Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno รจ racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

29 luglio 2011

CALATRAVA SUL CANAL GRANDE



Dal punto di vista artistico, senza dubbio, quella di Calatrava รจ una delle passerelle (E' destinata al solo transito pedonale, anche se qualche buontempone, poco tempo fa, l'ha percorsa con l'auto) piรน belle realizzate recentemente. Rappresenta una specie di lombrico stilizzato, che per superare un ostacolo (Il Canal Grande) si inarca reggendosi sulle due diverse sponde. Trattandosi di una struttura fortemente arcuata non puรฒ, certamente, considerarsi una struttura a travata, ossia una struttura che scarica sulle fondazioni prevalentemente carichi verticali, ma deve essere considerata, com รจ effettivamente, come una struttura spingente (Ad arco). Le strutture spingenti, per loro natura, portano in fondazione delle spinte orizzontali che, come nel caso in esame, possono essere abbastanza considerevoli. E' questo il classico caso dei portici ad arco che arredano con eleganza tante nostre bellissime cittร . Questi portici, come ognuno puรฒ verificare personalmente (Fanno eccezione i bellissimi porticati de L'Aquila che essendo privi delle suddette catene hanno subito importanti conseguenze per effetto del sisma del 2009) sono dotati di barre d'acciaio (Catene in gergo ingegneristico), adeguatamente ancorate, poste in corrispondenza delle imposte, aventi la funzione di assorbire le forze spingenti generate dall'arco. Il ponte (Piรน corretto definirlo Passerella) di Calatrava ha subito in fase progettuale prima ed in fase esecutiva poi tanti travagli che l'hanno portato all'attenzione dei media, non solo per la concezione strutturale ed artistica. Le problematiche, purtroppo, recentemente, si sono riaccese per una problematica statica, estetica. Qualcuno ha "scoperto" che il ponte spinge le due rive del Canal Grande a... divaricarsi. Il consulente tecnico nominato (Prof. Majowiecki dell'Universitร  di Bologna) per esprimersi sul problema non ha potuto far altro che affermare che la struttura รจ del tipo spingente e che non sono stati predisposti opportuni accorgimenti necessari per assorbire detta spinta. Come succede in questi casi l'effetto della consulenza รจ stato quello di gridare contro il Progettista e contro il Collaudatore (Carissimo amico Prof. Enzo SIVIERO) il quale, poverino, pur evidenziando l'esistenza del problema non ha osato... infierire sull'estro del famoso architetto.
Il problema dell'azione spingente, in vero, esiste ed รจ reale, ma non bisogna dimenticare che, come accennato anche dal Consulente, puรฒ essere risolto, facilmente, con opportune tecniche sulle fondazioni...

VIRTU' ED EREDITARIETA'

L'insieme dei valori condivisi, la capacitร  di relazione con gli altri simili, la condotta etica e morale rappresentano la caratteristica di bontร  che, purtroppo, raramente si riscontrano negli uomini. Valenti intelletti, spesso si sono domandati se la VIRTU' si acquisisce per nascita e/o se la si puรฒ insegnare. Certamente la virtรน non รจ automaticamente trasferibile da padre in figlio, com'รจ facilmente riscontrabile dall'esperienza del passato prossimo e remoto. Tanto per restare nella Grecia classica il saggio e virtuoso Percicle non ha avuto la fortuna di avere un figlio all'altezza della sua figura. Anzi,... Allo stesso modo bisogna riconoscere che essa (Virtรน) non si puรฒ neppure trasferire facilmente per insegnamento.
Ciรฒ premesso, รจ pur vero che avere nel proprio DNA dati che portano alla virtรน ed avere accanto saggi che ci insegnano ad acquisire la caratteristica di bontร , certamente, non รจ cosa disdicevole. Anzi, รจ una buona premessa per incamminarsi sulla strada non certo lastricata, pianeggiante e comoda

28 luglio 2011

I TRE DISTINTI POTERI: Esecutivo, Lesgislativo, Giudiziario.

