Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

30 luglio 2025

CATOJO

Catòdio, Catojo, Catoio, Catoju.
Con questo nome è indicato un misero locale presente nelle più povere case d'abitazione, posto al piano terra o al piano seminterrato.
Era molto comune nel bacino meridionale del Mediterraneo.  Era destinato ad accogliere mercanzia e, molto spesso, anche, animali domestici (Diventando, parzialmente, una vera e propria stalla).
La parola ha, chiaramente, origine greca ( ) che significa locale seminterrato.
Nelle varie zone della Magna Grecia, col passare del tempo, ha assunto nomi diversi. In Campania, per esempio, è detto "basso".

QUIET QUITTING

  Quello del quiet quitting, delle dimissioni silenziose, è un fenomeno molto diffuso, specialmente nelle pubbliche amministrazioni, ma del quale si parla poco. Spesso si preferisce fare finta di nulla. Anche per evitare ritorsioni da parte dei dimissionari volontari silenziosi, per quegli adempimenti obbligatori, di loro competenza. Costoro sono preposti, per esempio, al pagamento di fatture per la fornitura di beni o servizi. Nel settore dei lavori pubblici, presso gli Enti Locali e, pure, presso i Ministeri (Interno, compreso), è raro trovare funzionari esterni alla categoria dei quiet quitting. Molti dei miei RUP, senza ombra di dubbio, appartengono, con successo, a questa categoria. Tutti sanno di questo comportamento, ma nessuno fa niente per porre rimedio. Spesso ho provato, personalmente, a smuovere le acque facendo solleciti di adempimento, ma è stato del tutto inutile. Anzi, le mie proteste sono state improduttive, controproducenti. Anche presso qualche Ministero.

 Le dimissioni silenziose sono una pratica in cui un dipendente svolge il minimo indispensabile del proprio lavoro e non va oltre quanto esplicitamente richiesto dal contratto e dalla descrizione delle mansioni, senza però abbandonare effettivamente il lavoro. 

Non si tratta di dimissioni, ma di un modo per stabilire dei limiti e proteggersi dal burnout rifiutandosi di investire oltre quanto concordato, sia in termini di ore che di compiti aggiuntivi.

Questa è l'Italia, se vi piace, col modus operandi della sua burocrazia. 

19 luglio 2025

EDILIZIA VOLGARE

 A proposito di "Edilizia volgare", tipo Hotel a 5 stelle, bosco verticale,  "campi da ping-pong pensili" per familiarizzare coi vicini delle case accanto (A Milano come a Benestare), classici esempi di spocchiositá del presunto lusso, tamarro.

"Il medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può soltanto suggerire ai propri clienti di piantare rampicanti",  diceva Wrigth e dico anch'io.

16 luglio 2025

LIBERTÀ

 Libertà è il sapore di decidere le proprie scelte di vita.
Libertà è la consapevolezza di essere padrone del proprio destino.
Libertà è la consapevolezza di poter sbagliare con le scelte fatte.
Libertà è la forza e la determinazione di rialzarsi dopo una caduta.

14 luglio 2025

GREGGE

 Quando l'umanità diventa gregge, allora cerca l'animale capo.

A quel punto è diventata priva di libertà e di diritti.

COME I GATTI

 Certe persone sono come i gatti.
Ci fanno le fusa (I gatti), ci vivi con loro per tanto tempo, ma non riusciamo a capire come sono fatti.
E quando, infine, riusciamo a capirle (Le persone) ci rendiamo conto che, forse, potevamo fare a meno di loro.

METAMORFOSI ?

