Siam fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio di un sonno è racchiusa la nostra breve vita.(Shakespeare/Bacone)

E' l'ambiente in cui veniamo cresciuti a determinare le nostre inclinazioni e le nostre aspirazioni.

17 marzo 2026

PISA


SCIOCCHEZZE DI STATO 3

Sostengo da sempre che uno dei più grossi guai dell'Italia è quello che non impedisce formalmente la coincidenza del controllore col controllato. Esempi eclatanti derivanti da fatti di cronaca.

a)- Dirigenti ministeriali. Non accettabile, in alcun modo, che un alto dirigente del Ministero dell'Economia possa far parte, contemporaneamente, del Consiglio di Amministrazione di una banca. Banca importante o poco importante.
Evidentemente al Ministero politica e dirigenza avrà autorizzato detta sovrapposizione. Inoltre, il passaggio da una funzione all'altra dovrebbe essere subordinata alle dimissioni irrevocabili dalla prima e al compimento di un periodo sabatico, di inattività di settore, per almeno 5 anni. Senza alcuna possibilità di reintegro nelle funzioni precedentemente occupate. 

b)- Magistrati. Non accettabile, in alcun modo, che un rappresentante del Potere Giudiziario diventi immediatamente parte sostanziale del Potere Esecutivo e, magari, alla fine del mandato torni ad esercitare le funzioni nell'originario Potere Giudiziario. 
Tali maldestri passaggi non possono che portare ad atti irriguardosi della Libertà, della Giustizia, della Democrazia e del Buon Senso. 
Il passaggio da una funzione all'altra deve essere subordinata alle dimissioni irrevocabili dalla prima e al compimento di un periodo sabatico, di inattività di settore, per almeno 5 anni. Senza alcuna possibilità di reintegro nelle funzioni precedentemente occupate.

QUANTI?

 Quanti (Di qua e di la) si sono adoperati, e si adoperano, da quella cupa sera,  a nascondere, qualcosa o qualcuno, alla vista degli uomini ed, anche, alla vista di Dio?

CLEOPATRA

 Cleopatra, la bellezza e le perle.
Cleopatra (In greco "Gloria del padre") è stata l'ultima regina della dinastia dei Tolomei, regnante ad Alessandra d'Egitto. La sua bellezza e la sua capacità strategica nella gestione del regno sono rimaste scolpite nei secoli fino ai tempi moderni. La sua bellezza è stata decantata anche da Plutarco che parla di una "irresistibile attrazione" che esercitava verso gli altri. Di una capacità di attrazione legata alle sue capacità oratorie, in tante lingue diverse (Conosceva: Egiziano, Greco, Latino, Etiope, ...). Il tutto fuso alla grazia naturale, spontanea, che sviluppava con il suo linguaggio e le sue movenze. La sua voce, dolcissima, coinvolgente come uno strumento musicale, dava piacere.
Era splendida da vedere e da sentire.
"Era capace di conquistare i cuori più restii all'amore; persino quelli che l'età aveva raffreddato", diceva Dione Cassio. 

Intelligenza, eloquenza, carisma erano doti innate in lei. La sua presenza fisica era curata e piacevole. Le piaceva ammaliare i suoi interlocutori. 
Amava le fragranze e i rituali della bellezza, al fine di esaltare la sua sensualità.
Era bella, attraente, ma la sua vera forza stava nella sua mente brillante e nella sua personalità magnetica, con straordinarie capacità seduttive. Aveva la pelle bianca e i lineamenti ellenistici.
Era solita fare il bagno nel latte d'asina per mantenere morbida la pelle. Pelle che fece innamorare, perdutamente, anche Marco Antonio.

E qualcuno ha raccontato di un famoso banchetto durante il quale, per sbalordire i suoi commensali, ha mangiato una preziosa perla che fece sciogliere nell'aceto.
Confermando che la sua bellezza val bene una perla. Con qualche dubbio su realtà e fantasia del suddetto episodio.

6 marzo 2026

UN POLLO OGNI DOMENICA PER OGNI CITTADINO

 Sono un fervente repubblicano poco propenso ad accettare la presenza di contesti monarchici e autoritari. Questa ipotesi di base mi porta a non parlare, o a parlare pochissimo, di re o di imperatori.

Faccio eccezione per un re, Enrico IV, il quale dopo aver capito che la sua incoronazione, per passare senza particolari contrasti avrebbe dovuto prevedere il suo passaggio dalla sua fede protestante alla fede cattolica dominante. E prima di farsi incoronare re nella bellissima Cattedrale gotica di Chartres Enrico IV, a giustificazione della sua scelta, disse,  fece sapere al mondo, che "Parigi val bene una messa / Paris vaut bien une messe". Unico re di Francia incoronato nella bellissima Cattedrale di Chartres.