Le Democrazie di tutto il mondo, per essere veramente LIBERE, devono saper gestire correttamente i tre poteri che in essa convivono. Il potere ESECUTIVO (Governo del popolo), il potere LEGISLATIVO (Parlamento, preposto alla formazione delle leggi. Camera e Senato della Repubblica in Italia, almeno finora) ed il potere GIUDIZIARIO (Magistratura, Organo che valuta e giudica i reati sulla base delle Leggi esistenti). Come discusso ed acclarato sin dai tempi della Rivoluzione Americana (La cui Costituzione, spesso, รจ stata presa (Copiata) a modello da tante democrazie sorte successivamente), per un adeguato funzionamento di qualsiasi DEMOCRAZIA รฉ necessario che i tre suddetti poteri siano, totalmente, SEPARATI. Mai tra di loro comunicanti. Le Democrazie piรน LIBERE sono quelle ove tale separazione รจ efficace. In Italia, sebbene a parole si confermi detto concetto, in vero, come cercherรฒ di esaminare, fra i tre Poteri esistono dei vasi comunicanti che, purtroppo, tendono ad assoggettare la Democrazia agli interessi di alcuni, piuttosto che a quelli della collettivitร .
Le Democrazie Occidentali (Che in quest'ultimo periodo hanno portato, grazie anche alla rete internet, una grande ventata di LIBERTA' ai paesi del Nord Africa, e non solo) poggiano i loro presupposti sulla prima legge (Detta CARTA COSTITUZIONALE o semplicemente COSTITUZIONE) che prevede, in termini espliciti, la presenza netta e distinta dei tre poteri: Esecutivo, Legislativo, Giudiziario. Anche la nostra CARTA prevede, sulla falsa riga delle Carte Americana e Francese, la distinzione dei tre poteri al fine di evitare deviazioni dispotiche.
Famosi personaggi del mondo libero illuminato (Thomas Jefferson, Loch, Montesqieu), secoli fa, hanno messo in luce i rischi che corrono i popoli democratici in assenza di precise limitazioni ed interferenze tra i suddetti poteri. In sintesi, in una Democrazia LIBERA e GIUSTA i tre Poteri devono esistere, ma essere distinti, separati l'uno dall'altro. Senza alcuna invasione di campo di uno qualsiasi di loro nei confronti di ognuno degli altri due. Nel momento in cui uno dei poteri riesce a condizionare, controllare uno o entrambi gli altri, inevitabilmente, la DEMOCRAZIA cedeva il passo al dispotismo. Il passato prossimo e remoto insegna...
Prima di approfondire, in termini il piรน possibile lineari, la funzione dei tre poteri รจ necessario precisare, anche se la cosa puรฒ sembrare semplice ed anche banale, alcuni concetti sui DIRITTI di ogni UOMO e di ogni popolo, in qualunque parte della terra si trovi:
1) LIBERTA'. L'Uomo nasce libero e per natura nessun altro uomo ha diritto per limitare la sua LIBERTA'.
Tutti gli Uomini nascono LIBERI e titolari di INALIENABILI DIRITTI: quello della VITA, quello della LIBERTA', quello del perseguimento della FELICITA'.
Nessun uomo, mai, per Natura, potrร  avere titolo per rubare uno di questi diritti ad altro uomo;
2) DIRITTO D'INDIPENDENZA DEI POPOLI. Ogni popolo ha il diritto sacrosanto, per Natura e per legge Divina, di recidere, con ogni mezzo, i vincoli che lo legano, in qualunque modo, ad altro popolo o ad uomo;