 Era esile, minuto, con sguardo acuto. Aveva coraggio e qualche volta osava oltre ogni ragionevole limite.
Faceva cose originali e qualche volta fantastiche.
Non accettava le prepotenze, anche se rivolte ad altri, e le scelte di vita prive di raziocinio.
Non era volgare in un mondo sopraffatto dal turpiloquio. Raramente si vantava delle sue benemerenze.
Mai parlava di donne anche se era da esse fortemente attratto e affascinato.
Non mentiva, ma alla bisogna, ometteva qualche dettaglio.
Era consapevole dei suoi limiti. Ma, sognava. Sì, sognava anche ad occhi aperti.
Era determinato. Sapeva quello che voleva ed era conscio del fatto che avrebbe raggiunto i suoi obiettivi.
Studiava; studiava molto. Consumava libri con grande voracità.
Non aveva quasi mai dubbi.  E quando essi comparivano si guardava intorno e si poneva, semplicemente, dalla parte opposta a quella occupata dalle note persone non perbene.
Sapeva quel che voleva ... e lo otteneva.
   È cambiato? 
No, è sempre lo stesso, nonostante gli anni.

SPERARE IN QUALCOSA

 Nella vita, per vivere al meglio delle possibilità, è bene sperare in qualcosa o in qualcuno.
Anche se non si è compiutamente convinti.
La speranza aiuta a vivere meglio; aiuta ad essere ottimista; aiuta a guardare verso il lato positivo del possibile.
Anche se, poi, alla fine, il risultato sarà negativo la speranza ci avrà regalato istanti di serenità.
Non ho alcun credo verso qualcuno, ma anch'io voglio credere e credo in qualcosa.
D'altronde, la Speme è l'ultima dea che fugge i sepolcri.

13 luglio 2025

IL TIMORATO DI DIO

 Esistono tante persone di indole buona, umile, timida. Devote, credenti, osservanti, che vivono la loro vita sulla scorta di pochi principi, basilari, semplici, netti, chiari per tutti. Sono i timorati di Dio.

Una di queste persone, un giorno, durante una storica tornata elettorale locale, pur senza alcuna mia richiesta specifica, mi ha fermato per strada e con un bonario sorriso mi disse: "Prego per voi, ma sono obbligato a votare per loro".
Le due parole di questa frase che mi hanno emozionato sono state "Prego" e "loro".
Esse mostravano, in modo netto, la sua enorme fede (Chiedeva a Dio di fare vincere la lista da me sostenuta. Cosa che neppure io ho mai osato fare!) e la sua distanza dai miei avversari politici. 

Un'altra storia, altrettanto struggente, è quella di un fedelissimo timorato, che, anche in questo caso, si rivolge a Dio, a fronte di un torto subito.
È una di quelle persone che tutte le domeniche e tutti i giorni festivi provvedono a santificare le feste, andando a Messa e che sono presenti a tutte le messe di funerale, di trigesimo e d'altro.
Quest'anima pura un giorno ha subito un grave atto di violenza psico-fisica, da un prepotente (mafiosetto locale). Per reazione al grave atto subito, con un moto di orgoglio, a testa alta, rivolgendosi al soggetto gli ha ratificato che, al giusto momento, non sarà presente né al suo funerale, né al suo trigesimo. 
Lui che è stato sempre presente alle messe di tutti i morti del paese, anche quelli sconosciuti! Messe col pane e senza pane.
Così facendo, secondo il timorato, Dio e tutta la gente del paese sapranno che lui non era presente al rito; si domanderanno il perché lui, il timorato, non era presente alla messa e, facilmente, potranno dedurre della cattiveria commessa dal de cuius. 
Atto subito e rimasto indelebile, sanguinante, nella sua anima.
Sì, quel "Non verrò al tuo funerale" è stata una risposta di alto valore etico, morale, simbolico. Esso rappresenta il rifiuto di un comportamento barbarico, primitivo, volgare, con le armi di civiltà di cui il timorato era dotato.

E, a pensarci bene, tale reazione (Non verrò al tuo funerale) è l'opposta di quella che usano i mafiosi e i sicari che sono sempre presenti, come gli sciacalli, ai funerali delle loro vittime. Bastardi!

