Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

27 dicembre 2025

IL PRIMO SEGNO DI CIVILTÀ

 Il primo segno di civiltà di una cultura del passato, a pensarci bene, è la rappresentazione di un femore rotto e rimarginato.
Per le persone e per gli animali, quasi sempre, tale frattura stava a significare la prossima fine della vita, stanti le difficoltà e i predatori in "attesa di intervenire".

La guarigione del femore rotto sta a testimoniare la presenza di qualcuno che si è preso carico delle necessità di vita dell'infortunato. L'ha aiutato, curato, nutrito, fino a fargli riprendere le sue funzioni.
È questo il momento di civiltà più elevato di una cultura. È la cura, la scelta deliberata di stare accanto al malato che rappresenta il momento di massimo livello culturale. 
È l'aiuto reciproco che serve per evidenziare un segno sublime.

VELENO

 La vita è fatta, anche, di continue contrapposizioni. Essa, spesso, mette a confronto situazioni opposte contrastanti. Tipo:
- Il bianco col nero 
- Il bene col male.
- Il bello col brutto.
- La vita con la morte.

L'essere umano esiste per vivere e godere dei frutti e delle gioie esistenti sulla terra. La morte toglie ad esso la possibilità di provare gioia dalle varie possibilità. La vita è un percorso, un diritto, personale che nessuna persona ha il diritto di cancellare alle altre.
In modo accidentale, non voluto (Per colpa),  oppure volontario (Per dolo),  ci possono essere delle "interferenze" che modificano il corso della vita. Elementi essenziali che possono determinare dette modificazioni sono i veleni. Sostanze che se ingerite oltre un limite di accettabilità del corpo umano portano alla morte.

Esistono in natura varie azioni che possono portare la morte delle persone. Tra esse l'assunzione di sostanze naturali comunemente esistenti in natura. Alcune di esse sono estremamente letali, altre hanno un livello di pericolosità più attenuato rispetto alle prime. 
   In entrambi i casi è opportuno tenere presente che piccole dosi di veleno possono essere tollerate dall'organismo umano senza alcun problema (Come cantava, qualche tempo fa, un giovane cantante italiano e come faceva Mitridate, noto re d'oriente, che tutte le mattine faceva colazione con panna al veleno. Mitridate, in sintesi, ha confermato che l'assunzione sistematica minimale (In piccole dosi) di un veleno porta all'acquisizione di una buona capacità di opporsi al veleno. Capacità che non hanno le persone che non hanno mai fatto uso dello specifico veleno).

Il veleno? Secondo alcuni non esiste. Le persone possono fare uso anche delle sostanze più terribili facendole diventare addirittura rimedi per la salute.
A piccole dosi esse sono un rimedio, a forti dosi sono letali.

A)- Sostanze molto pericolose.
A1)- Tossina botulinica.
Si genera negli alimenti mal conservati e nelle ferite infette.
A2)- Batracotossina.
È presente nella pelle di alcuni tipi di rane e di uccelli.
A3)- Brucina.
Solida, bianca, inodore. Si estrae da fave di S. Ignazio e da noce vomica. Molto tossica. È un veleno simile alla stricnina.
A4)- Stricnina.
Sì estrae da piante. Inodore, incolore. Fortemente tossica. Si fa uso anche nella medicina.
A5)- Acqua tofana.
È una sostanza a base di arsenico. Il nome deriva da una nota avvelenatrice siciliana.
A6)- Arsenico.
Potente veleno, inodore, incolore.
A7)- Cicuta.
Pianta selvatica ad elevata tossicità.

B)- Sostanze con minore pericolosità.
B1)- Oleandro.
Pianta tossica per la presenza di oleandrina. È considerata simbolo dell'oblio, della sfortuna, ma anche della resistenza e della bellezza.
B2)- Belladonna.
Pianta spontanea velenosa.
B3)- Mughetto.
Pianta bella che può portare veleno al cuore.
B4)- Mandragora.
Erba spontanea tossica.
B5)- Tasso.
Pianta tossica d'ornamento.
B6)- Digitale.
Pianta tossica dai fiori bellissimi a campanella.
B7)- Stramonio o Erba del diavolo.
Erba che porta facilmente delirio, allucinazione.
B8)- Edera.
Rampicante molto diffuso anche nei giardini. Bacche e foglie sono urticanti.
B9)- Azalea.
Pianta dai fiori bellissimi e singolari. Le sue tossine possono portare guai seri al cuore e allo stomaco.