È una volta incoronato re, Enrico IV, tra le altre cose positive, per aiutare la crescita del popolino, dispose che ogni domenica nella pentola di ogni cittadino ci fosse un pollo da consumare in famiglia. Questa determinazione è stata accolta con molto entusiasmo dai poveri contadini, specialmente nei paesi della Vallata della Loira e, particolarmente, a Chartres, a pochi chilometri da Parigi, ove si fece incoronare e ove, a ricordo di quel pollo nella pentola di ogni cittadino, ogni domenica, ancora oggi è possibile riscontrare per le vie di quella bellissima cittadina tante immagini  di un pollo ruspante.

Nel 1598, dopo essere diventato re e dopo aver stabilizzato la situazione politica, Enrico IV promulgò, saggiamente, l’Editto di Nantes, per mettere fine alle guerre di religione tra cattolici e protestanti.

Nel 1685, in un nuovo contesto storico  il re Luigi XIV è stato costretto a revocare l'Editto di Nantes, per ripristinare la supremazia del cattolicesimo. Con tale pronunciamento Luigi XIV, in sostanza, ha eliminato la libertà religiosa dei protestanti. Con le drammatiche decisioni che portarono alla distruzione delle chiese protestanti, all'espulsione dei pastori protestanti, alle persecuzioni violente, alle conversioni forzate.

I cattolici più integralisti giustificarono tali azioni con una opinabile interpretazione di un passo del Vangelo, la dove afferma "Costringili ad entrare". Luca 14, 16-21. E per questa interpretazione restrittiva molte persone hanno perso la vita. Nei secoli successivi teologi e intellettuali si sono confrontati e scontrati su come doveva essere interpretata tale frase. Solo in tempi relativamente recenti ha avuto il sopravvento l'interpretazione bonaria del concetto. La costrizione stava per il convincimento bonario, fatto di ragionamento e buon senso. Anche nella parabola del grande banchetto, il padrone di casa usa queste parole (Costringili ad entrare affinché la mia casa sia piena) quando chiede a un suo servo di andare per le vie e invitare poveri e umili ad andare al banchetto e fare festa. In sostituzione di tutti coloro che seppure invitati hanno presentato delle scuse per non esserci. 

 Nel 1610, Enrico IV fu assassinato a Parigi da un fanatico cattolico, François Ravaillac, che, nonostante tutto, era poco propenso ad accettare un re con radici protestanti. Ma, alla fin fine Enrico IV è stato un re buono, desideroso di portare migliori condizioni di vita alle persone più umili.

2 marzo 2026

SINDROME DI MACBETH

 Come Banquo, da fantasma, portati presso tutti i banchetti di quei bastardi, guardali negli occhi, e fai in modo che solo il singolo barbaro veda la tua immagine, impedendo la visione a tutti gli altri presenti. Così facendo, davanti al delirio del Macbeth di turno, tutti gli altri penseranno alla nascita e alla successiva esplosione dello stato di squilibrio mentale, di pazzia, del criminale che si considera divinità.

La follia sia la giusta punizione - in assenza di giustizia terrena - per il furto dei tuoi sogni da parte di quei bastardi selvatici. Tutti i tuoi assassini brucino nel fuoco eterno nelle braccia della follia. Sì, come Macbeth e anche di più.

26 febbraio 2026

IL MIO ALLORO

Il mio Alloro. 

Quel  magnifico saggio gigante, già presente nel giardino di casa mia, non c'è più. Il ciclone Nilo, che, alcuni giorni fa, ha sfogato la sua infernale energia sulla fascia jonica della Locride, ha collassato l'ultima branca di quel maestoso albero centenario, profumato. 

Esso, per tutti, ha, sempre, rappresentato, donato: Ossigeno e aria pulita; Ombra e frescura durante i giorni di calura estiva; Casa sicura per centinaia di uccelli di varia specie; Foglie aromatiche per tisane e gustosi piatti mediterranei; Bellezza.

1)- Ossigeno e aria pulita. Esso ha sempre rappresentato regalato la libera disponibilità di ossigeno e di aria pulita verso tutti i cittadini che si sono trovati nelle vicinanze;

2)- Ombra e frescura. È sempre stato un punto di riferimento ove poter godere di ombra e frescura, anche dalle adiacenti pubbliche vie, magari restando a chiacchierare, del più o del meno, in modo riservato;

3)- Casa sicura per centinaia di uccelli di varia specie. Tra queste le allodole, i passeri, i pettirossi, gli avvoltoi, i gufi, ... Non posso non rammentare la scena che mi ha visto protestare e imprecare contro un cacciatore che, in quanto tale, con un potente fucile automatico pensava - era proprio convinto - in un primo pomeriggio, seppur dalla strada pubblica, di essere legittimato a sparare ai numerosi pettirossi  che avevano casa su esso.