3) DEMOCRAZIA. Per salvaguardare, in modo efficace, i diritti inalienabili i popoli si sono dotati di Istituzioni i cui poteri sono strutturati in modo da garantire i diritti dei Cittadini. Al fine di impedire le ingiustizie che i Cittadini sarebbero costretti a sopportare รจ necessario dividere il potere (Nelle dittature concentrato nelle mani di un despota o, comunque, di una sola persona) in tre comparti, rigorosamente a TENUTA STAGNA. In assonanza con JEFFERSON รจ necessario, per il bene della Democrazia, erigere insormontabili barriere tra un potere e l'altro. L'abbattimento, lo scavalcamento, l'assenza delle suddette barriere, essendo il potere, per sua stessa natura, come un gas, invadente implica il concentramento, nelle stesse mani, di piรน funzioni e, quindi, la perdita dei principi essenziali di una Democrazia.
I popoli, quindi, devono rivolgere la propria DIFFIDENZA verso l'ambizione, l'intraprendenza di un potere (Uno qualsiasi dei tre suddetti) che cerca di invadere un altro. E' pur vero che l'esercizio dei suddetti 3 poteri, non da una sola persona, ma da molte, รจ condizione necessaria ma non sufficiente per evitare atti di dispotismo. Tante persone possono essere anche piรน oppressive di una.
Al fine di evitare ingerenze รจ quindi necessario fare in modo che il passaggio dall'uno all'altro potere avvenga solo ed esclusivamente nei casi e nelle condizioni previste dalla LEGGE.
In sintesi: - chi fa il Magistrato (Appartenente al potere Giudiziario) non deve poter far parte del Governo (Potere Esecutivo) e del Parlamento (Potere Legislativo). Il passaggio potrebbe essere consentito solo dopo aver rassegnato le dimissioni dal potere di appartenenza. Dimissioni non nel senso Italiano, ma nel senso letterale. Senza nessuna possibilitร  di ritornare nel precedente ordine di appartenenza. Inoltre, chi ha fatto il Magistrato in una certa Regione non puรฒ esercitare un altro dei poteri (Esecutivo, Legislativo) nella stessa zona; - chi svolge azione di Governo (Nazionale, Regionale,...) non puรฒ svolgere azione alcuna nell'ambito del potere Legislativo o Giudiziario. Chi รจ parlamentare non puรฒ essere anche Ministro o Giudice.
In Italia, purtroppo, spesso siamo costretti ad assistere a lotte intestine fra i tre poteri (In special modo quello Esecutivo e quello Giudiziario) che, spesso e volentieri, cercano di invadere aree non di competenza. In questo particolare periodo della vita Nazionale, il potere piรน nobile, quello LEGISLATIVO, appare agli occhi della gente come quello piรน ...bistrattato. In Italia, purtroppo, si vedono spesso e non volentieri, persone che passano tranquillamente da un potere all'altro senza alcuno scrupolo, facendo rivoltare nella tomba il povero Montesqieu. Non รจ possibile che un magistrato appartenga al governo e magari faccia anche il parlamentare. E, poco dopo, come se nulla fosse, possa il suddetto tornare a fare il magistrato... Questi meccanismi non possono essere consentiti se si vuole evitare un grave danno alla nostra giovane Democrazia, tanto bistrattata anche da zotici appena appena alfabetizzati, incapaci di distinguere il sacro dal... profano.
Il Cittadino, oramai assuefatto, non distingue piรน tali pericoli e spesso pensa, erando, che, per il quieto vivere, sia opportuno ignorarli. Ma se li si ignora (Detti pericoli) ci si allontana non solo dal concetto dell'Intelletto Ereticale, ma anche dal pensiero Erasmiano, tanto declamato dalla cultura dell'Europa Unita per i suoi elevati concetti a sostegno della LIBERTA' degli Uomini e dei Popoli.