   Esistono molti altri vegetali che possono portare serie conseguenze alla salute dell'uomo. 
Potenti sostanze velenose sono presenti in certi tipi di funghi, qui non trattati.
È importante non fare uso di quei vegetali per i quali non si conoscono le caratteristiche sull'alimentazione.

L'arte del sapiente sta nel saper guidare la casualità. A proposito di veleni l'abate Adelmonte diceva:
-nel giardino coltiva cavoli. Scegline uno;
-innaffia il cavolo, per tre giorni, con una soluzione di arsenico;
-il terzo giorno il cavolo si ammala e ingiallisce. Quel cavolo tagliato, per tutti è maturo, per il sapiente è avvelenato;
-il cavolo se dato in pasto al coniglio porta l'animale alla morte;
-gli intestini del coniglio buttati dal cuoco in un letamaio portano alla morte la gallina che li becca;
-l'avvoltoio che nota le convulsioni della gallina piomba e mangia dal cadavere di essa;
-l'avvoltoio muore e cade in un lago ove un'anguilla golosa mangia l'avvoltoio e resta avvelenata;
-il commensale mangia l'anguilla, resta avvelenato e muore.
   I medici attestano la morte dell'uomo, per tumore. Si saprà mai il colpevole se il caso è sapientemente gestito?

Se le sostanze velenose fossero di facile preparazione, anche dalla gente comune, siamo sicuri che non si andrebbe incontro ad una condizione col 50% degli umani che tende ad avvelenare l'altro 50%?

Infine, se il delitto, visto che di delitto si tratta, sfugge alla giustizia degli uomini, sfuggirà a quella di Dio?

15 dicembre 2025

FASCINO A PARIGI?

 A Parigi il livello massimo del fascino, dello snobismo, è andare a teatro a sipario alzato, a spettacolo iniziato. Per farsi vedere.
Ecco perché la sala è quasi vuota prima dell'inizio. 
Ecco perché lo spettacolo nella prima parte è solo didascalico. 
O viceversa?
Una volta e, forse, non ancora.

14 dicembre 2025

29 novembre 2025

AMANTI INFELICI

 Fantasiosi o reali riporto le storie di amanti infelici, passati alla storia per il loro amore contrastato dalle rispettive famiglie, nemiche fra loro.

1)- Piramo e Tisbe.
Amanti babilonesi. Sì parlavano, fin da bambini, attraverso le crepe del muro che divideva le case delle rispettive famiglie, tra di loro acerrime nemiche.
Orazio, Metamorfosi, libro IV.

2)- Paolo e Francesca.
Un amore struggente, adultero, è nato tra Francesca da Rimini (Da Polenta, figlia del signore di Ravenna) e Paolo Malatesta (Figlio del signore di Rimini), fratello di Gianciotto, marito di lei. Francesca è stata ingannata dicendole che avrebbe sposato Paolo, il bello dei due fratelli, non Gianciotto, decisamente brutto e sgraziato.
I due amanti legati da struggente passione, iniziata con la lettura del libro con la storia d'amore tra Ginevra e Lancillotto, furono uccisi dal marito di lei appena scoprì il loro amore. "Maledetto fu il libro e chi lo scrisse".
Dante, Divina Commedia, Inferno, Lussuriosi, Canto V.

3)- Romeo e Giulietta.
Amanti legati da un amore indissolubile nonostante le profonde inimicizie fra la famiglia di Giulietta (Capuleti) e quella di Romeo (Montecchi), in Verona.
I due amanti si sposano in segreto. Per superare una disavventura lei beve una pozione che la fa sembrare morta. Romeo che non sa dell'artifizio si avvelena accanto a lei. Giulietta al risveglio vede Romeo morto accanto a lei e di suicida accanto a lui.
Dopo la loro morte cessa l'odio fra le due famiglie.
Shakespeare, Romeo e Giulietta.

