii a dar la caccia alle pulci che m'ero buscate nella feluca. Quando, a forza di cambiar biancheria e vestiti, mi fui finalmente ripulito, passai all'arredamento della stanza che mi ero scelto. Con abiti e camicie misi insieme un buon materasso, le lenzuola con parecchi asciugamani che cucii, una coperta con la mia veste da camera, un cuscino col mio mantello arrotolato. Con un baule piazzato di piatto mi feci lo sgabello, con l'altro messo di fianco il tavolo.
Tirai fuori carta, calamaio, sistemai a biblioteca una dozzina di libri che avevo. Mi arrangiai, in breve, tanto bene che, eccettuate tende e finestre, stavo quasi così comodo in quel lazzaretto assolutamente spoglio come al mio gioco della Palla nella rue Verdelet.
I miei pasti venivano serviti con gran pompa; due granatieri, le baionette in canna, li scortavano; la scala era la mia sala da pranzo, il pianerottolo mi fungeva da tavola, lo scalino inferiore da sedia, e quando il mio pranzo era servito, suonavano, ritirandosi, una campanella, per avvertirmi di mettermi a tavola. Fra un pasto e l'altro, quando non leggevo né scrivevo, o non lavoravo al mio arredamento, andavo a passeggiare nel cimitero dei protestanti, che mi serviva da cortile, di dove salivo in una lanterna affacciata sul porto, dalla quale potevo osservare il via vai delle navi. Trascorsi così quattordici giorni, e vi avrei passato l'intiera ventina senza mai annoiarmi se il signor di Jonville, inviato di Francia, al quale feci pervenire una lettera acetata, profumata e strinata, non avesse fatto abbreviare di otto giorni la mia quarantena: andai a trascorrerli in casa sua e trovai migliore, lo confesso, la sua ospitalità del lazzaretto."
Confronti fra la sua quarantena e la nostra attuale (Per coronavirus). Anche lui scriveva il diario della Quarantena e leggeva molto. Molti dubbi restano sulla reale motivazione che l'ha spinto a scegliere il lazzaretto invece della feluca, come hanno fatto tutti gli altri. Sapeva che sarebbero venuti per trasferirlo in altro sito, molto più comodo, appena possibile. Così come si è verificato, anche se con un po' di ritardo rispetto alle sue previsioni. Era un personaggio importante e stava recandosi in Milano, per un impegno importante.
Rousseau, Le confessioni, Libro VII
3 maggio 2020
MEMORIE DI ADRIANO
"Costruire, significa collaborare con la terra, imprimere un'impronta umana su un paesaggio che ne resterà modificato per sempre; contribuire inoltre a quella lenta trasformazione che è la vita delle città. Quanta cura, per trovare la
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano. Interessante libro, da leggere.
collocazione esatta d'un ponte e d'una fontana, per dare a una strada di montagna la curva più economica che è al tempo stesso la più pura [...]
Elevare fortificazioni in fin dei conti equivale a costruire dighe: equivale a trovare la linea sulla quale si può difendere una sponda o un impero, il punto dove sarà contenuto, arrestato, infranto, l'assalto delle onde o quello dei barbari.
Costruire un porto, significa fecondare la bellezza d'un golfo. Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.
Ho ricostruito molto: ricostruire significa collaborare con il tempo nel suo aspetto di passato, coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo, quasi, verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti". Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano. Interessante libro, da leggere.
22 aprile 2020
SCRIVERE
Quando non ho assillanti problemi amo pensare, analizzare, riflettere e scrivere. Scrivere mi porta una grande gioia; un piacere psichico prima e fisico poi.
E' uno stato di necessità che mi avvicina ad una condizione di salute ottimale. Condizione che fa passare in secondo piano i problemi fisici reali. E, scrivere, per me, diventa una specie di terapia igienico-mentale. Col convincimento che tale esercizio porta alla conservazione dello stato di lucidità mentale, che potrebbe essere compromesso in presenza di condizioni limitanti.
Raccogliendo e diffondendo soddisfazione, piacere, appagamento, tenerezza, verso il Mondo intero.
E' uno stato di necessità che mi avvicina ad una condizione di salute ottimale. Condizione che fa passare in secondo piano i problemi fisici reali. E, scrivere, per me, diventa una specie di terapia igienico-mentale. Col convincimento che tale esercizio porta alla conservazione dello stato di lucidità mentale, che potrebbe essere compromesso in presenza di condizioni limitanti.
Raccogliendo e diffondendo soddisfazione, piacere, appagamento, tenerezza, verso il Mondo intero.
14 aprile 2020
LISISTRATA
In questo tempo di confinamento da Coronavirus, davanti alle innumerevoli incertezze, insicurezze, debolezze, incapacità, mediocrità, del mondo che mi circonda, ritorna in mente quanto Aristofane, circa nel 411 a.C., ha messo in bocca a Lisistrata.
A domanda specifica la Bella ed Intelligente Lisistrata ha fornito la ricetta su come dirigere / gestire, adeguatamente, lo Stato.
La sua ricetta, dopo tanti millenni, è ancora valida.
Essa dopo aver paragonato lo Stato alla Lana di pecora suggerisce di:
-Fare un Lavaggio energico, come si faceva una volta in Grecia. Lavaggio indispensabile per mandare via tutto lo sporco che si era attaccato alla lana.
Dopo il lavaggio e l'asciugatura,
-Stendere la lana su un letto e con un robusto bastone eliminare tutte le spine ed i malanni. E' necessario allontanare dal potere tutti colori che con esso sono in simbiosi.
Dopo la bastonatura,
-Fare la cardatura, ossia spelare ben bene la testa a tutti coloro che tramano per conservare le cariche di potere.
Dopo aver cardato,
-Porre in un paniere tutta la Concordia, mettendo insieme tutte le persone di buona volontà (Meticci; Stranieri amici; Debitori dello Stato), e, poi, mescolare ed infine pettinare.
Avendo cura di tenere a distanza, gli uni dagli altri, i Greci.
Meditate Gente, meditate. Domus.
A domanda specifica la Bella ed Intelligente Lisistrata ha fornito la ricetta su come dirigere / gestire, adeguatamente, lo Stato.
La sua ricetta, dopo tanti millenni, è ancora valida.
Essa dopo aver paragonato lo Stato alla Lana di pecora suggerisce di:
-Fare un Lavaggio energico, come si faceva una volta in Grecia. Lavaggio indispensabile per mandare via tutto lo sporco che si era attaccato alla lana.
Dopo il lavaggio e l'asciugatura,
-Stendere la lana su un letto e con un robusto bastone eliminare tutte le spine ed i malanni. E' necessario allontanare dal potere tutti colori che con esso sono in simbiosi.
Dopo la bastonatura,
-Fare la cardatura, ossia spelare ben bene la testa a tutti coloro che tramano per conservare le cariche di potere.
Dopo aver cardato,
-Porre in un paniere tutta la Concordia, mettendo insieme tutte le persone di buona volontà (Meticci; Stranieri amici; Debitori dello Stato), e, poi, mescolare ed infine pettinare.
Avendo cura di tenere a distanza, gli uni dagli altri, i Greci.
Meditate Gente, meditate. Domus.
LIBERTA' E DEMOCRAZIA
La vera Libertà è strettamente connessa al concetto di Democrazia. La Democrazia è intimamente legata al concetto di Uguaglianza (Tutti i Cittadini (Tutti. Compresi i delegati e quelli che detengono il potere) sono uguali). Ne deriva che, dove non esiste il concetto di Uguaglianza, la Libertà dei Cittadini è solo un sogno, una invenzione.
Dove non c'è Libertà (Esclusi i casi in cui l'Uomo è in lotta) il Cittadino non vive e non pensa; vegeta. E' il caso in cui la povertà è diffusa e forte è la repressione.
Se ci penso bene, chi detiene il Potere Politico ha tutto l'interesse a fare in modo che la Gente resti in una condizione di inferiorità. Non pensi. Per fare in modo a che la Gente si disabitui a pensare, il potere usa i mezzi forniti dalla tecnologia. Allo stato attuale lo strumento che meglio di tutti esercita questa funzione è la Televisione. E, siccome la Libertà è una conquista che va conservata e tutelata dagli attacchi che le vengono rivolti, in modo esplicito ed implicito, penso sia necessario, sempre, Vivere e Lottare per i Principi Fondamentali dell'Uomo. E, nel caso di dubbio domandarsi sempre "A chi giova?"
Dove non c'è Libertà (Esclusi i casi in cui l'Uomo è in lotta) il Cittadino non vive e non pensa; vegeta. E' il caso in cui la povertà è diffusa e forte è la repressione.
Se ci penso bene, chi detiene il Potere Politico ha tutto l'interesse a fare in modo che la Gente resti in una condizione di inferiorità. Non pensi. Per fare in modo a che la Gente si disabitui a pensare, il potere usa i mezzi forniti dalla tecnologia. Allo stato attuale lo strumento che meglio di tutti esercita questa funzione è la Televisione. E, siccome la Libertà è una conquista che va conservata e tutelata dagli attacchi che le vengono rivolti, in modo esplicito ed implicito, penso sia necessario, sempre, Vivere e Lottare per i Principi Fondamentali dell'Uomo. E, nel caso di dubbio domandarsi sempre "A chi giova?"
9 aprile 2020
VIVE CHI LOTTA
Ceux qui vivent, ce sont ceux qui luttent /
Coloro che vivono sono coloro che lottano.
*** Poesia di Victor Hugo, scritta nel 1848, inclusa nella raccolta I Castighi (1852), tradotta in italiano, nell'aprile 2020, da Chiara Musolino per darla, in dono, al suo Papà.
Coloro che vivono sono coloro che lottano;
sono Coloro cui un progetto saldo riempie l’anima e la fronte,
Coloro che scalano di un alto destino l’aspra cima,
Coloro che camminano pensierosi, presi da uno scopo sublime,
Avendo sempre davanti agli occhi, notte e giorno,
O qualche sacra fatica o qualche grande amore.
È il santo profeta prostrato davanti l’arca,
È il lavoratore, il pastore, l’operaio, il patriarca;
Coloro il cui cuore è buono, coloro i cui giorni sono pieni,
Questi qua vivono, Signore! Gli altri, io li compiango.
Poiché il nulla li inebria della sua vaga noia,
Poiché il più pesante fardello è di esistere senza vivere.
Inutili, sparpagliati, essi trascinano quaggiù
Il cupo abbattimento di essere senza pensare.
Si chiamano volgo, plebe, turba, folla.
Essi sono ciò che mormora, applaude, fischia, scredita,
Batte le mani, calpesta, sbadiglia, dice sì, dice no,
Mai nessuna figura e mai nessun nome;
Gregge che va, riviene, giudica, assolve, delibera,
Distrugge, pronto per Marat come pronto per Tiberio,
Folla triste, gioiosa, abiti adorni, braccia nude,
Accozzaglia, e spinta verso abissi sconosciuti.
Sono i freddi passanti, senza scopi, senza legami, senza età;
Il fondo del genere umano che si dissolve in fumo;
Sono quelli che non si conoscono, quelli che non si contano,
Quelli che dimenticano le parole, le volontà, i passi. L’ombra oscura attorno a loro si prolunga e retrocede;
Essi non hanno del pien mezzodì che un lontano crepuscolo, Poiché, gettando a caso le grida, le voci, i rumori,
Essi errano vicino al bordo sinistro della notte.
Ma come, non amare per niente!
Seguire una triste carriera, senza un sogno in avanti, senza un dispiacere alle spalle! Ma come!
Camminare davanti a sé senza sapere dove si va!
Ridere di Giove senza credere a Geova!
Guardare senza rispetto gli astri, i fiori, le donne,
Sempre volere il corpo, senza mai cercare l’anima!
Per dei vani risultati fare dei vani sforzi!
Non aspettarsi niente da lassù! Cielo! Dimenticare i morti!
Oh no, io non sono assolutamente di quelli là! Grandi, prosperi,
Fieri, potenti, o nascosti dentro covi immondi,
Io li fuggo, e temo i loro odiati sentieri;
E io amerei meglio essere, o formiche delle città,
Turba, folla, uomini falsi, cuori morti, razze decadute
Un albero nella foresta piuttosto che un’anima nelle vostre resse!
Parigi, dicembre 1848.
Grazie Chiara. Papà Suggerisco una attenta lettura e rilettura.
Coloro che vivono sono coloro che lottano.
*** Poesia di Victor Hugo, scritta nel 1848, inclusa nella raccolta I Castighi (1852), tradotta in italiano, nell'aprile 2020, da Chiara Musolino per darla, in dono, al suo Papà.
Coloro che vivono sono coloro che lottano;
sono Coloro cui un progetto saldo riempie l’anima e la fronte,
Coloro che scalano di un alto destino l’aspra cima,
Coloro che camminano pensierosi, presi da uno scopo sublime,
Avendo sempre davanti agli occhi, notte e giorno,
O qualche sacra fatica o qualche grande amore.
È il santo profeta prostrato davanti l’arca,
È il lavoratore, il pastore, l’operaio, il patriarca;
Coloro il cui cuore è buono, coloro i cui giorni sono pieni,
Questi qua vivono, Signore! Gli altri, io li compiango.
Poiché il nulla li inebria della sua vaga noia,
Poiché il più pesante fardello è di esistere senza vivere.
Inutili, sparpagliati, essi trascinano quaggiù
Il cupo abbattimento di essere senza pensare.
Si chiamano volgo, plebe, turba, folla.
Essi sono ciò che mormora, applaude, fischia, scredita,
Batte le mani, calpesta, sbadiglia, dice sì, dice no,
Mai nessuna figura e mai nessun nome;
Gregge che va, riviene, giudica, assolve, delibera,
Distrugge, pronto per Marat come pronto per Tiberio,
Folla triste, gioiosa, abiti adorni, braccia nude,
Accozzaglia, e spinta verso abissi sconosciuti.
Sono i freddi passanti, senza scopi, senza legami, senza età;
Il fondo del genere umano che si dissolve in fumo;
Sono quelli che non si conoscono, quelli che non si contano,
Quelli che dimenticano le parole, le volontà, i passi. L’ombra oscura attorno a loro si prolunga e retrocede;
Essi non hanno del pien mezzodì che un lontano crepuscolo, Poiché, gettando a caso le grida, le voci, i rumori,
Essi errano vicino al bordo sinistro della notte.
Ma come, non amare per niente!
Seguire una triste carriera, senza un sogno in avanti, senza un dispiacere alle spalle! Ma come!
Camminare davanti a sé senza sapere dove si va!
Ridere di Giove senza credere a Geova!
Guardare senza rispetto gli astri, i fiori, le donne,
Sempre volere il corpo, senza mai cercare l’anima!