MASCHERE

 "Nel tragitto di vita incontrerai tante maschere e pochi volti".
Pirandello docet.

Nella nostra società la gente si mostra come vuole essere vista, non come effettivamente è.
Non bisogna fidarsi, quindi, delle apparenze, che al primo approccio ingannano quasi sempre.
Il mondo è pieno di finzioni.

SAN FRANCESCO


 Gerace. Chiesa di San Francesco.
Ph Domus 

IL MARCHESE DEL GRILLO

 Sono sempre stato e sarò sempre di spirito repubblicano, ma non posso non ricordare ai miei quattro lettori la filosofia di vita di un famoso marchese romano, diventato, ai giorni nostri, maestro di vita per tanti palloni gonfiati che crescono all'ombra dei privilegi del mondo politico.

L'originale signorotto romano, al fine di mettere in evidenza il suo potere, dovuto al titolo nobiliare, al confronto col popolino, aveva preso l'abitudine di dire: 
 "Io sono io, ossia il Marchese del Grillo, tu, invece, tu non sei un cazzo". 
Egli, spesso, faceva uso del suo potere derivante dal suo status anche per divertirsi e mettere in evidenza, coi rappresentanti del potere esecutivo, le ingiustizie esistenti in quella società.

L'omologo despotello attuale, per esempio il classico pallone gonfiato del mondo politico, anche se con parole un po' più edulcorante, facendosi forte del suo potere acquisito, dice gli stessi concetti. Senza alcuna intenzione di mettere in risalto le ingiustizie riscontrabili nella società moderna che non fanno altro che rimarcare gli squilibri sociali esistenti.

Sono i rappresentanti del potere che non possiedono in toto. Esistono, si mettono in mostra tra soggetti belanti, tanti, troppi, soggetti rappresentanti del potere (Lecito e illecito), che si sentono dei veri e propri cloni del Marchese del Grillo (Quello di "Io sono io e voi non siete un cazzo"). Essi, però, non si rendono conto (Essendo circondati da soggetti amorfi, belanti) di essere servi del vero possesso di quella autorità, regolarmente rappresentata, magari per ubriacature collettive o per giogo violento e di essere, semplicemente, dei:
- sacrestani, che detengono le chiavi dei portoni, ma non possiedono le chiese;
- bidelli, che puliscono i banchi e aprono le porte delle scuole, ma non hanno il possesso delle stesse;
- infermieri, che per quanto utili socialmente non sono i possessori degli ospedali.

  Costoro, per deformazione cerebrale tendono a sostituirsi, a tutto e per tutto, nel loro capo (Umano o divino. Legale o illegale) pensando di agire per diritto, nel pieno esercizio delle sue funzioni.
Ma non è così!
E, purtroppo, non c'è nessuno tra i loro conoscenti che preso atto della circostanza osi informare il soggetto interessato della sua ... mediocrità.
   Forse è meglio lasciare questi soggetti cuocere nel loro stesso brodo.

12 luglio 2025

COSE DA DIRE O DA NON DIRE?

 Dal Corriere di Calabria, del 12/07/2025.
Il Procuratore aggiunto Musolino dice:

 «In Calabria quando apri una indagine il primo problema non è la segretezza, la mafia, l’omertà, ma i collegamenti degli indagati con le forze dell’ordine e la magistratura. 
Sono protezioni dirette e indirette che, in modo strisciante, iniziano a farti l’esposto che poi qualche amico porterà avanti e così mentre dovresti pensare a fare il tuo lavoro devi impiegare il tempo a giustificarti o, peggio, a difenderti. 
E poi, magari dopo un po’, li trovi questi signori a fare il questore e il capo di un ufficio importante. Questa è la lotta alla mafia di cui nessuno parla».

-Siamo sicuri che nessuno parla o scrive di ciò?
-Chi parla (di colpa o di dolo) si potrebbe trovare contro i due poteri pronti a colpirlo?
-Che fare?