Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

28 luglio 2011

I TRE DISTINTI POTERI: Esecutivo, Lesgislativo, Giudiziario.

Le Democrazie di tutto il mondo, per essere veramente LIBERE, devono saper gestire correttamente i tre poteri che in essa convivono. Il potere ESECUTIVO (Governo del popolo), il potere LEGISLATIVO (Parlamento, preposto alla formazione delle leggi. Camera e Senato della Repubblica in Italia, almeno finora) ed il potere GIUDIZIARIO (Magistratura, Organo che valuta e giudica i reati sulla base delle Leggi esistenti). Come discusso ed acclarato sin dai tempi della Rivoluzione Americana (La cui Costituzione, spesso, è stata presa (Copiata) a modello da tante democrazie sorte successivamente), per un adeguato funzionamento di qualsiasi DEMOCRAZIA é necessario che i tre suddetti poteri siano, totalmente, SEPARATI. Mai tra di loro comunicanti. Le Democrazie più LIBERE sono quelle ove tale separazione è efficace. In Italia, sebbene a parole si confermi detto concetto, in vero, come cercherò di esaminare, fra i tre Poteri esistono dei vasi comunicanti che, purtroppo, tendono ad assoggettare la Democrazia agli interessi di alcuni, piuttosto che a quelli della collettività.
Le Democrazie Occidentali (Che in quest'ultimo periodo hanno portato, grazie anche alla rete internet, una grande ventata di LIBERTA' ai paesi del Nord Africa, e non solo) poggiano i loro presupposti sulla prima legge (Detta CARTA COSTITUZIONALE o semplicemente COSTITUZIONE) che prevede, in termini espliciti, la presenza netta e distinta dei tre poteri: Esecutivo, Legislativo, Giudiziario. Anche la nostra CARTA prevede, sulla falsa riga delle Carte Americana e Francese, la distinzione dei tre poteri al fine di evitare deviazioni dispotiche.
Famosi personaggi del mondo libero illuminato (Thomas Jefferson, Loch, Montesqieu), secoli fa, hanno messo in luce i rischi che corrono i popoli democratici in assenza di precise limitazioni ed interferenze tra i suddetti poteri. In sintesi, in una Democrazia LIBERA e GIUSTA i tre Poteri devono esistere, ma essere distinti, separati l'uno dall'altro. Senza alcuna invasione di campo di uno qualsiasi di loro nei confronti di ognuno degli altri due. Nel momento in cui uno dei poteri riesce a condizionare, controllare uno o entrambi gli altri, inevitabilmente, la DEMOCRAZIA cedeva il passo al dispotismo. Il passato prossimo e remoto insegna...
Prima di approfondire, in termini il più possibile lineari, la funzione dei tre poteri è necessario precisare, anche se la cosa può sembrare semplice ed anche banale, alcuni concetti sui DIRITTI di ogni UOMO e di ogni popolo, in qualunque parte della terra si trovi:
1) LIBERTA'. L'Uomo nasce libero e per natura nessun altro uomo ha diritto per limitare la sua LIBERTA'.
Tutti gli Uomini nascono LIBERI e titolari di INALIENABILI DIRITTI: quello della VITA, quello della LIBERTA', quello del perseguimento della FELICITA'.
Nessun uomo, mai, per Natura, potrà avere titolo per rubare uno di questi diritti ad altro uomo;
2) DIRITTO D'INDIPENDENZA DEI POPOLI. Ogni popolo ha il diritto sacrosanto, per Natura e per legge Divina, di recidere, con ogni mezzo, i vincoli che lo legano, in qualunque modo, ad altro popolo o ad uomo;
3) DEMOCRAZIA. Per salvaguardare, in modo efficace, i diritti inalienabili i popoli si sono dotati di Istituzioni i cui poteri sono strutturati in modo da garantire i diritti dei Cittadini. Al fine di impedire le ingiustizie che i Cittadini sarebbero costretti a sopportare è necessario dividere il potere (Nelle dittature concentrato nelle mani di un despota o, comunque, di una sola persona) in tre comparti, rigorosamente a TENUTA STAGNA. In assonanza con JEFFERSON è necessario, per il bene della Democrazia, erigere insormontabili barriere tra un potere e l'altro. L'abbattimento, lo scavalcamento, l'assenza delle suddette barriere, essendo il potere, per sua stessa natura, come un gas, invadente implica il concentramento, nelle stesse mani, di più funzioni e, quindi, la perdita dei principi essenziali di una Democrazia.
I popoli, quindi, devono rivolgere la propria DIFFIDENZA verso l'ambizione, l'intraprendenza di un potere (Uno qualsiasi dei tre suddetti) che cerca di invadere un altro. E' pur vero che l'esercizio dei suddetti 3 poteri, non da una sola persona, ma da molte, è condizione necessaria ma non sufficiente per evitare atti di dispotismo. Tante persone possono essere anche più oppressive di una.
Al fine di evitare ingerenze è quindi necessario fare in modo che il passaggio dall'uno all'altro potere avvenga solo ed esclusivamente nei casi e nelle condizioni previste dalla LEGGE.
In sintesi: - chi fa il Magistrato (Appartenente al potere Giudiziario) non deve poter far parte del Governo (Potere Esecutivo) e del Parlamento (Potere Legislativo). Il passaggio potrebbe essere consentito solo dopo aver rassegnato le dimissioni dal potere di appartenenza. Dimissioni non nel senso Italiano, ma nel senso letterale. Senza nessuna possibilità di ritornare nel precedente ordine di appartenenza. Inoltre, chi ha fatto il Magistrato in una certa Regione non può esercitare un altro dei poteri (Esecutivo, Legislativo) nella stessa zona; - chi svolge azione di Governo (Nazionale, Regionale,...) non può svolgere azione alcuna nell'ambito del potere Legislativo o Giudiziario. Chi è parlamentare non può essere anche Ministro o Giudice.
In Italia, purtroppo, spesso siamo costretti ad assistere a lotte intestine fra i tre poteri (In special modo quello Esecutivo e quello Giudiziario) che, spesso e volentieri, cercano di invadere aree non di competenza. In questo particolare periodo della vita Nazionale, il potere più nobile, quello LEGISLATIVO, appare agli occhi della gente come quello più ...bistrattato. In Italia, purtroppo, si vedono spesso e non volentieri, persone che passano tranquillamente da un potere all'altro senza alcuno scrupolo, facendo rivoltare nella tomba il povero Montesqieu. Non è possibile che un magistrato appartenga al governo e magari faccia anche il parlamentare. E, poco dopo, come se nulla fosse, possa il suddetto tornare a fare il magistrato... Questi meccanismi non possono essere consentiti se si vuole evitare un grave danno alla nostra giovane Democrazia, tanto bistrattata anche da zotici appena appena alfabetizzati, incapaci di distinguere il sacro dal... profano.
Il Cittadino, oramai assuefatto, non distingue più tali pericoli e spesso pensa, erando, che, per il quieto vivere, sia opportuno ignorarli. Ma se li si ignora (Detti pericoli) ci si allontana non solo dal concetto dell'Intelletto Ereticale, ma anche dal pensiero Erasmiano, tanto declamato dalla cultura dell'Europa Unita per i suoi elevati concetti a sostegno della LIBERTA' degli Uomini e dei Popoli.

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