Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

12 ottobre 2023

GIUSTIZIA RIPARATIVA

 Giustizia riparativa o
 Poena cullei (La pena del sacco) dei Romani?

Da poco tempo, in Italia, per volere divino (?), nel nostro ordinamento giudiziario, non certo perfetto, a mio parere, è stata introdotta la chiacchierata Legge Cartabia. Legge che prende il nome da colei che l'ha proposta e fatta approvare dal Parlamento.
Tale legge prevede, tra le altre cose discutibili, anche per reati gravissimi (Omicidio, ...) la possibilità, per il condannato di avvalersi del percorso della giustizia riparativa

In parole povere, in Italia e nel Sud in particolare, è molto raro che i criminali vengano arrestati e condannati, ma davanti a tale ipotesi essi possono chiedere l'applicazione del disposto della Giustizia Riparativa.
Con la possibilità, neppure tanto remota, che i familiari delle vittime si possano trovare nella pubblica via a passeggiare accanto al criminale che pensavano, credevano, in carcere, magari da poco arrestato, per lo sconto della pena, eventualmente, comminata.

Tale ipotizzato percorso di giustizia riparativa (Come si fa a definirla tale?) non può che comportare:
a)-Rabbia, sconcerto e sdegno da parte dei parenti delle vittime, ma, anche, da parte della popolazione civile che, mai, riuscirà, giustamente, a capire e giustificare tale comportamento assurdo della Giustizia, ossia dello Stato;
b)-Delusione, scoramento, sfiducia nella gente civile, verso le Istituzioni, che vede questa legge come assurda e lontana dai problemi della realtà quotidiana. Realtà fatta, anche, di violenza, di soprusi, di sopraffazioni, che restano, di fatto, impuniti;
c)-Assenza di alcuna considerazione nei confronti del dolore, della sofferenza, delle lacrime, che hanno attraversato i familiari e gli amici delle vittime;
d)-Riparazione o vantaggio, non indifferente, a favore del criminale? Il percorso riparativo rappresenta, semplicemente, una azione pratica per svuotare le carceri e portare sulla pubblica via coloro che si sono macchiati di reati gravissimi. E' un vantaggio incredibile verso il criminale che diventa conscio della sostanziale impunità. Tale circostanza lo porterà ad essere ancora più arrogante e violento di prima, conscio di poterla fare franca, in ogni caso.
e)-Percorso riparativo? Contrariamente a quanto proditoriamente affermato la riparazione non arriva in seguito ad un cambiamento, a un ravvedimento, a un pentimento intimo, ma arriva a valle di un percorso di convenienza detentiva. Né più, né meno. E' il classico spiraglio di luce che diventa un tunnel previsto per eludere la pena. Tunnel che non può che essere visto, da ognuno, per quello che in effetti è. Una beffa. Sia per i familiari delle vittime (Per i quali alla tragedia si somma la beffa, il danno psichico, lo sberleffo psicologico), sia per tutti i Cittadini perbene.

Tali reali circostanze sono visibili a tutti (Criminali e Familiari delle vittime), ad occhio nudo. 
Fa finta di non vedere la realtà e cerca di nascondersi dietro un dito chi:
- La legge l'ha voluta;
- La legge l'ha approvata;
- E' condannato ed ha bisogno di evitare di scontare la pena.

Conclusioni.
1)- I Cittadini onesti sono, sempre più, portati a vedere il terribile distacco esistente fra loro e il potere Istituzionale. Con sempre minore fiducia nelle Istituzioni Repubblicane. 
Con meno Felicità nel vissuto quotidiano.
2)- Responsabile di questo stato di cose sono: - Chi la legge l'ha voluta (Cartabia e i suoi grandi elettori); - Chi la legge l'ha approvata; - Chi, seppure avendo la possibilità, nulla ha fatto o fa per una modifica della legge.

I Cittadini onesti, in Italia, si domandano, invano, perché le Istituzioni sono spesso, spudoratamente, dalla parte della criminalità, senza neppure un istante per riflettere sullo status dei familiari delle vittime. Come mai?

La massima estensione dell'Impero Romano è riscontrabile durante il regno di Tiberio, soggetto lungimirante capace di assorbire nell'ambito dell'impero tante realtà sociali totalmente diverse l'una dall'altra. Per tutta la popolazione facente parte dell'impero romano vigeva la norma della pena (Quella del sacco) da scontare per grosse azioni di criminalità. Senza alcuna deroga. 
In Italia è raro vedere criminali alla sbarra e condannati ed è altrettanto raro constatare la certezza della pena.

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