15 giugno 2011

PARADOSSI

Col termine Paradosso intendiamo una argomentazione apparentemente corretta che, invece, porta in se logiche, stridenti ed evidenti contraddizioni. Assurditร . Spesso nelle letture ci imbattiamo in "argomenti" assurdi e paradossali, che non sempre riusciamo a contestare, nonostante la loro evidente assurditร .
Di seguito riporto alcuni paradossi sui quali mi sono soffermato recentemente. Accanto ad ogni paradosso riporto qualche cenno... di stimolo. Il resto lo lascio agli amici lettori i quali (per il semplice fatto di essere tali) non possono non conoscere l'importanza di tenere la mente in ...allenamento.
1) PARADOSSO DEL 16 GIUGNO. Evidenziato da Bertrand RUSSELL nei confronti della teoria di un importante matematico. Appunto il 16/06 (Data a me cara);
2) PARADOSSO DELL'ATTORE. Elaborato in termini raffinati da Diderot. La sensibilitร  del bravo Attore consiste nel sentire, nel rendere, scrupolosamente reali i segni esteriori dei sentimenti rappresentati. I gesti della disperazione dell'attore, per esempio, sono appresi a memoria, sono stati preparati, accuratamente, davanti ad uno specchio...;
3) PARADOSSO DEL DURC. Evidenziato da Domus nei confronti di un disposto normativo sul pagamento, da parte delle imprese, degli oneri contributivi, negli appalti pubblici;
4) PARADOSSI DI SOCRATE. Nessuno fa il male volontariamente, ma solo per ignoranza del bene...

15 maggio 2011

ONNIPOTENZA DELLA MAGGIORANZA

A proposito di Tirannide, Monarchia, Democrazia, Repubblica, Maggioranza, Minoranza.

L’Uomo, dalla creazione ai giorni nostri,in ogni parte della Terra, avendo necessitร  di fissare regole di civile convivenza, รจ stato costretto a porsi delle domande sulla scelta del modello ideale di societร . Nella fase iniziale la gestione della societร  era di tipo tirannico, dispotico. Con lo sviluppo delle conoscenze e delle coscienze รจ cresciuto (E, cresce), in modo esponenziale, il diritto dell’affermazione della Democrazia (Consistente nella categorica affermazione che il potere รจ nelle mani del popolo sovrano). La Democrazia ha, come punto base, inderogabile, il concetto di uguaglianza di tutti i cittadini (Principio esaltato con la Rivoluzione Francese, momento cardine per lo sviluppo del concetto di Democrazia, in tutto il mondo. Occidentale e non). Questo fondamento porta all’accettazione della Repubblica come migliore forma do organizzazione sociale delle comunitร . E’ pur vero che, attualmente, molti paesi con strutture monarchiche sono gestiti con molta piรน libertร  e democrazia esistente in vari stati che si definiscono repubblicani (E democratici). Ma tale forma di gestione (Monarchia) non รจ assolutamente condivisibile perchรฉ essa trascende, per sua stessa natura, dal concetto fondamentale di UGUAGLIANZA fra tutti i Cittadini. Quindi, la Libertร  (La Democrazia) dovrebbe trovare il suo Spirito base nella Repubblica. Essa, in ogni modo, deve cercare di allontanare da se tutti quei livelli di perversione che la possono … “trasformare” in tirannide, in dispotismo (In monarchia). E, molti sono gli esempi esistenti, di questo genere, nei tempi attuali. In Occidente (Raramente) ed in Oriente (Frequentemente).

In Democrazia la gestione della societร  รจ fatta dalla Maggioranza che, con le sue scelte, spesso, tende (O potrebbe tendere) a prevaricare, essere vessatoria, nei confronti della Minoranza. La presente riflessione vuole porre l’attenzione sulla circostanza che per la sopravvivenza della Democrazia รจ necessario che la Maggioranza esplichi un ruolo di tutela, di protezione, di rispetto, della Minoranza. Senza alcuna azione di onnipotenza! In assenza di tale concetto, qualsiasi Comunitร  Democratica rischia di cadere nel “Paradosso della Democrazia”. Quindi, per ogni Repubblica lo scopo fondamentale รจ quello di difendere la Societร  dal dispotismo di chi la governa e di garantire che la Maggioranza (Una parte, non sempre la maggiore, della societร ) non eserciti ingiustizie nei confronti della Minoranza (L’altra parte, non sempre la minore, della Societร ). Il tutto tenendo presente che Libertร  e Giustizia sono lo scopo a cui devono tendere tutti i popoli liberi. Tutte le Repubbliche (Democrazie) devono fare ogni sforzo possibile per il raggiungimento di tale scopo. I popoli che non fanno sforzi in tal senso, o che non sentono la necessitร  di farli, sono destinati, inevitabilmente, alla… perdita della LIBERTA’.