4)- Lancillotto e Ginevra.
È la storia dell'amore proibito, tutt'altro che platonico, tra Lancillotto del Lago, il più valoroso dei cavalieri della Tavola Rotonda e la regina Ginevra , moglie di Re Artù. L'amore nasce in seguito all'azione molto ardita del cavaliere che salva la regina, rapita da Meleagant. Subito dopo i due si amano in modo struggente. Ginevra era la moglie di Artù, la regina di Camelot, ma il suo cuore apparteneva, senza limiti, a Lancillotto.
Il loro amore, scoperto da Artù, porta alla rovina il regno di Camelot e i due amanti. Alla morte di Ginevra Lancillotto si ritira a vita spirituale, da eremita.
Lancelot-Graal, 1214.

5)- Paride ed Elena.
Elena, figlia di Zeus e di Leda, sorella dei gemelli Castore e Polluce, considerata la donna più bella del mondo, era la Regina di Sparta, in quanto moglie di Menelao, quando fu rapita dall'attraente Paride, fratello di Ettore e di Deifobo, figlio di Priamo, Re di Troia, e portata via da Sparta. In vero, più che un rapimento vero e proprio si è trattato di una fuga consensuale dovuta ad un amore travolgente esploso tra i due giovani. Anche in considerazione del fatto che Menelao, marito di Elena, era tutt'altro che un bell'uomo. Elena scelse Paride in quanto per lei era "la cosa più bella: ciò che si ama".
I due amanti vissero, a Troia, un intenso e travolgente periodo d'amore.
Il rapimento di Elena ha rappresentato, per i greci, una valida scusa per assediare e conquistare Troia.
Durante l'assedio di Troia Paride muore per le frecce di Filottete, avvelenate da Eraclea, mentre faceva rientro in città.
Dopo la morte di Paride Elena sposa Diofobo, fratello di Paride, che tradisce consegnandolo ai greci durante l'assedio. E, infine, dopo la distruzione di Troia Elena torna a Sparta, col marito Menelao, fratello di Agamennone. Sostenendo, naturalmente, di essere stata rapita da Paride, contro la sua volontà.
Sì sa e si dice da sempre: le bellissime donne di Sparta sono così.
Omero, Odissea.

28 novembre 2025

SOSTENIBILITA'?

 In Italia, spesso, nel linguaggio comune si introducono dei termini, in lingua inglese o in italiano, che in breve tempo vengono usati da tutti, pur senza conoscere, esattamente, il significato, per cadere, dopo qualche tempo,  nel dimenticatoio.

Qualche anno fa la parola nuova è stata "resilienza", proveniente dai laboratori di Ingegneria, dai test di prova sui materiali metallici.

Attualmente è di moda, nel linguaggio corrente, l'uso della parola "Sostenibile",  proveniente dall'ambito ambientale. Ma il suo utilizzo non è sempre netto e preciso, lasciando, spesso, dubbi sulla reale consistenza del termine. Questo tipo di linguaggio, spesso, porta consenso manifesto quando si parla in senso generale ambientale, ma, altrettanto spesso, porta dissenso e contrasto quando si scende nel dettaglio operativo. E l'argomento diventa ostico e di forte contrapposizione fra le parti, con ognuna che tende a far prevalere la propria interpretazione. Sì, perché in questi argomenti non ci sono solo due opzioni, il bianco o il nero, ci sono varie opzioni, con diverse sfumature. Con la conseguenza che un qualcosa che per tizio è sostenibile, per caio può essere non sostenibile. E in questi scontri ad avere la meglio non sempre è chi ragiona col buon senso, ma chi si trova nella posizione di potere più alto.

Cerchiamo di capire come stanno le cose. 