4)- Foglie aromatiche per tisane e per gustosi piatti locali. Da sempre, nel paesino, tutti sapevano che chiunque, senza alcuna richiesta o formalità, dalla pubblica via, avrebbe potuto raccogliere/acquisire un limone (Del tipo di "ogni mese") e tutte le lanceolate foglie di alloro per le necessità personali.

5)- Bellezza. La sua forma slanciata, le sue foglie sempreverdi, la sua gioia di vivere e di donarsi a tutti ha rappresentato una condizione di bellezza ambientale esaltante. Tutti (Quasi tutti) hanno lodato la sua bellezza. Anche i gattini  che dopo la caduta  si sono sistemati sopra, per tenergli compagnia. Per fargli sapere che gli volevano / vogliono / vorranno sempre un mondo di bene. 

4 febbraio 2026

PROTAGONISTA CONSAPEVOLE DEL PROPRIO CAMMINO

 La vita di un Uomo, protagonista, consapevole, del proprio cammino.

Sei stato un uomo leale, sincero, munito di un raffinato senso dell'Onore e della Libertà. 
Il tuo senso dell’onore non nasceva dall’ostentazione, dalla necessità di apparire, ma dalla coerenza silenziosa dei gesti, del tuo modo di essere e di vivere. Il tuo senso della Libertà nasceva dal coraggio e dall'orgoglio di sentirsi libero. Non, certo, perché ignaro dei rischi che sapevi di correre, stante l'elevato grado di mafiosità che pervadeva, e pervade, la Locride, oppure perché non coinvolto dalla paura, risposta umana istintiva a una minaccia. 
In te, come in tutti gli umani, le emozioni primarie fondamentali per la sopravvivenza si manifestavano con le abituali reazioni fisiologiche, che eri capace di controllare e attraversare, con la necessaria calma. 
Sapevi che la paura non era altro che un istinto di protezione e sopravvivenza che allerta le persone, nel corpo e nella mente, quando si trovano davanti a un pericolo. Sapevi che quella era una normale reazione necessaria per la sopravvivenza e non ti facevi condizionare, guidare, da essa. 

Eri virtuoso (Sì, avevi una disposizione stabile, consolidata, dell'anima, a fare del bene, secondo ideali sociali, religiosi, sociali), perché quando ti trovavi davanti alla necessità di scegliere, senza alcun dubbio, guardavi versi il bene; quello comune, del prossimo, principalmente. Anche quando e dove sono poche le persone che pensano alla collettività. Tendevi a perseguire il bene senza aspettare ricompense, con tutta l'onesta che ti caratterizzava. Mantenendo sempre pazienza e discrezione nel tuo operato. Sei stato, sempre, un riferimento per tante persone bistrattare, povere, umili, ultime. Hai messo la giustizia, la libertà, la ragione, il progresso della collettività, prima dei tuoi interessi personali. 
Hai aiutato, in tanti modi diversi, varie persone che non meritavano - e non meritano - come hanno dimostrato con la scorrettezza di alcuni comportamenti pubblici e con l'assoluta mancanza di gratitudine. Ma tu non cercavi gratificazioni, ristori da parte di nessuno. Facevi il bene, essenzialmente, perché ti piaceva farlo, provavi gioia e felicità nel farlo. 
Come riconosciuto da tutti coloro che ti hanno conosciuto, eri dotato di generosità, di mitezza, di rettitudine, di bontà, di amabilità, di sincerità, di socialità.

La tua storia non è fatta di trionfi immediati, ma di resistenza alle ingiustizie, ai soprusi (Atti di prepotenza e sopraffazione) di coloro che abusavano della loro forza per imporre la propria volontà. E ciò facendo ledendo, ingiustamente, i diritti e gli interessi  di coloro che sono più deboli. Avevi con te anche la più importante delle virtù teologali: la Speranza. Hai sperato, ardentemente, in un futuro di crescita economico-sociale e di progresso culturale e morale della tua Terra. 