Se in una societร  Democratica la Maggioranza fosse in grado di opprimere la Minoranza si arriverebbe, subito, alla Tirannide. Come in uno stato selvatico, primitivo, tribale, di natura, dove il piรน debole รจ privo di alcuna tutela dalla violenza del piรน forte. Da qui l’involuzione che allontana dalla Democrazia.

La tirannide della Maggioranza ha rappresentato e rappresenta il pericolo piรน terribile della Democrazia. Al fine di tenere lontano, il piรน possibile, tale pericolo รจ necessaria la presenza di un adeguato bilanciamento dei vari poteri istituzionali. E’ giusto, quindi, che in Democrazia si sostenga il rispetto della sovranitร  popolare (Esercitata dalla Maggioranza), ma รจ altrettanto giusto che la Maggioranza abbia rispetto del Dissenso eventuale della Minoranza. In sintesi, la Maggioranza non deve essere vista come la depositaria di un diritto divino. Cosi come per un principe. Ecco, allora, sopraggiungere il rischio che insidia il principio di Uguaglianza…

E’ pur vero che i detrattori della Democrazia, non sempre a torto, sostengono, proditoriamente, che “il popolo non รจ capace di discernere ciรฒ ch’รจ giusto da ciรฒ ch’รจ sbagliato”. In tal caso il termine popolo si identifica col termine Maggioranza. Quindi, รจ logico ipotizzare che soltanto ad essa (La Maggioranza) sia accessibile la Conoscenza della Veritร  e del Bene. Logicamente non dimostrato. Da qui la necessitร  del rispetto, da parte della Maggioranza, del pensiero della Minoranza. Il potere del popolo (Maggioranza), quindi, non deve esplicare alcuna Autoritร  fisica e morale sulla generalitร  dei singoli, perchรฉ questo limita e condiziona la ” Libertร  al Dissenso “.

Il Cittadino, il Popolo, che non si impegna per la LIBERTA’ AL DISSENSO trama, implicitamente, contro la Democrazia. Tende al Dispotismo!

Nelle Democrazie di basso livello culturale, spesso, certamente per lo scarso grado di fiducia nelle Istituzione (O nei loro Rappresentanti), quando la Maggioranza si pronuncia su un argomento, moltissimi cittadini, al fine di trarne un qualche beneficio si “attaccano al suo carro “. Con la conseguenza di consolidare il Dispotismo, l’onnipotenza della Maggioranza. Molti cittadini (In genere intellettualmente deboli) al fine di evitare gli strali, le ritorsioni, della Maggioranza, per non dissentire, tacciono. Pochi (Certamente intelletti di elevato spessore) sono quelli che, pur coscienti delle possibili negative conseguenze, osano criticare. E criticare ad alta voce. La loro stessa esistenza puรฒ essere (In grado inversamente proporzionale al livello di libertร  esistente) peggiore della morte (Quanti casi del genere si sono verificati, anche in Europa, nel secolo scorso e si verificano attualmente in varie parti della Terra!!!). Questi CITTADINI, spesso, vengono isolati ed emarginati dalla Societร . Di fatto diventano come dei lebbrosi, privati dei fondamentali diritti di Cittadinanza. Questi uomini, a cui ogni Cittadino amante della Libertร  dovrebbe essere grato, sono quelli che si definiscono “INTELLETTI ERETICALI” (In altra parte del Blog esaminati alcuni casi). Essi costituiscono le fondamenta incorruttibili della Democrazia (Che per natura non รจ eterna, come siamo portati a pensare). Il baluardo contro il vero rischio del dispotismo del popolo. Al Candore Intellettuale di questi uomini, appartenenti al presente ed al passato, facilmente riconoscibili, mi inchino, con animo grato, anche a nome di tutti coloro che dissentono, ma in silenzio. A tutela della Democrazia, sotto forma di Repubblica, non certo di Monarchia. Perchรฉ la Democrazia, sotto forma di REPUBBLICA, vuole l’Uguaglianza nella Libertร , senza servitรน, senza Sudditanza, fisica e/o psicologica.