1) -Sostenere.
Sostenere significa reggere, portare su di sé, in modo saldo, sicuro. Anche: tollerare, soffrire, sopportare. Vale anche per: difendere, sostenere, resistere, patrocinare. 
Nella vita è bene sostenere tutto ciò che implica vantaggio per la natura e per la collettività, presente e futura.
2) -Sostegno.
Sostegno è quel qualcosa che sostiene un'altra cosa, un'idea. E' il basamento, la colonna, il supporto che serve a tenere in essere qualcosa. 
E' la presenza manifesta di un'azione considerata necessaria per il sostegno di qualcosa.
3) -Sostenibile.
Sostenibile fa rimando alla potenzialità di sostenere una cosa, un'idea, un progetto.  Una cosa che è necessario e giusto difendere dalle aggressioni.
Col termine Sostenibilità, molto usato nell'attuale linguaggio, si intende la necessità di un utilizzo efficiente e rispettoso delle risorse (Natura, Energia, Materie prime, Lavoro umano).
Il concetto di sostenibilità porta a domandarsi, a ricercare, il significato del "vivere sostenibile". 
Il vissuto sostenibile è quello che implica l'adozione di comportamenti, abitudini, scelte che riducono l'impatto ambientale e sostengono il benessere individuale e collettivo.
La sostenibilità è, quindi, riferita a cose, ad azioni, a servizi, nella totalità del loro ciclo di vita. Essi sono considerati sostenibili se durante il loro intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento, esplicano un minimo impatto ambientale. 
Col termine sostenibilità si fa riferimento a condizioni di sviluppo che soddisfino i bisogni del tempo presente senza, però, compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri. Tenendo presente la necessità di fare un uso efficace, non esagerato, delle risorse nel rispetto dell'ambiente.

Ne deriva il concetto di "sviluppo sostenibile", ossia quel tipo di sviluppo che non esaurisce le risorse naturali e non danneggia, in modo irreversibile, l'ambiente, anche al fine di consentire l'uso di quelle risorse (Quelle rimanenti) alle nuove generazioni. Con attenzione alle diverse e spesso contrastanti prospettive che guardano: - all'ambiente (Vuole la conservazione delle risorse naturali, la riduzione dell'inquinamento, il contenimento delle emissioni); - all'economia (Lo sviluppo deve cercare di non compromettere il pianeta col profitto a breve termine); - alla società (Le attività devono tendere al benessere, alla felicità, all'equità di tutte le persone, presenti e delle future generazioni. Salvaguardando Uguaglianza e Giustizia sociale). 

Un progetto che ha come obiettivo la sostenibilità deve tener conto della necessità di:
 - Minimizzare i rifiuti; 
 - Far uso, il più alto possibile, di risorse rinnovabili; 
 - Rispettare gli standard etici e morali; 
 - Rispettare i diritti economici e le condizioni dei lavoratori; 
 - Non comportare trasformazioni irreversibili all'ambiente. 

Quando un'azione generica si definisce, o si può definire, "sostenibile?"
L'industria bellica tradizionale, convenzionale, può essere definita sostenibile?
Una industria bellica che produce e commercializza armi e, quindi, genera ricchezza economica, posti di lavoro, può essere  considerata sostenibile?
L'industria  nucleare, civile o bellica, può essere definita sostenibile?
Le centrali nucleari, presenti in molti paesi, Italia compresa seppur ufficialmente spente, capaci di fornire energia elettrica, ma anche, potenzialmente, bombe nucleari ad alto impatto o anche a basso impatto con Uranio impoverito, devono essere considerate sostenibili o no?
I grandi fondi di investimento, italiani, europei, americani, mondiali, possono auto definirsi sostenibili anche se i loro lucrosi investimenti  sono diretti su settori bellici e verso la distruzione del verde sul pianeta Terra? Senza alcuna attenzione alla necessità di attivare un cambiamento duraturo e reale nella giusta direzione. E senza alcuna attenzione alle condizioni di vita dei lavoratori.
Le armi producono impatti duraturi e positivi da poter essere considerate sostenibili?
I conflitti (Guerre), che tanto diffusamente sono presenti sulla Terra, portatori di morte, di distruzione, di odio e di rancore, di povertà, di disastri ambientali, possono essere considerati sostenibili?
Se la risposta è negativa, com'è ragionevole ipotizzare, allora perché il resto del mondo non fa il necessario per farli cessare?