Per dei vani risultati fare dei vani sforzi!
Non aspettarsi niente da lassù! Cielo! Dimenticare i morti!
Oh no, io non sono assolutamente di quelli là! Grandi, prosperi,
Fieri, potenti, o nascosti dentro covi immondi,
Io li fuggo, e temo i loro odiati sentieri;
E io amerei meglio essere, o formiche delle città,
Turba, folla, uomini falsi, cuori morti, razze decadute
Un albero nella foresta piuttosto che un’anima nelle vostre resse!
Parigi, dicembre 1848.
Grazie Chiara. Papà Suggerisco una attenta lettura e rilettura.
Ceux qui vivent, ce sont ceux qui luttent ; ce sont Ceux dont un dessein ferme emplit l’âme et le front, Ceux qui d’un haut destin gravissent l’âpre cime, Ceux qui marchent pensifs, épris d’un but sublime, Ayant devant les yeux sans cesse, nuit et jour, Ou quelque saint labeur ou quelque grand amour. C’est le prophète saint prosterné devant l’arche, C’est le travailleur, pâtre, ouvrier, patriarche ; Ceux dont le coeur est bon, ceux dont les jours sont pleins, Ceux-là vivent, Seigneur ! les autres, je les plains. Car de son vague ennui le néant les enivre, Car le plus lourd fardeau, c’est d’exister sans vivre. Inutiles, épars, ils traînent ici-bas Le sombre accablement d’être en ne pensant pas. Ils s’appellent vulgus, plebs, la tourbe, la foule. Ils sont ce qui murmure, applaudit, siffle, coule, Bat des mains, foule aux pieds, bâille, dit oui, dit non, N’a jamais de figure et n’a jamais de nom ; Troupeau qui va, revient, juge, absout, délibère, Détruit, prêt à Marat comme prêt à Tibère, Foule triste, joyeuse, habits dorés, bras nus, Pêle-mêle, et poussée aux gouffres inconnus Ils sont les passants froids, sans but, sans noeud, sans âge ; Le bas du genre humain qui s’écroule en nuage ; Ceux qu’on ne connaît pas, ceux qu’on ne compte pas, Ceux qui perdent les mots, les volontés, les pas. L’ombre obscure autour d’eux se prolonge et recule ; Ils n’ont du plein midi qu’un lointain crépuscule, Car, jetant au hasard les cris, les voix, le bruit, Ils errent près du bord sinistre de la nuit.
Quoi, ne point aimer ! suivre une morne carrière, Sans un songe en avant, sans un deuil en arrière ! Quoi ! marcher devant soi sans savoir où l’on va ! Rire de Jupiter sans croire à Jéhova ! Regarder sans respect l’astre, la fleur, la femme ! Toujours vouloir le corps, ne jamais chercher l’âme ! Pour de vains résultats faire de vains efforts ! N’attendre rien d’en haut ! ciel ! oublier les morts ! Oh non, je ne suis point de ceux-là ! grands, prospères, Fiers, puissants, ou cachés dans d’immondes repaires, Je les fuis, et je crains leurs sentiers détestés ; Et j’aimerais mieux être, ô fourmis des cités, Tourbe, foule, hommes faux, coeurs morts, races déchues Un arbre dans les bois qu’une âme en vos cohues !
Paris, décembre 1848.
31 marzo 2020
27 marzo 2020
25 marzo 2020
SANITA'
Qualora ce ne fosse bisogno, mi sembra il caso di precisare, che in ambito Sanitario Nazionale, emergono, senza veli, le seguenti circostanze.
a) Gestione Nazionale della Sanità. La Sanità è un settore della società che richiede una gestione a livello Nazionale non Regionale. Chi ha sostenuto e/o sostiene il contrario non conosce la nostra Costituzione e non si rende conto che quello della Salute è un Diritto che deve riguardare tutti i Cittadini, allo stesso livello. Indipendentemente dal luogo di residenza e da altre circostanze di merito;
b) Facoltà di Medicina senza test di accesso. Ho già altre volte affermato che lo studio della Medicina è, senza dubbio, qualcosa in più di una professione. Ad esso non bisogna mettere limitazioni di accesso, legate a considerazioni sfocate, non certo democratiche. Ricordiamoci che Cuba, piccola realtà economica, ha sfornato, per fortuna, tanti medici che hanno portato un aiuto sanitario, non indifferente, a tutta l'America Latina. Non è possibile accettare l'ipotesi che sia lo Stato a stabilire la facoltà che i ragazzi devono scegliere per i loro studi universitari.
Quanti ragazzi in gamba hanno perso anni in Università estere, oppure in "facolta collegate/vicine" (Farmacia, Biologia, ...) prima di ritentare e passare il test di Medicina. Conosco delle persone che hanno fatto questo percorso e che attualmente sono degli ottimi professionisti medici.
Quanti altri sono stati costretti a rinunciare al proprio desiderio, per motivazioni economiche o per qualche domanda idiota dei test di ingresso (TV, ...) che il potenziale medico non ha saputo favorevolmente risolvere.
a) Gestione Nazionale della Sanità. La Sanità è un settore della società che richiede una gestione a livello Nazionale non Regionale. Chi ha sostenuto e/o sostiene il contrario non conosce la nostra Costituzione e non si rende conto che quello della Salute è un Diritto che deve riguardare tutti i Cittadini, allo stesso livello. Indipendentemente dal luogo di residenza e da altre circostanze di merito;
b) Facoltà di Medicina senza test di accesso. Ho già altre volte affermato che lo studio della Medicina è, senza dubbio, qualcosa in più di una professione. Ad esso non bisogna mettere limitazioni di accesso, legate a considerazioni sfocate, non certo democratiche. Ricordiamoci che Cuba, piccola realtà economica, ha sfornato, per fortuna, tanti medici che hanno portato un aiuto sanitario, non indifferente, a tutta l'America Latina. Non è possibile accettare l'ipotesi che sia lo Stato a stabilire la facoltà che i ragazzi devono scegliere per i loro studi universitari.
Quanti ragazzi in gamba hanno perso anni in Università estere, oppure in "facolta collegate/vicine" (Farmacia, Biologia, ...) prima di ritentare e passare il test di Medicina. Conosco delle persone che hanno fatto questo percorso e che attualmente sono degli ottimi professionisti medici.
Quanti altri sono stati costretti a rinunciare al proprio desiderio, per motivazioni economiche o per qualche domanda idiota dei test di ingresso (TV, ...) che il potenziale medico non ha saputo favorevolmente risolvere.
MEDICINA E UNIVERSITA'
Non ho mai capito ed ancora non riesco a capire come si faccia ad ipotizzare (Democraticamente?) ed introdurre nel nostro ordinamento il numero chiuso per l'accesso al mondo universitario. Ogni persona, giovane o meno giovane, deve essere libera di scegliere su quale campo vuol fare i suoi Studi Universitari. L'Università si preoccupi di curare il merito, la qualificazione, la conoscenza dei laureandi. Per il resto la Libertà di scelta sia di esclusiva competenza dei singoli soggetti. Il singolo soggetto non può essere costretto ad indirizzarsi verso studi non di proprio gradimento. Aggiungo che, a mio parere, appaiono ridicole le argomentazioni portate da taluni per il sostegno del numero chiuso.
Quindi, in uno Stato veramente Democratico, le iscrizioni alla Facoltà di Medicina e Chirurgia devono tornare ad essere Libere. Senza alcun test di accesso.
Le Università devono avere il buon senso di indirizzarsi verso l'eliminazione delle lauree brevi, prive di qualsiasi significato pratico ed economico per il soggetto interessato e per l'intero Paese. Tale introduzione, scopiazzata da altri paesi Europei, agli occhi della gente è vista come una moltiplicazione di pani e di pesci.
Detti provvedimenti porteranno, senza alcun dubbio, a mio parere, beneficio al Paese, diminuendo il numero dei laureati frustrati. Per una tendenza verso un mondo migliore.
Quindi, in uno Stato veramente Democratico, le iscrizioni alla Facoltà di Medicina e Chirurgia devono tornare ad essere Libere. Senza alcun test di accesso.
Le Università devono avere il buon senso di indirizzarsi verso l'eliminazione delle lauree brevi, prive di qualsiasi significato pratico ed economico per il soggetto interessato e per l'intero Paese. Tale introduzione, scopiazzata da altri paesi Europei, agli occhi della gente è vista come una moltiplicazione di pani e di pesci.
Detti provvedimenti porteranno, senza alcun dubbio, a mio parere, beneficio al Paese, diminuendo il numero dei laureati frustrati. Per una tendenza verso un mondo migliore.
CITTADINO DEL MONDO
Mi considero, mi sento, sono Cittadino del Mondo (Citizen of World), nonostante tutto, da sempre. Questo non mi impedisce, come molte persone, a sentire una spontanea pulsione verso il Paese di nascita, che, spesso, porto con me, nel peregrinare sulla terra. Il tutto con una percezione di amore-odio, per quello che è, e per quello che potrebbe essere e non è. Quello di nascita è un luogo che ho trovato (Arrivando sulla terra), senza alcuna richiesta o imposizione. E' così e basta. Il mio si affaccia al Mare, verso Est, da una collinetta, protetto da una dorsale montuosa arcuata. Si presenta con tutti i pregi e i difetti di un piccolo centro, con radici nelle culture Bizantina, Magno-Greca, Latina. Con tutte le tare legate agli opposti sistemi di vita (Spartani e Ateniesi; ecc.) dei popoli che, nel tempo, qui radicatesi. Con la convivenza di: Santi e Diavoli; Buoni e Cattivi; Quaglie ed Aquile; Onesti e Disonesti; Belli e Brutti. Con una forte presenza dell'Invidia. Caratteristica presente nel DNA sin dal tempo della Magna Grecia. E' la caratteristica che, legata al mancato rispetto della cosa pubblica (Non ancora considerata come una cosa propria da difendere e tutelare), ha portato questo luogo verso il disfacimento etico, sociale, economico e culturale.
Ma, il paese ove sei nato, in ogni caso, se ci pensi bene, ti riporta alla fanciullezza, al tempo in cui hai imparato a leggere e scrivere (Il mio maestro, che ricordo sempre con un sorriso, si chiamava Giovanni Scopacasa), ai giochi, che ti hanno legato ai luoghi ed agli amici.
Tutto ciò premesso, ci tengo a precisare, come accennato, il mio amore, incondizionato, per tutti quei luoghi che mi attraggono e mi fanno sentire come se fossi a casa mia. Spesso sono i luoghi, come il Perù, che Josè Maria Arguedos ha definito di "todas los sangres". Sono luoghi di: tradizioni, usi, superstizioni, culture che, nel tempo, si sono sovrapposti, si sono mescolati, si sono integrati, coniugati.
I guai per questi luoghi magici arrivano, a mio parere, quando qualcosa o qualcuno pensa di poter sopprimere l'altra cultura esistente. Avendo sempre con me il desiderio di portare una ventata di Rinascimento, di crescita, di immaginazione, di cultura, per tutti, senza alcun discrimine.
Io, nonostante tutto e tutti, mi sforzo di incrementare, il più possibile, il mio livello culturale al fine di essere, sempre di più, Cittadino del Mondo. Mantenendomi sempre a sostegno di chi non ha voce, gli ultimi.
Senza dimenticare che il miglior modo per tutelare la civiltà, la libertà, la giustizia è quello di assicurare, garantire, un elevato livello di cultura. Tanto più basso è il livello culturale di un popolo, tanto più quel popolo è schiavo (Ha difficoltà a dimostrare la ragionevolezza delle proprie idee). Mi sovviene la differenza del terribile vissuto analogo del popolo Armeno e di quello Ebreo. La sofferenza e lo sterminio degli Ebrei sono noti e condivisi da quasi tutta la civile comunità internazionale; quelli degli Armeni sono sconosciuti alla maggior parte dell'Umanità.
Ma, il paese ove sei nato, in ogni caso, se ci pensi bene, ti riporta alla fanciullezza, al tempo in cui hai imparato a leggere e scrivere (Il mio maestro, che ricordo sempre con un sorriso, si chiamava Giovanni Scopacasa), ai giochi, che ti hanno legato ai luoghi ed agli amici.
Tutto ciò premesso, ci tengo a precisare, come accennato, il mio amore, incondizionato, per tutti quei luoghi che mi attraggono e mi fanno sentire come se fossi a casa mia. Spesso sono i luoghi, come il Perù, che Josè Maria Arguedos ha definito di "todas los sangres". Sono luoghi di: tradizioni, usi, superstizioni, culture che, nel tempo, si sono sovrapposti, si sono mescolati, si sono integrati, coniugati.
I guai per questi luoghi magici arrivano, a mio parere, quando qualcosa o qualcuno pensa di poter sopprimere l'altra cultura esistente. Avendo sempre con me il desiderio di portare una ventata di Rinascimento, di crescita, di immaginazione, di cultura, per tutti, senza alcun discrimine.
Io, nonostante tutto e tutti, mi sforzo di incrementare, il più possibile, il mio livello culturale al fine di essere, sempre di più, Cittadino del Mondo. Mantenendomi sempre a sostegno di chi non ha voce, gli ultimi.
Senza dimenticare che il miglior modo per tutelare la civiltà, la libertà, la giustizia è quello di assicurare, garantire, un elevato livello di cultura. Tanto più basso è il livello culturale di un popolo, tanto più quel popolo è schiavo (Ha difficoltà a dimostrare la ragionevolezza delle proprie idee). Mi sovviene la differenza del terribile vissuto analogo del popolo Armeno e di quello Ebreo. La sofferenza e lo sterminio degli Ebrei sono noti e condivisi da quasi tutta la civile comunità internazionale; quelli degli Armeni sono sconosciuti alla maggior parte dell'Umanità.
13 marzo 2020
LA VITA. COSI' E', SE VI PARE
La cattiveria è naturale nel genere umano?
Il Genere Umano, per natura, secondo molti è pervaso dalla cattiveria.
Dicevano i latini: "Pro ara et focis, per fas et nefas"; ossia, "Per la casa e il focolare, con mezzi leciti e illeciti".
E' questo, purtroppo, il presupposto della deriva che coinvolge, senza freno, il genere umano, che ha smarrito il concetto di Lealtà, che da sola tende alla ricerca della Verità.
La Dialettica (Oratoria naturale o altro) nella vita, spesso, allontana dalla Logica e, quindi, dalla Lealtà e, quindi, dalla Verità.
La Dialettica è una dote naturale che può portare a convincimenti erronei e/o fallaci, per colpa o per dolo.
Quindi, in ogni caso, per tendere alla Verità, è bene ragionare con la propria testa e domandarsi, sempre, "a chi giova?"
