La più alta rappresentazione dell'amore tra padre e figlio, a mio parere, è quella fatta da Dante, nella Divina Commedia, nell'Inferno, al Canto X, Eretici VI Cerchio, ove incontra e parla col fiorentino Cavalcante de' Cavalcanti, guelfo come Dante, padre del poeta Guido, suo "primo amico", del "dolce stil novo".
Cavalcante, seppure considerato come persona di cultura e di alti valori è posto da Dante nel X canto dell'Inferno, tra gli Eretici, in tombe infuocate, ossia tra coloro che credono che l'anima muoia col corpo (Epicureismo). Cavalcante alla vista di Dante si erge, irrompe con forza, dal suo sepolcro, taglia il dialogo tra il Poeta e Farinata degli Uberti, e chiede notizie del figlio. E con ciò facendo emergere la sua profonda umanità, il suo immenso amore per il figlio. Chiede al Poeta perché non si è fatto accompagnare, nel suo viaggio, dal figlio Guido.
Cavalcante, seppure considerato come persona di cultura e di alti valori è posto da Dante nel X canto dell'Inferno, tra gli Eretici, in tombe infuocate, ossia tra coloro che credono che l'anima muoia col corpo (Epicureismo). Cavalcante alla vista di Dante si erge, irrompe con forza, dal suo sepolcro, taglia il dialogo tra il Poeta e Farinata degli Uberti, e chiede notizie del figlio. E con ciò facendo emergere la sua profonda umanità, il suo immenso amore per il figlio. Chiede al Poeta perché non si è fatto accompagnare, nel suo viaggio, dal figlio Guido.
"Perché tuo figlio Guido non è con té...?"
Il silenzio di Dante, seguito a questa domanda, fa confermare, al Cavalcante, la sospettata morte del figlio. I dannati non conoscono il presente, ma possono prevedere il futuro.
E, poi:
"per qui mi mena forse cui Guido vostro ebbe a disdegno"
Il passato remoto di Dante ("ebbe") fa scatenare in Cavalcante un'atroce paura. Guido non sarà morto?
E, quindi:
"Come? dicesti 'elli elle'?
non viv'elli ancora?"
E, subito dopo, quel povero padre, si accascia disperato, senza emergere più, lasciando il Poeta con Farinata degli Uberti, fiorentino, suocero di Guido, che, con altro carattere, nonostante tutto, sostiene con fierezza le sue scelte di vita.
Il Cavalcante, invece, col suo agire mette in evidenza l'amore grande per il figlio, ignorando da durezza della sua punizione infernale. La morte del figlio Guido è molto più forte delle terribili pene dell'Inferno.
L'esitazione di Dante, che voleva essere una delicata reticenza, portarono Cavalcante in una struggente disperazione. Disperazione atroce che lo spinse a ripiombare distrutto, quasi a rituffarsi, nella tomba infocata, senza più rialzarsi.

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