Recenti studi statistici hanno accertato che, in Italia, un ridottissimo numero di persone (O famiglie industriali o finanziarie), in quest'ultimo quinquennio, nonostante il terribile periodo di crisi economica, energetica, bellica, finanziaria, etica e morale, ha arricchito il proprio patrimonio di oltre il 23%.
Di contro, la fascia di popolazione già di livello medio o medio alto durante il suddetto periodo ha subito un depauperamento del proprio livello economico e di vita. 
In sintesi, durante questo periodo di bellicismo esasperato, che ha invaso anche l'Europa e il Mediterraneo, i ricchi sono diventati molto più ricchi e i poveri molto più poveri.
Evidentemente le guerre non sono sostenibili per il genere umano. Lo sono solo per oligarchi e gestori dei poteri esecutivo e finanziario dei vari paesi, non certo democratici.
Ma, allora, se le guerre non sono sostenibili per il genere umano perché si fanno? Perché non si leva una adeguata protesta contro quei paesi e quei personaggi che fanno le guerre o le sostengono? Cosa ha fatto e fa l'ONU per contrastare la nascita e la crescita dei focolai di guerra? Perché non si impongono restrizioni a tutti quei paesi che accendono focolai e guerre?
Gli Stati considerati responsabili dell'accensione di guerre, in quanto promotori di attività non assolutamente sostenibili, per intervento dell'ONU, potrebbero essere costretti al pagamento dei costi conseguenti alle distruzioni economiche e ambientali che la guerra, da essi attivata, ha comportato e comporterà.

La costruzione di un ponticello ad arco in legno, su un ruscello di campagna, può essere considerata come un'azione violenta contro la natura che, senza alcun dubbio, viene ad essere perturbata dalla costruzione delle spalle di sostegno della struttura? L'opera è sostenibile, oppure no per il mancato rispetto dell'habitat naturale?
La costruzione di un acquedotto che capta le abbondanti acque cristalline da una zona collinare per portarle ai cittadini assetati di un paesino posto ai piedi del rilievo può essere considerata non sostenibile dal potere esplicato dalle Soprintendenze?   

27 novembre 2025

UN GIORNO QUALUNQUE

Nella vita capita, più o meno a tutti, di dover affrontare un grave lutto (La Mamma, il Fratello, un Familiare, ...), una grave perdita, con la conseguente necessità di metabolizzare lo stato di sofferenza derivante.
In condizioni del genere, guardando a ritroso, ci si domanda qual è stato "Il peggior giorno del lutto, il più triste, il più terribile?"

Il  giorno 
peggiore del mio lutto:
- Non è stato, seppur terribile e indimenticabile, il momento e il giorno (31/10/1999, ore 21.00) in cui sono stato portato a conoscenza dell'evento tragico;
- Non è stato il giorno del funerale (02/11/1999, ore 16.00) del proprio caro. Giorno straziante anche per la presenza, col proprio dolore, di familiari, amici e parenti;
- Non è stato il giorno del compleanno in sua assenza (19 Marzo 2000). 
   No, nessuno di questi è stato ed è da considerare il giorno peggiore del mio lutto.

   Il giorno peggiore è un giorno qualunque. 
Ogni giorno qualunque, magari un giorno banale, oppure un giorno in cui ti capita di essere molto felice oppure molto triste.
- È il giorno peggiore del lutto quando ti succede qualcosa di molto bello e ti rendi conto che non puoi correre a raccontarglielo e condividere, con lui, la tua gioia.
- È il giorno peggiore del lutto quando ti capita qualcosa di brutto e non hai le sue parole che ti consigliano; non hai il suo sguardo e le sue braccia che ti sostengono moralmente e fisicamente.  
   
Il giorno peggiore è una generica domenica pomeriggio in cui potresti essere felice a chiacchierare con lui, ad Argade, sotto la solita grossa quercia; invece non puoi più farlo. E la cosa fa tanto male.
E senti il vuoto, la sua mancanza, la tristezza che buca l'anima.
E pensi e rimpiangi il tempo passato.
E senti, più di ogni altra cosa, ciò di cui hai bisogno.

E quel giorno qualunque è un lungo giorno triste e malinconico durante il quale senti solo il bisogno di isolarti dal mondo intero e di ascoltare, da solo, il tuo silenzio.