Logica e Dialettica possono portare l'uomo dalla sua naturale cattiveria alla sua ragionevole Umanità. Tale circostanza si può verificare, e spesso si verifica, in presenza di eventi di eccezionale gravità che colpiscono l'Umanità intera. Il rischio di estinzione può portare alla suddetta conversione.
La Verità è una cosa, l'Approvazione, il Consenso è altra, diversa, cosa. Spesso nella vita si tende a confondere la Verità col Consenso. Non è così! Basta guardare a quello che succede nel mondo della politica.
La Dialettica è, semplicemente, l'arte di avere ragione, indipendentemente dalla Verità. E, nella vita di tutti i giorni, in questa società legata all'immagine ed al denaro, la cosa più importante è ottenere ragione, indipendentemente dal fatto se si è stati Leali o no.
Il Genere Umano, per natura, secondo molti è pervaso dalla cattiveria.
Dicevano i latini: "Pro ara et focis, per fas et nefas"; ossia, "Per la casa e il focolare, con mezzi leciti e illeciti".
E' questo, purtroppo, il presupposto della deriva che coinvolge, senza freno, il genere umano, che ha smarrito il concetto di Lealtà, che da sola tende alla ricerca della Verità.
La Dialettica (Oratoria naturale o altro) nella vita, spesso, allontana dalla Logica e, quindi, dalla Lealtà e, quindi, dalla Verità.
La Dialettica è una dote naturale che può portare a convincimenti erronei e/o fallaci, per colpa o per dolo.
Quindi, in ogni caso, per tendere alla Verità, è bene ragionare con la propria testa e domandarsi, sempre, "a chi giova?"
Logica e Dialettica possono portare l'uomo dalla sua naturale cattiveria alla sua ragionevole Umanità. Tale circostanza si può verificare, e spesso si verifica, in presenza di eventi di eccezionale gravità che colpiscono l'Umanità intera. Il rischio di estinzione può portare alla suddetta conversione.
La Verità è una cosa, l'Approvazione, il Consenso è altra, diversa, cosa. Spesso nella vita si tende a confondere la Verità col Consenso. Non è così! Basta guardare a quello che succede nel mondo della politica.
La Dialettica è, semplicemente, l'arte di avere ragione, indipendentemente dalla Verità. E, nella vita di tutti i giorni, in questa società legata all'immagine ed al denaro, la cosa più importante è ottenere ragione, indipendentemente dal fatto se si è stati Leali o no.
7 marzo 2020
4 gennaio 2020
LA NATURA E LA SUA BELLEZZA
Mentre nel Vecchio Continente (Europa) è diventato di moda tagliare alberi, nel Nuovo Continente (America) gli alberi sono conservati e protetti anche quando si presentano in equilibrio instabile. La foto, di SFM, riporta un caso specifico di amore verso la Natura.
IL PONTE SOLFERINO
Il Ponte Solferino, qualche giorno dopo la piena di Dicembre 2019. Realizzato, negli anni Settanta, con strutture in calcestruzzo armato precompresso, seguendo uno schema statico tipo Gerber, da tempo si presenta con una importante condizione di degrado nelle facce del cls; specialmente quella lato mare. Le armature di pelle, quasi totalmente in vista, risultano di fatto compromesse. La speranza è che la condizione di degrado non raggiunga l'acciaio armonico di precompressione.
15 dicembre 2019
LA RIBELLIONE SILENZIOSA DELLE CIGLIA
… ond'ei le ciglia levò un poco in suso...
Quando non sei d'accordo con qualcuno, ma non hai voglia di ... fare contestazioni esplicite, le ciglia, inevitabilmente, saltano in su.
Dante. La Divina Commedia. Inferno, Canto X (Farinata degli Uberti).
Quando non sei d'accordo con qualcuno, ma non hai voglia di ... fare contestazioni esplicite, le ciglia, inevitabilmente, saltano in su.
Dante. La Divina Commedia. Inferno, Canto X (Farinata degli Uberti).
6 dicembre 2019
COLLASSO PER AZIONE SISMICA. STRUTTURE IN MURATURA
Collasso generalizzato della Prefettura de L'Aquila, per azione sismica. E' appena il caso di rammentare, a tutti, che le strutture esistenti in muratura non sono capaci di opporsi, adeguatamente, alle azioni sismiche, con interventi di ... facciata. Per questi fabbricati, non c'è altra strada che quella che porta alla introduzione, al loro interno, di adeguate strutture spaziali, in calcestruzzo armato o in acciaio, alle quali far assorbire tutte le sollecitazioni esterne. Tutte le altre ipotesi sono solo delle ... cose poco serie. Come esperienza insegna, in Italia ed all'estero. Indipendentemente da quello che dicono le normative regionali eventualmente vigenti, ed altri soggetti.
INGEGNERIA SISMICA. COLLASSO PIANO TERRA VILLA IN CA
Collasso del piano terra di una villa in calcestruzzo armato, in sito, per effetto di un'azione sismica ondulatoria di media-alta magnitudo. L'enorme allontanamento, dalla loro posizione, dei pilastri ha comportato la … scomparsa del piano terra.
27 novembre 2019
26 novembre 2019
IL RICERCATORE
L'Uomo costruisce la propria casa nel luogo natio, oppure ove decide di fermarsi.
L'Ingegnere progetta case ove vuole il committente.
"Il Ricercatore costruisce la sua capanna a ridosso della torre della scienza, per poter contribuire alla sua edificazione e per trovare egli stesso riparo ai piedi del baluardo costruito" ,
secondo F. W. Nietzsche.
L'Ingegnere progetta case ove vuole il committente.
"Il Ricercatore costruisce la sua capanna a ridosso della torre della scienza, per poter contribuire alla sua edificazione e per trovare egli stesso riparo ai piedi del baluardo costruito" ,
secondo F. W. Nietzsche.
20 novembre 2019
SIRINATI AMARI
Volia 'i sugnu cantanti, e no scrivanu,
menzu poeta e senza 'nu carrinu,
'i cantu 'a notti sutt'a 'nu mignanu,
ccumpagnatu 'i chitarra e mandolinu.
Volia mi fazzu tanti sirinati
pa tutti chigli fimmini 'mpelici
chi sunnu schjavi, o chi non sunnu amati,
o chi campanu fandu sagrifici.
'A prima s''a farria a gli dipendenti,
giuvani e belli chi, pa lavurari,
stannu sutta patruni 'ntraprendenti,
chi a tutt'i costi''vonnu ccalappiari.
Po' 'n'atta, tutta chjna 'i sentimentu,
s''a faciarria a glia fimmina 'ngannata
chi, cridendu a 'nu farzu giuramentu,
si trovau cu 'nu figghju a 'mmenz''a strata.
E 'n'atta p'ogni fimmina spruttata,
chi, lavurandu, squagghia comu cira;
e mò, chi finarmenti è pinzionata,
cu quattru sordi, 'ndav'ancora ' i stira.
'Na sirinata apoi si vorria fari
a glia fimmina bella violentata
du' "brancu" in libertà chi, pa scherzari,
dici ca si trattau di 'na "bravata".
E puru una a gli disgrazijati,
chi sunnu schjavi di li protetturi
e si vindinu 'u corpu pa li strati,
senz''e sannu chi è lu veru amuri.
'Na sirinata chjna di durcizza
s''a faciarria a glia fimmina perduta
'nte mani 'i nu maritu c''a 'ccarizza,
mentri cu 'n'atta fimmina è traduta.
E volandu 'nta atti continenti,
'na sirinata si farria a glia mamma,
chi perdiu 'u figghju ma non sapi nenti,
'nta 'na barca chi tutti nui 'ffundamma.
Mentri l'urtima, chjna 'i pojisia,
è pa glia figghja chi no 'naju 'cchjù;
'nu cantu amaru, chjnu 'i nostalgia,
'i 'rriva 'n cielu, 'nta sta notti blu ...
Serenate Amare, di Franco BLEFARI: Romantica, struggente poesia (In dialetto Benestarese) dedicata, con profondo sentimento, a tutte le Donne del Mondo.
Ricevuta da Franco in una bella mattinata domenicale.
menzu poeta e senza 'nu carrinu,
'i cantu 'a notti sutt'a 'nu mignanu,
ccumpagnatu 'i chitarra e mandolinu.
Volia mi fazzu tanti sirinati
pa tutti chigli fimmini 'mpelici
chi sunnu schjavi, o chi non sunnu amati,
o chi campanu fandu sagrifici.
'A prima s''a farria a gli dipendenti,
giuvani e belli chi, pa lavurari,
stannu sutta patruni 'ntraprendenti,
chi a tutt'i costi''vonnu ccalappiari.
Po' 'n'atta, tutta chjna 'i sentimentu,
s''a faciarria a glia fimmina 'ngannata
chi, cridendu a 'nu farzu giuramentu,
si trovau cu 'nu figghju a 'mmenz''a strata.
E 'n'atta p'ogni fimmina spruttata,
chi, lavurandu, squagghia comu cira;
e mò, chi finarmenti è pinzionata,
cu quattru sordi, 'ndav'ancora ' i stira.
'Na sirinata apoi si vorria fari
a glia fimmina bella violentata
du' "brancu" in libertà chi, pa scherzari,
dici ca si trattau di 'na "bravata".
E puru una a gli disgrazijati,
chi sunnu schjavi di li protetturi
e si vindinu 'u corpu pa li strati,
senz''e sannu chi è lu veru amuri.
'Na sirinata chjna di durcizza
s''a faciarria a glia fimmina perduta
'nte mani 'i nu maritu c''a 'ccarizza,
mentri cu 'n'atta fimmina è traduta.
E volandu 'nta atti continenti,
'na sirinata si farria a glia mamma,
chi perdiu 'u figghju ma non sapi nenti,
'nta 'na barca chi tutti nui 'ffundamma.
Mentri l'urtima, chjna 'i pojisia,
è pa glia figghja chi no 'naju 'cchjù;
'nu cantu amaru, chjnu 'i nostalgia,
'i 'rriva 'n cielu, 'nta sta notti blu ...
Serenate Amare, di Franco BLEFARI: Romantica, struggente poesia (In dialetto Benestarese) dedicata, con profondo sentimento, a tutte le Donne del Mondo.
Ricevuta da Franco in una bella mattinata domenicale.
16 novembre 2019
7 novembre 2019
VERSO L'INFINITO
"… Credevo di essere morto e, forse, lo ero già.
Quando vidi il suo viso e i suoi perché. Il mio cervello formulava pensieri, urlava, piangeva, ma dalla mia gola, dalla mia bocca ormai non usciva nessun suono.
Abbiamo condiviso lo stesso utero, lo stesso spazio, abbiamo mangiato il latte dalla stessa mammella, che vuoi che sia agganciare un angelo.
So che mi ha sentito, perché io ho sentito lui, gli dissi: "Fratello, perché raccogli il mio corpo, perché lo vuoi ricomporre, perché vuoi chiudere le mie ferite, perché sussurri: "Respira", perché ti fai fiato, alito di vita, perché percuoti il mio petto? Sono morto. Parlami!"
Sentire il suo abbraccio ed era tutto il suo parlare.
Il suo cuore batteva così forte che mi sembrava il mio. "Quanto mi ami!"
Continuavano i suoi perché, non c'era altro nella sua mente.
Dolore e perché.
Non è stato facile lasciare il mondo, lasciare mia moglie, i miei genitori, i miei figli, i miei fratelli, ma nel suo abbraccio mi sentivo sicuro, nel grembo della terra, nella preghiera di un dio buono, mio Fratello.
Avrei voluto dirgli tante cose, ma alla fine gli dissi: "Ti lascio i miei sogni"".
Dal romanzo inedito "GUARDA OLTRE", di C.B.
Quando vidi il suo viso e i suoi perché. Il mio cervello formulava pensieri, urlava, piangeva, ma dalla mia gola, dalla mia bocca ormai non usciva nessun suono.
Abbiamo condiviso lo stesso utero, lo stesso spazio, abbiamo mangiato il latte dalla stessa mammella, che vuoi che sia agganciare un angelo.
So che mi ha sentito, perché io ho sentito lui, gli dissi: "Fratello, perché raccogli il mio corpo, perché lo vuoi ricomporre, perché vuoi chiudere le mie ferite, perché sussurri: "Respira", perché ti fai fiato, alito di vita, perché percuoti il mio petto? Sono morto. Parlami!"
Sentire il suo abbraccio ed era tutto il suo parlare.
Il suo cuore batteva così forte che mi sembrava il mio. "Quanto mi ami!"
Continuavano i suoi perché, non c'era altro nella sua mente.
Dolore e perché.
Non è stato facile lasciare il mondo, lasciare mia moglie, i miei genitori, i miei figli, i miei fratelli, ma nel suo abbraccio mi sentivo sicuro, nel grembo della terra, nella preghiera di un dio buono, mio Fratello.
Avrei voluto dirgli tante cose, ma alla fine gli dissi: "Ti lascio i miei sogni"".
Dal romanzo inedito "GUARDA OLTRE", di C.B.
5 novembre 2019
SPERANZA
La recente Sentenza della Corte di Giustizia Europea, emessa in seguito ad una chiamata per una causa penale Italiana, ha riconosciuto ai mafiosi incalliti (Oramai, in Italia, unici condannati a fine vita) il diritto di non essere condannati a "fine pena mai". I Giudici della Consulta (Ad onor del vero non tutti concordi (8 contro 7)) hanno stabilito che bisogna essere indulgenti anche con coloro che hanno commesso efferati delitti e non hanno mostrato alcun segno di ravvedimento.
Ciò stabilendo la consulta ha omesso di esaminare la circostanza conseguente alla loro determinazione. In sintesi, hanno omesso di considerare che l'indulgenza verso il mafioso condannato all'ergastolo rappresenta, conseguentemente, una grave ingiustizia verso la vittima, verso i familiari e verso la stessa società schiacciata dal giogo mafioso.
I Giudici, con tale sentenza, hanno omesso di esaminare la problematica dal punto di vista opposto del mafioso. Quello delle vittime. Le vittime (Compresi i familiari, gli amici e la società civile, vittime pure essi) hanno una sola Speranza: Arresto, condanna e giusta espiazione della pena inflitta al colpevole. Con la Speranza che la tragedia non si ripeta, con nessuna altra persona. I mafiosi, di contro, sono molto più avvantaggiati. Infatti, solo una piccola parte di loro (10% circa) viene individuata e condannata. Inoltre, per i colpevoli, una volta condannati, non è assicurata l'espiazione della pena, anche in presenza di efferati delitti.