È nel lavoro, nel rispetto per gli altri, nella resilienza (Capacità di resistere ai colpi, agli urti, agli attacchi, deformandoti, ma senza romperti) che hai affinato il carattere. Nella tua, sia pur, breve vita sei stato capace di trasformare le varie ferite ricevute in conoscenza e saggezza. Le tue cadute e riprese le hai trasformate in fondamenta. Fondamenta solide e stabili per l'edificio del tuo vissuto umano.
  Ogni prova, imposta dalla natura e, ancora peggio, dalla cattiveria degli uomini, è diventata misura della tua benevolenza e del tuo valore. Ogni sconfitta subita, anche l'ultima finale, per te ha rappresentato un passaggio verso una verità più profonda. Universale.

La Giustizia, per te, non era un’idea astratta, né un privilegio da invocare, ma un principio, un diritto, da incarnare e da mostrare a tutti. Nonostante le varie sfumature nere lasciate trasparire, diffuse vergognosamente, da qualche rappresentante istituzionale. 
Hai difeso la Giustizia quando l'hai vista fragile, infantile. L'hai reclamata, energicamente, quando l'hai vista vilipesa e tradita; l'hai cercata, esercitata, con equilibrio, anche quando sarebbe stato più facile voltarsi e guardare altrove. 
Non sei mai stato capace di nasconderti dietro un dito. Sapevi che la Rettitudine, la Giustizia, la Libertà, della Locride, richiedeva, e richiede, sacrificio e determinazione. Sapevi, senza alcun dubbio, che, nella Locride restare integri implica, spesso, un forte prezzo da pagare. Prezzo che va dall'isolamento, alla solitudine, al furto di tutti i sogni.

E, sopra ogni cosa, questa tua storia è una Storia di Libertà
Non quella concessa o proclamata, ma quella conquistata, giorno per giorno, interiormente, contro la paura, la sopraffazione, il conformismo e l’ingiustizia. Una libertà che non divide, ma che unisce tutti i componenti della società. Dal più agiato al più umile. Una Libertà che rende responsabili, onesti, democratici; che non esalta l’ego. Libertà che restituisce dignità ad ogni persona.

Questa storia è il racconto di un Uomo che non ha cercato, nel suo piccolo, di dominare il mondo, ma di restare fedele e sereno con sé stesso e con tutta la società. Ed è proprio in questa fedeltà che la sua vita è diventata esempio, memoria e possibilità. 
Le sue belle, solide, sicure, costruzioni, pubbliche e private, realizzate da Nord a Sud Italia, le solide amicizie già attivate ed ancora, nonostante il tempo trascorso, vive e sincere, gli aiuti portati alle varie persone disperate per le più varie difficoltà, stanno a testimoniare i suoi passi, la sua storia di vita. Vita rubata da alcuni barbari, selvatici, preistorici fameliche belve che di umano hanno solo l'aspetto esteriore. E, forse, neanche quello.

È così sei volato via, non per tua scelta, ma per la determinazione di coloro che non potevano sopportare le tue scelte di vita. Il tutto in una Calabria impaurita, silenziosa, sonnolenta, incapace di liberarsi dal cancro che la sta spolpando, totalmente fino all'osso, come una iena con una carcassa di cerbiatto. Il tutto nel silenzio più assordante delle Istituzioni. Spesso colpevoli e non colluse. Istituzioni, nelle quali hai sempre creduto, pur in presenza del forte distinguo nei confronti di molti di coloro che le rappresentavano. E le rappresentano. Così come sa chi rammenta quella sera (Ore 21.00), di quel 31/10/1999, in Benestare, e, anche, di quel giorno di Natale (25/12/1999) in Bovalino.  Con tutti i poteri, legittimi e illegittimi preoccupati più di nascondere che di cercare la Verità.

La Calabria, la Locride? 
La Locride è posta nella zona sud-est della Calabria. La dove il Sole arriva prima ed è molto più struggente che altrove.  È una terra antica, aspra e bellissima, con il Mare Jonio e l'Aspromonte sempre sorridenti (In assenza di perturbazioni antropiche), dove il tempo sembra rallentare per custodire, come in un sogno, ciò che conta davvero. 

Dopo la sua scomparsa, col tempo, sono scomparsi i clamori e le preoccupazioni sociali, come sempre accade in casi del genere, si sono attenuate. I convegni che si organizzano per chiedere Verità e Giustizia per la tua fine interessano sempre meno gente. Gente che da allora è sempre venuta meno in tutto il territorio. E quelli che son rimasti raramente escono di casa, specialmente quando è sera. Nessuno va più a fare la passeggiata pomeridiana dal centro fino al Cimitero (Sant'Elena) e ritorno. 
  Al paese si sente solo la presenza del vento che attraversa gli ulivi. E, nei giorni di tempesta, il Mare Jonio, distante circa 6 km, fa sentire il suo ruggire (Fraga), la sua rabbia, la sua protesta, contro tutti i barbari dominatori della zona, in ogni anfratto del Paese e nelle case, tendente alla desertificazione, non solo per l'antistato. 
Mare che ogni anima virtuosa vorrebbe sentire, vedere, calmo, piatto, luminoso, pazientemente monotono nel suo soporifero piccolo movimento ondoso.
Paese che, muto, mostra all'aria e alla luce del sole le sue Pietre, mute pure esse, consumate dal tempo, che hanno visto passare generazioni di uomini buoni. Simili a lui.

