Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

5 novembre 2019

SPERANZA

La recente Sentenza della Corte di Giustizia Europea, emessa in seguito ad una chiamata per una causa penale Italiana, ha riconosciuto ai mafiosi incalliti (Oramai, in Italia, unici condannati a fine vita) il diritto di non essere condannati a "fine pena mai". I Giudici della Consulta (Ad onor del vero non tutti concordi (8 contro 7)) hanno stabilito che bisogna essere indulgenti anche con coloro che hanno commesso efferati delitti e non hanno mostrato alcun segno di ravvedimento.
Ciò stabilendo la consulta ha omesso di esaminare la circostanza conseguente alla loro determinazione. In sintesi, hanno omesso di considerare che l'indulgenza verso il mafioso condannato all'ergastolo rappresenta, conseguentemente, una grave ingiustizia verso la vittima, verso i familiari e verso la stessa società schiacciata dal giogo mafioso.
I Giudici, con tale sentenza, hanno omesso di esaminare la problematica dal punto di vista opposto del mafioso. Quello delle vittime. Le vittime (Compresi i familiari, gli amici e la società civile, vittime pure essi) hanno una sola Speranza: Arresto, condanna e giusta espiazione della pena inflitta al colpevole. Con la Speranza che la tragedia non si ripeta, con nessuna altra persona. I mafiosi, di contro, sono molto più avvantaggiati. Infatti, solo una piccola parte di loro (10% circa) viene individuata e condannata. Inoltre, per i colpevoli, una volta condannati, non è assicurata l'espiazione della pena, anche in presenza di efferati delitti.
Queste considerazioni portano in nuce una netta conclusione: La recente sentenza dei giudici rappresenta un clamoroso errore madornale che non giova alla Società civile, non giova alla Giustizia, ma giova esclusivamente al mafioso che può continuare ad esercitare la sua illegittima attività, col beneplacito dei … giudici.
La Speme è l'ultima Dea che fugge i sepolcri. Da ogni punto di vista.

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