Queste considerazioni portano in nuce una netta conclusione: La recente sentenza dei giudici rappresenta un clamoroso errore madornale che non giova alla Società civile, non giova alla Giustizia, ma giova esclusivamente al mafioso che può continuare ad esercitare la sua illegittima attività, col beneplacito dei … giudici.
La Speme è l'ultima Dea che fugge i sepolcri. Da ogni punto di vista.
Ciò stabilendo la consulta ha omesso di esaminare la circostanza conseguente alla loro determinazione. In sintesi, hanno omesso di considerare che l'indulgenza verso il mafioso condannato all'ergastolo rappresenta, conseguentemente, una grave ingiustizia verso la vittima, verso i familiari e verso la stessa società schiacciata dal giogo mafioso.
I Giudici, con tale sentenza, hanno omesso di esaminare la problematica dal punto di vista opposto del mafioso. Quello delle vittime. Le vittime (Compresi i familiari, gli amici e la società civile, vittime pure essi) hanno una sola Speranza: Arresto, condanna e giusta espiazione della pena inflitta al colpevole. Con la Speranza che la tragedia non si ripeta, con nessuna altra persona. I mafiosi, di contro, sono molto più avvantaggiati. Infatti, solo una piccola parte di loro (10% circa) viene individuata e condannata. Inoltre, per i colpevoli, una volta condannati, non è assicurata l'espiazione della pena, anche in presenza di efferati delitti.
Queste considerazioni portano in nuce una netta conclusione: La recente sentenza dei giudici rappresenta un clamoroso errore madornale che non giova alla Società civile, non giova alla Giustizia, ma giova esclusivamente al mafioso che può continuare ad esercitare la sua illegittima attività, col beneplacito dei … giudici.
La Speme è l'ultima Dea che fugge i sepolcri. Da ogni punto di vista.
4 novembre 2019
CICUTA O PREZZEMOLO
"E' molto importante non confondere la cicuta col prezzemolo,
ma credere o non credere in Dio non lo è per nulla".
Diderot. Lettera a Voltaire, 1749.
ma credere o non credere in Dio non lo è per nulla".
Diderot. Lettera a Voltaire, 1749.
TERREMOTI E VIRUS
I terremoti, come i virus che attaccano i nostri PC, non possono essere evitati, né fermati. Almeno per ora. Entrambi attaccano persone e cose con violenza e spavalderia. I primi ti danneggiano e ti possono anche uccidere. I secondi, in genere, attaccano il tuo patrimonio e ti mettono ko.
Non possiamo evitarli, ma per entrambi, dobbiamo cercare di ridurre i danni. Come fare? Per prima cosa bisogna conoscere gli effetti dell'attacco. Poi è necessario adottare tutti gli accorgimenti che ci salvaguardano da tali conseguenze. In entrambi i casi è opportuno conoscere i nostri punti deboli ed adottare i necessari, possibili, accorgimenti di argine. Queste forme di aggressione, con singolari punti a comune, hanno diversa la provenienza: Il primo è acceso dal Padreterno; il secondo è acceso dall'uomo e dalla sua volontà di danneggiare il suo simile.
In ogni caso, con i terremoti e con i virus dobbiamo abituarci a convivere.
Non possiamo evitarli, ma per entrambi, dobbiamo cercare di ridurre i danni. Come fare? Per prima cosa bisogna conoscere gli effetti dell'attacco. Poi è necessario adottare tutti gli accorgimenti che ci salvaguardano da tali conseguenze. In entrambi i casi è opportuno conoscere i nostri punti deboli ed adottare i necessari, possibili, accorgimenti di argine. Queste forme di aggressione, con singolari punti a comune, hanno diversa la provenienza: Il primo è acceso dal Padreterno; il secondo è acceso dall'uomo e dalla sua volontà di danneggiare il suo simile.
In ogni caso, con i terremoti e con i virus dobbiamo abituarci a convivere.
24 ottobre 2019
LE CONCHIGLIE DI ARGADE
Le conchiglie che si trovano sulle colline (Recentemente ne ho trovate alcune ad Argade) ci mostrano fino a che punto il mare (Jonio > Mediterraneo, nel caso specifico) si è prosciugato, oppure ci mostrano fino a che punto le montagne si sono innalzate, rispetto al livello del mare?
Se è vera la prima ipotesi l'uomo deve preoccuparsi per il successivo prosciugamento dei mari e la conseguente trasformazione dell'acqua in fumo e vapore. Percorso che porterà l'uomo alla sua inevitabile estinzione.
Che fare? Più o meno le cose opposte a quelle che l'uomo sta ora facendo. In primis è necessario non distruggere la vegetazione (Foreste, Alberi di campagna e di città) e, poi, è necessario piantare alberi, rispettando e imponendo il rispetto della natura.
Chi esercita il potere ha la volontà, la sensibilità e la capacità di fare qualcosa in tal senso? All'orizzonte non vedo alcuna luce che mi faccia sperare.
Se è vera la prima ipotesi l'uomo deve preoccuparsi per il successivo prosciugamento dei mari e la conseguente trasformazione dell'acqua in fumo e vapore. Percorso che porterà l'uomo alla sua inevitabile estinzione.
Che fare? Più o meno le cose opposte a quelle che l'uomo sta ora facendo. In primis è necessario non distruggere la vegetazione (Foreste, Alberi di campagna e di città) e, poi, è necessario piantare alberi, rispettando e imponendo il rispetto della natura.
Chi esercita il potere ha la volontà, la sensibilità e la capacità di fare qualcosa in tal senso? All'orizzonte non vedo alcuna luce che mi faccia sperare.
FILOSOFIA
Talete: Tutto è acqua.
Eraclito: Tutto è fuoco.
Pitagora: Tutto è numero.
Eraclito: Tutto è fuoco.
Pitagora: Tutto è numero.
IL VIVERE: CONTINUO EQUILIBRIO INSTABILE
L'uomo (Maturo) nella sua esistenza è alla continua ricerca di sicurezza, stabilità, staticità, libertà, giustizia.
In effetti, se ci pensiamo un po' su, ci accorgiamo che la vita è un continuo divenire di condizioni instabili, incerte, variabili, insicure. Tutto ciò che è reale è assolutamente instabile. Anche la Terra, che consideriamo stabile, perde la sua caratteristica di staticità in presenza di azione sismica.
La staticità successiva al nascere si scontra con la possibilità di morire, in qualsiasi momento.
La luce che da all'uomo ed alla natura calore, sicurezza e fiducia in se stesso, perde le sue qualità al sopraggiungere della notte.
Lo stesso Amore, che porta all'esaltazione i due corpi e le anime interessate, si può trasformare in odio o indifferenza in caso di separazione.
Il dolce è piacevole quando è assorbito in piccole dosi. Diventa dannoso in caso di eccesso.
I "contrasti" che avvolgono la nostra esistenza sono come le scene di due lottatori che si studiano, si attaccano, si colpiscono, con la prevalenza ora dell'uno, ora dell'altro. Tali contrasti (Alternanze di vittorie e sconfitte), forse, dovremmo vederli come una sana attività agonistica esistenziale, che aiuta l'uomo a vivere nel migliore dei modi possibile.
In effetti, se ci pensiamo un po' su, ci accorgiamo che la vita è un continuo divenire di condizioni instabili, incerte, variabili, insicure. Tutto ciò che è reale è assolutamente instabile. Anche la Terra, che consideriamo stabile, perde la sua caratteristica di staticità in presenza di azione sismica.
La staticità successiva al nascere si scontra con la possibilità di morire, in qualsiasi momento.
La luce che da all'uomo ed alla natura calore, sicurezza e fiducia in se stesso, perde le sue qualità al sopraggiungere della notte.
Lo stesso Amore, che porta all'esaltazione i due corpi e le anime interessate, si può trasformare in odio o indifferenza in caso di separazione.
Il dolce è piacevole quando è assorbito in piccole dosi. Diventa dannoso in caso di eccesso.
I "contrasti" che avvolgono la nostra esistenza sono come le scene di due lottatori che si studiano, si attaccano, si colpiscono, con la prevalenza ora dell'uno, ora dell'altro. Tali contrasti (Alternanze di vittorie e sconfitte), forse, dovremmo vederli come una sana attività agonistica esistenziale, che aiuta l'uomo a vivere nel migliore dei modi possibile.
BARBARIE
Andando a ritroso nel tempo, fino ai primordi, possiamo, intuitivamente, scoprire che c'è una tendenza, inequivoca, verso una sempre più accentuata condizione di barbarie. Di contro, allontanandosi dalla condizione originaria si dovrebbe andare incontro ad una sempre più fiorente condizione di progresso socio-culturale.
Ma non sempre è così. L'odio del sapere e della conoscenza tecnica e culturale e la stessa esagerata sete di conoscenza possono portare, e, spesso, portano, allo stato di barbarie. Barbarie che costruisce le sue fondamenta nell'attacco alla Cultura. Cultura che rappresenta l'unico vero baluardo contro l'arretratezza, la Libertà, la Giustizia sociale e individuale. Ecco perché i barbari, tra i loro principali obiettivi, hanno l'attacco volgare sviscerato alla cultura (E, quindi, alle persone colte, che, in quanto tali, sono libere).
Ma non sempre è così. L'odio del sapere e della conoscenza tecnica e culturale e la stessa esagerata sete di conoscenza possono portare, e, spesso, portano, allo stato di barbarie. Barbarie che costruisce le sue fondamenta nell'attacco alla Cultura. Cultura che rappresenta l'unico vero baluardo contro l'arretratezza, la Libertà, la Giustizia sociale e individuale. Ecco perché i barbari, tra i loro principali obiettivi, hanno l'attacco volgare sviscerato alla cultura (E, quindi, alle persone colte, che, in quanto tali, sono libere).
LA REPUBBLICA DEI GENI
Tale definizione, introdotta da Schopenhauer, rappresenta, idealmente, il vissuto nell'antica Grecia, che va da Talete fino a Socrate. I Geni (Nell'ambito filosofico) sono nell'ordine: Talete, Anassimandro, Eraclito, Parmenide, Anassagora, Empedocle, Democrito e Socrate.
Essi erano "sapienti" che "vivevano per la conoscenza". Ognuno di loro ha sviluppato il proprio pensiero sulla scorta del pensiero dei grandi che l'hanno preceduto. Essi Geni, per i Greci hanno rappresentato quello che per altri popoli erano i Santi. Erano "Sapienti" non solo in quanto tali, ma, anche, in considerazione "alla maniera con cui il popolo li riconosce, li cura e li elogia, in quanto tali".
La precisazione mi fa pensare al commento fattomi da una persona molto colta, non molto tempo fa, a proposito del diverso punto di vista di un qualunque professore universitario Italiano e di uno Francese o Britannico, a proposito di un qualunque altro suo collega.
L'Italiano spesso parla del collega con critiche e censure (Vere o presunte) di vario genere. Con astio e con invidia.
Il Francese, indipendentemente dal livello qualitativo, del suo collega parla, sempre, in termini positivi, costruttivi. Questa condizione, senza dubbio, non può che aiutare la crescita dei singoli e, naturalmente, della Università (Scuola) che rappresentano.
La caratteristica fondamentale della cultura dell'antica Grecia, sta nel fatto che i Greci sono stati sempre pronti ad assimilare tutto ciò che di valido era presente nella cultura degli altri popoli (Verso Oriente e verso Occidente. Indiani, Egizi, Ebrei, Cinesi, ...).
Essi erano "sapienti" che "vivevano per la conoscenza". Ognuno di loro ha sviluppato il proprio pensiero sulla scorta del pensiero dei grandi che l'hanno preceduto. Essi Geni, per i Greci hanno rappresentato quello che per altri popoli erano i Santi. Erano "Sapienti" non solo in quanto tali, ma, anche, in considerazione "alla maniera con cui il popolo li riconosce, li cura e li elogia, in quanto tali".
La precisazione mi fa pensare al commento fattomi da una persona molto colta, non molto tempo fa, a proposito del diverso punto di vista di un qualunque professore universitario Italiano e di uno Francese o Britannico, a proposito di un qualunque altro suo collega.
L'Italiano spesso parla del collega con critiche e censure (Vere o presunte) di vario genere. Con astio e con invidia.
Il Francese, indipendentemente dal livello qualitativo, del suo collega parla, sempre, in termini positivi, costruttivi. Questa condizione, senza dubbio, non può che aiutare la crescita dei singoli e, naturalmente, della Università (Scuola) che rappresentano.
La caratteristica fondamentale della cultura dell'antica Grecia, sta nel fatto che i Greci sono stati sempre pronti ad assimilare tutto ciò che di valido era presente nella cultura degli altri popoli (Verso Oriente e verso Occidente. Indiani, Egizi, Ebrei, Cinesi, ...).
GALLERIE STRADALI
Nel campo dell'Ingegneria civile esistono alcune strutture relativamente complesse il cui utilizzo dev'essere effettuato con estrema cura. Tra dette strutture ci sono le Gallerie (Stradali e Ferroviarie). L'assenza di un adeguato livello di sensibilità progettuale ed esecutiva porta, inevitabilmente, al collasso della strutture. Strutture che, di per se, sono con elevate capacità potenziali per resistere anche ad intense sollecitazioni esterne. Sempre nell'ipotesi di perfetta esecuzione.
Indicazioni utili per una corretta esecuzione di gallerie:
- La tipologia di scavo è condizionata dal tipo di suolo attraversato e da motivazioni di ordine economico (Lunghezza della canna; Dimensioni in sezione; disponibilità di adeguati spazi liberi di cantiere in prossimità dell'imbocco). Va da se che in certe condizioni (Come quella rappresentata in foto) è sconsigliato l'uso di esplosivo; - L'arco rovescio deve essere realizzato con la massima attenzione e precisione nelle armature; - Le centine devono essere posate perfettamente e cementate compiutamente, con l'uso di malta di cemento spruzzata, senza lasciare soluzioni di continuità; - La lunghezza dei tratti centinati da rivestire col cls armato deve essere tanto più corta quanto più il suolo attraversato è cedevole; - I tiranti di consolidamento siano di lunghezza media di 12.00 m; - I tiranti di consolidamento dei costoni d'imbocco delle canne non siano inferiori a 12.00 m; - I consolidamenti dei versanti d'imbocco, magari già in movimento come il caso rappresentato in foto, siano fatti con tiranti di lunghezza non inferiore a 12.00 m. Tiranti lunghi 6.00 m non sono certamente idonei per la funzione ipotizzata.