Lui è andato via lontano dai riflettori della storia ufficiale che vuole Verità e Giustizia. Verità che tutti sanno o intuiscono, ma che nessuno cerca. Per evitare che arrechi danno a qualcuno. Ma, la Verità, senza alcun dubbio, verrà a galla e tutti i responsabili marciranno nelle fiamme dell'Inferno.
   La sua morte non è stata una resa, bensì il compimento di una vita, che seppur breve, è stata vissuta, in Libertà, con coerenza e con onestà. 
  La sua fine è avvenuta in quella quiete, quasi sacrale, con la quale la Calabria, Madre severa e serena, distrutta dal dolore, accoglie un Figlio, a cui persone selvatiche hanno rubato tutti i suoi Sogni; come in un antico rito greco, con una maschera di cera, senza più lacrime negli occhi lucidi. 
E come una Madre Jonica, bella e sofferente, nel più profondo del cuore e dell'anima, essa non celebra, non consola, ma ricorda. 
Non dimentica.

Il silenzio che lo circonda non è vuoto. È carico di ciò che non è stato detto, delle ingiustizie sopportate, delle libertà difese senza testimoni. È il silenzio degli uomini integri, di coloro che non hanno urlato per esistere, ma hanno inciso il mondo con la sola forza dell’esempio.
Lì, dove la terra è dura e il cielo sembra più vicino, la sua storia si chiude senza clamore, ma non senza senso. Perché alcune vite non chiedono di essere raccontate ad alta voce: continuano a vivere nel paesaggio, nei gesti tramandati, nella coscienza di chi saprà ascoltare e ricordare. Sottovoce, sommessamente.

E la Calabria, Onesta, Laboriosa, Generosa, Silenziosa e vigile, c'è sempre, anche se con discrezione. È sempre là, registrando tutto, per presentare il conto al momento opportuno. 
Resta là, muta, per ricordare.
Custode silenziosa di un Uomo che ha scelto di essere libero fino all’ultimo respiro. Totò.

15 gennaio 2026

IL POTERE

 Il Potere è un qualcosa di mutevole, in funzione della società e del tempo.
In un contesto democratico e repubblicano il Potere dovrebbe essere rappresentato, e bilanciato, dai classici tre poteri istituzionali: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario. 
Questo in teoria, in pratica le cose non sempre stanno così.

Ma, allora, ci si potrebbe domandare: 
Il Potere dov'è? 
È nelle stanze dei tre Poteri Istituzionali? 
È nelle stanze dei Presidenti di Regione o nelle stanza dei Sindaci?
No, spesso, il Potere non si trova nei siti istituzionali. Spesso è altrove.

Non è nel Parlamento in quanto il Potere legislativo, di fatto, è stato fagocitato dal potere esecutivo. Il Parlamento è costituito, quasi totalmente, da anime morte. Anime morte pronte a fare quello che a loro viene chiesto di fare, senza obiezione alcuna. Senza etica sovrana.

Non è nelle sedi giudiziarie in quanto questo potere, nel tempo, ha perso credibilità a favore del potere esecutivo e di altri interessi.

Sì potrebbe dedurre che il Potere stazioni nei siti di quello esecutivo. In qualche modo ciò potrebbe essere vero, ma guardando attentamente i soggetti e le azioni manifestate molti dubbi sorgono spontaneamente.
Quindi il Potere, quello vero, spesso non si trova nei siti ufficiali. È altrove. 
Quello ufficiale, forse, non esiste più.
Responsabili di questa fase di degrado democratico istituzionale, che rappresenta uno schiaffo al pensiero di Montesquieu, non possono che essere individuati nei partiti politici. Essi hanno bruciato, carbonizzato, il Potere Legislativo (I parlamentari votano secondo le direttive ricevute dai partiti. Pena la marginalizzazione del soggetto autonomo) e quasi fagocitato anche il Potere Giudiziario, nonostante quanto si dice in giro. 

E il Quarto Potere (Stampa, media), di fatto è nelle mani del dio denaro. Lontano mille miglia da quello che si è visto, e in parte si può vedere, in qualche paese veramente democratico.