Indicazioni utili per una corretta esecuzione di gallerie:
- La tipologia di scavo è condizionata dal tipo di suolo attraversato e da motivazioni di ordine economico (Lunghezza della canna; Dimensioni in sezione; disponibilità di adeguati spazi liberi di cantiere in prossimità dell'imbocco). Va da se che in certe condizioni (Come quella rappresentata in foto) è sconsigliato l'uso di esplosivo; - L'arco rovescio deve essere realizzato con la massima attenzione e precisione nelle armature; - Le centine devono essere posate perfettamente e cementate compiutamente, con l'uso di malta di cemento spruzzata, senza lasciare soluzioni di continuità; - La lunghezza dei tratti centinati da rivestire col cls armato deve essere tanto più corta quanto più il suolo attraversato è cedevole; - I tiranti di consolidamento siano di lunghezza media di 12.00 m; - I tiranti di consolidamento dei costoni d'imbocco delle canne non siano inferiori a 12.00 m; - I consolidamenti dei versanti d'imbocco, magari già in movimento come il caso rappresentato in foto, siano fatti con tiranti di lunghezza non inferiore a 12.00 m. Tiranti lunghi 6.00 m non sono certamente idonei per la funzione ipotizzata.
16 ottobre 2019
IL CAVALLO DI RITORNO
Da molto tempo in Italia, in Europa ed in tante altre parti del mondo si assiste ad una forma di ricatto, subdola, correntemente definita "Il cavallo di ritorno". Questa forma di ricatto nel passato era applicata da incalliti delinquenti di scarsissimo livello culturale, nell'attualità, invece, è applicata anche da professionisti con tanto di capacità tecniche ed informatiche.
Il meccanismo consiste nel derubare il malcapitato di un bene. Successivamente lo stesso ladro (O chi per lui) contatta il proprietario offrendo la restituzione del bene sottratto in cambio di un riscatto (In genere del denaro). Il proprietario davanti all'incapacità delle forze dell'ordine di rintracciare il bene sottratto, spesso accetta di pagare la somma richiesta per il riscatto, al fine di tornare in possesso del bene (Automobile, …). E' quello che succede in tante città del Nord e del Sud Italia. A Reggio Calabria, per esempio, da molto tempo gli zingari, come è noto a tanta gente, forse anche alle forze dell'ordine, rubano le auto, poi contattano i proprietari ai quali offrono la restituzione del bene in cambio di un riscatto il cui importo varia in funzione del valore del bene rubato. Il cittadino, di fronte alla mancanza di risultati da parte delle Forze di Polizia, spesso accetta di pagare al fine di rientrare in possesso del bene sottratto. Tale meccanismo perverso è talmente diffuso, in tutta Italia, tanto da non destare l'attenzione di nessuno.
Il guaio è che tale meccanismo, prima esistente nei bassifondi delle città, ora è applicato in rete. La società ci ha portato a fare tutto "on line" ma ci ha portato, anche qua, il cavallo di ritorno. Da molto tempo esistono dei soggetti che infettano i PC dei cittadini e poi chiedono il riscatto in cambio del recupero dei file corrotti. Come per i sequestri di persona.
E' un meccanismo che, due giorni fa, ho subito, anch'io, addirittura aprendo una PEC, che risultava spedita da una professionista conosciuta da tempo. Ho ricevuto, anch'io, la richiesta di riscatto che ho, decisamente, rispedito al mittente. Ma, mi chiedo, è possibile che nessuno tuteli il cittadino davanti a questa aggressione subdola che sta interessando, dal mese di Agosto, il mondo professionale su tutto il territorio Nazionale?
Ho cercato di recuperare, per ora invano, i documenti corrotti dal virus, facendo ricorso a varie iniziative. Mi sono domandato e mi domando come mai nessun rappresentante delle Istituzioni si preoccupa di individuare e punire i responsabili di queste aggressioni al lavoro professionale di tante persone. E' tanto difficile lanciare esche, seguire il denaro eventualmente pagato per un riscatto ed agire?
Di seguito il link con i dati del virus che ha lanciato un attacco al mio PC ed a tanti altri.
https://www.marcuz.it/ftcode-il-virus-ransomware-via-pec-che-blocca-i-file/
Il meccanismo consiste nel derubare il malcapitato di un bene. Successivamente lo stesso ladro (O chi per lui) contatta il proprietario offrendo la restituzione del bene sottratto in cambio di un riscatto (In genere del denaro). Il proprietario davanti all'incapacità delle forze dell'ordine di rintracciare il bene sottratto, spesso accetta di pagare la somma richiesta per il riscatto, al fine di tornare in possesso del bene (Automobile, …). E' quello che succede in tante città del Nord e del Sud Italia. A Reggio Calabria, per esempio, da molto tempo gli zingari, come è noto a tanta gente, forse anche alle forze dell'ordine, rubano le auto, poi contattano i proprietari ai quali offrono la restituzione del bene in cambio di un riscatto il cui importo varia in funzione del valore del bene rubato. Il cittadino, di fronte alla mancanza di risultati da parte delle Forze di Polizia, spesso accetta di pagare al fine di rientrare in possesso del bene sottratto. Tale meccanismo perverso è talmente diffuso, in tutta Italia, tanto da non destare l'attenzione di nessuno.
Il guaio è che tale meccanismo, prima esistente nei bassifondi delle città, ora è applicato in rete. La società ci ha portato a fare tutto "on line" ma ci ha portato, anche qua, il cavallo di ritorno. Da molto tempo esistono dei soggetti che infettano i PC dei cittadini e poi chiedono il riscatto in cambio del recupero dei file corrotti. Come per i sequestri di persona.
E' un meccanismo che, due giorni fa, ho subito, anch'io, addirittura aprendo una PEC, che risultava spedita da una professionista conosciuta da tempo. Ho ricevuto, anch'io, la richiesta di riscatto che ho, decisamente, rispedito al mittente. Ma, mi chiedo, è possibile che nessuno tuteli il cittadino davanti a questa aggressione subdola che sta interessando, dal mese di Agosto, il mondo professionale su tutto il territorio Nazionale?
Ho cercato di recuperare, per ora invano, i documenti corrotti dal virus, facendo ricorso a varie iniziative. Mi sono domandato e mi domando come mai nessun rappresentante delle Istituzioni si preoccupa di individuare e punire i responsabili di queste aggressioni al lavoro professionale di tante persone. E' tanto difficile lanciare esche, seguire il denaro eventualmente pagato per un riscatto ed agire?
Di seguito il link con i dati del virus che ha lanciato un attacco al mio PC ed a tanti altri.
https://www.marcuz.it/ftcode-il-virus-ransomware-via-pec-che-blocca-i-file/
12 ottobre 2019
VITA E CATENE
"Solo chi si muove si rende conto delle proprie catene",
diceva Rosa Luxemburg.
E' il caso di precisare, a mio parere, che detta condizione è necessaria, ma non sufficiente (Per rendersi conto delle proprie catene).
diceva Rosa Luxemburg.
E' il caso di precisare, a mio parere, che detta condizione è necessaria, ma non sufficiente (Per rendersi conto delle proprie catene).
OPERE PUBBLICHE INCOMPIUTE. N.1
Riporto , di seguito, alcune opere pubbliche incompiute che si possono "ammirare", nell'indifferenza più assordante di chi di dovere (E della Corte dei Conte, che spesso non sembra interessata allo sperpero del denaro pubblico), sulle strade d'Italia.
Forse, sarebbe il caso che il Ministero dei Lavori Pubblici, con appositi atti di imperio, dirette, prendesse iniziativa per il completamento dei lavori.
Ma, il Ministero suddetto è interessato a queste problematiche? Non penso. Forse non conoscono neppure le situazioni.
Foto: A3 (Ora A2 - Autostrada del Mediterraneo) . Non ci sono lavori in corso. Opera quasi artistica...
Forse, sarebbe il caso che il Ministero dei Lavori Pubblici, con appositi atti di imperio, dirette, prendesse iniziativa per il completamento dei lavori.
Ma, il Ministero suddetto è interessato a queste problematiche? Non penso. Forse non conoscono neppure le situazioni.
Foto: A3 (Ora A2 - Autostrada del Mediterraneo) . Non ci sono lavori in corso. Opera quasi artistica...
8 ottobre 2019
DURC: COSA FARE
In molti, in quest'ultimo decennio, mi hanno fatto sapere di condividere quanto ho affermato con la famosa nota, da me chiamata "Il paradosso del DURC". Con essa ho contestato il modus operandi della normativa sui lavori pubblici (Da qualche tempo è stata estesa anche agli incarichi progettuali ed a tutte le transazioni delle "Partite IVA" con la Pubblica Amministrazione (PA)). Un amico, la settimana scorsa, di contro, mi ha fatto notare che è facile contestare, ma che è costruttivo, anche, proporre soluzioni al problema del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), per variare l'attuale impostazione. La mia risposta alla suddetta osservazione è riportata, implicitamente, nelle mie contestazioni. Per evitare qualsiasi dubbio riporto, di seguito, l percorso che, a mio parere, dovrebbe fare la PA in queste circostanze. L'assegnazione di un appalto deve essere effettuata secondo modalità tecniche, non certo col massimo ribasso e neanche col meccanismo previsto dall'art.95, comma3, lettera b), del D. Lgs. n.50/2016 e s.m.i. ("Offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo". Percorso Viscido e Perverso, a mio modo di vedere. Percorso che si scontra con la necessità di fare in modo che il controllore sia distinto dal controllato), ed, in ogni caso, scartando, categoricamente, la condizionale del DURC. Le imprese partecipino alle gare d'appalto anche senza il DURC a posto. Basta, semplicemente, che in fase di pagamento dei vari Stati di Avanzamento dei Lavori (SAL) la Stazione Appaltante (SA), trattenga le somme necessarie per pagare i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dall'impresa. Lo stesso meccanismo vale, naturalmente, anche per i liberi professionisti e per tutti coloro che si trovano davanti a questo problema. Con un po' di buon senso si da la possibilità alle imprese di operare senza intaccare il diritto degli Enti di incassare i contributi dovuti. Contributi che in caso di fallimento o assenza di lavoro le imprese potrebbero non avere la possibilità di versare.
Semplicemente!
Semplicemente!
5 ottobre 2019
DALLE STELLE ALLE STALLE
Le persone (Ma anche le strutture sociali, politiche, economiche, tecniche) durante la loro esistenza, spesso, per i loro meriti (Veri o presunti) vengono osannate e portate sugli allori (Le Stelle). Ma, così come sono state esaltate, altrettanto facilmente, sono denigrate (E, quindi, buttate nella polvere, nel fango (Le Stalle)).
E' il popolo che, spesso, si lascia condizionare (C'è, spesso, anzi quasi sempre, un Barabba che, manipolando il popolo, cerca di trarre il massimo vantaggio, per il suo interesse a scapito della Giustizia. Quanti Barabba ci sono in giro …!!!) nel giudizio su fatti e persone.
Già agli albori del 1800 il filosofo francese Charles Fourier, particolarmente sensibile verso le problematiche degli ultimi, ci metteva in guardia su tale pericolo. "Le peuple a besoin qu'on l'éblouisse et non pas qu'on l'eclaire" (Il popolo ha bisogno di essere abbagliato, e non di essere illuminato), diceva.
Anche la società attuale tende a discriminare, a confondere, la forma rispetto alla sostanza. Tra Realtà e Immaginazione. Con la prevalenza del fumo sull'arrosto. Con la vittoria, facile, del vacuo che porta, in nuce, solo confusione nelle menti. Ed, allora, il Profano (Vacuo, Inutile, Privo di prospettive di crescita) ha il sopravvento sul Sacro (Buono, Utile, Costruttivo). Con rapida caduta dalle Stelle alle Stalle.
Ma, a chi giova tale caduta?
Chi ha interesse alla caduta del popolo dalle Stelle alle Stalle?
Se ci pensiamo un po' su, non è difficile pervenire alla giusta risposta.
E' necessario anche in questo caso, domandarsi: "A chi giova?"
Vari esempi ci parlano di queste cadute. Tra essi: Gesù Cristo; Pericle; Giulio Cesare.
E' il popolo che, spesso, si lascia condizionare (C'è, spesso, anzi quasi sempre, un Barabba che, manipolando il popolo, cerca di trarre il massimo vantaggio, per il suo interesse a scapito della Giustizia. Quanti Barabba ci sono in giro …!!!) nel giudizio su fatti e persone.
Già agli albori del 1800 il filosofo francese Charles Fourier, particolarmente sensibile verso le problematiche degli ultimi, ci metteva in guardia su tale pericolo. "Le peuple a besoin qu'on l'éblouisse et non pas qu'on l'eclaire" (Il popolo ha bisogno di essere abbagliato, e non di essere illuminato), diceva.
Anche la società attuale tende a discriminare, a confondere, la forma rispetto alla sostanza. Tra Realtà e Immaginazione. Con la prevalenza del fumo sull'arrosto. Con la vittoria, facile, del vacuo che porta, in nuce, solo confusione nelle menti. Ed, allora, il Profano (Vacuo, Inutile, Privo di prospettive di crescita) ha il sopravvento sul Sacro (Buono, Utile, Costruttivo). Con rapida caduta dalle Stelle alle Stalle.
Ma, a chi giova tale caduta?
Chi ha interesse alla caduta del popolo dalle Stelle alle Stalle?
Se ci pensiamo un po' su, non è difficile pervenire alla giusta risposta.
E' necessario anche in questo caso, domandarsi: "A chi giova?"
Vari esempi ci parlano di queste cadute. Tra essi: Gesù Cristo; Pericle; Giulio Cesare.
LA VITA
"L'amore è la sola faccenda importante della mia vita"
Henri Beyle, che si faceva chiamare Stendhal.
Come lui sono convinto di quanto sopra affermato e del fatto che tutti gli uomini che non rispettato (Piromani (Vedi: Foresta Amazzonica, Sud Italia, …); Potatori (Tagli esagerati, a forme geometriche varie, …)) gli alberi sono, né più né meno, che dei barbari.
Henri Beyle, che si faceva chiamare Stendhal.
Come lui sono convinto di quanto sopra affermato e del fatto che tutti gli uomini che non rispettato (Piromani (Vedi: Foresta Amazzonica, Sud Italia, …); Potatori (Tagli esagerati, a forme geometriche varie, …)) gli alberi sono, né più né meno, che dei barbari.
LINGUAGGI: PAROLA, GESTUALITA', SUONI
L'uomo comunica i suoi sentimenti mediante il linguaggio, la cui forma può essere razionale (La Parola) o istintiva (I Gesti e i Suoni).
La massima espressione del linguaggio orale è la Poesia.
La Gestualità (Linguaggio dei gesti) rappresenta la manifestazione di simboli (Totalmente frammentari, imperfetti, incompleti, allusivi), universalmente riconosciuti e visibili all'interlocutore, che percepisce, istintivamente, lo stato d'animo del soggetto emittente.
Il Suono rappresenta pure esso una forma di linguaggio. L'ascolto di una musica ci consente di percepire la presenza di sentimento. La danza, sostenuta o no dalla musica, spesso esprime i sentimenti più romantici della natura.
La massima espressione del linguaggio orale è la Poesia.
La Gestualità (Linguaggio dei gesti) rappresenta la manifestazione di simboli (Totalmente frammentari, imperfetti, incompleti, allusivi), universalmente riconosciuti e visibili all'interlocutore, che percepisce, istintivamente, lo stato d'animo del soggetto emittente.
Il Suono rappresenta pure esso una forma di linguaggio. L'ascolto di una musica ci consente di percepire la presenza di sentimento. La danza, sostenuta o no dalla musica, spesso esprime i sentimenti più romantici della natura.
2 ottobre 2019
7 settembre 2019
SAGGEZZA
Rappresenta la condizione ideale spirituale che si può raggiungere, in genere, in tarda età, quando la Ragione è prevalente sulle Emozioni. Per mantenere in forma tale spirito, come per un atleta, è necessario fare allenamenti ricordandosi le seguenti necessità:
1)- Controllo dei Fatti e delle Parole di se stessi;
2)- Desiderio di Migliorarsi continuamente;
3)- Necessità di mantenere una elevata Libertà Morale;
4)- Praticare un costante esame di Coscienza Morale;
5)- Controllare collera, curiosità, proprie parole, desiderio di acquisire denaro.
E' il caso di rammentare che allenare la Ragione significa meditare non un atteggiamento corporeo (Come insegnano le filosofie orientali, tanto di moda anche in Italia ed Europa), ma in termini razionali, logici. La Saggezza ci porta alla meditazione sulla vita e sulla morte; con particolare attenzione al momento presente, da vivere col massimo godimento, in coscienza.
Saggio (Sage) e Saggezza (Sagesse) sono collegati a Sapiente (Savants) e Sapienza.
Saggio è colui che sa comportarsi bene nella vita. E' persona accorta, prudente, abile, intelligente e dotata di Virtù pratica.
Sapiente è colui che possiede vaste conoscenze e cognizioni. E' persona intelligente, dotata di senno (Retto volere; Moderazione; Costumatezza; Temperanza) e non necessariamente abile; dotata di virtù teoretica.
1)- Controllo dei Fatti e delle Parole di se stessi;
2)- Desiderio di Migliorarsi continuamente;
3)- Necessità di mantenere una elevata Libertà Morale;
4)- Praticare un costante esame di Coscienza Morale;
5)- Controllare collera, curiosità, proprie parole, desiderio di acquisire denaro.
E' il caso di rammentare che allenare la Ragione significa meditare non un atteggiamento corporeo (Come insegnano le filosofie orientali, tanto di moda anche in Italia ed Europa), ma in termini razionali, logici. La Saggezza ci porta alla meditazione sulla vita e sulla morte; con particolare attenzione al momento presente, da vivere col massimo godimento, in coscienza.
Saggio (Sage) e Saggezza (Sagesse) sono collegati a Sapiente (Savants) e Sapienza.
Saggio è colui che sa comportarsi bene nella vita. E' persona accorta, prudente, abile, intelligente e dotata di Virtù pratica.
Sapiente è colui che possiede vaste conoscenze e cognizioni. E' persona intelligente, dotata di senno (Retto volere; Moderazione; Costumatezza; Temperanza) e non necessariamente abile; dotata di virtù teoretica.
IMPARERO' A VIVERE
La vita con le sue vicissitudini, continuamente, ci invita ad imparare l'arte del vivere. Tale "arte" è rappresentata da un "atteggiamento" pratico che riguarda la vita intera dell'uomo. Egli raggiunge lo stato di vita autentica quando perviene alla piena Coscienza di sé, alla Libertà, alla Pace interiore.
Ma è pur vero che tale status, in genere, è raggiunto con la piena maturità. Ossia quando l'uomo, dopo tanti sforzi, è riuscito a spogliarsi delle proprie passioni. Passioni che non necessariamente devono essere viste come qualcosa di negativo per il vissuto dell'uomo. Pur riconoscendo che la loro essenza può portare Pace Interiore, Libertà, Piena Coscienza di sé.
Ricordando che l'Anima ha in sé tre facoltà: Desiderare, Agire, Pensare.
La facoltà del desiderare è pertinente a tutto ciò che è difficile e pericoloso ed, anche, a tutto ciò che è conforme allo scopo dei nostri sforzi (Servirci dei nostri desideri senza subire costrizione alcuna). Cercando di "evitare di cadere in ciò che vorremmo evitare".
La facoltà di agire ci porta ad operare al momento e nel luogo opportuni (Voluti).
La facoltà di pensiero ci porta ad esercitare il dovuto controllo delle rappresentazioni della nostra vita.
L'applicazione di queste facoltà ci porta alla liberazione dalle preoccupazioni della vita, avvicinandola alla gioia di vivere.
Ogni momento.
Per un vivere felice dovremmo mantenerci lontani dai timori ingiustificati, concentrando la nostra attenzione sull'unico piacere autentico della vita. Quello di Esistere. Vivere.
E, per vivere bene, non dobbiamo respingere le eventuali osservazioni esterne che ci ricordano un agire inopportuno (Non buono). Chi accetta tali richiami sarà, certamente, più prudente quando si troverà davanti a situazioni analoghe nel resto della sua vita.
E se una idea esternata ci porta dei dubbi non dobbiamo aver timore a lasciarla sospesa per un certo tempo. Poi, dopo averla attentamente riesaminata, ri-pensiamoci sulla sua validità
Vivere senza dimenticare che la vita ci fa toccare due diversi significati del concetto di utilità. Il primo è quello che lega l'utilità ad un fine particolare materiale (Scaldarsi; Illuminare un posto per vedere meglio; …). Il secondo è quello che lega l'utilità all'uomo in quanto tale (In quanto essere pensante). E' il concetto dell'utilità dell'inutile.
Imparare a vivere è spalancare le finestre per: meglio vedere le Meraviglie della terra, del cosmo; avere una visione più lampante dei vari aspetti della vita; avere una più felice interlocuzione con gli altri; agire con Buonsenso e Giustizia.
Se è vero, come è vero, che il futuro è incerto e che la morte è sempre incombente (La vita scorre nell'attesa degli eventi), allora l'uomo deve fare di tutto per essere felice subito. Senza nulla attendere.
Sì, imparare a vivere vuol dire acquisire l'arte di vivere, uno stile di vita, una cura di se stessi, una tendenza che porta verso il bene della comunità e, quindi, alla felicità di se stesso. Con piacere e gioia di se stesso (Senza perturbazioni verso gli altri. Possibilmente).
Un ottimo esercizio per imparare a vivere consiste nell'abituarsi a scrivere i pensieri della propria anima. La loro rilettura porta alla riflessione sull'argomento, come se fosse stato suggerito da terzi. Ma si è solo … se stessi.
Senza dimenticare, con Socrate, l'umiltà di riconoscere la propria ignoranza "Io non credo di sapere quello che non so".
Per la salute dell'anima non c'è alcuna condizione d'età. Non si è troppo giovani, né troppo vecchi.
"Chi è dimentico del bene passato è già vecchio oggi", diceva Epicuro.
L'amicizia tra le persone, l'ammissione pubblica delle proprie colpe, l'esame di coscienza anche davanti ai rilievi che vengono posti, l'affetto reciproco, aiutano a vivere meglio.
Abituati a parlare (A voce alta - come faccio spesso - o a bocca chiusa) con te stesso, se vuoi essere più buono e vivere meglio.
"Uomo, se sei qualcuno, và a passeggiare da solo, conversa con te stesso", diceva Epitteto.
"Vai silenzioso a piccoli passi attraverso i boschi salubri, avendo in testa i tuoi pensieri", conferma Orazio.
In sintesi, nella vita per vivere meglio è necessario: essere dalla parte giusta, vera; sapere esporre le proprie motivazioni; dimostrare la correttezza delle proprie argomentazioni.
Ma è pur vero che tale status, in genere, è raggiunto con la piena maturità. Ossia quando l'uomo, dopo tanti sforzi, è riuscito a spogliarsi delle proprie passioni. Passioni che non necessariamente devono essere viste come qualcosa di negativo per il vissuto dell'uomo. Pur riconoscendo che la loro essenza può portare Pace Interiore, Libertà, Piena Coscienza di sé.
Ricordando che l'Anima ha in sé tre facoltà: Desiderare, Agire, Pensare.
La facoltà del desiderare è pertinente a tutto ciò che è difficile e pericoloso ed, anche, a tutto ciò che è conforme allo scopo dei nostri sforzi (Servirci dei nostri desideri senza subire costrizione alcuna). Cercando di "evitare di cadere in ciò che vorremmo evitare".
La facoltà di agire ci porta ad operare al momento e nel luogo opportuni (Voluti).
La facoltà di pensiero ci porta ad esercitare il dovuto controllo delle rappresentazioni della nostra vita.
L'applicazione di queste facoltà ci porta alla liberazione dalle preoccupazioni della vita, avvicinandola alla gioia di vivere.
Ogni momento.
Per un vivere felice dovremmo mantenerci lontani dai timori ingiustificati, concentrando la nostra attenzione sull'unico piacere autentico della vita. Quello di Esistere. Vivere.
E, per vivere bene, non dobbiamo respingere le eventuali osservazioni esterne che ci ricordano un agire inopportuno (Non buono). Chi accetta tali richiami sarà, certamente, più prudente quando si troverà davanti a situazioni analoghe nel resto della sua vita.
E se una idea esternata ci porta dei dubbi non dobbiamo aver timore a lasciarla sospesa per un certo tempo. Poi, dopo averla attentamente riesaminata, ri-pensiamoci sulla sua validità
Vivere senza dimenticare che la vita ci fa toccare due diversi significati del concetto di utilità. Il primo è quello che lega l'utilità ad un fine particolare materiale (Scaldarsi; Illuminare un posto per vedere meglio; …). Il secondo è quello che lega l'utilità all'uomo in quanto tale (In quanto essere pensante). E' il concetto dell'utilità dell'inutile.
Imparare a vivere è spalancare le finestre per: meglio vedere le Meraviglie della terra, del cosmo; avere una visione più lampante dei vari aspetti della vita; avere una più felice interlocuzione con gli altri; agire con Buonsenso e Giustizia.
Se è vero, come è vero, che il futuro è incerto e che la morte è sempre incombente (La vita scorre nell'attesa degli eventi), allora l'uomo deve fare di tutto per essere felice subito. Senza nulla attendere.
Sì, imparare a vivere vuol dire acquisire l'arte di vivere, uno stile di vita, una cura di se stessi, una tendenza che porta verso il bene della comunità e, quindi, alla felicità di se stesso. Con piacere e gioia di se stesso (Senza perturbazioni verso gli altri. Possibilmente).
Un ottimo esercizio per imparare a vivere consiste nell'abituarsi a scrivere i pensieri della propria anima. La loro rilettura porta alla riflessione sull'argomento, come se fosse stato suggerito da terzi. Ma si è solo … se stessi.
Senza dimenticare, con Socrate, l'umiltà di riconoscere la propria ignoranza "Io non credo di sapere quello che non so".
Per la salute dell'anima non c'è alcuna condizione d'età. Non si è troppo giovani, né troppo vecchi.
"Chi è dimentico del bene passato è già vecchio oggi", diceva Epicuro.
L'amicizia tra le persone, l'ammissione pubblica delle proprie colpe, l'esame di coscienza anche davanti ai rilievi che vengono posti, l'affetto reciproco, aiutano a vivere meglio.
Abituati a parlare (A voce alta - come faccio spesso - o a bocca chiusa) con te stesso, se vuoi essere più buono e vivere meglio.
"Uomo, se sei qualcuno, và a passeggiare da solo, conversa con te stesso", diceva Epitteto.
"Vai silenzioso a piccoli passi attraverso i boschi salubri, avendo in testa i tuoi pensieri", conferma Orazio.
In sintesi, nella vita per vivere meglio è necessario: essere dalla parte giusta, vera; sapere esporre le proprie motivazioni; dimostrare la correttezza delle proprie argomentazioni.
IMPARERO' A MORIRE
Con la nascita l'uomo "acquisisce" un Corpo al quale è collegata una Anima. Con la vita l'uomo porta a spasso, più o meno consapevolmente, il proprio corpo e la propria anima, sottoposti, entrambi, a continue rimodulazioni fisiche e intellettuali.
Con la morte avviene la repentina separazione tra corpo ed anima. Il corpo finisce, il più delle volte, sotto una pietra tombale; l'anima vola via (Forse nel cielo, in attesa, forse, di coniugarsi con il corpo di un altro nascituro). In ogni caso, l'anima rappresenta tutto ciò che resta nel pensiero di coloro che ricordano il de cuius.
Secondo Epicuro la filosofia dell'esercizio della morte ("Che la morte ti sia davanti agli occhi ogni giorno e non avrai mai nessun pensiero basso né alcun desiderio eccessivo …"). E, per fare tale esercizio è necessario "conoscere se stesso". L'autentico significato dell'esistenza umana sta nella lucida, autentica, interpretazione e anticipazione della morte.
E' l'anticipazione della morte che ci porta ad apprezzare, adeguatamente, compiutamente, la vita all'istante presente.
Imparare a morire, quindi, è la base per il vivere, al meglio, il presente; senza pena per il passato e per il futuro. E' la vita presente che deve essere vista come incondizionata gioia di esistere. Sapendo di dover morire; magari il più tardi possibile, con un vissuto di serenità.
E' il presente la nostra felicità.
Esserci è un dovere ed un piacere! Fosse, anche, per un solo istante.
Ma, ai giorni nostri, è ancora valida l'ipotesi che lega (Come per Socrate) le Virtù alla Morte?
Se sei fedele ai tuoi convincimenti sociali o politici, se sei fermo nei tuoi Valori Etici e Morali, è molto probabile che nel rapporto con gli altri nascano invidie, astiosità, conflitti, che, certo, non aiutano a vivere. L'amore delle virtù, senza dubbio, avvicina l'uomo alla morte. Forse è questo il motivo per cui nella società in cui viviamo la gente è, spesso, priva di valori ed è pronta a saltare, in vari campi, sul carro del vincitore. Specialmente nelle zone più culturalmente arretrate e povere.
Con enorme vantaggio a favore dei capipopolo, che hanno tutto l'interesse a mantenere lo status quo..
La morte non è altro che la scissione (Come quella nucleare) tra Anima e Corpo. Ipotizzare la separazione tra essi può significare acquisire un adeguato tirocinio propedeutico alla morte. E, il tirocinio della Morte avvicina, se ci pensiamo bene, al tirocinio della Libertà. Vivere il momento presente come se fosse l'ultimo della nostra vita aiuta a morire ed a vivere.
Mi piace qui, ora, ricordare Totò, che per non aver voluto rinunciare alle Esigenze della sua Coscienza ("Ma tu chi ti credi di essere per imporre qualcosa alla gente?") è andato incontro alla separazione della sua Anima dal suo Corpo. La Coscienza del Bene e dell'Essere è stata soffocata dalla fine del suo corpo. Dal furto di tutti i suoi Sogni. Ad opera di miseri e volgari barbari insignificanti, coperti dalla mancanza di Cultura e dall'ignoranza gravemente diffusa e nascosta … dalle feste di paese. Oppio di mediocrità abissale!
Con la morte avviene la repentina separazione tra corpo ed anima. Il corpo finisce, il più delle volte, sotto una pietra tombale; l'anima vola via (Forse nel cielo, in attesa, forse, di coniugarsi con il corpo di un altro nascituro). In ogni caso, l'anima rappresenta tutto ciò che resta nel pensiero di coloro che ricordano il de cuius.
Secondo Epicuro la filosofia dell'esercizio della morte ("Che la morte ti sia davanti agli occhi ogni giorno e non avrai mai nessun pensiero basso né alcun desiderio eccessivo …"). E, per fare tale esercizio è necessario "conoscere se stesso". L'autentico significato dell'esistenza umana sta nella lucida, autentica, interpretazione e anticipazione della morte.
E' l'anticipazione della morte che ci porta ad apprezzare, adeguatamente, compiutamente, la vita all'istante presente.
Imparare a morire, quindi, è la base per il vivere, al meglio, il presente; senza pena per il passato e per il futuro. E' la vita presente che deve essere vista come incondizionata gioia di esistere. Sapendo di dover morire; magari il più tardi possibile, con un vissuto di serenità.
E' il presente la nostra felicità.
Esserci è un dovere ed un piacere! Fosse, anche, per un solo istante.
Ma, ai giorni nostri, è ancora valida l'ipotesi che lega (Come per Socrate) le Virtù alla Morte?
Se sei fedele ai tuoi convincimenti sociali o politici, se sei fermo nei tuoi Valori Etici e Morali, è molto probabile che nel rapporto con gli altri nascano invidie, astiosità, conflitti, che, certo, non aiutano a vivere. L'amore delle virtù, senza dubbio, avvicina l'uomo alla morte. Forse è questo il motivo per cui nella società in cui viviamo la gente è, spesso, priva di valori ed è pronta a saltare, in vari campi, sul carro del vincitore. Specialmente nelle zone più culturalmente arretrate e povere.
Con enorme vantaggio a favore dei capipopolo, che hanno tutto l'interesse a mantenere lo status quo..
La morte non è altro che la scissione (Come quella nucleare) tra Anima e Corpo. Ipotizzare la separazione tra essi può significare acquisire un adeguato tirocinio propedeutico alla morte. E, il tirocinio della Morte avvicina, se ci pensiamo bene, al tirocinio della Libertà. Vivere il momento presente come se fosse l'ultimo della nostra vita aiuta a morire ed a vivere.
Mi piace qui, ora, ricordare Totò, che per non aver voluto rinunciare alle Esigenze della sua Coscienza ("Ma tu chi ti credi di essere per imporre qualcosa alla gente?") è andato incontro alla separazione della sua Anima dal suo Corpo. La Coscienza del Bene e dell'Essere è stata soffocata dalla fine del suo corpo. Dal furto di tutti i suoi Sogni. Ad opera di miseri e volgari barbari insignificanti, coperti dalla mancanza di Cultura e dall'ignoranza gravemente diffusa e nascosta … dalle feste di paese. Oppio di mediocrità abissale!
IMPARERO' A VOLARE
Altre volte ho scritto che il livello di Libertà di un Uomo è direttamente proporzionale alla grandezza dei suoi Sogni.
Voglio ora dire che ogni essere umano ama sognare, librarsi in mondi fantastici, lontani dalla realtà.
Io, da sempre, sogno (Veramente!) di volare, e per raggiungere lo scopo costantemente mi alleno.
Sì, imparerò a volare!!! Volare non solo in senso fisico, ma, anche, in senso esistenziale, filosofico, vitale. E, per imparare a volare, come dicevo, è necessario esercitarsi (A volare) con impegno, tutti i giorni. Con entusiasmo ed intensità.
Volare solo o in compagnia, ma volare sempre. E, per volare è necessario essere leggeri, leggeri. In assenza di vanità e del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Con profondo amore verso la Libertà. Quella propria e quella altrui.
Con la mia Anima sto, ancora, imparando a volare, in alto, molto in alto, per abbracciare il divino e l'umano. Per contemplare la Bellezza della Natura (Terra, Mare, Cielo, Luna, Sole, …); prima che il potere e la mediocrità avanzanti distruggano tutto, come sta succedendo nella Foresta Amazzonica.
Voglio ora dire che ogni essere umano ama sognare, librarsi in mondi fantastici, lontani dalla realtà.
Io, da sempre, sogno (Veramente!) di volare, e per raggiungere lo scopo costantemente mi alleno.
Sì, imparerò a volare!!! Volare non solo in senso fisico, ma, anche, in senso esistenziale, filosofico, vitale. E, per imparare a volare, come dicevo, è necessario esercitarsi (A volare) con impegno, tutti i giorni. Con entusiasmo ed intensità.
Volare solo o in compagnia, ma volare sempre. E, per volare è necessario essere leggeri, leggeri. In assenza di vanità e del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Con profondo amore verso la Libertà. Quella propria e quella altrui.
Con la mia Anima sto, ancora, imparando a volare, in alto, molto in alto, per abbracciare il divino e l'umano. Per contemplare la Bellezza della Natura (Terra, Mare, Cielo, Luna, Sole, …); prima che il potere e la mediocrità avanzanti distruggano tutto, come sta succedendo nella Foresta Amazzonica.
IMPARERO' A LEGGERE
Amo leggere. Considero la lettura un'arte asintotica. Voglio dire che non si smette mai di imparare a leggere. E ricordo che "leggere" nell'antichità significava "leggere ad alta voce", cadenzando perfettamente la "sonorità delle parole", il "ritmo del periodo", la "spiritualità" che l'autore ha pensato di imprimere al suo scritto.
La lettura trova fondamento nella scrittura (Surrogato della parola viva).
Esitazioni, riprese, ripetizioni, tonalità, velocità espositiva sono caratteristiche strettamente legate alla parola viva. Difficilmente ripetibili con la scrittura. La vita ha molto bisogno della scrittura, ma ha molto più bisogno della parola viva.
La parola viva porta in nuce il dialogo, quindi alla padronanza della lingua.
"Mi ci sono occorsi ottant'anni, e non sono neanche in grado di dire se ci sia riuscito" (A leggere), diceva Goethe, a tal proposito. Io, molto umilmente, confermo che imparare a leggere è piacevole e molto faticoso.
La lettura trova fondamento nella scrittura (Surrogato della parola viva).
Esitazioni, riprese, ripetizioni, tonalità, velocità espositiva sono caratteristiche strettamente legate alla parola viva. Difficilmente ripetibili con la scrittura. La vita ha molto bisogno della scrittura, ma ha molto più bisogno della parola viva.
La parola viva porta in nuce il dialogo, quindi alla padronanza della lingua.
"Mi ci sono occorsi ottant'anni, e non sono neanche in grado di dire se ci sia riuscito" (A leggere), diceva Goethe, a tal proposito. Io, molto umilmente, confermo che imparare a leggere è piacevole e molto faticoso.
5 settembre 2019
L'ANIMA
Le nostre azioni quotidiane possono essere:
1)- Dipendenti dalla nostra volontà. Con anima razionale.
Ossia tutto ciò che coinvolge: Desiderio; Tendenza; Assenso.
2)- Non dipendenti dalla nostra volontà. Con anima esterna alla Ragione.
Ossia tutto ciò che coinvolge: Salute; Gloria; Ricchezza.
Il bene e il male trova scaturigine nella nostra volontà.
Noi dobbiamo tendere, sempre, verso il bene della Natura, della Bellezza. Verso un Buon Giudizio.
Desiderare le cose non dipendenti dalla nostra volontà (Ricchezza, Gloria, Salute) significa andare incontro alla "tortura del desiderio insoddisfatto". Quindi, in questi casi, conviene seguire la strada dell'indifferenza (Al di là del desiderio e dell'avversione). Indifferenza che non significa disinteresse, ma significa non fare la differenza. Ossia, accettare e amare tutto ciò che ci coinvolge pur non dipendente da noi. Perché è la natura che ci porta gli atti non dipendenti dalla nostra volontà.
1)- Dipendenti dalla nostra volontà. Con anima razionale.
Ossia tutto ciò che coinvolge: Desiderio; Tendenza; Assenso.
2)- Non dipendenti dalla nostra volontà. Con anima esterna alla Ragione.
Ossia tutto ciò che coinvolge: Salute; Gloria; Ricchezza.
Il bene e il male trova scaturigine nella nostra volontà.
Noi dobbiamo tendere, sempre, verso il bene della Natura, della Bellezza. Verso un Buon Giudizio.
Desiderare le cose non dipendenti dalla nostra volontà (Ricchezza, Gloria, Salute) significa andare incontro alla "tortura del desiderio insoddisfatto". Quindi, in questi casi, conviene seguire la strada dell'indifferenza (Al di là del desiderio e dell'avversione). Indifferenza che non significa disinteresse, ma significa non fare la differenza. Ossia, accettare e amare tutto ciò che ci coinvolge pur non dipendente da noi. Perché è la natura che ci porta gli atti non dipendenti dalla nostra volontà.
EROS - AMORE
E' una dolce perturbazione che dovrebbe coinvolgere ogni Essere, non in modo discontinuo, ma in modo continuativo. Eros (Figlio di Poros e di Penia) non è colto, non è capace di trasferire agli Esseri attenzionati (Colpiti) alcuna Cultura, ma è capace di trasferire ad essi (Noi Umani) degli stati d'animo capaci delle migliori intenzioni. L'Essere, nel corso della sua esistenza, ha compiuto le più grosse cattiverie (Sciocchezze) quando era lontano dall'essere coinvolto dall'amore; in presenza di problematiche di natura neuro-vegetativa (Come amo dire). Di contro, la presenza di Eros porta comportamenti personali e sociali encomiabili, privi di cattiveria. Chi è in pacifico equilibrio con Eros, raramente si lascia trascinare in comportamenti di odio sfrenato, disdicevoli di un vivere bonario.
"Solo dall'amore nascono le visioni più profonde", diceva Nietzche.
"Non si apprende che da chi si ama", diceva Goethe.
"E' con l'amore che l'Uomo da il meglio di sé", diceva Holderlin.
"Solo dall'amore nascono le visioni più profonde", diceva Nietzche.
"Non si apprende che da chi si ama", diceva Goethe.
"E' con l'amore che l'Uomo da il meglio di sé", diceva Holderlin.
SILENO - SATIRO
Le società (Moderna e Antica) portano sugli altari gli uomini che hanno portato lustro con le loro opere, nei vari campi (Arte, Letteratura, Tecnica, Scienza, Politica, …) dell'esistenza.
Parlo ora di una persona eccezionale la cui fama ha attraversato molti secoli (E persiste saldamente nella Cultura occidentale) e che si presenta con specifiche peculiarità:
1)- Non ha mai scritto una parola sulle sue idee;
2)- Non ha inventato/costruito nulla;
3)- Ha solo dialogato/chiacchierato/interrogato/parlato con i suoi discepoli e con tutti i suoi contemporanei;
4)- Era ambiguo, inquietante, sfrontato, buffone, dissoluto, … Ma era, anche, molto colto; di elevato livello di civiltà;
5)- Era fisicamente talmente brutto da essere considerato un Sileno/Satiro (Demone ibrido, metà uomo e metà animale);
6)- Fingeva di essere ignorante e impudente. Amava prendere in giro, scherzare con la gente;
7)- Era un uomo ironico (La sua ironia era terribile. Partiva dalla svalutazione di se stesso per concludere, in modo netto, alla svalutazione del suo interlocutore), mascherato, di invettiva geniale. I suoi dialoghi erano costituiti da infinite domande che portavano il dubbio e il turbamento nelle persone;
8)- Era duttile e raffinato nel linguaggio. Pensava una cosa e diceva un'altra al fine di sviare il suo interlocutore.
Eterno vagabondo alla ricerca della vera Bellezza (Lui che era molto brutto) e dell'eccellenza dell'Essere.
Tutto questo, e non solo, era Socrate.
Parlo ora di una persona eccezionale la cui fama ha attraversato molti secoli (E persiste saldamente nella Cultura occidentale) e che si presenta con specifiche peculiarità:
1)- Non ha mai scritto una parola sulle sue idee;
2)- Non ha inventato/costruito nulla;
3)- Ha solo dialogato/chiacchierato/interrogato/parlato con i suoi discepoli e con tutti i suoi contemporanei;
4)- Era ambiguo, inquietante, sfrontato, buffone, dissoluto, … Ma era, anche, molto colto; di elevato livello di civiltà;
5)- Era fisicamente talmente brutto da essere considerato un Sileno/Satiro (Demone ibrido, metà uomo e metà animale);
6)- Fingeva di essere ignorante e impudente. Amava prendere in giro, scherzare con la gente;
7)- Era un uomo ironico (La sua ironia era terribile. Partiva dalla svalutazione di se stesso per concludere, in modo netto, alla svalutazione del suo interlocutore), mascherato, di invettiva geniale. I suoi dialoghi erano costituiti da infinite domande che portavano il dubbio e il turbamento nelle persone;
8)- Era duttile e raffinato nel linguaggio. Pensava una cosa e diceva un'altra al fine di sviare il suo interlocutore.
Eterno vagabondo alla ricerca della vera Bellezza (Lui che era molto brutto) e dell'eccellenza dell'Essere.
Tutto questo, e non solo, era Socrate.
ASCETICO
Negli anni sessanta del secolo scorso, nel mondo occidentale, andava di moda una tendenza, definita "ascetica", proveniente dal mondo orientale. L'asceta era (Anche) il Saggio che diffondeva un "nuovo modus vivendi", valido per tutta la Terra. Tanti occidentali, acculturati e non, danarosi e non, aderirono a questa "filosofia di vita" lasciandosi coinvolgere sotto tutti i punti di vista (Economico, Sentimentale, Sessuale, Religioso, …). Con delle "escursioni" che invadevano anche il codice penale.
L'asceta, per definizione, è colui che facendo uso di "esercizi spirituali", coinvolgenti pensiero e volontà, era capace di portare verso una "diversa visione del mondo".
Per essere asceta è necessario:
a)- Astenersi o limitare il più possibile l'uso del cibo;
b)- Astenersi dall'uso di bevande (Specialmente quelle alcoliche);
c)- Limitarsi nel dormire. Ossia cercare di dormire il meno possibile. Molto meno di quanto fanno i comuni mortali;
d)- Usare modestia e moderazione nell'uso di abbigliamento (Evitare vestiti eleganti e lussuosi);
e)- Eliminare il possesso e la proprietà di beni;
f)- Continenza sessuale strettissima.
Il mio punto di vista:
-Astenersi, il più possibile, dal cibo aiuta la salute (Attenua obesità e, forse, anche anoressia). Penso di osservare tale indicazione; certamente ho molto ridotto il consumo di cibo nel corso degli anni.
-L'uso intenso di bevande, come per l'eccessivo uso di cibo, porta malanni fisici e psichici. Conseguenze non certo auspicabili. Non posso non riconoscere che, seppur lontano dallo stato di beone, non disdegno l'uso di un buon bicchiere di vino rosso ai pasti; di apprezzare un buon Prosecco, una Malvasia, un Amaro (Del Capo), specialmente col tartufo di Pizzo. Senza dimenticare la golosia per un buon goccio di whisky Scozzese, adeguatamente invecchiato.
-Sonno. Le lunghe e varie pause (Sieste) canoniche del mondo latino-americano (Ma anche Mediterranee) sono viste con disprezzo o disapprovazione dalle culture occidentali nordiche. E' pur vero, senza fare alcun discrimine, che tali pause sono dettate, anche, dalle condizioni climatiche del luogo in cui si vive. da molti anni, purtroppo, dormo poco. Solo alcune ore.
-Abbigliamento modesto. Gli asceti, per definizione, sono portati ad utilizzare un solo abito di fattura semplice e facilmente rimovibile. La società in cui viviamo ci spinge all'uso di capi d'abbigliamento in funzione del momento (Circostanza) e del luogo. Per istinto sono portato all'uso dello stesso indumento anche per alcuni giorni della settimana. Tendo ad indossare i vestiti del giorno prima. Senza negare il piacere dell'uso di un sobrio vestito, magari con un consono papillon.
-Proprietà. Ho lavorato e lavoro molto (Mi piace, amo, il lavoro che faccio), in varie località. Presso quelle più frequentate, dopo aver finanziato alberghi per tanti anni, ho acquistato qualche casa. Il fisco, a mio parere iniquo, mi sta facendo cambiare opinione su tali possessi. Sarà diventato ascetico pure esso?
-Continenza. L'argomento di estrema delicatezza investe un ambito importantissimo della vita dell'Uomo. tale suggerimento ha un certo significato per l'uomo in età avanzata. Diventa portatore di … scompensi neuro-vegetativi per tutti gli altri. Uomini e Donne.
In ogni caso, comunque la pensiate, sono molto lontano dall'essere in una fase di ascesi. Senza alcun dubbio.
L'asceta, per definizione, è colui che facendo uso di "esercizi spirituali", coinvolgenti pensiero e volontà, era capace di portare verso una "diversa visione del mondo".
Per essere asceta è necessario:
a)- Astenersi o limitare il più possibile l'uso del cibo;
b)- Astenersi dall'uso di bevande (Specialmente quelle alcoliche);
c)- Limitarsi nel dormire. Ossia cercare di dormire il meno possibile. Molto meno di quanto fanno i comuni mortali;
d)- Usare modestia e moderazione nell'uso di abbigliamento (Evitare vestiti eleganti e lussuosi);
e)- Eliminare il possesso e la proprietà di beni;
f)- Continenza sessuale strettissima.
Il mio punto di vista:
-Astenersi, il più possibile, dal cibo aiuta la salute (Attenua obesità e, forse, anche anoressia). Penso di osservare tale indicazione; certamente ho molto ridotto il consumo di cibo nel corso degli anni.
-L'uso intenso di bevande, come per l'eccessivo uso di cibo, porta malanni fisici e psichici. Conseguenze non certo auspicabili. Non posso non riconoscere che, seppur lontano dallo stato di beone, non disdegno l'uso di un buon bicchiere di vino rosso ai pasti; di apprezzare un buon Prosecco, una Malvasia, un Amaro (Del Capo), specialmente col tartufo di Pizzo. Senza dimenticare la golosia per un buon goccio di whisky Scozzese, adeguatamente invecchiato.
-Sonno. Le lunghe e varie pause (Sieste) canoniche del mondo latino-americano (Ma anche Mediterranee) sono viste con disprezzo o disapprovazione dalle culture occidentali nordiche. E' pur vero, senza fare alcun discrimine, che tali pause sono dettate, anche, dalle condizioni climatiche del luogo in cui si vive. da molti anni, purtroppo, dormo poco. Solo alcune ore.
-Abbigliamento modesto. Gli asceti, per definizione, sono portati ad utilizzare un solo abito di fattura semplice e facilmente rimovibile. La società in cui viviamo ci spinge all'uso di capi d'abbigliamento in funzione del momento (Circostanza) e del luogo. Per istinto sono portato all'uso dello stesso indumento anche per alcuni giorni della settimana. Tendo ad indossare i vestiti del giorno prima. Senza negare il piacere dell'uso di un sobrio vestito, magari con un consono papillon.
-Proprietà. Ho lavorato e lavoro molto (Mi piace, amo, il lavoro che faccio), in varie località. Presso quelle più frequentate, dopo aver finanziato alberghi per tanti anni, ho acquistato qualche casa. Il fisco, a mio parere iniquo, mi sta facendo cambiare opinione su tali possessi. Sarà diventato ascetico pure esso?
-Continenza. L'argomento di estrema delicatezza investe un ambito importantissimo della vita dell'Uomo. tale suggerimento ha un certo significato per l'uomo in età avanzata. Diventa portatore di … scompensi neuro-vegetativi per tutti gli altri. Uomini e Donne.
In ogni caso, comunque la pensiate, sono molto lontano dall'essere in una fase di ascesi. Senza alcun dubbio.
4 settembre 2019
DEBITO DI VITA
Al di là del bene e del male la vita è una malattia?
"O Critone, devo un gallo a Esculapio", sono state le parole del più famoso condannato a morte dell'antica Grecia. Socrate.
"O Critone, devo un gallo a Esculapio", sono state le parole del più famoso condannato a morte dell'antica Grecia. Socrate.
RUBARE FRUTTA NELL'ORTO DEL VICINO
Chi non l'ha fatto? Sì, confesso, anche io l'ho fatto!
Anche Agostino lo fece durante la sua fanciullezza. E tale esperienza è riportata nelle sue Confessioni.
A tal proposito spesso mi sono domandato come mai in tale opera teologica (Di elevata importanza per tutta la Cristianità, e non solo) l'Autore si sia dilungato così tanto nell'esposizione del furto di alcune pere, da lui commesso durante l'adolescenza. Senza alcun dubbio Agostino ha assegnato al fatto un significato simbolico. Le pere rubate nell'orto del vicino rappresentano il frutto proibito rubato nel Giardino dell'Eden (Paradiso terreste).
L'esposizione di questo evento storico (Furto pere da un orto) è utilizzata da Agostino, come detto, per la rappresentazione simbolica di un evento teologico.
La storia del furterello di pere è riportata, naturalmente, non per informare il lettore nel merito (Pur anche dottrinale), ma, semplicemente, per formarlo facendogli fare uno specifico percorso che lo porterà ad una crescita spirituale.
In ossequio all'assunto che sostiene che l'esercizio dell'anima serve per l'elevazione dal sensibile all'intelligibile.
La mancata "acquisizione" della suddetta interpretazione potrebbe portare scompensi di non facile soluzione psicologica per tutti i ladri di pere dall'orto del vicino. Me compreso.
Concludendo con Agostino nella vita devi "conoscere te stesso". Non uscire da te stesso, rientra in te. La verità risiede nell'interiorità di te stesso.
Anche Agostino lo fece durante la sua fanciullezza. E tale esperienza è riportata nelle sue Confessioni.
A tal proposito spesso mi sono domandato come mai in tale opera teologica (Di elevata importanza per tutta la Cristianità, e non solo) l'Autore si sia dilungato così tanto nell'esposizione del furto di alcune pere, da lui commesso durante l'adolescenza. Senza alcun dubbio Agostino ha assegnato al fatto un significato simbolico. Le pere rubate nell'orto del vicino rappresentano il frutto proibito rubato nel Giardino dell'Eden (Paradiso terreste).
L'esposizione di questo evento storico (Furto pere da un orto) è utilizzata da Agostino, come detto, per la rappresentazione simbolica di un evento teologico.
La storia del furterello di pere è riportata, naturalmente, non per informare il lettore nel merito (Pur anche dottrinale), ma, semplicemente, per formarlo facendogli fare uno specifico percorso che lo porterà ad una crescita spirituale.
In ossequio all'assunto che sostiene che l'esercizio dell'anima serve per l'elevazione dal sensibile all'intelligibile.
La mancata "acquisizione" della suddetta interpretazione potrebbe portare scompensi di non facile soluzione psicologica per tutti i ladri di pere dall'orto del vicino. Me compreso.
Concludendo con Agostino nella vita devi "conoscere te stesso". Non uscire da te stesso, rientra in te. La verità risiede nell'interiorità di te stesso.
CARPE DIEM - COGLI L'ATTIMO
La vita, senza alcun preavviso, spesso ci pone davanti alla necessità di fare delle scelte; di decidere su opposte ipotesi. La pigrizia, il vivere canonico, il quieto vivere, il conservatorismo che non ama le novità, spesso ci suggeriscono di non accettare la possibilità che al momento ci viene offerta. Forse pensando ad altre opportunità analoghe (O migliori) future. Opportunità che quasi mai si ripeteranno.
Da qui il detto di Orazio "Carpe diem". Cogli l'attimo, l'occasione fuggente, nel momento che si presenta. Il rimando ad una seconda opzione spesso, quasi sempre, è una scelta sbagliata. Siamo padroni del nostro domani, ma procrastinare la Gioia di vita può portarci alla morte senza aver mai adeguatamente goduto della vita.
Il ragionamento di Orazio si lega al concetto del "tempo come bene primario della vita", già ragionevolmente espresso, tanto tempo fa, da Aristotele.
Per questi motivi è necessario, giusto, corretto, "vivere l'oggi, senza alcuna fiducia nel futuro". In assonanza con Epicuro che suggeriva di considerare l'esistenza come un puro caso (Come ci insegnano i Ginecologi) al fine di poterla vivere compiutamente, come una grande, unica, Meraviglia. Meraviglia che ha luogo una sola volta. Forse.
Da qui il detto di Orazio "Carpe diem". Cogli l'attimo, l'occasione fuggente, nel momento che si presenta. Il rimando ad una seconda opzione spesso, quasi sempre, è una scelta sbagliata. Siamo padroni del nostro domani, ma procrastinare la Gioia di vita può portarci alla morte senza aver mai adeguatamente goduto della vita.
Il ragionamento di Orazio si lega al concetto del "tempo come bene primario della vita", già ragionevolmente espresso, tanto tempo fa, da Aristotele.
Per questi motivi è necessario, giusto, corretto, "vivere l'oggi, senza alcuna fiducia nel futuro". In assonanza con Epicuro che suggeriva di considerare l'esistenza come un puro caso (Come ci insegnano i Ginecologi) al fine di poterla vivere compiutamente, come una grande, unica, Meraviglia. Meraviglia che ha luogo una sola volta. Forse.
FRONTIERE
"Quanto sono ridicole le frontiere che gli uomini stabiliscono tra di essi".
Seneca, Quaestiones naturales.
Stoico eclettico di oltre 2020 anni fa. Sempre attuale.
Seneca, Quaestiones naturales.
Stoico eclettico di oltre 2020 anni fa. Sempre attuale.
CITTADINO DEL MONDO
Ho sempre amato (Ed amo) il mio prossimo e l'ambiente naturale. Ho amato ed amo la mia terra natia, ma amo, anche, tanti altri luoghi che nel corso della vita ho avuto la possibilità di visitare, conoscere. Amo, anche, tanti altri luoghi che non ho, ancora, visitato, ma che mi riprometto di fare appena possibile.
Non mi sento particolarmente legato alle tradizioni di alcune socialità (Come è di moda in questi tempi di transizione). Sono come quegli alberi d'alto fusto le cui radici, facilmente, si adattano al luogo, al suolo, all'ambiente in cui si trovano.
Sì, sono, mi considero, con orgoglio, Cittadino del mondo. E, in quanto tale, non accetto osservazioni campanilistiche da parte di alcuno.
E mi piace ricordare la faccia, il sorriso, l'anima che una Persona eccezionale (Ingegnere Scozzese), conosciuta recentemente, ha istantaneamente avuto quando le ho detto che io ero "Cittadino del mondo". Col suo radioso sorriso mi ha confidato di averle fatto venire in mente il suo Papà. Anche lui le diceva di essere prima Cittadino del mondo e poi Scozzese.
I miei pensieri siano ali della mia anima al fine di essere, sempre più, Cittadino del mondo. E con me … tutti i miei lettori.
Non mi sento particolarmente legato alle tradizioni di alcune socialità (Come è di moda in questi tempi di transizione). Sono come quegli alberi d'alto fusto le cui radici, facilmente, si adattano al luogo, al suolo, all'ambiente in cui si trovano.
Sì, sono, mi considero, con orgoglio, Cittadino del mondo. E, in quanto tale, non accetto osservazioni campanilistiche da parte di alcuno.
E mi piace ricordare la faccia, il sorriso, l'anima che una Persona eccezionale (Ingegnere Scozzese), conosciuta recentemente, ha istantaneamente avuto quando le ho detto che io ero "Cittadino del mondo". Col suo radioso sorriso mi ha confidato di averle fatto venire in mente il suo Papà. Anche lui le diceva di essere prima Cittadino del mondo e poi Scozzese.
I miei pensieri siano ali della mia anima al fine di essere, sempre più, Cittadino del mondo. E con me … tutti i miei lettori.
SEMPRE PER L'ECCELLENZA
Con grande soddisfazione, alcuni anni fa, ho scoperto che l'Università di S. Andrews, Scozia, UK, ha per motto una frase che mi ha sempre affascinato: "Ever to Excel".
Sì, mi è sempre piaciuto puntare (sempre) sull'eccellenza (Delle cose, delle persone) riconoscendo, come diceva Spinoza (Etica), che "Tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare".
Sì, mi è sempre piaciuto puntare (sempre) sull'eccellenza (Delle cose, delle persone) riconoscendo, come diceva Spinoza (Etica), che "Tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare".
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